Intossicazioni causate da tossine e veleni naturali



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Intossicazioni causate da tossine e veleni naturali Veleni dei funghi superiori Avvelenamento da Ciguatera Tossine dei molluschi (PSP, DSP, NSP, ASP) Avvelenamento da sgombridi Tetrodossina (Pesce palla) Fitoemoagglutinina (Avvelenamento da fagioli rossi) Grayanotossina (Intossicazione da miele)

Avvelenamento da pesce Ciguatera Ciguatera è una forma di avvelenamento causata dal consumo di pesce dei mari tropicali e subtropicali che hanno accumulato tossine attraverso la dieta Le tossine originano da diverse dinoflagellate (alghe) che sono comuni nelle regioni dove il ciguatera è endogeno

Ciguatera La Ciguatera è la forma più comune di intossicazione da pesce E causata dalla ciguatossina, un veleno naturale trasmesso attraverso la catena alimentare marina La sindrome e caratterizzata da: nausea, vomito, diarrea; vertigini, formicolii e intorpidimenti; dolori muscolari, debolezza e spossatezza

Ciguatossina

Meccanismo d azione della ciguatossina E una delle sostanze naturali a maggior potenziale tossico conosciuta Nel topo è letale a 0.45 ug/kg L ingestione orale di 0.1 ug causa sintomatologia nell individuo adulto E una sostanza solubile nei lipidi che apre i canali del sodio voltaggio dipendenti causando depolarizzazione I sintomi sono prolungati con danno a livello del tessuto nervoso e del muscolo liscio

Ciguatera Una peculiarità della Ciguatera è l'inversione della percezione di temperatura: una birra fredda scotta, una doccia calda fa venire i brividi di freddo. Inoltre bere acqua naturale dà la sensazione di bere acqua gassata o un senso di scossa elettrica in bocca.

Ciguatera La Ciguatera è comune nei Caraibi e nelle aree tropicali dell'oceano Indo-Pacifico I sintomi possono insorgere da 2 a 12 ore dopo aver mangiato il pesce avvelenato e possono durare anche fino a due mesi e più

Ciguatera In alcuni individui i formicolii sono stati presenti, a tratti, fino a 25 anni dopo l'intossicazione Eventuali nuovi episodi di intossicazione sono in genere peggiori. L'intossicazione, inoltre, si trasmette al lattante con il latte materno e può provocare disturbi e perdita dipeso

Ciguatera La Ciguatera è raramente mortale Si stima che i casi di Ciguatera nel mondo siano circa 50.000 all'anno La Ciguatera non può essere prevenuta con analisi del pesce o sul paziente e non esiste un trattamento standard.

RICCIOLA On June 28, 2007, a woman and her husband (the index couple), both aged 31 years, were treated at a hospital emergency department for illness that developed within 24 hours after eating amberjack fish purchased from a local fish market and cooked at their home. Diagnoses of CFP were based on symptoms of mild diarrhea 4--12 hours after eating fish, followed by reversal of hot and cold sensation, abnormal skin sensations, and other neurologic symptoms within 24 hours. Both patients improved after treatment with intravenous mannitol, a long-standing treatment for CFP neurologic symptoms. Upon notification, investigators from the Food and Drug Protection Division of the North Carolina Department of Agriculture and Consumer Services contacted the fish market that sold the amberjack filets and discovered that seven of eight persons at a local dinner party also had become ill after eating amberjack from the same shipment. The one person who did not become ill was a young child who did not eat any fish

Ciguatera L'unico trattamento raccomandato è quello sintomatico e di supporto alle condizioni generali del paziente Durante la convalescenza si dovranno evitare alcool, pesce e frutti di mare, noci, nocciole e altri tipi di frutta secca, olio di arachide e olii di semi in generale

Prevenzione della Ciguatera La Ciguatossina non è inattivata dalla cottura, dal congelamento, dalla salagione o dalla marinatura del pesce È stata trovata in più di 500 specie di pesci, fra cui i barracuda, le cernie, i carangidi, gli sgombri, alcune sogliole

Tutti i vari predatori di taglia medio-grande che hanno il loro habitat naturale presso la barriera corallina, possono provocare ciguatera ma anche piccoli pesci pelagici possono causare avvelenamenti

