Il rischio idraulico nel Nord Milano
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- Casimiro Nicoletti
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1 Seminario Presentazione Fogli CARG Milano e Seregno prof. ing. Politecnico di Milano Etatec Studio Paoletti srl. Auditorium «Giovanni Testori» 12 maggio 2017
2 L assetto idraulico complessivo del nord Milano Il territorio è interessato da 5 sistemi idrici: 1. Il sistema fluviale 2. Il sistema dei Navigli 3. Il sistema dei canali scolmatori 4. Il sistema irriguo 5. I sistemi fognari e di drenaggio urbano Il sistema fluviale è costituito dai corsi d acqua naturali ancorché fortemente modificati non solo nell assetto delle loro sezioni di deflusso, ma anche nel loro stesso tracciato All interno degli ambiti urbanizzati (Milano e hinterland) è presente un forte grado di interconnessione tra i corsi d acqua e i sistemi fognari e di drenaggio urbano Nel settore a sud di Milano è presente un forte grado di interconnessione con il fitto reticolo irriguo; ne consegue che la delimitazione dei bacini idrografici perde significato rispetto all assetto idraulico dominato dai comprensori di irrigazione e di bonifica 2
3 L assetto idraulico complessivo del nord Milano Il territorio è interessato da 5 sistemi idrici: 1. Il sistema fluviale 2. Il sistema dei Navigli 3. Il sistema dei canali scolmatori 4. Il sistema irriguo 5. I sistemi fognari e di drenaggio urbano LO STUDIO REGIONALE DI RICONNESSIONE DEL SOTTOBACINO DELL OLONA (IREALP 2010) LO STUDIO REGIONALE DI RICONNESSIONE DEL SOTTOBACINO DELL OLONA (IREALP 2010) e Autorità di Bacino del fiume Po negli studi di impostazione del sistema delle vie d acqua di EXPO2015 hanno studiato la fattibilità di un ampia riqualificazione dell intero bacino fluviale attraverso la riconnessione dei corsi d acqua Olona, Bozzente e Lura con l Olona Inferiore e il Po, in modo da ritrovare gli antichi schemi di deflusso idrico in un ottica di alleggerimento del nodo idraulico di Milano e di traino verso la riqualificazione paesaggistica e ambientale del territorio. 3
4 L assetto idraulico complessivo del nord Milano Il territorio è interessato da 5 sistemi idrici: 1. Il sistema fluviale 2. Il sistema dei Navigli 3. Il sistema dei canali scolmatori 4. Il sistema irriguo 5. I sistemi fognari e di drenaggio urbano Il sistema dei Navigli interessa il territorio compreso tra il Ticino, l'adda, i laghi prealpini e il Po, ed è costituito da 140 km di canali. Oggi tale sistema è diviso in due sottoinsiemi: 1.Il sistema Ticino-Milano-Po, composto dal Naviglio Grande, dal Naviglio di Bereguardo e dal Naviglio di Pavia 2.Il sistema Adda-Lambro-Po, composto dal Naviglio di Paderno, da un tratto dell Adda e dal Naviglio Martesana. 4
5 L assetto idraulico complessivo del nord Milano Il territorio è interessato da 5 sistemi idrici: 1. Il sistema fluviale 2. Il sistema dei Navigli 3. Il sistema dei canali scolmatori 4. Il sistema irriguo 5. I sistemi fognari e di drenaggio urbano Il Canale Scolmatore di Nord Ovest (C.S.N.O.) raccoglie a monte di Milano, mediante i suoi due tronchi denominati rispettivamente "Ramo Seveso" e "Ramo Olona", parte delle portate di piena del Seveso, dei torrenti delle Groane (Garbogera, Pudiga, Nirone e Guisa), del fiume Olona e dei suoi affluenti (Lura e Bozzente). Le portate raccolte sono recapitate nel Deviatore Olona, in prossimità del nodo di Vighignolo (Comune di Settimo Milanese), e nel fiume Ticino in comune di Abbiategrasso. Il Deviatore Olona deriva dal nodo di Vighignolo le prime e più inquinate scolmature provenienti dal "Ramo Seveso" e dal "Ramo Olona" del C.S.N.O., in modo da salvaguardare il fiume Ticino, e le recapita nel Lambro Meridionale appena a monte del nodo idraulico di Conca Fallata 5
