Training autogeno. G. Larghi 2



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TRAINING AUTOGENO Una piacevole tecnica di autorilassamento per recuperare in modo immediato uno stato di completo benessere fisico e mentale. G. Larghi 1

Training autogeno È un metodo di autodistensione e di rilassamento che consente la modificazione di situazioni psicologiche e somatiche; la tecnica è stata ideata e sviluppata da J. H. Schultz nel 1932. L obiettivo di Schultz era quello di rendere la persona assistita meno vincolato alla dipendenza del terapeuta e divenire lui stesso autore del proprio cambiamento e del proprio benessere. G. Larghi 2

Il cardine su cui ruota il Training Autogeno è la calma, stato che si raggiunge progressivamente e gradualmente attraverso esercizi che agiscono sui muscoli, vasi sanguigni, cuore, respirazione, organi addominali e capo. Gli esercizi si suddividono in inferiori e superiori. Nei primi l attenzione mentale viene rivolta a particolari sensazioni corporee, nei secondi invece, l attenzione viene rivolta a particolari rappresentazioni mentali. G. Larghi 3

La pratica del training autogeno influenza varie funzioni dipendenti dal sistema nervoso vegetativo quali la respirazione, la circolazione del sangue ed il metabolismo. Inoltre consente di mutare il tono dell umore ed attenuare gli stati emotivi e l ansia, portando ad un sempre maggiore grado di distensione, benessere ed equilibrio psicosomatico. G. Larghi 4

Permette infatti, di combattere lo stress, le tensioni muscolari e psichiche, la mancanza di energia, l ansia l e le sue somatizzazioni organiche (tremori, insonnia, sudorazione, tachicardia, oppressione toracica ecc.) Nello sport è un ottimo ausilio per contrastare l ansia e la tensione preagonistica. G. Larghi 5

Training autogeno piacevole tecnica di autorilassamento Cosa si può ottenere con questo metodo? Un più profondo e rapido recupero di energie. Autoinduzione alla calma, ottenuta mediante il rilassamento, che con l allenamento diventa un atteggiamento esistenziale di fondo. Miglioramento di alcune capacità (memoria, concentrazione). Diminuzione della percezione del dolore. Introspezione e maggiore consapevolezza di sé. Riduzione, e in molti casi scomparsa, di tutti i sintomi psicosomatici (cefalee, gastriti, coliti ecc.) G. Larghi 6

Valori propri del training autogeno Il T.A. propone il rovesciamento totale di alcuni valori che il nostro sistema sociale considera positivi ( attività, tensione). L attivismo è tenuto in alta considerazione dalla società in cui viviamo, significa essere operosi, darsi da fare, essere in grado di porsi degli obiettivi e saperli raggiungere, di crearne di nuovi, in una corsa continua. G. Larghi 7

L uomo attivo è l uomo di successo. L attività viene premiata, ma comporta una ricerca continua che crea ansie, aspettative, preoccupazioni, tensioni. Gli stimoli esterni dell ambiente si fanno via via pressanti, ci condizionano giorno per giorno con una continua richiesta di iperattività che si rinnova incessantemente. Nello sforzo continuo di rispondere adeguatamente, continuiamo a perseguire una posizione di equilibrio che troppo spesso ci sfugge. G. Larghi 8

Valori moderni Valori del T.A. Attivismo Tensione Rapporto con l esterno condizionamento Passività Distensione Rapporto con se stessi De-condizionamento G. Larghi 9

Caratteristiche legate all ambiente, ambiente, alla posizione e all abbigliamento abbigliamento Ambiente: silenzioso, poco luminoso, temperato Posizione: supina, in poltrona Abbigliamento: comodo, assenza di costrizioni, togliere scarpe, occhiali ecc. G. Larghi 10

Esercizi inferiori. Primo esercizio: PESANTEZZA Secondo esercizio: CALORE Terzo esercizio: RESPIRO Quarto esercizio: CUORE G. Larghi 11

ESERCIZIO della PESANTEZZA finalità L esercizio della pesantezza consente al soggetto rilassato di avvertire sensazioni di peso in quelle zone del corpo su cui si indirizza la propria concentrazione passiva. La muscolatura volontaria, per effetto della distensione, dà l impressione di sciogliersi e di abbandonarsi. Tutto questo è percepito con un senso di pesantezza (per alcuni percepito come leggerezza). Il peso o la leggerezza sono due aspetti della stessa condizione base: avere raggiunto un buon rilassamento muscolare. G. Larghi 12

