PANORAMA INTERNAZIONALE La trasformazione delle Forze Armate Rumene Gen. B. Giuseppe Santangelo Addetto per la Difesa a Bucarest Cap. Nicola Piasente Frequentatore Università della Difesa di Bucarest Il processo di trasformazione e modernizzazione delle Forze Armate rumene ha alla base la progressiva integrazione all interno dell Alleanza Atlantica, di cui la Romania fa parte dal primo Aprile 2004, e della prossima adesione all Unione Europea, prevista per il primo gennaio 2007. La Riforma delle Forze Armate prevede una profonda e graduale trasformazione, dettata dalla Strategia di Trasformazione delle Forze Armate rumene, documento di base, emanato nel corso del 2005 dal Ministero della Difesa. Questa comprende le dimensioni delle Forze Armate, la sua struttura di comando e controllo, la componente umana, con il passaggio dalla coscrizione obbligatoria al modello professionale, i nuovi profili di carriera e la riforma della formazione, e la componente tecnica, con i diversi programmi di acquisizione e modernizzazione di diversi sistemi d arma. Per meglio comprendere l entità del processo in atto, è opportuno ricordare che solamente all inizio degli anni novanta le Forze Armate di Bucarest contavano circa 300.000 effettivi. Inoltre, è anche opportuno rilevare come l opinione pubblica rumena sia tradizionalmente molto vicina alle proprie Forze Armate. Secondo un recente sondaggio queste rappresentano la seconda istituzione per livello di fiducia accordata dalla popolazione, con circa l 80% del gradimento, preceduta solamente dalla chiesa ortodossa alla quale viene accordato circa il 90%. Ciò si deve anche al ruolo giocato dalle Forze Armate nel corso della Rivoluzione del dicembre 1989, queste infatti, schierandosi a fianco dei rivo- 18
luzionari, hanno contribuito in maniera decisiva al crollo del regime comunista, ma anche al costante impegno delle Forze Armate a sostegno della popolazione civile colpita dalle frequenti alluvioni che negli ultimi anni hanno afflitto la Romania. Inoltre, è bene sottolineare come il processo di trasformazione stia avvenendo in un momento di rilevante sforzo per le Forze Terrestri rumene, impegnate, spesso a fianco delle Forze Armate italiane, con circa 2200 uomini, in diversi teatri operativi, dall Afghanistan all Iraq, dalla Bosnia al Kosovo. Oltre a ciò, le Forze Armate rumene, hanno assunto diversi impegni in ambito NATO ed UE, e partecipano a diverse iniziative regionali, proponendosi con un ruolo di leadership nell area sud-est europeo. I concetti di base della trasformazione La base concettuale da cui partire per delineare lo sviluppo del processo di trasformazione delle Forze Armate rumene è senza dubbio rappresentata dal documento che delinea la Strategia di Sicurezza Nazionale della Romania, all interno di questo vengono delineati alcuni concetti fondamentali: gli interessi nazionali di sicurezza della Romania; gli obiettivi politici di sicurezza nazionale; l ambiente internazionale di sicurezza; i fattori di rischio nei confronti della sicurezza della Romania; le direttrici di azione nella politica di sicurezza nazionale; le risorse politiche di sicurezza. Sulla base del precedente documento e del Libro Bianco della Difesa e Sicurezza Nazionale emanato dal governo rumeno nel 2004 è stata predisposta la Strategia Militare della Romania, che stabilisce, di fatto, il luogo ed il ruolo delle Forze Armate, nel quadro degli sforzi per realizzare gli obiettivi previsti nella Strategia di Sicurezza Nazionale. Il processo di riforma delle Forze Armate si basa su un documento fondamentale emanato dal Ministero della Difesa nel 2005, conosciuto con il nome di Strategia di Trasformazione delle Forze Armate rumene, nel quale viene delineata la struttura definitiva delle forze. Questo documento riassume in 4 concetti fondamentali, le linee guida della modernizzazione della difesa rumena: Capacità difensiva credibile; Ristrutturazione e modernizzazione; Partenariato operativo intensificato (in modo particolare con gli Stati Uniti); Integrazione Graduale. Il processo di ristrutturazione prevede tre fasi distinte: Fase di finalizzazione della ristrutturazione di base, 2005-2007; Fase della completa integrazione operativa nella NATO e nell UE, 2008-2015; Fase della completa