4 percorsi al femminile



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Transcript:

SOMMARIO ALFA&DONNA MAGAZINE 4 percorsi al femminile Andalusia pasionaria PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria 30 TENDENZE Arcobaleno d'autore 44 LIBRI 52 curiosità arte a 360 gradi 40 ARTE Gustav klimt Camille pissarro 46 DESIGN Voglia di coccole 54 ritratti Cate Blanchett la più brava

PERCORSI AL FEMMINILE Shutterstock Terra di flamenco e corrida, tapas e feste religiose vivaci e caratteristiche, l'andalusia è la regione più passionale della Spagna. Qui, infatti, tra colline bruciate dal sole punteggiate da tori in libertà e profumo di olive, castelli medievali, fortezze e monasteri incorniciati dalla Sierra Nevada ancora imbiancata dalla neve, si sono intrecciati i destini di continenti e religioni. A metà tra Africa ed Europa, cristianesimo e islam. Andalusia pasionaria

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria A scuola di stile Elegante, ma anche ricca di fascino e suggestioni, Siviglia è l'anima dell'andalusia. Capitale sia durante la dominazione araba sia dopo la Reconquista ad opera dei sovrani castigliani, la città è un museo a cielo aperto. Sono tanti, talvolta unici, gli stili con i quali i maestri del passato hanno reso omaggio a reali e califfi. Ad esempio è un insieme armonico di gotico e mudejar tecnica nata dalla fusione tra arte rinascimentale e almohade il favoloso palazzo Alcazar, residenza nobiliare prima araba e poi cristiana, dove maioliche variopinte dai colori geometrici si alternano a stucchi floreali, arazzi commemorativi e chiostri, isole di pace e di ristoro ombreggiate da palme. Somma invece, la grande arte sivigliana ad angoli di ispirazione moresca, la grandiosa Cattedrale costruita sulla prece- dente moschea cittadina della quale rimangono il minareto, ribattezzato Giralda, e il Patio de Los Naranjos con la Puerta del Perdon, il cortile un tempo dedicato alle abluzioni rituali. Le cinque navate della basilica, invece, custodiscono vetrate istoriate e coloratissime, dipinti come il celebre Santas Yusta y Rufina di Goya e pale d'altare in legno dorato. Rivisitano la fusione di stile rinascimentale e moresco a quattro secoli di distanza il mausoleo di Cristoforo Colombo ospitato nella cattedrale e la suggestiva Plaza de España, costruita in occasione dell'esposizione Iberoamericana del 1929. Viceversa, è inconfondibilmente araba la merlata Torre dell'oro, un tempo presidio sul fiume Guadalquivir, decorata con una cupola aurea, mentre appartengono alla fioritura di neoclassicismo e barocco la Reale Fabbrica dei Tabacchi, dove lavorava la Carmen di Bizet, l'hospital de la Caridad, capolavoro del XVII secolo e l'archivio Generale delle Indie, la più completa collezione di documenti sulle conquiste spagnole. E, per finire, è impedibile il fasto della facciata dell'ayuntamiento, il Municipio, realizzata in plateresco, tecnica che imita i ricchi bassorilievi dell'argenteria. In spagnolo, appunto, plata. 6 7

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria Un tocco di modernità C'è la Siviglia delle case bianche con minuscoli balconcini fioriti, le persiane di paglia, i patios dove gorgoglia l'acqua e gli azulejos, le piastrelle in ceramica dalle decorazioni più svariate. Ma c'è anche una Siviglia dal volto differente. Tante, infatti, sono le strutture ultramoderne e iper tecnologiche comparse in città negli ultimi vent'anni. In particolare dal 1992, anno dell'expo, evento che ha acceso i motori della trasformazione. A partire da un intero quartiere, la Cartuja, sorto su un'isola fino a quel momento disabitata. Ad accogliere i tanti turisti c'è il Puente de la Barqueta, una passerella di 168 metri progettata da Juan José Arenas de Pablo e Marco Jesús Pantaléon Prieto che incornicia il fiume Guadalquivir come se fosse un occhio, collegando la città antica al nuovo. Stessa funzione e analoga meraviglia anche per il Puente del Alamillo del famoso architetto Santiago Calatrava. Si tratta di un ponte caratterizzato da tiranti che sostengono e stabilizzano la struttura tendendola, come si trattasse di un'arpa. E se l'ispirazione dell'urbanista valenciano erano le forme armoniche della natura, dalle conchiglie alle fronde alberate, passando per le onde, sono già stati ribattezzati setas, ovvero funghi, gli ombrelli in legno progettati dal tedesco Jurgen Mayer in Plaza de la Encarnación. È il Metropol Parasol, una struttura traforata che respinge il rovente sole dell'andalusia dando riparo a caffè, negozi, bar e belvedere. Insomma, un'opera che rappresenta la punta di diamante di bioedilizia e arte contemporanea. Tra le altre opere significative della Siviglia moderna, non si possono dimenticare il padiglione della Navigazione di Vázquez Consuegra con la torre Schindler, oggi museo, e quello della Finlandia, costituito da due volumi scultorei separati da una sottile fenditura che ricorda le spaccature rocciose. Ha appena due anni, invece, la Torre Cajasol firmata dall'argentino Carlos Pelli, un grattacielo alto ben 180 metri, il più elevato dell'intera regione. 8 9

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria Risorgere dalle ceneri Seguendo il corso del fiume Guadalquivir, nel cuore dell'andalusia rurale, si incontra la magica città di Cordova, così incantevole da essere dichiarata Patrimonio dell'umanità. Qui il passato sembra non essere mai tramontato: dalle rovine romane alle vestigia arabe, passando per la grande tradizione cattolica, i monumenti dei conquistatori non hanno cancellato quelli preesistenti, ma si sono fusi con questi ultimi, dando vita a opere memorabili. Racconta della tolleranza del popolo di Cordoba, e del melting pot di culture e religioni che si sono avvicendate e hanno saputo convivere fianco a fianco, la Mezquita, una tra le moschee più sontuose del mondo musulmano. L'edificio, infatti, accoglie il visitatore in una selva di colonne con capitelli romani, greci, visigoti e moreschi. Un vero e proprio labirinto di marmo. Il fasto prosegue anche nei cortili esterni. Un esempio per tutti: l'arco del mirhab, la nicchia che indica la direzione della Mecca, composto da tessere d'oro provenienti da Bisanzio. Caso analogo è la Torre de la Calahorra, oggi sede di un museo sul periodo di massimo splendore di Cordova, quando la città era capitale del regno di al-andalus e centro di incontro delle culture cristiana, ebraica e musulmana. Appartiene ad un passato diverso, anche se altrettanto significativo, l'attiguo ponte romano risalente al I secolo a.c., nodo della via Augusta che collegava Roma a Cadice. Altro monumento, altro periodo storico. Si tratta dell'alcazar dei Re Cattolici che, per più di quattrocento anni, fu sede della temuta Inquisizione. 10 11

