ERRORI IN EPIDEMIOLOGIA
|
|
|
- Antonino Serafini
- 8 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 ERRORI IN EPIDEMIOLOGIA
2 Errori in Epidemiologia Accuratezza (o validità) Errori sistematici Confondimento Misclassificazione Selezione Precisione Errori random Errore Errore random Errore sistematico Numerosità del campione
3 Accuratezza e precisione
4 Precisione È di solito espressa utilizzando gli intervalli di confidenza Dipende dalla grandezza del campione e dall efficienza dello studio
5 Accuratezza (o validità) Bias di selezione Bias di informazione (misclassificazione) Confondimento
6 Bias di selezione Selezione del campione nello studio I partecipanti allo studio potrebbero essere differenti in qualche aspetto rispetto ai non partecipanti Esempi
7 Bias di selezione Esempio n. 1 Studio della prevalenza dell obesità Se per qualche motivo i soggetti obesi partecipano meno frequentemente dei soggetti non obesi, allora la stima della prevalenza dell obesità sarà distorta
8 Bias di selezione Esempio n. 2 Studio sull effetto degli zaini pesanti sul mal di schiena nei ragazzi Durante l ora di educazione fisica, si misura sia il peso dello zaino che la presenza di mal di schiena
9 Calcolo del Rischio Relativo Mal di schiena Non mal di schiena Totale Zaino pesante Zaino leggero RR = 10/20 30/180 = 3
10 Bias di selezione Gli studenti più atletici potrebbero essere assenti perché impegnati in competizioni al di fuori della scuola Se gli studenti più atletici portano più spesso zaini pesanti E se soffrono di meno di mal di schiena Si può avere una stima distorta dell effetto del portare uno zaino pesante
11 Calcolo del Rischio Relativo Mal di schiena Non mal di schiena Totale Zaino pesante Zaino leggero RR = 10/20 30/180 = 3 Questa cella è sotto-rappresentata per l assenza di soggetti atletici
12 Calcolo del Rischio Relativo Mal di schiena Non mal di schiena Totale Zaino pesante Zaino leggero RR = 10/30 30/180 = 2 Con 10 soggetti atletici esposti non malati in più
13 Calcolo del Rischio Relativo Mal di schiena Non mal di schiena Totale Zaino pesante Zaino leggero RR = 10/40 30/180 = 1.5 Con 20 soggetti atletici esposti non malati in più
14 Misclassificazione Assegnazione dei soggetti in studio alla categoria sbagliata di una variabile categorica La misclassificazione può riguardare: La variabile di esposizione La variabile d effetto La variabile confondente Più variabili
15 Misclassificazione Non differenziale L errore è uguale per tutti i soggetti Differenziale L errore dipende dalle caratteristiche del soggetto Ad esempio, la misclassificazione dell esito può essere più grande per i non esposti e più piccola per gli esposti Oppure, la misclassificazione dell esposizione può essere più grande nei controlli e più piccola nei casi (recall bias)
16 Conseguenze della misclassificazione Non differenziale Sottostima dell effetto Differenziale Sottostima o sovrastima dell effetto
17 Effetto senza misclassificazione dell esposizione Effetto senza misclassificazione ESPOSTI NON ESPOSTI
18 Effetto con misclassificazione non differenziale dell esposizione Effetto con misclassificazione Effetto senza misclassificazione ESPOSTI NON ESPOSTI
19 Esempio di misclassificazione Se il 10% degli esposti viene classificato come non esposto Dati corretti Esposti Non esposti Casi N a rischio RR=2 Esposti Non esposti Casi N a rischio RR=1.8 Se il 20% degli esposti viene classificato come non esposto Esposti Non esposti Casi N a rischio RR=1.7
20 Esempio di misclassificazione Se il 10% degli esposti viene classificato come non esposto ed il 10% dei non esposti viene classificato come esposto Esposti Non esposti Casi N a rischio RR=1.7 Se il 20% degli esposti viene classificato come non esposto ed il 20% dei non esposti viene classificato come esposto Esposti Non esposti Casi N a rischio RR=1.3
