I disturbi depressivi



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I disturbi depressivi I Quaderni di ARETE

N el corso di un anno nella sola Lombardia circa 800.000 persone sopra i 14 anni vengono colpite da un disturbo depressivo (o disturbo dell umore). I costi della malattia derivanti dalle spese sanitarie e dalla ridotta attività lavorativa di queste persone sono molto alti (in Italia circa sei miliardi e mezzo di euro in un anno*), ma il costo in termini di umana sofferenza è incalcolabile. Il disturbo depressivo inoltre interferisce con le normali attività sociali e lavorative e causa dolore non soltanto a coloro che soffrono della malattia ma anche a chi si prende cura di loro. Una depressione importante può distruggere una vita familiare così come la vita di una persona malata. Tuttavia molte di queste sofferenze si possono evitare. La maggior parte delle persone con un disturbo depressivo non cerca una cura, eppure un ampia maggioranza di esse potrebbe essere efficacemente aiutata anche quando la depressione è estremamente grave. Grazie ad anni di proficua ricerca ora vi sono farmaci e psicoterapie come la cognitivo-comportamentale o la interpersonale che riducono di molto il dolore della depressione. Purtroppo molte persone non sanno che la depressione è una malattia curabile. Se ritieni che tu o qualcuno a cui sei vicino sia una delle tante persone non diagnosticate nel nostro paese, le informazioni fornite in questo Quaderno possono aiutarti ad intraprendere le iniziative più corrette per salvaguardare la tua vita o quella di qualcun altro. * European Journal of Neurology 12 (suppl.1), 1-27 (2005)

COS E UN DISTURBO DEPRESSIVO? Un disturbo depressivo è una malattia che coinvolge fisico, mente e pensieri. Influenza il modo in cui una persona mangia, dorme, percepisce e vede le cose. Un disturbo depressivo è cosa diversa da una tristezza passeggera. Non è indicatore di una fragilità individuale e non è una condizione che possa essere superata con un atto di volontà. Una persona colpita da depressione non può semplicemente reagire e stare meglio. Senza trattamento i sintomi possono durare settimane, mesi o anni. Un trattamento appropriato, invece, può aiutare la maggior parte delle persone che soffrono di depressione. COME SI MANIFESTA UN DISTURBO DEPRESSIVO? Un disturbo depressivo si manifesta in differenti forme, così come nel caso di un disturbo cardiaco o di altre malattie. Questo Quaderno descrive brevemente tre delle più comuni forme di disturbi depressivi: depressione maggiore, distimia, disturbo bipolare. All interno di queste tre forme, sintomi, gravità e persistenza dei disturbi si possono presentare in maniera differente. Depressione maggiore La depressione maggiore si presenta con una combinazione di sintomi che interferiscono con la capacità di lavorare, studiare, dormire, mangiare e apprezzare quelle attività che in precedenza ci erano gradite. La malattia si manifesta sotto forma di episodi che si ripetono più volte nell arco della vita, anche se in alcuni casi vi può essere un solo episodio.

Segni e sintomi della depressione Tristezza persistente, ansia e sensazione di vuoto. Disperazione, visione totalmente pessimistica della vita. Sentimenti di colpa, di indegnità o di impotenza. Perdita d interesse o piacere in attività che prima davano soddisfazione, compresa l attività sessuale. Riduzione del livello d energia, sensazione costante di fatica e di essere rallentati. Irrequietezza o irritabilità. Difficoltà a concentrarsi, a ricordare, a prendere decisioni. Ipersonnia o insonnia. Variazioni dell appetito, perdita o aumento di peso non intenzionali. Dolori continui o altri sintomi fisici persistenti, non causati da una malattia fisica o da una lesione. Pensieri di morte, di suicidio o tentativi di suicidio. Viene posta la diagnosi di episodio depressivo se sono presenti almeno cinque dei sintomi sopraelencati la gran parte della giornata, quasi tutti i giorni per almeno due settimane.

