Adliswil, 20 febbraio 2009 Imballaggi per prodotti alimentari Stimati partner commerciali, l impiego dei sistemi di laccatura UV nella lavorazione di imballaggi per prodotti alimentari e generi di consumo offre per molti aspetti enormi vantaggi e opportunità, ma pone anche nuove particolari esigenze. In base ad un caso verificatosi di recente relativo al tema della migrazione desideriamo aggiornarvi e sensibilizzarvi nuovamente sull argomento. E presumibile infatti che tale problematica continuerà ad estendersi, e che riscontreremo sul mercato controlli più rigidi da parte delle autorità. Siamo quindi lieti di offrirvi la nostra collaborazione per sviluppare in comune soluzioni richieste nel settore degli imballaggi per prodotti alimentari e generi di consumo. Cosa si è verificato? In un campione analizzato nell ambito di un controllo a campione di prodotti alimentari un istituto tedesco ha rintracciato nell alimento confezionato la presenza di un fotoiniziatore (il 4- metilbenzofenone) ad una concentrazione che, secondo il suo parere, non è conforme alle direttive generali di sicurezza relative agli imballaggi per prodotti alimentari, così come previste dall articolo 3 del regolamento CE 1935/2004. È anche vero che l autorità locale, l istituto tedesco di controllo dei prodotti alimentari, ha correttamente sottolineato che in Germania il valore limite 1 di 10 ppb (10 µg/kg di prodotto alimentare) è previsto per gli imballaggi di plastica, e quindi non è direttamente applicabile al caso qui considerato (imballaggio di cartone); tale istituto è tuttavia del parere che questo valore limite offra un punto di riferimento per la valutazione della sicurezza. Il prodotto alimentare contestato era stato confezionato in un sacchetto di polietilene (HDPE), a sua volta contenuto in un imballaggio di cartone stampato e laccato sulla sua superficie esterna. Secondo le nostre conoscenze è molto probabile che la pellicola di polietilene utilizzata per l imballaggio interno non sia stata in grado di fungere da barriera protettiva alla migrazione del 4- metilbenzofenone, una sostanza dal basso peso molecolare. Di conseguenza il fotoiniziatore 4- metilbenzofenone potrebbe essere migrato dalla parte esterna dell imballaggio fino al prodotto alimentare senza incontrare barriere ostruttive. 1 In base alle nostre conoscenze attuali non è chiaro se l applicazione della relativa norma del 8 (1a) dell ordinanza sugli articoli di consumo sia giuridicamente valida, in quanto tale norma non sembra essere stata notificata in modo corretto alla commissione europea a Bruxelles.
Per questo motivo la Schmid Rhyner AG non certifica e sconsiglia esplicitamente l impiego del suddetto prodotto per la lavorazione di imballaggi a contatto con alimenti. Il caso appena citato è stato pubblicato il 3.2.2009 nel RASFF (RAPID ALERT SYSTEM FOR FOOD AND FEED della Commissione europea) con la motivazione: migration of 4-methylbenzophenone (798 µg/kg - ppb) from cardboard boxes produced in the Netherlands containing chocolate crunch muesli manufactured in Belgium. Impiego di materiali a indurimento UV nella finitura della stampa L indurimento UV è una tecnica industriale impiegata per applicare sostanze di rivestimento. Le sostanze applicate, attivate da raggi UV ad alto contenuto energetico, si induriscono formando uno strato solido. La tecnica di gran lunga più utilizzata è l indurimento UV in atmosfera normale (con ossigeno). I sistemi ad indurimento UV sono molto apprezzati perché permettono di lavorare ulteriormente i prodotti trattati senza lunghi tempi di attesa. Per questo motivo vengono sempre più utilizzati nelle finiture della stampa ( lacche UV ) e negli inchiostri di stampa a indurimento UV. Affinché si realizzi l indurimento UV è necessaria la presenza di fotoiniziatori nella lacca, ossia di sostanze che avviano la reazione di indurimento in risposta all esposizione alle radiazioni UV. Il 4-metilbenzofenone è uno dei fotoiniziatori più comuni. Si tratta di un cosiddetto derivato del benzofenone, il quale si distingue per l odore meno marcato e soprattutto per il potenziale di migrazione decisamente inferiore. Per questo motivo, oltre ad altri fotoiniziatori, la Schmid Rhyner utilizza anche il 4- metilbenzofenone nelle lacche UV standard destinate alla finitura della stampa e alle stampe commerciali di imballaggi. Che cosa è la migrazione? Nel settore degli imballaggi per prodotti alimentari e generi di consumo, il termine migrazione indica il passaggio di sostanze dall imballaggio al prodotto confezionato. La migrazione porta a delle modifiche del prodotto alimentare e in certi casi può avere conseguenze dannose per la salute: si tratta quindi di un fenomeno indesiderato. Alcune sostanze potenzialmente in grado di migrare possono essere presenti nel rivestimento (lacca, pellicola laminata comprendente materiali adesivi, ecc.), nell inchiostro di stampa o nel supporto stampato (carta, cartone, pellicola, ecc.). Una lavorazione inappropriata durante il processo produttivo può causare la migrazione di tali sostanze fino all alimento confezionato. Il 4-metilbenzofenone è quindi solo uno fra i numerosi composti che possono migrare in un prodotto alimentare. Un ulteriore rischio è costituito dalle sostanze presenti all esterno dell imballaggio, che possono raggiungere la parte interna dell imballaggio per controstampa (cioè a causa della pressione che si crea nelle pile di confezioni). Una volta trasferita sulla parte interna dell imballaggio, la sostanza può essere trasferita al prodotto alimentare. Infine è possibile che la migrazione di sostanze avvenga anche attraverso il supporto stampato fino al prodotto alimentare. Ogni imballaggio in cui il prodotto contenuto non sia protetto da un ulteriore imballaggio interno ( imballaggio primario ) come barriera contro il passaggio di sostanze, è da considerarsi esso stesso come imballaggio primario.