Produzione della tossina La tossina è prodotta da alcune alghe dinoflagellate (Gambierdiscus toxicus) La produzione può essere indotta da modificazioni, naturali o artificiali, dell'ambiente quali uragani, forti piogge, periodi di eutrofizzazione, operazioni di dragaggio Gambierdiscus toxicus non provoca disturbi ai pesci portatori non può essere identificato per variazioni di colore, sapore od odore del pesce si accumula nel tempo, rendendo i pesci più grandi e vecchi generalmente più tossici e pericolosi

Epidemiologia Andamento fortemente ritmico, sia stagionalmente che in un ciclo pluriennale. Tipicamente in un'area fino allora esente dall'intossicazione iniziano a verificarsi pochi casi di ciguatera, dapprima legati a solo poche specie che tendono ad aumentare fino, dopo qualche anno, a coprire l'intera ittiofauna della regione. Dopo un periodo (che può durare anche anni) di tossicità generalizzata le specie tossiche ed i casi di avvelenamento iniziano a diminuire finché non si riducono a pochissimi pesci o scompaiono del tutto.

Prevenzione della Ciguatera Ecco alcune semplici regole di prevenzione: - Non mangiare pesci di più di 2 o 3 Kg. - Evitare le specie più sospette: barracuda, murene, carangidi (in inglese: barracuda, eels, snapper, jack) - La maggior incidenza di Ciguatera si ha nei pesci delle barriere coralline tropicali - Non mangiare gli organi interni del pesce, dove la tossina si accumula maggiormente - Ordinare sempre pesci interi, abbastanza piccoli da essere contenuti in un piatto

Tossine associate ai molluschi L avvelenamento da molluschi è causato da una serie di tossine prodotte da alghe planctoniche (dinoflagellate, nella maggior parte dei casi) Le tossine si accumulano e a volte sono metabolizzate nei molluschi

Tipi di avvelenamento da molluschi Avvelenamento paralizzante (PSP) Avvelenamento diarroico (DSP) Avvelenamento neurotossico (NSP) Avvelenamento amnesico (ASP)

DSP (Diarrhetic Shellfish Poisoning) sindrome diarroica da molluschi bivalvi Il problema dell avvelenamento diarroico da molluschi non è mai stato ufficialmente riconosciuto in molti paesi in quanto non letale

DSP In generale, la sintomatologia gastrointestinale è spesso confusa con infezioni di origine batterica e virale Il complesso tossico del DSP è formato da più molecole liposolubili come l acido okadaico, dinofisifitossine, pectonotossine, yessotossine Di queste solo l'acido okadaico e le dinofisifitossine inducono diarrea le pectonotossine sono epatotossiche si conosce ancora poco della tossicologia delle yessotossine, anche se sembra che il loro organo bersaglio sia il cuore

DSP Varie specie di Dinophysis sono riconosciute come produttrici di acido okadaico (D.fortii, D.sacculus, D.acuta, D.caudata, D.rotundata).

DSP Nel mare Adriatico, in particolare, è stato dimostrato che altre due Dinoflagellate producono tossine DSP e precisamente Lingulodinium polyedrum produce omoyessotossina e Goniaulax grindleyi produce yessotossina.

DSP I molluschi eduli lamellibranchi (mitili, vongole, pettini, ostriche), in virtù della loro particolare modalità di alimentazione, basata sulla filtrazione giornaliera di notevoli quantità di acqua (filter-feeding), possono accumulare all'interno del proprio tessuto digestivo (epatopancreas) significative quantità di cellule algali tossiche e di tossine. E così comprensibile come per l uomo sia possibile intossicarsi, nutrendosi dell intero contenuto delle valve dell animale. Inoltre, nessun trattamento con alte e basse temperature ha la capacità di inattivare la tossina; quindi né cibi freschi, né cibi surgelati, né ben cotti sono sicuri, se non sono stati precedentemente controllati.

In realtà: L acido okadaico provoca diarrea: esso è anche un promotore tumorale, ma non una sostanza cancerogena. Infatti l acido okadaico non è compreso né tra le sostanze sicuramente cancerogene, né tra quelle probabilmente/ possibilmente cancerogene dell International Agency for Research on Cancer (IARC).

PSP (Paralytic Shellfish Poisoning) sindrome paralitica da molluschi bivalvi I veleni del PSP sono neurotossine idrosolubili Le dinoflagellate responsabili della produzione di tossine PSP sono ceppi di Alexandrium tamarense, Alexandrium minutum (presente in Adriatico), e Gymnodinium catenatum.