Distimia Una forma meno grave di depressione è la distimia che implica sintomi cronici di lungo periodo, che non impediscono di lavorare e di far fronte ai propri impegni, con un rendimento tuttavia inferiore alle proprie capacità. Ci sono comunque disagi sul piano sociale e familiare. La vita è spenta e grigia. I sintomi vengono spesso erroneamente considerati le manifestazioni di un carattere pessimista, triste ed incapace di provare gioia. Non si presenta a episodi, i sintomi perdurano per anni o anche per tutta la vita. Molte persone con distimia sperimentano anche episodi di depressione maggiore in alcuni momenti della loro esistenza. Poco riconosciuta, la diagnosi può venire dopo decenni. Segni e sintomi della distimia Umore basso ma non in modo così estremo come nella depressione. Scarsa autostima. Fatica cronica e sonno eccessivo. Difficoltà a concentrarsi e a decidere. Pessimismo. Mancanza di gioia di vivere. Appetito scarso o eccessivo. Viene posta la diagnosi di distimia se il basso livello dell umore si accompagna ad almeno due degli altri sintomi quasi ogni giorno per almeno due anni.

Disturbo bipolare Un altro tipo di depressione è il disturbo bipolare, anche detta malattia maniaco-depressiva. Non così diffuso come le altre forme depressive, il disturbo bipolare è caratterizzato da ciclici cambiamenti dell umore: gravemente alti, mania, e bassi, depressione. Talvolta i cambi d umore sono drammatici e rapidi, ma molto spesso sono graduali. Un individuo che si trovi nella fase depressiva presenta alcuni o tutti i sintomi di un disturbo depressivo. Nella fase maniacale invece può essere iperattivo, con grande uso e velocità di parola, animato da grande energia. La mania altera il pensiero, il giudizio ed il comportamento in maniera tale da causare problemi ed imbarazzo. Per esempio l individuo in una fase maniacale può sentirsi esaltato, pieno di grandi progetti e può oscillare da iniziative economiche irragionevoli a slanci romantici. La mania, non trattata, può condurre ad uno stato psicotico. La mania ad un livello da lieve a moderato è detta ipomania. L ipomania può essere una sensazione assai piacevole per la persona che la sperimenta e può anche associarsi ad un buon funzionamento sociale e lavorativo, con produttività aumentata. Così, anche quando familiari e amici imparano a riconoscere i cambiamenti dell umore come possibile disturbo bipolare, la persona in genere tende a negare che vi sia qualcosa che non va. La forma in cui si osservano episodi ricorrenti di mania e depressione è detta disturbo bipolare I. Quando la forma grave di mania non si manifesta mai, ma si hanno episodi di ipomania che si alternano con episodi depressivi si parla di disturbo bipolare II.

Segni e sintomi della mania Aumento del livello di energia, agitazione, irrequietezza. Umore straordinariamente alto ed euforico. Estrema irritabilità. I pensieri e le parole si susseguono senza sosta e si accavallano. Facilità alla distrazione e difficoltà a concentrarsi. Ridotto bisogno di sonno. Convincimenti irrealistici concernenti le proprie capacità fisiche ed intellettuali. Ridotta capacità di giudizio. Ingenti spese voluttuarie. Lunghi periodi di comportamento diverso dal solito. Aumento dell impulso sessuale. Abuso di sostanze illecite, particolarmente cocaina, di alcool e sonniferi. Comportamento provocatorio, invadente o aggressivo. Rifiuto di ammettere che qualcosa va male. Viene posta la diagnosi di episodio maniacale se un elevato tono dell umore si accompagna ad almeno tre dei sintomi sopraelencati quasi tutta la giornata, per almeno una settimana, quasi tutti i giorni.

