Narrativa Aracne 208
Carla Bisi Alghita Marea regina alchimista illustrazioni di Paolo Mascheretti
Copyright MMXI ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it info@aracneeditrice.it via Raffaele Garofalo, 133/A B 00173 Roma (06) 93781065 isbn 978 88 548 4231 1 I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi. Non sono assolutamente consentite le fotocopie senza il permesso scritto dell Editore. I edizione: agosto 2011
Ringrazio tutti coloro che mi hanno incoraggiato a scrivere e pubblicare questa favola: i miei nipotini e i loro piccoli amici, le insegnanti che l hanno letta, Guido Affini della libreria Il Delfino di Pavia, l Aracne editrice e il caro collega e amico Paolo Mascheretti, autore delle illustrazioni.
Ai miei nipotini
Alghita Alghita, Abelarda e Norberto Alghita arrivò al castello di San Lutezio dopo una notte di burrasca. A trovarla fu la vecchia Abelarda. Abelarda in realtà non era molto vecchia, perché aveva quarant anni, ma quarant anni, per quei tempi là, erano davvero molti. Abelarda aveva la faccia liscia e rosa; i suoi capelli erano color del mare perché mangiava sempre alghe, alghe a colazione, alghe a pranzo e alghe a cena. I suoi capelli erano proprio strani, ma non si vedevano molto perché li copriva con una cuffia celeste; aveva una veste marrone lunga fino ai piedi, e un grembiule celeste come la cuffia perché le piaceva il mare. Tutte le mattine Abelarda scendeva la scala di pietra del castello per raccogliere le alghe che le servivano per la sua colazione, il suo pranzo, la 9
10 Carla Bisi Abelarda sua cena e per cucinare i contorni al padrone del castello. La mattina dopo la burrasca, vide tra gli scogli un bel mucchio di alghe e pensò: Per oggi sono a posto. Nel mucchio di alghe c era qualcosa che si muoveva.
Alghita Marea, regina alchimista 11 «Oh disse tra sé e sé ci deve essere dentro un gambero molto grosso; lo cucinerò per il Signor Marchese». Frugò tra le alghe ma, invece della zampa dura e arancione di un gambero, si trovò tra le mani un piedino morbido e tutto rosa. Poi c erano: un altro piedino, due gambette, un culetto rosa, un pancino rotondo e tutto il resto, proprio come ci deve essere in una bella bambina molto piccola. La testolina era ben fatta, con una faccina tonda e rossa come una mela e una bocca aperta e sdentata che strillava da matti. Abelarda ci rimase secca come una statua, anche perché i capelli della bambina erano color del mare, proprio come i suoi. «Oh, Maria Santissima! disse Abelarda stupefatta si vede che anche lei mangia le alghe». Prese in braccio la bambina, la avvolse nel suo grembiule color del mare, si dimenticò di raccogliere le alghe per la colazione, il pranzo e la cena e, gradino dopo gradino, ricominciò a salire al castello. Intanto borbottava: «Che bellezza! Una bambina tutta per me! Dovrò darle un nome, ma deve essere adatto a lei. Burrasca perché è arrivata con la bur-
12 Carla Bisi rasca? No, diventerebbe capricciosa. Marea, perché l ha portata la marea? Allora è meglio Alga perché l ho trovata in mezzo alle alghe. Alguccia? Alghina? Alghita? Si, Alghita va bene, così potrò chiamarla Ghita, che è corto e bello. E per cognome sarà Marea, dato che anche un cognome ci vuole». Intanto Abelarda era arrivata al castello con Alghita Marea tra le braccia. Proprio davanti al portone c era il Signore del castello. Era alto e magro, con una casacca lunga fino ai ginocchi, un berretto in testa, un arco in mano, una lepre attaccata alla cintura, dei calzoni di cuoio e un falcone appollaiato sulla spalla. «Cosa mi cucini di buono, Abelarda? Che pesce hai lì? Io ti ho portato una bella lepre». E aprì il grembiule di Abelarda per vedere il pesce. Ma dentro il grembiule c era Alghita. «Oh, Maria Santissima! disse anche il Signore del castello, che si chiamava Norberto, e questa dove l hai presa?». «Signor Marchese, l ho trovata stamattina sulla spiaggia in mezzo alle alghe, non possiamo buttarla via». «No, certo che no; io non sono un bestione che ammazza i bambini; e questa poi deve essere una
Alghita Marea, regina alchimista 13 Norberto bambina speciale, se è arrivata in questo modo, con la burrasca e senza annegare. Però guarda, Abelarda, che non voglio sentir strillare e questa qui invece strilla proprio forte».