A Milano da marzo 2010 una grande rassegna sull influenza del pittore spagnolo nell arte moderna, da Picasso a Bacon Goya e il mondo moderno 17 marzo 27 giugno 2010, Palazzo Reale Milano L Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e la Sociedad Estatal para la Acción Cultural Exterior di Spagna, in occasione del Semestre spagnolo di Presidenza dell Unione Europea, presentano nelle sale di Palazzo Reale una straordinaria mostra sul grande pittore aragonese, anticipatore e fonte d ispirazione dei principali artisti e movimenti degli ultimi due secoli. Dal 17 marzo al 27 giugno 2010, a Palazzo Reale di Milano, Goya e il mondo moderno, un emozionante rassegna che attraverso più di 180 opere, tra dipinti, incisioni e disegni, ricostruisce la relazione tra Goya e altri celebri artisti che hanno segnato il percorso dell'arte degli ultimi due secoli: da Delacroix a Klee, da David a Kokoschka, da Victor Hugo a Mirò, da Klinger a Picasso, da Nolde a Bacon, da Kirchner a Pollock, da Guttuso a de Kooning. Con questa grande mostra, dedicata a Goya e alla sua concezione di modernità, abbiamo la possibilità, di più la necessità, di sentirci fieramente europei e di riconoscere nell arte la base e l altezza della nostra irrequieta identità spiega l assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory -. Infatti al centro di questo imponente progetto espositivo di portata internazionale albergano l amicizia e la cooperazione fra le istituzioni e gli uomini. Del resto, i numeri messi in gioco sono già di per sé decisamente esplicativi: 184 preziose opere, 45 altri celebri artisti oltre a Goya, 62 enti prestatori e 15 Paesi differenti coinvolti nell iniziativa per raccontare il mondo moderno nella sua evoluzione, estetica, sensibilità, nei suoi valori e contraddizioni lungo due secoli cruciali per la storia del nostro Occidente. Partendo dall analisi delle tematiche care al pittore aragonese - l immagine della nuova società, l espressione della soggettività, la reazione gestuale, la violenza - la rassegna propone un inedito e stimolante confronto tra Goya e il mondo moderno, di cui il pittore è stato anticipatore e testimone, come uomo e artista. L esposizione, curata da Valeriano Bozal e Concepción Lomba, due fra i massimi studiosi spagnoli di Goya e di arte contemporanea, sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nasce dalla collaborazione tra Sociedad Estatal para la Acción Cultural Exterior (SEACEX), il Ministerio de Asuntos Exteriores y de Cooperación e il Ministerio de Cultura di Spagna, la Fundación Goya en Aragón e Palazzo Reale di Milano. Un'iniziativa prodotta e organizzata da Sociedad
Estatal para la Acción Cultural Exterior (SEACEX), in collaborazione con la società Mondomostre, Palazzo Reale e l Ambasciata di Spagna a Roma, che vede coinvolte numerose istituzioni italiane e spagnole, in coincidenza con il semestre spagnolo di Presidenza dell Unione Europea e a testimonianza degli ottimi rapporti esistenti tra i nostri due Paesi. Goya, pittore della vita moderna. L influenza di Goya sull arte e la cultura contemporanea è confermata dalla storiografia tradizionale che definisce l opera dell'artista come un punto di riferimento per i movimenti stilistici che hanno contribuito a definire l arte del XIX e del XX secolo: impressionismo, simbolismo, espressionismo, surrealismo. La presenza dell irrazionalità, l importanza del corpo, il terrore, la costanza della paura, sono solo alcuni degli aspetti della nuova società su cui quadri, disegni e incisioni di Goya proiettano una luce intensa e riconoscibile. Non sono pochi gli artisti che, direttamente e non, hanno trasformato la pittura di Goya in un punto di riferimento concettuale ed estetico facendo propri i racconti e le pennellate avvolgenti. Il percorso Il percorso espositivo si articola attraverso tre filoni tematici che presentano le opere di Goya accanto a quelle di alcuni fra i più influenti artisti del secolo moderno. In primo luogo, viene proposta un analisi dell immagine della nuova società, muovendo dal fallimento della struttura politica dell'antico Regime, per arrivare allo sviluppo industriale e alla nascita di nuovi collettivi sociali in cui l individuo afferma la propria soggettività. In seconda istanza, la mostra vuole dar conto della reazione dell'individuo al nuovo stile di vita, attraverso la riproduzione di espressioni forti