LA CONVENZIONE DI BARCELLONA
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- Bernadetta Moretti
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1 LA CONVENZIONE DI BARCELLONA Introduzione: Venti paesi rivieraschi del Mediterraneo (Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Italia, Jugoslavia, Libano, Libia, Malta, Monaco, Marocco, Slovenia, Spagna, Siria, Tunisia e Turchia ) e la Comunità Europea sono le Parti Contraenti della Convenzione di Barcellona relativa alla tutela dell'ambiente marino e delle regioni costiere del Mediterraneo, adottata nel 1976 per poi essere emendata e rafforzata nel La Convenzione include una serie di strumenti, noti come "Protocolli", che se propriamente ratificati ed implementati (tramite la loro trasposizione nella legislazione nazionale), proteggeranno dall inquinamento industriale il mar Mediterraneo e le sue aree costiere, una delle regioni più importanti per le sue risorse ambientali ed economiche. La Convenzione di Barcellona ed i relativi Protocolli, che la regione ha considerato necessari per la protezione del mar Mediterraneo, sono gli strumenti legali adottati sotto il MAP (Mediterranean Action Plan). La Convenzione emendata ed alcuni Protocolli non sono ancora entrati in vigore, in quanto parte dei paesi contraenti si rifiutano ancora di completare il processo di ratifica. I/ Implementazione: Rivedendo lo stato delle ratifiche dal 2001 al luglio 2003 emerge che rispetto ai sette strumenti (la Convenzione ed i sei Protocolli), solo il nuovo Protocollo sulle aree protette e sulla biodiversità è entrato in Nonostante le richieste e le sollecitazioni di ratificare tutti gli strumenti della Convenzione, sembra che le Parti Contraenti non stiano prendendo seriamente in considerazione il tema della implementazione. A causa del basso numero di ratifiche, il testo emendato della Convenzione e la maggior parte dei nuovi Protocolli o di quelli emendati non sono ancora entrati in In accordo alla stato delle ratifiche: Altre due ratifiche sono necessarie per far entrare in forza la Convenzione modificata. Il Protocollo Dumping necessita invece di altre tre ratifiche. Il Protocollo di Izmir (relativo al trasporto dei rifiuti pericolosi) e il Protocollo offshore necessitano di altre due ratifiche. Il Protocollo sulla Emergenza potrebbe entrare in vigore presto, non appena venga ricevuta la notifica ufficiale di almeno un altra ratifica. Il Protocollo LBS richiede ulteriori quattro ratifiche.
2 Greenpeace chiede alle Parti Contraenti di accelerare e finalizzare il processo di ratifica in occasione della tredicesima COP delle Parti Contraenti, prevista per l Novembre 2003, a Catania, Italia.
3 II/ Sommario sugli strumenti legali: 1/ La Convenzione per la protezione dell'ambiente marino e delle regioni costiere del Mediterraneo (Convenzione di Barcellona): Le Parti Contraenti della Convenzione prenderanno insieme, o individualmente, tutte le misure necessarie in accordo alle disposizioni di questa Convenzione e dei suoi Protocolli, allo scopo di prevenire, abbattere, contrastare e per quanto possibile eliminare l inquinamento del mar Mediterraneo e proteggere, nonché migliorare, l ambiente marino al fine di contribuire allo sviluppo sostenibile di questa area. Le Parti Contraenti si sono, altresì, impegnate di intraprendere le misure appropriate per attuare il Mediterranean Action Plan. La Convenzione di Barcellona, adottata il 16 febbraio 1976, è entrata in vigore il 12 febbraio Il testo originale della Convenzione è stato modificato attraverso un emendamento, adottato il 10 giugno 1995, che non è ancora entrato in Paesi che hanno ratificato finora: Albania, Croazia, Cipro, UE, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Jugoslavia, Malta, Monaco, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia. 2/ Il Protocollo per la protezione del mar Mediterraneo contro l'inquinamento derivante da fonti ed attività terrestri (Protocollo LBS): Questo protocollo ha lo scopo di eliminare l'inquinamento derivante da fonti ed attività terrestri. In particolare mira ad eliminare le sostanze tossiche, persistenti e quelle soggette ad essere bioaccumulate lungo la catena alimentare. Paesi che hanno ratificato finora: Albania, Cipro, UE, Francia, Grecia, Italia, Jugoslavia, Malta, Marocco, Monaco, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia. 3/ Il Protocollo per la prevenzione e l'eliminazione dell'inquinamento del mar Mediterraneo derivante da scarichi di imbarcazioni ed aerei o per incenerimento in mare (Protocollo Dumping ): Questo Protocollo mira alla graduale eliminazione dello scarico in mare di rifiuti, secondo gli stessi principi della Convenzione di Londra, uno strumento a livello globale che proibisce lo scarico di rifiuti pericolosi da navi ed aerei così come l'incenerimento di rifiuti pericolosi in mare. L area di divieto prevista nel Protocollo comprende sia il fondale che il sottosuolo del mar Mediterraneo. Paesi che hanno ratificato finora: Albania, Croazia, Cipro, UE, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Jugoslavia, Malta, Monaco, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia.
