LE BALAUSTRE IN VETRO

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Transcript:

LE BALAUSTRE IN VETRO CNR DT 210/2013: Istruzioni per la progettazione, l esecuzione ed il controllo di costruzioni con elementi strutturali di vetro e UNI 7697:2014: Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie Ing. Gabriele Romagnoli Ufficio Tecnico Faraone 10/03/2015 1

Introduzione INTRODUZIONE IL VETRO 10/03/2015 2

Il vetro è un materiale intrinsecamente fragile, pertanto non da segnali della sua imminente rottura. Introduzione Il suo comportamento sotto carico è elastico lineare fino a rottura improvvisa. Non presenta fase plastica tipica dei materiali duttili come l alluminio. 10/03/2015 3

Introduzione 10/03/2015 4

Possibili cause di rottura del vetro: Introduzione 10/03/2015 5

Gli spessori standard di produzione del vetro float sono 2, 3, 4, 5, 6, 8, 10, 12, 15, 19, 22 e 25 mm. I vetri per edilizia possono distinguersi a seconda delle lavorazioni che possono modificare le proprietà meccaniche e di rottura del vetro. Le principali tipologie di vetro si distinguono in: Introduzione Il processo di tempra viene realizzato sulle lastre di vetro ricotto tagliate e lavorate (presenza di eventuali fori e particolari finiture dei bordi). La lastra viene riscaldata fino a circa 650 e poi raffreddata rapidamente mediante soffiaggio di aria. Questo processo avviene solitamente in orizzontale, con la lastra che scorre sui rulli del forno. 10/03/2015 6

Il processo di tempra comporta: Compressioni sulla superficie del vetro che risultano benefiche in quanto provocano la chiusura delle microcricche da cui propagano le fratture; Aumento della resistenza meccanica a flessione e trazione e migliore comportamento nei confronti degli sbalzi termici. Introduzione Questo stato tensionale genera un accumulo di energia elastica che viene rilasciata improvvisamente quando il vetro viene rotto. Per questo, in caso di rottura, si formano una moltitudine di piccoli frammenti non taglienti. 10/03/2015 7

La stratifica permette di unire tra loro due o più lastre di vetro mediante dei fogli di intercalare, in genere polimerico. Introduzione Stratificare due o più vetri è un modo intelligente per conferire duttilità ad un materiale per sua natura fragile (lo stesso principio vale per il legno lamellare). 10/03/2015 8

Differenza nel comportamento meccanico delle lastre in vetro: Introduzione SFORZO SFORZO VETRO MONOLITICO VETRO STRATIFICATO 10/03/2015 DEFORMAZIONE DEFORMAZIONE 9

Rispetto ad un vetro monolitico di pari spessore, uno stratificato ha i seguenti vantaggi: Fornisce duttilità e ridondanza alla sezione. Introduzione A seguito della rottura i frammenti di vetro, potenzialmente pericolosi per persone e cose, vengono trattenuti dall intercalare. La rottura di uno o tutti i vetri non pregiudica la resistenza e stabilità dell intera struttura (postrottura); La presenza di difetti (cricche, inclusioni di NiS, etc..) è meno probabile in spessori ridotti (legge statistica di Weibull); 10/03/2015 10

Gli intercalari per la stratifica si distinguono sostanzialmente in due macro-categorie: Introduzione Elastici (PVB, EVA) Rigidi (SentryGlas, Saflex DG41, X-Lab) La principale peculiarità dell intercalare è quella di trasferire gli sforzi di taglio tra le lastre inflesse. 10/03/2015 11

Maggiore rigidezza dell intercalare polimerico significa maggiore solidarizzazione delle lastre. Introduzione Il coefficiente di trasferimento del taglio rappresenta la capacità dell intercalare di solidarizzare le lastre. ll coefficiente è utilizzato per il calcolo dello spessore equivalente del vetro stratificato ed è definito dalla formula seguente: Modulo di taglio dell intercalare [MPa] Questo coefficiente assume valori compresi tra 0 e 1 10/03/2015 12

Il modulo di trasferimento del taglio G rappresenta la principale caratteristica di resistenza di un intercalare per stratifica. I suoi valori di resistenza decrescono sensibilmente all aumentare della temperatura e del tempo di applicazione del carico: Introduzione 10/03/2015 13

