RAFFAELLO SANZIO E LA CHIESA Madonna del Granduca, 1506, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze Il dipinto è così denominato perché fu acquistato dal granduca di Toscana Ferdinando III nel 1799, per la sua camera da letto. Tra le numerose tavole di Raffaello dedicate al tema, questa è senza dubbio la più essenziale e rappresenta la Madonna in piedi, a tre quarti di figura, con il corpo leggermente ruotato a destra, con il Bambino in braccio, che a sua volta ha un movimento opposto in modo da bilanciare la composizione. L immagine si staglia su un fondo scuro, probabilmente aggiunto nel Seicento, ma l indagine radiografica ha dimostrato che dietro le due figure c era una finestra aperta su un paesaggio: questa scoperta, unita alle reminiscenze leonardesche, consente di postdatare il dipinto intorno al 1506, rispetto al 1504 proposto dalla critica prima della scoperta.
Madonna del Baldacchino 1508 La Madonna col Bambino in trono tra santi, detta Madonna del baldacchino, fu realizzata da Raffaello per la cappella delle famiglia Dei in Santo Spirito nell ultimo periodo del suo soggiorno fiorentino e rimase incompiuta per la partenza dell urbinate per Roma, nel 1508. Fin dal Cinquecento si trovava nella pieve di Pescia dalla quale la fece rimuovere, affascinato dalla bellezza dell opera, il gran principe Ferdinando de Medici che la volle a Firenze nella quadreria granducale. Composizione molto complessa, alla quale collaborarono anche gli allievi, la pala reinterpreta in termini moderni le pale d altare tardoquattrocentesche venete e quella di Piero della Francesca conservata a Brera. Possiede un impianto monumentale che influì sull opera del fiorentino e già affermato Fra Bartolomeo, che lo riprese nelle sue grandi pale successive, tra cui si ricorda lo Sposalizio di santa Caterina, eseguito nel 1512.
San Giorgio e il drago 1504/1506
Stanza della Segnatura (il soffitto)
Disputa del Sacramento
Scuola d Atene
Parnaso
Eliodoro
Liberazione di San Pietro L incontro di Attila e Leone Magno
Messa di Bolsena
Galatea, 1511, Villa della Farnesina, Roma L affresco fu eseguito da Raffaello in una stanza della villa del banchiere del pontefice, il senese Agostino Chigi, conosciuta col nome di Farnesina, dalla famiglia Farnese che in seguito la acquistò. Il soggetto è desunto dalla favola di Teocrito e di Ovidio, ripresa nel tardo Quattrocento dall umanista fiorentino Poliziano e si completa con un affresco eseguito da Sebastiano del Piombo, sulla stessa parete, dove è raffigurato Polifemo, infelicemente innamorato della Nereide, la quale ama invece Aci, che viene trasformato in una fresca sorgente per sottrarsi all invidia del gigante. Della tragedia amorosa non trapela niente nella radiosa e classica raffigurazione raffaellesca della ninfa che, tra le altre creature marine, cavalca le onde su una conchiglia: essa racchiude un significato piuttosto morale e la Galatea, che guarda verso l alto, rappresenta l amore platonico in contrapposizione all amore terreno dei tritoni e delle ninfe che la circondano.
Ritratto di Giulio II
Leone X con i cardinali Giulio De'Medici e Luigi De'Rossi 1516/1518, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze Il dipinto raffigurante Leone X con i cardinali Giulio de Medici e Luigi de Rossi, fu commissionato a Raffaello per rappresentare in effigie il pontefice che non era potuto intervenire alle nozze del nipote Lorenzo de Medici con Maddalena de la Tour d Auvergne. Leone X, appassionato bibliofilo, si fece ritrarre seduto di fronte a un pregiato codice miniato. Si tratta di un capolavoro di grande virtuosismo tecnico: basta osservare la minuzia alla fiamminga con la quale Raffaello ritrae le miniature nel libro, il campanello, la lente, gli effetti serici delle vesti e il pomello di metallo della sedia, sul quale si riflette una finestra. Ma Raffaello dimostra in questo caso una straordinaria capacità di introspezione psicologica, ritraendo il pontefice, assorto e sfuggente, nel momento in cui sospende l osservazione del codice.
Madonna Sistina 1514
Trasfigurazione, 1517-1520