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria Shutterstock Shutterstock 12 La Rossa Meravigliosa e leggendaria, domina con la sua stupefacente bellezza l altura Sabika, la collina che incornicia Granada. E della città è il simbolo indiscusso. L Alhambra, con le sue alte e rosse mura che custodiscono palazzi e giardini, scuole e botteghe, è un mondo incantato, dove storie e leggende, amori e rancori sembrano tornare a nuova vita. A partire dal motto impresso ovunque nella medina Non v è altro vincitore se non Dio, attribuito al Muhammad ibn Nasr il quale, entrato in trionfo a Granada, decise di stabilirsi nella fortezza. Era il 1238 e aveva inizio la storia di quella che molti considerano una delle sette meraviglie del mondo moderno. È nei successivi cent anni, infatti, che l Alhambra raggiunge lo splendore attuale diventando l emblema dell arte andalusa. Così splendida da essere considerata degna anche dei re cattolici che, dopo la Reconquista, la elessero come dimora, salvandola dalla distruzione patita, invece, da altri monumenti islamici. E non avrebbe potuto essere altrimenti. Basta varcare la soglia del Palacio Nazaries per essere rapiti dalla magia: gli edifici che si snodano l uno dopo l altro, in un continuo armonioso, benché diversi per funzione e aspetto, sono collegati dall elemento acqua, fonte di vita. Si succedono, così, il Mexuar, la camera del consiglio decorata con piastrelle, stucchi e intarsi, il Palacio de Comares con il suo incantevole Patio dei Mirti e, per finire, il celebre Palacio de los Leones, lo spazio dedicato all harem che rappresenta, sulla terra, le bellezze del paradiso islamico. Dal cortile interno, si accede al cuore della fortezza dove ai soffitti in cuoio decorati e affrescati fa da contraltare la famosa cupola in muqarnas, che sembra lasciar filtrare la luce esterna schermandola. Concludete il tour dell Alhambra nei giardini del Generalife. Tra siepi e piscine, padiglioni e colonne, si può assaporare il fascino di questa dimora senza tempo, che ha osservato in silenzio il succedersi di sultani e califfi, sovrani e imperatori, ognuno dei quali ne ha saputo migliorare il volto, rispettando e qui sta l assoluta rarità i sogni di chi li ha preceduti.

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria Shutterstock Segreti splendori Antichi ghetti ebraici dal sapore medievale e labirintiche viuzze nelle quali è facile perdere l'orientamento: sono i barrios, ovvero i quartieri più caratteristici, quelli che celano angoli di paradiso da scoprire pian piano, passeggiando e assaporandone l'inconfondibile carattere retrò. Tra gli imperdibili, ad esempio, quello di Santa Cruz a Siviglia, un'antica juderia dove alle case dai colori vivaci si alternano slarghi alberati, come la pittoresca Plaza de Dona Elvira. Sono imbiancate a calce, invece, le abitazioni dello Zoco di Cordova, il ghetto giudaico, dominato dalla sinagoga cittadina, realizzata in stile mudejar nel X secolo. Altrettanto variopinti e ricchi di fascino anche i quartieri gitani che, ancora oggi, sembrano risuonare delle suggestive tradizioni degli zingari che qui hanno deciso di mettere radici. Dalle grotte del Sacromonte di Granada dove, secondo la leggenda, gli emarginati di ogni credo religioso trovavano riparo, al Barrio di Triana, costellato di azulejos nei toni del bianco e del blu, di edicole religiose, di mattoni rossi che ornano le facciate dei palazzi e di balconcini in ferro battuto. Alla fine del Puente de Isabel II si può ammirare anche la statua della fanciulla gitana che, fiera delle sue vesti tradizionali, regge una chitarra. E se etnie come quelle ebrea e zingara hanno modificato il volto delle città andaluse, non si può dimenticare il retaggio mussulmano. Percorrendo le vie che si dipanano intorno alla Cattedrale di Granada - nel Barrio dell Alcaicería che letteralmente significa la casa di Cesare - avrete la sensazione di passeggiare in un animato bazar maghrebino. Tante le botteghe di artigianato, spezie e incensi accalcate lungo le stradine acciottolate che conservano i profumi e il fascino di un tempo, compreso il piacere di perdersi in chiacchiere e mercanteggi con i negozianti. Come dichiaratamente moresco è anche lo splendido quartiere di Albaicin, sempre a Granada. Qui, i patios fioriti cinti da alte mura, le terrazze, le cisterne e le fontane pubbliche, raccontano ancora oggi del passato grandioso di questo barrio quando, durante la dominazione araboberbera, accoglieva ben sessantamila abitanti e ventisei moschee. 14 15

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria Primavera in Paradiso Non si tratta di semplice amore per il bello. In primavera, infatti, i patios andalusi, i cortili interni sui quali si affacciano gli ingressi delle abitazioni comuni nell intera regione già dai tempi dei romani, si trasformano in veri paradisi terrestri, dove fiori multicolore arroccati sulle facciate delle abitazioni, pavimenti decorati con le tradizionali ceramiche nei toni dell azzurro, laghetti e fontane di acqua zampillante accolgono gli ospiti in un oasi di pace e refrigerio. Ne sono provvisti monasteri e strette vie incorniciate da archi, palazzi signorili e modeste abitazioni. È a Cordoba, però, che la tradizione dei giardini fioriti diventa vero piacere dei sensi. Qui, infatti, dal 1921 viene organizzato il Festival de los patios quest anno dal 5 al 18 maggio, (patiosdecordoba.net) quindici giorni di festa durante i quali i proprietari dei cortili più belli della città fanno a gara per stupire autorità e turisti, lasciandoli senza fiato. D obbligo, dunque, una visita nei quartieri antichi, quelli che si dipanano tra l Alcázar Viejo, Santa Maria e San Basilio. Nei pressi della Mezquita, poi, è imperdibile il celebre Palacio de Viana (palaciodeviana.com), all interno del quale si snodano ben tredici differenti cortili, in un lussureggiante tripudio di piante profumatissime. Il Festival de los patios, insomma, è il momento ideale non solo per godere del folklore dell antica capitale del califfato omayyade, ma anche per ammirare l architettura cittadina vestita a festa. 16 17