e contrastanti con gli stereotipi comportamentali tradizionali. La rassegna infine presenta una visione della violenza e del terrore, come i tratti più negativi della nuova società, che prendono vita sulle tele con colori e rappresentazioni cupe e intense. La mostra è organizzata in cinque sezioni: 1. Il lavoro del tempo. I ritratti, dove ritratti e autoritratti danno conto della rinnovata analisi della soggettività, come portato della società moderna (Goya qui si confronta con David, Delacroix, Soutine); 2. La vita di tutti i giorni, con opere che mostrano le conseguenze e le derivazioni di questa nuova società nella vita di tutti i giorni (qui le opere di Goya dialogano con quelle di Daumier, Grosz, Kirchner, Victor Hugo); 3. Comico e grottesco, che intende illustrare il mondo moderno mostrandone gli aspetti più assurdi, seguendo una delle chiavi di lettura preferite dal grande pittore spagnolo (le incisioni di Goya qui anticipano le opere di Miró, Picasso, Klee); 4. La violenza, in cui le rappresentazioni della guerra e delle sue drammatiche conseguenze intendono esplorare l'aspetto più nero e terribile della trasformazione della società (le crude immagini di Goya qui si accompagnano a Music, Dalì, Guttuso, Picasso); 5. Il grido, chiude il cerchio, restituendo i volti di quella soggettività ammirata nella prima sezione della mostra, ormai deformati dal terrore, ridotti a una lontana parvenza di quel che furono (Pollock, Kiefer, Bacon, Saura qui mostrano di aver raccolto l eredità del pittore spagnolo).
La mostra La rassegna di Palazzo Reale rappresenta un'operazione imponente, che coinvolge 62 enti prestatori di 15 Paesi diversi, tra privati e Musei internazionali. Oltre a quelle di Goya, saranno esposte opere di altri 45 artisti per un totale di 184 pezzi. La mostra offrirà al pubblico una grande varietà di capolavori: l Autoritratto di Goya dal Museo del Prado e quello di Delacroix dagli Uffizi, lo splendido ritratto di Asensio Julià dal Museo Thyssen-Bornemisza, le raffigurazione del Re Carlo IV e quello della Regina Maria Luisa di Parma dall Archivio Generale delle Indie di Siviglia, realizzati da Goya grazie al suo incarico di ritrattista di corte in dialogo con la splendida Mujer con mantilla di Pablo Picasso dal Museu Picasso di Barcellona. Accanto ai ritratti, suggestive rappresentazioni di vita quotidiana come i Goya L arrotino dal Museo di Belle Arti di Budapest o La lattaia di Bordeaux dal Museo del Prado, ma anche le famosissime incisioni dell artista spagnolo provenienti dalla Biblioteca Nazionale di che anticipano le atmosfere grottesche di Circus Trio di Georges Rouault dalla Phillips Collection di Washington, Lampo nero di Paul Klee dalla collezione Surroca di Barcellona e Donna e uccelli nella notte di Joan Miró dalla Fundació Joan Miró. Sarà possibile apprezzare i celeberrimi toni cupi di Goya nelle opere la Decollazione e Il rogo, accanto ai violenti Madre con bambino morto di Picasso dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di e Trionfo della morte di Renato Guttuso dalla Galleria Nazionale d'arte Moderna di Roma. La mostra chiuderà con opere di forte impatto emotivo: tra le altre, Cristo nell orto degli ulivi, di Goya, il gigantesco La grande moltitudine 1963, di Antonio Saura, dipinto di oltre cinque metri dal Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Pittura A di Jackson Pollock dalla Galleria Nazionale d'arte Moderna, Tre studi per un ritratto di Peter Bear di Francis Bacon della Collezione Juan Abelló e Red Man with Moustache di Willem de Kooning, dal Museo Thyssen-Bornemisza. UFFICIO STAMPA - MONDOMOSTRE Antonella Fiori Rossano Borraccini Móv. + 393472526982 tel. + 39066893806 Móv. + 393462396029 ufficiostampa@mondomostre.it ufficiostampa@mondomostre.it Angela delli Ponti Camilla Tomasino Mov. + 393475933553 tel.+ 39066893806 Móv. 3462396029 ufficiostampa@mondomostre.it ufficiostampa@mondomostre.it UFFICIO STAMPA COMUNE DI MILANO Francesca Cassani Tel.+ 39 02 88450177 francesca.cassani@comune.milano.it UFFICIO STAMPA SEACEX Ruth Fernández Tel.: + 34 917022660 r.fernandez@seacex.es comunicacion@seacex.es
UFFICIO STAMPA GOBIERNO DE ARAGÓN Beatriz Vidal Tel.: +34 976 713429 bvidal@aragon.es UFFICIO STAMPA FUNDCIÓN GOYA EN ARAGÓN Gabriela Hernández Tel.: + 34 976484547 ghernandezm@aragon.es