6 L assetto idraulico complessivo del nord Milano Il territorio è interessato da 5 sistemi idrici: 1. Il sistema fluviale 2. Il sistema dei Navigli 3. Il sistema dei canali scolmatori 4. Il sistema irriguo 5. I sistemi fognari e di drenaggio urbano Il sistema irriguo è composto dalla fittissima rete di rogge e canali che si diramano dai Navigli e dal Canale Villoresi. I reticoli irrigui alimentati dai Navigli e dal Villoresi approvvigionano l intera pianura lombarda interclusa tra Ticino, Adda e Po e cioè uno dei territori agricoli più ricchi e produttivi d Europa. 6
7 L assetto idraulico complessivo del nord Milano Il territorio è interessato da 5 sistemi idrici: 1. Il sistema fluviale 2. Il sistema dei Navigli 3. Il sistema dei canali scolmatori 4. Il sistema irriguo 5. I sistemi fognari e di drenaggio urbano I sistemi fognari e di drenaggio urbano dei centri urbani presenti nel sottobacino sono interconnessi con i corsi d acqua naturali e con i canali artificiali, soprattutto attraverso gli scaricatori di piena. Per quanto riguarda la città di Milano, l intero sistema fognario è suddiviso in tre sottobacini, ognuno dei quali afferente ad un impianto di depurazione: Milano Sud, Nosedo e Peschiera Borromeo. 7
8 La rete idrografica di Milano T. Lura Canale Villoresi F. Seveso F. Lambro Canale Villoresi F. Olona Naviglio Martesana F. Ticino Naviglio grande Naviglio Pavese Canale Muzza F. Adda Naviglio Bereguardo F. Lambro F. Lambro Mer. Fiumi Navigli F. Olona Inf. F. Lambro F. Po 8
9 La rete idrografica e il reticolo fognario di Milano T. Guisa T. Pudiga F. Seveso F. Lambro F. Olona Naviglio Martesana Dev. Olona Naviglio grande Naviglio Pavese Impianto di depurazione Milano S. Rocco Impianto di depurazione Nosedo Impianto di depurazione Peschiera Borromeo 9
10 L urbanizzazione del territorio PRECIPITAZIONE Nei territori urbanizzati le criticità idrauliche possono avvenire: ALLAGAMENTI URBANI nell interno delle aree urbane (piene urbane) a causa della: limitata capacità idraulica (trasporto e invaso) delle reti fognarie (di norma calcolate per T = 2-10 anni) allagamenti dovuti allo stato di piena dei ricettori nei corsi d acqua ricettori (piene fluviali) a causa dell entità delle portate immesse rispetto alla loro limitata capacità idraulica. RICETTORE Schema idraulico Depuratore BACINO URBANO 10
11 L urbanizzazione del territorio San Paolo (Brasile) Allagamenti nel bacino Anhangabaù rio Anhangabau Feb
12 L urbanizzazione del territorio Nel bacino del F. Seveso
13 L urbanizzazione del territorio Nel bacino del F. Seveso Meda 1980 Seveso Cesano Maderno Bovisio Masciago Varedo Bacino F. Seveso Superficie totale bacino fino al confine di Milano: 226 kmq 2016 Senago Paderno Dugnano di cui urbanizzata: 100 kmq (44%) MILANO 13
14 L urbanizzazione del territorio Nel bacino del F. Seveso MILANO 14
15 L urbanizzazione del territorio I modelli duali di simulazione a base fisica abbinati a sistemi GIS per verifica e gestione delle reti e delle aree urbane. da L. Fuchs: Acqua e Città 2011, Venezia Depuratore Scarico Idrogrammi di piena scaricati nel ricettore di valle bacino naturale bacino urbano 15
16 L urbanizzazione del territorio Attuale T = 2 anni V all. = 2400 mc Q scar. = 11.0 mc/s Attuale T = 10 anni V all. = mc Q scar. = 15.1 mc/s Esempio di scenari di allagamento per T = 2, 10, 50, 100 anni Volumi allagamento (m 3 ) Attuale T = 50 anni V all. = mc Q scar. = 17.3 mc/s Attuale T = 100 anni V all. = mc Q scar. = 18.2 mc/s 16