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria Mercadillos e boutique: shopping andaluso Parola d'ordine, artigianato. Sono tantissimi, infatti, i prodotti tra i quali scegliere per portarsi a casa un pezzetto di Andalusia. Come accade a Granada, che non potete lasciare senza aver messo in valigia un oggetto in ceramica smaltata decorato con i motivi e i colori tipici della città. Scovateli in Calle Almendros nell'antico laboratorio Ceramica Fabre (ceramicafabre.es). Nell'ex sultanato, poi, curiosate anche tra gli innumerevoli manufatti in taracea, il tipico intarsio geometrico di Granada, realizzato con argento, avorio o madreperla. Dagli arredamenti più ricercati agli specchi, passando per i portagioie: all'artesanía Beas di Calle Santa Rosalía (artesaniabeas.com) avrete l'imbarazzo della scelta. Divertente, anche una puntata nei mercadillos cittadini, come quelli dell'alcaicería e dell'albaicin che, in omaggio all'origine araba, rimangono ancora oggi veri e propri bazar dove si possono acquistare oggetti in ferro battuto, in ottone e in rame, ma anche tessuti, abbigliamento etnico, ceste in vimini e gioielli. È tipico di Cordova, invece, il cuero repujado, cioè il cuoio inciso, lavorato e policromato. Il laboratorio più noto è il Meryan (meryancor.com), atti- vo ormai da cinquant'anni. Tra i tanti manufatti, i maestri della bottega riproducono con precisione certosina anche le facciate dei monumenti più celebri della città. Dalla selva di colonne della Mezquita al ponte romano, passando per i favolosi patii e la Calahorra. Meritano una visita anche le botteghe del quartiere ebraico, tra il vicolo de las Flores e Calle Torrijos, dove si possono acquistare anche le raffinate filigrane in oro e argento. Se, invece, siete appassionati di vintage, la vostra miniera d'oro sarà il mercatino di El Arenal dove trovare anche frutta e verdura di stagione, spezie e fiori. Caratteristiche anche le bancarelle del Parque de Alcosa di Siviglia, un mercadillo interamente dedicato agli animali domestici. I grandi marchi internazionali, invece, sono protagonisti al centro commerciale El Corte Inglés, come anche nelle vie de El Centro e del Barrio de Santa Cruz, cuore del nucleo antico dove, accanto ai brand più prestigiosi, sono esposti i prodotti della grande tradizione tessile della città. Dai meravigliosi scialli neri ricamati con fiori brillanti, le "mantillas", agli elaborati pizzi, dai ventagli multicolore alle pregiate "azulejerías". Shutterstock Shutterstock 19

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria El Riconcillo Finger food alla mediterranea na de El Riconcillo (it.elrinconcillo.es) li serve dal 1670 conteggiandole, come da tradizione, con un segno di gessetto bianco sul tavolo. Un nome, una garanzia. Tra le pietanze più sostanziose, poi, non potrete fare a meno di provare il salmorejo, un gazpacho a base di pomodoro, il rabo de toro, lo stufato di coda di toro, la zuppa di aglio con uva passa, l'agnello al miele, il solomillo, lombo annegato in whisky e birra, e la carne ripiena di datteri e pinoli di chiara ispirazione orientale. Non a caso, sono piatti tipici di Cordoba, da assaggiare alla Taberna San Miguel El Pisto (www.casaelpisto.com). Il simbolo della città, però, è Dal sapore intenso, come le altre meraviglie di questa terra, la cucina andalusa incanta il palato con piatti sfiziosi e colorati, da gustare senza fretta con i tanti vini pregiati che la regione offre. Le specialità spagnole, infatti, invitano ai piaceri della tavola e della convivialità, un arte che, per definizione, richiede di godere appieno di gesti e sapori. È quello che accade con il succulento tapeo, una selezione di tapas abilmente assortiti. Sebbene ormai siano diffusi in tutta la Spagna, questi antesignani dei moderni fingerfood sono nati in Andalusia, ed è qui che si possono gustare le ricette più antiche. A Siviglia, per esempio, la taveril perol, un piatto unico a base di riso, stufato di coniglio, verdure e zafferano. Imperdibile anche il Jamón Real Ibérico de bellota, un prosciutto pregiato realizzato con la carne di maiali autoctoni. E la capitale di quello che il premio Nobel Camilo Josè Cela definiva veri bocconcini per fortunati è Siviglia, dove anche nelle pasticcerie più alla moda come l' Histórico Horno (Avenida de la Constitución 16) potete trovare tapas e panini a base di Jamón Ibérico. Per gli amanti del pesce, poi, sono imperdibili il pulpo alla gallega, i montaditos, bocconcini farciti con salmone e avocado, e il baccalà, preparato in tutti i modi possiate immaginare. Un tripudio di sapori, dunque, che devono essere accompagnati da un buon vino. Primo tra tutti lo Jerez de la Frontera che, vuole la leggenda, fosse apprezzato anche dall Enrico V di Shakespeare che ne decanta le lodi definendolo prezioso nettare iberico, e dallo stesso Francis Drake il quale l'ha ribattezzato sherry, incapace di pronunciarne correttamente il nome. Gli appassionati devono provare le sue numerose e colorate varietà nelle bodegas, le cantine dove viene proposto in abbinamento a tapas, salumi affumicati e formaggi stagionati. San Miguel El Pisto 21

