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1 PROGRAMMA ANNUALE DELLE ATTIVITA DELL ATC PS1 L.R. 7/95 art. 19 comma 3 28 marzo 2014 A cura di

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3 Premessa Seppure non sia stato ancora approvato il nuovo Piano Faunistico-Venatorio provinciale e quindi non sia stato redatto il piano quinquennale dell ATC PS1, come previsto all art. 19 comma 1 della L.R. 7/95, viene presentato il programma annuale delle attività, in conformità con quanto previsto all art. 19 comma 3 della L.R.7/95, che l ATC PS1 intende realizzare. Tuttavia considerato che lo scorso anno non è stato approvato il programma delle attività di questo ATC e che, come noto, il nuovo Comitato di Gestione si è insediato solo da pochi mesi, si ritiene opportuno prevedere l avvio della programmazione non dal 1 gennaio al 31 dicembre, ma per un anno successivo all approvazione della presente relazione, ovvero dal 1 aprile 2014 al 31 marzo Il presente programma, redatto in conformità con quanto previsto al 8.2 Indirizzi per pianificazione e gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia dei Criteri ed Indirizzi per la Pianificazione Faunistico-Venatoria della Regione Marche (in seguito CIPFV), viene illustrato schematicamente attraverso i seguenti paragrafi: 1. pianificazione territoriale a fini faunistici; 2. gestione degli istituti faunistici; 3. miglioramenti ambientali ed interventi in agricoltura in favore della fauna; 4. prevenzione e risarcimento danni provocati dalla fauna selvatica; 5. gestione faunistica nel territorio di caccia programmata; 6. organizzazione del personale; 7. monitoraggio dello stato di attuazione del programma; 8. Formazione; 9. informazione e comunicazione. Si evidenzia che nella presente relazione non viene prevista la programmazione dell attività riferita alla gestione degli Ungulati in quanto si intende che la stessa verrà realizzata nel rispetto della pianificazione stabilita dal R.R. 3/2012. Lo scrivente Dott. Marco Bonacoscia, in possesso dei requisiti previsti dai Criteri ed Indirizzi per la Pianificazione Faunistico-Venatoria della Regione Marche al 11.1, dichiara di aver fornito collaborazione tecnica per la redazione del presente programma. Dott. Marco Bonacoscia

4 1. Pianificazione territoriale a fini faunistici Posto che la Pianificazione Territoriale a fini faunistici compete alla Provincia, si riporta analisi dello stato attuale di pianificazione funzionale per valutare quali sono le opportunità di una adeguata gestione faunistica e per formulare proposte per un nuovo assetto territoriale nell ambito del redigendo PFV provinciale. 1.1 I Distretti Territoriali Omogenei Come previsto dai CIPFV, il territorio dell ATC PS1 viene suddiviso in Distretti Territoriali Omogenei (DTO) finalizzati a realizzare una gestione faunistica in forma organizzata e mirata. In tav. 1 sono riportati i n. 4 DTO individuati, che vengono descritti nella successiva tab. 1, con indicazione: dei comuni ricompresi in ciascun DTO; della SPFV totale; della SPFV, indicata come netta, riferita al territorio in cui l ATC svolge o può svolgere la propria attività gestionale, ovvero quella che esclude le aree protette istituite ai sensi della L. 394/91 (Parchi e Riserve Naturali), le Oasi di protezione faunistica; le AFV e le AATV; i Demani Forestali; le ZAC. Tab. 1 D.T.O. Id Comune 1 Gabicce Mare 2 Gradara 3 Montelabbate D1 4 Pesaro 5 Tavullia 6 Vallefoglia 7 Auditore 8 Montecalvo in Foglia D2 9 Petriano 10 Tavoleto 11 Urbino 12 Borgo Pace 13 Fermignano D3 16 Sant'Angelo in Vado 17 Urbania 14 Mercatello sul Metauro 15 Peglio SPFV ha SPFV ha netta

