L acqua come bene strategico



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di Biagino Costanzo Abstract L'acqua, l'oro trasparente. Fonte di vita e risorsa strategica al centro di interessi geopolitici. Ma anche bene fondamentale da tutelare, oggi più che mai, contro le nuove minacce terroristiche. In questo breve excursus Biagino Costanzo, Chief Security Officer di ALTRAN Italia, propone un percorso di riflessione che dalla descrizione di scenari internazionali in cui l'acqua scarseggia e i conflitti divampano ci riporta nell'unione europea e all'esigenza di proteggere corsi e bacini d'acqua all'interno di un più vasto - ma non nuovo - concetto di sicurezza nazionale. Profilo dell autore Biagio Costanzo è esperto, nell ambito del corporate management, di sicurezza, compliance, affari legali, security clearance e, nell ambito economico-finanziario, di procurement, controllo di gestione, analisi, valutazione e contrasto agli illeciti finanziari. Ha lavorato per i Gruppi ENI e IBM, il Centro di Formazione e Studi FORMEZ. Ha ricoperto diversi incarichi presso organizzazioni governative e non governative. È stato consulente economico del Ministro della Difesa e del Capo di Gabinetto del Ministro dell Interno. Oggi è Chief Security Officer, Senior Manager Legal, Tender e Compliance e Responsabile Affari istituzionali di ALTRAN Italia S.p.A. e Senior Advisor della sezione italiana UNODC. Keyword Acqua, risorse, geopolitica Un bene essenziale L oro, bene scarso, è da sempre simbolo di ricchezza. Nel XX secolo la grande importanza, anche strategica, del petrolio ha fatto sì che esso venisse chiamato oro nero ma in futuro è l acqua che potrebbe diventare una nuova fonte di ricchezza e, al contempo, di conflitto: l oro trasparente. Nonostante il nostro pianeta ne sia in gran parte ricoperto, molti paesi sono privi di questa risorsa vitale o comunque non ne dispongono in modo sufficiente. A causa dei cambiamenti climatici e dei periodi di siccità sempre più frequenti anche territori con abbondanza di fiumi e laghi stanno scontando il problema della penuria di acqua. Avere abbondanza di un bene non significa averlo a disposizione per sempre. Per cui è opportuno tutelare un bene come l acqua ed è urgente pensare ad un miglior utilizzo. Questo articolo è pubblicato nell'ambito delle iniziative della sezione Il mondo dell'intelligence nel sito del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica all indirizzo www.sicurezzanazionale.gov.it. Le opinioni espresse in questo articolo non riflettono necessariamente posizioni ufficiali o analisi, passate o presenti, del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

Acqua, bene comune Spesso in interi quartieri delle nostre città l acqua non viene erogata. In alcune zone interne della Sicilia, ad esempio, ci sono paesi che devono usare l acqua con molta moderazione e spesso in estate viene distribuita con autocisterne. E spostandoci un po più a Sud, ancora oggi in molti paesi dell Africa il problema della carenza dell acqua è permanente. In alcune regioni del mondo la scarsità d acqua potrebbe diventare una fonte importante di instabilità economica e politica. I paesi con una rapida crescita demografica e con fonti di approvvigionamento idrico molto limitato sul proprio territorio nazionale devono affrontare quotidianamente il problema. In queste zone la disponibilità d acqua potabile, reti fognarie e servizi igienici è ancora molto lontana da uno standard accettabile, soprattutto nelle aree rurali, dove meno del 60 per cento della popolazione dispone di acqua potabile e meno della metà di servizi igienici. Tutto questo determina un alto tasso di mortalità. Non a caso, l età media di un cittadino europeo arriva intorno agli 80 anni mentre laddove si fronteggia la penuria di acqua l età media si aggira intorno ai 40 anni. : alcuni scenari La principale fonte di vita dell umanità si sta trasformando in una risorsa strategica al centro di interessi geopolitici. La sua rarità e il suo valore crescente rischiano di far esplodere conflitti internazionali per il controllo di tale prezioso bene. Mancano regole di diritto internazionale per la gestione dell acqua e la sua difesa come bene comune. Prevale invece un approccio della libera regolamentazione del mercato. Il controllo dei bacini idrografici potrebbe far scoppiare in qualunque momento un conflitto armato in zone dove già si registrano tensioni politiche fra paesi. Ecco, quindi, una mappa dei punti caldi dell'acqua nel globo terrestre. Uno dei possibili scenari di conflitto per il controllo delle risorse idriche è il Medio Oriente. Le acque contese sono quelle del fiume Giordano e dei pozzi sotterranei della Cisgiordania, dai quali dipende il mantenimento dall agricoltura e dell industria israeliana. Solo il 3 per cento del bacino del Giordano si trova in territorio israeliano, ma Israele ne sfrutta il 60 per cento della portata a scapito dei suoi vicini libanesi, siriani, giordani e, ovviamente, palestinesi. La guerra dei Sei Giorni del 1967 (quella in cui Israele occupò le Alture del Golan e la Cisgiordania), permise allo stato ebraico di avere anche il controllo sulle risorse d acqua dolce del Golan, sul Mare di Galilea e il fiume Giordano. Lo storiografo Ewan Anderson ritiene che «la Cisgiordania si è trasformata in una fonte di acqua indispensabile per Israele, e si potrebbe dire che questa questione pesa ben più di altri fattori politici e strategici.» L'acqua è dunque una questione strategica nella geopolitica israelo-palestinese. Un altra zona nella quale l acqua è da tempo un fattore rilevante per la sicurezza è l Africa nordorientale con il bacino idrografico del Nilo che attraversa dieci paesi africani: Etiopia, Sudan, Egitto, Uganda, Kenya, Tanzania, Burundi, Ruanda, Repubblica Democratica del Congo ed Eritrea. Le acque di questo storico fiume hanno un bacino di utenza che nel 2025 potrebbe arrivare a 859 milioni di persone. 2

