PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI



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PARTE SPECIALE D REATI SOCIETARI

INDICE D.1. DESTINATARI DELLA PARTE SPECIALE E PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO... 3 D.2. AREE POTENZIALMENTE A RISCHIO E PRINCIPI DI CONTROLLO PREVENTIVO... 5 D.3. COMPITI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA E FLUSSI INFORMATIVI... 11 2

D.1. DESTINATARI DELLA PARTE SPECIALE E PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO La presente Parte Speciale del Modello è finalizzata alla trattazione dei reati societari e fa riferimento a comportamenti che possano essere posti in essere dai Destinatari del Modello operanti nelle aree a rischio reato (cfr. paragrafo D.2 della presente Parte Speciale). La presente Parte Speciale, oltre agli specifici principi di comportamento relativi alle aree a rischio reato, richiama quanto previsto nel Codice Etico del Fondo, alla cui osservanza sono tenuti tutti i Destinatari, e prevede l espresso divieto a carico dei Destinatari di porre in essere comportamenti: tali da integrare le fattispecie di reato previste dall art.25 ter del D.Lgs. 231/01 (per maggiori dettagli si veda l Allegato 3 del Modello Elenco dei reati presupposto ), anche nella forma del concorso o del tentativo, ovvero tali da agevolarne la commissione; non conformi alle leggi, ai regolamenti vigenti, nonché alle procedure del Fondo o, comunque, non in linea con i principi espressi nel Modello e nel Codice Etico. Inoltre, al fine di prevenire la commissione dei reati societari, i Destinatari che svolgono la propria attività nell ambito delle aree a rischio reato sono tenuti al rispetto dei seguenti principi generali di comportamento: tenere un comportamento corretto e trasparente, nel rispetto delle norme di legge e regolamentari vigenti, nell esecuzione di tutte le attività finalizzate alla formazione del bilancio e delle altre comunicazioni sociali, al fine di fornire ai soci ed ai terzi un informazione veritiera e corretta sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Fondo; garantire il rispetto delle regole comportamentali previste nel Codice Etico del Fondo, con particolare riguardo all esigenza di assicurare che ogni operazione e transazione sia correttamente registrata, autorizzata, verificabile, legittima, coerente e congrua; tenere un comportamento corretto e trasparente, nel rispetto delle norme di legge e regolamentari vigenti, nell acquisizione, elaborazione e illustrazione dei dati e delle informazioni necessarie per consentire di pervenire ad un fondato giudizio sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Fondo; garantire il rispetto dei principi di integrità, correttezza e trasparenza così da consentire ai destinatari di pervenire ad un fondato ed informato giudizio sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Fondo e sull evoluzione della sua attività; astenersi dal compiere qualsivoglia operazione o iniziativa, qualora vi sia una situazione di conflitto di interessi, ovvero qualora sussista, anche per conto di terzi, un interesse in conflitto con quello del Fondo; astenersi dal porre in essere operazioni simulate o altrimenti fraudolente, nonché dal diffondere notizie false e/o non corrette e/o fuorvianti; gestire con la massima correttezza e trasparenza il rapporto con le Pubbliche Autorità, ivi incluse quelle di Vigilanza; 3