5 D.T.O. Id Comune 18 Belforte all'isauro 19 Carpegna 20 Frontino 21 Lunano 22 Macerata Feltria 23 Mercatino Conca D4 24 Monte Cerignone 25 Montecopiolo 26 Montegrimano 27 Piandimeleto 28 Pietrarubbia 29 Sassocorvaro 30 Sassofeltrio SPFV ha SPFV ha netta

6 Tav. 1

7 1.2 Gli Istituti faunistici Le Aree di Rispetto In base all art. 10 bis della L.R. 7/95, compete all ATC istituire le Aree di Rispetto (AR). L attuale quadro pianificatorio, riportato in tav. 2, mostra n. 9 AR che occupano ha di SPFV. Considerato che tali AR sono frutto di scelte operate in passato, questo CdG intende valutare eventuali modifiche di tali zone con possibili restituzioni al territorio di caccia o trasformazioni in altri istituti o nuove istituzioni. Tale quadro verrà realizzato, a seguito di confronto con gli interessati locali, entro il mese di giugno p.v., quindi l ATC provvederà a comunicare alla Provincia il dettaglio delle scelte adottate I Centri Pubblici di Produzione del Fauna Selvatica allo Stato Naturale In base all art. 10 comma 1 della L.R. 7/95 i Centri Pubblici di Produzione del Fauna Selvatica allo Stato Naturale (CPuRS) hanno per scopo la riproduzione di fauna selvatica allo stato naturale, al fine della ricostituzione del patrimonio faunistico autoctono, da utilizzare esclusivamente per le azioni di ripopolamento del territorio provinciale. La gestione dei CPuRS compete all ATC sulla base di specifico programma approvato dalla Provincia, così come competono gli interventi di ripopolamento, da attuare con il supporto di strutture di ambientamento, e le eventuali catture. Va evidenziato che in base al 6.2 dei CIPFV i CPuRS devono avere una SPFV compresa tra ha 100 e 300. Dalla Tav. 2 emerge che n. 4 CPuRS dei 9 esistenti non hanno una superficie conforme ed altri non hanno caratteristiche ambientali tali, verosimilmente, da assicurare la produzione di fauna. Per tali motivi, rimarcando che anche in questo caso le scelte che hanno visto individuare gli attuali CPuRS non sono state adottate da questo CdG, risulta necessario rivalutare l assetto territoriale dei CPuRS, che verrà realizzato entro il prossimo 30 giugno, con formulazione alla Provincia di specifiche proposte e/o la presentazione di appositi piani di gestione, come previsti dall art. 10 comma 1 della L.R. 7/5, che a quanto risulta non sono mai stati approvati Le Zone di Ripopolamento e Cattura In Tav. 2 sono riportate le ZRC istituite nel territorio dell ATC PS1. Si evidenziano anzitutto le discrepanze con quanto previsto al dei CPFV: n. 3 ZRC (Sant Angelo in Vado, Talacchio, Ventena) per un totale di ha. 881, hanno una SPFV che non rispetta i parametri di estensione minima (che deve essere superiore a ha. 300), rendendole comunque poco produttive; n. 2 ZRC (Pieruccia e Valbona), per un totale di ha. 954, non hanno parametri di uso del suolo congrui con quanto previsto al dei CIPFV. Infatti entrambe hanno una presenza di aree boscate superiore al 80%, mentre deve essere inferiore al 60%, e seminativi inferiori al 8%, mentre devono essere superiori al 10% per la lepre e al 50% per il fagiano. Ne consegue comunque che tali caratteristiche di uso del suolo determinano una vocazionalità bassa o nulla per la lepre e per il fagiano;

