LO STERMINIO E LA SHOAH



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Transcript:

LO STERMINIO E LA SHOAH Ben sei milioni di ebrei (secondo fonti tedesche), giovani, vecchi, neonati e adulti, furono uccisi dalla violenza nazista. La Shoah si sviluppò in cinque diverse fasi: I. la privazione dei diritti civili dei cittadini ebrei II. la loro espulsione dai territori della Germania III. la creazione di ghetti circondati da filo spinato, muri e guardie armate nei territori conquistati a est dal Terzo Reich, dove gli ebrei furono costretti a vivere separati dalla società e in precarie condizioni sanitarie ed economiche IV. i massacri delle Einsatzgruppen (squadre di riservisti incaricate di eliminare ogni oppositore del nazismo nei territori conquistati dell Ucraina e della Russia) durante le azioni di rastrellamento V. la deportazione nei campi di sterminio in Polonia dove, dopo un immediata selezione, gli ebrei venivano o uccisi subito con il gas o inviati nei campi di lavoro e sfruttati fino all esaurimento delle forze, per essere poi comunque eliminati. Queste tappe possono essere suddivise in due periodi storici: - dal 1933 al 1940, quando il nazismo vide la soluzione della questione ebraica nell emigrazione; - dal 1941 al 1945, quando venne attuato lo sterminio. Il nazismo fece dell attacco agli ebrei uno dei propri elementi fondanti. Dal momento in cui giunse al potere, si scagliò contro i cittadini ebrei con ogni mezzo di propaganda e con una fitta campagna di leggi. Per convincere anche la pubblica opinione della necessità di questa lotta, furono utilizzate le accuse di deicidio, di inquinamento della razza ariana e di arricchimento mediante lo sfruttamento del lavoro e delle disgrazie economiche altrui. Gli ebrei, secondo i piani dei gerarchi nazisti, avrebbero dovuto scomparire dalla faccia della terra. Il progetto di Hitler, infatti, era quello di rendere tutto il mondo Judenfrei (libero dagli ebrei). Dal momento dell entrata in guerra, la Germania rese sempre più violenta la lotta contro i civili ebrei, iniziandone l eliminazione fisica. Con il proseguire del conflitto, più si profilava certa una sconfitta per il Terzo Reich, più si faceva intensa la guerra dei nazisti agli ebrei, come se la loro distruzione totale potesse costituire una vittoria compensatrice. La furia violenta del nazismo si scagliò però non solo contro gli ebrei, ma anche contro: i tedeschi dissidenti (dall apertura del campo di Dachau, 1933); gli zingari (discriminati già nel 1935 e deportati dal 1939); i Testimoni di Geova (perseguitati nel 1933 e internati dal 1935); i prigionieri di guerra (dall inizio del 1939); i partigiani (dal momento in cui venivano annessi nuovi territori al Reich); gli omosessuali (incarcerati e condannati dal 1934); i portatori di handicap (sterilizzati dal 1933; nel 1939 i primi a essere gassati in apposite case di cura o su camion destinati alla gassazione, in base al Programma Eutanasia); una parte del clero (dal 1937, quando papa Pio XI, nell Enciclica Mit Brennender Sorge, prese aperta posizione contro la Germania hitleriana). Bisogna però ricordare che, mentre ebrei e zingari furono vittime dello sterminio sistematico di interi gruppi familiari, colpevoli solo di esistere, tutti gli altri vennero perseguitati perché avversari del regime al potere o non adatti al nuovo ideale nazista di uomo tedesco.

