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Ecco come si prevengono gli attacchi di malattie e parassiti delle piante da orto Ponendo in atto alcuni accorgimenti generali è possibile limitare o contenere gli attacchi di malattie e parassiti animali e quindi ridurre gli interventi antiparassitari al minimo indispensabile per salvare i raccolti. L esposizione e la collocazione dell orto Un orto esposto in pieno sole è la migliore premessa per la sanità delle piante che vi sono coltivate Qualsiasi tipo di terreno, ma soprattutto quelli compatti, devono essere lavorati quando sono «in tempera». In suoli lavorati troppo asciutti o troppo bagnati le radici si sviluppano infatti con fatica, rendendo più deboli le piante L orto dovrebbe essere collocato in pieno sole perché, se pur una sola parte è in ombra (come nella foto), potrebbero aumentare le possibilità di malattie a causa di piante più deboli e di un maggiore ristagno di umidità L orto deve essere sempre posizionato in pieno sole, quindi mai a nord. Inoltre deve essere sufficientemente lontano da costruzioni e da alberi, arbusti, siepi che producono molta ombra. In questo modo si evita che le piante crescano deboli (filate) e perciò più soggette all attacco di malattie e che si creino ristagni di umidità. Scegliere posizioni pienamente soleggiate può anche evitare un elevato accumulo (le piante in pieno sole vegetano attivamente e quindi utilizzano i nitrati nel modo migliore) di nitrati specialmente negli ortaggi di cui si consumano le foglie (spinaci, lattughe e altri). Pure le protezioni devono essere sempre collocate in pieno sole. Può essere utile, specialmente in zone ventose, circondare l orto anche in parte con una siepe di altezza limitata (1-1,4 metri) che serva da frangivento. Inoltre la siepe crea un ambiente capace di accogliere animali (per esempio insetti, uccelli) che possono nutrirsi dei parassiti dell orto. Questa deve essere collocata a debita distanza dalle aiole (un metro e più a seconda dell altezza) affinché le colture non vengano ombreggiate e le radici della siepe non entrino in competizione con quelle degli ortaggi. È necessario però tener presente che nelle siepi possono di frequente trovar riparo anche le lumache e le limacce, che sono in grado di arrecare danni a diverse piante orticole. L importanza del terreno Il suolo non si può modifi care radicalmente, tuttavia anche i terreni più diffi cili possono essere migliorati con lavorazioni e concimazioni appropriate I terreni in cui vengono realizzati gli orti familiari sono della più diversa natura, pertanto in alcuni tipi di suolo le colture, o una loro parte, potrebbero non riuscire al meglio. Sovente poi i nuovi orti vengono collocati in terreni non coltivati da tempo oppure vicino a case di recente costruzione che presentano suoli quanto mai ingrati, che in genere sono stati molto calpestati e nei quali vi è la presenza di residui delle costruzioni. In questi casi non bisogna illudersi di ottenere in breve tempo risultati apprezzabili ed è necessario lavorare con cura il terreno asportando i residui e interrando letame maturo oppure compost maturo o, in mancanza, letame essiccato o prodotti organici simili che si trovano in commercio. A volte può essere necessaria una lavorazione in «doppio strato» che consiste nel togliere il primo strato di suolo, vangare la parte sottostante e quindi riportare nell aiola il terreno più superficiale. Il momento più adatto per le lavorazioni di fondo corrisponde, in genere, al periodo che va dalla fine dell estate all inizio dell inverno, specialmente nei suoli pesanti e tendenti al compatto, in modo che le piogge, il gelo e il disgelo possano compiere la loro azione miglioratrice sulla struttura del suolo. Di qualsiasi tipo di terreno si disponga, ma soprattutto nei terreni compatti, è necessario eseguire i lavori di fondo quando il suolo è «in tempera», cioè con un umidità né troppo elevata né troppo bassa [1]. Sarebbe poi opportuno misurare la reazione del terreno (ph) e intervenire eventualmente con prodotti correttivi (per esempio con calce in suoli acidi, con zolfo in quelli calcarei) per portarli a valori più vicini alle necessità delle piante orticole (cioè in linea di massima tra 6 e 7). Questi apporti vanno ripetuti negli anni perché si riscontri un minimo di efficacia. Già l uso continuativo di letame maturo o di compost contribuisce a equilibrare la reazione del terreno; va ricordato che sono di solito i terreni calcarei quelli in cui è più difficile far variare la reazione. Determinante poi per tutti gli ortaggi è l eliminazione di possibili ristagni di acqua nel suolo, dato che questi ultimi sono una delle mag giori cause di sof- 4 SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 4/2011