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria Animo flamenco È un alchimia misteriosa di affascinanti suoni arabeggianti e melodie gitane, musiche ebraiche e brani della tradizione medievale europea. Passionale e struggente, ma anche energico e vibrante, il flamenco racconta l'anima andalusa, eternamente sospesa tra tormenti del cuore e felicità effimera. Insomma, una danza universale, capace come poche altre forme d'arte di esprimere i sentimenti più profondi dell'essere umano con il solo impeto dello zapateando, il battere dei tacchi, e l'incalzante rintocco de las palmas, delle mani. Di qui la sua importanza riconosciuta anche dall'unesco, che l'ha dichiarato Patrimonio Culturale Immateriale dell'umanità. 22 Un baile e tantissime varianti: più di cinquanta secondo le ultime stime. Sono diversi, infatti, non solo i generi musicali ai quali si ispirano le differenti forme di flamenco, dalla sevillana al fandango passando per la ferruca, lo sono anche gli abiti utilizzati. Le fogge e i colori, infatti, devono essere in armonia con la danza. Abito con lo strascico e ventaglio nel caso di "cante jondo", tragico, e colori sgargianti e pois per balli più allegri. Per scoprirne tutti i segreti, visitate il Museo de Baile Flamenco a Siviglia (museodelbaileflamenco.com) dove è possibile prendere lezioni, oppure assistere agli spettacoli di professionisti diretti dall'etoile Cristina Hoyos, ballerina che ha reso celebre anche oltreoceano il ballo andaluso. Per calarsi nella parte, però, sono essenziali gli accessori. Ventagli, scialli, nacchere e persino chitarre per il flamenco, sono un must dello shopping in regione. Se, invece, amate stare all'aperto, recatevi alla Casa della Memoria, in Calle Ximenez de Enciso, nel Barrio di Santa Cruz. Qui, infatti, le esibizioni avvengono in un pittoresco patio, il luogo ideale per scoprire quanto siano antichi i legami tra flamenco e cultura andalusa. Un rapporto che si rinnova nel mese di settembre degli anni pari con la celebre Bienal de Flamenco (labienal.com), un evento ormai diventato leggenda.

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria La più sacra Sette giorni - dalla Domenica delle Palme a Pasqua - imponenti ceri votivi, nuvole d'incenso che si librano nell'aria e un appuntamento quotidiano con le processioni più belle del Paese. È il copione che si ripete nei principali centri dell'andalusia in occasione della Semana Santa, l'appuntamento cattolico più importante dell'anno, che vede gruppi di penitenti, i nazarenos, sfilare per le vie cittadine incappucciati e scalzi, portando in processione maestose statue. A Siviglia (semana-santa.org), ad esempio, è d'obbligo assistere alla madrugada, momento nel quale confraternite come quella di Jesus del Gran Poder e della Macarena trasportano rispettivamente un meraviglioso Cristo del XVII secolo e la celebre Vergine omonima, protettrice dei toreri. Suggestive e spontanee anche le celebrazioni svolte a Granada, quelle gitane in particolare. Qui la Semana Santa richiama migliaia di persone per la tradizionale preghiera davanti all'effige del Cristo de los Favores, dove la recitazione dei credo cristiani viene accompagnata dall'espressione di desideri e richieste. Fanno eccezione, invece, le solenni processioni svolte a Cordoba, silenziose e raccolte. Tra i trenta cortei che si succedono nell arco della settimana, i più attesi sono quelli de La Virgen de los Dolores e il celebre El Rescatado, che sfila la domenica delle Palme. La Semana Santa, però, non è solo devozione. È soprattutto un momento di festa. A testimoniarlo i succulenti manicaretti a base di baccalà e i dolci tradizionali. Dalle ciambelle alle frittelle al miele, dal latte fritto ai panzerotti. 24 25

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria Sulla sabbia dell'arena Ha stregato gli uomini fin dalla notte dei tempi, greci, etruschi e romani compresi, mantenendo immutato il suo fascino fino ad oggi. Ha ispirato poesie e canzoni, tele e romanzi, con storie e leggende come quelle raccontate da Ernest Hemingway e Ibanez, che ne hanno alimentato il mito. È la tauromachia, in Spagna corrida de toros. Nata per esaltare prestigio e coraggio dei nobili borbonici, diventa popolare quando agli aristocratici si sostituiscono i picadores, aiutanti dei toreri appiedati che arpionavano, combattevano e uccidevano l'animale con la spada. Era l'alba della corrida così come la conosciamo. Controversa e discussa, ma anche amata in modo viscerale, la corrida è lo sport dei giorni di festa, è lo spettacolo che contraddistingue e identifica un'intero Paese. Basti pensare che l'antica arena di Plaza de Toros de la Real Maestranza di Siviglia accoglie ben quattordicimila spettatori. Tanti sono, infatti, gli appassionati di tauromachia che assistono alle gesta del matador, che si consegna alla gloria del pubblico attraversando la celebre Puerta del Principe, varco che ha accolto toreri del calibro di Juan Belmonte García, noto come el pasmo de Triana, la meraviglia di Triana, il noto quartiere cittadino, e José Gómez Ortega, soprannominato Joselito el gallito. La corrida, comunque, resta un complesso rituale di simboli, uno per tutti il linguaggio dei fazzoletti che decreta i premi per tori e toreri, di tradizioni, come la benedizione che viene impartita ai matadores prima di entrare in arena, e di prestigio. Basti pensare che a Córdoba viene conferito il titolo onorifico di Califa del Toreo, ovvero Sovrano delle corride. 26 27

PERCORSI AL FEMMINILE Andalusia pasionaria Tra folklore e divertimento Nata come fiera del bestiame, oggi la Feria de Abril di Siviglia è la festa popolare più caratteristica della regione: per un intera settimana i sevillanos, dal tramonto all alba, si ritrovano nelle casetas per ballare e brindare in compagnia, tra tapas e cerveza, fuochi d artificio e bancarelle colorate. L inizio dei festeggiamenti, fin dal 1877, è scandito dall accensione di milioni di farolillos, luci e lanterne di carta colorata che adornano strade e patios, e dal profumo di pescaito frito, pesce fritto che viene cucinato al momento. Nei pomeriggi seguenti, invece, si assiste a una vera e propria parata di uomini con vestiti tipici che passeggiano a cavallo o in carrozza e di ragazze con vistosi orecchini e fiori nei capelli, elegantissime nei loro abiti da flamenco, che si riuniscono in crocchi a chiacchierare e godersi il mite sole primaverile. L atmosfera rilassata e la cordialità andalusa fanno il resto. E se la Feria de Abril sposta indietro le lancette del tempo, a Siviglia c è un altro luogo dove i secoli sembrano non essere trascorsi. Alla Isla Magica, infatti, il parco divertimenti dell isola de la Cartuja dedicato alle avventure coloniali spagnole, è ancora il 1492 e a regnare sono i cattolicissimi Ferdinando e Isabella d Aragona. Mentre è iperfuturistico il Parco delle Scienze di Granada, dove si possono sperimentare le leggi che governano il nostro mondo. Dal principio di Archimede alla diffusione di luce e suono. Di particolare interesse anche il Planetario, che riproduce una volta celeste con settemila stelle, e la Camera della Biosfera, dove si scopre come avuto inizio la vita sulla Terra. Nella provincia di Cordoba, invece, gli amanti degli sport all aria aperta possono fare trekking, speleologia e parapendio in luoghi di straordinaria bellezza: i parchi naturali delle vicine Sierra di Cardeña e Montoro, della Sierra di Hornachuelos e dei sistemi Subbetici. Splendidi anche gli itinerari che corrono lungo la riva del pescoso Guadalquivir, che si snoda maestoso nella campagna. Dalla natura inviolata ai più elevate prestazioni equestri. Cordova, infatti, è anche casa dei più puri cavalli di razza andalusa, che nelle lussuose stalle dei re accanto all Alcazar, le Caballerizas Reales, si esibiscono in complicati esercizi di addestramento bardati di tutto punto. 28 29