Cinquanta erano le categorie in cui venivano suddivisi i lager, in base alle diverse finalità, ma sei in tutto erano i campi di sterminio dove i deportati venivano selezionati e uccisi con il gas, creati solo per ebrei e zingari: sono questi i luoghi della Shoah. Alla fine della prima guerra mondiale, dopo le norme del Trattato di Versailles, la situazione politica e sociale della Germania era altamente instabile. La lenta riconversione delle industrie belliche secondo il Trattato, la riduzione dell esercito a 100.000 unità imposta dai vincitori, il crollo dei cambi nel 1927 e quello della Borsa di New York nel 1929 favorirono la creazione di gruppi organizzati e violenti che rappresentavano, in opposte fazioni, il malcontento generale. Ordine sociale ed economico e riscossa agli occhi dei vincitori della guerra del 1914-1918 furono le richieste più pressanti che provenivano da vari strati della frantumata società tedesca della Repubblica di Weimar. L austriaco Adolf Hitler seppe dare la risposta sbagliata, ma brutale e convincente, a queste domande. Il 24 febbraio 1920, tra i fumi di una birreria, Hitler espose al Partito dei Lavoratori Tedeschi, di cui faceva parte dal luglio 1919, il proprio programma incentrato sull antisemitismo e sul principio di ristabilire la disciplina militare e inculcare nuovamente nella truppa i sentimenti nazionali e patriottici. Nell aprile 1920 il Partito cambiò nome e divenne Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori. Il programma politico di Hitler era chiaro: egli predicava la superiorità della razza ariana, incarnata dai popoli tedeschi, su tutte le altre. Per raggiungere questo scopo voleva l annientamento delle razze inferiori che avevano contaminato la purezza germanica e la conquista di uno spazio vitale in cui tornare a far prosperare gli eletti ariani. Dal 1923 Hitler divenne un punto di riferimento per tutti i movimenti dell estrema destra tedesca. Il 9 novembre 1923, forte del consenso ottenuto, organizzò il Putsch (colpo di Stato) a Monaco; dopo il suo fallimento e la conseguente incarcerazione egli capì che il potere in Germania avrebbe dovuto contare su solidi appoggi degli industriali, su un apparente rispetto della legalità e sulla ricompattazione del popolo tedesco. Condannato a cinque anni di reclusione per alto tradimento, Hitler trascorse agli arresti meno di un anno, in cui dettò al compagno di cella Rudolf Hess (divenuto poi un importante personaggio del nazismo) il Mein Kampf. In questo scritto Hitler rese pubblico il suo pensiero politico e il suo progetto di uno Stato basato su un nuovo ordine politico, sociale e razziale. Il 27 febbraio 1925, tornato in libertà, ricostituì il Partito Nazionalsocialista, sciolto dopo il fallimento del Putsch. Da quel momento sino al 1929 Hitler tentò di darsi una presentabilità a livello internazionale e nazionale, cercando di rendersi gradito agli ambienti industriali proponendosi come difensore della proprietà privata, sfumando in modo molto abile l aspetto anticlericale del Partito e promuovendone una riorganizzazione interna secondo la quale tutto avrebbe ruotato sempre più attorno a lui. Una costante di quegli anni di preparazione fu l utilizzo di una forte campagna antisemita e antibolscevica, in base alla quale gli ebrei erano visti come i burattinai del comunismo che avrebbero voluto dominare il mondo. La propaganda di queste idee fu affidata a giornali di partito e comizi che, utilizzando toni duri, volgari ed esasperati, avrebbero raggiunto facilmente i ceti più disagiati. Per dare man forte alle proprie idee, il Partito Nazionalsocialista utilizzò anche squadre di picchiatori; nel 1921 nacquero infatti le SA (Sturmabteilungen) e nell aprile del 1925 le SS (Schutzstaffeln), un corpo paramilitare, ispirato a rigidi criteri di arianità e fedeltà al capo. La grande crisi economica del 1929 portò un clima favorevole alle idee di Hitler che riuscì ad affermarsi alle elezioni del 1930, successo che crebbe fino a raggiungere il 44 per cento dei consensi alle elezioni del 1933. Divenuto cancelliere, egli eliminò dalla scena politica, in modo apparentemente legale, tutti i suoi oppositori. Il 28 febbraio 1933, infatti, i comunisti vennero messi fuori legge, poiché incolpati dell incendio del Reichstag (provocato in realtà dai nazisti).