ferenza delle piante (sten tata crescita, ingiallimento), di scarsa produttività, di limitata resistenza nei confronti delle malattie. È quindi necessario assicurarsi che non vi siano strati di terreno compatti sotto la superficie coltivata. Per questo è consigliabile, se si presentano problemi del genere, eseguire almeno una volta una doppia vangatura (cioè la van gatura in «doppio strato», come spiegato sopra) oppure un estirpatura profonda. Bisogna poi spianare accuratamente il terreno e formare le aiole, che devono essere più elevate nei terreni pesanti e nelle coltivazioni autunno-invernali (10-20 centimetri sul livello del terreno). Molto adatta nei suoli pesanti è la sistemazione delle aiole a forma di arco. Le aiole così formate vengono chiamate «porche», «prose», «prosone», «colmini», «magoli» e in altri modi ancora). Le cure per sistemare, lavorare gli strati profondi e rifinire quelli superficiali assieme ad una corretta concimazione devono essere le più attente possibili perché nel terreno si sviluppano le radici delle piante e una loro crescita armonica determina lo sviluppo di coltivazioni più capaci di opporsi all attacco di possibili malattie e parassiti. La rotazione delle colture Spesso tenuta poco in considerazione dai piccoli orticoltori, questa pratica serve a prevenire gli attacchi di malattie e parassiti La rotazione è una tecnica fondamentale da applicare anche nei piccoli orti per eliminare o ridurre il pericolo di malattie e attacchi parassitari nonché per contrastare il calo di produzione che si ha quando si ripete la stessa coltura o una coltura con esigenze molto vicine nel medesimo terreno. Questo calo produttivo è detto «stanchezza del terreno». Per attuare la rotazione bisogna però conoscere le caratteristiche e le esigenze delle varie piante da orto e tenerne quindi conto al momento di progettare le attività per l annata produttiva. Data la sua ampiezza e importanza, l argomento è stato più volte trattato sul giornale ed esempi di avvicendamento in un piccolo orto vengono pubblicati regolarmente nei supplementi bimestrali «i Lavori», mediante schemi indicativi. Questa pratica colturale spesso è tenuta molto poco in considerazione dal piccolo coltivatore, mentre il rispetto della rotazione delle colture nell ambito delle aiole dell orto è fondamentale sia per prevenire l attacco di malattie e pa- Un terreno ben sistemato che lasci sgrondare l acqua in eccesso è una buona premessa per avere colture sane rassiti che per mantenere costante o aumentare la fertilità del terreno e quindi la produttività delle piante orticole. La concimazione Nei piccoli orti in genere si eccede con i concimi e ciò determina una maggiore suscettibilità delle colture agli attacchi parassitari Tanto la scarsezza quanto l eccesso di concimazione possono arrecare problemi agli ortaggi. In piccole superfici di solito si tende ad abbondare con la concimazione e questo spesso provoca eccessivo rigoglio vegetativo con il pericolo che le piante possano essere facilmente attaccate soprattutto da malattie causate da funghi microscopici. Si devono pertanto evitare eccessive somministrazioni di concimi, sia organici che minerali, specialmente di quelli a base di azoto che è opportuno distribuire con gradualità (la maggior parte con le colture già in atto, cioè in «copertura»), in rapporto alle esigenze della specie coltivata. Per tutte le piante orticole, in linea di massima, non è da consigliare l uso di concimi con elevato contenuto di azoto (come per esempio l urea) perché è molto facile eccedere negli apporti. Troppo azoto, oltre a favorire gli attacchi di malattie, può provocare alterazioni nelle piante (eccessiva vegetazione, fiori che non producono frutti, facilità alle spaccature e altri inconvenienti). Per potersi orientare in modo più adeguato sulla concimazione dei singoli ortaggi è opportuno attenersi alle indicazioni relative alla tecnica colturale delle diverse piante da orto trattate negli articoli di Vita in Campagna. Quando si impiegano concimi organici (in particolare letame e compost) questi