21 Confondimento Un errore nella stima di una misura epidemiologica o nella stima di un effetto che deriva da uno squilibrio tra i gruppi posti a confronto di altri fattori causali della malattia Un confondente È associato con la malattia tra i non esposti È associato con l esposizione nella popolazione che dà origine ai casi Non è una causa intermedia
22 Confondimento ESPOSIZIONE MALATTIA CONFONDENTE
23 Esempio di confondimento Dati grezzi Esposti Non esposti Casi Tempo-persona RR=0.4 Giovani Anziani Esposti Non esposti Esposti Non esposti Casi 20 1 Casi Tempopersonpersona Tempo RR=2.0 RR=2.0
24 Confondimento Misura Cambiamento nella stima dell effetto Controllo Prevenzione Restrizione Randomizzazione Appaiamento Terapia Analisi stratificata Standardizzazione Modelli multivariabili
25 La standardizzazione Immaginiamo di voler confrontare i tassi di mortalità di una serie di popolazioni indice (A, B, C, ) La diversità nella distribuzione dell età tra le popolazioni può introdurre un bias Il bias può essere eliminato con la standardizzazione dei tassi di mortalità, utilizzando una comune popolazione di riferimento (Z)
26 Popolazione A Età Anni-persona Morti Tasso di mortalità (per 1,000 annipersona) , , , , totale 10,
27 Popolazione B Età Anni-persona Morti Tasso di mortalità (per 1,000 annipersona) , , , , totale 10,
28 Confronto tra tassi grezzi Il tasso grezzo di mortalità in A (6.8) è circa 1/9 di quello di B (56.8) Il confronto tra tassi specifici suggerisce invece che il rapporto è circa 1/4 BIAS! Diversa distribuzione dell età tra A e B
29 Utilizzo di una popolazione di riferimento Z Età Anni-persona Morti Tasso di mortalità (per 1,000 annipersona) , , , , totale 100,
30 Standardizzazione diretta Quale sarebbe la mortalità in Z se Z avesse gli stessi tassi di mortalità specifici per età di A, B,?
31 Standardizzazione diretta Età Anni-persona Tasso di Morti attese di Z mortalità di A in Z (per 1,000 anni-persona) , , , , totale 100, Tasso di mortalità standardizzato (metodo diretto) = 1050/ = 10.5/1000
32 Standardizzazione diretta Età Anni-persona Tasso di Morti attese di Z mortalità di B in Z (per 1,000 anni-persona) , , , , , ,500 totale 100,000 4,200 Tasso di mortalità standardizzato (metodo diretto) = 4,200/100,000 = 42.0/1000
33 Standardizzazione diretta Il confronto tra i due tassi standardizzati di mortalità evidenzia un rapporto 1/4 Pop. A: 10.5/1000 py Pop. B: 42/1000 py L utilizzo di una stessa popolazione di riferimento (Z) ha rimosso il confondimento legato alla differente distribuzione dell età in A e B
34 Standardizzazione indiretta Quale sarebbe la mortalità in A, B, se A, B, avessero gli stessi tassi di mortalità specifici per età di Z? La standardizzazione indiretta permette di calcolare per ogni popolazione il rapporto standardizzato di mortalità (SMR), che è il rapporto tra eventi osservati ed eventi attesi
35 Standardizzazione indiretta Età Anni-persona Tasso di Morti attese di A mortalità di Z in A (per 1,000 anni-persona) , , , , totale 10, SMR = casi osservati/casi attesi = 68/136 = 0.50 Tasso di mortalità standardizzato (metodo indiretto) = 0.50*21/1000 = 10.5/1000
36 Standardizzazione indiretta Età Anni-persona Tasso di Morti attese di B mortalità di Z in B (per 1,000 anni-persona) , , , , totale 10, SMR = casi osservati/casi attesi = 568/284 = 2.00 Tasso di mortalità standardizzato (metodo indiretto) = 2.00*21/1000 = 42.0/1000
37 Standardizzazione diretta ed indiretta I tassi di mortalità standardizzati di A e B possono quindi essere confrontati: la mortalità di A è ¼ quella di B In questo caso, i due metodi, diretto ed indiretto, forniscono lo stesso risultato A volte i due metodi danno risultati diversi
38 Standardizzazione diretta ed indiretta Il metodo diretto fornisce risultati più validi Il metodo indiretto consente di ottenere una maggiore precisione (errori standard più piccoli) poiché i tassi specifici della popolazione indice non vengono utilizzati nel calcolo
STANDARDIZZAZIONE DEI TASSI.
