Manuale di Uso COME SI SUONA Il berimbau a 4 toni si impugna con la mano sinistra, sorreggendolo sul dito medio posto sotto l'apposito supporto. Tra pollice e indice si stringe la piastra TIN 2 dalla quale si comandano i movimenti di tutto il sistema di modulazione. Per prima cosa bisogna trovare l'equilibrio in questa posizione, mantenendo lo strumento centrato e i perni del modulatore lontani dal filo d'acciaio. In condizione di riposo, il filo deve passare attraverso il meccanismo di modulazione senza essere toccato o sfiorato da alcunchè; siccome la piastra che teniamo in mano può oscillare, è importante avere polso e dita ferme per evitare di sfiorare involontariamente la corda, specie col perno superiore (TIN3). In questa posizione, colpendo la corda con la bacchetta si genera il tono aperto, nonchè il suono più grave, 'TON'. Adesso proviamo a produrre la nota successiva, chiamata 'TIN1': spingiamo verso il basso la piastra che abbiamo fra le dita, sfruttando la forza del pollice e utilizzando l'indice per accompagnare il movimento. Con questo movimento la leva a 'boomerang' sottostante compirà una rotazione e i suoi perni andranno a bolccare il filo, diminuendo la lunghezza della corda messa in vibrazione. Dobbiamo aver cura di mantenere la piastrina in posizione un po' arretrata ed inclinata verso il basso, in modo da non andare involontariamente a toccare il filo con la parte anteriore della piastrina o con il perno TIN3.
Pag 2 Per suonare la nota superiore TIN2, spingiamo invece la piastrina in avanti fino a toccare il filo, con un movimento molto simile a quello che si fa con la pietra del berimbau tradizionale. Infine, dalla posizione precedente, facciamo ruotare verso l'alto la piastrina fino a che il terzo perno superiore [TIN3] arriva a contatto con la corda, diminuendone ulteriormente la lunghezza della parte libera di vibrare, e permettendo quindi di produrre la nota corrispondente. Per iniziare: Eseguire le quattro note in maniera ascendente, poi discendente e poi alternata, curando bene l'equilibrio e la padronanza del meccanismo. Prestare particolare attenzione a non 'grattare' sfiorando involontariamente il filo di acciaio con i perni superiori. Memorizzare bene le posizioni della mano sinistra, ripetendo più volte le scale e le singole note finchè i suoni non vengano puliti. ACCORDATURA E REGOLAZIONE Spiegheremo adesso come si fa ad accordare il berimbau su una specifica scala. Al contempo, però, spiegheremo anche come si deve regolare lo strumento in base alle dimensioni della propria mano ed alle nostre esigenze ergonomiche. La maggior parte dei problemi che possiamo avere quando suoniamo, infatti sono dovuti ad una errata regolazione dello strumento.
In questa fase dovremo avere in mente la scala che vogliamo montare sul nostro berimbau, quindi dovremo aver presente l'ampiezza degli intervalli (espressa in semitoni) tra una nota e l'altra della nostra scala. Possiamo immaginare di suonare la stessa scala su una chitarra, utilizzandone una sola corda, e dover scoprire quali tasti vanno premuti. Accordare il berimbau su una nuova scala musicale può essere un' operazione che all'inizio presenta qualche difficoltà, visto che ci sono parecchi aspetti da tener d'occhio, ma col tempo si diventa sempre più pratici e veloci. Per trovare i punti precisi sulla corda si può procedere per tentativi, aiutati da un accordatore, oppure usufruire dell'apposita tabella di calcolo, valida per qualsiasi tipo di strumento a corda. Basta misurare con precisione la lunghezza della corda dal capotasto mobile TON alla sommità dello strumento, inserire il dato in tabella, ed avremo i valori di tutta la scala cromatica, semitono dopo semitono. Pag 3 Le Fasi: 1 2 della nota TON della nota TIN1 3 4 della nota TIN2 della nota
1 della nota TON Pag 4 Si effettua aumentando o diminuendo la tensione della corda dall'apposito tensionatore situato in fondo oppure a metà dello strumento (sono modelli da basso elettrico). Usiamo un accordatore o una tastiera per raggiungere il tono desiderato. Se la nota che vogliamo raggiungere è troppo alta, e di conseguenza il filo ci pare troppo teso, possiamo alzare un po' la posizione del capotasto mobile [Pic 17], facendolo scorrere lungo l'asola posta lungo il corpo del berimbau. Ricordiamoci però che andremo così a spostare in su tutto il resto del modulatore, e se vogliamo una scala con degli intervalli ampi potremmo finire troppo in alto, arrivando con la cabaca fin quasi a metà strumento; 2 della nota TIN1 Procedendo per tentativi o tramite la nostra tabella di calcolo spostiamo il supporto del BOOMERANG su e giù lungo l'asta, finchè l'accordatore non ci indicherà la nota desiderata. Nel misurare le distanze, bisogna tener presente che la lunghezza della parte in vibrazione della corda sarà a partire dal perno superiore dei due presenti sul boomerang. Il perno inferiore ha la funzione di mantenere la corda in posizione, impedendo che il perno superiore la spinga indietro. L'intervallo tra la nota TON e TIN1 può andare da 1 a 4-5 semitoni. È indispensabile regolare il BOOMERANG anche in profondità (avanti e indietro), allentando il dado ad alette che lo tiene fissato al supporto, affinchè i due perni (superiore e inferiore) stringano il filo contemporaneamente.