30 C 60 C 10 giorni Introduzione 10/03/2015 14

I casi limite sono rappresentati nelle figure seguenti: Introduzione Le lastre si inflettono scorrendo l una sull altra η=0 Coefficiente di trasferimento del taglio uguale a zero. η=1 Coefficiente di trasferimento del taglio uguale a uno. E il caso di un PVB (Gint=0,05 MPa) sottoposto ad alte temperature (>30 C) Le lastre si inflettono come se fossero saldate l una con l altra E il caso di un SG (Gint=250 MPa) sottoposto a basse temperature (<10 C) 10/03/2015 15

Le balaustre in vetro LE BALAUSTRE IN VETRO GENERALITA 10/03/2015 16

Definizione (da UNI 10809:1999): Le balaustre in vetro Si definisce balaustra (o parapetto) il sistema di protezione per evitare la caduta, costituito dall assemblaggio di diversi elementi (passamano, colonna o pannelli, piantoni) realizzati con materiali diversi, formanti una barriera ad andamento orizzontale. 10/03/2015 17

Le tipologie strutturali di parapetti vetrati sono sostanzialmente 3: Le balaustre in vetro 10/03/2015 18

La normativa: Attualmente in Italia stiamo assistendo ad una sorta di rivoluzione per quanto riguarda il panorama normativo sulle balaustre in vetro. Elencandole in ordine cronologico, si possono definire le seguenti normative: Le balaustre in vetro Definisce le modalità di prova di spinta statica su balaustre di qualsiasi tipo e materiale Definisce le modalità di prova del pendolo su balaustre di qualsiasi tipo e materiale 10/03/2015 19

Definisce i requisiti geometrico-prestazionali delle balaustre. Tra i requisiti più significativi si possono elencare i seguenti: Le balaustre in vetro 10/03/2015 20

requisiti geometrico-prestazionali delle balaustre Le balaustre in vetro 10/03/2015 21

Le balaustre in vetro Definisce la modalità di prova e le caratteristiche geometrico fisiche del pendolo rigido. Definisce la classe di prestazione dei vetri mediante numeri e lettere. Ad esempio, affinchè un vetro stratificato appartenga alla classe di prestazione minima 1(B)1 vuol dire: Classe nella quale il campione si ritiene sicuro (non pericoloso) Classe nella quale il campione si ritiene sicuro e capace di contenere la caduta nel vuoto Tipologia di vetro 10/03/2015 22

Definisce le modalità di progettazione, i carichi da applicare e le verifiche su tutte le strutture in Italia. Le balaustre in vetro Definisce le modalità di progettazione e le verifiche per gli elementi in vetro strutturale. Definisce le classi di prestazione minime per gli elementi in vetro in accordo alla UNI EN 12600:2004 10/03/2015 23

DM 14/01/2008 DM 14/01/2008 NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI 10/03/2015 24

Il DM 14/01/2008 o norme tecniche per le costruzioni è la legge che definisce i carichi e le verifiche sulle strutture in Italia. D altra parte tale norma non contempla, in modo particolare, strutture in vetro e alluminio, rimandando ad altri documenti di comprovata validità tra cui norme UNI e istruzioni CNR (cap.12). La norma prescrive di progettare e verificare le strutture in accordo agli stati limite: DM 14/01/2008 SLU (Stato Limite Ultimo) Condizione superata la quale avviene il collasso e la perdita di equilibrio di una struttura. SLE (Stato Limite di Esercizio) - Condizione superata la quale avvengono spostamenti e deformazioni eccessive che possano limitare l uso della costruzione. 10/03/2015 25

DM 14/01/2008 AZIONI SULLE COSTRUZIONI Le azioni vengono classificate dal DM 14/01/2008 secondo la variazione della loro intensità nel tempo: AZIONI PERMANENTI (G): Agiscono durante tutta la vita nominale della PESI PROPRI costruzione. AZIONI VARIABILI (Q): Agiscono con valori estremamente variabili nel tempo VENTO NEVE 10/03/2015 26

DM 14/01/2008 CARICHI ANTROPICI SULLE STRUTTURE Carichi orizzontali lineari da applicare su corrimano oppure a pareti a quota 1,2 m N.B. Sono verifiche locali Non essendoci una categoria specifica per i parapetti, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha interpretato le spinte sulle balaustre come quelle relative alle sole categorie C2 (balconi, ballatoi e scale) e C3 (ambienti privi di ostacoli per il libero movimento delle persone). 10/03/2015 27