TENDENZE Arcobaleno d'autore Intensi, saturi, estremi: in una parola, shock. Sono i toni della primavera, quest'anno esplosivi e irriverenti, come solo la natura che rinasce sa essere. Nella versione monoblocco o in abbinamenti sorprendenti, i colori puri effetto cartoon colpiscono lo sguardo, riscaldano l'umore. E danno dipendenza dior 30 31

dior Vauthier MSGM byblos Versace Alberta Ferretti Sunshine addicted dolce e gabbana Scoppiettanti e sbarazzine, le calde tonalità del giallo sono capaci di strappare un sorriso in ogni occasione. Tant'è che questa primavera gli stilisti non ne hanno davvero potuto fare a meno. Lo dimostra Stéphane Rolland che usa le gradazioni più diverse, dal limone acceso a dior varianti più aranciate, simili ai petali dei tulipani. Lela Rose, Byblos e Lanvin invece lo propongono in veste grafica, grintosa, su minidress e abiti sciancrati che arrivano sotto il ginocchio. Versione sportiva e fluo, poi, per Acne Studios e A-Lab, mentre Alexis Mabille lo interpreta in versione country, con tanto di cinturone e stivali. Dior, Vauthier, Murad e Osklen, infine, si lasciano ispirare dal suo lato più femminile, capace di rendere unici abiti da gran sera con scolli e spacchi vertiginosi, e morbidi capi da giorno, che seguono le linee del corpo senza costringerlo. Vitamina Total look, puro e intenso, e in versione degradé, sfumato secondo tonalità più scure. Ma anche in abbinamento - o meglio - a contrasto, con lilla, rosa, giallo e azzurro. Sono le varianti nelle quali indosseremo l'arancione, emblema di forza, onore e generosità. Esotico e capace di far vibrare il nostro lato più selvaggio, sta bene proprio a tutte. Con lui, infatti, l'incarnato di bionde e brune si accende di riflessi ambrati, come dimostra la straordinaria collezione di Aigner, totalmente giocata su questa energica variante del rosso. Dalle tute che scendono ampie ai boleri, dai capispalla leggeri e impalpabili agli abiti dall'orlo arricciato. Aggiungono un pizzico di ironia Alberta Ferretti e C penny black MSGM, che sperimentano cromie, sdoganando accostamenti mai tentati prima. Insomma, l'arancione è diventato un vero must have. A sottolinearne lo spirito è la donna firmata Versace, che la stilista avvolge in un lungo e lucidissimo vestito a sirena impreziosito sul fianco da un motivo di Swarovski ton sur ton. miu miu

fendi sacai Carolina Herrera Ulyana Sergeenko Ann Demeulemeester chanel alberto guardiani Rosso di sera Dalle dive anni Cinquanta alle attrici più alla moda, non c'è celebrità che non ne abbia sentito il fascino potente e iper sexy. Soprattutto quest'anno, quando gli stilisti hanno deciso di declinarlo in varianti giocose. Qualche esempio? Se Alexander McQueen, Jeremy Scott e Céline si lasciano ispirare dai motivi etnici, Ann Demeulemeester si orienta sul pizzo mentre Libertine lo reinterpreta in chiave pop, teschi e immagine della Regina Elisabetta secondo i Sex Pistols compresi. Più rigorosi, invece, Fendi, che ne fa una questione di geometrie e trasparenze, Assembly, orientato alla linearità, e Tod's, guidato dalla sperimentazione di materiali effetto wet. Il rosso, però, resta la tonalità della seduzione. Via libera, dunque ad abiti leggeri e sensuali. Come quelli di Ulyana Sergeenko, Badgley Mischka e Bibhu Mohapatra. Semplicemente perfetti. Sogno da teenager Per Chanel è tenue in versione monoblocco oppure fluo sul tweed. Andrew Gn, invece, lo propone nelle tonalità salmone, arricchito da stampe cubiste, mentre Carolina Herrera cavalca l'ispirazione surrealista decorandolo con tulle, patchwork, paillettes, bijoux e piume. Il protagonista delle passerelle? Il rosa, ovvio, sigucci nonimo di primavera per definizione. Dimenticate, però, le sfumature delicate e armoniose dei boccioli. Le tonalità di stagione, infatti, puntano aigner a lasciare il segno. Come fa Sacai, che ad un abitino bon ton in pizzo traforato alterna una nuance intensa e provocante. Altro che colore da principesse. 34 fendi 35

puglisi Calvin Klein prada Jenny Packham Marani Ermanno Scervino Le vibrazioni del blu Ritorno alla natura Ha un sapore tropicale secondo Marani che lo propone in passerella nella variante elettrica, mentre è di ispirazione marinara per Au Jour le Jour, che lo accosta al bianco. Ci sono, poi, la versione 3D di Jenny Packham e quella lineare di Missoni, l'una declinata nei toni del notte, e l'altra secondo gradazioni decisamente più squillanti, adatte a una donna energica e grintosa. Proprio come suggerisce Puglisi che combina il turchese al nero e al rosso con fantasie floreali. Singolari e splendidi, invece, gli abiti di Valli, vere e proprie architetture di stoffa più che semplici vestiti. E il blu non fa che esaltarne le straordinarie linee costruttive. Quest'anno non ci sono dubbi: è la tonalità giusta per affrontare i primi caldi. A ricordarlo è Scervino che presenta un daywear sartoriale fatto di abiti impalpabili e tessuti preziosi arricchiti di fiori, cristalli e ricami. Più essenziali e minimaliste, invece, le proposte di Aquilano- Rimondi e Calvin Klein che puntano su linearità delle forme e dettagli unici: dalle cuciture grezze a vista a inserti e sovrapposizioni. È divertente e rivoluzionaria, poi, la donna secondo Miuccia Prada: emblema di contaminazione tra sportwear e cultura hip hop, indossa cappotti dall'aria borghese decorati con immagini di murales e calzettoni da calciatore, sandali colorati e bracciali con piume. 36 37

