Gruppo Carpi 1 CarpiUno Il Progetto Educativo è lo strumento che, ispirandosi ai principi dello scautismo, individua le principali sfide in cui il Gruppo Carpi 1 è chiamato ad impegnarsi per un determinato arco di tempo. Questo Progetto Educativo è il frutto del lungo lavoro di quest anno della Comunità Capi che, partita dall analisi interna del Gruppo e delle esigenze dei ragazzi, ha poi rivolto lo sguardo alla realtà che ci circonda (con particolare riferimento all Oratorio Eden), tenuto conto anche di quanto il terremoto del 2012 abbia cambiato la maniera di approcciarsi alla vita, alle relazioni e alle cose. E in questo modo che abbiamo individuato le sfide educative, gli ambiti su cui ci proponiamo di lavorare: dall accoglienza all essere scout, dal rapporto con le famiglie e con l oratorio e la parrocchia sino alla vita di fede. Il Progetto Educativo presenta oggi, quindi, tutto questo: le aree di impegno prioritarie su cui il Gruppo intende operare nei prossimi anni, attraverso l azione educativa tipica del metodo scout. Gli obiettivi e gli strumenti costituiranno infatti le linee guida per le Unità nella pianificazione delle proprie attività per il periodo da oggi al 2017. La Comunità Capi
2 Accoglienza Dall accoglienza all amicizia Tutta la proposta scout è basata sullo stile dell accoglienza sia per la nostra radice cristiana, sia perché lo scautismo educa a farsi carico degli altri. I ragazzi fanno continuamente esperienza di accoglienza (in branco, in squadriglia, nella comunità di Clan, nel servizio, etc.) ma, nel corso degli ultimi anni, in cui si sono dovuti confrontare con diversità culturali, razziali e disabilità, ci siamo resi conto che non sempre riescono a vivere l approccio al diverso (che, poi, è semplicemente l altro) come una ricchezza. Si avverte, quindi, la necessità che i ragazzi siano sensibilizzati all accoglienza dell altro con responsabilità, intesa come impegno a vincere i propri pregiudizi, nella consapevolezza che ciò passa, prima di tutto, dalla conoscenza di chi si ha di fronte, nella complessità della sua persona, dei suoi limiti e delle sue potenzialità. Tutto questo allo scopo di arrivare a vivere le relazioni con gli altri con l atteggiamento di chi si fa prossimo, come il buon samaritano. 1. Educare alla diversità, intesa come accettazione dell'altro, delle sue qualità e dei suoi limiti. Fare rete : collaborare attivamente con famiglia, scuole, enti, servizi sociali, altri educatori, mondo dello sport. Conoscenza delle diversità/disabilità attraverso il contatto con esperti o con chi ha avuto esperienze simili (strumento rivolto sia ai capi che ai ragazzi). 2. Rispondere alle necessità educative che ci interpellano tramite un'accoglienza che sia responsabile e non mera accettazione passiva.
Essere scout Dalla Promessa alla Partenza 3 Lo scautismo propone ai ragazzi di vivere la propria vita seguendo i valori indicati nella Promessa e nella Legge Scout, facendoli diventare importanti per la propria crescita. Nelle attività scout vengono proposti tutti questi valori. Nei prossimi anni, tuttavia, insisteremo in particolare su alcuni di essi, che in questo momento ci paiono più urgenti di altri. Abbiamo infatti notato nei ragazzi del nostro Gruppo una certa difficoltà a portare a termine gli impegni presi, a prendersi delle responsabilità e giocarsi fino in fondo, a fare scelte non consumistiche. Crediamo inoltre che sia importante il riconoscersi parte di una grande famiglia scout, composta di persone di varia età, ma impegnata tutta quanta sullo stesso cammino di crescita, dove esistono fratelli maggiori che con la loro testimonianza sono d esempio ai fratelli più giovani. 1. Sottolineare e vivere con coerenza alcuni valori specifici dello scautismo: onore, lealtà, laboriosità, essenzialità, essere preparati. 2. Sentirsi parte di una grande comunità, il Gruppo scout, in cui crescere insieme.