integrazione tecnica nella NATO e nell UE, 2016-2025. La ristrutturazione comprende i seguenti ambiti funzionali: Risorse Umane; Informazioni; Operazioni; Comando e Controllo; Comunicazioni ed Informatica; Ricerca Scientifica; Dottrina e Addestramento; Logistica. Lo Stato Maggiore Generale La struttura delle Forze Armate presenta al vertice lo Stato Maggiore Generale, retto dal Capo di Stato Maggiore, il quale dipende direttamente dal Ministro della Difesa, pur conservando alcune prerogative di autonomia, dovute al fatto che questi viene nominato dal Presidente della Romania, per un periodo di 4 anni, solo su proposta del Ministro della Difesa, visto il parere del Premier. Il Capo di Stato Maggiore Generale, la più alta autorità militare delle F.A., è il principale consigliere militare del Presidente della Romania, del Consiglio Supremo di Difesa Nazionale e del Ministro della Difesa, oltre a esercitare la direzione delle Forze Armate. Nell assolvere quest ultimo compito si avvale della collaborazione dei Capi di Stato Maggiore di F.A., riuniti nel Comitato dei Capi di Stato Maggiore. La missione principale dello Stato Maggiore Generale, che ha sede in Bucarest nel medesimo edificio che ospita il Ministero della Difesa, è quella della guida militare delle Forze Armate, che esercita tramite il Comando Operativo Interforze con sede nella località di Buzau ed è responsabile della capacità operativa di queste, attraverso gli stati maggiori di forza armata. Al vertice dello Stato Maggiore oltre al Capo di Stato Maggiore esistono, inoltre, sia la figura del vice Capo di Stato Maggiore, con il grado di 19
Generale di Corpo d Armata, che del Direttore dello Stato Maggiore, con il medesimo grado. Quest ultimo presiede ad alcune delle più importanti funzioni presenti all interno dello Stato Maggiore come la pubblica informazione, l ufficio legale, la programmazione finanziaria e le relazioni internazionali. Lo Stato Maggiore Generale presenta al proprio interno sette fra direzioni e dipartimenti e due comandi: La Direzione Organizzazione Personale e Mobilitazione; La Direzione Generale delle Informazioni Militari; Il Dipartimento delle Operazioni; Il Dipartimento della Logistica; La Direzione della Pianificazione Strategica; La Direzione delle Comunicazioni e dell Informatica; Il Dipartimento Dottrina ed Addestramento; Il Comando Operativo Interforze; Il Comando Logistico Interforze. Da un punto di vista strutturale, le Forze Armate sono suddivise in: Forze Terrestri, Forze Navali e Forze Aeree. Le capacità delle F.A. devono rispondere alla gamma di missioni strategiche, previste nel periodo di pace, di crisi e di guerra. Per fare fronte a tali sfide le F.A. utilizzano sia le forze attive esistenti in tempo di pace, sia quelle completate o mobilitate. Esse includono, dal punto di vista funzionale, le Forze Operative, quelle Territoriali e di Riserva. A livello operativo la La partecipazione alle operazioni multinazionali Le Forze Armate Rumene sono presenti attivamente in diverse operazioni multinazionali, in ambito NATO, UE, nel quadro di diverse missioni di osservazione ONU e OSCE, ma anche all interno della coalizione a guida statunitense in Afghanistan ed Iraq. In particolare è opportuno segnalare come, a partire dall operazione Alba, sviluppatasi in Albania nel 1997, sotto comando italiano, le Forze Armate rumene operino spesso a fianco di quelle italiane. Sempre a proposito dell operazione Alba, è opportuno ricordare che l attuale Capo di Stato Maggiore delle Forze Terrestri Generale Ioan Sorin era in quell operazione il comandante del contingente nazionale rumeno. In Iraq, le Forze Armate Rumene partecipano alle operazioni con un contingente molto numeroso. In primo luogo, nell ambito della missione Antica Babilonia, è presente nel teatro iracheno un distaccamento a livello battaglione, organizzato su un comando battaglione, una compagnia comando, due compagnie di fanteria, più un plotone da ricognizione e un plotone mortai da 82mm, e una compagnia di polizia militare, con sede presso la base dell aeroporto di Tallil, nelle vicinanze di An Nassirya, alle dirette dipendenze rispettivamente dell IT JTF e del reggimento MSU. Ancora in Iraq è presente un distaccamento del genio, con sede nelle vicinanze di