QUALI SONO LE CAUSE DELLA DEPRESSIONE? Alcuni tipi di depressione possono colpire più persone all interno della stessa famiglia, suggerendo che vi sia una vulnerabilità biologica alla malattia che può essere ereditaria. Ciò pare evidente nel caso del disturbo bipolare. Studi svolti, per varie generazioni, in famiglie in cui vi siano membri con disturbo bipolare mostrano come questi soggetti abbiano caratteristiche genetiche peculiari. Ma questo tratto non è sufficiente alla manifestazione della malattia poichè vi sono anche membri della famiglia con patrimonio genetico che causa vulnerabilità al disturbo bipolare che non soffrono del disturbo. Infatti ulteriori fattori, come gli stress in ambito domestico, lavorativo o scolastico, sono corresponsabili della sua manifestazione. Anche la depressione maggiore sembra presentarsi generazione dopo generazione. Può però anche colpire persone che non hanno una storia familiare di depressione. Ereditata o meno, la depressione maggiore è spesso associata a cambiamenti della struttura del cervello o del suo funzionamento. Negli ultimi anni, alcuni ricercatori hanno mostrato che cambiamenti fisici posso essere accompagnati da cambiamenti mentali. Malattie come ictus, infarto e cancro, Parkinson e disturbi ormonali possono causare depressione, rendendo la persona malata apatica e disinteressata alla cura delle proprie patologie, prolungando così il periodo di recupero. Anche una perdita seria, relazioni difficili, problemi finanziari o qualsiasi cambiamento stressante (indesiderato o anche desiderato) nei proprio schemi di vita può condurre ad un episodio depressivo. Di solito una combinazione di fattori genetici, psicologici ed ambientali è alla base dell insorgere di un depressivo. Gli episodi successivi al primo si possono manifestare anche in assenza di episodi stressanti.

COME SI CURANO I DISTURBI DEPRESSIVI? Il primo passo per ottenere un trattamento appropriato alla depressione è un esame fisico da parte di un medico. Alcuni farmaci così come alcune condizioni mediche come infezioni virali possono causare gli stessi sintomi della depressione ed il medico dovrebbe escludere queste possibilità. Se viene esclusa una ragione fisica per la depressione, il medico deve fare una valutazione psicologica o inviare la persona da uno psichiatra o da uno psicologo. Una buona valutazione diagnostica includerà una descrizione completa dei sintomi: quando hanno avuto il loro esordio, da quanto tempo persistono nell episodio depressivo in corso, quanto sono gravi, se siano stati trattati e in che maniera. Il medico dovrebbe indagare sull uso di alcool e droga e se il paziente ha pensieri di suicidio o di morte. Inoltre una storia clinica dovrebbe includere domande sull insorgenza nei familiari del paziente di un disturbo depressivo, su quali terapie essi hanno seguito e sugli effetti che queste hanno prodotto. Da ultimo, una valutazione diagnostica dovrebbe includere un esame dello stato mentale per determinare se la parola, gli schemi mentali o la memoria sono stati influenzati, così come talvolta accade in un disturbo depressivo o maniacodepressivo. La scelta del trattamento dipenderà dagli esiti della valutazione. Ci sono una varietà di farmaci antidepressivi e psicoterapie che possono essere impiegate per il trattamento di un disturbo depressivo. Alcune persone con forme più lievi possono essere ben trattate solo con psicoterapia, altre con una depressione da moderata a grave debbono ricorrere agli antidepressivi. La maggior parte ottengono la cura migliore dalla combinazione dei due trattamenti.