Secondo la Fondazione per l'investigazione delle Scienze, la Tecnologia e la Politica delle Risorse Naturali, il Nilo Bianco (che nasce in Burundi) e il Nilo Azzurro (che nasce in Etiopia) sono stati motivi di tensione permanente tra Egitto, Etiopia e Sudan. Nel 1970 l Egitto finì la costruzione della diga di sbarramento di Assuan che determinò lo sfollamento di 100mila sudanesi e la conseguente tensione fra i due paesi. In seguito l Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese paralizzò la costruzione del canale di Jongle, un progetto d ingegneria egiziano-sudanese. Negli anni Sessanta l Egitto bloccò l'approvazione di un prestito internazionale per la costruzione di 29 dighe per uso idroelettrico e per l irrigazione sul Nilo Azzurro per l'etiopia, progetto che avrebbe ridotto di un 8,5% la capacità dei bacini artificiali egiziani. Nel 1999 si è svolta in Tanzania un apposita conferenza regionale sulle questioni delle Acque della Foce del Nilo. I dieci stati partecipanti hanno sottoscritto un accordo strategico per superare i loro conflitti: un piano per «ottenere uno sviluppo socioeconomico sostenibile mediante l'utilizzo equo delle risorse idriche, riconoscendo i diritti di tutti gli stati costieri all'utilizzo delle risorse del Nilo per promuovere lo sviluppo dentro le sue frontiere» 1. Un altro potenziale focolaio di conflitti per il controllo delle fonti di acqua si trova nella regione dell Anatolia, laddove Turchia, Iraq e Siria condividono il corso dei fiumi Tigri ed Eufrate. In questa regione, già epicentro di crisi (anche drammaticamente recenti), la lotta per il controllo delle risorse idriche può ulteriormente esasperare la conflittualità esistente. Oltre al Medio Oriente e al Nord Africa, ci sono poi altri luoghi del pianeta con tensioni di bassa intensità fra più paesi per l'utilizzo dell acqua. Si tratta di Kazakistan, Kirghizistan e Uzbekistan, gli stati bagnati dal Syr Daya (il fiume che affluisce nel Mare di Aral), Cambogia, Laos, Thailandia e Vietnam (che condividono il fiume Mekong sfruttatissimo per la pesca). L acqua ed il pericolo terroristico I tragici eventi dell 11 settembre 2001, hanno spinto in primo luogo il governo statunitense ma anche i paesi occidentali ed i principali organismi internazionali responsabili per la tutela della salute a rafforzare gli strumenti operativi di sicurezza. In questi ultimi tredici anni abbiamo assistito alle varie trasformazioni del terrorismo internazionale. Assieme alla rete quaedista opera adesso un movimento jihadista, l ISIS, che si pone come obiettivo la creazione di uno stato islamico, il Califfato, nel centro del Medio-Oriente. Bisogna rafforzare gli strumenti di tutela ed elaborare nuove strategie per prevenire e contrastare i rischi e mitigare gli effetti di attentati realizzati mediante la diffusione intenzionale di agenti biologici, chimici e fisici tra la popolazione anche tramite la contaminazione di sorgenti, depositi, dighe, acquedotti. A livello di Unione Europea sono state emesse diverse comunicazioni della Commissione. La prima, del 28 novembre 2001, intitolata Protezione civile Stato di allerta preventiva per fronteggiare eventuali emergenze, ed una seconda, dell 11 giugno 2002, intitolata Protezione civile Progresso nell attuazione del programma di predisposizione ad eventuali emergenze. Più di recente è stata presentata una comunicazione sulla cooperazione all interno dell Unione Europea in materia di predisposizione e di reazione agli attentati biologici e chimici (sicurezza 3

