Nicola Mancassola 105 AREA 5000. RELAZIONE PRELIMINARE Nicola Mancassola Fig. 1. Posizionamento dell area 5000 rispetto alle precedenti zone di scavo. Prima dello scavo Il settore della Rocca Vecchia di Garda, indagato nel corso del mese di settembre 2000 con uno scavo stratigrafico per grandi aree, era stato interessato in precedenza (settembre 1998) da una serie di piccoli saggi di scavo esplorativi, al fine di valutare la consistenza e la natura dei depositi archeologici 1. In questa prima fase diagnostica, la zona era stata accorpata nell area 3000. Tuttavia, per non incorrere in problemi d identificazione con un altro scavo ai limiti sud dell area 3000, è parsa opportuna la creazione di un settore autonomo, l area 5000 (fig. 1). Lo scavo: strategie e settori La zona in questione si configura come un lungo e stretto terrazzo, orientato in senso estovest, delimitato ad oriente dai resti del muro di cinta della fortificazione medievale. Il settore appariva quasi interamente coperto da un manto erboso, ad eccezione di una ristretta fascia nord interessata dalla crescita del bosco. In base a tutte queste considerazioni, si è scelto di esaminare l area senza alberi partendo dal limite orientale, per una superficie complessiva grossomodo pari ad un terzo dell intero terrazzo. La prima fase è consistita nell ampliamento 1 BAKER 1999.
106 PROGETTO ARCHEOLOGICO GARDA - II - 1999-2000 Fig. 2. Divisione dell area 5000 nei diversi settori di scavo. dei precedenti saggi esplorativi al fine di ottenere maggiori informazioni sulla natura del deposito archeologico. In accordo con i dati ricavati, si è scelto di aprire una vasta area di scavo per vagliare esaustivamente i resti dell edificio ivi r i n v e n u t i. Si è deciso di asportare tramite mezzo meccanico il livello superficiale d accrescimento naturale del terreno e di arativo. La zona di scavo è stata divisa in sei differenti settori (fig. 2), ma per motivi contingenti di tempo è stato possibile indagare solo i settori ZA, ZC, ZD. I restanti settori (ZB, ZE, ZF) sono stati tralasciati, rimandando alle successive campagne di scavo la loro puntuale analisi. Interpretazione dei dati di scavo Bisogna innanzi tutto premettere che, trattandosi di uno scavo non ancora concluso, ci si trova di fronte ad una situazione difficilmente schematizzabile. Accanto a strati ben ed approfonditamente documentati, ci sono unità stratigrafiche solo numerate o messe in pianta. Inoltre, essendo il deposito archeologico di modesta portata (finora varia mediamente tra 20-80 cm, con una profondità massima di circa 120 cm per la TOMBA 5), l utilizzo agricolo in età moderna (US 5004) ha distrutto o pesantemente intaccato gli strati superficiali. Ma non solo, anche la crescita di alberi ha disturbato la giacitura primaria degli strati. Per tutti questi motivi è parso attualmente inopportuno stilare delle piante di fase, seppur provvisorie. Si è invece preferita la realizzazione di piante pluristratificate e diacroniche in cui sono raffigurate le US scavate, anche se molto probabilmente non tutte appartengono alla stessa epoca. Premessi questi contingenti limiti della ricerca, passiamo ora alla descrizione di quanto rinvenuto sul campo, ribadendo il carattere preliminare delle interpretazioni di seguito fornite. Lo scavo (fig. 3) ha messo in luce la presenza di almeno un edificio, di cui al momento sono documentabili parzialmente i perimetrali sud (US 5076=USM 1218) ed ovest (US 5070=USM 1217). Si tratta dei resti di una muratura di buona fattura, dello spessore medio di circa 80 cm, costituita da due paramenti esterni di pietre calcaree sbozzate e un corso interno di ciottoli e bozze. Il tutto è legato da una malta di buona qualità con piccoli inclusi. Il muro si è conservato fino ad un massimo di due corsi appoggiati su consistenti letti di malta (tra 6 e 10 cm). La muratura fu defunzionalizzata intenzionalmente (US 5071) vista la regolarità del suo livellamento orizzontale e l assenza di un consistente crollo in situ. A causa di questa rasatura si ha un interruzione del perimetrale sud in concomitanza di un affioramento di roccia naturale. È probabile che in tale tratto il muro si appoggiasse direttamente sulla roccia, ma che non si sia conservato vista la più bassa quota della rasatura. All interno dell edificio si è scavata un area (settore ZA) poco superiore ai 15 metri quadrati. È stata notata l assenza di una vera e propria pavimentazione. Il piano interno grossomodo orizzontale si