PSP Il fitoplancton tossico può anche uccidere direttamente gli animali marini. Aringhe, acciughe, merluzzi, salmoni ed altre specie d interesse commerciale sono indicatori della presenza di biotossine A differenza dei molluschi bivalvi, sono sensibili alle tossine PSP e muoiono prima che nei loro tessuti muscolari la tossina raggiunga concentrazioni pericolose per l incolumità del consumatore

PSP Gli agenti tossici della PSP caratterizzati sono 18, suddivisi in tre gruppi di biotossine idrosolubili e termostabili Agiscono diettamente sul sistema nervoso. Le più tossiche sono la saxitossina, la neosaxitossina e le gonyautossine 1, 2, 3 e 4 Le tossine PSP agiscono sui canali del sodio, presenti sulle membrane delle cellule nervose e dei muscoli scheletrico e cardiaco.

Saxitossina La saxitossina si caratterizza per la presenza di due gruppi funzionali guanidinici carichi positivamente. Attraverso questi gruppi essa si lega saldamente e blocca il canale del sodio, interagendo con un gruppo carbossilico ionizzato (COO-) disposto all'ingresso del canale, sul versante extracellulare.

I sintomi Varietà di sintomi, che dipendono dalla quantità di tossina assunta, soprattutto a livello neurologico, tra cui formicolio, parestesia alla bocca, labbra, lingua e alle estremità degli arti, profonda astenia muscolare, impossibilità a mantenere la stazione eretta, andatura atassica Sintomi a livello gastrointestinale sono possibili ma meno comuni I sintomi si manifestano rapidamente, dai 30 minuti alle 2 ore La morte, nei casi fatali, giunge dopo 3 12 ore ed è causata dalla paralisi respiratoria I pazienti che superano le prime 12 ore di solito si riprendono rapidamente senza effetti secondari Non essendo conosciuti antidoti, il trattamento applicato è sintomatico e consiste in lavanda gastrica (all'occorrenza) e respirazione artificiale.

ASP (Amnesic Shellfish Poisoning) L avvelenamento amnesico da molluschi si è manifestato con i suoi primi casi nel 1987 in Canada. Ora è presente anche in Europa, limitatamente alle coste atlantiche portoghesi, spagnole, irlandesi.

ASP La tossina in questione è l acido domoico (aminoacido relativamente raro, non presente nelle proteine) Si tratta di una tossina idrosolubile, prodotta da microalghe appartenenti alle Diatomee come Nitzschia pungens, Pseudonitzschia seriata (specie planctoniche) e Amphora coffeaeformis (specie bentonica), o da macroalghe Rodoficee come Chondria armata o Alsidium corallinum. La tossina, stabile al calore, è un potente neurotrasmettitore eccitatore simile all'acido glutammico con cui divide i recettori nel sistema nervoso centrale Oltre ai molluschi possono contenere la tossina anche granchi e alcuni pesci (in particolare le viscere)

ASP Può essere una sindrome anche letale caratterizzata da: sintomi gastrointestinali precoci (entro le 24 ore), come nausea, vomito, dolori addominali, diarrea, sintomi neurologici (in genere entro le 48 ore): vertigini, cefalea, convulsioni, disorientamento, perdita di memoria temporanea, difficoltà respiratorie, e anche coma.

ASP Nel fitoplancton dell'adriatico cellule del genere Pseudonitzschia sono comunemente presenti, ma fortunatamente finora non è mai stata riscontrata tossicità di tipo ASP nei nostri molluschi

NSP (Neurotoxic Shellfish Poisoning) Dapprima limitato ad una particolare area della Florida, dove si manifestava con una ciclicità di sette anni, si è andato via via diffondendo in tutto il mondo (Nuova Zelanda, Mare del Nord ed Australia) La tossina implicata è detta brevitossina dall alga produttrice: Gymnodinium breve Le conseguenze di questo avvelenamento sono gravissime e a volte anche mortali

NSP I sintomi sono simili a quelli della ciguatera ma più lievi, e coinvolgono l apparato digerente, quello vascolare e respiratorio (in qualche caso fino alla paralisi della muscolatura respiratoria) e nervoso (parestesie), la cute (irritazione). La cottura non inattiva la tossina.