Scheda tecnica Titolo Goya e il mondo moderno Curatori: Valeriano Bozal e Concepción Lomba Enti promotori: Produzione Comune di Milano Cultura Sociedad Estatal para la Acción Cultural Exterior di Spagna (SEACEX) Ministerio de Asuntos Exteriores y de Cooperación di Spagna Ministerio de Cultura di Spagna Fundación Goya en Aragón Sociedad Estatal para la Acción Cultural Exterior di Spagna (SEACEX) Palazzo Reale di Milano MondoMostre Sede: Milano, Palazzo Reale, Piazza Duomo 12 Date della mostra: dal 17 marzo al 27 giugno 2010 Informazioni: www.mondomostre.it www.seacex.es Conferenza stampa: Palazzo Reale, martedì 16 marzo 2010, ore 12.00 Ufficio Stampa: MondoMostre Tel. +39 06 6893 806 fax +39 06 6880 8671 ufficiostampa@mondomostre.it Antonella Fiori +39 347 2526982 Rossano Borraccini +39 346 2396029 Angela delli Ponti +39 347 5933553 Camilla Tomasino +39 06 6893 Comune di Milano Francesca Cassani Tel. +39 02 88450177 Correo electrónico: francesca.cassani@comune.milano.it
Sociedad Estatal para la Acción Cultural Exterior (SEACEX) Ruth Fernández Tel.: + 34 917022660 fax +34 917 022 661 Correo electrónico: r.fernandez@seacex.es, comunicacion@seacex.es Gobierno de Aragón Beatriz Vidal Tel. + 34 976 713429 Correo electrónico: bvidal@aragon.es Fundación Goya en Aragón Gabriela Hernández Tel.: +34 976484547 fax + 34 976284370 Correo electrónico: ghernandezm@aragon.es Catalogo: Skira Media partner: Il Corriere della Sera
Vademecum per la mostra Goya e il mondo moderno La storia dell arte è ricchissima di ritratti, di scene di vita quotidiana e di violenza, di immagini comiche e grottesche. L originalità di Francisco Goya non sta nella novità dei suoi temi, ma piuttosto nel punto di vista adottato per rappresentarli. Nonostante raffigurino personaggi presentati con sfarzo e decoro, i ritratti ci mostrano persone soggette al passare del tempo. La vita di tutti i giorni si traduce in descrizioni che, pur essendo talvolta pittoresche e stravaganti, risultano comunque drammatiche, sinistre persino, fantastiche e violente. Personaggi comici, scene grottesche e assurde, in molti casi aspetti della vita quotidiana, annunciano il senso del comico e della caricatura così come lo definirà in seguito Charles Baudelaire: tutto è deformato, ma non per questo meno reale. La violenza è uno degli elementi fondanti del mondo moderno: l atrocità della violenza moderna non consente il ricorso a grandi idee, valori o bandiere per giustificare chi la compie; al centro della scena c è il punto di vista della vittima, proprio quello scelto da Goya nei Disastri della guerra (1810-1815). La mostra è suddivisa in cinque sezioni, in ciascuna delle quali Goya è presentato come punto d origine di temi successivamente sviluppati e mediati da molti altri artisti. La prima ha per argomento la creazione della soggettività nei ritratti e negli autoritratti; la seconda si occupa della vita di tutti i giorni con le sue varie ramificazioni; la terza è incentrata sul grottesco, sul comico e sul folle; la quarta riguarda l esercizio della violenza, con l apice cruciale e intenso rappresentato dalla guerra; la quinta, infine, ha per tema l urlo che riduce i volti della soggettività analizzata nella prima sezione a meri resti di figure. SEZIONE I Il lavoro del tempo. I ritratti Il ritratto è un genere cruciale nello sviluppo della modernità che ha inizio nel secolo illuminista e continua a evolversi nell ambito della borghesia ottocentesca. Senza di esso i borghesi non avrebbero un immagine di sé in cui guardarsi e riconoscersi. Nei primi anni dell Ottocento Goya, oltre ai ritratti su commissione, dipinge quelli di familiari e amici: è considerato il miglior ritrattista della società madrilena dell epoca. Pur adottando accorgimenti tradizionali, quali l abbigliamento e la convenzionalità delle pose, l artista aragonese si concentra soprattutto sull espressione individuale, sull istante rivelatore che si coglie nel gesto fisico, sullo sguardo e sull atteggiamento in generale, senza evitare, anzi sottolineandoli, i segni del tempo, che lascia la sua impronta tanto sui lineamenti del volto quanto sui corpi. Inizia un percorso che porta Goya a realizzare capolavori come i ritratti di Bartolomé Sureda, (1804-1806, National Gallery of Art, Washington D.C.), L attore Isidoro Maiquez (1807, Museo Nacional del Prado, ), Manuel Silvela (1804-1805, Museo Nacional del Prado, ) o Ritratto di Don Juan Martín Goicoechea 1790, Museo di Zaragoza).