17 L urbanizzazione del territorio. Il bacino del Seveso nel nord Milano. Il Seveso e l acqua alta a Milano A Milano dal 1976 si sono avute 104 esondazioni del T. Seveso (in media 2.7 all anno). Dal 2000 si sono verificate 44 esondazioni (in media circa 3 all anno) Dal 2010 si sono verificate 20 esondazioni (in media oltre 4 all anno) e precisamente: Anno 2010: 03/05, 14/05, 23/07, 05/08, 12/08, 18/09, 01/11, 16/11 Anno 2011: 27/05, 06/08 Anno 2012: 12/09 Anno 2013: 23/10 Anno 2014: 25/06, 08/07, 26/07, 29/07, 03/08, 20/08, 12/11, 15-16/11 L acqua alta a Milano 17
18 (da «Viaggio nel sottosuolo di Milano tra acque e canali segreti») Raccolta Bertarelli 18
19 Piano generale di coordinamento elaborato dal Comitato coordinatore delle acque nel
20 Allagamenti provocati dal Lambro a Monza nel decennio
21 Piano generale di coordinamento elaborato dal Comitato coordinatore delle acque nel 1938 Strategia ipotizzata = scolmatori delle onde di piena 21
22 Lambro a Ponte di Albiate e a Carate durante la piena del
23 Esondazioni del torrente Seveso nelle zone Niguarda - Fulvio Testi. Anni 70 23
24 Allagamenti Fiume Lambro durante la piena del
25 IL RISCHIO ALLUVIONALE Direttiva 2007/60/CE «Direttiva alluvioni» e D. Lgs. 49/2010 PIANO GESTIONE RISCHIO ALLUVIONALE (PGRA) VALUTAZIONE E GESTIONE DEI RISCHI DI ALLUVIONI INDIVIDUAZIONE TERRITORI POTENZIALMENTE INTERESSATI DA ALLUVIONI VALUTAZIONE DEL LIVELLO DI RISCHIO PIANO PER LA RIDUZIONE/MITIGAZIONE DEL RISCHIO Livello di rischio R = danno che un evento alluvionale può provocare alle vite umane e alle attività antropiche R = P x V x E Pericolosità idraulica P = probabilità di accadimento di un evento naturale di data intensità, all interno di una certa area e in un certo intervallo di tempo Vulnerabilità V = capacità di un sistema/elemento a resistere all evento naturale Esposizione E = persone, beni, attività esposte all evento naturale 25
26 Il rischio alluvionale Direttiva 2007/60/CE «Direttiva alluvioni» e D. Lgs. 49/2010 PERICOLOSITÀ IDRAULICA P Scenario P1: scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi. Alluvioni rare di estrema intensità: tempo di ritorno fra 200 e 500 anni (bassa probabilità). Scenario P2: media probabilità di alluvioni. Alluvioni poco frequenti: tempo di ritorno fra 100 e 200 anni (media probabilità) Scenario P3: elevata probabilità di alluvioni. Alluvioni frequenti: tempo di ritorno fra 20 e 50 anni (elevata probabilità) Classificazione del rischio in basse alle classi di pericolosità idraulica e di danno (MATTM, Documento Conclusivo Tavolo Tecnico Stato Regioni, gennaio 2013) CLASSI DI RISCHIO CLASSI DI DANNO CLASSI DI PERICOLOSITA P3 P2 P1 D4 R4 R4 R3 R2 D3 R4 R3 R3 R2 R1 D2 R3 R2 R2 R1 D1 R1 R1 R1 26
27 Il rischio alluvionale Direttiva 2007/60/CE «Direttiva alluvioni» e D. Lgs. 49/2010 Area Mappe della pericolosità e del rischio (Geoportale Lombardia) Pericolosità P Rischio R 27
28 Strategie di contenimento della pericolosità idraulica Strategia adottata = laminazione e gestione delle onde di piena Autorità di bacino del F. Po. Studio di fattibilità 2004 Controllo delle piene nel bacino idrografico Lambro Seveso Olona L impostazione generale adottata dall Autorità di bacino del fiume Po consiste in laminare e controllare le piene all interno di ciascun corso d acqua e non quella di scolmare le piene da un corso d acqua ad un altro, data la criticità generale dell intero reticolo. 28