Al Hillah, alle dipendenze della Multinational Division Centre South ed una compagnia di fanteria, con sede a Bassora, con il compito di garantire la sicurezza ai funzionari delle Nazioni Unite e delle principali organizzazioni internazionali. Proprio recentemente la partecipazione alle operazioni nel teatro iracheno da parte delle F.A. rumene è oggetto di attenta valutazione, al fine di definire una possibile exit-strategy. Il Ministro della Difesa ha annunciato pubblicamente l intenzione di avanzare al Consiglio Superiore della Difesa una richiesta per il ritiro del contingente rumeno presente in Iraq e, conseguentemente, di avviare un dibattito politico a premessa delle decisioni che al riguardo prenderà il Parlamento. Per ciò che riguarda l Afghanistan, le Forze Armate rumene partecipano sia all operazione Enduring Freedom, a comando statunitense, che all operazione ISAF, sotto la responsabilità della NATO. Nell operazione Enduring Freedom la Romania è impegnata con un distaccamento del livello battaglione, con un organico similare a quello previsto per l operazione Antica Babilonia. Questo è dislocato presso l aeroporto di Kandahar e fra i suoi compiti principali rientra anche la difesa della base presso la quale è schierata la Task Force statunitense. Sempre nell ambito della stessa operazione è anche impegnato un distaccamento denominato ANA training, che provvede ad addestrare le nuove forze armate afgane. Nell ambito dell operazione ISAF, è presente a Kabul un plotone di polizia militare, mentre nella seconda metà del 2005 e stato impiegato il 26 battaglione di fanteria leggera, in occasione delle locali elezioni parlamentari. Inoltre, nel quadro del PRT (Provincial Reconstruction Team) a guida britannica dislocato presso Mazzar el Sharif, è presente un unità di osservatori. Va anche segnalato che le Forze Armate rumene assumeranno nelle prossime settimane il controllo dell aereoporto internazionale di Kabul. Con l espansione dell operazione ISAF nel sud del paese, il contributo rumeno rimarrà inalterato nella regione di Kandahar. In Kosovo, nell ambito della missione NATO KFOR, la Romania è impegnata con un distaccamento del livello compagnia di fanteria, alle dipendenze della Task Force Aquila a comando italiano. In particolare questo distaccamento è schierato a protezione dell enclave serba di Gorazdevac. In Bosnia, nell ambito della operazione Althea, a guida Unione Europea, le Forze Armate rumene sono impegnate con un distaccamento del genio, un distaccamento logistico, specializzato nei trasporti, che opera nell ambito del contingente olandese, una componente elicotteri e un plotone di polizia militare, che opera nell ambito dell unità MSU con sede a Sarajevo. 20
Elicotteri IAR 330 Puma Cerimonia di ingresso nella NATO (www.nato.int) L Università della Difesa Veicolo blindato rumeno in Afghanistan Radar Gap Filler Militari Rumeni della Brigata SEEBRIG 21
Sfilata per le vie della capitale in occasione della Festa del 1 dicembre condotta delle azioni militari è esercitata dal Comando Operativo Interforze, dai Comandi Operativi delle Forze Aeree e Navali, e dai Comandi Operativi Territoriali. La condotta, sia del processo organizzativo e di preparazione delle forze, sia di quello del sostegno logistico e amministrativo delle truppe, ma anche la condotta operativa di azioni a carattere territoriale, sono devolute agli Stati Maggiori di F.A., i quali in tempo di pace hanno alle proprie dipendenze tutte le strutture operative e di sostegno logistico. I comandi territoriali hanno la responsabilità della protezione del territorio nazionale, di assicurare la preparazione delle forze principali e di riserva, nonché del passaggio dallo stato di pace a quello di guerra attraverso l innalzamento graduale delle capacità di combattimento. Le strutture dei Comandi e le procedure di lavoro per l elaborazione dei documenti e dei piani sono conformi agli standard esistenti nel quadro dell alleanza del Nord-Atlantico. La struttura delle forze terrestri Il principale prodotto della trasformazione delle Forze terrestri è rappresentato dalla struttura delle forze che è costituita nel modo seguente: Forze destinate alla NATO; Forze per la generazione e rigenerazione. Le prime rappresentano la componente