4 Essere scout Puntare maggiormente sulle uscite/ cacce/route come occasioni per vivere lo scouting. Meno prevedibilità e più varietà nelle attività vivendo pienamente l'avventura, l estote parati. Sfruttare l anniversario del 60 del Carpi 1 come occasione per mettere a frutto tecniche e vivere i valori, realizzando un evento che evidenzi maggiormente quanto siamo in gamba oggi piuttosto che la nostalgia dei fasti passati. Continua responsabilizzazione dei ragazzi su questi valori (in particolare onore e lealtà), facendoli loro vivere attraverso attività specifiche delle branche senza paura di far notare i comportamenti poco coerenti. Organizzare almeno un campetto di Gruppo. Creare occasioni di incontro con attività tra ragazzi di branche diverse. Valorizzare le sedi e gli spazi dell'oratorio come strumenti educativi, attraverso un maggiore uso infrasettimanale degli ambienti per l'attività dei ragazzi (riunioni di sq., pattuglie di Clan, gruppi di lavoro). Avere una corretta gestione del materiale di unità e di squadriglia, del magazzino e dei luoghi in cui svolgiamo le nostre attività. Realizzazione di un magazzino dei costumi di Gruppo. Attenzione all uniforme, impegnandosi a tenere uno stile uguale per tutto il Gruppo.
Rapporto con le famiglie Conoscere, condividere, collaborare 5 Non tutti i genitori dei ragazzi che frequentano il nostro Gruppo hanno avuto modo di sperimentare di persona il metodo scout: ciò pone la necessità di un maggior impegno per fare capire sempre meglio i valori che animano l'educazione scout, nonché gli strumenti che il metodo mette a disposizione dei capi e dei ragazzi in formazione. Si ritiene pertanto necessario consolidare con le famiglie quel clima di cordialità che negli anni si è cercato di costruire in un quadro di continua collaborazione ed alleanza educativa, indispensabili alla buona riuscita del cammino scout dei ragazzi. In questo contesto diventa pertanto importante non dare niente per scontato (ad esempio spiegando, quando necessario, il significato e le modalità di realizzazione delle diverse attività) ed anzi risulta importante intensificare i momenti di confronto e di conoscenza diretta, naturalmente nel necessario rispetto delle responsabilità e dei reciproci ruoli educativi. 1. Rendere partecipi i genitori delle nostre scelte educative 2. Creare alleanze per l educazione dei ragazzi, soprattutto con l'attenzione al singolo Momenti di convivialità, per favorire un clima di apertura e cordialità. Relazione e comunicazione costante durante tutto l anno cercando di avere dei feedback dalle famiglie. Attività/momenti organizzati per i genitori con le modalità tipiche delle branche. Utilizzare il sito di Gruppo e CarpiUno News. Presentare il Progetto Educativo e Programmi di unità in modo chiaro e stimolante.
6 Proposta di fede Dall Eucarestia alla testimonianza Abbiamo riscontrato che i ragazzi faticano a vivere in pienezza la Santa Messa, dimostrando un atteggiamento, all apparenza, passivo e di poco coinvolgimento. Intendiamo, quindi, impegnarci a che i ragazzi possano vivere in maniera più partecipata la Santa Messa, perché possano comprendere che si tratta di un momento privilegiato del proprio cammino di fede. Riteniamo, inoltre, che il Progetto di Iniziazione Cristiana (P.I.C.), che accompagnerà la branca L/C nel cammino di crescita nella fede dei bambini e che sperimenteremo a partire da quest anno, possa anche aiutarli ad avere un miglior approccio con la Santa Messa. 1. Imparare a vivere la S.Messa in modo più consapevole. 2. Valorizzare il percorso di crescita cristiana dei bambini in età L/C attraverso la sperimentazione del Progetto di Iniziazione Cristiana (P.I.C.). Confrontarsi e coordinarsi con le altre associazioni per vivere al meglio la Messa delle 9.30, valorizzando la partecipazione dei ragazzi e il loro coinvolgimento attivo nella celebrazione e nella comprensione della liturgia. Valorizzare i canti della Messa e la comprensione della Parola. Sfruttare la partecipazione occasionale a celebrazioni differenti dalla Messa delle 9.30 per valorizzare e vivere al meglio vari aspetti della liturgia (ad es. Messe di Gruppo con le nostre specificità o Messe in altre parrocchie, durante uscite e attività di unità, come occasione di stimolo e di confronto con altre realtà parrocchiali).
