Note sulle funzioni convesse/concave
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- Violetta Salvatori
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1 Note sulle funzioni convesse/concave 4th December Definizioni e proprietà delle funzioni convesse/concave. Definizione 1.1 Un insieme A IR n è detto convesso se per ogni x 1 e x 2 punti di A, il segmento [x 1, x 2 ] è contenuto in A, cioè abbiamo per ogni λ [0, 1]. (1 λ)x 1 + λx 2 A, In letteratura ci sono due modi equivalenti di definire le funzioni convesse. Vediamoli. Definizione 1.2 (prima definizione di funzione convessa) Consideriamo una funzione f : A IR, con A IR n convesso. Diciamo che f è convessa se per ogni x 1 e x 2 punti di A per ogni λ [0, 1]. Il seguente disegno rende l idea: f((1 λ)x 1 + λx 2 ) (1 λ)f(x 1 ) + λf(x 2 ), (1) z A y x Caso n = 2 : la linea tratteggiata in grassetto è il segmento di IR n+1 congiungente i punti (x 1, f(x 1 )), (x 2, f(x 2 )); la linea continua in grassetto è il grafico della funzione f ristretta al segmento del dominio [x 1, x 2 ]. Una funzione si dice strettamente convessa se la disuguaglianza (1) vale in senso stretto per ogni λ (0, 1). La seconda nozione di funzione convessa sfrutta il concetto di epigrafico di una funzione: Definizione 1.3 Consideriamo una funzione f : A IR, con A IR n. Definiamo l epigrafico di f il sottoinsieme Epi(f) di IR n+1 definito come Epi(f) = {(x, y) IR n+1 : y f(x), x A}. 1
2 Definizione 1.4 (seconda definizione di funzione convessa) Consideriamo una funzione f : A IR, con A IR n convesso. Diciamo che f è convessa se l insieme Epi(f) è convesso. A conferma che le due definizioni di funzioni convesse sono equivalenti abbiamo Teorema 1.1 Consideriamo una funzione f : A IR, con A IR n convesso. L insieme Epi(f) è convesso se e solo se per ogni x 1 e x 2 punti di A vale la (1) per ogni λ [0, 1]. Dim: Proviamo il caso n = 1; il caso generale è analogo. Sia f tale che per ogni a e b nel dominio di f valga la (1) per ogni λ [0, 1], cioè f((1 λ)a + λb) (1 λ)f(a) + λf(b), per ogni λ [0, 1]. Siano (a, w) e (b, z) due punti in Epi(f), con (a, w) (b, z). Sia r il segmento che congiunge i due punti e sia (x, y) un qualsiasi punto di r. Allora esiste t [0, 1] tale che x = ta + (1 t) b, y = tw + (1 t) z. Epi(f) (a,w) r (x,y) (b,z) (ta+(1-t)b,tf(a)+(1-t)f(b)) grafico di f s (x,f(x)) a x b A Essendo w f (a) e z f (b), abbiamo (tenendo conto anche che t e 1 t sono non negativi) y = tw + (1 t)z tf (a) + (1 t) f (b) f (ta + (1 t)b) = f (x), poiché f è convessa. Quindi (x, y) Epi(f), che quindi è convesso. Viceversa, supponiamo Epi(f) convesso, ma f non convessa su A. Allora esistono a, b A tali che f (ta + (1 t) b) > tf (a) + (1 t) f (b) per qualche t [0, 1]. Allora il punto (ta + (1 t) b, tf (a) + (1 t) f (b)) non appartiene a Epi(f), che dunque non è convesso, contro l ipotesi. Le funzioni concave si introducono in un modo del tutto analogo 2
3 Definizione 1.5 Consideriamo una funzione f : A IR, con A IR n convesso. [prima definizione di funzione concava] Diciamo che f è concava se per ogni x 1 e x 2 punti di A f((1 λ)x 1 + λx 2 ) (1 λ)f(x 1 ) + λf(x 2 ), per ogni λ [0, 1]. [seconda definizione di funzione concava] Diciamo che f è concava se e l insieme Epi( f) è convesso. É evidente che una funzione f è convessa se e solo se la funzione f è concava. 1.1 Proprietà Le funzioni convesse (concave) sono molto regolari. Infatti Teorema 1.2 Consideriamo una funzione convessa (o concava) f : A IR, con A IR n convesso e aperto. Allora f è continua in A; f è differenziabile in un insieme A\B, ove B è un sottoinsieme di A il cui interno è vuoto. Esempio 1.1 La funzione f : IR n IR definita come f(x) = x è convessa (basta considerare il suo epigrafico). Inoltre è evidentemente continua in tutto IR n e differenziabile in IR n \ {0}. E possibile caratterizzare le funzioni convesse (concave) tramite il gradiente. Teorema 1.3 (caratterizzazione del primo ordine) Consideriamo una funzione convessa (o concava) f : A IR, con A IR n aperto e convesso. Sia f differenziabile in A. Condizione necessaria e sufficiente affinché