proiettabile ed attualmente è in corso di sviluppo un programma finalizzato al graduale raggiungimento degli standard operativi richiesti dalla NATO. Le seconde rappresentano la componente non proiettabile, con un livello minore di operatività, dedicate al completamento delle forze destinate alla NATO. Al termine del processo di trasformazione, queste assicureranno la difesa del territorio nazionale, nel quadro della difesa collettiva e l intervento nelle pubbliche calamità. L attuale struttura delle Forze Terrestri, consta di 2 Corpi d Armata territoriali, il 1 con sede a Bucarest, il 4 con sede a Cluj. Questi sono destinati a breve termine a trasformarsi in strutture del livello divisione ed avranno alle dipendenze le forze. I due Corpi d Armata avranno rispettivamente alle dipendenze 4 brigate combat, più i relativi supporti. In particolare il 1 avrà alle dipendenze 2 brigate di fanteria leggera, una di fanteria meccanizzata e una da montagna, mentre il 4 avrà alle dipendenze 2 brigate meccanizzate e una da montagna. Su quest ultimo aspetto è importante precisare il fatto che l unica differenza fra una Brigata di fanteria leggera e una Brigata meccanizzata sta nella presenza o meno di un battaglione carri, questo almeno fino all entrata in servizio del veicolo da combattimento per la fanteria MLI 84. Per ciò che riguarda le unità combat support, ogni comando del livello divisione ha alle dipendenze una Brigata di artiglieria, una Brigata di artiglieria contraerea e una Brigata genio. Inoltre, sono presenti anche un battaglione trasmissioni, uno NBC e uno RISTA. Per ciò che riguarda il supporto logistico, ciascun comando dispone di una struttura territoriale denominata base logistica, rispettivamente nord e sud, e di una brigata logistica. Alle dipendenze dello Stato Maggiore delle Forze Terrestri vi è inoltre una componente di supporto generale ed una componente scolastico addestrativa. La prima prevede, oltre al comando della guarnigione di Bucarest, il Reggimento delle Guardie, con compiti essenzialmente di rappresentanza e protocollo, un battaglione di polizia militare, uno di trasmissioni, uno di guerra elettronica ed uno di forze per operazioni speciali. Inoltre, esiste anche una componente di supporto logistico generale che comprende un battaglione trasporti e un battaglione logistico. La seconda inquadra in primo luogo l Accademia delle Forze Terrestri e le diverse Scuole d Applicazione. Attualmente, per ciò che riguarda le forze di supporto al combattimento, ciascuna specialità mantiene una propria Scuola di Applicazione, mentre l obiettivo del processo di ristrutturazione prevede una riduzione a tre sole Scuole, una per la fanteria e le truppe da montagna, una 22
per le forze combat support ed una per la logistica. Queste hanno, inoltre, alle dipendenze i battaglioni addestramento, che attualmente sono impegnati nella preparazione dei soldati professionisti. La struttura della formazione militare prevede anche una scuola per la formazione dei sottufficiali, un centro per lo studio delle lingue straniere, la scuola di paracadutismo e tre collegi militari; questi ultimi hanno una tradizione di tutto rilievo e la maggior parte degli ufficiali delle Forze Terrestri è stata formata in queste istituzioni. La struttura delle forze navali L Organizzazione delle Forze Navali, con circa 8500 effettivi, a livello di Stato Maggiore è speculare a quella delle Forze Terrestri. La Struttura delle Forze operative la cui gestione è affidata al Comando Operativo Navale presenta le seguenti unità: Il Centro Sommozzatori; Il Gruppo Fregate (3); Il Gruppo Corvette (4); Il Gruppo Draga Mine; La partecipazione alle iniziative internazionali e regionali Per ciò che riguarda gli obblighi assunti dalla Romania, al momento della sua adesione all Alleanza Atlantica, questi prevedono due diversi livelli di forza, uno per l attuale periodo, cosiddetto di trasformazione ed integrazione, che dovrebbe esaurirsi nel 2015, l altro al momento della completa integrazione. Nel primo le Forze Terrestri prevedono un contributo massimo, per operazioni di durata limitata (6 mesi), di due battaglioni, più relativi supporti, per un totale di massimo 2000 uomini contemporaneamente impiegati in teatro di operazioni. Nel secondo periodo, di