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1 REV.2017 TRASPIRABILITÀ E CONDENSE: VERIFICA IGROMETRICA: ASSENZA CONDENSA SUPERFICIALE E INTERSTIZIALE Il problema della condensazione del vapore d acqua, sia che avvenga sulle superfici delle strutture, sia che avvenga all interno delle stesse, rappresenta un rischio sotto un duplice aspetto: quello legato alla salubrità degli ambienti e quello legato alla conservazione delle strutture. In anni relativamente recenti la necessità di contenere le dispersioni termiche ha favorito l adozione di serramenti dotati di ottima tenuta all aria che, in assenza di ventilazione meccanica, può comportare una sensibile riduzione della ventilazione naturale con conseguente ulteriore aggravio del problema in esame causato dall aumento dell umidità presente nell aria ambiente. L effetto principale dei fenomeni di condensazione superficiale è la formazione di macchie e muffe sulla parete. In particolare la formazione di muffe è molto frequente; si tratta di colonie batteriche che si sviluppano grazie alla presenza di elevata umidità o di acqua allo stato liquido. Nella progettazione della struttura edilizia diventa quindi fondamentale la verifica igrometrica per prevedere il rischio di formazione di muffa sulle superfici interne degli edifici e altresì per analizzare il fenomeno della condensa interstiziale che potrebbe comportare un deterioramento dei materiali da costruzione. 07 Il fenomeno delle condense e l analisi igrometrica viene affrontata considerando i 2 aspetti possibili: n n Fenomeni di condensazione superficiale: quando la condensazione avviene sulla faccia delle strutture rivolta verso l ambiente interno, in punti in cui la temperatura è più bassa (e precisamente inferiore alla temperatura di rugiada) Fenomeni di condensazione interstiziale: quando la condensazione avviene all interno delle strutture, in corrispondenza dell interfaccia tra diversi strati o all interno di uno strato (quando la pressione parziale del vapore è superiore alla pressione di saturazione) La legislazione italiana, secondo quanto definito nel DPR 2 aprile 2009, n. 59 e decretato nel capitolo 2 - allegato 1 del Decreto Requisiti Minimi (D.M. 26/06/2015 recante "Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici") in vigore da 01/10/2015, fornisce la seguente prescrizione in merito ai fenomeni di condensazione: Cap. 2.3 comma 2: Nel caso di intervento che riguardi le strutture opache delimitanti il volume climatizzato verso l esterno, si procede in conformità alla normativa tecnica vigente (UNI EN ISO 13788), alla verifica dell assenza di rischio di formazione di muffe, con particolare attenzione ai ponti termici negli edifici di nuova costruzione; di condensazioni interstiziali. Le condizioni interne di utilizzazione sono quelle previste nell appendice alla norma sopra citata, secondo il metodo delle classi di concentrazione. Le medesime verifiche possono essere effettuate con riferimento a condizioni diverse, qualora esista un AIPE Associazione Italiana Polistirene Espanso. Riproduzione Vietata. Il presente documento può circolare ed essere utilizzato esclusivamente nell ambito del gruppo SAAD. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo documento può essere riprodotta o diffusa con qualsiasi mezzo senza consenso scritto. 7.1

2 07 sistema di controllo dell umidità interna e se ne tenga conto nella determinazione dei fabbisogni di energia primaria per riscaldamento e raffrescamento." La normativa tecnica cui si fa riferimento è la UNI EN ISO Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia Temperatura superficiale interna per evitare l umidità superficiale critica e condensazione interstiziale Metodo di calcolo. LE CONDENSE INTERNE L aria, in funzione della sua temperatura, può contenere in sospensione una certa quantità di vapore d acqua: ad un aumento di temperatura corrisponde un aumento della quantità di vapore d acqua che in essa può essere contenuta. Per ogni temperatura esiste, dunque, un limite massimo di quantità di vapore (umidità assoluta) e l aria che si trova a contenere umidità al valore massimo viene definita satura. Superato questo limite, ogni incremento di vapore comporta una precipitazione sotto forma di condensa. L umidità relativa (U.R.) non è altro che la percentuale di vapore contenuto nell aria in rapporto alla massima quantità in essa contenibile a una data temperatura. Esempio: 1kg di aria alla temperatura a bulbo secco pari a 20 C può al massimo contenere 14,7 g di vapor d acqua (eventuale vapore aggiunto andrebbe a condensare); pertanto, la