29 Strategie di contenimento della pericolosità idraulica Strategia adottata = laminazione e gestione delle onde di piena PRECIPITAZIONE Nell interno delle aree urbane (piene urbane): strategie idrauliche e urbanistiche impostate sulla riduzione «a monte» dei deflussi (Drenaggio Urbano Sostenibile - Invarianza idrologica e idraulica) ALLAGAMENTI URBANI Nei corsi d acqua ricettori (piene fluviali): laminazioni multiscopo e riabilitazioni ambientali dei corsi d acqua RICETTORE Schema idraulico Depuratore BACINO URBANO 29
30 Strategie di contenimento della pericolosità idraulica Autorità di bacino del F. Po. Studio di fattibilità 2004 Controllo delle piene nel bacino idrografico Lambro Seveso Olona Sup. totale bacini fino al Po 2'490 km 2 Sup. urbana bacini fino al Po 722 km 2 (29%) Sup. totale bacini fino a Milano 1'770 km 2 Sup. urbana bacini fino a Milano 640 km 2 (36%) Interventi di laminazione fluviale: n. totale aree di laminazione 33 volume complessivo invasi 17'000'000 m 3 Interventi di laminazione Aree urbana urbanizzate con obiettivo < 20 l/(s x ha imp ) 30
31 Strategie di contenimento della pericolosità idraulica Il controllo delle piene nel bacino del T. Seveso (AIPO - progettazioni ) Superficie totale bacino nella sezione all ingresso nel tratto intubato di Milano : 226 kmq di cui urbanizzata: 100 kmq (44%) Lunghezza asta fluviale fino a Milano: Lunghezza asta fluviale fino alla presa del C.S.N.O: Sottobacini di calcolo modello idrologico: km 32 km Sezioni di calcolo modello idraulico: 570 Nelle aree urbanizzate, per un evento T = 100 anni, si formano allagamenti per 782'000 m³ di invaso massimo, mentre i volumi scaricati nel T. Seveso assommano a circa 2'000'000 m³ Interventi di laminazione fluviale programmati lungo il T. Seveso: invaso totale: 4.4 Mm 3 = 440 m 3 /ha urb = 44 mm Interventi di laminazione urbana ai sensi del PTUA regionale (Q lim = 20/40 l/s/ha imp ) Nord Milano 31
32 Strategie di contenimento della pericolosità idraulica NO al continuo aggravamento dei deflussi e delle criticità verso valle: nuova urbanizzazione nuove portate potenziamento del collettamento verso valle nuovi allagamenti e danni alla riduzione e controllo a monte dei deflussi: infiltrazioni e laminazioni diffuse e/o concentrate strategie, anche non strutturali SUDs - DRENAGGIO URBANO SOSTENIBILE e di INVARIANZA IDRAULICA mediante infiltrazioni e laminazioni diffuse per: SI riduzione a monte dei deflussi meteorici urbani riduzione a monte dei carichi inquinanti delle acque meteoriche urbane strategie urbanistiche verdi (Commissione UE 2013 sulle GREEN INFRASTRUCTURES ) Contratti di Fiume o Piani d Area compartecipati da Comuni e cittadinanza afferenti ai bacini fluviali per conseguire in modo condiviso un corridoio fluviale multifunzionale, una infrastruttura verde-blu, ambito prioritario di valorizzazione delle risorse idriche e di riqualificazione del sistema ambientale e territoriale. 32
33 Strategie di contenimento della pericolosità idraulica La L.R. 15 marzo 2016 n. 4 È inevitabile che l urbanizzazione del territorio determini progressivi aumenti delle criticità idrauliche? Fino a ieri: l aumento delle portate e dei volumi di deflusso meteorico è stato percepito e «sopportato» come conseguenza diretta e inevitabile dell urbanizzazione conseguentemente si controllano i deflussi meteorici «a valle» della loro formazione, mediante potenziamenti dei reticoli di drenaggio e/o con scolmatori e laminazioni Oggi, invece, politici, amministratori e tecnici sono consapevoli che: l aumento delle portate e dei volumi può non essere una conseguenza diretta e inevitabile dell urbanizzazione infatti, con le strategie idrauliche e urbanistiche impostate sulla riduzione «a monte» dei deflussi (Drenaggio Urbano Sostenibile - Invarianza idrologica e idraulica), le nuove urbanizzazioni possono non incrementare le portate e i volumi. La Legge Regionale della Lombardia n. 4 del 15 marzo 2016 si inquadra in questa nuova consapevolezza. 33
