favola di Eleonora Eleonori



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LA LA STORIA STORIA DEL DEL PICCHIO PICCHIO FILIPPO FILIPPO favola di Eleonora Eleonori

Questa è la storia del picchio Filippo e della sua famiglia composta di moglie e tre figlioletti: Rino, Pino e Mino. Il picchio Filippo viveva in una grande pineta, lì era nato e vi aveva sempre vissuto.

Fin da piccolo, da quando i genitori gli avevano insegnato a come picchiettare con il proprio becco sugli alberi, aveva volato, giocato, osservato tutto quello che succedeva nella pineta.

Conosceva tutti gli angoli più nascosti, tutti i risvolti sconosciuti a molti, tutte le specie di animali che vivevano lì e ne era loro amico. Aveva guardato tante volte i bambini che venivano lì a giocare, a raccogliere pinoli, ed era felice di sentire le loro risate allegre e contente, di vederli scorazzare in tutta libertà in mezzo alla pineta priva di traffico e pericoli, ma soprattutto ricca di cose da raccogliere: rametti, pigne da poi dipingere e con cui giocare per inventarsi nuovi divertimenti.

Insomma, il picchio Filippo era stato un piccolo picchio felice.

Poi Filippo diventò grande e sentì la necessità di costruirsi una famiglia tutta sua. Un giorno, svolazzando qua e là, vide che nella pineta era venuta ad abitare una nuova famiglia di picchi. Subito si recò a dare il benvenuto ai nuovi arrivati. Bussò, col suo bel becco, alla porta e gli si parò davanti una bellissima picchia. Filippo restò senza fiato e, balbettando, disse: Buongiorno, sono Filippo il vostro vicino di casa, sono venuto a darvi il benvenuto fra noi.

La picchia rispose, anche lei un po' imbarazzata: Ciao, sono Rosina, grazie per la tua gentilezza, siamo appena arrivati e siamo ancora unpo' spaesati.

Da questo incontro non si lasciarono mai più. I due picchi svolazzavano in lungo e in largo per la pineta, picchiettando con i loro becchi sugli alberi all'unisono tant'è che il loro picchiettio era così bello che sembrava una musica soave.

Dal loro amore nacquero tre picchi: Rino, Pino, Mino. Naturalmente erano tutti contenti, i tre picchi crescevano sani, forti e allegri sotto l'occhio vigile dei genitori.

I giorni scorrevano pieni di gioia e di allegria, la pineta era proprio un'oasi felice per tutti i suoi abitanti, ma... Una mattina, Filippo, svolazzando in cerca di cibo, sentì uno strano odore... si guardò attorno e in lontananza vide un fil di fumo.

Si preoccupò, girò il capo e ne vide un altro, poi ancora un altro (ERA UN INCENDIO!!!). Subito si precipitò ad avvisare tutti gli animali ed a mettere in salvo la propria famiglia.

Grazie all'allarme tempestivo di Filippo si salvarono tutti trovando riparo nella pineta vicina, che per fortuna non era stata intaccata dal fuoco. Inutile descrivere l'angoscia, la paura e la tristezza di tutti.

Filippo però era tenace e combattivo, non voleva certo demordere e piangersi addosso; convocò un'assemblea con tutti gli ex abitanti della pineta per poter prendere in mano la situazione e trovare una soluzione per ripristinare la propria pineta andata in fumo.

Parlarono, parlarono. Ognuno, anche se molto triste, cercava di trovare una soluzione che potesse risolvere questo grave problema. Poi, il riflessivo e saggio Gufo Guglielmo, l'anziano della pineta, ebbe un'idea: Chiamiamo a raccolta i bambini che venivano qui a giocare, forse loro possono aiutarci. Così fu.

Picchio Filippo chiamò i bambini ed assieme ebbero un'idea grandissima. Uno dei bimbi disse: Chiediamo agli adulti di darci una mano per iniziare a pulire la pineta dagli alberi bruciati che sono da togliere, poi al resto, pensiamo noi. Tutti i bambini si recarono dalle guardie forestali e dai cittadini del posto che, naturalmente, furono ben felici di poterli aiutare. Ognuno faceva la propria parte, chi tagliava gli alberi bruciati, chi ripuliva il terreno coperto di cenere.

Anche Madre Natura li aiutò, facendo crescere piccole piantine e arbusti che avrebbero ricreato il sottobosco. Tutto andò bene, la pineta era pulita e si poteva cominciare ad attuare il piano B.

Una domenica mattina, un piccolo esercito di bambini partì dalla propria casa armato di palette e secchielli pieni di pinoli. Ricordate i pinoli raccolti prima dell'incendio? Proprio quelli!

Ognuno di loro, giunto sul posto, incominciò a fare tanti piccoli buchi dove, anche con l'aiuto degli animali e del Picchio Filippo che scavava infaticabile col suo becco, e depose i propri pinoli. Altri bambini invece controllavano che alcune piantine già nate dai pinoli caduti per terra stessero crescendo bene. Fu un lavoro lungo e faticoso, ma andarono a casa fischiettando contenti.

Non c'era più tristezza e malinconia, c era solo la certezza che la pineta sarebbe ritornata ad essere quella che era sempre stata e che tutti, animali compresi, sarebbero tornati a viverci felici e contenti come un tempo.

Favola ideata dalla Maestra Eleonora Eleonori nel settembre 2012 a Ravenna, in occasione del progetto del Comune di Ravenna per il ripristino della Pineta Ramazzotti di Lido di Classe (RA), distrutta nell incendio del 19 luglio 2012 Immagini prive di copyright, create per l occasione da Eleonora Eleonori con la supervisione degli allievi della Scuola Materna Comunale Gioco e Imparo di Ravenna e ridisegnate da Francesca Santarella. L uso della presente favola è libero, si prega tuttavia di citarne gentilmente l autore.