Con le leggi di degiudeizzazione del 1933, con cui veniva ordinato il licenziamento e l esclusione degli ebrei da tutte le funzioni pubbliche, Hitler diede subito prova di mantener fede agli impegni elettorali, ponendo le basi dello Stato razziale e creando nuovi posti di lavoro per gli ariani. Egli aveva vinto le elezioni, infatti, promettendo Arbeit und Brot (pane e lavoro) e la riscossa comune contro i nemici interni ed esterni del Reich. In base a un ordine del 22 marzo 1933 venne ufficializzato per questo scopo l utilizzo di campi di concentramento con l apertura di Dachau, dove i primi a essere deportati furono gli oppositori, i Testimoni di Geova, gli zingari e chiunque fosse risultato sospetto al nuovo regime. Nel frattempo erano costanti i soprusi ai danni degli ebrei tedeschi, che venivano descritti dalla propaganda nazionalsocialista come estranei al popolo della Grande Germania. Contrariamente a quanto sostenuto dalla propaganda, da anni la comunità ebraica era parte integrante della società tedesca, diversamente da quanto accadeva nell Europa dell Est, dove l integrazione sociale e culturale della minoranza ebraica era progredita più lentamente. Con le leggi di Norimberga del 15 settembre 1935, Hitler diede ufficialità alle proprie idee antisemite già espresse nel Mein Kampf. Da quel momento gli ebrei divennero ufficialmente cittadini inferiori per legge e nascita. Numerose furono le leggi che scandirono la loro vita diversa, come quella per cui dovevano frequentare solo luoghi a loro riservati (esistevano addirittura panchine solo per ebrei) o quella per cui dovevano premettere ai nomi propri Israel, se maschi, o Sarah, se femmine. Intanto dal 1936, con l occupazione della Renania, Hitler fece ripartire la macchina bellica tedesca in vista di una campagna di espansione, che mirava a risarcire i tedeschi delle condizioni imposte dal Trattato di Versailles e puntava alla conquista dello spazio vitale per il Terzo Reich (il terzo impero tedesco dopo il Sacro Romano Impero Germanico del 962 e l Impero Tedesco del 1871). Così, nello stesso anno, accanto alle truppe dello spagnolo Franco e dell alleato italiano Mussolini, i nazisti presero parte alla guerra civile spagnola. Il 13 marzo 1938 venne annessa l Austria (Anschluss) e i Sudeti divennero territorio tedesco. Ma la notte tra il 9 e il 10 novembre venne anche scatenata una vera e propria caccia all uomo contro gli ebrei, in cui furono bruciate centinaia di sinagoghe, distrutte gran parte delle loro proprietà e uccise 90 persone: dalla quantità dei vetri rotti rimasti per le strade, quella notte fu chiamata Notte dei cristalli (Kristallnacht). Da allora ebbero inizio le deportazioni nei campi anche degli ebrei arrestati nel corso delle azioni punitive. Sin da quei primi anni, quindi, possiamo oggi capire come la Germania nazista combatté due guerre parallele: una contro i nemici esterni, che ebbe inizio il 1 settembre 1939 e sfociò nel dramma della seconda guerra mondiale; l altra contro gli ebrei, cittadini inermi, secondo le leggi naziste colpevoli di esistere. Da qui ebbe origine la Shoah, la cui legalizzazione si formulò in tre tappe fondamentali: 1935: leggi di Norimberga; 1939: leggi sull emigrazione forzata degli ebrei dal territorio tedesco verso i ghetti nella Polonia occupata; 1942: Conferenza di Wannsee. Questi tre eventi furono scanditi da una serie di provvedimenti burocratici che permettevano a qualsiasi uomo ariano di commettere crimini contro un suo simile pur continuando a considerarsi un buon cittadino, e anzi per questo essere ricompensato dallo Stato.