devono essere perfettamente decomposti (cioè maturi) non solo per evitare squilibri chimico-fisici nel terreno e non creare scompensi nell attività degli organismi che vivono nel suolo, ma anche perché non portino direttamente malattie e parassiti (o loro parti riproduttive), e semi di piante infestanti. La concimazione organica, moderata e continuativa, è un altro fattore su cui puntare per prevenire malattie e parassiti, perché in un suolo dove vi è un elevata attività dei microrganismi pare che le piante possano affrontare in maniera più 1-Nei suoli pesanti, per favorire l allontanamento dell acqua in eccesso, è consigliabile sistemare le aiole ad arco (cioè a «porche», «prose», «prosone», «colmini», «magoli», ecc.). 2-Nell orto si devono evitare le eccessive som ministrazioni di concimi, sia organici che minerali, specie di quelli a base di azo to: l eccessivo rigoglio vegetativo ge ne ra condizioni favorevoli agli attacchi pa ras sitari, soprattutto di malattie fungine SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 4/2011 5

adeguata i problemi di ordine sanitario. Nei suoli concimati con sostanza organica è poi difficile che si verifichino alterazioni causate da insufficienze di microelementi (ferro, molibdeno, zinco, manganese, rame, boro, cloro). Sovente però è difficile procurarsi il letame e quindi sarebbe auspicabile produrre compost partendo per esempio da residui delle coltivazioni, fogliame raccolto lontano da strade, erba di prato asciutta e sfalciata lontano dal momento della produzione dei semi, avanzi vegetali di cucina. Non essendo possibile disporre di letame o di compost autoprodotto si può utilizzare del letame concentrato-essiccato, che è utile anche se non ha l effetto del letame tradizionale o del compost. Con questo tipo di concime viene a mancare, tra le altre cose, il miglioramento fisico del suolo, perché le quantità che si adoperano (in genere non più di 250 grammi per metro quadrato rispetto a 3-5 chili per metro quadrato del letame e del compost) sono molto minori. L irrigazione La bagnatura della parte aerea delle piante favorisce lo sviluppo di gravi malattie fungine: occorre adottare metodi di irrigazione appropriati Per impedire che gli ortaggi vengano aggrediti in modo massiccio da malattie, causate in particolare da funghi microscopici, è necessario adottare, in prevalenza, un sistema irriguo che non bagni foglie, fusti, fiori e frutti (cioè la parte aerea delle piante). Infatti la maggior parte dei funghi che attacca i vegetali necessita, per svilupparsi, di un umidità da medio-elevata a elevata. Ognuno avrà costatato di persona che in primavereestati e in autunni con frequenti piogge molte piante orticole si ammalano con 3 NO I parassiti fungini responsabili di molte malattie si sviluppano in condizioni di umidità elevata e pertanto sono favorite dall irrigazione per aspersione o a pioggia (1). È quindi necessario adottare un sistema irriguo che non bagni 5 la parte aerea delle piante: per mezzo di manichette plastiche forate poste a livello del terreno (2) o sotto la pacciamatura (3); infi ltrazione laterale dentro solchi (4), sistema, questo, che si può adottare anche in presenza della pacciamatura praticando dei fori sul telo di materiale plastico (5) maggiore facilità rispetto a periodi più asciutti o con limitate precipitazioni. Nell orto quindi è opportuno adottare i sistemi di irrigazione per infiltrazione laterale dentro solchi oppure a mezzo di manichette plastiche forate (poste a livello del terreno o sotto la pacciamatura): usando questi sistemi infatti l acqua non bagna la parte aerea. Se proprio non si può fare a meno di irrigare per aspersione (a pioggia) è più indicato come regola generale intervenire al mattino presto perché in tal modo la vegetazione si asciuga più in fretta. Vi è però la possibilità che la luce 1-Con semine o trapianti troppo fitti (nella foto lattuga) le piante crescono filate e quindi più facilmente soggette alle malattie. Inoltre la ridotta circolazione dell aria e i ristagni di umidità creano condizioni ancora più favorevoli agli attacchi parassitari. 