3 della nota TIN2 Pag 5 Adesso cerchiamo la nota TIN2, spostando la piastrina su e giù sull'asta rimando principale. L'intervallo massimo raggiungibile fra TIN1 e TIN2 è di circa 3 semitoni (quattro per il modello 'viola', che avendo una lunghezza totale inferiore ha conseguentemente una spaziatura più ridotta). A questo punto, dovremo vedere se la distanza tra il filo e l'asta in legno è sufficiente per muovere liberamente la piastrina TIN2, o, al contrario, che non sia troppa. Questo dipende dalla grandezza della vostra mano, ma comunque una distanza di 7cm (misurati all'altezza della piastrina) sembra essere un buon compromesso per tutti. Un buon metodo è misurare la distanza che preferite tenere sul vostro berimbau tradizionale, prendendola dall'altezza della pietra. Per regolare questa distanza, dovremo agire sul capotasto mobile. Avere cura di non spostare la sua posizione su e giù lungo l'asta, aumenteremo o diminuiremo la distanza filo-asta. Di conseguenza, sarà necessario regolare nuovamente la posizione avanti-indietro del BOOMERANG (TIN1), perchè la traslazione del filo avrà inevitabilmente cambiato le distanze fra i due perni. [Pic 18] 4 della nota TIN3 dell'ultima nota, la più acuta: innanzitutto bisogna considerare che l'intervallo fra le ultime due note (TIN2 e TIN3) ha maggiori limiti, normalmente 1 o 2 semitoni. Oltre a regolare l'altezza del perno per arrivare alla tonalità corretta, si può regolare l'inclinazione della leva di supporto rispetto al piano della piastrina. Questa regolazione è importante ed è molto soggettiva: con la leva molto verticale avremo maggior velocità di esecuzione, perchè il perno risulta molto vicino al filo d'acciaio, ma al contempo sarà più facile sfiorare il filo stesso per errore, causando 'grattate' indesiderate. Viceversa, se fissiamo la leva molto ruotata in avanti, saremo più sicuri di non sbagliare ma ogni volta che dovremo eseguire la nota TIN3 dovremo compiere una maggiore rotazione. La regolazione corretta dello strumento richiede un po' di pratica, ma è essenziale per poter suonare rilassati, senza affaticare la mano e senza compiere errori.
ULTERIORI REGOLAZIONI Pag 6 Come abbiamo già detto, è importante non solo che lo strumento sia accordato, ma anche che sia comodo ed ergonomico, altrimenti dopo pochi minuti proverete fastidi e dolori alla mano sinistra. La regolazione già descritta della distanza tra filo e body in legno è importantissima, e va verificata dopo aver finito l'accordatura. Si esegue rilasciando un po' il cordino di regolazione per allontanare la corda e creare più spazio per la mano, o stringendolo per avvicinarla, avendo cura di non spostare la sua posizione rispetto all'asta. Vi possono essere altre soluzioni tecniche per svolgere la funzione di capotasto mobile, comunque sempre di facile ed intuitiva regolazione. È però altrettanto importante la regolazione dell'altezza del supporto per il dito. Il supporto per il dito, analogamente agli altri componenti, è dotato di un sistema di scorrimento lungo il corpo dello strumento, tramite un fissaggio con dado esagonale o ad alette. La posizione ottimale si trova quando, spingendo la piastrina di comando verso il basso, il dito medio non percepisce nessuna costrizione (ricordiamo che il nostro dito medio si trova in mezzo tra il gancio di supporto e la piastrina stessa).