Servono medicine per ottenere in tempo relativamente breve remissione dei sintomi e la psicoterapia per meglio comprendere come confrontarsi con i problemi della vita, compresa la depressione. A seconda della diagnosi del paziente e della gravità dei sintomi, il terapeuta può prescrivere medicine e/o una delle varie forme di psicoterapie che si sono dimostrate efficaci nella cura della depressione. FARMACI Antidepressivi I più vecchi antidepressivi sono i triciclici come amitriptilina, desipramina, maprotilina, nortriptilina, imipramina, clomipramina. Sono efficaci ma presentano numerosi e fastidiosi effetti collaterali (vedi più avanti). Sono ancora usati, particolarmente clomipramina. Farmaci più recenti sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (acronimo inglese SSRI) che comprendono fluoxetina, paroxetina, fluvoxamina, sertralina, citalopram, escitalopram. Sono i farmaci più comunemente prescritti. Rispetto ai triciclici provocano minori effetti collaterali che abitualmente scompaiono proseguendo la cura. Altri antidepressivi, detti atipici, sono bupropione, trazodone, mirtazapina. Chimicamente diversi dai precedenti, interferiscono con vari neurotrasmettitori: serotonina, dopamina, noradrenalina. Vengono usati quando gli altri antidepressivi non hanno effetto. E utile l azione sedativa e coadiuvante del sonno del trazodone e della mirtazapina. Anche i recenti reboxetina, venlafaxina e duloxetina agiscono interagendo con la serotonina e la noradrenalina o con la sola noradrenalina. Stabilizzatori dell umore I composti noti come stabilizzatori dell umore sono la prima scelta per il controllo del disturbo bipolare. Questi farmaci debbono essere assunti ininterrottamente per un lungo periodo di tempo (anni).

Tra gli stabilizzatori oggi disponibili il prodotto di riferimento è il litio, il primo stabilizzatore dell umore, introdotto da Mogens Schou (Danimarca) negli anni 50. E necessario eseguire controlli periodici della sua concentrazione nel sangue (litiemia) per verificare che sia quella più efficace dal punto di vista terapeutico. Altri stabilizzatori sono i farmaci anticonvulsivanti quali l acido valproico e la carbamazepina che hanno un efficace effetto stabilizzante sull umore e si sono rivelati molto utili come possibili alternative per persone che hanno problemi di intolleranza al litio; tra i farmaci più recenti, sempre della classe degli anticonvulsivanti, vi è la lamotrigina particolamente efficace nel trattamento della fase depressiva, il gabapentin ed il topiramato. Se necessario, i farmaci anticonvulsivanti sono somministrati in associazione con il litio o tra di loro per ottenere un efficacia maggiore. Antipsicotici Sono i farmaci tipicamente usati nel trattamento dei disturbi psicotici quali la schizofrenia, ma trovano impiego anche nei disturbi dell umore. Gli antipsicotici classici hanno molti effetti collaterali. Comprendono per esempio: aloperidolo, pimozide, trifluoperazina. Gli antipsicotici più recenti, detti atipici, hanno minori effetti collaterali. Sono: clozapina, risperidone, olanzapina, quetiapina, amisulpride, ziprasidone e aripiprazolo.vengono usati nel disturbo bipolare per controllare la mania o in caso di sintomi psicotici. Hanno anche un effetto stabilizzatore dell umore. Si usano particolarmente olanzapina e quetiapina. Sono a volte impiegati in casi di depressione specialmente quando sono presenti agitazione e sintomi psicotici. Amisulpride trova impiego nella distimia. Ansiolitici I farmaci ansiolitici o sedativi non sono antidepressivi. Essi sono prescritti insieme agli antidepressivi, comunque non svolgono un attività antidepressiva se somministrati da soli.

Problemi concernenti qualsiasi farmaco prescritto devono essere discussi con il medico. Talvolta il medico proverà diversi antidepressivi prima di trovare il medicinale o la combinazione di medicinali migliore. Qualche volta il dosaggio deve essere aumentato per essere efficace. Sebbene ci si possa attendere qualche miglioramento nelle prime settimane, gli antidepressivi debbono essere assunti regolarmente per 3 o 4 settimane (in alcuni casi sino ad 8) prima che abbiamo un pieno effetto terapeutico. I pazienti tendono a sospendere troppo presto la terapia. Essi possono sentirsi meglio e pensare che non hanno più bisogno di seguire la terapia o possono pensare che questa non li stia aiutando affatto. E importante continuare ad assumere il farmaco sino al manifestarsi dell effetto terapeutico, malgrado gli effetti collaterali si possano presentare prima dell azione antidepressiva. Una volta ci si senta meglio è importante continuare il trattamento per almeno 4-9 mesi per prevenire una ricaduta nella depressione. Alcuni farmaci debbono essere sospesi gradualmente per permettere al corpo di adeguarsi. Non bisogna mai smettere di assumere un antidepressivo senza il parere di un medico che indicherà come interrompere senza disagi la terapia. Per persone con disturbo bipolare o depressione maggiore cronica può essere necessario continuare l assunzione di farmaci per tutta la vita. Gli antidepressivi non danno dipendenza ma, come per tutti i farmaci prescritti per un tempo superiore a pochi giorni, vanno accuratamente monitorati per valutare in quale dosaggio vadano somministrati. Il medico valuterà periodicamente il dosaggio e l efficacia. Qualsiasi tipo di medicina prescritta, da banco o ricevuta da altri pazienti non dovrebbe mai essere aggiunta alla terapia senza consultare il medico.

