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MT CONTROLLO MAGNETOSCOPICO CORSO PER OPERATORI DI II LIVELLO TOTALE ORE : 40 PARTE 1 - PRINCIPI DEL CONTROLLO MAGNETOSCOPICO 1.1) Scopo e limitazioni del metodo di controllo magnetoscopico PARTE 2 - BASI FISICHE DEL METODO 2.1) CAMPI MAGNETICI 2.1.1) Cenni sul magnetismo - Basi fisiche - Campi di applicazione 2.1.2) Materiali magnetici 2.1.3) Magneti permanenti/calamite 2.1.4) Poli magnetici 2.1.5) Campo magnetico e suoi effetti 2.1.6) Permeabilita magnetica 2.1.7) Dia-para-ferromagnetico 2.1.8) Corrente continua, alternata e raddrizzata 2.1.9) Il campo magnetico generato da un conduttore rettilineo e da una bobina, percorsi da corrente della direzione, dell intensita del flusso e della densita del campo magnetico, riferito alla sezione interessata 2.1.11) Relazione reciproca tra la forza magnetica, intensita di flusso e permeabilita magnetica 2.1.12) L influenza del materiale sulle linee di forza del campo magnetico 2.1.13) Correnti impulsive 2.1.14) Generazione della corrente mediante: - Raddrizzamento a semionda - Raddrizzamento ad onda intera - Raddrizzamento trifase - Generatore d impulsi - Regolazione continua della corrente mediante tiristori PAG. 1

2.1.15) Omogeneita e cause delle distorsioni del campo magnetico 2.1.16) Campo magnetico interno 2.1.17) Curva di prima magnetizzazione 2.1.18) Ciclo di isteresi 2.1.19) L influenza del materiale sulle linee di forza del campo magnetico 2.1.20) Misura dell intensita del campo magnetico tangenziale 2.1.21) Temperatura di Curie 2.1.22) Effetto skin o di pelle 2.1.23) Legge di Ohm per circuiti a corrente continua e alternata 2.1.24) Misura dell intensita della corrente e della tensione elettrica 2.1.25) Generatori di corrente 2.1.26) Verifica dell efficacia delle correnti utilizzate 2.2) FLUSSO MAGNETICO DISPERSO 2.2.1) Origine 2.2.2) Flusso magnetico disperso in prossimita di discontinuita nel materiale 2.2.3) Il flusso magnetico disperso generato nella zona di giunzione di materiali e differente permeabilita magnetica 2.2.4) Il flusso magnetico disperso in prossimita di repentini cambiamenti di sezione o geometria del pezzo 2.2.5) L evidenziazione delle zone con flusso magnetico disperso (polveri magnetiche) 2.2.6) Effetto dell orientamento e della posizione del difetto rispetto alla direzione del campo magnetico indotto sulla sensibilita di rivelazione PARTE 3 - TECNICHE APPLICATIVE 3.1) TIPI E TECNICHE DI MAGNETIZZAZIONE 3.1.1) Magnetizzazione longitudinale - Con magnete - Con con bobina avvolgente 3.1.2) Magnetizzazione circonferenziale - Con conduttore passante - Con spire concatenate - Con passaggio diretto di corrente nel pezzo - Con elettromagnete in corrente alternata a nucleo concatenato col pezzo 3.1.3) Magnetizzazione circolare localizzata - Con puntali 3.1.4) Cenni sulla magnetizzazione ad induzione 3.1.5) Cenni sulla magnetizzazione mediante campi magnetici sovrapposti PAG. 2