effettuare con tempestività, correttezza e buona fede tutte le comunicazioni previste dalla legge e dai regolamenti nei confronti delle Autorità Pubbliche di Vigilanza, non ostacolando l esercizio delle funzioni di vigilanza da queste intraprese; tenere un comportamento corretto e veritiero con gli organi di stampa e di informazione. Per la prevenzione delle fattispecie relative ai reati societari, nonché ai fini della formazione del bilancio, le procedure ed i regolamenti del Fondo garantiscono: il rispetto del principio di completezza del bilancio, mediante l indicazione di tutti i dati prescritti dalla normativa vigente; il coinvolgimento delle Aree Operative del Fondo nel fornire dati ed informazioni necessari alla predisposizione del bilancio di esercizio; l indicazione dell Area Operativa a cui i dati devono essere trasmessi; i criteri per la loro elaborazione; la tempistica di consegna; la trasmissione dei dati all Area Operativa competente in modalità tale che resti traccia dei vari passaggi e che siano identificabili i soggetti che hanno operato; la tempestiva trasmissione, ai componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Sindaci, della bozza di bilancio, garantendo un adeguata registrazione di tale trasmissione; la giustificazione di ogni eventuale variazione dei criteri di valutazione adottati per la redazione dei documenti contabili sopra richiamati e delle relative modalità di applicazione; la preventiva approvazione, da parte degli Organi del Fondo competenti, delle operazioni potenzialmente rilevanti ai fini del Decreto, qualora siano caratterizzate da una discrezionalità di valutazione che possa comportare significativi impatti sotto il profilo patrimoniale o fiscale. Per la prevenzione dei reati relativi al controllo sulla gestione del Fondo, dovranno essere osservate le seguenti regole: tempestiva trasmissione al Collegio dei Sindaci dei documenti relativi ad argomenti posti all ordine del giorno di Assemblea e Consiglio di Amministrazione o sui quali il Collegio deve esprimere un parere; messa a disposizione del Collegio dei Sindaci dei documenti sulla gestione del Fondo, onde consentire a tale organo di espletare le necessarie verifiche; possibilità di procedere, in qualsiasi momento, ad atti di ispezione e controllo, per il Collegio dei Sondaci o per i singoli membri del Collegio stesso; previsione di riunioni periodiche tra Collegio dei Sindaci, Società di revisione contabile e certificazione del bilancio ed OdV, per verificare l osservanza delle regole e delle procedure del Fondo in tema di normativa di bilancio; comunicazione all OdV delle valutazioni che hanno condotto alla scelta della società di revisione contabile e certificazione del bilancio; 4

comunicazione all OdV di qualsiasi altro incarico, conferito o che si intenda conferire, alla società di revisione contabile e certificazione del bilancio, che sia aggiuntivo rispetto a quello della certificazione del bilancio. La predisposizione delle comunicazioni alle Autorità Pubbliche di Vigilanza dovrà rispondere ai seguenti criteri: dovranno essere individuati i responsabili delle segnalazioni periodiche alle Autorità previste o prescritte da leggi e regolamenti; dovrà essere data attuazione a tutti gli interventi di natura organizzativa necessari ad assicurare la corretta e completa predisposizione delle comunicazioni ed il loro puntuale invio alle Autorità Pubbliche di Vigilanza; in caso di accertamenti ispettivi da parte delle Autorità Pubbliche di Vigilanza, dovrà essere fornita adeguata collaborazione da parte delle Aree del Fondo competenti. Tutte le comunicazioni trasmesse alle Autorità Pubbliche di Vigilanza dovranno essere tenute a disposizione dell OdV per eventuali verifiche. Per i principi di comportamento in materia di conflitti di interesse, si rinvia a quanto previsto nel Codice Etico del Fondo. D.2. AREE POTENZIALMENTE A RISCHIO E PRINCIPI DI CONTROLLO PREVENTIVO L art. 6, comma 2, lett. a) del Decreto indica, come uno degli elementi essenziali dei modelli di organizzazione, gestione e controllo previsti dal Decreto, l individuazione delle cosiddette attività sensibili, ossia di quelle attività nel cui ambito potrebbe presentarsi il rischio di commissione di uno dei reati espressamente richiamati dal Decreto. In tale contesto, così come indicato nella Parte Generale del Modello (cfr. paragrafo 2.4.3), nell ambito di ciascuna area a rischio reato, sono state individuate le relative attività c.d. sensibili, ovvero quelle specifiche attività al cui espletamento è connesso il rischio di commissione dei reati previsti dal Decreto ed indicati nell Allegato 3 del Modello. Sono stati, inoltre, identificati i soggetti coinvolti nell esecuzione di tali attività sensibili e che, astrattamente, potrebbero commettere i reati di cui all art. 25 ter. L'individuazione dei ruoli/funzioni non deve considerarsi, in ogni caso, tassativa, atteso che ciascun soggetto individuato nelle procedure potrebbe in linea teorica essere coinvolto. Sono stati enucleati, altresì, in via esemplificativa e non esaustiva, i principali controlli preventivi previsti con riferimento alle attività che sono poste in essere nelle aree a rischio reato. In base all analisi dei processi del Fondo mappati ai fini del risk assessment, sono state individuate le aree a rischio reato sotto indicate. 5