f sia convessa è che per ogni x 0 e x punti di A si abbia f(x) f(x 0 ) + f(x 0 ) (x x 0 ). (2) Condizione necessaria e sufficiente affinché f sia concava è che per ogni x 0 e x punti di A si abbia f(x) f(x 0 ) + f(x 0 ) (x x 0 ). (3) Si osservi che il secondo membro della (2) (o della (3)), y = f(x 0 )+ f(x 0 ) (x x 0 ) rappresenta l equazione del piano tangente al grafico della funzione f nel punto (x 0, f(x 0 )); la caratterizzazione del primo ordine ci dice in sostanza che f è convessa (concava) se e solo se preso un qualsiasi punto x 0 e preso il piano tangente in (x 0, f(x 0 )), il grafico di f sta tutto sopra ( sotto nel caso f concava) a questo piano tangente. 3
4 x y 2 Il grafico della funzione f(x, y) = x 4 + y 4 e il grafico del suo piano tangente nel punto (1, 1, f(1, 1)). La caratterizzazione del primo ordine non è molto operativa. Molto più utile è la seguente caratterizzazione che sfrutta l Hessiano. Di fatto, il Teorema 1.4 è una generalizzazione di un risultato noto nel caso n = 1. 1 Teorema 1.4 (caratterizzazione del secondo ordine) Consideriamo una funzione f : A IR, con A IR n aperto e convesso. Sia f C 2 (A). Condizione necessaria e sufficiente affinché f sia convessa (concava) è che per ogni x A la matrice Hessiana H f (x) sia semidefinita positiva 2 (negativa). Dim nel caso n > 1 : Siano x = (x 1, x 2,..., x n ) e y = (y 1, y 2,..., y n ) in A e consideriamo la funzione g : [0, 1] IR definita da g(t) = f((1 t)x + ty). Chiaramente g è di classe C 2 e inoltre, per il teorema di derivazione della funzione composta n ( ) f g (t) = ((1 t)x + ty) (y i x i ), x i n n ( ) g 2 f (t) = ((1 t)x + ty) (y i x i )(y j x j ). x j x i j=1 Supponiamo ora f convessa in A : chiaramente g è convessa in [0, 1] e quindi g (t) 0 per ogni t [0, 1]. In particolare deve essere g (0) 0. Osserviamo inoltre che g (0) = (y x) H f (x) (y x) t (ponendo z = (y x) ) = z H f (x) z t (4) Poichè g (0) deve essere non negativa, per ogni x e per ogni y, questo implica che la forma quadratica in z = (z 1, z 2,..., z n ) nell espressione (4) è sempre semidefinita positiva. Quindi H f (x) deve essere semidefinita positiva per ogni x A. Viceversa, supponiamo che H f (x) sia semidefinita positiva per ogni x A. Questo implica g (t) 0 per ogni t [0, 1] e per ogni x e y in A. Così la funzione g è, per ogni scelta di x e y, sempre convessa: quindi anche f è convessa per definizione. 1 Teorema Sia g : (a, b) IR, con (a, b) IR; sia g due volte derivabile in (a, b). Allora g è convessa (concava) in (a, b) se e solo se g (t) 0 (g (t) 0), per ogni t (a, b). 2 Ricordiamo che condizione necessaria e sufficiente affinché una matrice sia semidefinita positiva (negativa) è che tutti i suoi autovalori siano non negativi (non positivi). 4
5 2 Problemi di ottimizzazione convessa/concava Con problemi di ottimizzazione convessa/concava si intendono i problemi di massimo o minimo, liberi o vincolati, in cui le funzioni oggetto dello studio sono funzioni convesse o concave. 2.1 Ottimizzazione libera convessa/concava. Sia A IR n aperto e convesso. Consideriamo il problema convesso con f : A IR convessa. Equivalentemente possiamo considerare il problema concavo con f : A IR concava. Un risultato fondamentale è il seguente min f(x), (5) x A max f(x), (6) x A Teorema 2.1 Consideriamo il problema convesso (5) (o il problema concavo (5)) e sia f differenziabile. Allora, ogni punto stazionario di f è anche di minimo (massimo) assoluto per f. In altre parole, mentre per una funzione f differenziabile qualsiasi, il fatto che f(x 0 ) sia nullo è condizione necessaria ma non sufficiente per essere x 0 punto di massimo o minimo per f, per le funzioni convesse (o concave) f(x 0 ) = 0 è anche condizione sufficiente per essere minimo (o massimo). Si noti inoltre che il teorema precedente non esclude il fatto che di punti di minimo assoluto (o massimo) ce ne sia più di uno. Esempio 2.1 Si consideri la funzione f : IR 2 IR definita da f(x, y) = x 2. E chiaramente convessa (basta disegnare il suo epigrafico 3 ) e tutti i punti del dominio della forma (0, y) sono stazionari e di minimo