Effetti collaterali dei farmaci I farmaci antidepressivi possono causare effetti collaterali noiosi ma non pericolosi. Si tratta comunque di effetti reversibili che scompaiono senza lasciare tracce se si interrompe il trattamento. Gli antidepressivi triciclici hanno diversi effetti collaterali (anche se è possibile porvi qualche rimedio): bocca secca, stitichezza, problemi alla vescica urinaria, problemi sessuali, vista annebbiata, vertigini, aritmie cardiache ed abbassamento della pressione del sangue, sudorazione, aumento di peso. Gli antidepressivi più recenti hanno meno effetti collaterali che di solito scompaiono dopo un paio di settimane lasciando spazio all effetto curativo. Non bisogna quindi spaventarsi e, comunque, se un effetto collaterale non fosse sopportabile si può sempre sostituire il farmaco con un altro che dia meno fastidi. Gli effetti collaterali dei recenti antidepressivi sono: mal di testa (di solito sparisce presto), nausea (passa da sola, è utile comunque assumere il farmaco a stomaco pieno), nervosismo, agitazione, insonnia (anche questi disturbi sono passeggeri), problemi sessuali (di solito passano col tempo, non bisogna comunque vergognarsi di parlarne col medico, si può cambiare il farmaco o ricorrere a qualche rimedio). Anche gli stabilizzatori dell umore presentano diversi effetti collaterali. Il litio può causare: tremore alle mani, poliuria (bisogno di urinare spesso), nausea, vomito, diarrea, aumento di peso, alterazione del funzionamento della tiroide. Questi effetti tuttavia si possono ridurre cambiando il dosaggio o i tempi della somministrazione. Acido valproico e carbamazepina, così come altri anticonvulsivanti, presentano effetti collaterali meno fastidiosi del litio e di solito passeggeri. Si possono manifestare nausea e bruciore di stomaco (acido valproico), vertigini, sonnolenza, visione annebbiata, reazioni cutanee (carbamazepina). La lamotrigina può provocare malattie a livello della pelle a cui bisogna stare particolarmente attenti.

PSICOTERAPIE Molte forme di psicoterapie, incluse quelle a breve termine (10-20 settimane), possono aiutare in casi di depressione. Le terapie della parola aiutano i pazienti ad acquistare la capacità di comprendere e risolvere i propri problemi attraverso l interazione verbale con il terapeuta, talvolta combinandosi con compiti a casa tra le sedute. I terapeuti comportamentisti aiutano il paziente ad imparare come ottenere maggiore soddisfazione e ricompensa attraverso le proprie azioni e come interrompere gli schemi comportamentali che concorrono all instaurarsi della depressione o che sono il risultato della malattia stessa. Due delle psicoterapie a breve termine che la ricerca ha mostrato utili per alcune forme di depressione sono la interpersonale e la cognitivo-comportamentale. I terapeuti interpersonali si focalizzano sulle relazioni interpersonali alterate che causano e inaspriscono la depressione. I terapeuti cognitivo-comportamentali aiutano i pazienti a cambiare gli stili negativi di pensiero e comportamento spesso associati con la depressione. Le terapie psicodinamiche, che sono talvolta usate per curare persone depresse mirano a risolvere i conflitti emotivi che causano angoscia e disturbi nel comportamento. Queste terapie di solito si intraprendono quando i sintomi della malattia sono ridotti significativamente. In generale forme gravi di disturbo depressivo, particolarmente quelle ricorrenti, necessitano di farmaci a cui potrà essere aggiunta una psicoterapia se il paziente insieme al medico la considererà opportuna per il proprio recupero.