Area a rischio n. 1 GESTIONE DELLA CONTABILITÀ E DEL BILANCIO RUOLI E FUNZIONI COINVOLTE Presidenza, Direzione, Area Amministrazione, Contabilità e Finanza ATTIVITÀ SENSIBILI a) Predisposizione del budget preventivo; b) Gestione del budget e verifica degli scostamenti; c) Gestione della contabilità generale; d) Determinazione ed esecuzione degli accantonamenti per poste stimate; e) Determinazione ed esecuzione delle altre operazioni di chiusura del bilancio; f) Redazione ed approvazione del bilancio; REATI ASTRATTAMENTE IPOTIZZABILI ED ESEMPLIFICATIVE COMMISSIONE MODALITÀ DI a) False comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.); b) False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori (art. 2622 c.c.). Le fattispecie potrebbero essere realizzate mediante: determinazione di poste valutative di bilancio non conformi alla reale situazione patrimoniale e finanziaria del Fondo, come risulterebbe dalla corretta applicazione dei principi contabili di riferimento, in collaborazione con gli Amministratori, anche in concorso con altri soggetti; esposizione in bilancio di poste (non valutative) inesistenti o di valore difforme da quello reale, ovvero occultamento di fatti rilevanti tali da mutare la rappresentazione delle effettive condizioni economiche del Fondo, anche in concorso con altri soggetti; modifica o alterazione dei dati contabili presenti sul sistema informatico al fine di dare una rappresentazione della situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Fondo difforme dal vero, anche in concorso con altri soggetti; mancato accantonamento di poste di bilancio (rimanenze, fondi, ecc.). PRINCIPI DI CONTROLLO PREVENTIVO Con riferimento alla gestione della contabilità e del bilancio, l attività del Fondo si ispira ai seguenti principali principi di controllo preventivo: rispetto dei ruoli, compiti e responsabilità definiti dall organigramma del Fondo e dal sistema autorizzativo nella gestione della contabilità e nella formazione, elaborazione e controllo del budget preventivo e del bilancio; 6

identificazione dei soggetti deputati alla gestione della contabilità generale ed alla formazione, elaborazione e controllo del budget preventivo e del bilancio; formale definizione di un budget preventivo, in coerenza con la programmazione e le linee di investimento del Fondo; verifica di completezza, correttezza e congruità delle informazioni inserite nel budget preventivo, in relazione alle singole voci che lo compongono; formale approvazione, nel rispetto delle deleghe in essere, del budget preventivo; monitoraggio periodico del budget preventivo, attraverso la riconciliazione tra il Conto Economico ed il budget stesso, e predisposizione del budget di controllo; definizione del piano dei conti in funzione del budget preventivo approvato e delle relative voci di spesa previste; tracciabilità delle operazioni contabili attraverso l utilizzo di strumenti informatici per la loro rilevazione ed elaborazione; formale definizione di un calendario per la gestione degli adempimenti contabili, fiscali e civilistici, in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente; verifica periodica del rispetto degli adempimenti obbligatori previsti dalla normativa vigente; verifica periodica dei debiti verso le aziende beneficiarie di finanziamenti concessi dal Fondo, verso i fornitori, verso Istituti Previdenziali, per retribuzioni e per compensi verso i componenti degli Organi statutari e dei Comitati di Comparto; verifica di correttezza e completezza dei dati trasmessi dall INPS in merito alle ripartizioni dei versamenti delle aziende aderenti al Fondo; verifica di corrispondenza tra le somme accreditate dall INPS al Fondo, nonché della loro corretta ripartizione, rispetto ai dati trasmessi dall INPS stessa; monitoraggio periodico degli importi riferiti alla portabilità (ex Legge 2/09) in entrata ed in uscita; verifica di completezza, accuratezza e veridicità delle registrazioni contabili effettuate in corso d anno; verifica di coerenza tra bilancio e budget preventivo; verifica di completezza, correttezza e congruità dei dati inseriti nel bilancio, nella nota integrativa e nella relazione sulla gestione; trasmissione tempestiva a tutti i membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Sindaci della bozza del bilancio, della nota integrativa e della relazione sulla gestione; verifiche atte ad accertare la coerenza tra la quantità prevista nella bolla entrata merce e la quantità presente in fattura; verifiche atte ad accertare la coerenza tra le prestazioni ricevute e quanto presente in fattura; 7