2-Per questo motivo nelle colture per le quali si effettua la semina diretta (carota, finocchio, bietola, ecc.) è importante il successivo diradamento delle piantine 4 diretta del sole produca delle scottature sulla vegetazione bagnata (foglie, frutti e altre parti). La fittezza d impianto Questo aspetto infl uisce sulla quantità di luce che arriva alle piante, sulla circolazione dell aria e quindi sull umidità presente nell ambiente intorno alle piante stesse Se si eseguono semine o trapianti troppo fitti si corre il rischio che le piante si ammalino più facilmente, in quanto la scarsezza di luce produce vegetazione con tessuti allungati e deboli (filatura) e quindi più facilmente soggetta ad attacchi di malattie. Questo fenomeno è in genere accentuato da abbondanti concimazioni organiche e azotate unite a irrigazioni con elevati quantitativi d acqua. Piante troppo fitte impediscono poi la circolazione dell aria e favoriscono i ristagni di umidità creando condizioni ancora più favorevoli all attacco da parte di funghi microscopici. Per collocare l esatto numero di piante per metro quadrato è necessario sapere quale sarà lo sviluppo di ogni varietà, anche in rapporto alle tecniche di coltivazione e, soprattutto, alla fertilità del terreno. Quando si effettua la semina diretta è molto importante intervenire poi con il 6 SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 4/2011

diradamento, se necessario (per esempio nel caso di carota, finocchio, bietola), prima che le piante si ostacolino a vicenda. Per gli ortaggi che abbisognano di sostegno, come pomodori di varietà indeterminate (cioè che crescono di continuo in altezza), cetriolo, fagiolo rampicante e altri, è poi consigliabile installare i tutori verticali piuttosto che a cavalletto, sempre per favorire la circolazione dell aria. Il controllo delle piante infestanti e la pacciamatura Un diserbo accurato previene gli attacchi dei parassiti. L adozione della pacciamatura presenta numerosi vantaggi che infl uiscono positivamente sulla salute delle colture 1-La pulizia delle colture dalle piante infestanti può impedire il passaggio di alcune malattie e parassiti dalle infestanti stesse alle coltivazioni orticole. 2-La pacciamatura con teli plastici scuri contribuisce al mantenimento della sanità degli ortaggi impedendo lo sviluppo delle piante infestanti e il contatto di foglie e frutti con il terreno Le piante infestanti non di rado costituiscono un riparo o un punto di passaggio per parassiti sia animali che vegetali che poi possono attaccare le piante coltivate e talvolta come nel caso degli afidi, degli aleurodidi, dei tripidi trasportare pericolosi virus. Inoltre la competizione che si ha tra le infestanti e gli ortaggi (si contendono, aria, luce, acqua, elementi nutritivi) può ulteriormente indebolire questi ultimi. Quindi uno dei numerosi scopi di un diserbo accurato è anche quello di prevenire attacchi parassitari. La pacciamatura in particolare con teli plastici scuri o che non lasciano passare la luce non permette lo sviluppo di piante infestanti. Inoltre impedisce il contatto di foglie e frutti con il terreno, diminuendo così la possibilità di formazione di marciumi, e può rallentare la diffusione delle malattie della parte aerea delle piante causate da funghi microscopici. Si tratta di una pratica quasi obbligatoria per la fragola e applicata anche per altri ortaggi (pomodoro, peperone, melanzana, melone, cocomero, cetriolo, zucchino e anche lattughe, radicchi da cespo e altri), tanto sotto protezioni che in pieno campo. L applicazione della pacciamatura è da raccomandare in tutti i casi in cui può venire adottata, ma soprattutto in terreni pesanti e tendenti al compatto perché viene attenuato l effetto battente della pioggia e delle irrigazioni, e il calpestamento in genere. Questa pratica presenta poi altri vantaggi: il terreno rimane più soffice, l umidità si distribuisce più uniformemente, si riduce la formazione di crepe vistose e risultano facilitate le lavorazioni quando le colture hanno ultimato il loro ciclo vegetativo. La pacciamatura viene attuata mediante l impiego di teli plastici soprattutto scuri. Attualmente sono in commercio teli prodotti con materie plastiche derivate dall amido di mais, che si decompongono nel suolo, la cui durata può arrivare a tre-quattro mesi. Per pacciamare si può, in ogni caso, utilizzare anche la paglia. L asportazione dei residui di coltivazione I resti di coltivazione di alcuni ortaggi possono costituire una pericolosa fonte di diffusione di malattie e parassiti I residui delle coltivazioni possono contenere le parti riproduttive di molte malattie e anche di parassiti animali. Quin di è spesso opportuno che questi residui siano asportati dalle