Introduzione: cos'è il primo soccorso?



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Introduzione: cos'è il primo soccorso? niente, Io non sono un medico, né un infermiere: io faccio l'impiegato, l'operaio, il barista... se sono davanti ad un infortunio non tocco aspetto l' ambulanza... Sembra così logico... perché non va bene?

Il pronto soccorso. Competenza: medica Struttura ideale: un istituto abbastanza grande da disporre delle specializzazioni necessarie a fronteggiare le emergenze pronto soccorso

PRIMA DEL PRONTO SOCCORSO = Soccorso. Competenza: soccorritori Struttura: più organizzazioni di vario genere (nuvola) coordinate in modo da gestire il soccorso ovunque serva. INPUT= 118 (112) USCITA= mezzi di soccorso (ambulanza, elicottero, automedica ecc. 118 Pronto soccorso Ambulanza elicottero ecc.

QUESTE DUE FASI NON BASTANO In molti casi serve che SUL POSTO vi siano delle persone comuni addestrate per compiere azioni o usare precauzioni fin che non arriva il soccorso professionale 118 Il pronto soccorso. Serve il PRIMO SOCCORSO Competenza: persone comuni addestrate per le PRIME cose da fare sul posto. ambulanza

Questo è il quadro completo. Non ha senso dire: io faccio un altro mestiere e mi limito ad attendere l'ambulanza. Vorrebbe dire condannare a morte o all'invalidità MOLTE persone. 118 1-Primo soccorso 2-intervento dei soccorritori 3-pronto soccorso

Appunti di primo soccorso INDICE Le ferite Le fratture Le ustioni - le ustioni interne Il cuore (l'infarto) Il rischio di soffocamento La posizione laterale Il massaggio cardiaco/respirazione artificiale

le ferite Consiglio di dividere le varie ferite in due gruppi: 1- quelle che perdono poco sangue 2-quelle che sanguinano molto Questa suddivisione è utile perché cambia il vostro comportamento: -le ferite che sanguinano poco vanno disinfettate (eventualmente lavate) -con le ferite che gettano molto sangue si cerca di fermare il sangue

le ferite Che sanguinano poco 1-Se sono molto sporche si lavano con acqua e sapone 2-Si disinfettano con il flacone presente nella cassetta di sicurezza (betadine iodopovidone) 3-Si coprono con una garza sterile (possibilmente di quelle che non si attaccano alla ferita) e si fissano con del cerotto (meglio quello bianco semitrasparente)

le ferite Che sanguinano molto Si seguono dei passaggi successivi: 1- si tamponano (si usa un panno ampio stropicciato, sterile - vedi cassetta di sicurezza- o pulitissimo, si comprime e ogni tanto si lascia andare) 2-se è possibile (es. la ferita è su mani, piedi, gambe o braccia, si la sia alza rispetto al livello del cuore 3-se la ferita è molto grave oppure se dopo alcuni minuti il sangue non rallenta chiamate il 118 (tra l'altro molte persone ormai prendono farmaci che rallentano la coagulazione (es. molti cardiopatici)

LE FRATTURE Le fratture (la rottura delle ossa) non sempre producono al momento un forte dolore. E' possibile che una persona si accorga della frattura a distanza di tempo. Dopo un po' i muscoli si contraggono sempre. E' bene non stressare l'arto fratturato, la frattura potrebbe aggravarsi. Anche se non si è sicuri che vi sia o meno una frattura, nel dubbio chiamare i soccorsi. Tutte le fratture vanno verificate al pronto soccorso. Le fratture più gravi sono le fratture esposte, ovvero quelle in cui l'osso è visibile all'esterno. Queste fratture si infettano con grande facilità, e qui i batteri e virus sono piuttosto difficili da eliminare. Possono dare delle complicazioni molto lunghe e sgradevoli. Si riduce molto il rischio di infezione coprendo semplicemente la ferita con un telo sterile, come quello presente nella cassetta di sicurezza. Le fonti di infezione sono causate anche solo dalla nostra semplice vicinanza: quando parliamo emettiamo delle goccioline microscopiche di saliva (sempre molto infetta). Sono goccioline invisibili ma che certamente trasportano batteri e virus. Coprire la ferita è un atto molto semplice ma estremamente importante. 1-Evitare di spostare l'infortunato 2-Chiamare sempre i soccorsi (118).