La funzione di barriera esercitata dall imballaggio interno può essere rivolta a tutte le sostanze oppure essere efficace solo contro quelle sostanze di cui si vuole evitare il trasferimento nel prodotto alimentare (barriera funzionale). Secondo la legislazione CE, la capacità di fungere da barriera deve essere verificata mediante adeguati test di migrazione. Se l imballaggio interno non ha le caratteristiche necessarie di barriera, le norme relative ai materiali e agli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari previste dal regolamento UE sui beni di consumo n. 1935/2004/CE si applicano automaticamente anche agli imballaggi esterni. Il legislatore stabilisce che nell ambito dei suoi controlli sulla sicurezza, il produttore di imballaggi è tenuto a dichiarare che gli imballaggi da lui forniti sono conformi ai requisiti di legge. Il produttore deve quindi fornire una cosiddetta Declaration of Compliance secondo l articolo 16 del regolamento CE n. 1935/2004, ed è tenuto a presentare i risultati dei test effettuati qualora vengano richiesti dall autorità. Requisiti legali relativi agli imballaggi per prodotti alimentari Regolamento UE n. 1935/2004/CE sui beni di consumo Secondo l articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1935/2004, tale regolamento mira a garantire il funzionamento efficace del mercato interno della UE per quanto attiene all immissione sul mercato comunitario dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto direttamente o indirettamente con i prodotti alimentari, oltre a costituire la base per assicurare un elevato livello di tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori. Secondo l articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1935/2004, tale regolamento si applica ai materiali e agli oggetti allo stato di prodotti finiti: a) che sono destinati a essere messi a contatto, o b) che sono già a contatto con prodotti alimentari e sono destinati a tal fine, o c) di cui si prevede ragionevolmente che possano essere messi a contatto con prodotti alimentari o che trasferiscano i propri componenti ai prodotti alimentari nelle condizioni d impiego normali o prevedibili. L articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1935/2004 stabilisce che i materiali e gli oggetti che vengono a contatto con prodotti alimentari indipendentemente dal fatto che siano stampati o no devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione affinché, in condizioni d impiego normali o prevedibili, essi non trasferiscano ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da a) costituire un pericolo per la salute umana; o b) comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari; o c) comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche. Responsabilità Giuridicamente, la responsabilità del rispetto delle norme di legge è di coloro che immettono sul mercato gli imballaggi per prodotti alimentari, vale a dire sia il produttore di imballaggi che il produttore degli alimenti. Essi sono inoltre tenuti a produrre nel rispetto delle norme sulle buone pratiche di fabbricazione ( Good Manufacturing Practice, GMP, cfr. 2023/2006/CE, Regolamento
sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire contatto con prodotti alimentari). Tali norme prevedono la pulizia dei sistemi di lavorazione, l impiego di materiali idonei e il loro continuo controllo, il regolare controllo della qualità (indurimento, ecc.), il controllo permanente della funzionalità dei sistemi di lavorazione (lampade a radiazione UV, riflettori) e il prelievo regolare, l esame e l immagazzinamento di campioni di prodotto. In ogni caso è consigliabile controllare la conformità dell imballaggio finito in funzione dell impiego previsto. Un altro caso: ITX Un esempio è quello del fotoiniziatore ITX, che qualche anno addietro fu trovato nel latte per neonati. La sostanza era arrivata nel latte provenendo dall inchiostro di stampa presente sull imballaggio. In questo caso, la corretta soluzione (cioè impedire la migrazione della sostanza dall imballaggio al prodotto alimentare) era stata trascurata da una campagna informativa unilaterale dei media. Sia la parte lesa che le aziende coinvolte si impegnarono con grande energia alla sostituzione dell ITX nei prodotti in cui veniva utilizzato. Non essendoci un orientamento comune alla soluzione del problema, nel sostituire l ITX non sempre è stata impiegata la sostanza più adeguata, ossia la meno contaminante. Nel settore della