Sicurezza Funzionale Macchinari



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Sicurezza Funzionale Macchinari Uno degli aspetti fondamentali della sicurezza dei macchinari è l affidabilità delle parti di comando legate alla sicurezza, ovvero la Sicurezza Funzionale, definita come la porzione della sicurezza globale correlata al macchinario che dipende dal corretto funzionamento di un Sistema di Sicurezza appositamente inserito per svolgere una Funzione di Sicurezza atta a ridurre il rischio del macchinario stesso. Tale aspetto è ancora più importante nella nuova Direttiva Macchine, che definisce componente di sicurezza un componente: - destinato ad espletare una funzione di sicurezza, - immesso sul mercato separatamente, - il cui guasto e/o malfunzionamento, mette a repentaglio la sicurezza delle persone, e - che non è indispensabile per lo scopo per cui è stata progettata la macchina o che per tale funzione può essere sostituito con altri componenti. L'allegato V della Direttiva contiene un elenco indicativo delle componenti di sicurezza che può essere aggiornato con semplice comunicazione, senza necessità di modifica della Direttiva. In questo ambito, per la dimostrazione della conformità alla Direttiva Macchine, esistono in particolare le norme armonizzate: Norme derivate dalla EN 954-1 (in pensione da fine 2011): - EN ISO 13849-1:2006 Sicurezza del macchinario Parti dei sistemi di comando legate alla sicurezza Parte 1: Principi generali di progettazione - EN ISO 13849-2:2008 Sicurezza del macchinario Parti dei sistemi di comando legate alla sicurezza Parte 2: Validazione Norme basate sulla IEC 61508: - EN 62061:2005 Sicurezza del macchinario Sicurezza Funzionale di sistemi di controllo elettrici, elettronici, elettronici programmabili correlati alla sicurezza - EN 61800-5-2:2007 Azionamenti elettrici a velocità variabile Parte 5-2: Prescrizioni di sicurezza Sicurezza Funzionale

Le prime due normative, nate in ambito ISO (e, per l Europa, CEN), sono dedicate in particolare a sistemi contenenti elementi meccanici/idraulici/pneumatici ed elettrici/elettronici non complessi, e si basano sul concetto di PL (Performance Level), quale indicatore del livello di prestazione di una funzione di sicurezza, mentre le seconde due normative, nate in ambito IEC (e per l Europa, Cenelec) come norme derivate dalla IEC 61508, sono dedicate in particolare a sistemi contenenti elementi elettronici complessi (ovvero a microprocessore), e si basano sul concetto di SIL (Safety Integrity Level). La norma IEC/EN 61800-5-2 è norma specifica per azionamenti con funzione di sicurezza. La motivazione della nascita e pubblicazione di due famiglie di norme distinte sta nel fatto che in ambito IEC sono state considerati i sistemi di sicurezza esclusivamente basati su parti elettriche/elettroniche/elettroniche programmabili, mentre in ambito ISO sono stati considerati (essenzialmente, ma non solo) sistemi non elettrici, elettrici, ed elettronici semplici. Una sola norma, sviluppata congiuntamente tra IEC ed ISO, sarebbe stata la soluzione migliore, ma purtroppo così non è! La norma EN 954-1, che dal 1996 descriveva i circuiti elettrici di sicurezza nell'ambito della sicurezza delle macchine, non includeva requisiti sufficienti relativi ai sistemi elettronici programmabili. Un altro punto critico era che la relazione tra entità del rischio e categoria non appariva sempre plausibile. Da qui la decisione di includere riflessioni probabilistiche insieme a considerazioni meramente deterministiche. Spesso le norme EN ISO 13849-1/2 ed IEC 62061 sono applicabili in alternativa. L applicazione raccomandata delle norme in oggetto è riportata nella introduzione di entrambe le EN ISO 13849-1 e IEC/EN 62061. Il PL o SIL è il livello di affidabilità per realizzare la riduzione di rischio richiesta per ogni funzione di sicurezza, ovvero la capacità di un sistema di comando e controllo di svolgere una funzione di sicurezza sotto determinate condizioni, al fine di ottenere la prevista riduzione dei rischi. Il PL o SIL richiesto necessario per una determinata funzione di sicurezza deve essere determinato in base alla valutazione del rischio e ottenuto mediante la scelta di un architettura adeguata, l impiego di tecniche per la eliminare e controllare guasti sistematici, la stima della probabilità di guasto casuale, e sufficiente copertura diagnostica.