Ma se nei ritratti di Goya spicca un forte desiderio di autenticità fisica, lo stesso non può dirsi delle opere di David o di Delacroix, presenti in mostra con due Autoritratto provenienti dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, che al contrario oscillano tra la retorica del neoclassicismo e i miti dell ideale romantico. Obiettivo della ritrattistica romantica è trattare la temporalità come fosse atemporale, il presente come eterno. Goya, invece, anticipa gli artisti del Novecento rinunciando alla pretesa di dominare il tempo, esprimendo al contrario la volontà di catturarlo senza aggettivi. Nella pittura del XX secolo il tempo si impossessa dei lineamenti del volto, del corpo, della figura, trasformandoli, sottoponendoli a una metamorfosi rivelatrice del suo potere. Ritroviamo tale processo per esempio nei ritratti di Bacon (Tre studi per un ritratto di Peter Bear, 1975), negli autoritratti di Kitaj (Self-Portrait in Saragossa, 1980) o in Antonio Saura (Autoritratto, 1959). SEZIONE II - La vita di tutti i giorni Nel corso della sua carriera Goya ha disegnato anche uomini che trasportano pesanti involti o altri esseri umani, che cacciano, lottano, spingono carri, e ancora contadine, mendicanti, storpi, pattinatori, damerini, braccianti, frati, torturati, vittime dell Inquisizione e della repressione assolutista, viandanti, banditi, soldati, lavandaie, ballerine e ballerini, anziani dal sesso indefinito. Tutte figure concrete anche se alcune possono essere interpretate allegoricamente come i disegni Carro coperto a buon mercato (1824-1828, Museo Cerralbo, ) o Legato per strada (1824-28, Museo Nacional del Prado, ). Un vero e proprio repertorio di vita quotidiana, per lo più di carattere popolare che non arriva mai a costituire un catalogo di tipi perché l individualità dei personaggi è sempre evidente: nel gesto e nell aspetto, nel movimento del corpo e delle braccia, negli atteggiamenti, nelle risate frequenti, negli sguardi. Anche il dramma si iscrive nella quotidianità, al pari del grottesco e del folle, ma non per questo essa smette di essere tale o di essere percepita come tale. L elemento drammatico non la nobilita, ed è per questo motivo che la quotidianità dolorosa e negativa ci appare come la realtà in cui ci muoviamo, il mondo in cui viviamo. In questo modo l arte di Goya supera il confine abituale di un pittore: non si limita a rappresentare fenomeni, personaggi e luoghi singolari, ma introduce in questa singolarità, pur senza prescindere da essa, una riflessione di carattere universale sul mondo e sulla vita. Procedendo in questo modo, Goya introduce una nota morale non moralista, ma piuttosto civile nel senso dato al termine dagli illuministi in scene che altrimenti sarebbero state semplicemente di genere e, benché non prescinda dal pittoricismo tipico dell epoca, qualifica questo ambiente pittoresco con un accento che presto si definirà goyesco ed ebbe diversi sviluppi in Spagna con Leonardo Alenza (La bastonatura e Una manola dal Prado) ed Eugenio Lucas (Sabba, Museo Nacional del Prado), soprattutto nella rappresentazione dei costumi quotidiani, di personaggi popolari o di scene dell Inquisizione Al di fuori della penisola iberica, invece, i temi spagnoli avevano già suscitato l interesse del caricaturista francese Honoré Daumier, autore di un famoso Don Chisciotte e Sancho Panza (1866-68, Hammer Museum, Los Angeles) e quello di Victor Hugo, i cui disegni sembrano essere influenzati dai suoi soggiorni in Spagna.