Parrocchia e Oratorio Vivere la parrocchia e l oratorio 7 Dopo la fase post-sisma sembrano essersi ulteriormente allentati certi legami con le altre realtà oratoriane e parrocchiali, sia dal punto di vista dei contatti personali, sia in relazione ai luoghi che si frequentano. Se si eccettuano alcune esperienze della scuola di catechismo o alcuni sporadici momenti durante l anno (dove tra l altro la collaborazione sembra più una sommatoria di sensibilità diverse piuttosto che una condivisione reciproca di intenti e di progetti), risulta non sempre facile fare vivere concretamente ai ragazzi il valore e l importanza di queste due realtà di comunità. In particolare, in relazione alla vita parrocchiale ci pare di poter dire che, sia l esperienza liturgica come la preghiera comunitaria, non sempre vengono percepite pienamente dai ragazzi; emerge quindi la necessità di un loro maggiore coinvolgimento per renderli sempre più protagonisti di questi momenti. 1. Avvicinare i ragazzi alla parrocchia e renderli partecipi/protagonisti dei suoi momenti comunitari. 2. Vivere l oratorio: conoscere, collaborare, fare rete con le altre realtà che condividono questo spazio educativo. Contribuire a rendere le diverse celebrazioni parrocchiali (messe, veglie, via crucis, ecc.) più adatte per i ragazzi, affinché possano partecipare in modo più attivo e consapevole. Sostenere i servizi in parrocchia per rover e scolte. Avere una rappresentanza attiva della Comunità Capi nelle commissioni parrocchiali che riguardano più da vicino la vita del Gruppo. Partecipare agli eventi che coinvolgono tutto l oratorio. Organizzare eventi in comune con altre realtà oratoriane. Far conoscere l'attività scout all'interno dell'oratorio coinvolgendo i ragazzi del nostro Gruppo. Partecipare attivamente come capi al Consiglio dell oratorio.
Sviluppo del Gruppo 8 S impara da piccoli a diventare grandi Il nostro Gruppo in questi anni ha vissuto e sta vivendo momenti particolari: abbiamo subìto in pieno gli effetti del terremoto, con una lunga inagibilità delle sedi e degli spazi oratoriani, e da più di due anni celebriamo la Messa domenicale in un cinema. Forse anche per questi motivi gli ingressi di nuovi bambini, tradizionalmente legati alle iscrizioni al catechismo, sono in calo, e prevalgono in modo preponderante i maschi rispetto alle femmine. Ciò ha portato ad avere un Branco maschile di oltre 35 lupetti e un Cerchio con meno di 15 coccinelle. Dopo due anni di difficoltà nella gestione del Cerchio, a causa dei numeri scarsi che non consentivano attività entusiasmanti, la Comunità Capi ha preso la decisione di chiudere l unità per aprirne una o più miste. Inoltre, la decisione di intraprendere il Progetto di Iniziazione Cristiana implica un coinvolgimento dei bambini fin dalla seconda elementare, classe che fino ad oggi è sempre stata affidata all Azione Cattolica. Favorire e sollecitare gli ingressi di bambine di 8-10 anni. Raggiungere un equilibrio numerico tra maschi e femmine, e numeri tali da consentire il mantenimento nel tempo anche delle due unità di Branca E/G. Coinvolgere i bambini di seconda elementare nel Progetto di Iniziazione Cristiana. Pubblicizzare l iscrizione al Gruppo Carpi 1 tramite volantini, passaparola, open day e altre forme pubblicitarie che coinvolgano tutto il Gruppo. Realizzare modalità di coinvolgimento nel Progetto di Iniziazione Cristiana dei bambini di seconda elementare (alcune ipotesi da valutare: gestione della classe da parte di capi, collaborazione con il branco, ingresso dei bambini in branco in seconda elementare, ). Rapporto più stretto con l'oratorio.