miscela costituita da1 kg di aria secca e da 14,7g di vapore acqueo ha, alla temperatura di 20 C, un umidità relativa pari al 100% (condizioni di saturazione); alla stessa temperatura, se in 1kg di aria secca ci fossero 7,35 g di vapore (cioè la metà della massima quantità di vapore miscibile a 20 C), la miscela si troverebbe ad un umidità relativa del 50%. Il vapore contenuto nell aria, ad una certa temperatura, possiede una certa pressione definita pressione parziale PR, inferiore a quella che si avrebbe in condizione di saturazione PS, ovvero quando il vapore è contenuto nella quantità massima. Il rapporto PR/PS = U.R. (%) rappresenta l umidità relativa. E doveroso sottolineare un concetto molto importante: Pressione parziale à è funzione della temperatura e dell umidità relativa Pressione saturazione àè funzione della sola temperatura. La temperatura alla quale si ha l inizio della formazione di acqua si chiama temperatura di condensa o temperatura di rugiada. La temperatura di condensa può essere ricavata dal diagramma di Mollier conoscendo la T interna dell aria e la % di U.R. in essa contenuta. 7.2

3 L umidità relativa dell aria è strettamente legata alla temperatura (T. di bulbo secco): a parità di grammi di vapore acqueo contenuti nel kg di aria secca, l umidità relativa aumenta al diminuire della temperatura poiché minore è la temperatura dell aria, minore è la miscibilità del vapore acqueo nell aria stessa. 07 La condensazione del vapore sulle superfici interne di un ambiente interno si verifica ogni volta che queste vengono a trovarsi ad una temperatura inferiore od uguale alla temperatura di rugiada dell aria umida presente nell ambiente. Dunque il fenomeno della condensazione superficiale all interno di ambienti confinati interessa quelle superfici che raggiungono più facilmente temperature relativamente basse, a causa della loro elevata trasmittanza termica U (caso tipico di vetri, di infissi metallici e ponti termici di vario tipo). Per prevedere il verificarsi del fenomeno bisogna: - calcolare la temperatura della superficie in questione, impostando l equazione di bilancio dei flussi termici sulla superficie in regime stazionario, - confrontarla con il valore della temperatura di rugiada relativa a quelle condizioni termoigrometriche, che sono in genere note come dati di progetto. Considerando le condizioni interne imposte dal DPR 59/09 e utilizzando il diagramma psicrometrico si ricava per la temperatura interna di 20 C una pressione di saturazione pari a Psat (20 C, 100%UR) = 2337 Pa. Imponendo un indice d umidità relativa al 65% si ricava la pressione parziale di vapore per l ambiente tipo con cui svolgere la verifica di legge: Pvap (20 C, 65%UR) = 1519 Pa. E inoltre possibile calcolare il valore assoluto di umidità presente nell ambiente tipo, espresso in grammi di vapore per chilogrammo d aria secca: x = 9,46 g/kg Se in un punto dell involucro edilizio, per motivi di scarso o scorretto isolamento termico o per la presenza di elementi come i serramenti, si viene a creare una zona a temperatura più bassa rispetto alle aree circostanti e se questa temperatura è inferiore alla T di rugiada alle condizioni interne di UR, è molto probabile che in quel punto si verifichino fenomeni di condensazione AIPE Associazione Italiana Polistirene Espanso. Riproduzione Vietata. Il presente documento può circolare ed essere utilizzato esclusivamente nell ambito del gruppo SAAD. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo documento può essere riprodotta o diffusa con qualsiasi mezzo senza consenso scritto. 7.3

4 07 superficiale. Il vapore contenuto nell aria dell ambiente, venendo a contatto con la superficie fredda cambia di stato, trasformandosi in liquido. UNI EN ISO 13788:2003 Prestazione igrometrica dei componenti e degli elementi per edilizia Temperatura superficiale interna per evitare l umidità superficiale critica e condensazione interstiziale Metodo di calcolo. - CALCOLO DELLA TEMPERATURA SUPERFICIALE, PER EVITARE VALORI CRITICI DELL UMIDITA IN CORRISPONDENZA DELLE SUPERFICI o Generalità Questo punto descrive un metodo per progettare l involucro edilizio in modo da prevenire gli effetti negativi dell umidità relativa critica in corrispondenza delle superfici, come per esempio la formazione di muffe. Nota: La condensazione superficiale può provocare il degrado dei materiali edilizi non protetti che siano sensibili all umidità. Essa può essere accettata temporaneamente e in piccole quantità, per esempio sulle finestre e sulle piastrelle, nei bagni, se la superficie è impermeabile all