segregazione delle funzioni tra chi autorizza i pagamenti e chi provvede alla verifica di completezza e coerenza della documentazione di supporto necessaria all esecuzione dei pagamenti; verifiche atte ad accertare la completezza e la coerenza della documentazione di supporto necessaria all esecuzione dei pagamenti; monitoraggio periodico dei pagamenti eseguiti dal Fondo, anche attraverso l esecuzione di riconciliazioni bancarie; tracciabilità di tutte le operazioni effettuate per la gestione e la verifica dei pagamenti eseguiti dal Fondo; verifiche atte a prevenire la doppia registrazione della stessa fattura ed il duplice pagamento della stessa fattura; esistenza di un sistema di archiviazione delle registrazioni contabili. Area a rischio n. 2 ESERCIZIO DEL POTERE DI CONTROLLO DEI MEMBRI DELL ASSEMBLEA E DEL COLLEGIO DEI SINDACI RUOLI E FUNZIONI COINVOLTE Consiglio di Amministrazione, Presidenza, Direzione, Area Amministrazione, Contabilità e Finanza. ATTIVITÀ SENSIBILI a) Gestione dei libri sociali degli Atti del Consiglio di Amministrazione; b) Gestione dei rapporti con gli Organi Statutari e con i Soci; REATI ASTRATTAMENTE IPOTIZZABILI ED ESEMPLIFICATIVE MODALITÀ DI COMMISSIONE a) Impedito controllo (art. 2625 c.c.). Con riferimento alla fattispecie di reato in oggetto, vengono in rilievo le condotte dei membri del Consiglio di Amministrazione, nonché dei dipendenti del Fondo che prestano collaborazione a questi ultimi, potenzialmente volte ad impedire o comunque ad ostacolare: le iniziative di controllo spettanti all Assemblea; le attività di controllo del Collegio dei Sindaci, previste dal codice civile e dagli altri provvedimenti normativi. 8

PRINCIPI DI CONTROLLO PREVENTIVO Con riferimento all area in oggetto, l attività del Fondo si ispira ai seguenti principali principi di controllo preventivo: rispetto dei ruoli, compiti e responsabilità definiti dall organigramma del Fondo e dal sistema autorizzativo nella gestione dei libri sociali e nella gestione dei rapporti con gli Organi Statutari e con i Soci; monitoraggio periodico volto a verificare eventuali aggiornamenti alle normative vigente in materia; formale definizione delle modalità di convocazione e svolgimento dell Assemblea, in osservanza dei principi normativi e statutari adottati; formale definizione delle modalità di predisposizione, approvazione e trasmissione ai Soci ed agli altri Organi Statutari e conservazione della documentazione inerente atti e deliberazioni dell Assemblea e degli altri Organi Statutari; messa a disposizione del Collegio dei Sindaci dei documenti sulla gestione del Fondo, per le verifiche proprie dell Organo; rispetto dei ruoli e delle responsabilità per l accesso da parte dei Soci al contenuto dei libri sociali. Area a rischio n. 3 GESTIONE DEI RAPPORTI CON AUTORITÀ ED ORGANISMI DI VIGILANZA RUOLI E FUNZIONI COINVOLTE Presidenza, Direzione, Aree Operative del Fondo. ATTIVITÀ SENSIBILI a) Gestione dei rapporti con le Autorità di Pubblica Vigilanza. REATI ASTRATTAMENTE IPOTIZZABILI ED ESEMPLIFICATIVE MODALITÀ DI COMMISSIONE a) Ostacolo all esercizio delle funzioni delle Autorità Pubbliche di Vigilanza (art. 2638 c.c.). Il reato in questione può essere realizzato attraverso due distinte modalità, entrambe finalizzate ad ostacolare l attività di vigilanza delle Autorità Pubbliche preposte: la comunicazione alle Autorità Pubbliche di Vigilanza di fatti non rispondenti al vero, ovvero con l occultamento di fatti che avrebbero dovuto essere comunicati; l ostacolo all esercizio delle funzioni di vigilanza svolte da Pubbliche Autorità attuato consapevolmente ed in qualsiasi modo, anche omettendo le comunicazioni dovute alle medesime Autorità. 9