produzione di materiali destinati all impiego per la stampa di imballaggi, questo fatto ha tuttavia spronato la ricerca di nuove sostanze, cosicché al giorno d oggi sono disponibili per molti prodotti svariate alternative a basso potere migrante Consulenza tecnica di Schmid Rhyner L impiego dei materiali a indurimento UV si sta diffondendo notevolmente nell industria grafica, e quindi anche nel settore della stampa di imballaggi. I prodotti trattati con questi materiali hanno infatti eccellenti qualità ottiche e possono essere lavorati ulteriormente senza lunghi tempi di attesa. La tendenza generale riscontrata sul mercato è quella della differenziazione dei prodotti tramite il loro imballaggio. Le finiture delle stampe degli imballaggi sono quindi sempre più importanti, perché sono in grado di esaltare la presentazione del prodotto. Di conseguenza, al produttore di imballaggi vengono richieste conoscenze sempre più specifiche nell ambito delle interazioni tra prodotto confezionato e imballaggio. Ciò comporta parallelamente un ulteriore sviluppo delle tecniche analitiche, che permettono di accertare la presenza di sostanze a concentrazioni sempre più basse. Dal punto di vista della protezione dei consumatori e della salute, anche la legislazione in ambito alimentare viene costantemente aggiornata, mentre le autorità ne controllano rigorosamente il rispetto. In una situazione come questa, è assolutamente indispensabile per l industria degli imballaggi per prodotti alimentari affinare la collaborazione tra i vari settori coinvolti nella filiera produttiva e di distribuzione: i produttori di materiali, i produttori di imballaggi e l industria alimentare che impiega tali imballaggi. Come tutti i materiali a indurimento UV, anche i rivestimenti UV della Schmid Rhyner contengono necessariamente dei fotoiniziatori. Fra questi, i più usati sono p.es. il benzofenone, il 4-metilbenzofenone e l ITX. Vi è inoltre una serie di ulteriori composti che vengono impiegati secondo le necessità particolari dei singoli prodotti e che - come spiegato in precedenza contengono anche varianti a basso potere migrante. Siamo volentieri a vostra disposizione per ulteriori informazioni riguardo alle varianti a basso potere migrante.
Grazie al suo know-how nel settore dell indurimento UV e del processo complessivo di produzione, la Schmid Rhyner AG è un partner competente per la consulenza e la fornitura di prodotti speciali nel settore degli imballaggi per generi alimentari e beni di consumo. Il nostro desiderio è di garantire la qualità, in collaborazione con tutti i partner coinvolti nel mercato degli imballaggi, e di contribuire al raggiungimento di questo obiettivo. La nostra attenzione è inoltre sempre orientata all uso sostenibile delle risorse e alla protezione dell ambiente e della natura. Riuscendo ad impedire casi di migrazione come quelli descritti in precedenza il beneficio è condiviso da tutte le parti coinvolte. Mediante dettagliate schede tecniche e certificati Schmid Rhyner AG informa la propria clientela sulle possibilità e sui limiti di impiego dei suoi prodotti. Per tutti gli imballaggi destinati a contenere prodotti alimentari, consigliamo generalmente di verificare la conformità alle norme di legge dell imballaggio allo stato finito e prima della sua immissione nel mercato. Oltre a questo scritto informativo, abbiamo a vostra disposizione ulteriori documenti di approfondimento. Analisi del 15.2.2009 sulla tossicità del 4-metilbenzofenone (in inglese) Scritto informativo EuPIA del 17.2.2009 (in inglese) Scritto informativo EuPIA del 26.2.2009 (in inglese) Regolamento (CE) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27.10.2004, riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28.1.2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare. Regolamento (CE) n. 2023/2006 della Commissione del 22.12.2006 sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari Direttiva 2002/72/CE della Commissione del 6.8.2002, relativa ai materiali e agli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari Gli studi della Food Standards Agency UK sulla migrazione del benzofenone (e suoi derivati) dagli imballaggi agli alimenti sono reperibili tramite i seguenti link: http://www.food.gov.uk/science/surveillance/fsisbranch2006/fsis1806 http://www.foodstandards.gov.uk/science/surveillance/fsis2000/6benzo Per le vostre ulteriori domande siete pregati di contattarci al seguente indirizzo e-mail: foodpack@schmid-rhyner.ch