ALTRI INTERVENTI Terapia elettroconvulsiva Il ricorso alla terapia elettroconvulsiva dovrebbe essere preso in considerazione in situazioni in cui i farmaci e le psicoterapie non si rivelino efficaci o abbiano un effetto troppo limitato sui sintomi gravi, quali idee di suicidio o sintomi psicotici. Gli effetti terapeutici della terapia elettroconvulsiva sono generalmente molto rapidi e risolutivi. Con le tecniche moderne gli effetti sulla memoria sono praticamente inesistenti. Quest intervento è inoltre indicato in casi di gravidanza in presenza di un grave disturbo bipolare con rischio elevato di suicidio e in soggetti anziani particolarmente deperiti e non in grado di assumere farmaci. Erbe e terapie di medicina alternativa L effetto di prodotti di erboristeria o di terapie alternative (agopuntura, yoga, meditazione, digiuno, ecc.) non è stato studiato né valutato in condizioni rigorose. Nel caso in cui si decidesse di iniziare uno di questi trattamenti è comunque bene parlarne prima con il proprio psichiatra. COME CI SI PUO AIUTARE DA SOLI? I disturbi depressivi rendono vuoti, senza speranza e capacità di chiedere aiuto, con nulla che valga la pena di essere fatto o vissuto. I sentimenti e i pensieri negativi rendono alcune persone spente. E importante rendersi conto che queste visioni negative sono parte della depressione ed è tipico che non riflettano le circostanze reali.

Tenete presente alcuni accorgimenti e considerazioni che vi aiuteranno a superare questo periodo. Partecipate ad attività che possono farvi sentire meglio. Può aiutare una moderata attività fisica, andare al cinema, praticare un gioco di squadra o svolgere altre attività sociali. Attendetevi che il vostro umore migliori gradualmente, non immediatamente. Sentirsi meglio richiede tempo. E consigliabile posporre decisioni importanti sino a che la depressione sia passata. Prima di decisioni importanti parlatene con persone che vi conoscano bene e che abbiano un visione obiettiva della situazione. Le persone raramente si scrollano di dosso la depressione ma si sentono meglio giorno dopo giorno. Il pensiero negativo che è una parte della depressione scomparirà appena risponderete al trattamento. Lasciate che familiari ed amici vi aiutino. COSA SONO I GRUPPI DI AUTO-AIUTO? I gruppi d auto-aiuto o auto-mutuo-aiuto per i pazienti ed i familiari sono costituiti da un piccolo numero di persone con gli stessi problemi che si riuniscono periodicamente per mettere in comune esperienze ed aiutarsi reciprocamente.

In questi gruppi si possono trovare informazioni, sostegno, solidarietà ed amicizia. ARETE organizza gruppi di auto-aiuto per chi soffre di depressione ed ansia e per i loro familiari. I gruppi sono formati da 8-12 pazienti o in alternativa da familiari (gruppi familiari) che si incontrano una volta alla settimana. Tutti i membri del gruppo hanno la malattia o sono familiari di coloro che ne soffrono. Non sono presenti operatori socio-sanitari. L attività di un gruppo si basa sul principio di pari responsabilità e diritti. Uno tra i membri del gruppo ha il ruolo di facilitatore, ha partecipato ad un corso di formazione organizzato da ARETE, disciplina in maniera democratica gli interventi e garantisce i principi condivisi da tutti i partecipanti. Un gruppo di pazienti è aperto a chiunque soffra di depressione ed ansia e sia determinato ad uscirne mettendosi in gioco ed assumendo su di sé la responsabilità della propria salute e della propria qualità di vita.