laura biagiotti Jeremy Scott fay Manish Arora pucci just cavalli 38 misis pinko Un'esplosione di vita Si intitola Teenagers from Mars ed è la nuova collezione di Jeremy Scott nata dalla collaborazione con Kenny Sharf, artista capace di miscelare ispirazione pop e riferimenti ai fumetti contemporanei. L'esito è un arcobaleno di colori fluo come il lime, il giallo e il viola. Gli fanno eco: Fay, Cavalli, che spinge la sperimentazione al mix di fantasie come il tartan e il floreale, Manish Arora, famosa per i suoi tocchi psichedelici ispirati all'epoca d'oro del jazz e Pucci. Tra novità e gusto retrò, a tirare le fila è lei, l'intramontabile Laura Biagiotti, che questa borbonese primavera veste tubini aderentissimi e completi mannish style di un'esplosione di colori brillanti e vivacissimi. Per chi ama osare con stile. disegual Christian-Louboutin Reminescence 39

ARTE Klimt alle origini di un mito Un percorso alla scoperta di un artista divenuto mito, attraverso alcuni dei suoi capolavori più noti. Così si potrebbe definire, in estrema sintesi, la grande retrospettiva dedicata a Gustav Klimt che Palazzo Reale di Milano ospiterà, fino al 13 luglio. Venti gli oli del maestro austriaco che il pubblico potrà ammirare, per lo più provenienti dal Museo del Belvedere di Vienna. Una raccolta straordinaria se si pensa che sono cento al mondo i dipinti e gli affreschi di Klimt di cui si ha notizia e che il Museo Belvedere, in occasione del 150 anniversario della nascita del pittore, ha esposto 40 oli nella grande mostra che nel 2012 dava conto della sua formazione, dello sviluppo e dell apice della sua carriera artistica. Ad aprire l'esposizione, la riproduzione del Fregio di Beethoven esposto nel 1902 a Vienna all interno del Palazzo della Secessione che occuperà un intera sala e, sulle note della Nona sinfonia di Beethoven, immergerà il visitatore nell opera d arte totale, massima aspirazione degli artisti della Secessione Viennese. Poi si partirà alla scoperta dei rapporti familiari e affettivi di Klimt, esplorando gli inizi della sua carriera alla Scuola di Arti Applicate di Vienna e la sua grande passione per il teatro e la musica, attraverso capolavori come Adamo ed Eva, Salomé, Girasole e Acqua in movimento. Particolare attenzione è dedicata all opera giovanile del maestro, alla sua formazione presso la Kunstgewerbeschule viennese e ai suoi inizi come decoratore dei monumentali edifici di rappresentanza lungo il Ring. Incarichi ai quali si dovette il suo successo nella scena aristica viennese. Una scelta di opere della prima fase della Secessione (l'associazione di artisti fondata a Vienna nel 1897 e della quale Klimt era il presidente) testimonierà il rifiuto definitivo della tradizione storicistica e il passaggio dell'artista all avanguardia internazionale. Due sale, poi, saranno dedicate al ritratto e al paesaggio, generi prediletti da Klimt. Cluderanno l'esposizione Fuochi fatui e La famiglia, dipinti che illustrano la sua pittura simbolista. Info e prenotazioni Tel: +39 02 54917 http://www.klimtmilano.it http://www.comune.milano.it/palazzoreale 40 41

ARTE Pissarro L'anima dell'impressionismo «Camille Pissarro è il primo pittore che possiamo collegare al movimento impressionista. [ ] Meno popolare di Renoir e Monet, all apparenza meno raffinato o intellettuale di Cézanne o Degas, Pissarro fu tuttavia uno dei protagonisti della rivoluzione impressionista, sia per la sua opera che per il suo ruolo. [ ] Nell epoca dei litigi e dei disaccordi, anche se non aspirava affatto a essere un leader, fu l unico capace di elevarsi al di sopra dei risentimenti grazie alla sua personalità d uomo saggio buono e generoso, seppe dimenticare le ferite all amor proprio per dedicarsi anima e corpo al raggiungimento dello scopo comune all intero gruppo di artisti: sviluppare uno stile personale e affermare la libertà di espressione». Così il consulente scientifico Philippe Cross descrive il grande maestro nel catalogo della mostra Pisarro. L'anima dell'impressionismo, che sarà ospite delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia fino al 2 giugno. Decano degli impressionisti, Camille Pissarro fu senza dubbio una figura centrale all'interno del gruppo. Grazie al suo forte temperamento, alle sue doti pedagogiche e ai suoi saggi consigli divenne punto di riferimento per tutti i suoi compagni e per molti giovani artisti indipendenti dell'epoca - come Paul Cézanne, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh - svolgendo un ruolo fondamentale nella promozione dell'arte. L obiettivo della mostra è di proporre un percorso innovativo ed emotivo che permetta di scoprire e di entrare in contatto diretto con l uomo oltre che con l artista, proprio come era già stato fatto nella precedente mostra Monet au coeur de la vie, molto apprezzata dal pubblico. Sarà proprio Camille Pissarro, dunque, ad accompagnare i visitatori all interno delle sale espositive, attraverso un suggestivo racconto in prima persona liberamente ispirato al libro Vortici di Gloria. Il romanzo degli impressionisti di Irving Stone. L'esposizione si trasformerà così in uno spettacolo sensoriale in cui le opere si animano attraverso le parole del pittore, le suggestive immagini proiettate nelle sale e le fragranze selezionate in base ai temi trattati: un modo diverso e senz'altro più coinvolgente per ripercorrere le tappe fondamentali dell'evoluzione artistica di Pissarro. La visita potrà proseguire poi in una sezione della Quadreria dell'ottocento, Collezione Morone dei Musei Civici di Pavia, in cui l'arte del maestro impressionista sarà messa a confronto con quella di un artista italiano suo contemporaneo anch'egli profondamente legato al tema della terra e della vita rurale: Giuseppe Pellizza da Volpedo. Info: Tel:+39 0382 309879 oppure 02 45496874 www.scuderiepavia.com 42 43