aiole e non interrati con i lavori di fondo del terreno. I residui degli ortaggi attaccati da marciumi, da virosi e da nematodi sono veicoli di diffusione dei parassiti e devono essere completamente distrutti. Scavate, lontano dall orto, una buca profonda 50 centimetri, introducete i resti delle colture, distribuitevi sopra uno strato di calce in polvere e richiudete la buca In alcuni casi (come per esempio i residui della coltivazione pisello) possono servire per produrre compost che, dopo una lunga e completa trasformazione, verrà impiegato come concime organico. Ma quello che rimane di alcuni ortaggi, come per esempio lattughe, radicchi, cavoli, peperoni e piante attaccate da marciumi in genere (per esempio la sclerotinia) e da altre malattie come virosi, ernia del cavolo e pericolosissimi parassiti come i nematodi, è sempre opportuno vengano distrutti completamente, perché la possibiltà di diffusione di malattie e parassiti sarebbe piuttosto elevata. Per questo si può scavare, lontano dalla superficie coltivata, una buca profonda almeno 50 centimetri e qui trasportare i resti delle colture. Si distribuisce quindi sopra questi residui uno strato di calce in polvere e poi si richiude la buca. L impiego delle protezioni Purché regolarmente arieggiati, i tunnel favoriscono il rapido e regolare sviluppo delle piante e impediscono alla pioggia di bagnare la vegetazione, riducendo in tal modo l incidenza degli attacchi parassitari Protezioni di vario tipo (soprattutto tunnel ricoperti da materiale plastico flessibile) sono diffuse anche nei piccoli orti e permettono di coltivare alcuni ortaggi in vaste zone d Italia pure nel periodo invernale. Sono in grado inoltre di anticipare o prolungare la raccolta di numerosi ortaggi. Le protezioni devono essere installate solidamente e bisogna che siano provviste di aperture (non solo sulle testate, ma anche sulle fiancate) in modo da poter arieggiare con facilità le colture che sono al loro interno. È infatti la conden- SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 4/2011 7

Le protezioni impiegate per anticipare o prolungare la raccolta di molti ortaggi presentano dei vantaggi anche sul fronte della lotta alle malattie: le colture, infatti, si sviluppano più rapidamente e sono protette da pioggia e rugiada. Tuttavia, i tunnel devono essere provvisti di aperture in modo che si possano arieggiare regolarmente le colture per impedire la formazione della condensa e per non creare un ambiente umido, favorevole allo sviluppo dei funghi parassiti sa che si forma sui materiali di copertura e che può provocare un intenso gocciolamento il pericolo maggiore per le coltivazioni perché si crea un ambiente ottimale per lo sviluppo di malattie causate da funghi microscopici (principalmente marciumi). Arieggiare con larghezza le protezioni anche in pieno inverno durante le ore più calde della giornata è la prevenzione migliore contro gli attacchi di queste malattie. È indispensabile poi cambiare i teli quando questi sono invecchiati sia per evitare rotture dei teli stessi, magari per un semplice colpo di vento, sia perché materiali vecchi non di rado ombreggiano le colture che così crescono troppo in altezza e deboli (filate). Il clima che si crea all interno delle protezioni che spesso stimola la vegetazione, sconsiglia di abbondare con le concimazioni, perché un eccessiva vegetazione può creare ugualmente condizioni molto favorevoli ad attacchi di funghi microscopici. Un uguale prudenza si deve adottare quando si irriga, evitando di impiegare volumi d acqua eccessivi. Va poi ricordato un altro aspetto positivo delle protezioni. Nelle prime fasi di coltivazione alcune piante orticole, per motivi climatici, crescono limitatamente e possono subire attacchi parassitari che compromettono un regolare sviluppo delle piante stesse. L uso di protezioni, pure di limitate dimensioni (esempio metri 1-1,2 di larghezza per 0,8-1 di altezza) e/ o per un periodo anche breve (da 15 a 50-60 giorni) può apportare notevolissimi vantaggi perché la vegetazione si sviluppa in modo più rapido e i danni prodotti da eventuali attacchi parassitari risultano meno gravi. Piante di limitate dimensioni, se non protette, potrebbero venire completamente distrutte. Sono diverse le colture orticole per le quali converrebbe impiegare delle protezioni provvisorie; ne traggono vantaggio soprattutto quelle che abbisognano di una maggiore quantità di