LEGGI RAZZIALI TEDESCHE 7 APRILE 1933: LEGGE PER IL RINNOVO DELL' AMMINISTRAZIONE PUBBLICA Per rinnovare l'amministrazione pubblica, possono essere licenziati dal loro ufficio gli impiegati pubblici che: non possiedono i requisiti o la consueta istruzione richiesta o altre qualifiche non siano di discendenza ariana non abbiano nelle loro attività politiche agito in ogni momento con tutte le loro forze nel bene dello Stato 15 SETTEMBRE 1935: LEGGE PER LA PROTEZIONE DEL SANGUE E DELL'ONORE TEDESCO Per salvaguardare la purezza del sangue tedesco e il futuro della nazione tedesca il Reichstag emanò le seguenti leggi che vietavano: matrimoni tra ebrei e cittadini di sangue tedesco relazioni sessuali extraconiugali tra ebrei e cittadini di sangue tedesco l'impiego di domestiche cittadine di sangue tedesco agli ebrei NORIMBERGA 1935: LEGGE SULLA CITTADINANZA TEDESCA Nel 1935 il parlamento emanò le seguenti leggi per distinguere coloro che erano cittadini del Reich tedesco da coloro che non lo erano e che quindi non godevano degli stessi diritti. E' da considerarsi suddito dello Stato: quella persona che gode della protezione del Reich colui che è di sangue tedesco, o affine, e che dimostri di voler servire fedelmente la Germania l'unico detentore di tutti i diritti politici 12 NOVEMBRE 1938: ORDINANZA DI ELIMINAZIONE DEGLI EBREI DALLA VITA ECONOMICA TEDESCA Con questa legge agli ebrei fu proibito: l' esercizio della vendita al dettaglio, vendita per corrispondenza, esercizio dell'artigianato di offrire beni e servizi in qualsiasi mercato amministrare un'impresa ricoprire cariche direttive all'interno di aree d'affari di essere membro di una società cooperativa Nella Germania degli anni tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale nasce il concetto di: EUTANASIA SOCIALE: il malato incurabile deve essere considerato non soltanto portatore di sofferenze personali ma anche di sofferenze sociali ed economiche.

Motivazioni di cui si servirono per giustificare l'attuazione pratica di tale concetto: ECONOMICHE: la scarsità di cibo causata dal conflitto mondiale spinse molti medici ad affrettare la morte delle cosiddette "bocche inutili". RAZZIALI : il nazismo con l'intento di proteggere la razza ariana germanica da quei fattori di corruzione che avrebbero potuto indebolirla diede una svolta pratica al progetto di eliminazione dei malati incurabili. A dare inizio al processo di eutanasia fu un ordine scritto di Adolf Hitler datato 1 Settembre 1939 su carta intestata della Cancelleria. Il testo recitava: "Il Reichsleiter Bouhler e il dottor Brandt sono incaricati, sotto la propria responsabilità, di estendere le competenze di alcuni medici da loro nominati, autorizzandoli a concedere la morte per grazia ai malati considerati incurabili secondo l'umano giudizio, previa valutazione critica del loro stato di malattia." DISCRIMINAZIONE RAZZIALE IN ITALIA Dal 1931 in Italia s'iniziò a sviluppare l'idea che ammetteva differenti razze umane viste non come un'astrazione del nostro spirito bensì come una realtà fenomenica materiale percettibile attraverso i sensi. In queste prime opinioni non esistevano discriminazioni tra i diversi gruppi etnici; erano definite razze, infatti, più gruppi di minoranze etniche con maggior numero di caratteri in comune. Gli italiani, inoltre, possono considerarsi di razza ariana anche per il fatto che sono vissuti da molti anni nella terra attuale e non hanno subito l'influenza di altri popoli stranieri, se non al tempo dei longobardi. Altri territori invece furono invasi e contaminati da genti extraeuropee, a causa di ciò la composizione razziale è stata modificata notevolmente nel corso del tempo. Le opinioni razziali di questo periodo insistettero soprattutto