PIANO REGOLATORE GENERALE

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COMUNE DI SEDRIANO Provincia di Milano PIANO REGOLATORE GENERALE NORME TECNICHE D ATTUAZIONE LUGLIO 2006 Studio di architettura ed urbanistica prof. arch. Piero Puddu e collaboratori - viale dei Mille, 7-20129 Milano - tel. 02 73.83.355 r.a. fax 02 71.56.24 e-mail: arch.puddu@puddupiero.191.it

INDICE TITOLO PRIMO - DISPOSIZIONI GENERALI ART. 1 - OGGETTO DEL P.R.G. pag. 2 ART. 2 - ELABORATI DEL PIANO REGOLATORE GENERALE pag. 2 ART. 3 - ATTUAZIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE pag. 3 ART. 4 - STRUMENTI E PROCEDURE DELLA PIANIFICAZIONE ESECUTIVA pag. 3 ART. 5 - DESTINAZIONE D USO pag. 4 ART. 6 - INTERVENTI EDILIZI pag. 5 ART. 7 - DEFINIZIONI DEGLI INDICI URBANISTICI ED EDILIZI E DELLE RELATIVE UNITA DI MISURA pag. 6 ART. 8 - AREA DI PERTINENZA E CATASTO URBANISTICO - EDILIZIO pag. 9 ART. 9 - DISTANZE pag. 9 ART. 10 - DEROGHE pag. 11 TITOLO SECONDO - NORME DI ZONA ART. 11 - ZONE ED AREE pag. 12 ART. 12 - ZONE Br pag. 13 ART. 12.1 -ZONE Br 5 pag. 15 ART. 12.2 -NORME PER IL PIANO PARTICOLAREGGIATO (P.P.) DI RIQUALIFICAZIONE DI CASCINA SCARAVELLA pag. 17 ART. 13 - ZONE BT pag. 18 ART. 14 - ZONE BD pag. 19 ART. 15 - ZONE CR pag. 21 ART. 16 - ZONE CT pag. 24 ART. 17 - ZONE CD pag. 26 ART. 18 - ZONE E1 ed E2 pag. 28 ART: 19 - ZONE EA pag. 29 ART. 20 - ZONE F pag. 30 ART. 21 - ZONE S2 pag. 31 ART. 22 - ZONE Sp pag. 33 ART. 23 - ZONE St pag. 34 ART. 24 - ZONE G pag. 34 ART. 25 - ZONE H1 pag. 34 ART. 26 - ZONE H2 pag. 34 ART. 27 - ZONE L pag. 34 ART. 28 - ZONE M pag. 35 ART. 29 - ZONE ZM pag. 35 TITOLO TERZO - NORME DI TUTELA DELL AMBIENTE ART. 30 - LE RISORSE NATURALI E L AMBIENTE pag. 36 ART. 31 - NORME SPECIALI DI TUTELA DELL AMBIENTE pag. 36 ART. 32 - NORME SPECIALI PER LA TUTELA DELLE RISORSE IDRICHE pag. 38 ART. 33 - FATTIBILITA' GEOLOGICA pag. 38 1

Per i fabbricati esistenti alla data di adozione del P.R.G., la cui consistenza volumetrica, rispetto all area di pertinenza come sopra individuata, sia superiore all If di isolato o inferiore di non più di mc 50 e con un indice non superiore a 2,5 mc/mq, non è ammesso alcun intervento di ampliamento e sopralzo, salvo che si tratti di edifici di altezza (H) non superiore a mt 7,50 e composti al massimo da due alloggi, in questo ultimo caso è consentito un incremento massimo complessivo, una tantum rispetto alla consistenza volumetrica in atto alla data di adozione del P.R.G., di mc 50, nel rispetto di tutti gli altri indici di zona ad esclusione dell indice H, che non potrà essere comunque superiore a mt 8,50. In tutte le zone Br, i colori delle facciate degli edifici dovranno essere proposti in sede di richiesta di Permesso di costruire o D.I.A., allegando idonea campionatura, che l Ufficio Tecnico Comunale potrà verificare in loco, qualora si rendesse necessario. 11) Nei casi di ristrutturazione edilizia o urbanistica dovrà essere redatta una relazione di clima acustico ai sensi della Legge 447/95, D.P.C.M. 05/12/1997 ed in riferimento al Piano Acustico comunale vigente. ART.12.1 ZONEBr5 (*) Le zone Br 5 di ridefinizione funzionale sono istituite per promuovere la riallocazione delle attività produttive insediate nelle aree residenziali in zone produttive. L area di ridefinizione funzionale può insediare mix funzionali compatibili e di rivitalizzazione del tessuto residenziale. L uso delle aree è disciplinato dalle seguenti prescrizioni generali oltreché delle norme speciali dettate da ogni singolo piano esecutivo. Per il mantenimento dell uso produttivo è consentita la manutenzione ordinaria, straordinaria. 1) Destinazioni d uso principale almeno il 75% della Slp: a) residenziale; Destinazioni d uso compatibili a formare un mix funzionale insediativo pari al 25% della Slp complessiva disponibile: d) artigianale di servizio; em1) esercizi di vicinato; em2) medie strutture di prossimità; i) direzionale di piccola dimensione; l) ricettiva minore; m) per insediamenti privati di interesse collettivo; o) per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale di livello comunale; 2) Destinazione non ammesse: b) residenziale di servizio; c) produttivo; em3) medie strutture di rilevanza locale; (*) Diamo qui di seguito la corrispondenza tra la nuova denominazione delle Zone Br 5 e quelle del precedente Piano Regolatore. Tutte le quantificazioni in termini volumetrici sono inalterate. Br 5.1.1 = B 7.01; Br 5.1.2 = B 7.02; Br 5.1.3 = B 7.03; Br 5.1.4 = B 7.04; Br 5.1.5 = B 7.05; Br 5.1.6 = B 7.06; Br 5.1.7 = B 7.07; Br 5.2.1 = B 7.08; Br 5.2.2 = B 7.09; Br 5.2.3 = B 7.10 e B 7.11. 15