DM 14/01/2008 Pertanto i carichi da applicare sulle balaustre sono, a seconda della destinazione d uso: Categoria C2-2 kn/m; Categoria C3-3 kn/m. Si ricorda inoltre che il DM 14/01/2008 prevede che la verifica sui parapetti possa essere soddisfatta anche per via sperimentale, evitando pertanto il calcolo analitico (paragrafo 3.1.4.1 del DM): La scelta del profilo adatto, del sistema di fissaggio e del relativo vetro risulta determinante per garantire le prestazioni di resistenza alla spinta di una balaustra! 10/03/2015 28

Per confermare e garantire la funzionalità dell intero sistema profilo+vetro+fissaggio, la Faraone è molto soddisfatta quando vengono richieste prove di collaudo in cantiere, soprattutto per lavori di una certa importanza DM 14/01/2008 10/03/2015 29

Istruzioni CNR-DT210/2013 CNR-DT 210/2013 ISTRUZIONI PER LA PROGETTAZIONE, L ESECUZIONE ED IL CONTROLLO DI ELEMENTI STRUTTURALI IN VETRO 10/03/2015 30

Istruzioni CNR-DT210/2013 DT 210/2013: E un documento, emanato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ed approvato definitivamente il 5/12/2013. Per adesso è l unico riferimento in Italia per quanto riguarda la progettazione degli elementi strutturali in vetro, rappresentando un notevole aiuto ai tecnici del settore. Il DT è, per sua natura, un documento non cogente (non è una legge ma istruzioni ); tuttavia, essendo chiamato in causa nel cap.12 del DM14/01/2008, costituisce un riferimento di comprovata validità : 10/03/2015 31

Il DT 210/2013 è un documento corposo (conta oltre 350 pagine) e complesso, sicuramente di non facile lettura data la specificità degli argomenti trattati. In estrema sintesi, il DT210/2013 introduce e approfondisce i seguenti concetti: Istruzioni CNR-DT210/2013 1 - GERARCHIA DELLE STRUTTURE IN VETRO 2 - ROBUSTEZZA E RIDONDANZA STRUTTURALE 3 - STATO LIMITE DI COLLASSO (POST ROTTURA) 4 - RESISTENZA DELLE STRUTTURE IN VETRO 5 - DEFORMABILITA LIMITE DELLE STRUTTURE IN VETRO 10/03/2015 32

Istruzioni CNR-DT210/2013 1 GERARCHIA STRUTTURALE Il DT210 considera delle classi di conseguenza a seguito del collasso di un elemento strutturale in vetro in termini economici, sociali, ambientali e perdita di vite umane; a seconda dell importanza dell elemento stesso. Le classi di conseguenza sono 4, in ordine crescente di intensità: CLASSE DI CONSEGUENZA CC0 CC1 CC2 CC3 RISCHIO CONNESSO AL COLLASSO Molto limitato Limitato Medio Alto DESTINAZIONE D USO Elementi non strutturali Presenza occasionale di persone Edifici residenziali e uffici Edifici pubblici, palchi, tribune COMUNE TIPOLOGIA STRUTTURALE N.D. Facciate verticali continue e puntuali Coperture, pinne, solai, travi portanti, parapetti con pericolo di caduta Pilastri in vetro 10/03/2015 33

Per le applicazioni più comuni, il DT210 riporta una tabella con la classificazione degli elementi strutturali in vetro, in base alle conseguenze: Istruzioni CNR-DT210/2013 10/03/2015 34

r Come si evince dalla tabella, i parapetti con pericolo di caduta nel vuoto appartengono alla classe 2 nella verifica pre-rottura ed alla classe 1 nella verifica post-rottura. Istruzioni CNR-DT210/2013 La classificazione di un elemento strutturale influisce principalmente sulla assegnazione della resistenza del vetro. 10/03/2015 35

Istruzioni CNR-DT210/2013 2 ROBUSTEZZA E RIDONDANZA STRUTTURALE Secondo il DT210, la robustezza strutturale è la capacità di un elemento, o di una parte strutturale, di evitare danni sproporzionati come conseguenza di una causa che abbia provocato un danno limitato. La robustezza può essere ottenuta: - Evitando o riducendo i rischi ai quali la struttura può essere soggetta; - Progettando un sistema che possa sopportare in sicurezza la rottura accidentale di un elemento strutturale o il verificarsi di un danno localizzato. Per progettare strutture in vetro robuste si applicano i principi della ridondanza, che rappresenta un requisito fondamentale, data la natura fragile del materiale vetro. Strutture più robuste : Strutture meno robuste : 10/03/2015 36