sul fatto che gli italiani avessero il sangue puro perché, questo popolo ha una purissima parentela di sangue con le generazioni che da millenni popolano l'italia. Proprio per questo hanno caratteri puramente europei e distaccati da tutte le razze extra europee. Sono infatti considerate pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili. Nel corso del tempo in Europa sono state assimilate popolazioni che non hanno creato danni alla struttura sociale; solo poche di queste tra cui quella ebrea non sono riuscite ad amalgamarsi tra i popoli per la loro eccessiva diversità. Negli anni '30 l'unica unione possibile tra le popolazioni era solo nell'ambito delle razze europee, nel qual caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Nel 1938 fu introdotta in Italia la definizione legislativa ed amministrativa di ebreo; questa avrebbe deciso coloro che sarebbero dovuti essere soggetti alle persecuzioni. Proprio a partire da questo periodo, nel quale gli ebrei furono definiti come gruppo razziale, non religioso o culturale, si diffusero due tendenze: razzismo biologico e razzismo spirituale. Prendendo in considerazione il primo pensiero si può affermare che in Italia il razzismo biologico veniva identificato come una via di mezzo tra tendenza nazional razzista e tendenza esoterico tradizionalista secondo la quale anche una ridotta parte di cosiddetto sangue ebraico poteva essere un pericolo per la sanità dell individuo e della società. I criteri in base ai quali si definivano gli individui appartenenti alla razza ebraica erano tre: Il primo definiva ariani i figli di entrambe i genitori ariani ed ebrei i figli di entrambe i

genitori ebrei quindi ogni singolo individuo era identificato sulla base dei propri genitori. Il secondo criterio utilizzato risolveva il problema delle persone razzialmente miste cioè con un genitore ebreo ed uno ariano. Questi casi erano tuttavia in diminuzione dopo la legge che vietava matrimoni ebreo italiani. Gli italiani, sotto questo punto di vista presero decisioni diverse rispetto alla Germania la quale assegnava tutti gli individui facenti parte a questa categoria alla classe ebraica. In Italia per decidere su un misto (50% sangue italiano e 50% sangue ebraico) occorreva integrare criteri biologici: quelli che con atti o manifestazioni ebraiche di vario genere avessero lasciato emergere l altra razza sarebbero stati considerati ebrei. La questione dei "misti" aventi quantità diverse di tipi di sangue, ossia discendenti da tre nonni o anche da sette bisnonni "ariani" o viceversa. Tuttavia la direzione generale per la demografia e la razza, riepilogando i criteri da essi utilizzati nell'attività classificatoria, precisò che: "i figli di matrimonio misto che hanno più del 50% di sangue ebraico, sono da considerarsi in ogni caso appartenenti alla razza ebraica". Tuttavia va osservato che i "misti" classificati ariani non furono in realtà parificati agli altri ariani: la direzione generale per la demografia e la razza tenne sotto controllo il loro comportamento, per accertare eventuale i loro "manifestazioni di ebraismo", e nel 1942 dapprima decise di riesaminare tutte le classificazioni effettuate negli anni precedenti e poi in introdusse la definizione ufficiale di "misto non ebreo". La Repubblica Sociale Italiana confermò ed aggravò questa loro situazione; l'ordine del 1943 che dei decretava l'arresto generalizzato degli ebrei disponeva altresì che i "misti" classificati ariani fossero sottoposti a speciale vigilanza dagli organi di polizia. I contenuti proposti sono tratti principalmente dal sito di BINARIO 21 (www.binario21.org) e rielaborati dal prof. Mauro Minervini per utilizzo didattico in occasione del Giorno della Memoria del 27 Gennaio 2009.