SEZIONE III Comico e grottesco Nei primi anni dell Ottocento l artista spagnolo ha contribuito a fissare le coordinate dell incubo che da sempre accompagna il mondo moderno e che molti, al riparo del progresso e del consumismo, non hanno voluto vedere. Non era la prima volta che il sogno plasmava la cultura: nel barocco il sogno era stato signore e padrone, ma con Goya ha assunto una fisionomia del tutto differente. Dopo di lui il mondo della notte si impadronisce dell universo e di tutte le sue figure. Se la notte si è sempre prestata all evasione, Goya ha creato una nuova, paradossale, forma di fantasia. La follia notturna si converte in uno dei tratti caratteristici della cultura europea. Follia e grottesco si confondono in luoghi e figure, e la deformità trasforma i personaggi umani in bestie. Con le sue figure mostruose, Goya avvia una radicale trasformazione della tradizione che pensava l irrazionalità e la mostruosità come una deviazione o un anomalia. La condizione umana del mostro non solo rimuove i luoghi comuni riguardanti la sua natura, ma cambia anche il punto di vista sulla natura umana: ciò che caratterizza i disegni, le incisioni e i dipinti del pittore spagnolo è la quotidianità, l assenza di eccezionalità; quello che il pittore intende mostrare è il mondo di tutti i giorni. È questo il tratto distintivo del grottesco, rappresentato in mostra da tele di Goya come Ballo in maschera (1815, Ibercaja, Saragozza) o dalle serie di stampe Disastri della guerra e Follie (o Disparates). Stampe che Paul Klee nei suoi diari dichiara di aver visto a Monaco e di essere rimasto profondamente influenzato da questa esperienza. Un influenza che, in modo diverso e talvolta indiretto, arriva ad artisti del calibro di Joan Mirò, André Masson, Henri Michaux, Georges Rouault, Max Klinger o José Gutiérrez Solana. SEZIONE IV La violenza Goya fu un precursore dell arte contemporanea: una personalità inquietante e lucida, mordace, sarcastica e capace di rappresentare la natura umana in tutta la sua chiassosa intensità, senza un minimo di compassione o commiserazione. Goya trasformò la natura umana nell asse portante delle sue creazioni, grazie alla capacità di rappresentare, in un modo mai immaginato fino ad allora, i peggiori istinti dell essere umano: le paure, i mostri, l ira, l irrazionalità, la terribile attitudine alla violenza. Si limitò a raffigurare il grande teatro umano che agiva davanti ai suoi occhi negli anni convulsi del cambiamento del secolo, nel passaggio dall Età Moderna a quella Contemporanea. Dalla sua immaginazione nacquero streghe, caproni, flagellanti, sabba, danze grottesche, tutti trasformati in lucide e macabre caricature delle tradizioni più ancestrali e sordide di una società in cui confluivano gli istinti più bassi e le leggi più ipocrite, come in La decapitazione e Il rogo. Goya era attento, e non appare strano, ai pittori di nature morte spagnoli e olandesi che costruivano immagini allegoriche. Al pari di questi artisti, il pittore aragonese si serviva degli animali morti, squartati addirittura, come simboli dello spettacolo sanguinoso che stava davanti ai suoi occhi. Goya sembra metterci in guardia sulla futilità della vita, sull irrazionalità dell essere umano capace di uccidere con un semplice colpo di fucile o un rapido taglio. Non stupisce che la sua straordinaria modernità sia diventa un punto di riferimento formale e concettuale per alcuni dei migliori e più celebri artisti delle generazioni successive: Gustave Courbet, Edouard Manet, Chaïm Soutine, Renato Guttuso, José Gutiérrez Solana, Pablo Picasso e molti altri.