Le ustioni Possono essere di 1-Primo grado (arrossamento della pelle) 2-Secondo grado (si creano delle vesciche (flitteni) 3-Terzo grado: si danneggia tutto lo spessore della pelle. L'ustione di terzo grado è grave perché la pelle danneggiata non può ripararsi da sola e resta un segno permanente. Possono essere danneggiati i tessuti (muscoli, ecc.) anche sotto la pelle.

Le ustioni trattamento Bagnare subito con acqua e tener bagnato il paziente. Usare acqua fresca, pulita e abbondante Togliere i vestiti in modo che l'acqua scorra sulla pelle. In questo caso attenti a non strappar via la pelle che potrebbe attaccarsi ai vestiti: quel che vien via con l'acqua che scorre bene, il resto non toglietelo

Le ustioni Le ustioni interne Nel caso di ingestione di caustici (soda caustica, acido muriatico, ecc.) si possono creare ustioni che possono portare a morte o invalidità permanente PREVENZIONE non mettere mai questi liquidi nelle bottiglie dell'acqua minerale ma in caso di infortunio: 1-NON fare vomitare l'infortunato 2-dargli da bere un po' d'acqua per lavargli bocca gola ed esofago 3-chiamare i soccorsi (118)

Il cuore L'infarto è la causa di morte più frequente in Italia ma se si viene ricoverati in tempo ci si può salvare con una ottima probabilità (nel 95% dei casi) MA OCCORRE ARRIVARE IN TEMPO IL TEMPO E' SPESSO LA DIFFERENZA TRA LA VITA E LA MORTE Per questo TUTTI dovrebbero saper riconoscere SUBITO un infarto

Il cuore L'infarto si presenta in un modo tipico o (purtroppo) con molte variazioni sul tema. Tutti dovrebbero riconoscere almeno la presentazione tipica. Il tipico infarto si presenta con un disturbo (*) al petto irraggiato al braccio sinistro. Con questi sintomi ricoverare immediatamente. (*) = dico disturbo e non dolore proprio perché non sempre è un dolore. Può essere descritto come un dolore di tipo trafittivo (es. una lama ) più spesso costrittivo (es un pugno che mi stringe il cuore ) o più spesso è descritto dal paziente come un disturbo oppressivo (es un macigno che mi schiaccia il cuore o semplicemente un sasso, quindi in alcuni casi si tratta di un fastidio, di un disturbo, senza che la sensazione sia un dolore vero e proprio.

I corpi ingeriti che bloccano la respirazione

LA POSIZIONE LATERALE DI SICUREZZA 1 2 3 4 1-Si mette in sicurezza la mano 2-si alza un gomito 3-si alza un ginocchio 4-si fa leva sul gomito e sul ginocchio e si gira l'infortunato sul lato dove ha la mano

Il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale Farlo sempre quando l'infortunato non respira e non gli batte il cuore Non farlo mai quando respira e/o gli batte il cuore Quindi la cosa importante: verificare se respira/batte il cuore. Oggi la verifica si fa accostando l'orecchio alla bocca/naso dell'infortunato e sentendo se sul timpano del nostro orecchio si sente il flusso d'aria della respirazione. Se dopo 10 secondi non si sente si dà per scontato che non respiri. (contare fino 10)

Il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale IL PROTOCOLLO INTERNAZIONALE - 1

Il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale IL PROTOCOLLO INTERNAZIONALE-2 APRIRE LE VIE AEREE: due dita sotto il mento, l'altra mano sulla fronte e tirare indietro la testa senza sforzare.

Il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale IL PROTOCOLLO INTERNAZIONALE - 3 Si conta lentamente fino a 10 con l'orecchio vicino alla bocca dell'infortunato 1- se non si sente la respirazione di va avanti 2 ALTRIMENTI SI ATTENDONO I SOCCORSI senza repirazione/massaggio

Il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale IL PROTOCOLLO INTERNAZIONALE 4 Le compressioni toraciche. E' importante che una mano sia messa bene al centro del torace sull'osso che raccoglie le coste (si chiama sterno) Poi si mette sopra questa mano l'altra mano e (con le braccia tese) si preme fino alla discesa del torace di 4-5 c. Procedere per 30 compressioni.