VSP (Venerupin Shellfish Poisoning) Il veleno responsabile di questo tipo di avvelenamento è la venerupina Questo composto è dotato di attività epatotossica E stata isolata nel 1965 in un mollusco (Prorocentrum minimum) Intossicazioni di questo tipo sono state denunciate in Giappone, Norvegia, Portogallo, Olanda.

http://www.ilgirodelmondo.it/html/pesci_mol.html

Diagnosi nell uomo La diagnosi di avvelenamento da molluschi viene effettuata in base all anamnesi (sintomi e dieta) Tutti i molluschi bivalvi sono potenzialmente tossici Un carretta epidemiologia dei casi di avvelenamento da molluschi non è disponibile La vera incidenza di questo tipo di avvelenamento è sconosciuta

Diagnosi nell uomo I casi sono generalmente NON riconosciuti o NON riportati in maniera corretta Di tutte le tossicosi la più importante per l impatto sulla salute pubblica è l avvelenamento paralizzante, PSP La potenza delle tossine PSP determina un alto grado di letalità

Decorso della malattia e complicazioni PSP: I sintomi si sviluppano rapidamente, in 0.5-2 ore dall ingestione dei molluschi a seconda della quantità di tossina assunta Nei casi gravi è comune la paralisi respiratoria e la morte, se non si interviene con supporti per la respirazione Se si interviene entro le 12 ore dall avvelenamento, generalmente si assiste ad un guarigione completa, senza sequele

Decorso della malattia e complicazioni NSP: Insorgenza dei sintomi rapida; durata dei sintomi breve Guarigione completa senza effetti collaterali, non è stato riportato nessun decesso DSP: Insorgenza dei sintomi rapida (30 minuti/2-3 ore), durata dei sintomi 2-3 giorni Guarigione completa senza effetti collaterali, raramente porta a morte il paziente ASP: Insorgenza dei sintomi gastrointestinali in 24 ore; I sintomi neurologici si manifestano in 48 ore L intossicazione è particolarmente grave negli anziani (alcuni sintomi ricordano l Alzheimer) Tutti i decessi riportato finora riguardano persone anziane

Intossicazione alimentare da istamina a seguito di consumo di pesce fresco e inscatolato L'intossicazione da istamina, nota come la sindrome sgombroidea, è negli USA una delle più comuni intossicazioni da ingestione di pesce In Europa e in Italia, invece, i casi riportati sono pochi e scarsamente documentati. L'istamina si sviluppa in minima parte da fenomeni autolitici di origine tessutale e, per la maggior parte, dall'azione di enzimi elaborati da microrganismi durante i primi processi degradativi. L'attività di tali enzimi dipende dal contenuto di istidina libera nella sostanza alimentare e dalla temperatura.

Avvelenamento da sgombridi La parte rosso-scura del tessuto muscolare dei pesci della famiglia Scombridae e Scomberascidae (tonni, sgombri, sarde, sardine, acciughe etc.), contiene elevate quantità di istidina libera. Alcuni batteri, di comune riscontro sulla cute dei pesci (specialmente Proteus morgagnii, Escherichia coli, Klebsiella spp, ma anche Pseudomonas aeruginosa), sono in grado, tramite l istidina decarbossilasi di trasformare, post-mortem, l'istidina in istamina

Avvelenamento da sgombridi Altre sostanze sono probabilmente coinvolte nella sindrome con effetto sinergico all' istamina Presenza di potenziatori non identificati dell'azione dell'istamina, oltre a quella di diammine biogeniche come la putrescina e la cadaverina Il consumo di pesce azzurro, di tonno, di acciughe, di aringhe, è stato la causa di intossicazioni da istamina in diversi paesi (USA, Gran Bretagna, Giappone) I casi riportati in Italia sono pochi e scarsamente documentati. La confusione con i sintomi di altre malattie, rende difficile il riconoscimento di questa intossicazione

Manifestazioni cliniche Riguardano l'apparato gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea) il sistema nervoso centrale (vertigini, cefalea), la cute (rush) Raramente si osservano disturbi respiratori e ipotensione L'inizio della sintomatologia è rapido (20-30 minuti dall'assunzione dell'alimento) e i disturbi si risolvono generalmente in breve tempo (meno 24 ore)