3.1.6) Individuazione del punto: - Massima sensibilità di rilevazione - Massima densità del flusso magnetico 3.1.7) Calcolo dell intensita delle correnti da applicare nelle diverse tecniche di controllo magnetoscopico 3.1.8) Metodi di magnetizzazione mediante campi magnetici sovrapposti - Rotazione del campo vettore somma 3.2) SMAGNETIZZAZIONE 3.2.1) Metodologie di smagnetizzazione 3.2.2) Verifica dell efficacia della smagnetizzazione 3.2.3) Teorie della smagnetizzazione: - Mediante passaggio della corrente - Mediante tunnel di smagnetizzazione 3.3) METODI D ESAME 3.3.1) Esame a magnetizzazione diretta 3.3.2) Esame a magnetizzazione residua PARTE 4 - APPARECCHIATURE E ACCESSORI 4.1) GIOGHI A MAGNETE PERMANENTE 4.2) GIOGHI ELETTROMAGNETICI PORTATILI 4.3) GENERATORI DI CORRENTE MOBILI 4.4) APPARECCHI DI CONTROLLO FISSI (BANCALI) 4.5) BOBINE/SOLENOIDI 4.6) ELETTRODI DI CONTATTO E CONDUTTORI ELETTRICI PER ELEVATA INTENSITA DI CORRENTE 4.7) DISPOSITIVI PER L ELIMINAZIONE DELLE SFIAMMATE 4.8) STRUMENTI DI MISURA, STRUMENTAZIONE DI BORDO E RELATIVE TARATURE 4.9) IMPIANTI D IRRORAZIONE E DI COMANDO DELL APPARECCHIATURA PAG. 3

4.10) APPARECCHIATURE DI CONTROLLO MAGNETOSCOPICO MECCANIZZATE O AUTOMATICHE 4.11) LA MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI CONTROLLO E DELLE APPARECCHIATURE PARTE 5 - RIVELATORI 5.1) RIVELATORI A SECCO E IN SOSPENSIONE LIQUIDA 5.2) MEZZI AUSILIARI E METODI D APPLICAZIONE DELLE POLVERI A SECCO E DEI RILEVATORI IN SOSPENSIONE LIQUIDA 5.3) CONTROLLO DELLA SENSIBILITA D'INDICAZIONI E DELLA CORRETTA PREPARAZIONE DEL MEZZO RIVELATORE 5.4) LAMPADA A LUCE DI WOOD 5.5) LA SCELTA DEL TIPO DELLA GRANULOMETRIA E DELLA COLORAZIONE DEL RIVELATORE 5.6) LA SCELTA DEL METODO A SECCO O DI QUELLO A UMIDO 5.7) LA SENSIBILITA DI RILEVAZIONE IN FUNZIONE DEL TIPO DI POLVERE MAGNETICA IMPIEGATA 5.8) LA SCELTA DEL TIPO DI RIVELATORE CON RIGUARDO AL PROBLEMA DI CONTROLLO, DEL TIPO DI DIFETTO DA RILEVARE E ALLO STATO SUPERFICIALE DEL PEZZO PARTE 6 - VERIFICA DELL EFFICACIA DEI MEZZI DI CONTROLLO 6.1) VERIFICA DELL EFFICACIA DEL CAMPO MAGNETICO APPLICATO PER MEZZO DI PIASTRINE DI BERTHOLD O ASTM 6.2) CAMPIONI DI TARATURA CON DIFETTI ARTIFICIALI DI DIMENSIONE NOTE 6.3) CONTROLLO DELL EFFICIENZA DEL RIVELATORE IN SOSPENSIONE LIQUIDA 6.4) CONTROLLO DELL EFFICIENZA DELLA LAMPADA A LUCE DI WOOD PAG. 4

6.5) MISURATORI DELL INTENSITA ENERGETICA DELLA LAMPADA DI WOOD 6.6) MISURAZIONE DELL ILLUMINAMENTO NATURALE O ARTIFICIALE NELL AMBIENTE DI LAVORO E ALL ESTERNO 6.7) MISURATORI DI CAMPO MAGNETICO TANGENZIALE CON SONDA DI HALL PARTE 7 - INTERPRETAZIONE E RAPPORTO D ESAME 7.1) VALUTAZIONE DEI RISULTATI DELLE PROVE 7.1.1) Valutazione e registrazione della forma, della posizione, delle dimensioni e delle indicazioni rilevate 7.1.2) Valutazione dei risultati di prova in base ai criteri d accettabilità e ai codici applicabili 7.2) COMPILAZIONE DEL VERBALE D ESAME PARTE 8 - NORMATIVA 8.1) CODICI E NORME Informazioni tecniche contenute nelle norme, nei codici, nelle specifiche e nelle procedure 8.1.1) Interpretazioni di specifiche e procedure e stesura di istruzioni scritte PARTE 9 - PROVE PRATICHE Utilizzo varie tecniche d esame con campioni con difetti naturali PAG. 5