SCOPO (es. pesantezza) Prendere coscienza e stabilire un dialogo con la muscolatura volontaria,in una condizione opposta a quella abituale; non più legata al movimento e alla tensione, ma all immobilità e alla distensione. G. Larghi 13

Esercizio del CALORE finalità: Con un adeguata tecnica di allenamento, è possibile portare sotto il controllo della volontà parte delle funzioni che, per definizione, sono autonome nella loro costituzione anatomica e nella loro attività. Così alla situazione di rilassamento in cui ci si trova grazie all esercizio della pesantezza, possiamo aggiungere un approfondimento del vissuto della calma e della distensione indirizzato al sistema vascolare, sino a raggiungere un rilasciamento della muscolatura liscia delle pareti arteriose cui consegue una vaso-dilatazione. G. Larghi 14

Scopo (es. calore) Avremo un maggior afflusso sanguigno (iperemia) alle zone del corpo interessate all esercizio. Tutto ciò determina un obiettiva sensazione di leggero calore. Il calore che si avverte non è quindi un vissuto empirico, ma reale. Riscontro fisiologico: un aumento della temperatura di 1 centigrado. G. Larghi 15

Esercizio del RESPIRO finalità: L esercizio propone l interiorizzazione dell atto respiratorio fisiologico cioè: il corpo respira da solo, senza bisogno di alcun intervento della volontà. Nell esecuzione dell esercizio, il respiro non va vissuto emotivamente, per la funzione rilevante che svolge nell organismo, ma va lasciato andare e percepito per il movimento che ne consegue con l estendersi ed il restringersi della cassa toracica. G. Larghi 16

SCOPO (es. respiro) Ritrovare il giusto ritmo spontaneo. Rendersi conto gradualmente delle benefiche sensazioni che derivano da una respirazione tranquilla, ritmica, regolare. È un ritmo, come le onde del mare che lambiscono la spiaggia e poi defluiscono, con un movimento regolare di flusso e riflusso: è vivere in sintonia con il proprio respiro. G. Larghi 17

Esercizio del CUORE finalità Il cuore, organo centrale della circolazione sanguigna, batte regolarmente, fisiologicamente, in ogni istante, senza che noi, normalmente, prestiamo attenzione al suo funzionamento. L esercizio del cuore è quello di portare la persona assistita alla scoperta del proprio cuore, far sentire il funzionamento del cuore in modo positivo, associandolo alla calma ed al benessere psichico. G. Larghi 18

SCOPO (es. cuore) Si avverte il funzionamento del cuore in modo positivo, raggiungendo una serenità d animo, riuscendo a controllare le influenze esterne, per lo più negative, che possono modificare il ritmo (stress, ansia, ira, collera, paura) G. Larghi 19

Al termine di ogni seduta Al termine di ogni esercizio è necessario eseguire alcuni semplici movimenti che permettono al nostro corpo di rientrare in contatto con la realtà nel modo migliore. Sono piccoli movimenti di flessione ed estensione delle mani e dei piedi fino al coinvolgimento delle braccia e delle gambe, per poi passare ad una respirazione più profonda; riaprendo per ultimo gli occhi. G. Larghi 20

Cosa può ostacolare la riuscita dell esercizio? esercizio? G. Larghi 21

Durante la pratica degli esercizi di training autogeno possono intervenire alcuni elementi che ostacolano la riuscita dell allenamento: La temperatura dell ambiente in cui si pratica Eccessivi rumori esterni Interruzioni improvvise e inaspettate Pratica discontinua G. Larghi 22

Non occorre forza di volontà ma solo impegno costante a pensare a se stessi per un po di tempo ad abbandonarsi al piacere della calma e della distensione che viene da sè G. Larghi 23

È indispensabile inserire l esercizio di training autogeno nella vita quotidiana: è il tempo che dedichiamo per volerci bene. G. Larghi 24

bibliografia L. Marnati Il rilassamento Xenia G. De Chirico Training autogeno ediz. Di red S. Baggi, S. Ceppellini Il training autogeno De Vecchi Editore G. Larghi 25