4 4/ Il Protocollo relativo alle aree particolarmente protette e alla diversità biologica nel Mediterraneo (Protocollo SPA & Biodiversità): Scopo del Protocollo è preservare la biodiversità marina e le specie di flora e fauna minacciate o in via d'estinzione nella regione del Mediterraneo, tramite la creazione di zone particolarmente protette. Ratifiche necessarie all'entrata in vigore: 6 Parti Contraenti. Il Protocollo è entrato in Paesi che hanno ratificato finora: Albania, Croazia, Cipro, UE, Egitto, Francia, Italia, Malta, Monaco, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia. 5/ Il Protocollo per la protezione del mar Mediterraneo contro l'inquinamento derivante dall'esplorazione della piattaforma continentale, del fondo marino e del suo sottosuolo (Protocollo Offshore) Questo Protocollo regola le attività di esplorazione e sfruttamento della piattaforma continentale, del fondo marino e del suo sottosuolo. Stabilisce inoltre le norme a cui è necessario attenersi per il rilascio di permessi per questo genere di attività. Ratifiche necessarie per l'entrata in vigore: 6 Parti Contraenti. Paesi che hanno ratificato finora: Albania, Cipro, Marocco e Tunisia. 6/ Il Protocollo sulla prevenzione dell'inquinamento del mar Mediterraneo derivante da movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e dal loro smaltimento (Protocollo rifiuti pericolosi): Questo protocollo bandisce l'importazione, l'esportazione e/o il transito di rifiuti pericolosi e radioattivi da paesi sviluppati dell'unione Europea a paesi non-ue. Ratifiche necessarie all'entrata in vigore: 6 Parti Contraenti. Paesi che hanno ratificato finora: Albania, Malta, Marocco e Tunisia. 7/ Il Protocollo riguardante la cooperazione nella lotta all'inquinamento del mar Mediterraneo in casi di emergenza derivante da petrolio e da altre sostanze pericolose (Protocollo sulle Emergenze): Le Parti Contraenti hanno l obbligo di cooperare nel prendere le misure necessarie in caso di gravi ed imminenti danni all ambiente marino, a quello costiero o alle aree di interesse di una o più Parti. Questa normativa è importante per la grande quantità di petrolio e di altre sostanze pericolose che risultano da cause accidentali o a seguito dell accumulo di piccoli depositi che inquinano o minacciano di inquinare l ambiente marino (all interno dell area di intervento della Convenzione). Entrato in vigore: 12 febbraio 1978.
5 Ratificato da tutte le Parti 8/ Il Protocollo riguardante la cooperazione nella lotta all'inquinamento del mar Mediterraneo in casi di emergenza derivante da petrolio e da altre sostanze pericolose (Nuovo Protocollo sulle Emergenze): Il nuovo Protocollo sull emergenza è stato adottato durante la Conferenza plenipotenziaria a Malta, nel gennaio 2002, che segna la fine del processo di revisione della struttura legale del MAP. Paesi che hanno ratificato finora: Croazia, Francia, Malta, Monaco e Turchia. III/ Sommario sullo Stato attuale delle ratifiche della Convenzione e dei suoi Protocolli Rivedendo lo stato delle ratifiche della Convenzione emendata e dei sei Protocolli (sia di quelli nuovi che emendati), aggiornato al 18 luglio 2003, solo il nuovo Protocollo sulle aree protette e sulla biodiversità è entrato in Il processo di ratifica del nuovo Protocollo sulla Prevenzione e sull Emergenza è quasi ultimato ed importanti progressi sono stati effettuati per quanto riguarda il testo emendato della Convenzione e dei due Protocolli Dumping e LBS. Convenzione: 15 Parti Contraenti hanno notificato l emendamento della Convenzione, il cui testo modificato è stato adottato a Barcellona nel In accordo con l articolo 16(3) del testo originale del 1976, gli emendamenti richiedono l adesione dei tre-quarti delle Parti (17 Paesi) per entrare in Protocollo Dumping: ad oggi 14 Parti hanno accettato gli emendamenti introdotti nel Il testo modificato deve essere ratificato dai tre-quarti delle Parti per entrare in forza. Protocollo Prevenzione e Emergenza: 5 Parti Contraenti hanno ratificato il nuovo Protocollo; è necessaria solo un ulteriore ratifica affinchè questo strumento possa entrare in Protocollo Land-based Sources: 13 Parti Contraenti hanno accettato gli emendamenti del La ratifica dei tre-quarti delle Parti è richiesta per far entrare questo strumento in Protocollo Specially Protected Areas and Biodiversity: attualmente 13 Parti hanno ratificato il Protocollo, che è entrato in vigore il 12 dicembre Protocollo Offshore: questo strumento è stato adottato nel 1994 ed è stato ratificato da 4 Parti Contraenti; sono necessarie altre due ratifiche per fare in modo che entri in Protocollo Hazardous Wastes: questo Protocollo è stato adottato nel 1996 ma è stato ratificato da solo 4 Paesi; sono quindi necessarie altre due ratifiche per farlo entrare in
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