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Saluto Ministro La presentazione del Rapporto INVALSI sulle prove standardizzate condotte dagli studenti italiani è una importante scadenza per il mondo della scuola. Le prove condotte dall INVALSI forniscono al sistema, alle singole scuole, un benchmark a cui far riferimento per poter individuare i propri punti di forza e le proprie difficoltà. Con riferimento a cinque diversi gradi scolastici ed alle competenze, basilari e trasversali, afferenti a Italiano e Matematica, queste prove consentono di verificare il grado di effettivo perseguimento delle Indicazioni Nazionali per il curriculum anticipando, in parte, le proposte di aggiornamento attualmente in discussione. È rispetto alle Indicazioni Nazionali che le rilevazioni sugli apprendimenti condotte dall INVALSI, costruite tenendo conto anche delle migliori esperienze internazionali disponibili in materia, hanno una funzione servente, di vitale importanza per le scuole dell autonomia che sono chiamate a perseguire quelle indicazioni, ma scegliendo esse stesse la migliore via per farlo. Il Rapporto oggi predisposto guarda a un campione di scuole di circa 2000 classi per livello scolastico, ove le condizioni di svolgimento delle prove sono state meglio tenute sotto controllo al fine di delineare un quadro sufficientemente affidabile della situazione nel complesso del Paese, nelle singole regioni e, per la scuola secondaria di secondo grado, anche per la macro-tipologia di istituti (licei, istituti tecnici e istituti professionali). Voglio però sottolineare come sia importante che queste prove siano state condotte in tutte le scuole. Esse potranno così consentire a ciascuna singola scuola di capire quale sia la propria specifica situazione, i propri punti di forza e di debolezza. La giornata odierna è perciò solo un primo passo di una più complessiva azione di restituzione alle singole scuole dei dati rilevanti sulla propria situazione che l INVALSI e il Ministero stanno precisando e definendo al fine di promuovere in ogni singola scuola un azione di autovalutazione a fini di miglioramento. Non voglio qui anticipare i principali risultati delle rilevazioni condotte dall INVALSI, che gli analisti dei questo istituto esporranno poi in maggior dettaglio: è del resto importante che tali risultati siano oggetto di approfondita riflessione, senza limitarsi a pochi tratti di colore. Lasciatemi solo sottolineare 2-3 cose. Un primo dato è quello relativo al permanere, pur in un quadro regionalmente differenziato ed in cui alcune regioni mostrano una certa capacità di recupero, di un generale e ampio divario a sfavore del Mezzogiorno. I dati delle figure 1 e 2 mostrano come i divari geografici tendano ad aumentare nei livelli di istruzione, ossia le differenze divengono sempre più consistenti al crescere dell età degli allievi.

Figura 1 Figura 2

Tuttavia, specie nella scuola del primo ciclo il divario rispetto al dato nazionale si è ridotto nel tempo in alcune regioni (Puglia, Abruzzo e Basilicata) di qualche punto percentuale, fino a raggiungere in alcuni casi i livelli medi del Paese. Rimane invece ancora consistente lo svantaggio del Sud e, in parte anche del Centro, rispetto al Nord per quanto riguarda i risultati della scuola secondaria di secondo grado. In termini percentuali rispetto alla media esso supera i 12 punti per l Italiano e gli 11 per la Matematica, pari a quasi 3/4 di un unità di deviazione standard (cfr. figura 3 e figura 4). Figura 3

Figura 4 La figura 3 e la figura 4 mostrano semplicemente la variazione negli ordinamenti dei risultati, ma l INVALSI ha già iniziato nei mesi scorsi a costruire un sistema che permetterà di ancorare le prove nel tempo. Ciò consentirà a breve di confrontare nel tempo non solo gli ordinamenti relativi dei risultati, ma direttamente i risultati stessi, anche in termini di valore aggiunto, individuando linee di miglioramento e attenzione in grado di aiutare le scuole nei loro processi di autoanalisi e miglioramento. Alcuni studi sperimentali condotti dall INVALSI qualche indicazione di miglioramento nel tempo, confermando quindi il ruolo positivo della valutazione nella direzione della promozione del miglioramento e dell innalzamento delle competenze degli allievi. Tuttavia, le differenze all interno del sistema scolastico italiano permangono non solo in termini di valori medi, ma anche dell intera distribuzione dei risultati stessi. A titolo esemplificativo, la figura 5 riporta i risultati della prova di Matematica della classe seconda della scuola secondaria di secondo grado.