Diagnosi di avvelenamento da sgombridi La sindrome, sebbene frequente, viene spesso diagnosticata come reazione allergica alimentare La presentazione clinica in effetti è simile, così come è efficace l'uso dei cortisonici La diagnosi di "scombroid syndrome" si basa sulla sintomatologia, e sulla storia di recente assunzione di sgombroidi. sul coinvolgimento che contemporaneo di più persone La certezza è ottenuta con l'analisi chimico-fisica del cibo contaminato

Quantità di istamina nel pesce in scatola Un contenuto normale di istamina, nelle specie ittiche sopra menzionate, è mediamente dell'ordine di 0,5-25 mg/kg La quantità di Istamina in grado di provocare effetti patologici, in soggetti di 70 Kg di peso corporeo varia, a seconda degli autori, da 8 a 40 mg (lieve avvelenamento), da 70 a 1000 mg (disturbi di entità moderata) Oltre1000 mg, per alcuni ricercatori e oltre 4000 mg, per altri ricercatori, darebbero luogo a disturbi gravi Convertendo il primo livello (8 mg) in apporto giornaliero, considerando un consumo di 60 g di pesce, si rileva che il contenuto di istamina in grado di provocare effetti tossici è pari a 133,33 mg/kg di alimento.

Terapia e complicazioni La terapia della sindrome sgombroidea è basata sull'impiego di antistaminici, che sarebbero in grado di minimizzare la sintomatologia Caratterizzata da un'evoluzione solitamente benigna e da una sintomatologia in genere di lieve entità, tale intossicazione raramente richiede l'ospedalizzazione. Può causare complicazioni e gravi conseguenze negli anziani e nelle persone che soffrono di cardiopatie

Origine della contaminazione batterica Numerosi lavori scientifici riportano episodi di avvelenamento sgombroide a seguito del consumo di pesce fresco o inscatolato in cui l'istamina era preformata nel prodotto prima della fase di distribuzione/somministrazione La contaminazione batterica avviene dopo la pesca la produzione di istamina è il risultato della moltiplicazione di ceppi batterici abituali della flora ittica intestinale

Tuttavia, episodi di intossicazione a livello di ristorazione e somministrazione indurrebbero a ritenere che le fasi più delicate siano proprio quelle di distribuzione e somministrazione, almeno in Europa La produzione di istamina, nei pesci delle famiglie Scomberascidae e Scombridae può essere il risultato dello sviluppo di ceppi batterici abituali della flora intestinale, ma la contaminazione batterica può avvenire, anche dopo la pesca, in tutte le fasi della produzione dell'alimento, anche nelle fasi di distribuzione e somministrazione A temperature elevate, nell'alimento si sviluppano i microrganismi responsabili della trasformazione dell'istidina determinando la formazione di istamina a livelli elevati prima che si manifestino i tipici segni della decomposizione.

Misure preventive Una buona igiene e la refrigerazione sono fondamentali accorgimenti per il controllo dello sviluppo dei microrganismi produttori dell'enzima decarbossilasi Una volta pescato il pesce va infatti immediatamente congelato o immerso in acqua fredda a -1 C e mantenuto continuamente a bassa temperatura

Infatti Il pesce inscatolato può presentare quantità di istamina a volte più elevate di quello fresco per via della manipolazioni che subisce durante i processi di lavorazione o nelle successive fasi di distribuzione e somministrazione La contaminazione, qualora non venga rispettata la catena del freddo o non si applichino misure adeguate al contenimento dello sviluppo dei germi che elaborano l'enzima istidina-decarbossilasi (es. abbassare la tensione di ossigeno ricoprendo l'alimento con olio), costituisce un serio pericolo per il consumatore Nelle specie ittiche più a rischio (tonno, sgombro), l'attività microbica può, in condizioni favorevoli, indurre rapidamente la sintesi di elevate quantità di istamina che non implicano cambiamenti organolettici apprezzabili ma possono provocare, nel consumatore, serie conseguenze sanitarie

La cottura non degrada l'istamina una volta formatasi nei tessuti del pesce, anche se distrugge i batteri che concorrono alla formazione dell'istamina. La tossina non conferisce al prodotto odori o sapori particolari L'esame sensoriale del consumatore, non può quindi fornire elementi per accertare la presenza o l'assenza di tossina. L'esame di laboratorio è l'unica prova certa per la valutazione di un prodotto.