La condotta penalmente sanzionata potrebbe essere integrata nell ambito: della predisposizione e dell invio di dati e comunicazioni, ovvero del compimento di adempimenti, previsti o prescritti dalla normativa vigente; delle attività connesse alla richiesta di autorizzazioni, concessioni, licenze, permessi, ecc.; della presentazione di ricorsi alle delibere dell'autorità; delle visite ispettive e dei controlli effettuati dalle Autorità Pubbliche di Vigilanza. PRINCIPI DI CONTROLLO PREVENTIVO Con riferimento alla gestione dei rapporti con Autorità ed Organismi di Vigilanza, l attività del Fondo si ispira ai seguenti principali principi di controllo preventivo: rispetto dei ruoli, compiti e responsabilità definiti dall organigramma del Fondo e dal sistema autorizzativo nella gestione dei rapporti con Autorità ed Organismi di Vigilanza; esistenza di segregazione tra chi predispone i dati / comunicazioni da trasmettere all Autorità di Vigilanza, chi valida tali dati / comunicazioni e chi li trasmette alle Autorità di Vigilanza; tempestiva e completa messa a disposizione dei documenti che gli incaricati delle Autorità ritengano necessario acquisire nel corso di attività ispettive; verifica della completezza, accuratezza e veridicità dei dati o delle comunicazioni da trasmettere all Autorità di Vigilanza; formale autorizzazione, nel rispetto delle deleghe e delle procure in essere, alla trasmissione di dati / comunicazioni all Autorità di Vigilanza; partecipazione alle ispezioni dei soli soggetti a ciò espressamente delegati; monitoraggio periodico sulle scadenze per l invio di dati / comunicazioni obbligatorie all Autorità di Vigilanza; tracciabilità dei dati / comunicazioni trasmessi alle Autorità di Vigilanza, da effettuare nel rispetto delle norme di legge e regolamenti, in vista degli obiettivi di trasparenza e corretta informazione. Area a rischio n. 4 COSTITUZIONE E FUNZIONAMENTO DELLE ASSEMBLEE RUOLI E FUNZIONI COINVOLTE Presidenza, Direzione, Aree Operative del Fondo. ATTIVITÀ SENSIBILI a) Gestione delle attività connesse al funzionamento dell Assemblea. 10

REATI ASTRATTAMENTE IPOTIZZABILI ED ESEMPLIFICATIVE MODALITÀ DI COMMISSIONE a) Illecita influenza sull Assemblea (art. 2636 c.c.). Compimento di atti simulati o fraudolenti idonei a determinare la maggioranza in Assemblea (ad esempio facendo intervenire soggetti non legittimati a partecipare). PRINCIPI DI CONTROLLO PREVENTIVO Il funzionamento dell Assemblea è espressamente disciplinato e regolamentato all interno dello Statuto del Fondo For.te. D.3. COMPITI DELL ORGANISMO DI VIGILANZA E FLUSSI INFORMATIVI L OdV vigila sul funzionamento e sull osservanza del Modello e ne cura l aggiornamento, al fine di assicurarne l idoneità e l efficacia a prevenire i reati di cui alla presente Parte Speciale. In tal contesto, devono intendersi qui integralmente richiamati i compiti attribuiti all Organismo ed i flussi informativi verso lo stesso già dettagliati nella Parte Generale del Modello. 11