Istruzioni CNR-DT210/2013 ridondanza Secondo il DT210, la ridondanza strutturale è la capacità della struttura di ridistribuire al suo interno lo stato di sforzo, in modo tale che il collasso di una sua parte non provochi il collasso dell intera struttura. La ridondanza può essere ottenuta a due livelli: 1 RIDONDANZA DI SEZIONE: l elemento strutturale mantiene una residua capacità resistente anche a seguito della rottura di una sua parte. L uso del vetro stratificato nelle strutture rappresenta una valida applicazione della ridondanza di sezione. 2 RIDONDANZA DI SISTEMA: trasferimento dei carichi con meccanismi alternativi anche a seguito della rottura di una sua parte. L inserimento del corrimano nelle balaustre in vetro rappresenta una valida applicazione della ridondanza di sistema. 10/03/2015 37

Istruzioni CNR-DT210/2013 3 STATO LIMITE DI COLLASSO (POST ROTTURA) Lo stato limite di collasso (SLC) è una importante novità introdotta dal DT210 e rappresenta una condizione decisamente sfavorevole per le strutture in vetro, dovendo verificare lo stratificato anche in presenza di una lastra rotta con un tempo di ritorno di 10 anni. Per il documento CNR è sempre necessario assumere che vi possa essere la rottura prematura di un vetro, ad esempio per un difetto interno. Il comportamento post rottura dipende principalmente: dal tipo di vetro utilizzato (ricotto, indurito, temprato); dallo schema di vincolo (incastro alla base, appoggio su due lati, vincoli puntuali, etc..) dalla eventuale associazione con altri materiali (intercalari per stratifica). 10/03/2015 38

Una lastra inflessa di vetro stratificato, caricata in modo progressivo, presenta tre fasi: Istruzioni CNR-DT210/2013 10/03/2015 39

Indicazioni del CNR-DT210 sulla composizione dei vetri stratificati per garantire la capacità post-rottura di una lastra: Istruzioni CNR-DT210/2013 Secondo l esperienza Faraone i vetri ricotti e i vetri induriti da un lato garantiscono la stabilita della balaustra con entrambi i vetri rotti, dall altro non danno altrettanta sicurezza per prove di spinta e d urto secondo le normative vigenti in Italia, rispetto ai vetri temprati (a parità di spessore). 10/03/2015 40

Indicazioni del CNR-DT210 sulla tipologia di vincolo per garantire la capacità post-rottura di una lastra: Istruzioni CNR-DT210/2013 Da notare che, tra le tipologie di vincolo, non viene menzionato l incastro alla base tipico delle balaustre tutto vetro. 10/03/2015 41

Indicazioni del CNR-DT210 sulla composizione dei vetri per parapetti e barriere Istruzioni CNR-DT210/2013 Secondo le prove sperimentali e l esperienza Faraone, i vetri di una balaustra possono essere così composti: 10/03/2015 42

Secondo il CNR-DT210, per soddisfare lo stato limite di collasso nei parapetti ci sono due possibilità: Costi elevati dei parapetti; UTILIZZARE 3 LASTRE DI VETRO Maggiore difficoltà di posa a causa del peso. Istruzioni CNR-DT210/2013 Nel Faraone Lab abbiamo verificato che anche con il classico doppio temprato, utilizzando intercalari rigidi (SentryGlas, XLab) e rompendo una lastra, si raggiungono resistenze alla spinta superiori ai 400 kg/m! Prova di spinta a tre cicli di carico su: vetro 10(T)+1,52 SG+10(T) con una lastra rotta. 10/03/2015 43

Secondo il CNR-DT210, per soddisfare lo stato limite di collasso nei parapetti ci sono due possibilità: UTILIZZARE UN CORRIMANO SUFFICIENTEMENTE RIGIDO Mancanza della totale trasparenza del parapetto. Istruzioni CNR-DT210/2013 Nel Faraone Lab abbiamo verificato che il corrimano permette il trasferimento dei carichi lineari alle lastre integre adiacenti, garantendo la ridondanza di sistema ed ottenendo il soddisfacimento della verifica allo stato limite di collasso (SLC). 10/03/2015 44

