IL FUTURO DELLE PENSIONI:
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- Beata Tommasi
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1 IL FUTURO DELLE PENSIONI: PIÙ EQUITÀ, PIÙ SOLIDARIETÀ, PIÙ SOSTENIBILITÀ SOCIALE. Analisi e proposte della CGIL Dicembre 2009 A cura del Dipartimento Welfare e Nuovi Diritti - Cgil Nazionale 1
2 GLI EFFETTI DEL SISTEMA CONTRIBUTIVO Al risultano in pagamento pensioni liquidate con il e con il contributivo puro, per un totale di pensioni. Tabella n. 1 Pensioni vigenti al 1 gennaio con il contributivo puro ed il misto Anno Numero di pensioni Contributivo Numero di pensioni Misto Totale (Fonte Inps. Dati 2009 provvisori) La percentuale maggiore è erogata a donne: nel 2008 le pensioni liquidate alle donne con il corrispondono al 17,6% delle pensioni di vecchiaia e al 67,8% delle invalidità. Mentre il totale (uomini e donne) delle invalidità liquidate con il misto corrisponde al 59,4% di tutte le invalidità liquidate nell anno. Tabella n. 2 Percentuale di pensioni di vecchiaia erogate con il sul complesso di tutte le pensioni vigenti Anno Prestazione % Donne % Uomini 2006 Vecchiaia 18 2, Vecchiaia 21,4 3, Vecchiaia 17,6 2,2 (Fonte Inps. Dati 2009 provvisori) Tabella n. 3 Percentuale di pensioni di invalidità erogate con il sul complesso di tutte le pensioni vigenti Anno Prestazione % Donne % Uomini 2006 Invalidità 64,9 50, Invalidità 66,4 51, Invalidità 67,8 55,5 (Fonte Inps. Dati 2009 provvisori) 2
3 Tabella n. 4 Percentuale di pensioni ai superstiti erogate con il sul complesso di tutte le pensioni vigenti Anno Prestazione % Donne % Uomini * 2006 Superstiti 4,6 8, Superstiti 4,8 8, Superstiti 4,7 8,5 (Fonte Inps. Dati 2009 provvisori) *La maggiore percentuale di pensioni ai superstiti erogate con il a favore degli uomini dipende dal fatto che le donne, avendo minore anzianità al 31 dicembre 1995, maturano il diritto a pensioni calcolate con il. Nel corso del 2008 sono state liquidate pensioni con o tutto contributivo, dato destinato ad aumentare di anno in anno, tanto che l INPS prevede che nel 2009 saranno , nel 2010 diventeranno , nel 2012 diventeranno mentre nel 2016 è previsto che le pensioni liquidate con il o contributivo puro siano nello stesso numero di quelle retributive per poi operare il sorpasso. Tabella n.5 Proiezioni Inps per pensioni liquidate con il contributivo puro ed il misto Anno Pensioni Il risparmio realizzato nel corso del 2008 corrisponde a ,00 mentre il risparmio calcolato per il 2009 (solo considerando le pensioni già in pagamento al 1 gennaio dell anno) è di ,00. Questo risparmio deriva dalla differenza negli importi medi mensili tra le pensioni in pagamento con il retributivo e quelle con il sistema contributivo puro o in pro rata. 3
4 Inoltre, le pensioni vigenti con il al 1 gennaio 2009 hanno un importo complessivo medio di 496,64, contro una media di 818,67 per l insieme delle pensioni calcolate con il sistema retributivo. Mentre le pensioni vigenti con il sistema contributivo al 1 gennaio 2009 hanno un importo complessivo medio di 109,30. Addirittura, se consideriamo il biennio possiamo verificare che mentre l importo medio delle pensioni retributive aumenta del 6,49% tra i due anni, per quanto riguarda le pensioni liquidate nel l aumento tra un anno e l altro è appena del 3,39%. Ciò significa che, a mano a mano che aumentano le pensioni liquidate nel e aumentano gli anni di calcolo contributivo, si abbassa la media degli importi in pagamento, soprattutto in relazione al precedente sistema di calcolo retributivo. Tabella n. 6 medio delle pensioni vigenti al 1 gennaio nel sistema retributivo e importo medio nel a confronto Anno Retributivo Aumento rispetto all anno precedente Aumento rispetto all anno precedente Misto Aumento rispetto