umidità e sono assunte misure adeguate per prevenirne il contatto con materiali adiacenti sensibili. Per periodi di tempo di diversi giorni con umidità relativa superficiale maggiore di 0,8, c è il rischio di formazione di muffe. Progettazione per evitare la cre scita di muffe Per evitare la crescita di muffe, l umidità relativa in corrispondenza delle superfici non deve essere maggiore di 0,8 per periodi di tempo di diversi giorni. I passi principali nella procedura di progettazione sono rappresentati dal calcolo dell umidità relativa dell aria interna, e quindi dal calcolo del valore accettabile dell umidità volumica di saturazione Vsat o della pressione del vapore di saturazione Psat sulla superficie sulla base dell umidità relativa superficiale richiesta. Da questo valore si determina la temperatura minima superficiale e quindi la qualità termica dell involucro edilizio richiesta (espressa come frsi per una data temperatura interna). Per ciascuno dei mesi dell anno eseguire quindi i seguenti passi: o Definire la temperatura dell aria esterna secondo 4.2.3; o Definire l umidità esterna secondo 4.2.4; o Definire la temperatura interna in accordo con le indicazioni nazionali; Nota nazionale: Per le temperature interne degli ambienti, vedere appendice nazionale. o o Calcolare l umidità relativa interna da Δv o Δp da (definiti in 4.2.4) o assumere come valore costante, per un ambiente climatizzato, considerando le correzioni apportate con il margine di sicurezza definito in 4.2.4; Con un valore massimo accettabile di umidità relativa in corrispondenza della superficie ϕsi = 0,8 calcolare il valore minimo accettabile dell umidità volumica a saturazione, Vsat, o della pressione di saturazione, Psat: v i Vsat (ϕsi) = 0, 8 oppure p i Psat (ϕsi) = 0, 8 (10) (11) 7.4

5 Nota 1: Il criterio ϕsi 0,8 è stabilito considerando il rischio di crescita di muffe. Possono essere applicati criteri differenti, se opportuno, per esempio ϕsi 0,6, per evitare fenomeni di corrosione. 07 o Determinare la temperatura superficiale minima accettabile, θsi,min a partire dall umidità volumica a saturazione minima accettabile. Nota 2: La temperatura come funzione dell umidità volumica a saturazione può essere valutata per mezzo delle equazioni (e.10) o (e.11) nell appendice E. Un altra possibilità è quella di preparare un prospetto o un grafico, sulla base dell equazione (e.8), che indica la relazione tra Psat e θ, per trovare θ da Psat. o Dalla temperatura superficiale minima accettabile, θsi,min, dalla temperatura dell aria interna assunta, θe, calcolare il fattore di temperatura minimo, frsi, min, secondo l equazione (2). Calcolo del fattore di temperatura La norma definisce una grandezza chiamata fattore di temperatura, che deriva da una relazione tra temperatura superficiale della struttura, temperatura interna e temperatura esterna. La relazione è la seguente: frsi = (tsi te)/(ti - te) CONDENSA INTERSTIZIALE Il vapore presente nell aria tende a spostarsi dall ambiente a più alta pressione di vapore (cioè quello interno) verso l ambiente a più bassa pressione di vapore (cioè quello esterno). Questa migrazione, che segue una legge precisa, denominata Legge di Fick, comporta il fatto che l involucro esterno dell edificio venga attraversato da un flusso di vapore. Questo flusso, in termini assoluti molto piccolo, può creare dei problemi qualora in un punto interno alla struttura si creino le condizioni perché avvenga la condensazione. Si parla di condensazione interstiziale quando questa si verifica all interno delle strutture, nell interfaccia tra uno strato e l altro o all interno di uno stesso strato. Gli effetti dei fenomeni di condensazione interstiziale sono tanti e diversi. Questo tipo di patologia può manifestarsi esteriormente in tanti modi, non sempre facilmente identificabili o immediatamente visibili. Non tutti i materiali reagiscono allo stesso modo a contatto con l umidità. Alcuni, specialmente i materiali isolanti, modificano pesantemente le loro caratteristiche se sottoposti ad alti livelli di umidità o se bagnati. La caratteristica che maggiormente risente di questo è proprio quella che esprime il comportamento termico del materiale, cioè la conducibilità termica. Questo fenomeno non si verifica solo per i materiali isolanti, ma anche per i materiali da costruzione. Materiali molto igroscopici arrivano a raddoppiare la propria conducibilità con un contenuto di umidità di meno del 10% in volume. La perdita delle proprietà dei materiali non si limita ovviamente alle caratteristiche di isolamento termico. Il contatto con acqua causa anche variazione dimensionale (i materiali si gonfiano o si deformano) e anche vere e proprie rotture o degrado organico. Alcuni materiali possono ammuffire o sfaldarsi se rimangono bagnati per molto tempo. Le differenze di pressione fra i diversi ambienti creano le condizioni per cui il vapore si sposti attraverso gli elementi che li suddividono. Temperature elevate indicano quasi sempre pressioni elevate di vapore cosi come temperature basse indicano pressioni basse. AIPE Associazione Italiana Polistirene Espanso. Riproduzione Vietata. Il presente documento può circolare ed essere utilizzato esclusivamente nell ambito del gruppo SAAD. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo documento può essere riprodotta o diffusa con qualsiasi mezzo senza consenso scritto. 7.5

6 07 Quindi una parete viene attraversata da un flusso di vapore che, durante le condizioni invernali, proviene dall interno e va verso l esterno. I materiali in genere, e gli isolanti in modo particolare, reagiscono in modo differente al passaggio del vapore. Vengono utilizzate normalmente due grandezze per esprimere la caratteristica di trasmissione del vapore: 1. permeabilità al vapore: δ 2. fattore di resistenza alla diffusione del vapore: µ La permeabilità è un valore effettivo, quindi il numero che identifica la permeabilità è espresso in Kg/smPa ed è la reale quantità di vapore che transita attraverso il materiale (ovvero la quantità di vapore Kg che transita in un secondo attraverso un metro di spessore con la differenza di pressione di un Pascal). Il fattore di resistenza invece è un valore adimensionale, quindi il numero che lo identifica è qualche cosa di relativo. Infatti viene riferito all aria che ovviamente avrà valore unitario. È possibile passare da una grandezza all altra mediante semplici relazioni che tengono presente la permeabilità dell aria. δ = permeabilità al vapore [Kg/s mpa] µ = fattore di resistenza alla diffusione del vapore [-] δaria µ = δmateriale riferito ad un materiale µ = 1 riferito all aria δ aria = 193 x Kg/SmPa µδ = quantità che pone in relazione lo spessore del materiale rispetto a quello dell aria Per completezza è bene riportare altre grandezze che si incontrano nelle verifiche delle condense superficiali e/o interstiziali. δ Permanenza al vapore M = spessore 2 (Kg/S m Pa) 1 Resistenza al vapore R = M Un passo successivo risiede nell identificazione delle condizioni al contorno che permettono di definire i parametri base della verifica della condensa superficiale o interstiziale. La condensa avviene quando: LA PRESSIONE PARZIALE INCONTRA LA PRESSIONE SATURAZIONE Ambiente caldo Ambiente freddo 7.6

7 La trasmissione del vapore attraverso le pareti edilizie I materiali da costruzione normalmente impiegati sono permeabili al passaggio di vapore, tuttavia possono verificarsi fenomeni di condensa all interno della parete ogniqualvolta il vapore incontri strati a temperatura inferiore od uguale alla temperatura di rugiada relativa alle sue condizioni termoigrometriche (temperatura e titolo). Il fenomeno della condensazione interstiziale è, nell edilizia, un fenomeno indesiderato ed è pertanto opportuno verificare, già in fase di progettazione, se e quando esso possa verificarsi. Sebbene il vapore condensato possa in molti casi evaporare, quando ciò non avviene, o avviene con ritardo, l imbibizione del materiale comporta la riduzione del suo potere termoisolante, la formazione di muffe, la marcescenza e anche, se la temperatura locale della parete scende sotto lo zero, la frantumazione in seguito all aumento di volume dell acqua che passa in fase solida. Per studiare il fenomeno e prevedere la possibilità che si verifichi non si può procedere come finora fatto nel caso della condensazione superficiale, ovvero trovando sul diagramma psicrometrico la tr partendo dalla temperatura dell aria interna e dalla sua U.R., dal momento che non è nota come dato di progetto l U.R. nei vari strati della parete da studiare. L U.R. all interno della parete (l U.R. dell aria umida che la attraversa) è funzione delle condizioni termoigrometriche dell aria negli ambienti separati dalla parete e della resistenza che i vari materiali costituenti la parete offrono al passaggio di vapore. È necessario pertanto studiare le modalità di trasmissione del vapore attraverso la parete. Perché si generi un qualsiasi flusso, di energia termica o di massa, si deve verificare una situazione di non equilibrio. In termini matematici è necessario che, definita una grandezza di stato da cui dipende il flusso, essa presenti un gradiente, una variazione del proprio valore lungo una coordinata spaziale. Nel caso della trasmissione di calore si è visto che il flusso termico si genera in conseguenza di un gradiente di temperatura. La differenza di temperatura è dunque, la forza motrice del flusso di calore. Nel caso del vapore, la grandezza il cui gradiente innesca il flusso di massa attraverso le murature è la sua concentrazione. 