cosiddetta piena integrazione, il contributo delle Forze terrestri alla NATO prevede due varianti: Un comando divisione e una brigata, per sei mesi, senza assicurare la rotazione delle forze in teatro; Due brigate, in due operazioni diverse, per sei mesi, senza assicurare la rotazione delle forze; Tre battaglioni in due operazioni diverse, per dodici mesi, assicurandone la rotazione ogni 6 mesi. Per ciò che riguarda le Forze Navali queste garantiranno, per un periodo di 6 mesi una Fregata tipo 22 dal 2009 per le operazioni ad alta intensità e 2 per le operazioni a bassa intensità, oltre ad una Corvetta, un Draga Mine e una Compagnia di fanteria di marina, a partire dal 2007. Per ciò che invece riguarda le forze aeree, queste a partire dal 2008, per periodi non superiori ai 3 mesi e solo per operazioni di crisi, garantiranno le seguenti forze: 4 Mig-21, per la difesa aerea; 1 plotone Eod; 1 batteria missili terra-aria; 3 elicotteri IAR-330 Puma per operazioni SAR; 1 C-130. Per ciò che riguarda la NATO Responce Force (NRF), attualmente la Romania si è impegnata a fornire un plotone specializzato nella decontaminazione NBC. Sempre nel quadro di una maggiore integrazione all interno dell Alleanza Atlantica, a partire dalla fine del 2005 lo Stato Maggiore Generale ha cominciato a studiare le diverse opportunità di affiliare alcune unità ad un Corpo d Armata di reazione rapida della NATO. Nel quadro della creazione di una forza di reazione rapida europea, in ambito UE, la Romania sta assumendo due impegni importanti. Da un lato si è impegnata a fornire un battaglione di fanteria, più relativi supporti, nel quadro di un Battle Group costituito anche da Grecia ( lead nation ) e Bulgaria, mentre dall altro è in fase avanzata un accordo per la partecipazione, ancora con un battaglione di fanteria, alla costituzione di un Battle Group a framework italiano. Per ciò che riguarda invece la SEEBRIG (Sud Est European Brigade), attualmente tale unità è impegnata in Afghanistan, limitatamente al comando, come KMNB (Kabul Multinational Brigade) IX, nel quadro della missione ISAF. Questa struttura, con sede a Constanta, sul Mar Nero, è predisposta per la partecipazione alle missioni di supporto alla pace a guida NATO. All iniziativa la Romania partecipa con un Battaglione di fanteria, un plotone da ricognizione, più gli assetti di comando e controllo necessari al funzionamento del comando. Va inoltre segnalato che questo comando ha ottenuto da parte del Joint Force Command South di Napoli, la full operational capability, proprio nel corso del 2005, mentre la turnazione prevista per il comando apparteneva all Italia. Per ciò che riguarda la SHIRBRIG (Stand-by High Readness Brigade), le forze terrestri rumene partecipano a questa iniziativa, che prevede la condotta di operazioni di supporto alla pace sotto l egida dell ONU, con una compagnia di fanteria. Inoltre, sono da segnalare due iniziative bilaterali a fianco delle forze armate ungheresi: in particolare un battaglione di fanteria misto rumeno-ungherese e il battaglione genio. La prima prevede la partecipazione congiunta ad operazioni di pace, mentre la seconda prevede l intervento congiunto a favore delle rispettive popolazioni eventualmente colpite da disastri naturali. 23
pattugliamento navale Active Endeavor. La struttura delle forze aeree Allievi del Collegio Militare Dimitrie Cantemir in Breaza Convoglio d assalto terrestre in Afghanistan; Il Centro di Guerra Elettronica; Il Gruppo Navi Lancia Missili; Il Battaglione di Fanteria di Marina; Il Centro Comunicazioni; Il Gruppo Missili da Costa. Inoltre, vi è un struttura per la formazione, che fa capo alla Direzione per la Dottrina e l Addestramento, in cui vi sono le seguenti strutture: L Accademia Navale; La Scuola di Applicazione; Il Gruppo Navi Scuola; La Scuola per i Tecnici Militari; Il Battaglione Addestramento. Le Strutture di supporto logistico sono invece alle dipendenze della Direzione delle Risorse e fra queste va segnalata la Base Navale con sede a Mangalia sul Mar Nero. In conclusione, le Forze Navali hanno completato il processo di operazionalizzazione già nel corso del 2005 e grazie all acquisizione, per altro abbastanza controversa, di due Fregate dalla Marina britannica, la Re Ferdinand e la