all anno precedente Aumento rispetto all anno precedente , , , ,83 + 6,49% 462, ,69 + 3,39% , ,43 + 3% 475, ,4 + 2,6% , ,96 + 5,24% 496, ,48 + 4,32% La controprova di ciò si ottiene confrontando i rendimenti dati dal sistema retributivo e dal sulla base dell ultimo stipendio. Se poi vogliamo continuare la comparazione, verificando la differenza di importo tra la calcolata con il retributivo e quella calcolata con il, verifichiamo che a 60 anni con 29 anni di anzianità il calcolo misto conferisce una più bassa dell 4,6%, a 62 anni la è più bassa del 2,10%, solo a 64 anni il contributivo è leggermente maggiore del retributivo. Ma se poi si vanno a verificare le situazioni con minore entità di anni a retributivo e, in proporzione, un maggior numero di anni a contributivo, la situazione peggiora notevolmente. Ad es. con 13 anni di anzianità, le differenze di rendimento tra i due sistemi di calcolo peggiorano notevolmente. Infatti: a 57 anni con 13 anni di anzianità (invalidità, reversibilità) il calcolo misto conferisce una più bassa del 17,2%, a 60 la è più bassa del 10,2%, a 62 anni la è più bassa del 4,64%, solo a 64 anni il contributivo è leggermente superiore al retributivo. Tutto ciò è la dimostrazione che il rendimento effettivo si abbassa a mano a mano che diminuisce l anzianità pregressa destinata al calcolo retributivo e aumenta il numero di anni, in valore assoluto e in percentuale, con il calcolo contributivo. 4
5 Tabella n.7 Confronto tra il trattamento pensionistico percepito nel sistema retributivo con il trattamento pensionistico percepito nel calcolato con i coefficienti attuali 60 anni retributiva mista % di di , ,88-4,6% - 34, , ,04-5,3% - 34, , ,00-6,6% - 34, , ,95-8,8% - 34, , ,02-10,2% - 34,50 Tabella n.8 Confronto tra il trattamento pensionistico percepito nel sistema retributivo con il trattamento pensionistico percepito nel calcolato con i coefficienti attuali 62 anni retributiva mista % di di , ,71-2,10% - 15, , ,87-2,44% - 15, , ,83-3,03% - 15, , ,78-4,02% - 15, , ,85-4,64% - 15,67 Tabella n.9 Confronto tra il trattamento pensionistico percepito nel sistema retributivo con il trattamento pensionistico percepito nel calcolato con i coefficienti attuali 64 anni retributiva mista % di in più ottenuta con il sistema misto di in più ottenuti con il sistema misto , ,02 + 0,35% + 5, , ,18 + 0,87% + 5, , ,14 + 1,08% + 5, , ,09 + 1,42% + 5, , ,16 + 1,64% + 5,64 5
6 Tabella n.10 Confronto tra il trattamento pensionistico percepito nel sistema retributivo con il trattamento pensionistico percepito nel calcolato con i coefficienti attuali 65 anni retributiva mista % di in più ottenuta con il sistema misto di in più ottenuti con il sistema misto , ,09 + 2,33% + 17, , ,25 + 2,68% + 17, , ,21 + 3,32% + 17, , ,16 + 4,35% + 17, , ,23 + 4,98% + 17,71 Se poi applicassimo la revisione dei coefficienti come calcolata dal Nucleo di Valutazione della spesa previdenziale e su tutto il montante già versato, come sta sostenendo il Governo, le nostre tabelle di cui sopra diventerebbero: Tabella n.11 Confronto tra il trattamento pensionistico percepito nel sistema retributivo con il trattamento pensionistico percepito nel calcolato con i coefficienti NVSP 60 anni retributiva mista % di di , ,29-7,28% - 54, , ,45-8,43% - 54, , ,41-10,49% - 54, , ,36-13,88% - 54, , ,43-16,02% - 54,09 Tabella n.12 Confronto tra il trattamento pensionistico percepito nel sistema retributivo con il trattamento pensionistico percepito nel calcolato con i coefficienti NVSP 62 anni retributiva mista % di di , ,12-5,15-38, , ,28-5,96-38, , ,24-7,42-38, , ,19-9,82-38, , ,26-11,33-38,26 6