calore: melone, cocomero, cetriolo, zucchino, peperone, melanzana, pomodoro. Molto utile, specie nella fase finale della coltivazione, potrebbe risultare la copertura delle aiole di pomodoro e di sedano per evitare che le piogge di fine estate e le abbondanti rugiade del mattino portino attacchi di malattie (peronospora del pomodoro e septoria del sedano) che possono portare alla perdita completa, o quasi, del raccolto. Protezioni particolari sono quelle predisposte per difendere le aiole dalla grandine. Per questo sono sufficienti semplici strutture (vanno bene le stesse usate per i tunnel) ricoperte di rete antigrandine. L uso del tessuto non tessuto Questo materiale può essere usato come barriera tra le piante coltivate e gli insetti dannosi La copertura delle coltivazioni con un velo di «tessuto non tessuto», per impedire il contatto di insetti come per esempio afidi, mosche bianche (aleurodidi), cimici e altri con le piante, è una tecnica che può venire facilmente applicata anche nei piccoli orti e può costituire un ulteriore passo per ridurre l uso di insetticidi. Chi possiede dei piccoli tunnel può usare le strutture disponibili per sorreggere i veli quando si devono lasciare installati a lungo sulle colture (per esempio nel caso dello zucchino). Non vi è invece bisogno di alcun supporto quando si coltivano lattughe, fagioli e fagiolini nani e ortaggi simili come sviluppo vegetativo. Le protezioni vanno tenute chiuse tranne che per il tempo necessario a eseguire le varie operazioni colturali e durante la fioritura, per consentire l impollinazione da parte degli insetti. Non vi sono problemi per le piante perché l ombreggiamento è molto limitato e la pioggia penetra facilmente attraverso i veli. Si può usare questa copertura su diversi ortaggi come per esempio lattughe e fagiolini, ma soprattutto sullo zucchino in particolare nelle colture di metà estate-inizio autunno perché queste piante vengono facilmente attaccate dagli afidi, i quali oltre a provocare un danno diretto, spesso trasportano dei virus che causano la distruzione delle colture. Il calore del sole per disinfettare il terreno La «solarizzazione», attuata in estate con teli plastici trasparenti, provoca un riscaldamento del suolo che non consente o rende diffi cile la vita di molti parassiti animali e vegetali Un velo di tessuto non tessuto steso direttamente sulle colture (1) o sulle strutture dei piccoli tunnel (2) impedisce il contatto di insetti pericolosi (afi di, aleurodidi, cimici, ecc.) con le piante La presenza nel terreno di malattie e parassiti animali rende in alcuni casi assai difficile la coltivazione di diverse piante da orto (per esempio lattughe, pomodoro, ecc.). Stendendo sulle aiole un telo di materiale plastico trasparente e lasciandolo d estate per circa due mesi (luglio e agosto) si ottiene una notevole riduzione di malattie e parassiti. Infatti il continuo riscaldamento del suolo (con temperature di 50-55 C in superficie e 40-45 C a 15-20 centimetri di profondità) crea un ambiente che non consente o 8 SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 4/2011

rende difficile la vita di molti parassiti animali e vegetali. Questa tecnica, detta «solarizzazione» o «pacciamatura riscaldante», fornisce migliori risultati se si adopera un telo sottile (0,05 millimetri meglio 0,025-0,030 millimetri). Prima di coprirlo con i teli si deve lavorare accuratamente il terreno (non vi devono essere zolle di grosse dimensioni) e quindi si deve irrigare abbondantemente. La «solarizzazione» è sicuramente valida nelle zone a clima mediterraneo; utilizzando teli più spessi (probabilmente perché il calore viene trattenuto più a lungo), si possano ottenere buoni risultati anche nel Nord Italia. In zone meno calde rispetto a quelle con clima mediterraneo, per esaltare l effetto riscaldante del sole si può mettere in atto una doppia copertura del suolo con il telo plastico e dell aiola con il tunnel come si fa quando si proteggono le colture nei periodi freddi. Il tunnel naturalmente deve essere tenuto sempre chiuso. La tecnica della «solarizzazione» è di applicazione semplice ma ha uno svantaggio: non è possibile effettuare alcuna coltura nel terreno coperto dai teli proprio nel periodo estivo, quello in cui si ha, almeno in buona parte della nostra Penisola, la massima produzione di ortaggi. Dove vi sono gravi problemi si può allora applicare questa tecnica, a rotazione, solo