Cenni di ottimizzazione dinamica
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- Andrea Riva
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1 Cenni di ottimizzazione dinamica Testi di riferimento: K. Dixit Optimization in Economic Theory. Second Edition, 1990, Oxford: Oxford University Press. A. C. Chiang Elements of Dynamic Optimization, 1992, Singapore: McGraw-Hill. 1
2 Ci limitiamo a dare solo alcune indicazioni che possono essere utili per comprendere la modellistica successiva La tecnica che useremo per risolvere i modelli di crescita endogena si basa sul principio di massimo del matematico russo Pontryagin (1962), sebbene esistano altri metodo di controllo ottimo applicati alle tematiche economiche 2
3 Massimizzazione di funzioni Da punto di vista analitico molti problemi in economia richiedono la massimizzazione o la minimizzazione di funzioni obiettivo. In un contesto statico le imprese massimizzano i profitti, i consumatori l utilità. Per un problema di max con una sola variabile di scelta,e senza vincoli, la soluzione è molto semplice e si trova con la condizione del primo ordine del problema. Es.Max f(x) La soluzione è f (x) = 0 f (x)>0 non può essere una soluzione di equilibrio perché sarebbe conveniente aumentare la quantità di x F (x)<0 non lo è per lo stesso motivo (la nostra utilità per esempio aumenterebbe se diminuissimo la quantità di x. 3
4 Come facciamo a sapere che il punto x* che soddisfa f (x*) =0 è un massimo,un minimo o un punto di flesso? Occorrerebbe calcolare anche le condizioni del secondo ordine. Affinchè f (x*) sia un massimo è necessario che f (X*)< 0. In genere non calcoliamo le condizioni del secondo ordine perché assumiamo che la funzione assuma una forma particolare (concavità della f.di utilità etc) ovvero tutte le funzioni utilizzate sono well-behaved. 4
5 La figura mostra l intuizione che sta dietro la soluzione f (x)=0 Affinché x* sia un max f (x)<0 f(x) f (x)>0 f (x)<0 x* 5
6 Problemi di massimizzazione con più variabili seguono lo stesso ragionamento. Lo stesso accade quando il problema di massimo è vincolato. Supponiamo che un impresa conosca w, r e il prezzo dell output P e deve massimizzare i suoi profitti scegliendo le quantità ottimali di K e L. Max π = pf(k,l)-wl-rk Le condizioni del primo ordine FOC sono lo ricordiamo: P P F L F K = = w r 6
7 Di cosa si occupa la teoria del C.O.? Le cose si complicano con i problemi di ottimizzazione vincolata sia statici che dinamici. In termini generali la teoria del controllo ottimo si occupa: della soluzioni di problemi di massimo (o minimo) dove la funzione da massimizzare (o minimizzare) dipende dal tempo, da variabili di stato a cui `e associata una legge di movimento, e da variabili di controllo, che possono essere fissate dal soggetto decisore. Vi sono poi delle variabili di costato che sono delle variabili aggiuntive 7
8 Come si imposta il problema In genere, il sistema è descritto da uno stato iniziale rappresentato dalle equazioni del sistema, da un vettore delle variabili di stato e da un vettore delle variabili di controllo. Dato il sistema iniziale e le condizioni iniziali, una volta specificato il controllo, la funzione da massimizzare segue un unica traiettoria ed ha pertanto un unica soluzione (il problema per esempio può essere quello dell ottima allocazione delle risorse) Il problema è quello di determinare la funzione di controllo che soddisfi il vincolo di bilancio e fornisca il più alto valore della funzione obiettivo. Tale tecnica può essere applicata sia a sistemi a tempo discreto che continuo e può altresì essere applicata sia a orizzonti temporali finiti sia infiniti. 8
9 Orizzonte temporale finito Si consideri la scelta intertemporale di consumo e assumiamo che il sistema di preferenza del consumatore sia rappresentato da una funzione ordinale di utilità: U(x 0, x 1, x 2,, x T ) dove x t indica il consumo temporaneo del tempo t e T è l orizzonte temporale del consumatore. 9
10 Vengono correntemente introdotte ipotesi sulla funzione di utilità, che rendono più facile la trattazione matematica. Tali ipotesi sono: Primo: la separabilità additiva della funzione di utilità. Essa suppone, cioè, che la funzione di utilità sia del tipo U ( x, x, x... x )) = u T T t = 0 t ( x t ) ossia, che l utilità intertemporale U sia la somma delle utilità temporanee u t. 10