7 Tabella n.13 Confronto tra il trattamento pensionistico percepito nel sistema retributivo con il trattamento pensionistico percepito nel calcolato con i coefficienti NVSP 64 anni retributiva mista % di di , ,31-2,70% - 20, , ,47-3,13% - 20, , ,43-3,89% - 20, , ,38-5,15% , ,45-5,95% - 20,07 Tabella n.14 Confronto tra il trattamento pensionistico percepito nel sistema retributivo con il trattamento pensionistico percepito nel calcolato con i NVPS 65 anni di età anagrafica retributiva mista % di di , ,4-1,34% - 9, , ,56-1,55% - 9, , ,52-1,93% - 9, , ,57-2,53% - 9, , ,54-2,95% - 9,98 A questo punto diventa facile verificare l effetto finale: a 60 anni con 29 anni di anzianità la differenza tra il nuovo pro-rata e il calcolo retributivo diventa del 7,28%, a 62 anni la mista è più bassa del 5,15%, a 64 anni la mista è più bassa del 2,70% ed anche a 65 anni la mista è più bassa del 1,34%. Se poi vogliamo considerare una anzianità di 13 anni (non assolutamente improbabile né per le invalidità, né per le reversibilità) la situazione diventa: a 57 anni la mista è più bassa della retributiva del 22,05%, a 60 anni la mista è più bassa del 16,2%, a 62 anni la è più bassa del 11,33%, a 64 anni è più bassa del 5,95%, a 65 anni la è più bassa del 2,95%. 7
8 Se poi prendiamo il caso reale di una lavoratrice nata il 20 giugno 1949, impiegata, con 30 anni di contribuzione e sviluppiamo il suo calcolo di, con tutti i sistemi vigenti (retributivo, misto, contributivo) - prima con decorrenza 1 dicembre 2009 e poi con decorrenza 1 gennaio 2010 (quindi con l applicazione dei nuovi coefficienti) - avremo i seguenti risultati: l importo di liquidata con decorrenza 1 dicembre 2009 con il sistema retributivo è pari a 1.877,00, con il è pari a 1.818,00, con il sistema contributivo è pari a 1.522,00. La stessa liquidata con decorrenza 1 gennaio 2010 con il sistema retributivo è pari a 1.877,00 mentre con il è pari a 1.763,00 e con il sistema contributivo è pari a 1.416,00. Ciò significa che con l applicazione dei nuovi coefficienti la lavoratrice perde: 55,00 al mese di pari a 715,00 l anno nel ; 106,00 al mese di pari a 1.378,00 l anno nel sistema contributivo. Tabella n.15 Confronto tra i coefficienti attuali e i nuovi coefficienti nel Decorrenza 1 dicembre gennaio 2010 Calcolo di di Misto 1.818,00 Misto 1.763,00 Perdita di Perdita di annua 55,00 715,00 Tabella n.16 Confronto tra i coefficienti attuali e i nuovi coefficienti nel sistema contributivo Decorrenza 1 dicembre gennaio 2010 Calcolo di di Contributivo 1.522,00 Contributivo 1.416,00 Perdita di Perdita di annua 106, ,00 8
9 Tabella n.17 Confronto tra i coefficienti attuali e i nuovi coefficienti e età anagrafica % di o in più rispetto al retributivo Coefficienti attuali % di o in più rispetto al retributivo Coefficienti dal 1 gennaio e 60 anni di età - 4,6% - 7,28% 25 e 60 anni di età - 5,3% - 8,43% 20 e 60 anni di età - 6,6% - 10,49% 15 e 60 anni di età - 8,8% - 13,88% 13 e 60 anni di età - 10,2% - 16,02% 29 e 62 anni di età - 2,10% -5,15% 25 e 62 anni di età - 2,44% - 5,96% 20 e 62 anni di età - 3,03% - 7,42% 15 e 62 anni di età - 4,02% - 9,82% 13 e 62 anni di età -4,64% - 11,33% 29 e 64 anni di età + 0,35% - 2,70% 25 e 64 anni di età + 0,87% - 3,13% 20 e 64 anni di età + 1,08% - 3,89% 15 e 64 anni di età + 1,42% - 5,15% 13 e 64 anni di età + 1,64% - 5,95% 29 e 65 anni di età + 2,33% - 1,34% 25 e 65 anni di età + 2,68% -1,55% 20 e 65 anni di età + 3,32% - 1,93% 15 e 65 anni di età + 4,35% - 2,53% 13 e 65 anni di età + 4,98% - 2,95% Tutto questo, naturalmente, ha ripercussioni strutturali, nel senso che quella differenza iniziale non si recupera più per tutta la vita, essendo tutte le pensioni rivalutate nello stesso modo, indipendentemente dalle modalità di calcolo con le quali sono nate, e riportando in campo il problema della inadeguatezza del sistema di rivalutazione della. A tutto ciò si deve aggiungere che sulle pensioni nuove liquidate solo con il sistema contributivo, non è più dovuta neppure la integrazione al trattamento minimo, per cui le pensioni nasceranno misere e tali rimarranno, a meno che, a 65 anni, non ricorrano situazioni di particolare indigenza. 9