I gruppi di auto-aiuto hanno ricevuto l approvazione dell Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) I gruppi di auto-aiuto sono un elemento essenziale di una nuova cultura e di un nuovo approccio alla malattia mentale basato sul concetto di una maggior consapevolezza e responsabilità da parte del paziente e della sua famiglia. COME SI PU0 AIUTARE CHI SOFFRE? La cosa più importante che chiunque può fare per una persona depressa è aiutarla ad ottenere un appropriata diagnosi e cura. A tal fine si dovrà incoraggiare la persona a persistere nel trattamento sino a quando i sintomi cominciano a ridursi o a cercare una cura differente se non interviene un miglioramento. Al bisogno può rendersi necessario prendere un appuntamento ed accompagnare la persona depressa dal medico. Ciò può anche significare dover monitorare se la persona depressa stia assumendo i farmaci. Questa dovrebbe essere inoltre incoraggiata a seguire le indicazioni mediche sulla limitazione di alcolici durante la terapia. Il secondo aspetto importante è quello di offrire un appoggio emotivo. Questo implica comprensione, pazienza, affetto ed incoraggiamento. Coinvolgete la persona depressa in conversazioni ed ascoltate attentamente. Non sottovalutate i sentimenti espressi ma illustrate la realtà ed offrite aiuto. Non ignorate i segnali di suicidio. Riferiteli al terapeuta della persona depressa. Invitatela a camminate, uscite, cinema ed altre attività.

La persona depressa necessita svago e compagnia, ma troppe richieste possono aggravare un sentimento di fallimento. Non accusate la persona depressa di simulare una malattia o di essere pigra, non aspettatevi che reagisca alla depressione. Seguendo la terapia, molte persone stanno meglio. Tenetelo a mente e continuate a rassicurare le persona depressa che, con il tempo e l aiuto, si sentirà meglio. DOVE RIVOLGERSI PER CURARE UN DISTURBO DEPRESSIVO? Ogni persona che soffre di un disturbo dell umore dovrebbe essere seguita regolarmente da uno psichiatra con competenze specifiche sulla diagnosi ed il trattamento di tale disturbo. Questi specialisti operano: nelle strutture psichiatriche ambulatoriali del territorio (Centri Psico Sociali CPS) nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) delle Aziende Ospedaliere nei Centri per il trattamento dei disturbi depressivi presenti in alcune Aziende Ospedaliere negli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) in ambulatori e cliniche private ARETE può fornire una lista delle strutture psichiatriche presenti in Lombardia.

Letture consigliate S. Zoli, Vivere senza depressione, TEA, 1995 S. Zoli, Storie di ordinaria resurrezione (e non): fuori dalla depressione e altri mali oscuri, Rizzoli, 1999 S. Zoli e G.B. Cassano, E liberaci dal male oscuro, Longanesi, 2003 D.Hales e R. Hales, La salute della mente, Milano, Longanesi, 1998 A cura di Mario Maj, Hagop S. Akiskal, Juan Josè Lopez-Ibor, Norman Sartorius, Disturbo bipolare, Roma, CIC Edizioni Internazionali, 2004 Kay Redfield Jamison, Una mente inquieta, Milano, TEA, 1995 Kay Redfield Jamison, Toccato dal fuoco: temperamento artistico e depressione, Milano, TEA, 1997 ARETE, Il disturbo bipolare, I Quaderni di ARETE, 2007 ARETE, I disturbi d ansia, I Quaderni di ARETE, 2007 Il presente Quaderno è parzialmente tratto da: National Institute of Mental Health. Depression. Bethesda (MD): National Institute of Mental Health, National Institutes of Health, US Department of Health and Human Services; 2002. ARETE Onlus - via Maspero, 20 - Varese - tel 335.1026265 www.depressionearete.it info@depressionearete.it Ver 2.1 maggio 2007