Nicola Mancassola 107 Fig. 3. Pianta pluristratificata della campagna di scavo 2000. Rilievo sul campo dott.ssa L. Romizzi, digitalizzazione arch. A. Leva. presentava, infatti, formato da una serie abbastanza disomogenea di unità stratigrafiche. Partendo da nord verso sud, si è documentato dapprima un piano irregolare formato da uno stato friabile ed incoerente di malta frammista a terra (US 5012). In prossimità del perimetrale ovest tale strato risultava tagliato da una buca di palo (US 5014; US 5013: riempimento) di forma circolare del diametro di circa 18 cm. È difficile che questo piano di terra e calce possa rappresentare l originale livello di battuto interno, tuttavia non avendolo scavato paiono impossibili ulteriori considerazioni. Contigua all US 5012, probabilmente in parte coperto dalla stessa e grossomodo alla medesima quota, si trova un tratto di roccia affiorante (US 5015), naturalmente lisciato e leggermente inclinato verso nord. All incirca nel tratto mediano si evidenzia una leggera e localizzata concavità, disposta longitudinalmente in direzione sud-nord, riempita da uno strato di terreno bruno con piccole lenti di calce (US 5073). In prossimità dell angolo interno dei perimetrali dell edificio si trovava uno strato abbastanza friabile di terreno limoso di colore rossastro, contenente frammenti ceramici e piccoli ciottoli (US 5009). A lato di questa US, fino al limite est del settore ZA, si collocava una sorta di piano formato da una serie di frammenti di laterizio. Dopo uno scavo dettagliato delle due evidenze si è potuto appurare che il piano di laterizi non era altro che uno strato (US 5010) di colore bruno chiaro, contenente pietre, frammenti ceramici, scarsi resti faunistici, un frammento di ferro, vari frammenti di uno stesso pettine in osso e ossa umane pertinenti ad un unico individuo, assieme ad un alta quantità di frammenti di laterizi e di embrici. Tali US sono state interpretate come due fasi del parziale sconvolgimento di una sepoltura (TOMBA 5). La tomba (figg. 4-5) era stata ricavata sfruttando una naturale fessurazione della roccia, ampliata e regolarizzata verso nord da un taglio (US 5016) nella stessa. Tuttavia, essendo la roccia in posto irregolare, per creare un piano orizzontale su cui impostare la base del contenitore funerario si è riportato uno strato di terreno di colore brunoscuro (US 5075). A diretto contatto con questo livello di terreno si appoggiava la base in laterizi di una tomba alla cappuccina (US 5017), di cui si conservano, sul lato sud, solo due tegoloni disposti diagonalmente. Dell originale sepoltura rimanevano in situ solo poche ossa (un frammento del cranio, l omero sinistro e due frammenti di costole), ascrivibili ad un bambino. È probabile che parte degli oggetti rinvenuti (in particolare alcuni frammenti di ceramica depurata tardoantica e i frammenti del pettine in osso) nello strato rimescolato della sepoltura (US 5010) siano da attribuire al corredo funebre dell inumato. Ai lati della tomba si trovava uno strato di terreno di colore bruno con presenza di frammenti di laterizio e alcuni piccoli ciottoli (US 5019). Al di sotto di questo strato le fessurazioni della roccia naturale proseguivano fino all angolo dell edificio ed erano in parte riem-
108 PROGETTO ARCHEOLOGICO GARDA - II - 1999-2000 Fig. 4. Tomba 5. Fig. 6. Tombe 2-3. Fig. 5. Rilievo della Tomba 5 e della fase preparatoria. Rilievo sul campo dott.ssa L. Romizzi, digitalizzazione arch. A. Leva.