STANDARDIZZAZIONE DEI TASSI [email protected] Metodi di standardizzazione Il confronto tra due quozienti di mortalità non è corretto. Si possono confrontare i quozienti specifici sesso ed età
Errori (o bias) negli studi epidemiologici
Errori (o bias) negli studi epidemiologici Errore casuale o random: sono i più pericolosi perché i più difficili da individuare e per questo motivo non è possibile tenerne conto in fase di analisi Variazione
Appendice:Materiali e metodi
APPENDICE Appendice:Materiali e metodi FONTE DEI DATI I dati di mortalità,sono stati forniti dal Data Base delle denunce di morte che è gestito dall organo strumentale della Regione Lazio in materia sanitaria:
Epidemiologia e disegni di studio
Epidemiologia e disegni di studio L epidemiologia valuta le associazioni tra fattori di esposizione ed esiti di salute all interno di predefinite cornici logico-formali Esposizione X Malattia Y Tali cornici
Università degli Studi di Cassino Corso di Laurea Specialistica Classe LM-67 - Scienze e tecniche delle attività motorie preventive ed adattate
Università degli Studi di Cassino Corso di Laurea Specialistica Classe LM-67 - Scienze e tecniche delle attività motorie preventive ed adattate Insegnamento di Metodologia Epidemiologica Compito prova
Disegni di studio nella ricerca epidemiologica
Disegni di studio nella ricerca epidemiologica Dott. Pamela Di Giovanni Disegni epidemiologici La ricerca epidemiologica utilizza, per i suoi scopi, diverse strategie di studio che vengono distinte in
Elementi di Epidemiologia per la Valutazione Comparativa di Esito
Elementi di Epidemiologia per la Valutazione Comparativa di Esito La valutazione della qualità dell assistenza: quali domande? L incidenza di alcuni esiti negativi dell assistenza ospedaliera (come la
IL DISEGNO DELLO STUDIO
IL DISEGNO DELLO STUDIO Studi epidemiologici Per identificare delle cause di malattia, abbiamo bisogno di metodi e strategie che ci consentano di evidenziare delle relazioni e stabilire l esistenza di
Teoria e tecniche dei test
Teoria e tecniche dei test Lezione 9 LA STANDARDIZZAZIONE DEI TEST. IL PROCESSO DI TARATURA: IL CAMPIONAMENTO. Costruire delle norme di riferimento per un test comporta delle ipotesi di fondo che è necessario
LEZIONI DI STATISTICA MEDICA
LEZIONI DI STATISTICA MEDICA Lezione n.11 - Principi dell inferenza statistica - Campionamento - Distribuzione campionaria di una media e di una proporzione - Intervallo di confidenza di una media e di
C.I. di Metodologia clinica
C.I. di Metodologia clinica Modulo 5. I metodi per la sintesi e la comunicazione delle informazioni sulla salute Quali errori influenzano le stime? L errore casuale I metodi per la produzione delle informazioni
Metodi epidemiologici per la clinica _efficacia / 1. La valutazione dell efficacia: dalla domanda al disegno
Metodi epidemiologici per la clinica _efficacia / 1 La valutazione dell efficacia: dalla domanda al disegno Metodi epidemiologici per la clinica _efficacia / 2 L effetto del trattamento non è misurabile
VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NEL COMUNE DI CIVITAVECCHIA
Roma, 24 marzo 2009 VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NEL COMUNE DI CIVITAVECCHIA Introduzione L obiettivo di questo rapporto è la valutazione delle condizioni
VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NEL COMUNE DI ANAGNI
Roma, 20 aprile 2010 VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NEL COMUNE DI ANAGNI Obiettivo Valutare le condizioni di salute della popolazione residente nel comune
OGGETTO: Ricoveri ospedalieri per patologie respiratorie nella popolazione nata in Italia, residente a S. Polo e nel resto del comune di Brescia.