Il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale IL PROTOCOLLO INTERNAZIONALE 4 bis Infortunato a terra (piano rigido) soccorritore inginocchiato, si fa leva sull'anca e si comprime a braccia tese facendo scendere il torace dell'infortunato per 4-5 cm. 30 COMPRESSIONI CONSECUTIVE E VELOCI (target 100 al minuto)

Il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale IL PROTOCOLLO INTERNAZIONALE 5 Dopo 30 compressioni si effettua la respirazione artificiale: si mette la vostra bocca su quella dell'infortunato e si soffia due volte (due insufflazioni una dopo l'altra).

Il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale IL PROTOCOLLO INTERNAZIONALE 5 bis I soffi devono essere: 1-abbastanza profondi da essere utili 2-tra uno e l'altro togliere la vostra faccia da quella dell'infortunato in modo da non respirare l'aria che emette 3-mentre soffiate chiudete il naso dell'infortunato con due dita in modo che l'aria che immettete nella bocca non esca dal naso 4-due soffi consecutivi e poi iniziate subito con ALTRE 30 compressioni

Il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale IL PROTOCOLLO INTERNAZIONALE 6 Si va avanti così (30 compressioni e 2 soffi) fino all'arrivo di un defibrillatore Lo scopo del massaggio cardiaco e respirazione artificiale NON E' quello di far riprendere l'infortunato ma di tener ossigenato il cervello cuore e polmoni fin che non arriva una macchina (defibrillatore) che tenta di far ripartire il cuore.

Il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale IL PROTOCOLLO INTERNAZIONALE raccomandazione finale Lo scopo del massaggio cardiaco e respirazione artificiale NON E' quello di far riprendere l'infortunato ma è quello di tener ossigenato cervello cuore e polmoni fin che non arriva una macchina (defibrillatore) che tenta di far ripartire il cuore. Per questo si eviti di chiamarla rianimazione rianimazione cardiopolmonare RCP o simili, ma piuttosto usare la sigla inglese BLS (basic life support supporto vitale di base). La sigla esprime bene il fatto che il massaggio e la respirazione sono un'azione di MANTENIMENTO SENZA LIMITI DI TEMPO e non fanno riprendere il paziente: ma tengono ossigenati i suoi organi vitali in modo che non degenerino!

I'occhio SCHEGGE NELL'OCCHIO E' possibile che nell'occhio si conficchi un piccolo oggetto o una scheggia di qualunque materiale. Alcune persone pensano che si possa estrarre subito questa scheggia con la pinzetta (magari quella contenuta nella cassetta di sicurezza) in modo da liberare l'occhio. E' una cosa da non fare: afferrando la scheggia, l'occhio (molto sensibile al dolore) potrebbe muoversi di colpo, e l'infortunato potrebbe perdere l'occhio. La scheggia va fatta togliere da uno specialista. A livello di primo soccorso si può bendare l'occhio sano. E' naturale che l'infortunato si guardi in giro durante e dopo il trasporto in ospedale, e muovendo l'occhio sano si muove anche l'occhio con la scheggia, questa potrebbe ledere le parti più critiche dell'occhio. Bendando l'occhio sano si evita che la persona si guardi in giro e si crei questo problema. L'occhio con la scheggia va bendato solo se siamo sicuri che non sporga nulla oltre la superficie. Nel dubbio, lasciarlo libero.

I'occhio LAVARE L'OCCHIO Se è entrato nell'occhio uno sporchino che non esce con la normale lacrimazione, o se l'occhio è colpito da vapori, liquidi irritanti o (peggio) corrosivi (es. soda caustica, acidi...) è bene lavare l'occhio immediatamente. Non lasciate che questi liquidi agiscano sull'occhio, potrebbero creare danni irreversibili. Per lavare l'occhio, versare acqua pulitissima (possibilmente sterile, come quella contenuta nei flaconi presenti nella cassetta di sicurezza) facendola scorrere sulla superficie dell'occhio nella direzione dal naso verso l'esterno.