Regina Maria, le Forze Navali sono in grado di gestire le operazioni di una squadra navale nel Mar Nero e hanno potuto partecipare all operazione di Anche le Forze Aeree, con circa 15600 effettivi, presentano una struttura di vertice simile a quella delle altre forze armate. Mentre a livello operativo hanno la seguente organizzazione, gestita dal Comando delle Forze Aeree: 3 Basi aeree combat; 1 Base aerea da trasporto; 1 Brigata Missili Terra-Aria; 1 Reggimento Missili Terra-Aria; 1 Reggimento Trasmissioni; 1 Centro di Guerra Elettronica; 1 Reggimento Genio. Per ciò che riguarda invece le strutture di formazione, dipendenti dalla Direzione della Dottrina e dell Addestramento, vi sono l Accademia Aeronautica e la Scuola di Applicazione. Le Forze Aeree sono state le prime a completare il cosiddetto processo di operazionalizzazione e, a livello procedurale, sono quelle maggiormente integrate nella NATO. Comunque, presentano notevoli carenze tecniche dovute alle difficoltà ed ai costi necessari per la modernizzazione dei velivoli e dei sistemi d arma. Attualmente, infatti, queste si basano ancora sul caccia Mig-21, pur presentando una buona capacità di trasporto grazie all acquisizione del C-130 e avendo iniziato, non senza problemi, l acquisizione dei missili Hawk per la difesa aerea integrata. Programmi di modernizzazione e acquisizione Per meglio comprendere l importanza dei programmi di modernizzazione ed acquisizione, è opportuno segnalare come lo stesso Presidente della Romania Traian Basescu, in occasione della presentazione del bilancio delle attività svolte dalle Forze Armate nel 2005, abbia fortemente sottolineato le seguenti priorità: Sviluppare programmi finalizzati ad incrementare la protezione del combattente sul campo di battaglia; Incrementare e modernizzare le dotazioni, in modo da migliorare la capacità di intervento a favore della popolazione civile nelle pubbliche calamità. Oltre a ciò, nel quadro degli impegni assunti per una graduale integrazione nell Alleanza Atlan- 24
Coppia di MIG 21 rumeni Monumento al Milite Ignoto a Bucarest Militare rumeno impegnato nell operazione ISAF* tica, i programmi delle Forze Armate rumene rispondono ai seguenti obiettivi generali: Crescita della mobilità attraverso il miglioramento della manovrabilità e affidabilità dei mezzi blindati esistenti; Miglioramento del sistema di guida del fuoco terrestre; Crescita della capacità di fuoco e della precisione attraverso lo sviluppo di capacità ogni tempo; Sviluppo di sistemi d arma e relativo munizionamento coerentemente agli standard della NATO; Ammodernamento dei sistemi di difesa antiaerea; Sviluppo di mezzi di comunicazione e di sistemi informatici sicuri; Sviluppo di sistemi integrati per la guerra elettronica. La trasformazione delle Forze Armate rumene rappresenta dunque un processo molto complesso ed articolato, finalizzato alla piena integrazione di queste nell Alleanza Atlantica e al raggiungimento degli standard operativi necessari alla partecipazione alle missioni multinazionali nei diversi teatri operativi e agli interventi nelle pubbliche calamità sul territorio nazionale. Le Forze Armate rumene affrontano questa sfida con qualche difficoltà ed alcune contraddizioni, dovute alla difficile transizione dal precedente sistema, tipico degli stati appartenenti all ex blocco sovietico. Pur tuttavia, queste mantengono comunque inalterati gli impegni finanziari assunti al momento dell adesione alla NATO (nel 2006 il 2,18% del PIL) e garantiscono una partecipazione (la più elevata fra i nuovi membri della NATO) di alto livello qualitativo e quantitativo alle operazioni multinazionali. I rapporti di cooperazione fra le Forze Armate italiane e quelle rumene sono molto positivi e la leadership militare della Romania guarda all Italia come un sicuro punto di riferimento, anche per ciò che riguarda la prossima adesione alla struttura militare dell Unione Europea. In particolare, va anche ricordato e sottolineato come le più significative partecipazioni rumene alle missioni internazionali si svolgono sotto il controllo operativo e il supporto logistico italiano e tale collaborazione risulta molto proficua anche nell ambito dell Alleanza Atlantica. * Le foto sono tratte dal sito del MOD rumeno (www.mapn.ro) 25