em4) grandi strutture a rilevanza intercomunale; em5) grandi strutture a rilevanza provinciale; em6) grandi strutture a rilevanza interprovinciale; em7) grandi strutture a rilevanza regionale; em8) centro commerciale; ei) attività di vendita all ingrosso; f) deposito di materiali; g) per esposizioni; h) logistica; j) direzionale di grande dimensione; k) ricettiva alberghiera; n) per attività assistenziali-sanitarie private; p) per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale di livello sovracomunale; r) agricola; st) servizi tecnologici e speciali e infrastrutture per la mobilità di interesse pubblico. 3) Modalità di intervento: piano esecutivo per la ristrutturazione urbanistica quindi permesso di costruire, denuncia di inizio attività. 4) Di seguito vengono fissati per ogni singolo intervento i volumi V e gli indici edificatori: Zona Volume (V) mc Altezza (H) mt Rapporto di copertura (Rc) Rapporto sottosuolo (Ro) % Verde permeabile (Vp) % Br 5.1.1 2.700 11,50 1/3 60 40 Br 5.1.2 1.500 8,50 1/3 60 40 Br 5.1.3 12.000 11,50 1/3 60 40 *Br 5.1.4 7.848 3 piani + 1 - - - mansarda Br 5.1.5 1.900 11,50 1/3 60 40 Br 5.1.6 2.600 11.50 1/3 60 40 Br 5.1.7 13.000 11.50 1/3 60 40 Br 5.2.1 7.000 11,50 1/3 60 40 Br 5.2.2 2.150 11,50 1/3 60 40 Br 5.2.3 5.900 11,50 1/3 60 40 * valgono le norme di cui alla variante approvata con delibera di C.C. 56/2003. 5) Per le destinazioni d uso: em1) esercizi di vicinato; em2) medie strutture di prossimità; i) direzionale di piccola dimensione devono essere previste aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico pari almeno al 75% della Slp complessiva, per la destinazione residenziale si deve prevedere la cessione di aree per servizi per una quantità di mq 26,5 ad abitante. È possibile la monetizzazione sino al 50% della eventuale quantità mancante. 6) Dotazione minima di parcheggi privati mq 1 ogni mq 3 di Slp, la dotazione minima di parcheggio è reperibile anche su aree esterne al lotto di intervento ma ad esso asservite con apposito atto trascritto a catasto, se pubbliche, con apposita convenzione. 16

7) Non è consentita la monetizzazione in alternativa della dotazione minima di parcheggi. Nel caso sia impossibile reperire la dotazione minima di parcheggi all interno dell intervento edilizio previsto, è necessario che al momento della richiesta di permesso di costruire o D.I.A., l avente titolo abbia presentato un impegno trascritto con apposito atto notarile a reperire la dotazione minima di parcheggi entro la fine lavori presentando polizza fidejussoria, pari al valore venale di un immobile con caratteristiche di autorimessa e non di solo posto auto. Tale polizza, rilasciata da apposito ente assicurativo o bancario, dovrà contenere la clausola della riscossione a semplice richiesta, senza il beneficio della preventiva escussione e non trasferibile agli aventi causa.tale richiestà dovrà essere inoltrata da parte dell Amministrazione comunale all ente garante nel caso in cui l avente titolo non provveda entro la fine dei lavori al reperimento dell area parcheggio. Nei casi di ristrutturazione edilizia o urbanistica dovrà essere redatta una relazione di clima acustico ai sensi della Legge 447/95, D.P.C.M. 05/12/1997 ed in riferimento al Piano Acustico comunale vigente. ART. 12.2- NORME PER IL PIANO PARTICOLAREGGIATO (P.P.) DI RIQUALIFICAZIONE DI CASCINA SCARAVELLA Il recupero e la riqualificazione di Cascina Scaravella si attua mediante Piano Particolareggiato. Il Piano Particolareggiato di Cascina Scaravella promuove la qualità urbana dell insediamento azionato attraverso la valorizzazione ed il recupero delle tracce del paesaggio agrario storico. Il Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica opera in analogia con i contenuti delle zone di recupero privilegiando gli interventi di recupero dei manufatti esistenti. 1) Destinazioni d uso: a) residenziale. 2) Destinazione d uso non ammesse: c) produttiva; em2) medie strutture di prossimità; em3) medie strutture di rilevanza locale; em4) grandi strutture a rilevanza intercomunale; em5) grandi strutture a rilevanza provinciale; em6) grandi strutture a rilevanza interprovinciale; em7) grandi strutture a rilevanza regionale; em8) centro commerciale; ei) attività di vendita all ingrosso; f) deposito di materiali; g) per esposizioni; h) logistica; j) direzionale di grande dimensione; k) ricettiva alberghiera; l) ricettiva minore; n) per attività assistenziali-sanitarie private; r) agricola; st) servizi tecnologici e speciali e infrastrutture per la mobilità di interesse pubblico. 17