07 IL VAPOR D ACQUA NEGLI AMBIENTI INTERNI Come noto la parte di atmosfera più prossima al suolo all aria secca si aggiunge il vapor d acqua generato dall evaporazione dei mari, dei fiumi ecc. nonché dalle attività umane. A differenza di quanto avviene per i restanti componenti dell aria atmosferica, la cui quantità può con buona approssimazione assumersi costante, la quantità di vapor d acqua contenuta nell aria umida è invece sensibilmente variabile. Essa dipende non solo dalle condizioni climatiche locali ma anche dalla presenza di attività umane. In particolare, negli ambienti confinati, il contenuto di vapore dell aria umida dipende fortemente non solo dal numero delle persone presenti ma anche dalle attività che vi si svolgono. In tabella 15.I è riportata la produzione di vapor d acqua relativa a differenti attività umane. Come si vede dalla tabella queste attività producono una quantità di vapore relativamente piccola, sebbene sufficiente ad innescare i processi di trasporto di massa. AIPE Associazione Italiana Polistirene Espanso. Riproduzione Vietata. Il presente documento può circolare ed essere utilizzato esclusivamente nell ambito del gruppo SAAD. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo documento può essere riprodotta o diffusa con qualsiasi mezzo senza consenso scritto. 7.7

8 07 Al pari di tutti i sistemi termodinamici in stato di non equilibrio, anche due masse d aria umida in differenti stati termodinamici tenderanno a portarsi in equilibrio tra loro purché il setto che le separa lo permetta. I due stati termodinamici possono essere caratterizzati sia da differenti temperature della miscela sia da differenti concentrazioni, ovvero da differenti pressioni parziali dei componenti la miscela. I materiali edilizi e le pareti che con essi si costruiscono non sono mai ne perfettamente adiabatici ne perfettamente impermeabili all aria umida, per cui, quando le condizioni al contorno sono tali da generare un disequilibrio, attraverso di esse avverrà sempre sia trasmissione di calore che di massa. La condizione necessaria perché attraverso la parete edilizia abbia luogo trasmissione di calore è, naturalmente, che tra le due masse d aria umida che essa divide (per esempio quella interna all edificio e quella esterna) esista una differenza di temperatura. La condizione necessaria affinché avvenga trasmissione di massa è che esista una differenza di pressione parziale o una differenza di concentrazione di almeno uno dei componenti della miscela. In quasi tutti i casi varia, tra ambiente interno ed esterno, la pressione parziale del vapor d acqua per il fatto che nell ambiente interno la concentrazione di questo componente viene modificata dalle attività presenti. Pertanto tra l aria interna ed esterna alla parete viene a crearsi, per il solo vapor d acqua, un gradiente di pressione parziale rispetto al quale la parete edilizia si comporta come una membrana semipermeabile che permette la trasmissione di massa secondo la (15.12). Come si è già fatto notare in precedenza, il fenomeno della diffusione è descritto da una legge che è formalmente analoga a quella che descrive la trasmissione di calore per conduzione e che pertanto è suscettibile degli stessi sviluppi che si sono studiati in relazione alla trasmissione di calore per conduzione per descrivere il comportamento di pareti composte. Esistono alcune regole di base per la corretta progettazione della parete così riassunte: 1. nei casi in cui non si ha formazione di condensa all interno della parete, cioè nella massa, il flusso di vapore entrante nella parete è uguale a quello uscente 2. la formazione di condensa può essere evitata mantenendo basi i valori della pressione di vapore e mantenendo elevati i valori della pressione di saturazione in relazione ad ogni singolo strato. In fase di progettazione di un involucro edilizio è possibile operare non solo attraverso una accurata scelta dei materiali da impiegare in funzione della loro resistenza al passaggio di vapore, ma soprattutto attraverso la realizzazione di una corretta sequenza degli strati in modo che la resistenza alla diffusione del vapore assuma valori decrescenti dall interno verso l esterno e la resistenza termica assuma invece valori crescenti dall interno verso l esterno. Bisogna cioè evitare l inserimento di strati di sbarramento al passaggio del vapore verso l esterno (lato freddo); essi manterrebbero elevata la pressione parziale di vapore all interno dell elemento della costruzione favorendo il raggiungimento dei valori corrispondenti alla saturazione. 7.8