11 Seconda ipotesi La seconda ipotesi introduce l uguaglianza nel tempo delle utilità temporanee: T t U ( x0, x1... xt ) = ρ u( xt ) t= 0 Dove il fattore di sconto indica che i consumi futuri son inferiori in termini di preferenze ai consumi presenti, cioè, il tasso soggettivo di sconto, misura l utilità nel tempo iniziale equivalente ad un unità di utilità nel tempo successivo, cioè, la pazienza dell agente. L esempio tipico di scelta intertemporale è la scelta dei consumi lungo l intera vita dell agente, dati certi redditi che devono anch essi essere conosciuti. Questi redditi rappresenteranno il vincolo di bilancio intertemporale 11
12 VINCOLO DI BILANCIO Il vincolo di bilancio intertemporale richiede che il valore attuale della spesa non superi il valore attuale dei redditi. il problema di ottimizzazione viene risolto costruendo la Lagrangiana (L): L(x 0, x 1, λ) = u(x 0 ) + ρ u(x 1 ) λ [vincolo di bilancio da specificare a seconda del problema] Impostato il problema, occorre derivare le condizioni del primo ordine, per una soluzione interna. Le condizioni del secondo ordine sono soddisfatte per l ipotesi che la funzione di utilità temporanea sia concava Più o meno gli stessi criteri devono essere utilizzati per risolvere un problema di ottimizzazione dinamica utilizzando il principio di Pontryagin costruendo la funzione hamiltoniana (o l Hamiltoniano) 12
13 `Si consideri il problema di scelta intertemporale che consiste nella massimizzazione della funzione. T t= 0 F( x t, u t, t) 13
14 Subordinatamente al vincolo: x t+1 -x t = f(x t, u t, t) ove x(t) e u(t) sono vettori Le variabili x le abbiamo definite come variabili di stato e le u variabili di controllo. Le prime sono variabili fondo o stock (come l ammontare di ricchezza, moneta, ecc., cioè, grandezze prive di dimensione temporale). Le seconde sono normalmente dei flussi (come consumi, produzioni, redditi, ecc., cioè, grandezze misurate in unità di tempo) Siano assegnati i valori iniziali e terminali delle variabili di stato, cioè, x 0 e x T, e siano le funzioni F e f continuamente differenziabili. La funzione Hamiltoniana di questo problema è H ( x, u, µ, t) = F( x, u, t) + f ( x, u, t) t t µ Dove µ sono chiamati variabili di costato. Questa funzione deve essere max rispetto alle variabili di controllo u. t t 14
15 In economia un problema di controllo ottimo può essere espresso nel seguente modo: max t 0 f ( x( t), u( t), t) x&= f ( x (t ), u (t ), t ) dove come prima : u(t) variabile di controllo x(t) variabile di stato Necessità di prendere decisioni in un contesto dinamico. 15
16 Condizioni per la soluzione Se esiste una funzione µ*(t), con derivata prima continua, tale che u*(t), x*(t), µ *(t), soddisfino simultaneamente alle condizioni note come le equazioni di Eulero-Lagrange: H x & = & µ = µ H x H u = 0 16
17 crescita Nella teoria della crescita, con risparmio non dato ma derivante dalla scelta intertemporale degli agenti, ogni individuo massimizza la sua utilità che ha le seguenti caratteristiche: U >0 U <0 Il problema ora è di max l utilità di tutti gli agenti per tutti i periodi di tempo. Si utilizza l ipotesi dell agente rappresentativo. max 0 e ρ t U ( c ( t )) 17
18 Sotto il vincolo: k& = f ( k) ( n + δ ) k c Dove k è ora la variabile di stato e c è la variabile di controllo Lo scopo è di trovare un sentiero di crescita per la variabile c che faccia evolvere anche la variabile k 18
19 La costruzione dell Hamiltoniano H { U ( c) + µ [ f ( k) ( n + δ k c} t = e ρ ) Applicando le condizioni di primo ordine H c = 0 Da cui si ottiene un sistema di equazioni differenziali in c e k µ& = H k 19
20 Le due equazioni sono c & f '( k) = c n σ δ ρ k& = f ( k) ( n + δ ) k c 20
21 La prima sarà molto nota perché simile alle altre espressioni che incontreremo in tutti i modelli di crescita ma è stata per primo applicata al modello neoclassico nella versione di Ramsey. La seconda è il semplice vincolo di bilancio che fornisce anche l equazione dinamica di accumulazione del capitale. c& = c f '( k) ρ σ Il risultato della crescita ottima quando si abbandonano le ipotesi di un risparmio dato e costante sono che la crescita sarà positiva solo se la PMK > tasso di sconto soggettivo 21
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