OGGETTO: Ricoveri ospedalieri per patologie respiratorie nella popolazione nata in Italia, residente a S. Polo e nel resto del comune di Brescia. Introduzione I risultati ottenuti dall indagine precedente
Metodologia epidemiologica e Igiene II
Università Cattolica del Sacro Cuore Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva e Medicina Legale Anno accademico 2011/2012 Metodologia epidemiologica e Igiene II Bruno Federico Cattedra
Epidemiologia (3) Bruno Federico
Università degli Studi di Cassino Università La Sapienza di Roma Corso di Laurea Triennale in Infermieristica Anno accademico 2008/2009 Epidemiologia (3) Bruno Federico Cattedra di Igiene - Università
standardizzazione dei punteggi di un test
DIAGNOSTICA PSICOLOGICA lezione! Paola Magnano [email protected] standardizzazione dei punteggi di un test serve a dare significato ai punteggi che una persona ottiene ad un test, confrontando la
Classificazione degli studi epidemiologici!
Classificazione degli studi epidemiologici! STUDI DESCRITTIVI - DI CORRELAZIONE O ECOLOGICI - CASE REPORT/SERIES - DI PREVALENZA O TRASVERSALI STUDI ANALITICI O OSSERVAZIONALI - A COORTE - CASO-CONTROLLO
Titolo: Ambiente e Tumori. nome e cognome: Dr. Paolo Collarile. Centro di Riferimento Oncologico di Aviano - IRCCS
Titolo: Ambiente e Tumori nome e cognome: Dr. Paolo Collarile affiliazione: SOC Epidemiologia Oncologica Centro di Riferimento Oncologico di Aviano - IRCCS Monfalcone, 07/06/2017 1 IARC LIONE, 2015 INQUINAMENTO
Misure di frequenza in epidemiologia. Rapporti Proporzioni Tassi
Misure di frequenza in epidemiologia Rapporti Proporzioni Tassi Cosa c è nel numeratore? Cosa c è nel denominatore? Rapporto Esempi E il quoziente di due numeri Il numeratore non è necessariamente incluso
Distribuzione normale
Distribuzione normale istogramma delle frequenze di un insieme di misure relative a una grandezza che varia con continuità popolazione molto numerosa, costituita da una quantità praticamente illimitata
Lezione 2 Come leggere l articolo scientifico
Analisi critica della letteratura scientifica Lezione 2 Come leggere l articolo scientifico Struttura dell articolo Introduzione Metodi Risultati e Discussione Perché è stato fatto? Come è stato condotto?
Infermieristica basata sulle prove di efficacia
Corso di Laurea in: Infermieristica (Presidente Prof. Giuseppe La Torre) Infermieristica basata sulle prove di efficacia Prof.ssa Carolina Marzuillo Prof. Giuseppe La Torre Prof. Volpe [email protected]
Misure di frequenza in epidemiologia
Misure di frequenza in epidemiologia rapporti proporzioni tassi Misure di frequenza in epidemiologia Cosa c è nel numeratore? Cosa c è nel denominatore? Rapporto = 5 / 2 = 2,5 / 1 è il quoziente di due
Confondenti e modificatori d effetto
Confondenti e modificatori d effetto Se osserviamo un associazione tra esposizione e malattia, dobbiamo chiederci: 1. l associazione è valida? (ciò che abbiamo osservato riflette effettivamente la vera
Misure epidemiologiche di rischio!
