Gli impianti critici
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- Alessia Cecchini
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1 La sorveglianza ed il controllo della legionellosi: le linee guida regionali Fidenza, 15 novembre 2008 Gli impianti critici Cagarelli Roberto Servizio Sanità pubblica Regione Emilia-Romagna I batteri del genere Legionella sono microrganismi comunemente presenti in natura nei corsi d acqua, laghi ed acque termali. Da questo serbatoio naturale possono passare nei siti che ne costituiscono il serbatoio artificiale colonizzandoli: - impianti idro-sanitari - torri di raffreddamento e condensatori evaporativi - piscine e vasche idromassaggio - fontane decorative - apparati di umidificazione dell aria - impianti di acque termali
2 Fattori favorenti la colonizzazione degli impianti 1. Caratteristiche degli impianti 2. Natura dei materiali impiegati per la realizzazione degli impianti 3. Incrostazioni, depositi e processi corrosivi 4. Biofilm 5. Presenza di alghe e amebe acquatiche 6. Altri: presenza di elementi in traccia (Zn, Fe, Mn), ambiente aerobio, ecc. 7. Temperatura 1. Caratteristiche degli impianti Sono più critici : quelli più vetusti, nei quali è più probabile si siano prodotti fenomeni di usura e corrosione gli impianti idrici o idrosanitari dotati di estese reti di condutture, punti di giunzione e rami morti, tubature con flusso d acqua minimo o assente e quelli con presenza di serbatoi di accumulo dell acqua e di impianto di ricircolo, quelli realizzati non correttamente o installati in posizione non idonea quelli scarsamente o mai sottoposti a manutenzione
3 2. Materiali I materiali porosi e con superfici scabre facilitano la crescita dei batteri I materiali naturali sono suscettibili di degradazione biologica (es. cartone, legno, ecc.) e possono costituire nutrimento per i microrganismi La gomma, il vetro, la plastica permettono tassi di crescita batterica più alti Metalli come il rame e l argento sono noti agenti battericidi Le tenute in gomma sono state riconosciute come siti privilegiati dove il batterio si accumula arrivando a crescite esplosive di concentrazione 3.1 Incrostazioni I sali di Ca ++ e Mg ++ presenti nell acqua, se sottoposti a riscaldamento o degasazione (torri ed umidificatori) precipitano formando depositi duri e compatti (calcare) La struttura porosa del calcare favorisce la proliferazione di Legionella proteggendola inoltre dall azione dei disinfettanti e della temperatura Riduzione del problema mediante trattamenti antincrostanti o tramite installazione di addolcitori
4 3.2 Depositi incoerenti Formazioni derivanti dalla precipitazione di sostanze organiche o inorganiche contenute nell acqua o conseguenti all introduzione di materiali dall esterno (corpi solidi, ruggine, sabbia, ec.) In analogia alle incrostazioni determinano ostruzioni, inoltre sono possibili fonti di corrosioni localizzate. Riconoscono diverse cause (correnti vaganti, ossigeno disciolto, ingresso nella rete di particelle solide, naturale elettrolisi, ecc.) In genere favorite dalla concomitante presenza di depositi Fenomeno che si autoalimenta Riduzione del problema tramite utilizzo di anticorrosivi (polifosfati, fosfosilicati, ecc) o prodotti a base filmante 3.3 Corrosioni
5 4. Biofilm E costituito da una pellicola di microrganismi (batteri, protozoi, miceti) e sostanze organiche che aderisce a irregolarità delle pareti interne delle condutture, formando stratificazioni che hanno l effetto di corrodere le pareti stesse, facilitando depositi e incrostazioni E essenziale per la colonizzazione da parte delle legionelle che trovano in esso i protozoi entro cui moltiplicarsi e svolgere il ciclo vitale, oltre a costituire un riparo da stress e biocidi Può essere ridotto con l ausilio di trattamenti che contrastano corrosione e incrostazioni e con una corretta pulizia e bonifica periodica degli impianti 5. Associazione legionella-protozoi Legionella si moltiplica all interno di protozoi che gli forniscono nutrimento e offrono protezione dalle condizioni ambientali sfavorevoli, quali la T elevata e la presenza di disinfettanti Associazione legionellaprotozoi = principale fattore della continua presenza del batterio nell ambiente
6 7. Relazione tra proliferazione di Legionella e temperatura Acque termali Fonte: Doninelli M., Doninelli M.: Idraulica n.23 Ed. Caleffi
7 Impianti a rischio Fontane ornamentali? Impianto idrosanitario Fonte: Doninelli M., Doninelli M.: Idraulica n.23 Ed. Caleffi
8 Rete Acqua Fredda Check list interventi Dove Cosa Quando Criticità Circuito dell acqua fredda fino al punto di erogazione Circuito acqua fredda Serbatoi dell acqua fredda Mantenere la temperatura < di 20 C Disinfezione eventuale Ispezionare e disinfettare con 50 mg/l di Cl per un ora Se c è sporco provvedere prima alla pulizia Sempre Quando la temperatura ottimale viene superata Almeno 1 volta /anno Condizioni climatiche Scambio di calore dalla rete dell acqua calda E la migliore soluzione? Quale metodo di disinfezione? Ispezionabilità del serbatoio Azione corrosiva del cloro Impianto idrosanitario Rete Acqua Calda Sanitaria Temperature dell acqua di C riducono il rischio di zone più fredde alla base del serbatoio, evitando situazioni favorevoli per lo sviluppo batterico. Fonte: Istituto di Salute pubblica - Madrid
9 Rete Acqua Calda Check list interventi di controllo Dove Cosa Quando Criticità Serbatoi accumulo dell acqua calda Scambiatori di calore Circuito acqua calda Svuotare, pulire, disincrostare, disinfettare Pulire, disincrostare e disinfettare Disinfettare con clorazione shock (Cl 50 ppm/h o 20 ppm/2 h) Almeno 2 volte/anno Almeno una volta all anno Dopo interventi su scambiatori di calore e all inizio della stagione Azione corrosiva Limitata efficacia sul biofilm Azione insufficiente dove l acqua ristagna Formazione di sottoprodotti Dove Cosa Quando Criticità Circuito dell acqua calda fino al punto di erogazione Mantenere la temperatura > di 50 C Sempre Vetustà dell impianto Coibentazione rete distributiva Azione sulle tubature (es. dezincatura) Consumi energetici Bilanciamento ricircolo Rischio ustioni Fonte: Doninelli M., Doninelli M.: Idraulica n.23 Ed. Caleffi
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