LIBRI Perché l Italia è precipitata nella crisi peggiore degli ultimi trent anni? La colpa è della Germania, dell austerity imposta dall Europa, della moneta unica? Esiste una via d uscita, una ricetta per rifare il Paese? Per rispondere a queste domande, in AMMAZZIAMO IL GATTOPARDO (Rizzoli, 18 euro), Alan Friedman, parte da quegli anni Ottanta in cui l Italia era la quinta potenza economica del mondo e pareva avviata verso una vera modernizzazione per arrivare fino alle drammatiche vicende degli ultimi anni. Attraverso conversazioni con i protagonisti dell economia e della politica - da cinque ex presidenti del Consiglio (Giuliano Amato, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Massimo D Alema, Mario Monti) a Matteo Renzi - con il suo stile inconfondibile e avvincente Friedman fa luce su retroscena che nessuno ha finora raccontato. 44 Divertente e malinconico come una vita imperfetta. Così è il primo romanzo di Ivano Fossati, TRETRECINQUE (Einaudi Stile Libero, 18,50 euro). Il titolo fa riferimento alla Gibson 335, la chitarra elettrica che ha accompagnato tanti grandi della musica. E Tretrecinque è la sua storia, cosí come ce la racconta lui. Dall'età della scuola, nel Piemonte degli anni Cinquanta, agli Stati Uniti del XXI secolo: quella di Vittorio Vicenti - o Vic Vincent, come lo chiamano in America - è una vita segnata da un grande talento musicale e da una chitarra elettrica, la Gibson 335 appunto, di cui diventa, forse suo malgrado, un virtuoso. È lei a strapazzarlo di città in città, di decennio in decennio. E la sua è una corsa senza respiro che non concede neanche un attimo per voltarsi indietro. Due vicende parallele con in comune una struggente storia d amore quelle de LA RAGAZZA CHE HAI LASCIATO, di Jojo Moyes (Mondadori, 16 euro). La prima è ambientata in Francia, nel 1917. Sophie sposa il pittore Lefevre, che parte per il fronte allo scoppio della Guerra. Quando giunge la notizia che suo marito è stato catturato, chiede aiuto al comandante tedesco offrendogli in cambio un bellissimo quadro dipinto dal marito che la ritrae giovanissima, intitolato "La ragazza che hai lasciato". Parallelamente si svolge la storia della trentenne Liv, che vive ai giorni nostri. Vedova da pochi anni, incontra Paul e tra i due scatta un certo feeling. L'uomo lavora per una società che si occupa di rintracciare opere d'arte scomparse durante la guerra e proprio a casa di Liv vede il quadro che stava cercando da tempo, quello appartenuto un secolo prima a Sophie. Semplice coincidenze? Non proprio. IL CARDELLINO di Donna Tartt (Rizzoli, 20 euro) è un lunghissimo flashback: Theo, ormai adulto, prigioniero in un albergo di Amsterdam, racconta la storia della sua vita. Partendo da quando, appena tredicenne, sopravvive a un attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo, a New-York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. Tormentato dalla nostalgia della madre, si aggrappa alla cosa che più di ogni altra ha il potere di fargliela sentire vicina: un piccolo quadro dal fascino singolare. Nel frattempo, Theo diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora. Finché si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante un cardellino. 45

design Luci soffuse, arredi in materiali naturali e aromi rilassanti, capaci di sciogliere tensioni e malumori: la spa è servita. A casa vostra. L'ultima moda del life style è trasformare il bagno in un angolo benessere ideale per il cocooning con qualche piccolo accorgimento. Effetto relax assicurato. 47

design Scala di grigi Che siano ciottoli levigati raccolti durante una passeggiata sulla battigia oppure creazioni artificiali, sassi, pietre calcaree, pepite, granaglia e sabbia danno vita a decorazioni dal gusto zen e contemporaneo. Disponeteli lungo il bordo della vasca, oppure adagiateli in un vaso di vetro trasparente insieme ad acqua e fiori. Il tocco in più? Utilizzateli anche come fermaporta. E luce fu Romantica e irresistibilmente chic, la sua fiamma evoca all'istante sensazioni positive, quasi materne. Nessuna spa è completa senza candele, accessori che non possono assolutamente mancare neanche nel vostro bagno. Sceglietele di dimensioni diverse, e utilizzatele per decorare ogni angolo del vostro nuovo nido. Non dimenticate i lumini galleggianti. Questione di texture Morbidi, voluminosi, avvolgenti. Sono gli asciugamani nei quali amiamo affondare il viso, un must della spa. Ricreate la magia scegliendo accuratamente fattura e colore delle salviette: l'unica variante concessa sono le nuance della tinta unita. Il non plus ultra poi è un termosifone scalda-asciugamani. L'ideale per avere teli sempre caldi, soffici e confortevoli. Di che colore sei? Un'illuminazione calda e avvolgente è il must di un ambiente confortevole. Puntate su lampade e faretti delicati e capaci di diffondere la luce in modo omogeneo, oppure installate un dimmer con il quale regolarne l'intensità. Infine, fate buon uso degli effetti benefici della cromoterapia lasciandovi cullare dalle sfumature generate dal soffione di una doccia a led. Per esempio, Dream di Bossini. Onda su onda Che siate dipendenti dalla praticità della doccia oppure dal relax di un lungo bagno caldo, non rinunciate al lusso dell'idromassaggio. I getti d'acqua, infatti, abilmente direzionati, agiscono su muscoli e sistema nervoso eliminando eventuali contratture. Un vero toccasana. Completate l'opera con un rubinetto a cascata, perfetto per ricreare suoni e suggestioni di un tuffo nella natura. 49

design Andate a naso Tatto, vista, udito e ovviamente olfatto. L'esperienza in una spa vizia i sensi, li vezzeggia. Per provare le stesse sensazioni anche a casa, fate incetta di olii e diffusori, essenze e profumatori di tessuti. Ma non solo. Non dimenticate anche i tanti bagnoschiuma aromaterapici. Unica regola, prediligere sempre una sola profumazione. L'insieme non deve stordire. Madre natura Marmo, granito e travertino, ma anche legni naturali e sabbia: i complementi d'arredo devono essere rigorosamente bio e minimalisti. Optate, ad esempio, per lavandini in appoggio ricavati da blocchi di pietra e vasche accoglienti. Tante, poi, le suppellettili tra le quali scegliere. Dalle pedane in bambù trattato ai portasapone in resina e arena. Fatevi guidare dal colore, immancabilmente chiaro e luminoso. Una sferzata d'energia La musica, ormai è dimostrato, è un toccasana per la salute, migliora l'umore e stimola la fantasia, lasciando la mente libera di rigenerarsi. E quali melodie sono meglio di quelle scelte per il vostro ipod? Se la risposta è nessuna, provate l'mp3 mirror di Antonio Lupi, uno specchio hitech completo di sistema di diffusione sonora con base per il lettore incorporata. Ever green Stile minimalista, tanta luce naturale e un trionfo di piante: è il sogno di architetti europei e guru del feng shui. Create un angolo verde con varietà resistenti e rigogliose, ricadenti e sempreverdi. Prediligete la funzionalità? In questo caso è perfetto il bambù ornamentale. È capace di crescere velocemente e ama caldo e vapore. 50