Misure epidemiologiche di rischio! Individuali (e di popolazione) Rischio Relativo (RR) Odds Ratio (OR) = Stima del rischio relativo Calcolo Incidenza: riepilogo! Le persone sono tutte sane all inizio
Statistica Inferenziale
Statistica Inferenziale a) L Intervallo di Confidenza b) La distribuzione t di Student c) La differenza delle medie d) L intervallo di confidenza della differenza Prof Paolo Chiodini Dalla Popolazione
PSICOMETRIA. Corso di laurea triennale (classe 34) VERIFICA DELL IPOTESI CON DUE CAMPIONI
PSICOMETRIA Corso di laurea triennale (classe 34) VERIFICA DELL IPOTESI CON DUE CAMPIONI CAMPIONI INDIPENDENTI Campioni estratti casualmente dalla popolazione con caratteristiche omogenee Assegnazione
EPIDEMIOLOGIA DEL TUMORE DELLA PROSTATA IN VENETO
dicembre 2014 EPIDEMIOLOGIA DEL TUMORE DELLA PROSTATA IN VENETO Registro Tumori del Veneto Baracco M, Baracco S, Bovo E, Dal Cin A, Fiore AR, Greco A, Guzzinati S, Monetti D, Rosano A, Stocco C, Tognazzo
Metodologie e strumenti dell epidemiologia analitica Le misure di associazione Paolo Villari
Metodologie e strumenti dell epidemiologia analitica Le misure di associazione Paolo Villari [email protected] Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive Sapienza Università di Roma CONTENUTI
CAMPIONAMENTO - ALCUNI TERMINI CHIAVE
CAMPIONAMENTO - ALCUNI TERMINI CHIAVE POPOLAZIONE = qualsiasi insieme di oggetti (unità di analisi) di ricerca N = ampiezza della popolazione PARAMETRI = caratteristiche della popolazione [media, proporzione
U.O. Epidemiologia Registro Tumori ASL Lecce. Dati di incidenza e Mortalità
U.O. Epidemiologia Registro Tumori ASL Lecce Dati di incidenza e Mortalità Popolazione Provincia di Lecce Popolazione: 806.412 (ISTAT: 1/1/2014) Superficie: 2.759 km 2 Densità: 293 abitanti/km 2 Numero
Modelli differenziali per le scienze della vita
Modelli differenziali per le scienze della vita Andrea Susa Agenda Modelli Matematici Crescita delle popolazioni isolate crescita di una cellula Decadimento radioattivo Modello Malthus Modello a crescita
Analisi della mortalità in relazione a fattori meteo-climatici in Emilia-Romagna
ONDATE DI CALORE: VARIAZIONI CLIMATICHE, EFFETTI SULLA SALUTE E MISURE DI CONTENIMENTO COSA È ACCADUTO NELL ESTATE 2003: Analisi della mortalità in relazione a fattori meteo-climatici in Emilia-Romagna
Segnalazioni alle prefetture
Segnalazioni alle prefetture Segnalazioni alle prefetture SEGNALAZIONI ALLE PREFETTURE Le segnalazioni alle Prefetture (ai sensi degli art. 75 e 121 del DPR 309/90), per utilizzo o possesso di sostanze
Questo calcolo richiede che si conoscano media e deviazione standard della popolazione.
Università del Piemonte Orientale Corso di laurea in biotecnologie Corso di Statistica Medica La distribuzione t - student 1 Abbiamo visto nelle lezioni precedenti come il calcolo del valore Z, riferito
DESCRITTIVE, TEST T PER IL CONFRONTO DELLE MEDIE DI CAMPIONI INDIPENDENTI.