10 LE PROPOSTE DELLA CGIL La CGIL ritiene che debba essere data piena attuazione al Protocollo sul welfare del 23 luglio 2007, votato da più di 5 milioni di lavoratori. Ciò significa: ripristinare la flessibilità dell età pensionabile, modificare i criteri di calcolo dei coefficienti di trasformazione delle pensioni, applicare i coefficienti di trasformazione in pro quota e non retroattivamente su tutto il montante contributivo, come invece vuole fare il Governo, introdurre un meccanismo di salvaguardia per gli assegni di invalidità e per le pensioni ai superstiti liquidate interamente con il sistema contributivo, che non sono più integrate al trattamento minimo e che di conseguenza hanno degli importi a calcolo irrisori ed inadeguati e quindi violano i diritti costituzionali delle lavoratrici e dei lavoratori, garantire un tasso di sostituzione delle future pensioni non inferiore al 60% dell ultima retribuzione, anche attraverso il ricorso alla fiscalità generale, introdurre elementi di solidarietà interni al sistema (copertura figurativa per tutelare la discontinuità lavorativa, per sostenere il lavoro di cura ed i congedi parentali), riconoscere il principio che l aspettativa di vita è collegata anche al lavoro svolto ed alle condizioni socio ambientali in cui si opera. Ciò comporta la definizione dei lavori usuranti, così come previsto nel protocollo sul welfare, primo necessario passo per l applicazione del principio anche a lavorazioni non contemplate ed allo stesso sistema contributivo, prevedere un sistema di rivalutazione delle pensioni che eviti il progressivo impoverimento dei pensionati a fronte dello sviluppo del paese. La CGIL ritiene inoltre che sia necessario rilanciare il rapporto tra previdenza pubblica e previdenza complementare come aspetti inscindibili del futuro previdenziale soprattutto per i giovani. Per quanto attiene la previdenza complementare, la CGIL ritiene che la contrattazione di settore possa offrire maggiori tutele e garanzie ai lavoratori attraverso: il recupero del contributo del datore di lavoro nei periodi di cassa integrazione guadagni e/o per sospensioni di lavoro di vario genere, l estensione del beneficio contrattuale a tutti i lavoratori come ulteriore canale di accesso ai Fondi negoziali, che può agevolare la generalizzazione della iscrizione. È necessario, inoltre, introdurre garanzie tese a ridurre ulteriormente il rischio di mercato con Fondi di garanzia a tutela di coloro che lasciano l attività lavorativa per cessazione del rapporto di lavoro in momenti di crisi. Inoltre - al fine di evitare di scaricare sul singolo lavoratore il rischio della scelta del profilo di investimento - introdurre un modello Life Cycle, ovvero, trasferire la posizione in comparti a rischio decrescente man mano che ci si avvicina alla maturazione del diritto a. I Fondi negoziali possono avere, poi, un ruolo molto importante nella promozione di politiche economiche innovative. Le ingenti risorse investite oggi possono consentire di agire sul modello di sviluppo attraverso l emissione di appositi titoli del debito pubblico finalizzati ad investimenti in settori innovativi (green economy, innovazione tecnologica, infrastrutture, attività di utilità sociale, risanamento e messa in sicurezza del territorio, casa, eccetera). In tale modo, si arricchirebbe la stessa democrazia economica. Tutto ciò, naturalmente, presuppone un sistema di garanzie e tutele del risparmio previdenziale. 10
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