Tetrodotossina: intossicazione da pesce palla Specie di pesci appartenenti ai Tetraodontidei, che nel Mediterraneo sono solamente sette (pesce Balestra, Luna, Luna troncato, Palla, Riccio, Capolepre, Istrice) e all ordine dei Perciformi (Mangiameduse, Pesce Burro, Tetragonuro) possono essere estremamente tossiche per l uomo Sono tutte poco comuni e, ad eccezione del pesce luna, sono in genere limitate ai mari meridionali italiani.

Intossicazione da pesce palla Il pesce palla ed il pesce istrice (che non erano presenti nel Mediterraneo fino all apertura del canale di Suez dal quale sono entrati insieme ad altre 150 specie marine tropicali) vivono soprattutto nelle acque del Giappone Una volta cucinati prendono il nome di Fugu Si contano più di 150 casi di avvelenamento da Fugu all anno di cui il 60% mortali.

Tetrodotossina La tossina presente in questi pesci è la Tetrodotossina (anhydrotetrodotoxin 4- epitetrodotoxin, tetrodonic acid) E tra le più potenti tossine di natura non proteica Non è inattivata dalla cottura Si concentra nella pelle e nelle viscere del pesce

Quadro clinico Il blocco della conduzione degli impulsi nervosi da parte di questo veleno (tetrodotossina) è responsabile dell insorgenza dei sintomi I sintomi cominciano a comparire entro 5-30 minuti dall ingestione e si manifestano come debolezza generale, vertigini, nausea, pallore, parestesia, formicolio alle labbra, alla lingua, alla gola. Il formicolio si estende alla punta delle dita delle mani e dei piedi

La tossina è presente soprattutto nel fegato, nelle gonadi, negli intestini e nella pelle. La tossina è termostabile e blocca la trasmissione nervosa nei muscoli scheletrici. I sintomi insorgono molto precocemente e la progressione può essere molto rapida, come nel caso dell'avvelenamento paralitico da molluschi. Le parestesie iniziano 10/45 min. dopo l'ingestione del pesce, con un pizzicore alla lingua ed alla mucosa orale; si associano vomito, vertigini, senso di oppressione, debolezza. La paralisi ha carattere ascendente e nei casi letali si arriva all'arresto respiratorio entro 6-24 ore. Altri sintomi comprendono salivazione abbondante, contrazioni muscolari, sudorazione, dolori pleurici, senso di costrizione in gola, afonia, convulsioni, ipotensione, bradicardia. Il trattamento è di supporto e può richiedere il trasferimento in reparto di cure intensive. Se si sospetta una intossicazione da tetrodotossina può essere consigliabile la lavanda gastrica con sodio bicarbonato al 2%.

Terapia Non esiste alcuna terapia e i casi più gravi comportano inevitabilmente la morte Diagnosi E basata sui sintomi

Fitoemoagglutinina (PHA) Questo composto è utilizzato da anni dagli immunologi e in numerosi campi della ricerca Attiva la sintesi del DNA nei linfociti T, Attiva HIV-1 latente nei PBMC

PHA Oltre indurre la mitosi, come le altre lectine Agglutina molti tipi di eritrociti di mammifero, Altera i sistemi di trasporto transmembrana, Altera la permeabilità delle cellule alle proteine, Interferisce con il metabolismo cellulare

Natura della malattia Avvelenamento da fagiolo rosso (Phaseolus vulgaris) L insorgenza dell avvelenamento da fagioli crudi o cotti male i sintomi varia da 1 a 3 ore L insorgenza è usualmente caratterizzata da nausea molto forte, seguita da vomito

Natura della malattia La diarrea insorge più tardi, in alcuni casi accompagnata da dolori addominali In alcuni casi è necessario il ricovero, ma generalmente la guarigione è rapida (3-4 ore dopo l insorgenza dei sintomi) e spontanea La diagnosi viene eseguita sulla base dei sintomi, della dieta, dell esclusione di altri agenti in grado di causare lo stesso tipo di disturbi (e.x., Bacillus cereus, Staphylococcus aureus, arsenico, mercurio, piombo, e cianuro)

Alimenti associati La PHA è rinvenibile in molte specie di fagioli, ma è in concentrazione più alta nei fagioli rossi (Phaseolus vulgaris) L unità di misura della tossina è l unità emoagglutinante (hau). Fagioli crudi contengono da 20,000 a 70,000 hau, ma cotti completamente contengono da 200 a 400 hau