su una parte della superficie (un quarto, un quinto dell orto) programmando la disinfezione completa di tutta la superficie nell arco di qualche anno. Comunque, là dove il clima la consente, la «solarizzazione» presenta vantaggi più che apprezzabili: i costi risultano mediamente bassi e non si usano prodotti tossici per l uomo, l ambiente e le piante. Gli sperimentatori hanno però 1 Appezzamento sottoposto a «solarizzazione»: il notevole riscaldamento del suolo ottenuto stendendo sulle aiole, in estate, un telo di materiale plastico trasparente provoca la morte di molti parassiti animali e vegetali rilevato che questo sistema è poco efficace contro alcuni temibili parassiti che vivono nel terreno (nematodi galligeni) e inoltre hanno ipotizzato che si potrebbe verificare, a seguito di un ripetuto uso della «solarizzazione», un aumento di parassiti capaci di resistere alle alte temperature. Il sovescio delle piante «biocide» Alcune piante vengono coltivate in quanto sono in grado, una volta trinciate e interrate, di neutralizzare i nematodi e i funghi parassiti che vivono nel terreno Notevole interesse a livello professionale rappresenta la coltivazione di alcune piante da sovescio [2], dette «biocide», per combattere parassiti pericolosi come i nematodi (o anguillule) che vivono nel terreno e che provocano deformazioni delle radici (cisti, galle) con 2 1-La coltivazione di piante «biocide» (nella foto, rafano) destinate al sovescio è utile per combattere i nematodi e funghi pericolosi come Pythium e Rhizoctonia. 2-Contro i nematodi possono essere utilizzati anche i tageti, comuni piante ornamentali dei giardini gravi danni per le produzioni. Attualmente tra le piante più utilizzate a questo scopo vi è il rafano oleifero (Raphanus sativus var. oleifero) che si può seminare per buona parte dell anno e viene impiegato anche nelle colture protette. Si usano 2,5-3 kg di semente per 1.000 metri quadrati. Nel periodo estivo, viene consigliata un irrigazione dopo la semina. Trascorsi 40-55 giorni dalla nascita, le piante vanno falciate o trinciate e poi interrate. Nelle colture protette si attendono uno o due giorni prima di interrare il rafano, interramento che avviene a mezzo di una lavorazione superficiale. I risultati sono migliori se dopo l interramento si copre il terreno con teli plastici simili a quelli usati per la pacciamatura effettuando in tal modo quella che viene chiamata «fumigazione biologica» o «biofumigazione». Oltre al rafano, altre piante possono essere utilizzate contro malattie e parassiti e il loro uso è in via di perfezionamento. La senape bruna (Brassica juncea) viene attualmente usata contro malattie che provocano marciumi quali per esempio Pythium e Rhizoctonia. Contro i nematodi da tempo vengono utilizzati la ruta (Ruta graveolens) e anche i tageti (Tagetes, varie specie). I tageti, che sono comuni piante ornamentali dei giardini, possono essere usati a questo scopo pure dai piccoli produttori, in pochi metri quadrati. Per esaltare e ampliare l effetto delle piante biocide è possibile abbinare la tecnica della «solarizzazione» coprendo le aiole con teli plastici trasparenti dopo aver interrato le piante. L impiego di varietà resistenti Queste varietà costituiscono un mezzo di difesa particolarmente interessante, ma non sempre sono disponibili per i piccoli produttori Uno dei sistemi per difendersi da gravi avversità è impiegare varietà resistenti a specifici parassiti o malattie. Sarebbe in pratica impossibile coltivare almeno in determinate zone alcuni ortaggi se non vi fossero varietà resistenti ai virus, alle fusariosi e alle verticilliosi. Spesso però i piccoli e piccolissimi produttori non dispongono di tali varietà oppure le possono reperire in misura assai limitata. Le ditte produttici e/o distributrici di sementi, pur avendo migliorato la disponibilità di queste varietà per i coltivatori hobbisti, non mettono in vendita tali semi in piccole dosi. Inoltre queste sementi hanno un costo elevato SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 4/2011 9