sanitaria) 2. Quest ultima riguarda gli aspetti sanitari dell attività dell UE contro il bioterrorismo e descrive le misure prese dai ministri della Sanità e dalla Commissione per potenziare le difese sanitarie contro il rilascio intenzionale di agenti biologici e chimici e i loro sforzi di coordinamento a livello di UE. Nell ambito di tale azione viene istituito un programma speciale di coordinamento che contempla 25 differenti azioni raggruppate in quattro principali obiettivi: istituire un meccanismo per lo scambio delle informazioni, la consultazione e il coordinamento al fine di trattare questioni sanitarie attinenti agli attentati; creare una capacità europea di rilevamento e identificazione tempestiva degli agenti biologici e chimici che possa essere usata in caso di attentati e per la determinazione e diagnosi rapida e affidabile di casi pertinenti; creare uno stock di medicinali, una base dati sui servizi sanitari e un servizio di pronto intervento per rendere disponibili medicinali e specialisti di assistenza sanitaria in caso di attentati sospettati o in atto; redigere norme e divulgare orientamenti su come affrontare gli attentati dal punto di vista sanitario e su come coordinare la reazione UE e i collegamenti con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali. Indicazioni sulle sostanze potenzialmente impiegabili negli attentati che possono risultare utili per la definizione dei programmi di prevenzione e controllo da parte dei gestori e delle autorità sanitarie sono contenute nel documento che rimanda in particolare ad elenchi elaborati dal Committee for Proprietary Medicinal Products della European Medicines Agency 3 (EMEA/CPMP) o contenuti in precedenti atti 4. Nell ambito della stessa comunicazione viene trattata la problematica della sicurezza dell acqua, sebbene vengano fornite indicazioni abbastanza generiche sulle misure da intraprendere. Per quanto riguarda la sicurezza dell acqua, infatti, il programma congiunto Consiglio-Commissione invita gli Stati membri e la Comunità ad esaminare se le direttive 80/778/CE e 98/83/CE sulla qualità dell acqua potabile e la direttiva 75/440/CE sulla qualità delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile soddisfino le esigenze di sorveglianza costante dell acqua potabile e di altri tipi di controllo e allarme precoce e se le competenze esistenti in materia di sostanze chimiche, aria e acqua possano essere utilizzate per individuare più efficacemente le minacce chimiche e biologiche in una fase precoce. Per accrescere la sicurezza e la fiducia nell individuazione tempestiva di agenti infettivi e sostanze tossiche nel contesto del programma di sicurezza sanitaria vengono promossi i sistemi a barriere multiple, l utilizzo di marcatori adeguati nei punti chiave nonché l instaurazione e il rispetto del sistema HACCP da parte dei fornitori. Insomma, oltre alla prevenzione se vogliamo evitare nuove guerre, i paesi che condividono corsi d acqua dovranno imparare a condividerli e a proteggerli con l'aiuto della comunità internazionale, affinché l oro trasparente non sia causa delle guerre già scatenate dall oro nero e soprattutto non diventi facile obiettivo del terrorismo internazionale. 4

Note 1 2 3 4 Dove scoppierà la prima guerra per l acqua?, Ecostrategia, 10 maggio 2006, <http://www.resistenze.org/sito/os/mp/osmp6e16.htm> (ultimo accesso 18 maggio 2015). Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo sulla cooperazione nell Unione Europea in materia di predisposizione e reazione agli attentati biologici e chimici (sicurezza sanitaria). Bruxelles, 2.6.2011 COM(2003) 320. European Agency for the Evaluation of Medicinal Products, EMEA/CPMP Guidance document on use of medicinal products for treatment and prophylaxis of biological agents that might be used as weapons of bioterrorism, London, 2002 (CPMP/4048/01), <http://www.ema.europa.eu/docs/en_gb/document_library/other/2010/01/wc500059884.pdf> (ultimo accesso 18 maggio 2015). Regolamento (CE) n. 2432/2001 del Consiglio del 20 novembre 2001, recante modifica e aggiornamento del regolamento (CE) n. 1334/2000 che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni di prodotti e tecnologie a duplice uso, Gazzetta Ufficiale L338 del 20/12/01. 5