Nicola Mancassola 109 pite da uno strato friabile di terreno naturale di colore rossastro (US 5074), mentre ad est era presente uno strato di terreno di colore bruno-rosso (US 5072) d origine naturale (ferretto). Tutti gli stati superficiali (US 5012; 5013; 5014; 5015; 5073; 5009; 5010) che formavano una sorta di piano interno alla struttura muraria, erano coperti da un uniforme strato compatto di colore grigio (US 5011) contenente ciottoli e pietre di piccole dimensioni, radici, reperti metallici (tra cui si segnala una fibula gota a disco in argento e oro con inserti di pietre preziose, sul cui bordo sono saldate teste d aquila 2, certamente proveniente dallo sconvolgimento di una sepoltura interna all edificio), frammenti di ossa, di ceramica, di laterizi e di vetro. Probabilmente si tratta di un livello di riempimento successivo alla defunzionalizzazione della struttura; tuttavia non è ancora chiaro se si tratti di un azione unitaria e circoscritta nel tempo, oppure di una lenta e continua fase d obliterazione. Bisogna comunque precisare che lo strato si presentava uniforme e senza microdifferenziazioni interne, il che tenderebbe a confermare la prima ipotesi. Esternamente all edificio sono state aperte altre due aree di scavo in prossimità del perimetrale sud (settore ZC) e in prossimità della muratura a ovest (settore ZD. Si rimanda alla fig. 2). Di quest ultima zona, in sostanza, si è pulita la superficie superiore, eliminando gli ultimi lembi di arativo (US 5004) lasciati dalla ruspa e mettendo in pianta i vari strati identificati. Per contingenti motivi di tempo si è deciso di scavare, in questo primo anno, solo quelli che sembravano i resti di una sepoltura appoggiata alla muro ovest (US 5070=USM 1217), rimandando l analisi delle altre unità stratigrafiche alle successive campagne di scavo. Per queste ragioni è parso opportuno proporre in questa sede solo la pianta e la dettagliata descrizione della tomba scavata, evitando così incomplete e parziali interpretazioni. La tomba individuata (fig. 6) si appoggiava al perimetrale ovest (US 5070=USM 1217) dell edificio e per i restanti lati era integrata da lastroni di pietra (con spessore compreso tra 16 e 22 cm) posti verticalmente nel terreno a delimitare una cassa litica di forma rettangolare (US 5026). I lati corti (nord e sud) misuravano poco più di un metro, mentre i lati lunghi (est e ovest) misuravano circa 256 cm. La copertura della sepoltura era realizzata in embrici di tipo romano. Essa si presentava violata, in quanto parte dei laterizi non era più in giacitura primaria, ma spostata lateralmente, parzialmente sopra alcuni tegoloni ancora in situ e parzialmente poggiante direttamente sul terreno (US 5020) esterno la struttura funeraria. All interno della tomba sono state rinvenute, per ora, due sepolture. L inumato più antico (US 5022 = TOMBA 2) si trovava collocato non al centro della tomba, ma spostato lateralmente verso il margine est della stessa. Inoltre non era in posizione supina, ma reclinato verso est. Lo scheletro (orientato sud-nord) si conservava in buono stato ed era quasi integro, mancando solo il femore e alcuni metacarpi e falangi sia dei piedi, sia delle mani. In una fase successiva si dovette riaprire la struttura tombale e depositare un altro inumato. Si tratta di un bambino (US 5037=TOMBA 3) posto perpendicolarmente rispetto alla sepoltura precedente, in posizione supina, orientato in senso est (piedi)-ovest (testa), con il cranio appoggiato in parte su un lastrone perimetrale della tomba. Lo scheletro non si conservava integralmente a causa delle azioni postdeposizionali dovute all utilizzo agricolo dell area. Il taglio (US 5021) di