assoluto. L esempio precedente mostra come la convessitá in alcuni situazioni fornisce molto informazioni utili. Per esempio nella funzione f(x, y) = x 2, in tutti i punti stazionari abbiamo che la matrice Hessiana è semidefinita positiva: questo non permette di concludere nulla sul fatto che un punto (0, y) sia di minimo locale. Dim Teorema 2.1: Sia f convessa e x 0 stazionario. La caratterizzazione del primo ordine (2) ci garantisce che f(x) f(x 0 ) + f(x 0 ) (x x 0 ), per ogni x A. Essendo x 0 stazionario, abbiamo che f(x) f(x 0 ), per ogni x A. Quindi x 0 è minimo assoluto. Esercizi 2.1 Si determini massimi e minimi assoluti e relativi delle seguenti funzioni: 1. f(x, y) = 3x 2 + 5y 2 + xy + 3x y + 1; 3 In alternativa si dimostra facilmente che la matrice Hessiana è, per ogni (x, y) IR 2, semidefinita positiva. 5
6 2. f(x, y) = x 2 + 5y 2 3xy; 3. f(x, y) = x + 2y 3x 4 y 4 ; 4. f(x, y) = e x y ; 5. f(x, y) = log(x + y); 6. f(x, y) = (e x + e y ) 3 ; 7. f(x, y) = (x 2 + y 2 1) 4 ; 8. f(x, y) = x x 2 3y 2 ; 9. f(x, y) = e 2x x2 y 2 ; 10. f(x, y) = 3xy 2x 2 3y 2 + y 1; 11. f(x, y) = arctan(x 4 + y 4 ); 2.2 Ottimizzazione convessa/concava con vincoli di uguaglianza. Sia A IR n aperto e convesso. Consideriamo il seguente problema con m vincoli di uguaglianza min x A f(x), g 1 (x) = 0, (7)..., g m (x) = 0, con f e tutte le g i sono funzioni reali definite su A. Equivalentemente possiamo considerare il problema di minimo max x A f(x), g 1 (x) = 0,..., g m (x) = 0. (8) Per questi due problemi, definiamo la funzione Lagrangiana L : A IR m IR nel seguente modo L(x, λ) = f(x) + ove λ = (λ 1, λ 2,..., λ m ). Un risultato fondamentale con ipotesi di convessità è il seguente λ i g i (x), (9) Teorema 2.2 Consideriamo il problema (7) e siano f, g 1,..., g m differenziabili. Siano inoltre soddisfatte le seguenti condizioni: i. il punto (x, λ) sia stazionario per la Lagrangiana L, cioè L (x, λ) =... = L (x, λ) = L (x, λ) =... = L (x, λ) = 0; x 1 x n λ 1 λ m ii. la funzione L 0 : A IR definita da sia convessa. L 0 (x) = L(x, λ), x A, (10) 6
7 Allora x è punto di minimo assoluto per il problema (7). Verificare la condizione ii. non è sempre agevole. Spesso è utile verificare la seguente condizione: iii. le funzioni f, g 1,..., g m siano convesse e per il moltiplicatore λ valga λ i 0, per ogni i = 1,..., m. Questa nuova condizione iii. implica la ii. perchè la somma di funzioni convesse è ancora una funzione convessa. Analogamente a quanto già visto per l ottimizzazione libera, con ipotesi di convessità il fatto che L(x, λ) sia nullo è condizione necessaria e sufficiente per essere x punto di minimo vincolato. Dim teorema 2.2: Sia (x, λ) stazionario e L 0 convessa. La caratterizzazione del primo ordine (2) ci garantisce che L 0 (x) L 0 (x) + x L 0 (x) (x x), per ogni x A. In altre parole f(x) + λ i g i (x) f(x) + per ogni x A. Essendo λ i g i (x) + x L 0 (x) (x x), (11) L 0 (x) = L (x, λ), x i x i ed essendo (x, λ) stazionario per L, la (11) diventa f(x) + λ i g i (x) f(x) + λ i g i (x), (12) per ogni x A. Infine, poichè siamo interessati non a tutti i punti x A, ma solo a quelli che soddisfano i vincoli (cioè tali che g i (x) = 0), per questi punti la (12) diventa f(x) f(x) che prova la tesi. Un teorema del tutto analogo vale per i problemi di massimo: Teorema 2.3 Consideriamo il problema (8) e siano f, g 1,..., g m differenziabili. Siano inoltre soddisfatte le seguenti condizioni: j. il punto (x, λ) sia stazionario per la Lagrangiana L; jj. la funzione L 0 : A IR definita come in (10) sia concava 4. Allora x è punto di massimo assoluto per il problema (8). Esercizi 2.2 Si determinino massimi e minimi assoluti delle funzioni f vincolate: f(x, y) = x 4 + y 4, con x + y = 1; f(x, y) = x 2, con xe x + ye y = 10, x > 0, y > 0; f(x, y) = x 2 e x4, con x 2 /2 xy x y 2 = 0; f(x, y) = e 2x x4 y 2, con x + y 4 = 0; 4 Per verificare la condizione jj. è sempre utile verificare la condizione: iii. le funzioni f, g 1,..., g m siano concave e per il moltiplicatore λ valga λ i 0, per ogni i = 1,..., m. 7
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