8 n. 2 ZRC (Alberone e Sant Andrea) interessano solo una piccola porzione dell ATC PS1 (ha. 392) in quanto di fatto ricadono quasi completamente nell ATC PS2 (ha ), pertanto anche in questo caso la loro funzionalità è limitata; solo in n. 3 ZRC (Fossatone, Ginestreto e Montemarrone) di SPFV complessiva pari ad ha , possono essere potenzialmente realizzate catture di fauna, in quanto di dimensioni superiori ad ha 400 come previsto al dei CIPFV. E comunque palese che tali ZRC, anche nell ipotesi di una gestione ottimale, non possono assicurare un catturato di lepri tale da garantire i ripopolamenti in tutto il territorio dell ATC. Quindi in sintesi risulta in sostanza che solo ha di territorio possiede i caratteri di conformità delle ZRC, e di questi solo in è possibile catturare. Il quadro evidenzia pertanto un oggettiva impossibilità di realizzare una gestione finalizzata ad ottenere popolazioni di lepre che possano soddisfare l esigenza di ripopolamento del territorio dell ATC PS1 che, in base a quanto stabilito dal dei CIPFV, dal 2015 potrà vedere l impiego esclusivamente di soggetti catturati localmente. Ne consegue che l ATC provvederà, entro la fine del mese di giugno, a presentare alla Provincia una proposta di nuovo assetto territoriale delle ZRC. Comunque entro la fine del mese di maggio p.v. verrà presentata richiesta di gestione di quelle ZRC che possono comunque offrire l opportunità di un incremento delle popolazioni di Lepre e Fagiano, considerato che a tutt oggi non risulta che sia stato formalizzato alcun atto di concessione della gestione come previsto all art. 9 comma 4 della L.R. 7/ Zone di Addestramento Cani di tipo B permanenti In base all art. 33 comma 1 della L.R. 7/95 è previsto che l ATC possa essere soggetto delegato alla gestione delle ZAC. Pertanto si provvederà a valutare la possibilità di proporre l istituzione di una ZAC di tipo B permanente finalizzata all allenamento/addestramento di razze da seguita, e pertanto di estensione variabile tra un minimo di ha. 100 ed un massimo di ha 500. Nel caso, come previsto dalla DGR 242/2013, verrà presentata istanza tra il 1 gennaio e il 31 marzo 2015.

9 Tav. 2

10 2. Gestione degli istituti faunistici Come detto al precedente paragrafo, sulla base del nuovo assetto pianificatorio che l ATC presenterà alla Provincia e che dovrà dalla stessa essere approvato, per ciascun istituto che verrà presentato specifico piano di attività. In linea generale ogni piano considererà i seguenti aspetti: definizione delle modalità di censimento primaverile ed autunnale di Lepre e fagiano; definizione delle modalità di censimento primaverile delle specie predatrici ed interferenti (Corvidi, Volpe e Cinghiale dove presenti); organizzazione delle attività di controllo dei predatori; individuazione degli interventi in agricoltura in favore della fauna; definizione dei parametri di densità obiettivo delle popolazioni di Lepre e Fagiano funzionali a stabilire i piani di cattura a scopo di ripopolamento; individuazione del personale atto a coordinare e realizzare gli interventi gestionali; definizione delle risorse economiche destinate alla realizzazione degli interventi. Tuttavia in attesa che venga realizzato quanto sopra indicato, l ATC concentrerà una serie di interventi gestionali negli Istituti esistenti che, per caratteristiche ambientali e dislocazione, possono offrire opportunità di incremento della fauna, al fine comunque di non rimanere in stato di attesa in questa fase di nuova pianificazione. 2.1 La Gestione delle ZRC La gestione verrà mirata nelle ZRC riportate nelle seguente tabella, in cui si determinano anche le densità obiettivo minime (D.) di lepre e di fagiano che si intendono raggiungere entro la primavera AREA HA SPFV HA D. Fagiano/kmq D. Lepre/kmq ZRC Apsa ZRC Fossatone ZRC Ginestreto ZRC La Frana ZRC Montemarrone ZRC Talacchio L attività gestionale che verrà adottata in tali ZRC è così prevista: in periodo post-riproduttivo (ottobre-novembre) saranno realizzati i censimenti di lepre, impiegando il metodo della battuta su aree campione senza l ausilio di cani o i censimenti notturni con sorgente luminosa artificiale; in periodo post-riproduttivo (fine settembre ottobre) verranno svolti i monitoraggio della popolazione di fagiano, adottando il metodo del censimento su striscia con l ausilio dei cani da ferma; a seguito dei risultati dei censimenti, si provvederà a stabilire la necessità di realizzare interventi di ripopolamento nelle ZRC che mostrano ancora densità sotto l obiettivo prefissato o se possano essere effettuate catture, con la redazione di apposito piano, nel