SEZIONE V Il grido Goya ha modellato un ampia gamma di grida d angoscia riprese, molti anni più tardi, da grandi maestri dell arte contemporanea capaci come lui di illustrare la violenza insita nell essere umano, in una nuova società in vertiginosa evoluzione che, di tanto in tanto, precipitava nell abisso dell orrore. Da Munch con quel grido che ha percorso l universo intero trasformandosi in un icona universale fino agli occhi [che] hanno iniziato a desiderare e a soffrire e le bocche a urlare e a mordere di Antonio Saura, la modernità ha seguito il solco tracciato dal maestro aragonese, convertito in un punto di riferimento formale e concettuale per le rabbiose e tormentate pennellate degli espressionisti, per gli impasti furibondi degli astrattisti o le incisive immagini di quella sorta di nuova figuratività proposta dal neoespressionismo tedesco. Saura, rappresentato in questa sezione con le opere Il cane di Goya I, La Grande Folla 1963 e Lolita V, è uno tra i principali artisti che ha riprodotto tutta la violenza, la rabbia e la follia dei mostri creati da Goya. Jackson Pollok condivideva invece col pittore spagnolo la capacità di trasgredire, l amore per il nero, l intensità nel tratto e la tensione narrativa: immagini distorte, occhi sbarrati, membra sparpagliate e figure mostruose, come avviene in Pittura A del 1950. Francis Bacon e i suoi personaggi urlanti assomigliano indubbiamente ai personaggi di Goya. Dopo di lui, pochi altri pittori come Bacon hanno saputo raffigurare in maniera così magistrale la violenza dell uomo, come nei ritratti Tre studi per un ritratto di Peter Bear. Parliamo di un nuovo modo di plasmare la violenza più profonda e irrazionale che ebbe inizio con Francisco Goya e che ha disseminato l arte contemporanea di rappresentazioni magnifiche e talvolta angoscianti. Goya raccontò l insaziabile crudeltà dell essere umano, la collera e l angoscia dell uomo comune, le sue ataviche paure e i suoi pensieri più oscuri. Le grida d orrore del passato si fecero più definite, si mescolarono ai mostri che opprimevano i suoi sogni e finirono per liberarsi invadendo i suoi dipinti. Fu così che nacquero le Pitture nere.
IMMAGINI E DIDASCALIE I Sezione: Il lavoro del tempo. I ritratti Autoritratto, 1815 45,8 x 35,6 cm Museo Nacional del Prado Asensio Julià, 1798 ca 54,4 x 41 cm Museo Thyssen - Bornemisza L attore Isidoro Maiquez, 1807 72 x 59 cm Museo Nacional del Prado Ritratto di Don Juan Martín Goicoechea, 1790 84 x 65 cm Museo de Zaragoza Saragozza
Ritratto del duca de San Carlos, 1815 237 x 153 cm Museo de Zaragoza Saragozza La contessa de Haro, 1808 ca 54,3 x 35,5 cm Collezione privata David, Jacques-Louis Autoritratto, 1791, 64 x 53 cm Galleria degli Uffizi Collezione degli Autoritratti Firenze 1996, Domingie, Serge per Alinari Archivi Alinari, Firenze - Per concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali II Sezione: La vita di tutti i giorni La lattaia di Bordeaux, 1826 ca 74 x 68 cm Museo Nacional del Prado
La lettera si impara con il sangue 1780-1785 ca 19,7 x 38,7 cm Museo de Zaragoza Saragozza Daumier, Honoré Don Chisciotte e Sancho Panza, 1866-1868, 41,3 x 33 The Armand Hammer Daumier and Contemporaries Collection. Gift of the Armand Hammer Foundation. Hammer Museum Los Angeles Dove andrà con la gonnellina e i calzoni?, 1803-1824 ca Inchiostro acquerellato, 20,5 x 14,2 cm Museo Nacional del Prado III Sezione: Comico e grottesco Ballo in maschera o danzatori mascherati sotto un arco, 1815 30 x 38,5 cm Collezione Ibercaja Saragozza
Klinger, Max La strega e il pipistrello, 1880 Acquaforte 14,3 x 26,8 cm Proprietà del National Museum in Poznaniu Poznan Miró, Joan Personaggio con grandi baffi, 1975 Gouache, matita e pastelli a cera 74 x 145 cm Collezione A. Surroca Barcellona Miró, Joan Donna e uccelli nella notte, 1968 Acrilico su tela 130 x 97 cm Fundació Joan Miró Barcellona Disprezza tutto. Album C, 133, 1820-1824 Inchiostro acquerellato su carta, 20, 5 x 14, 6 cm Museo Nacional del Prado Rops, Félicien Satana che crea mostri, 1882 Acquaforte e acquatinta su carta 66 x 45 cm Collezione San Nicolás - López-Bosch IV Sezione: La Violenza
La decapitazione Olio su tavola 50 x 38 cm Collezione Privata La carica dei mamelucchi, 1814 Olio su carta e tavola 24 x 32 cm Collezione Ibercaja Saragozza Per aver mosso la lingua in un altro modo. Album C, 89, 1812-1823 Disegno, 20,5 x 14,3 cm Museo Nacional del Prado V Sezione: Il Grido Cristo nell orto degli ulivi, 1819 47 x 35 cm Olio su tavola Escuelas Pías de España Tercera Demarcación, PP. Escolapios