Alimenti associati I fagioli bianchi, un altra varità di Phaseolus vulgaris, contiene circa 1/3 della quantità di tossina rispetto alla varietà rossa; le fave contengono dal 5 al 10% della quantità presente nei fagioli rossi La sindrome è causata dal consumo di fagioli crudi, sia soli che in insalata Bastano quattro-cinque fagioli crudi perché si scatenino i sintomi

Decorso della malattia e complicazioni Il decorso è rapido. I sintomi si risolvono in poche ore dall insorgenza Il vomito è generalmente profuso, e la gravità dei sintomi è direttamente correlata alla quantità di tossina (numero di fagioli crudi ingeriti) Il ricovero è raro

Decorso della malattia e complicazioni Sebbene di breve durata, i sintomi sono debilitanti Non ci sono distinzioni nella gravità a seconda dell età o del sesso La gravità dipende esclusivamente dalla dose ingerita

Graianatossina Caratteristiche generali La graianatossina (conosciuta in passato come andromedotossina, acetilandromedolo e rodotossina) causa intossicazione da miele. Questa forma di intossicazione è molto rara ed è causata dal consumo di miele ottenuto dal nettare di rododendri.

Graianatossina Le graianotossine sono diterpeni, idrocarburi ciclici polidrossilati che non contengono azoto Altri termini che definiscono questa malattia sono: avvelenamento da rododendro, intossicazione da miele pazzo o avvelenamento da graianatossine

Graianatossina Sintomi della malattia L'avvelenamento da graianatossine nell uomo è raro Raramente l'intossicazione è fatale e generalmente dura non più di 24 ore Solitamente la malattia provoca capogiri, debolezza, eccessiva sudorazione, nausea e vomito subito dopo che il miele tossico viene ingerito.

Graianatossina Altri sintomi che si possono manifestare sono: abbassamento della pressione sanguigna o shock, bradiaritmia (diminuzione del battito cardiaco associata ad irregolarità nel ritmo cardiaco), bradicardia (diminuzione del ritmo cardiaco con un numero di battiti inferiore a 60), ritmo nodale (riferito in particolare al nodo atrioventricolare) sindrome di Wolff-Parkinson-White (eccitazione anomala atrio-ventricolare) blocco completo atrio-ventricolare

Graianatossina Meccanismo d azione Le graianotossine si legano ai canali del sodio nelle membrane cellulari Il sito di legame è nella regione coinvolta nell attivazione e inattivazione voltaggio dipendente Questi composti prevengono l inattivazione Le cellule eccitabili (nervose, muscolari) sono mantenute in uno stato di depolarizzazione con ingresso facilitato del calcio

Meccanismo d azione Graianatossina L azione è simile a quella esercitata dagli alcaloidi del veratro e aconito Tutte le risposte osservate dallo scheletro e dai muscoli del cuore, dai nervi e dal sistema nervoso dipendono dagli effetti delle membrane

Graianatossina Alimenti associati Comunemente, l'intossicazione da graianatossine si ha a causa dell'ingestione di miele contaminato con queste tossine L'avvelenamento, però, potrebbe presentarsi anche a seguito dell'ingestione di foglie, fiori e nettari di rododendri. Non tutti i rododendri producono graianotossine. Il Rhododendron ponticum è diffuso sulle montagne della Turchia, nell'area orientale del Mar Nero. Questa specie provoca avvelenamento da miele dal 401 AC. Altre specie di rododendro, nonché specie appartenenti alla famiglia botanica delle Ericaceae alla quale afferiscono i rododendri, potrebbero produrre tossine anche se spesso non sono implicate con la malattia. L'alloro di montagna ( Kalmia latifoglia ) e l'alloro di pecora ( Kalmia angustifolia ) sono probabilmente le fonti più importanti della tossina.

Graianatossina Prevenzione L'aumento di domanda da parte dei consumatori di alimenti naturali (non lavorati) potrebbe favorire l'intossicazione da graianotossina. Gli individui che ottengono il miele da agricoltori con pochi alveari sono ad alto rischio. In genere, le riserve di grosse quantità di miele durante la trasformazione facilita la diluizione di qualsiasi sostanza tossica.