11 20 PAROLE PERICOLOSE IO ON T AN A US R B UN TÀ SI R E IV RI A B DI I2 N TU OS 8 E BR O T OT
PATRIMONIO RADICI ORIGINI MUSEI IDENTITA CANONE TRADIZIONE APPARTENENZA Etnia ARCHIVIO MEMORIA COLLETTIVA POPOLO CULTURA
Parole a lungo usate dagli studiosi per indicare i rapporti fra tempi diversi (es. radici, patrimonio), le caratteristiche culturali (cultura, patrimonio), le aggregazioni umane (popolo) e i loro strumenti di conservazione culturale (musei, archivi)
Oggi sono diventate parole dell uso comune e del dibattito pubblico In questo passaggio hanno cambiato natura. Al posto di indicare rapporti e relazioni, indicano «cose»
Si sono «essenzializzate» Così, pensiamo che «cultura» sia un oggetto vero, una sorta di grande sfera, dentro la quale c è qualcosa che riguarda la nostra «identità». Oggetti da salvaguardare e proteggere E pensiamo che le radici e le origini esistano veramente. Non vadano tagliate, vadano garantite nella loro purezza
Queste parole mettono sulla difensiva chi difende le ragioni della convivenza Come si risponde a chi «non vuole tagliare le proprie radici», a chi ha paura di smarrire il senso della propria identità? A chi teme che si smarrisca l originalità della propria cultura, o del proprio popolo o delle proprie tradizioni?
Spesso adottiamo strategie di «minimizzazione». Identità, sì: ma multiple, mobili Radici sì, ma non etnicamente pure Cultura sì, ma rispettiamo anche le altre La realtà è che sono parole pericolose, perché false
POPOLO Tutti lo intendiamo come un insieme di persone che sono accomunate da una cultura, da un governo, una lingua e possibilmente da una religione Questo concetto di popolo fu elaborato nell Ottocento, in Europa. E una delle forme possibili di aggregazioni umane
E QUESTO VALE ANCHE PER L ITALIA «il popolo italiano è costituito da una genealogia di tanti popoli: latini, italici, barbari ecc» In realtà, questi non erano «popoli». Ma aggregazioni multilingue, multireligiose, multitradizionali, multietniche Il laboratorio multietnico del Medioevo
IL DISCORSO PUBBLICO SUL PATRIMONIO Delle ricchezze che abbiamo ricevuto dai nostri antenati. Che costituiscono la nostra identità. Le nostre radici. Ci ricordano le nostre origini. Sono il segno della nostra appartenenza comune. Costituiscono i nostri luoghi di memoria. Ognuno ha il suo patrimonio. Che deve proteggere e difendere. Perché questi beni sono nostri. Ci appartengono.
Dal punto di vista Gli studiosi li usano in scientifico, patrimonio questa funzione «analitica». mette in evidenza dei legami spazio-temporali fra In altri termini, è una società e periodi diversi metafora. Nel linguaggio pubblico diventa una «realtà»
GLI STRANI «GIACIMENTI CULTURALI» Un romanzo di fantascienza degli anni 70 ipotizzava la vendita del Colosseo.. L «economia creativa» odierna suggerisce la messa in valore economica dei «giacimenti culturali» italiani.
BÂMIYÂN. A CHI APPARTIENE IL PATRIMONIO?
IL PATRIMONIO È PROPRIETÀ DELL UMANITÀ La distruzione dei Buddha di Bamjan fa esplodere l indignazione mondiale Il patrimonio non è nella disponibilità di un popolo, ma appartiene all umanità
IL CROLLO DI POMPEI. INDIGNAZIONE MONDIALE. PROPOSTA DI CURA INTERNAZIONALE DEL SITO
La condanna mondiale per la distruzione o la scarsa cura del patrimonio Le patrimonio, come il passato, non può essere diviso, non ha frontiere. Ciascuno di noi è un attore locale della gestione di una proprietà mondiale.
CONSEGUENZE DI QUESTA MONDIALIZZAZIONE Le norme sul patrimonio sono: Implacabili, perché l umanità costituisce l istanza fondamentale dell etica umana. Fragili, perché queste norme sono riconosciute solo da chi si rende conto delle connessioni fra passato e presente. Solo per chi «vede».
DISTRUGGIAMO IL PATRIMONIO PERCHÉ SIAMO MODERNI? Una questione decisiva: nel passato si aveva cura del patrimonio? Per nulla. Ogni volta distruggevano i resti del passato, o per ragioni ideologiche, o politiche o economiche
EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA COME CONSEGUENZA DELLA NOSTRA MODERNITÀ Gli abitanti di un territorio considerano che sia civile prendersi cura del passato. Pensano che questa dimensione di civiltà faccia parte costitutiva della cittadinanza. Formano dunque i cittadini come responsabili verso il passato. I cittadini responsabili danno valore al passato e diventano soggetti della patrimonializzazione.
UN ESEMPIO DI PATRIMONIO: LA VALLE PADANA Un paesaggio caratteristico. Un vero patrimonio dell umanità. Attualmente è popolato da genti di origini diverse. Questo patrimonio è in pericolo?
LE TERRAMARE DEL II MILLENNIO A.C.
In seguito alla catastrofe ecologica provocata dai terramaricoli... La valle padana fu abbandonata. Per essere popolata, nei tempi successivi, da: Etruschi Celti Romani Ostrogoti Visigoti Franchi.
Ognuno di essi era straniero per quelli precedenti. A volte il nuovo arrivato si impose con violenza. Il suo arrivo causò una rottura della tradizione. Ma la ricchezza regionale è proprio costituita dall insieme di queste «rotture» di tradizione.
I longobardi vi importano le vacche rosse, dalle quali si ricava il latte del parmigiano. Le vacche sono alimentate con erba medica (persiana)
Ostrogoti, longobardi, persiani producono nel tempo l oggetto identitario padano. Mentre oggi
... Oggi, le mucche rosse sono allevate e curate da mandriani sikh
QUAL È IL PERICOLO VERO DEL PATRIMONIO PADANO, OGGI? I Sikh diventeranno una parte del paesaggio della Val Padana, come lo furono un tempo i Celti, gli Etruschi ecc? O, al contrario, gli abitanti attuali della Valle metteranno fine al processo di costruzione di questo paesaggio?
Grazie Antonio Brusa Mundus. Rivista di didattica della storia Summer School Storia del paesaggio Biblioteca Emilio Sereni, Reggio Emilia