34 Strategie di contenimento della pericolosità idraulica INVARIANZA DEI VOLUMI DI PIENA (INVARIANZA IDROLOGICA) INVARIANZA DELLA PORTATA DI PICCO (INVARIANZA IDRAULICA) Obiettivi: ridurre portate e volumi dei deflussi meteorici drenati dalle superfici urbanizzate ridurre il carico inquinante globale immesso nei ricettori in tempo piovoso per effetto della riduzione delle acque meteoriche di dilavamento. Q post-urbanizzazione post-urbanizzazione con laminazione (invarianza idraulica) post-urbanizzazione con laminazione e infiltrazione ( invarianza idrologica) t pre-urbanizzazione 34
35 Strategie di contenimento della pericolosità idraulica INVARIANZA IDRAULICA E IDROLOGICA L.R. 15 marzo 2016 n. 4 e Regolamento attuativo (in fase di definizione) Ambiti regionali a criticità idraulica alta, media, bassa A. Aree a criticità idraulica alta B. Aree a criticità idraulica media C. Aree a criticità idraulica bassa Cartografia regionale ed elenchi Comuni ricadenti negli ambiti di criticità A, B, C Portate limite ammissibili per T = 50/100 anni A B C Nelle aree a criticità idraulica alta Nelle aree a criticità idraulica media Nelle aree a criticità idraulica bassa u lim = 10 l/s per ettaro di superficie scolante impermeabile u lim = 20 l/s per ettaro di superficie scolante impermeabile requisiti minimi d invaso con u lim = 20 l/s per ettaro di superficie scolante impermeabile Nord Milano 35
36 Strategie di contenimento della pericolosità idraulica Schema esemplificativo delle misure di invarianza idrologica e idraulica Ambiti di completamento o Ambiti di trasformazione aree ad alta criticità: Qlimite 10 l/s hai mp aree a media criticità: Qlimite 20 l/s hai mp aree a bassa criticità: solo requisiti minimi Qlimite 20 l/s hai mp Area urbana con rete fognaria esistente Scarico esistente in corso d acqua: Qlimite 40 l/s haimp (PTUA; Reg. 3/2006) Ambiti di trasformazione Nuovo scarico in corso d acqua: aree ad alta criticità: Qlimite 10 l/s hai mp aree a media criticità: Qlimite 20 l/s hai mp aree a bassa criticità: solo requisiti minimi con Qlimite 20 l/s hai mp Nord Milano 36
37 Conclusioni Il PGRA (2015) individua le aree a rischio alluvionale e contiene le misure di prevenzione, protezione, preparazione e ritorno alla normalità con la relativa normativa. La L.R. 4/2016 e il Regolamento regionale sull invarianza idraulica e idrologica aprono la strada ad una gestione sostenibile dei territori urbanizzati. Le nuove normative stimolano in tutti gli attori pubblici e privati che operano nel territorio una maggiore cultura del rischio idrogeologico e la consapevolezza che la gestione sostenibile del medesimo è tanto doverosa quanto possibile. Le nuove normative inducono anche tutti gli attori pubblici e privati, ciascuno nella propria sfera di attività, alla corresponsabilità della gestione del rischio idraulico e alla condivisione degli oneri di costruzione e gestione degli interventi strutturali e non strutturali necessari. 37
38 Grazie per l attenzione. Nord Milano 38
Interventi strutturali alla scala di bacino: il caso Seveso
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