Istruzioni CNR-DT210/2013 4 RESISTENZA DEL VETRO La resistenza del vetro, poichè determinata dalla forte sensibilità alla presenza di microdifetti superficiali, dipende da molti fattori. Il DT-210 definisce la resistenza di progetto a trazione del vetro come la somma di due contributi, mediante una formula che tiene conto delle diverse variabili che entrano in gioco: Durata carico Finitura del bordo e distanza fori dal bordo Contributo vetro float Dimensioni lastra Contributo trattamenti termici Resistenza vetro float Resistenza vetro temprato (o indurito) Profilo superficiale del vetro Coefficienti di sicurezza dipendenti dalla CC Processo di tempra 10/03/2015 45

Istruzioni CNR-DT210/2013 5 DEFORMABILITA LIMITE DELLE STRUTTURE IN VETRO Al capitolo 7 del CNR-DT210 vengono riportate le limitazioni di deformabilità delle strutture in vetro (facciate, vetri a fissaggio puntuale, vetri calpestabili e balaustre in vetro): 22 mm Per quanto riguarda i parapetti, i limiti di deformabilità sono compresi tra 20 mm (altezza parapetto 1 m) e 25 mm (altezza parapetto maggiore uguale a 1,25 m). 1100 mm 10/03/2015 46

Istruzioni CNR-DT210/2013 Negli esempi di calcolo il CNR considera il pannello di vetro perfettamente incastrato alla base senza tenere conto del profilo di alluminio. Quindi le inflessioni calcolate analiticamente sono minori di quelle che si avrebbero nella realtà perchè non tengono in considerazione l apertura del profilo d alluminio ed i giochi dovuti ai fissaggi ed eventuali registri. Tali verifiche di deformabilità sono molto restrittive, imponendo dei limiti che nella realtà vengono sempre superati (con carichi al metro maggiori o uguali a 200 kg/m): CICLO 1 Fase carico FORZA [kn/m] 1 kn/m 2 kn/m 3 kn/m Comp. 1 [mm] 34 65 110 Comp. 2 [mm] 35 74 113 Media [mm] 34,5 69,5 111,5 Maggiore del 215 % rispetto al limite CNR Maggiore del 406 % rispetto al limite CNR NINFA 3 VETRO 10(T)+10(I) +0,8 EVA 10/03/2015 47

Nel Faraone Lab abbiamo verificato che per stare all interno dei limiti di deformabilità del DT-210 bisogna utilizzare un pannello composto da tre lastre da 10 mm con un profilo di incastro rigido (Ninfa 3.3), che annulli ogni possibilità di assestamento del vetro all incastro. Istruzioni CNR-DT210/2013 CICLO 1 Fase carico FORZA [kn/m] 1 kn/m 2 kn/m 3,2 kn/m Comp. 1 [mm] 5 11 14 Comp. 2 [mm] 4 10 21 Media [mm] 4,5 10,5 17,5 Minore dei 22 mm imposti dal DT-210 10/03/2015 48

UNI 7697:2014 UNI 7697:2014 CRITERI DI SICUREZZA NELLE APPLICAZIONI VETRARIE 10/03/2015 49

Le novità introdotte dal documento UNI riguardano principalmente la scelta della tipologia di vetro da impiegare a seconda della prestazione minima richiesta. Nella norma sono presenti due prospetti, vincolanti per la scelta dei vetri nelle varie applicazioni: UNI 7697:2014 PROSPETTO 1: Applicazioni usuali, valide in generale. PROSPETTO 2: Applicazioni specifiche in ambienti di alto affollamento (scuole, edifici adibiti ad attività sportive, ospedali, etc..) Solo al prospetto 1 si parla di parapetti e balaustre in vetro! 10/03/2015 50

Riguardo i parapetti vetrati, al prospetto 1 vengono riportate le seguenti prestazioni minime del vetro: La balaustra deve essere progettata per far fronte ai seguenti carichi: UNI 7697:2014 6.1 Carichi dinamici: climatici, vento, folla, traffico pedonale, etc..; 6.7 Urti dovuti all impatto di una persona (secondo UNI EN 12600). 10/03/2015 51

rischi da considerare Ai fini della sicurezza, devono essere considerati i rischi seguenti: UNI 7697:2014 7.2 Caduta nel vuoto da una altezza > 1 metro. 10/03/2015 52

classe di prestazione minima UNI 7697:2014 Il parapetto deve essere progettato per una classe di prestazione minima 1B1 che non è riferita alle sole caratteristiche del vetro ma all intero sistema vetro+balaustra+ancoraggio, come enunciato al paragrafo 9.3 della stessa UNI 7697:2014: 10/03/2015 53