Figura 5 Le due macro-aree settentrionali hanno punteggi medi molto simili tra loro e significativamente al di sopra della media italiana, mentre le due macro-aree meridionali hanno punteggi significativamente al di sotto di essa. Anche il Centro ha un punteggio più basso di alcuni punti rispetto alla media dell Italia. Da notare anche che, in Matematica, il risultato degli studenti del Sud non si differenzia da quello degli studenti del Centro, diversamente da quanto accade per gli alunni del Sud e Isole. In genere, con poche eccezioni, le regioni seguono la sorte delle macro-aree di appartenenza. Fra le eccezioni, da segnalare nel Nord la Liguria, i cui risultati non si scostano dalla media italiana, e nel Sud la Puglia, l Abruzzo e il Molise che hanno anch esse, a differenza delle altre regioni di quest area, risultati statisticamente non difformi dalla media nazionale. In pratica, la regione che contribuisce maggiormente al risultato complessivamente al di sotto della media dell area Sud è la Campania. In Matematica la regione con il risultato più elevato è il Veneto, che supera di 35 punti la media della Sardegna, ossia la regione che consegue il risultato più basso.

Guardando alle distribuzioni dei punteggi delle singole macro-aree e regioni e confrontandole con la distribuzione dei punteggi dell Italia nel suo insieme, si può constatare che quanto più le barre della distribuzione dei punteggi di un area o di una regione si allungano a sinistra della retta innalzata in corrispondenza della media nazionale e si accorciano a destra di tale retta, tanto più aumenta il numero di alunni con competenze inadeguate o gravemente carenti (al di sotto del 25 e del 5 percentile della distribuzione dell Italia) e diminuisce il numero degli studenti con competenze buone o eccellenti (al di sopra del 75 e del 95 percentile). Per fare un esempio, in Italiano, il 25 percentile della regione con il risultato medio più basso, la Sardegna, corrisponde a un punteggio di 151, più basso del punteggio corrispondente al 5 percentile del Veneto (158), la regione con il risultato medio più elevato: ciò significa che una quota di quasi il 25% degli studenti sardi ottengono punteggi pari o al di sotto del punteggio conseguito solo dal 5% degli studenti veneti più deboli. È importante osservare che i risultati delle prove INVALSI 2012 di seconda superiore sono molto simili a quelli delle prove di comprensione della lettura e di matematica dell ultima tornata dell indagine PISA di cui siano noti i risultati (2009). Non solo la graduatoria dei punteggi delle macro-aree riproduce da vicino quella che si ottiene in base all esito delle prove INVALSI 2012, con le due aree settentrionali al disopra della media italiana e della media OCSE, il Centro con un punteggio simile a quello medio dell Italia e le due aree meridionali al di sotto della media italiana e della media OCSE, ma se si va a vedere quali siano le regioni con il punteggio più alto e più basso nella prova PISA di comprensione e quale sia la distanza che le separa, si constata che esse sono anche in questo caso la Lombardia e la Calabria e che il divario tra i 522 punti della prima e i 448 della seconda è di 74 punti, cioè tre quarti di deviazione standard. Sulle differenze territoriali pesano anche problemi che vanno al di là del funzionamento del sistema scolastico, come una rilevante differenza nelle condizioni di contesto in cui operano le scuole. Il background socio-culturale, misurato l indice ESCS (economical status social cultural index), è molto diverso nel Paese: più alto al Centro-Nord e più basso nel Mezzogiorno. La differenza nel background socio-culturale tra le aree del Paese si riscontra sia come livello assoluto (superando a volte il 70% di una unità di deviazione standard) sia in termini di variabilità, maggiore al Sud rispetto al Centro-Nord. Inoltre essa si manifesta in maniera diversificata tra le scuole, tra le classi e al loro interno. La figura 6 mostra a titolo di esempio, nelle diverse aree del Paese, la scomposizione della variabilità nelle sue diverse componenti nella classe V primaria (prova di Matematica).