che spesso i piccoli orticoltori non sono disposti a sostenere. In alcuni casi vi è la possibilità di reperire, presso vivaisti orticoli e orticoltori locali, piantine da trapiantare di queste varietà. L utilizzo di sementi e piante sane Piante indenni da malattie, terricci per semine disinfettati, piante innestate su portinnesti resistenti sono ulteriori mezzi per contenere gli attacchi parassitari, anch essi però non sempre a disposizione del piccolo orticoltore L uso costante di sementi e piante sane non è un obiettivo facile da raggiungere per un piccolo produttore, il quale in genere non può fare altro, per gli acquisti, che recarsi da rivenditori di propria fiducia. È possibile però rivolgersi ad alcune tra le migliori ditte sementiere per acquisti a mezzo posta. Per quanto riguarda le piantine da mettere a dimora bisognerebbe, nei limiti del possibile, imparare a produrle da soli partendo da sementi sane e disinfettate e impiegando l apposito terriccio per semine (Vita in Campagna prossimamente pubblicherà degli articoli su questo argomento). Le maggiori ditte produttrici dispongono di questo tipo di terriccio, che deve avere una bassa salinità perché le giovani piante sono piuttosto sensibili alla presenza di elevate quantità di sali nel substrato. Questi terricci si possono trovare presso gli empori di prodotti per l agricoltura più riforniti. Cercate per quanto possibile di impiegare sementi e piantine sane appogginadovi a rivenditori e vivaisti di vostra fi ducia Evitate la consociazione tra ortaggi e piante da frutto La coltivazione di piante orticole tra fi lari di piante da frutto comprese le viti è sempre da evitare non solo per l ombreggiamento a cui andrebbero soggetti gli ortaggi e per la competizione in fatto di elementi nutritivi, acqua, aria, ma anche perché, per ottenere la maggior parte delle produzioni frutticole, è necessario, spesso indispensabile, eseguire interventi antiparassitari. Questi interventi sovente si effettuano con prodotti non registrati per le colture da orto e vengono distribuiti in momenti non adatti (per esempio in prossimità o durante la raccolta degli ortaggi), data la differente lunghezza dei cicli di coltivazione di piante orticole e frutticole. In linea di massima non verrebbe insomma rispettato il prescritto numero di giorni che va dall ultimo trattamento alla raccolta (tempo o intervallo di sicurezza), numero di giorni che varia in rapporto alla sostanza impiegata e alla coltura che viene trattata. Neppure coprire gli ortaggi con un telo di materiale plastico quando si effettuano gli interventi antiparassitari sulle piante da frutto è suffi ciente, perché piogge e rugiade sono comunque in grado di trasportare sugli ortaggi i residui dei trattamenti effettuati sugli alberi. Solo alcune specie di limitato sviluppo e che, in genere, non abbisognano di interventi contro i parassiti, come lamponi, more, ribes, uva spina, possono venire collocati ai bordi dell orto, alla distanza di almeno un metro dalle aiole. Poter disporre di piante innestate (per esempio di pomodoro, melanzana, melone, vedi n. 4/2010, a pag. 25) su por tinnesti resistenti a malattie e parassiti (fusariosi, verticilliosi, nematodi) può risultare poi una valida, se pur costosa, soluzione in zone dove vi è un elevato pericolo che le colture vengano anche completamente distrutte da queste malattie. Anche le piante innestate sono però vendute in numero limitato ai piccoli coltivatori. Importante è poi, quando si eseguono le varie operazioni colturali (trapianti, diradamenti, legature, diserbi e altro), non lesionare le piante, dato che pure attraverso piccole ferite si possono introdurre malattie pericolose per le piante stesse. 1-Molto interessante è l impiego di piante innestate (nella foto, pomodoro) su portinnesti resistenti a malattie e parassiti (fusariosi, verticilliosi, nematodi) che il piccolo produttore può trovare talora presso i vivaisti orticoli più forniti. 2-Quando la superficie dell orto è ampia, la raccolta diretta dei parassiti animali (dorifora, cavolaia ed altri) risulta in genere difficoltosa o impossibile e, quindi, bisogna procedere a interventi antiparassitari se necessari per salvare le colture [1] Se l umidità è eccessiva il terreno si impasta, sé è insufficiente il terreno diventa polvere. Lo stato di «tempera» varia da terreno a terreno ed è stato valutato che possa corrispondere a un contenuto in acqua del 40-50% facendo riferimento alla capacità di trattenere acqua del suolo stesso (capacità idrica). [2] Il sovescio è una tecnica agronomica che prevede la coltivazione e poi l interramento di determinate colture allo scopo di migliorare il terreno dal punto di vista fisico-meccanico, chimico, biologico. 10 SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 4/2011