quest ultima deposizione probabilmente intaccò una parte (femore sinistro) dell individuo più antico. Entrambe le inumazioni erano prive di elementi di corredo e gli unici indicatori per la datazione sono forniti da alcuni piccoli frammenti ceramici trovati all interno del riempimento (US 5035 per la TOMBA 2, US 5036 per la TOMBA 3) delle due sepolture. Come detto in precedenza, si è deciso di indagare anche un altra area esterna all edificio (settore ZC), a sud della muratura meridionale, che ha rivelato una complessa sequenza stratigrafica. Si è dapprima notato un taglio (US 5101) nel terreno, orientato in senso est-ovest, che si è rivelato essere la fossa di una sepoltura. Il taglio era profondo 10-12 cm ed il contorno superiore mostrava un profilo grossomodo rettangolare, con gli angoli smussati ed arrotondati e margini ben definiti solo sui lati ovest e nord. In senso est-ovest la fossa misurava circa 180 cm, mentre nel senso nord-sud poco più di 75 cm. Le pareti si presentavano leggermente inclinate e l interfaccia inferiore risultava essere orizzontale. Il profilo del taglio era segnalato da un apprestamento di pietre di medio-piccole dimensioni (US 5102), messe in opera a secco. Tale US si conservava integra solo nei lati ovest, nord ed est ed è molto probabile che le succitate pietre formassero una sorta di muretto della tomba. All interno della struttura tombale era presente un inumato posto supino, con le braccia parallele al corpo. Lo scheletro (US 5111=TOMBA 1), orientato in senso ovest (testa)-est, seppur molto compresso, si era quasi integralmente conservato, con l eccezione di alcune falangi della mano destra e alcune ossa dei piedi. La deposizione non presentava corredo e nel terreno di riempimento (US 5103) della fossa sono stati rinvenuti pochi frammenti ceramici, un frammento di vetro e un elemento metallico. I reperti erano ubicati nella parte ovest dello strato. A nord-est di questa tomba si è 2 Per un confronto tipologico si rimanda alle fibule a disco di Villa Clelia (Imola), tomba n. 185. Si veda I Goti 1994, pp. 250-251.
110 PROGETTO ARCHEOLOGICO GARDA - II - 1999-2000 localizzata una piccola e circoscritta concentrazione di pietre (US 5104) di piccole e medie dimensioni, posta nell immediate vicinanze del muro dell edificio. A sud della sepoltura si colloca invece un allineamento di pietre (US 5106) orientato in senso nord-sud, costituito da tre enormi blocchi che sembrano lavorati e connessi da piccole quantità di malta friabile di colore biancastro. Tale allineamento inoltre non sembra ortogonale all US 5076 (=USM 1218). Da segnalare che l ultima pietra individuata era direttamente coperta dallo scheletro della sopra citata tomba. Spostandosi verso est, si sono documentati un grosso affioramento di roccia naturale (US 5108) e un area di concentrazione di malta abbastanza friabile, mista alla matrice limosa del terreno di colore marrone-giallastro (US 5105). L US si caratterizza per una forma grossomodo rettangolare e ha un interfaccia superiore orizzontale. A nord della roccia naturale, quasi ai limiti dello scavo, si è rinvenuto uno strato limoso e friabile, di colore bruno-chiaro, all interno del quale si sono trovate ossa umane disposte in maniera caotica (US 5110). Tale US riempiva un taglio (US 5109) di forma irregolare grossomodo ovale, profondo 8-10 cm. Con ogni probabilità queste due US debbono costituire una sepoltura (US 5010) posta in giacitura secondaria. BIBLIOGRAFIA P. BAKER 1999, Rocca del Garda 1998. Relazione preliminare sulle ricerche archeologiche di superficie, in G. P. B R O G I O L O (a cura di), Progetto Archeologico Garda. I-1998, Mantova, pp. 65-77. I Goti 1994, Milano.