11 caso le densità rilevate lo consentano. Gli interventi di ripopolamento o di cattura e traslocazione, saranno realizzati per la lepre nel periodo dicembre-febbraio, mentre per il fagiano nel periodo febbraio-marzo. I ripopolamenti di lepre dovranno vedere l impiego di soggetti di cattura. il censimento delle popolazioni di Corvidi realizzato nel periodo tardo invernale, attraverso il conteggio dei nidi su transetti campione, sarà preliminare per redigere il successivo piano di controllo che sarà trasmesso alla Provincia per approvazione; nelle ZRC verranno realizzati interventi in agricoltura in favore della fauna secondo le modalità riportate al successivo paragrafo 3.; in periodo primaverile ed estivo verrà fornita collaborazione alla Provincia, attraverso la disponibilità di operatori, per realizzare gli interventi di controllo della Volpe; con la disponibilità di Guardie Venatorie Volontarie, attraverso forme di collaborazione e coordinamento con la Polizia provinciale, potrà essere attuato un servizio di vigilanza volontaria. 2.2 La Gestione dei CPuRS La gestione dei CPuRS sarà concentrata in quelli indicati nella seguente tabella, in cui sono riportate anche le Densità obiettivo minime (D.). AREA HA SPFV HA D. fagiano/kmq CPuRF Buzzo CPuRF Casinina CPuRF Rancitella CPuRF Sasso Feltrio In tali CPuRF saranno realizzati i seguenti interventi gestionali: in periodo pre-riporduttivo (aprile-maggio) saranno svolti i censimenti di fagiano, con il metodo del mappaggio dei maschi cantori; qualora i risultati delle densità si discostino da quella obiettivo, nel mese di luglio verranno effettuati ripopolamenti con l impiego di giovani fagiani ( gg. di età) liberati con l impiego di strutture di ambientamento e con foraggiamenti di supporto; in periodo post-riproduttivo (ottobre-novembre) saranno realizzati i censimenti di lepre, impiegando il metodo della battuta su aree campione senza l ausilio di cani o i censimenti notturni con sorgente luminosa artificiale, al fine di valutare l andamento della popolazione; in periodo primaverile ed estivo verrà fornita collaborazione alla Provincia, attraverso la disponibilità di operatori, per realizzare gli interventi di controllo della Volpe. saranno realizzati interventi in agricoltura in favore della fauna secondo le modalità riportate al successivo paragrafo 3. Per i ripopolamenti di giovani fagiani saranno impiegati soggetti provenienti da fornitori che adottano i seguenti requisiti minimi di allevamento: - devo essere nati nel periodo marzo-aprile; - non oltre la 4 settimana di vita gli animali devono aver avuto accesso a voliere;