Figura 6 La figura 6 evidenzia una minore variabilità dei risultati nelle aree del Nord e soprattutto una maggiore omogeneità tra le scuole e tra le classi a differenza di quello che avviene nel Sud e in parte anche nel Centro. Si conferma perciò la necessità per il sistema scolastico di darsi meglio e di più da fare, ponendo particolare attenzione alla situazione di queste regioni, come questo governo sta facendo nell ambito del piano di coesione. Tuttavia, se il background contribuisce, almeno in parte, a spiegare le differenze territoriali, esso comunque non è sufficiente a darne piena ragione. Infatti, se si confronta, ad esempio, l ordinamento relativo dei risultati delle regioni prima e dopo aver considerato il peso del background e di altre variabili di contesto, esso rimane sostanzialmente invariato (cfr. figura 7).

Figura 7 Un secondo dato attiene l emergere, anche e soprattutto nelle regioni settentrionali, di un problema sinora affrontato solo parzialmente dal sistema scolastico, quello della integrazione degli studenti di origine straniera, che ormai rappresentano una quota molto elevata della popolazione studentesca. Tale quota supera in alcune regioni del Nord il 10% della popolazione scolastica, assumendo quindi una consistenza numerica considerevole. In generale, specie nella prova d Italiano, gli allievi di origine immigrata conseguono risultati più bassi di quelli autoctoni, anche se questa differenza si riduce quando si considerano i soli allievi di origine immigrata, ma nati in Italia. Questa differenziazione è particolarmente utile per la scuola del primo ciclo d istruzione dove la quota di allievi di origine immigrata di seconda generazione raggiunge una certa consistenza numerica. La figura 8 mostra la distribuzione dei punteggi d Italiano per la classe quinta primaria.

Figura 8 Infine lasciatemi però anche sottolineare due piccole novità del Rapporto. La prima è nella presentazione di informazioni che presentano non solo i risultati complessivi degli studenti italiani, ma anche il diverso grado di difficoltà che all atto pratico i nostri studenti hanno poi evidenziato con riferimento ai diversi aspetti delle prove condotte. Si tratta di un informazione che, nella specifica situazione di ogni singola scuola, potrà meglio guidare l attività di programmazione e riprogrammazione della didattica: le scuole potranno in altri termini scoprire quali sono gli aspetti di una disciplina o le diverse tipologie di competenze su cui maggiormente lavorare coi propri studenti. Con riferimento ad esempio alle classi seconde della scuola di II grado, il Rapporto oggi ci dice che in matematica i nostri ragazzi incontrano difficoltà ad argomentare le soluzioni proposte, mentre in Italiano sono le competenze valutative e interpretative quelle in cui si concentrano le maggiori difficoltà.

La figura 9 mostra i livelli di competenza nei processi cognitivi della prova di Matematica della II della scuola secondaria di secondo grado. Come si può vedere nel processo Modellizzazione gli allievi hanno un maggiore livello di competenza, mentre in quello Argomentazione ottengono risultati più bassi. Figura 9 1 L ultima piccola novità su cui volevo soffermarmi è il dato sulla presenza di comportamenti scorretti ed impropri nella conduzione delle prove. Un segnale positivo è nel fatto che, quanto meno nelle classi in cui la presenza di osservatori esterni ha vigilato sullo svolgimento del processo, tale fenomeno è pressoché scomparso, anche in quelle regioni ove negli anni passati esso era ancora significativamente presente. Il segnale negativo è che però in assenza di tali osservatori il fenomeno permane. Bene fa l INVALSI a cercare di identificare e correggere per tali anomalie. Ciò però non sempre basta. È compito delle singole scuole, in primis dei loro dirigenti scolastici, prevenirle, innanzitutto per salvaguardare la rilevanza informativa per le loro stesse scuole di tali prove. 1 Livello di competenza necessario per rispondere ad almeno il 50% dei quesiti afferenti a ciascun raggruppamento riportato nel grafico. Un livello numerico più elevato (nel grafico un valore rappresentato più in basso) indica che quella componente o parte della prova è risultata più difficile e la performance è stata quindi, di conseguenza, meno soddisfacente.