CURIOSITà Arte a 360 gradi Ad avvicinare fashioniste e appassionati di arredamento, da oggi, ci sono loro: le ballerine Fitas Create dai fratelli Humberto e Fernando Campana (designer brasiliani di fama internazionale) per celebrare il decimo anniversario di collaborazione con il marchio di scarpe verde-oro Melissa (melissa.com. br), rappresentano il credo dei due creativi secondo i quali «al giorno d'oggi non ci sono più confini tra le varie discipline, c'è l'assoluta libertà di passare da un settore ad un altro creando connessioni e ibridi». Le Fitas, che in portoghese significa nastri - per esempio - sono state disegnate a partire da uno studio su un paravento di strisce di cartone, sviluppatosi a sua volta in altri mobili realizzati in materiali poveri, come quelli che arredano il caffé del Theatro Municipal di San Paolo. Ma perché Melissa e le sue calzature? I Campanas non hanno dubbi: «design è tutto ciò che nasce con l'intenzione di semplificare la vita alle persone. La nostra preoccupazione maggiore è l'aspetto della comodità, che si declina nel concetto di trasparenza e leggerezza nel caso di un mobile e di essere per il piede una seconda pelle per un paio di ballerine». Detta così, sembra semplice. E forse lo è a giudicare dal fatto che la partnership ha già dato vita alle capsule Zig Zag e Papel, passando per la Corallo e la Favela. Tutti best-seller dal look inconfondibilmente legato all'estro dei due fratelli, come il pattern di rose stilizzate creato dall'intreccio di linee spezzate delle Fitas. Tratto distintivo che le accomuna ad altre collezioni di Melissa nate dalla sinergia con il Gotha delle passerelle. Alcuni per tutti: il divino Karl Lagerfeld e la ribelle Vivienne Westwood, la londinese J. Maskrey e Jason Wu, i cui pezzi sono realizzati quasi interamente a mano. Che si tratti di arte, moda o design insomma gli obiettivi sono gli stessi, ecocompatibilità e comfort in testa, finalità per le quali la plastica super-morbida Melflex, l'effetto wet adatto a tutti i climi e il benestare delle colleghe brasiliane dei due creativi, sono il punto di partenza per arrivare al top. Dove provare l'ebbrezza di indossare le Fitas? Nello showroom meneghino di Via Forcella 13. 53

ritratti Lo aveva già suggerito il suo ritratto della regina Vergine in Elisabeth, con il quale nel 1998 si guadagnò il Golden Globe e la nomination all'oscar come miglior attrice. La conferma è arrivata con tutti i premi successivi: l'oscar come miglior attrice non protagonista in The Aviator di Martin Scorsese nel 2004, le tante nomination, il Golden Globes del 2008 per Io non sono qui di Todd Haynes (già Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia). Quest anno, poi, grazie all'oscar, ai Golden Globes e al Bafta con i quali è stata premiata la sua magistrale intepretazione di una donna nevrotica in Blue Jasmine di Woody Allen, non ci sono veramente più dubbi: Cate Blanchett è una delle più dotate attrici viventi. La sua eleganza naturale, unita all'incredibile classe e carisma ne hanno fatto una delle dive più richieste del panorama cinematografico. Da qui al 2015 ha in calendario una decina di film. Del resto Cate Blanchett è una garanzia, può interpretare qualsiasi ruolo: Elisabetta I come Katharine Hepburne, Marian di Robin Hood come la regina degli Elfi Galadriel de Il Signore degli anel- Cate Blanchett la più brava 54 li, e persino una parte maschile, quella di Bob Dylan in Io sono qui. «Il primo privilegio del mio lavoro ha detto in un'intervista è la possibilità di vivere vite altrui». «Sono curiosa di confrontarmi con gli altri. Mi impegno in pari misura come matrigna di Cenerentola e in coraggiosi lavori d'autore come Carol da una storia di lesbismo di Patricia Highsmith che Todd Haynes dirigerà». Eppure Cate non millanta sacro fuoco. Il suo incontro con il cinema è stato casuale. Nata a Melbourne nel 1969 da madre australiana e padre texano, da adolescente aveva iniziato a studiare teatro e diciottenne era partita per l Europa. Costretta a lasciare l Inghilterra per un visto scaduto, si trovava in Egitto quando le fu offerta una parte come comparsa in un film arabo. Questa esperienza la fece follemente innamorare della settima arte. Dopo il diploma, presso l'australian National Istitute of Dramatics Art e qualche esperienza in TV, nel 1997 arriva il suo debutto sul grande schermo, con Paradise Road di Bruce Bersford. «È stato quando ho realizzato in che modo gli attori hanno il potere di smuovere la gente ricorderà poi che ho deciso di fare l attrice». Da allora la sua vita è stata costellata di successi. E non solo nel lavoro. Cate è una di quelle donne che è riuscita ad avere tutto: sia una carriera, sia una fa- miglia. Entrambe stellari. Felicemente sposata dal 97 con il regista e sceneggiatore Andrew Upton, ha tre figli maschi e vive a Melbourne, lontano dai gossip e dal clamore hollywoodiano. Tra un ciak e l'altro fa la mamma a tempo pieno, cucina per i figli, li aiuta nei compiti. Niente arie e atteggiamenti da star, nessuna posa da diva. Cresciuta con l etica del lavoro, riesce a restare genuinamente alla mano ed è la cordialità fatta persona. Il segreto per avere tutto? Tanta forza di volontà, un pizzico di sense of humor e poi dire sempre di sì: «è l unico modo perché si aprano porte inaspettate, perché arrivino opportunità inimmaginabili», confessa. E un sì di recente l ha detto anche a Giorgio Armani, che l ha scelta come testimonial del suo profumo, omaggio alla moderna femminilità, fatti di un'irresistibile miscela di grazia, forza e spirito di indipendenza. Il nome di questa fragranza? Sì, guarda caso. 55