Pur con una serie di differenze tra le due famiglie di norme, le stesse contengono un approccio similare per la verifica dell idoneità di un sistema/dispositivo per un certo grado di SIL o PL, inclusi requisiti di: - Architettura (Categorie per le EN ISO 13849, Tolleranza al Guasto Hardware per le norme basate sul SIL) - Tasso di guasto casuale dell HW - Capacità di fallire in sicurezza e capacità di diagnosticare i guasti - Limitazione dei guasti sistematici (HW e SW) - Gestione completa del Ciclo di Vita della Sicurezza (solo per le norme basate sul SIL) Pertanto nell approccio probabilistico si devono tenere in considerazione dei nuovi parametri: 1. PFH d : probabilità media di guasti pericolosi all ora 2. MTTF d : tempo medio di guasto pericoloso all ora 3. λ d : frequenza oraria di guasti pericolosi 4. B10 d : il numero di cicli di funzionamento entro cui il 10% dei componenti ha subito un guasto pericoloso 5. T10 d : periodo di tempo espresso in anni in cui il 10% dei componenti subisce un guasto pericoloso. 6. DC: copertura diagnostica 7. CCF: frazione di guasti per causa comune 8. SFF: frazione di guasti sicuri 9. HFT: tolleranza al guasto HW 10. T1: valore inferiore tra l intervallo di proof test del sistema di sicurezza ed il ciclo di vita (mission time) 11. T2: intervallo di prova diagnostica Il PL è articolato su 5 livelli: a, b, c, d, e, mentre il SIL è articolato su 3 livelli: 1, 2, 3. Relazione tra PL e SIL

Schema per analisi pericoli e rischi e sviluppo sistemi di sicurezza

Il procedimento generale da applicare può essere riassunto nel modo seguente: 1. Esecuzione dell analisi dei rischi: identificare i pericoli, valutare i rischi risultanti, come prodotto tra frequenza e conseguenza valutare se sono necessarie funzioni di sicurezza strumentate Parametri per analisi dei rischi e Classificazione SIL / PL Gravità della lesione (S) S1 = lesione leggera (normalmente reversibile) S2 = lesione grave (normalmente irreversibile), anche mortale Frequenza e/o durata dell'esposizione al rischio (F) F1 = da rara a frequente e/o di breve durata F2 = da frequente a costante e/o di lunga durata Possibilità di evitare il pericolo (P) P1 = possibile in determinate condizioni P2 = praticamente impossibile 2. Definizione dei requisiti delle Funzioni di Sicurezza: a. Requisiti funzionali, ad esempio prestazioni e tempi di risposta, comportamento al guasto, modalità di riavvio b. Requisiti di integrità, ovvero il PL r (livello di prestazione richiesto) od il SIL r (livello di integrità della sicurezza richiesto) 3. Progettazione e realizzazione della funzione di sicurezza richiesta: a. Definizione della tipologia dei componenti (idraulici, pneumatici, meccanici, elettromeccanici, elettrici, elettronici, elettronici programmabili) b. Definizione dell architettura (categoria) c. Definizione della diagnostica necessaria d. Ciclo di vita della progettazione HW e SW

4. Valutazione del PL o il SIL ottenuto attraverso i parametri caratteristici: a. aspetti quantitativi: i. per il PL: PFH d e parametri correlati (MTTF d, DC, CCF) ii. per il SIL: PFH, SFF/HFT

La norma EN ISO 13849-1/2 prevede una procedura semplificata per la valutazione del PL, in caso si seguano architetture designate (Categorie B, 1, 2, 3, 4), sulla base di: categoria selezionata MTTF d di ciascun canale DC avg CCF In alternativa alle categorie designate, si possono utilizzare altre architetture, a patto di raggiungere il PFH d richiesto. b. aspetti non quantitativi: iii. gestione del Safety LifeCycle iv. sviluppo del SW di sicurezza v. gestione dei guasti sistematici vi. comportamento in condizioni di guasto vii. requisiti ambientali viii. istruzioni per l uso 5. verifica e validazione 6. confronto tra PL o SIL ottenuto e quello richiesto 7. eventuale riprogettazione e realizzazione della funzione di sicurezza

Nel dettaglio di queste attività CTAI, Partner TÜV Rheinland, può fornire i seguenti servizi: Corsi di formazione sull applicazione delle norme EN ISO 13849-1/2, IEC/EN 62061, IEC/EN 61800-5-2 Consulenza in tutte le fasi dell attività, dalla definizione dei requisiti, alla messa a punto della documentazione necessaria Analisi dei rischi del macchinario Classificazione SIL/PL dei Sistemi di Sicurezza Valutazioni di Sicurezza Funzionale di Sistemi, Sottosistemi e singoli Elementi dei Sistemi di Sicurezza Valutazioni di Sicurezza Funzionale del software Esecuzione delle prove necessarie Certificazione SIL/PL di sistemi e componenti utilizzati in sistemi di sicurezza Certificazione del Functional Safety Management System