Sicurezza e salute in piscina



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Transcript:

Scienze Motorie Corso di Igiene ed Educazione Sanitaria Sicurezza e salute in piscina Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Medicina Preventiva, Occupazionale e di Comunità Sezione Igiene

Normativa di riferimento in Italia Accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano che disciplina gli aspetti igienico sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio (del 16 gennaio 2003) costituisce un importante traguardo nella definizione dei requisiti minimi igienico-sanitari, tecnici e gestionali degli impianti natatori Disciplina Interregionale delle Piscine (emanata nel giugno 2004)

Documento internazionale di riferimento Linee guida 2006 Oms per una balneazione più sicura: il 27 giugno 2006, a Ginevra, l Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha diffuso per la prima volta le linee guida internazionali su come creare luoghi sicuri per la balneazione forniscono informazioni su come rendere sicuri i diversi luoghi di balneazione

Classificazione delle piscine IN BASE ALLA DESTINAZIONE IN BASE ALLE CARATTERISTICHE STRUTTURALI E AMBIENTALI IN BASE AL TIPO DI UTILIZZAZIONE

RISCHI PER LA SALUTE La frequentazione delle piscine comporta notevoli benefici alla salute ma può rappresentare una condizione di rischio per la salute dei frequentatori I danni alla salute più comunemente associati alla frequentazione delle piscine sono: gli annegamenti, i traumi, le infezioni, gli avvelenamenti e le intossicazioni

GRUPPI DI UTENTI PiU ESPOSTI/SUCETTIBILI AI RISCHI IN PISCINA 1. I BAMBINI 2. GLI ANZIANI E I PORTATORI DI HANDICAP 3. I SOGGETTI IMMUNOCOMPROMESSI

RISCHI IN PISCINA 1. RISCHI FISICI 2. RISCHI CHIMICI 3. RISCHI BIOLOGICI

RISCHI FISICI Annegamento e semi-annegamento Traumi maggiori (lesioni del midollo spinale e lesioni del cervello e della scatola cranica) Traumi da inciampamento, scivolamento e caduta Dalle statistiche mondiali risulta che l annegamento è la causa principale di morte accidentale nei bambini di età compresa fra 1 e 5 anni

RISCHI CHIMICI I COMPOSTI CHIMICI NELLE ACQUE DI PISCINA 1 SOSTANZE CHIMICHE CONTENUTE NELL ACQUA ALL ORIGINE (già presenti nelle acque di approvvigionamento degli impianti); 2 SOSTANZE CHIMICHE RILASCIATE DAGLI UTENTI (urine, sudore, creme solari, cosmetici, residui di saponi) 3 SOSTANZE CHIMICHE DERIVATE DAI TRATTAMENTI DEGLI IMPIANTI (disinfettanti, correttori di ph, coagulanti);

ESPOSIZIONE A SOSTANZE CHIMICHE PRESENTI NELLE PISCINE 1. INGESTIONE 2. INALAZIONE (di composti volatili liberati dalla superficie dell acqua e di aerosol che si generano nelle vasche per idromassaggio o ad es. parchi acquatici) 3. CONTATTO DERMICO

SOSTANZE CHIMICHE DERIVATE DAI TRATTAMENTI DEGLI IMPIANTI 1. DISINFETTANTI 2. CORRETTORI DEL ph 3. COAGULANTI

DISINFETTANTI composti chimici che garantiscono la qualità dell acqua con l eliminazione dei m.o. patogeni e il raggiungimento di una carica microbica compatibile con l utilizzo in sicurezza; è necessario utilizzare disinfettanti ad azione residua; AZIONE RESIDUA: disinfettante in grado di garantire non solo un azione battericida e virulicida immediata, ma anche una costante e prolungata capacità di abbattimento della carica microbica, che inevitabilmente viene apportata dagli stessi bagnanti, conservando condizioni igieniche ottimali

Nella disinfezione delle acque di piscina i disinfettanti maggiormente usati sono il cloro e l ozono

secondo l Accordo la normativa Ministeriale (Accordo Stato-Regioni-Province Autonome; 16 gennaio 2003) prevede che l acqua da immettere in vasca deve contenere una sostanza disinfettante ad azione residua e impone a tale fine una percentuale di cloro attivo libero sempre presente in vasca; a Nelle acque in vasca i livelli di: CLORO ATTIVO LIBERO 0,7-1,5 mg/l CLORO ATTIVO COMBINATO < 0.4 mg /L

CORRETTORI DEL ph

COAGULANTI

SOTTOPRODOTTI DI DISINFEZIONE I sottoprodotti di disinfezione si formano quando i disinfettanti, come il cloro, reagiscono con i composti organici presenti nell'acqua (es. urea,) TRIALOMETANI CLORAMMINE

Depurazione 1 SISTEMA DI FILTRAZIONE (TRATTAMENTO FISICO) L acqua attraversa un filtro che rimuove le sostanze inquinanti non disciolte (peli, capelli, foglie) e FLOCS 2 DISINFEZIONE E FLOCCULAZIONE (TRATTAMENTO CHIMICO) Aggiunta tramite pompe dosatrici di: CORRETTORI DI ph, DISINFETTANTI E FLOCCULANTI

RISCHIO BIOLOGICO La principale fonte di inquinamento microbiologico della piscina è rappresentata dai suoi frequentatori

Agenti infettivi potenzialmente riscontrabili negli impianti natatori - VIRUS - BATTERI - PROTOZOI - MICETI

VIRUS ENTERICI i virus non sono in grado di moltiplicarsi al di fuori dell organismo ospite, la loro presenza è legata ad una contaminazione fecale diretta; Adenovirus Norovirus gastroenterite virale nei bambini dissenteria virale negli adulti

VIRUS NON ENTERICI Adenovirus: Molluscipoxvirus Papillomavirus

BATTERI ENTERICI Shigella spp. ed Escherichia Coli 0157

BATTERI NON ENTERICI Pseudomonas aeruginosa Mycobacterium marinum Legionella pneumophila

Legionella è un batterio Gram-negativo aerobio di forma bastoncellare (bacillo), mobile (flagellato) e asporigeno (non forma spore); attualmente le specie conosciute sono 53; Legionella pneumophila,

fu isolato la prima volta nel 1976 l infezione viene acquisita per via respiratoria mediante inalazione tramite aerosol di acqua contaminata dal microorganismo; la legionella è presente in modo pressoché ubiquitario in ambito idrico di difficile eradicazione; le infezioni da Legionella rappresentano attualmente un emergente problema di Sanità pubblica

LEGIONELLOSI Febbre di Pontiac Malattia dei Legionari

CATEGORIA AGENTE ORIGINE TRASMISSIONE PROTOZOI ENTERICI Giardia lamblia Fecale Ingestione Cryptosporidium Fecale Ingestione La criptosporidiosi e l enterite da Giardia sono tra le malattie più comuni trasmesse dall acqua e quindi legate alla balneazione; si manifestano con attacchi dissenterici e colpiscono soprattutto i bambini

MICETI/FUNGHI responsabili delle frequenti micosi cutanee che si contraggono nelle piscine; la contaminazione avviene per contatto diretto con superfici contaminate da frammenti di pelle infetti (percorsi a piedi nudi, docce, bagni, spogliatoi, bordo vasca)

BIBLIOGRAFIA Igiene - C.Meloni - G.Pelissero; 2007 http://www.epicentro.iss.it/problemi/piscine/piscine.asp Accordo Stato-Regioni-Province Autonome (16 gennaio 2003)