12 - tra i 30 e 60 giorni di vita devono essere stati allevati in voliere a terra con densità massime di 1 capo/mq e oltre 60 giorni di vita con densità massime di 1 capo/2 mq; - oltre i 60 giorni di vita devono essere stati mantenuti in voliere di superficie non inferiore a mq , alte almeno 3 metri, con posatoi ad altezza variabile dal suolo o con vegetazione arborea/arbustiva all interno delle stesse; - almeno 10 giorni prima della fornitura/liberazione devono essere stati sospesi tutti gli eventuali trattamenti farmacologici. 2.3 La Gestione della Aree di Rispetto Nelle AR verranno effettuati ripopolamenti di fagiano impiegando soggetti di giorni di età durante il mese di luglio. Il ripopolamento dovrà essere accompagnato da una fase di ambientamento in apposite strutture e con supporto alimentare. I giovani fagiani impiegati per i ripopolamenti dovranno provenire da allevamenti aventi le caratteristiche indicate al precedente paragrafo. I ripopolamenti saranno effettuati liberano gli animali in gruppi di almeno 12 individui (rapporto sessi 1:3) in quantità pari a n. 20 individui/kmq di SPFV di ogni AR. In periodo post-riproduttivo (ottobre-novembre) saranno realizzati i censimenti di lepre, impiegando il metodo della battuta su aree campione senza l ausilio di cani o i censimenti notturni con sorgente luminosa artificiale. Qualora le densità rilevate fossero inferiori a n. 10 lepri/kmq si provvederà a realizzare successivi ripopolamenti per garantire tale obiettivo minimo. In periodo primaverile ed estivo verrà fornita collaborazione alla Provincia, attraverso la disponibilità di operatori, per realizzare gli interventi di controllo della Volpe. Saranno realizzati interventi in agricoltura in favore della fauna secondo le modalità riportate al successivo paragrafo Miglioramenti ambientali ed interventi in agricoltura in favore della fauna L ATC realizzerà interventi finalizzati a favorire l incremento della fauna attraverso: miglioramenti ambientali, privilegiando in particolare la creazione di punti di abbeverata, con l impiego di vasche e serbatoi, in aree funzionali a massimizzare la produttività di Fagiano. interventi in agricoltura funzionali: ad incrementare la disponibilità alimentare per la fauna, quali le colture a perdere o il mantenimento delle stoppie con il ritardo dell aratura; per ridurre gli impatti negativi delle pratiche agricole, attraverso la trebbiatura centripeta o il ritardo del 1 raccolto dell erba medica. Tali azioni prioritarie potranno essere realizzate attraverso due strategie e relativi impegni economici: a) realizzazione di un bando a beneficio di agricoltori in cui, sulla base della DGR, saranno impiegate le risorse economiche attribuite all ATC dalla Regione marche in base all art. 20 comma 4 della L.R. 7/95. A tal propositi si evidenzia che il bando utilizzerà le risorse del Inoltre, considerato che anche la Provincia ha disponibilità di risorse accantonate per la medesima finalità si chiederà di accorpare tutte le risorse economiche per un unico intervento di finanziamento. Tale azione potrà essere realizzata entro settembre 2013;

13 b) individuazione di aree localizzate in istituti faunistici che saranno gestiti dall ATC per realizzare interventi mirati a seguito di una trattativa privata con i proprietari/conduttori di fondi agricoli. Per tali interventi, che potranno essere contrattualizzati entro la fine di giugno, l ATC destinerà risorse per un importo massimo di , Prevenzione e risarcimento danni provocati dalla fauna selvatica L ATC stanzierà per il 2014 un fondo pari ad ,00 per acquistare attrezzatura e strumenti per la prevenzione dei danni che la fauna può arrecare alle produzioni agricole. A seguito di definizione dei criteri di priorità e delle modalità di richiesta per la concessione delle strutture di prevenzione, che sarà resa nota attraverso la pubblicazione sul sito dell ATC e comunicazione alle associazioni degli agricoltori, gli interessati potranno ottenere in comodato gratuito tali strutture. Nel quadro della normativa di riferimento e secondo le modalità stabilite dall ATC, verranno istruite le pratiche per provvedere ad indennizzare i danni prodotti dalla fauna selvatica alle produzioni agricole nel territorio di competenza dell ATC PS1. 5. Gestione faunistica nel territorio di caccia programmata Considerati gli impegni assunti per la gestione degli istituti faunistici, descritti ai precedenti paragrafi, la gestione del territorio di caccia programmata prevede: azioni indirizzate di prevenzione dei danni che la fauna può provocare alle colture agricole, secondo le modalità illustrate al precedente paragrafo; interventi di ripopolamento con l impiego di riproduttori di fagiano e di lepre che verranno realizzati, considerando il numero degli animali acquistati per far fronte agli interventi previsti ai precedenti paragrafi , fino alla concorrenza massima di un costo pari a circa ,00. Le modalità di ripopolamento, i luoghi di immissione e la ripartizione dei relativi contingenti, saranno definiti a seguito di apposito Piano approvato dal CdG che terrà comunque conto dei seguenti aspetti: caratteristiche di vocazionalità per la Lepre e Fagiano dei DTO che saranno beneficiati degli animali da immettere; SPFV complessiva del DTO; numero dei cacciatori iscritti nell ATC in ogni DTO. al fine di promuovere il controllo della Volpe in territorio di caccia programmata durante la stagione venatoria, l ATC collaborerà al mantenimento di quelle mute di cani che verranno impiegate per l abbattimento del Canide attraverso la fornitura degli alimenti. Allo scopo l ATC destina per tale iniziativa la somma di 3.000, Organizzazione del personale La possibilità di realizzare quanto programmato nel presente documento è decisamente condizionata dalla collaborazione che potrà essere fornita dai cacciatori. Considerate le consistenti risorse umane necessarie per l esecuzione degli interventi risulta necessario creare un sistema strutturato e coordinato. I DTO, come detto in precedenza, rappresentano le unità funzionali per eseguire in modo mirato e capillare gli interventi programmati.