9 3. è possibile evitare il fenomeno della condensazione anche mantenendo elevati i valori della pressione di saturazione all interno della parete; una corretta collocazione di un materiale isolante fa si che ciò sia possibile. Un errato posizionamento dello strato coibente però, non solo può rendere inefficace il suo contributo all eliminazione del fenomeno, ma può al contrario accentuarlo. Si considerino, ad esempio, con il diagramma di Glaser, due pareti avanti la stessa resistenza al passaggio del vapore, l una isolata dall interno, l altra dall esterno. 07 Alla diversa posizione dello strato isolante corrisponde un diverso diagramma delle temperature e conseguentemente un diverso andamento delle pressioni di saturazione, mentre rimane inalterato quello delle pressioni parziali di vapore. Disponendo l isolante all interno la temperatura in corrispondenza di esso decresce rapidamente e si ha maggiore probabilità che essa raggiunga il valore della temperatura di rugiada, con conseguente formazione di condensa nella parte posteriore dell isolante. Per questo motivo, quando si realizza l isolamento di una parete dall interno, bisogna nella maggior parte dei casi prevedere la presenza di una barriera al vapore sul lato caldo. Barriera al vapore A seconda delle strutture edilizie è possibile che per eliminare il fenomeno della condensa all'interno della parete occorre inserire prima del punto di inizio della condensazione un materiale avente elevata resistenza al passaggio del vapore. Per questo fine si utilizzano sottili fogli di materiali come la carta trattata con bitume, fogli di materia plastica oppure fogli di alluminio, che sono quasi impermeabili al vapore; questo strato prende il nome di barriera al vapore. Questo provvedimento risulta efficace solo se la barriera è situata nella parte calda della parete prima del punto di inizio della condensazione (ad esempio sulla faccia calda dell'isolante) e se la resistenza della barriera al vapore è sufficientemente elevata. Si noti che lo spessore delle barriere al vapore è un dato caratteristico di ogni prodotto commerciale, pertanto l'utente non può scegliere liberamente, all interno di una data produzione, lo spessore e quindi la resistenza al vapore necessaria, poiché il valore richiesto per quest ultima potrebbe essere maggiore del massimo realizzabile con quel materiale e con gli spessori disponibili. In linea generale lo spessore della BV è trascurabile, pertanto non viene alterata la resistenza termica della parete. Quindi la distribuzione delle temperature rimane immutata alla configurazione stratigrafica che non contempla la BV, così come non cambiano le pressioni di saturazione. Invece la distribuzione delle pressioni parziali viene modificata poiché la resistenza aggiunta ha un valore molto grande rispetto a quella della parete senza barriera. AIPE Associazione Italiana Polistirene Espanso. Riproduzione Vietata. Il presente documento può circolare ed essere utilizzato esclusivamente nell ambito del gruppo SAAD. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo documento può essere riprodotta o diffusa con qualsiasi mezzo senza consenso scritto. 7.9

10 07 E in ogni caso essenziale osservare che l introduzione di una barriera al vapore deve essere prevista in sede di progetto se necessaria in quanto è impossibile inserirla quando la parete è già costruita. Questo fatto mostra l importanza di eseguire una verifica del comportamento termoigrometrico della parete in sede progettale. ESEMPIO DI VERIFICA IGROMETRICA PER UNA STRUTTURA REALIZZATA CON SISTEMA SAAD Il calcolo per la verifica dell assenza delle condense è stato effettuato mediante il programma AIPE PRESTAZIONE IGROMETRICA DEI COMPONENTI EDILIZI realizzato dallo Studio Ingegneri Associati Life Cycle Engineering LCE e si basa sulla norma UNI EN ISO La parete presa come riferimento per l analisi presenta la seguente stratigrafia così caratterizzata Località di riferimento: PADOVA ZONA CLIMATICA E - GG: 2383 U = 0,21 W/m 2 K La verifica dichiara l'assenza di condensa superficiale ed interstiziale. Il programma è disponibile su specifica richiesta ad AIPE. 7.10

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