1B1? Come visto precedentemente, la prestazione minima 1B1 è definita nella norma UNI EN 12600:2004. Il pendolo per la prova ha una massa di 50 kg ed è costituito da due pneumatici in pressione che impattano al centro della balaustra in vetro. UNI 7697:2014 L altezza del pendolo rispetto al punto di impatto è di 1200 mm, in questa configurazione l energia e la velocità di impatto del corpo sono, rispettivamente: Energia=600 Joule Velocità=17,5 km/h 10/03/2015 54

Ninfa 3 vetro 10(T) + 1,52 PVB + 10(T)..un paio di esempi.. Ninfa 190 vetro 8(T) + 1,52 PVB + 8(T) UNI 7697:2014 Altezza caduta: 1200 mm Punto di impatto: corrimano Energia: 600 J 10/03/2015 55

Facendo un paragone in termini umani è come se una persona di 86 kg si schiantasse contro il parapetto ad una velocità di 13,5 km/h. Per raggiungere una tale velocità, l attuale velocista record del mondo sui 100 metri H.Bolt (che pesa esattamente 86 kg) avrebbe bisogno di uno spazio di 3,5 metri, partendo da fermo. UNI 7697:2014 600 J! 3,5 m Quindi risulta chiaro che l impatto secondo UNI 12600 è molto violento, soprattutto se si considerano balaustre installate in spazi angusti come rampe di scale, ballatoi e balconi di edifici residenziali dove difficilmente si trovano percorsi liberi da ostacoli per 3,5 metri! 10/03/2015 56

post rottura UNI 7697:2014 Rispetto alla vecchia versione, questa nuova UNI introduce un nuovo requisito per le balaustre denominato PR (post-rottura). Ciò implica che i vetri impiegati per realizzare i parapetti non devono collassare immediatamente nel caso in cui tutte le lastre risultino rotte. Si tratta di garantire un adeguato comportamento post-rottura mediante la scelta accorta di vetri ricotti, induriti, temprati combinati e vincolati opportunamente prevedendo l impiego di intercalari polimerici adatti (di seguito si riporta la nota 4 al prospetto 1 della UNI 7697:2014). 10/03/2015 57

nota 4 del prospetto 1 della UNI 7696:2014 UNI 7697:2014 Pertanto non è più ammesso l utilizzo di vetri temprati stratificati con il classico PVB o EVA, ma nel pacchetto dovrebbe esserci almeno: un vetro ricotto; un vetro indurito; un intercalare rigido (SentryGlas o similare) 10/03/2015 58

L utilizzo del corrimano può essere una valida alternativa per il soddisfacimento del requisito PR post rottura: Il corrimano evita il collasso immediato della lastra in caso di rottura di tutti i vetri (verifica nel Faraone Lab): UNI 7697:2014 SISTEMA NINFA 3. Prova a rottura postcritica su 3 pannelli composti da lastre 8 mm (temprato)+0,8 mm EVA +8 mm (indurito). Il pannello sinistro e centrale sono stati rotti a seguito della prova di spinta. Grazie alla presenza del corrimano, il pannello integro a destra sostiene il peso degli altri due, evitandone il collasso. 10/03/2015 59

Conclusioni Secondo il DM14/01/2008 un parapetto può essere verificato/certificato anche per via sperimentale tenendo conto del sistema di vincolo e fissaggio nelle reali condizioni di installazione. I carichi sono, a seconda della categoria, o 2 kn/m o 3 kn/m; Secondo il CNR DT-210 un parapetto in vetro va verificato, oltre che allo SLU e allo SLE, anche allo SLC prevedendo la rottura prematura di un vetro; Secondo la UNI 7697 bisogna garantire il requisito minimo 1B1 per i parapetti in vetro con rischio di caduta, inoltre in caso di rottura di entrambi i vetri il pannello non deve collassare immediatamente (requisito PR ); L utilizzo del corrimano è un valido compromesso per garantire i requisiti post rottura imposti sia dal CNR DT-210 che dalla UNI 7697. 10/03/2015 60

GRAZIE PER L ATTENZIONE! Ing. Gabriele Romagnoli romagnoli@faraone.it 10/03/2015 61