14 Per tale motivo verranno riorganizzate le strutture operative dei DTO. In prima fase, entro il mese di aprile, verrà rivisitato e approvato dal CdG un nuovo regolamento che definirà le rappresentatività, le modalità di funzionamento e le competenze degli organi di coordinamento dei DTO. L ATC garantirà sia la presenza di un membro del CdG preposto a sovrintendere le attività organizzative degli organi dei DTO sia l assistenza di un tecnico faunistico per il coordinamento delle attività di gestione. Quindi dovranno essere individuati dei gruppi di lavoro funzionali per realizzare gli interventi di gestione programmati. Al personale operativo addetto al coordinamento degli interventi gestionali verrà riconosciuto un rimborso spese. Per l anno 2014 l ATC destinerà per rimborso spese delle prestazioni fornite dal personale una somma complessiva di , Monitoraggio dello stato di attuazione del programma Tutti i dati risultanti dalle attività gestionali indicati nel presente programma saranno archiviati in apposito GIS ed appositamente elaborati. Verranno elaborate le cartografie informatizzate per produrre apposite carte tematiche, quali: la carta dei danni; la carta del prelievo degli Ungulati; la carta dei ripopolamenti; la carta degli interventi di miglioramenti ambientali; etc. L ATC, non appena la Regione avrà fornito il software per la registrazione dei dati, provvederà ad elaborare i dati dei prelievi venatori eseguiti nella stagione venatoria risultanti dai tesserini venatori. I risultati dell attività programmata saranno riportati nel Piano annuale Come previsto al 11.2 dei CIPFV, le informazioni raccolte saranno trasmesse entro il 31 marzo 2015 alla Provincia e all Osservatorio Faunistico regionale. 8. Formazione In riferimento alle abilitazioni necessarie per partecipare alla gestione ed al prelievo degli Ungulati, previste dal R.R. 3/2012 art. 2, l ATC provvederà a realizzare i corsi sulla base delle esigenze e delle richieste degli interessati. Inoltre l ATC si farà carico di proporre alla Provincia, offrendo la propria collaborazione, la realizzazione di corsi per Guardie Venatorie Volontarie nell ottica di aggiornare gli abilitati, alla luce delle numerose modifiche apportate in questi ultimi due anni al quadro normativo di riferimento, e per creare nuovi stimoli. 9. Informazione e comunicazione L informazione e la comunicazione rappresentano elemento imprescindibili per una partecipazione consapevole, attiva ed aggiornata alla vita associativa dell ATC. In quest ottica l ATC: provvederà ad informare i cacciatori circa i programmi che intende realizzare; renderà noti i risultati dell attività svolta; provvederà ad aggiornare i cacciatori circa le novità tecniche, normative ed amministrative. L informazione verrà fornita:

15 attraverso il costante aggiornamento del sito web dell ATC con pubblicazione nello stesso di tutta la documentazione necessaria allo scopo; con la realizzazione di incontri tecnici diffusi nel territorio.

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