Corso di Laurea Specialistica in Biologia Sanitaria, Universita' di Padova C.I. di Metodi statistici per la Biologia, Informatica e Laboratorio di Informatica (Mod. B) Docente: Dr. Stefania Bortoluzzi
BLAND-ALTMAN PLOT. + X 2i 2 la differenza ( d ) tra le due misure per ognuno degli n campioni; d i. X i. = X 1i. X 2i
BLAND-ALTMAN PLOT Il metodo di J. M. Bland e D. G. Altman è finalizzato alla verifica se due tecniche di misura sono comparabili. Resta da comprendere cosa si intenda con il termine metodi comparabili
Valutazione di efficacia mediante l analisi delle serie temporali interrotte
Valutazione di efficacia mediante l analisi delle serie temporali interrotte Introduzione Giuseppe Mastrangelo Dipartimento di Scienze Cardiologiche Toraciche e Vascolari Università di Padova Metodi e
Statistica. Lezione 8
Università degli Studi del Piemonte Orientale Corso di Laurea in Infermieristica Corso integrato in Scienze della Prevenzione e dei Servizi sanitari Statistica Lezione 8 a.a 2011-2012 Dott.ssa Daniela
Intervallo di confidenza
Intervallo di confidenza Prof. Giuseppe Verlato, Prof. Roberto de Marco Sezione di Epidemiologia e Statistica Medica, Università di Verona campione inferenza popolazione Media Riportare sempre anche Stima
Campionamento e numerosità campionaria
Campionamento e numerosità campionaria Lorenzo Monasta Epidemiologia e Biostatistica IRCCS Burlo Garofolo, Trieste misurare Il modo migliore di definire gli obiettivi di uno studio è di vederlo come esercizio
Infermieristica basata sulle prove di efficacia
Corso di Laurea in: Infermieristica (Presidente Prof. G. La Torre) Infermieristica basata sulle prove di efficacia Prof.ssa Carolina Marzuillo Prof.ssa Alice Mannocci Prof. Giuseppe Catalano [email protected]
Misure di Associazione
Misure di Associazione Prof. Tommaso Staniscia Introduzione Esposizione e Malattia Esposizione (E) = variabile esplicativa Qualsiasi agente, ospite, o fattore ambientale che può avere un effetto sulla
PRINCIPI DI EPIDEMIOLOGIA E SORVEGLIANZA Orvieto, 22 marzo Maria Miceli
PRINCIPI DI EPIDEMIOLOGIA E SORVEGLIANZA Orvieto, 22 marzo 2006 Campionamento Maria Miceli Cos è il campionamento? Procedura attraverso la quale alcuni membri della popolazione sono selezionati come rappresentatitivi
Ulteriori applicazioni del test del Chi-quadrato (χ 2 )
Ulteriori applicazioni del test del Chi-quadrato (χ 2 ) Finora abbiamo confrontato con il χ 2 le numerosità osservate in diverse categorie in un campione con le numerosità previste da un certo modello
Probabilità classica. Distribuzioni e leggi di probabilità. Probabilità frequentista. Probabilità soggettiva
Probabilità classica Distribuzioni e leggi di probabilità La probabilità di un evento casuale è il rapporto tra il numero dei casi favorevoli ed il numero dei casi possibili, purchè siano tutti equiprobabili.
METODOLOGIA GENERALE DELLA RIABILITAZIONE. Indicatori sanitari. Bruno FEDERICO Cattedra di Igiene
METODOLOGIA GENERALE DELLA RIABILITAZIONE Indicatori sanitari Bruno FEDERICO Cattedra di Igiene 1 Anno Accademico 2009/2010 2 Misure di frequenza Frequenza in Epidemiologia L epidemiologia studia la frequenza
LA VALIDITÀ DEGLI STUDI E IL CONTROLLO DEL CONFONDIMENTO
LA VALIDITÀ DEGLI STUDI E IL CONTROLLO DEL CONFONDIMENTO Accuratezza degli studi Miettinen, nel 1985, afferma che : la accuratezza di uno studio epidemiologico consiste nel grado di - assenza di errori
EPIDEMIOLOGIA DELLE DIPENDENZE
EPIDEMIOLOGIA DELLE DIPENDENZE FABIO VOLLER Responsabile Area di Epidemiologia Sociale Osservatorio di Epidemiologia Sociale AGENZIA REGIONALE DI SANITA DELLA TOSCANA Le dipendenze patologiche in Regione
SMID a.a. 2004/2005 Corso di Metodi Statistici in Biomedicina Prognosi clinica 28/2/2005
SMID a.a. 2004/2005 Corso di Metodi Statistici in Biomedicina Prognosi clinica 28/2/2005 Formulazione La prognosi non è altro che la stima della probabilità di un certo esito Quando il medico fa una previsione
Atlante geografico sanitario della provincia di Pavia. Descrizione generale
Atlante geografico sanitario della provincia di Pavia Descrizione generale Descrizione delle caratteristiche dell'atlante Il Servizio Sanitario Nazionale dal 1978 garantisce, attraverso risorse pubbliche,
Area di Gela Analisi della mortalità Analisi della morbosità
Area di Gela I risultati delle analisi di mortalità e di morbosità dell area di Gela sono riportati nelle tabelle che seguono (Tabelle 17-18-19-20). Gli SMR e gli SHR sono segnalati quando il q-value (p-value
