Ministero dell Interno Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO IMPIANTI DI SPEGNIMENTO AD IDRANTI Comando Rieti, maggio 2010
Maggio 2010 2/ COPIA STUDIO CORSO 818 Acquedotto Eventuale Riserva idrica + Gruppo Pompe Reti di idranti Protezione attiva
Posizionamento degli apparecchi Classificazione del livello di pericolosità Interni e/o esterni Scelta delle apparecchiature Calcolo Idraulico Definizione dell alimentazione idrica Lay out Tubazioni interne e/o esterne La progettazione Maggio 2010 3/
Aree di livello Aree di livello 1 Le aree di livello 1 corrispondono in buona parte a quelle definite di classe LH e OH 1 dalla UNI EN12845, PROTEZIONE INTERNA 2 IDRANTI CON 120 L/MIN CAD E PRESSIONE RESIDUA NON MINORE DI 0,2 MPa OPPURE 4 NASPI CON 35 L/MIN CAD E PRESSIONE RESIDUA NON MINORE DI 0,2 MPa PROTEZIONE ESTERNA GENERALMENTE NON PREVISTA Il livello di pericolosità DURATA 30MIN Maggio 2010 4/
Aree di livello 2 Le aree di livello 2 corrispondono in buona parte a quelle definite di classe OH 2, 3 e 4 dalla UNI EN 12845. PROTEZIONE INTERNA 3 IDRANTI CON 120 L/MIN CAD E PRESSIONE RESIDUA NON MINORE DI 0,2 MPa OPPURE 4 NASPI CON 60 L/MIN CAD E PRESSIONE RESIDUA NON MINORE DI 0,3 MPa PROTEZIONE ESTERNA 4 ATTACCHI DN 70 CON 300 L/MIN CADAUNO E PRESSIONE RESIDUA NON MINORE DI 0,3MPa Il livello di pericolosità DURATA 60MIN Maggio 2010 5/
Aree di livello 3 OPPURE 6 NASPI CON 60 L/MIN CAD E PRESSIONE RESIDUA NON MINORE DI 0,3 MPa 6 ATTACCHI DN 70 CON 300 L/MIN CADAUNO E PRESSIONE RESIDUA NON MINORE DI 0,4MPa Il livello di pericolosità Nota Le aree di livello 3 corrispondono in buona parte a quelle definite di classe HH dalla UNI EN 12845, PROTEZIONE INTERNA 4 IDRANTI CON 120 L/MIN CAD E PRESSIONE RESIDUA NON MINORE DI 0,2 MPa PROTEZIONE ESTERNA DURATA 120MIN Maggio 2010 6/
Devono coprire ogni parte dell attività Posizionamento degli apparecchi IDRANTI A MURO E NASPI Ogni apparecchio non protegga più di 1000 m 2 Ogni punto dell area protetta disti al massimo 20 m per idranti a muro e 30 m per naspi. Posizionati in punti visibili e facilmente accessibili 5.3 Lunghezza massima (da UNI EN 671/2) La lunghezza elementare di tubazione non deve essere maggiore di 20 m, tranne nei casi in cui i regolamenti permettono lunghezze maggiori. 20 20 30 30 Maggio 2010 7/
Posizionamento degli apparecchi IDRANTI A COLONNA Distanza Massima Fra Loro = 60 m Installati, Se Possibile In Corrispondenza Degli Ingressi Distanza Dalle Pareti Perimetrali Dell edificio, Fra i 5 e i 10 m Maggio 2010 8/
COPIA STUDIO CORSO 818 Posizionamento degli apparecchi Maggio 2010 9/ Protezione attiva
Posizionamento degli apparecchi La caratteristica più importante è l affidabilità dell impianto. - L anello è sempre preferibile, con almeno 3 valvole -La rete esterna dovrebbe essere distinta da quella interna, per poter essere sezionata in caso di danneggiamento. -Le tubazioni devono tenere conto di problemi di gelo, area sismica,attraversamento di pareti tagliafuoco, ecc. Maggio 2010 10/
Scelta degli apparecchi Dal 1 Aprile 2004 possono essere commercializzati soltanto prodotti marcati CE con i seguenti obblighi per gli attori coinvolti nelle diverse fasi del processo: I committenti dovranno chiedere l impiego di prodotti marcati CE; I produttori dovranno immettere sul mercato solo prodotti marcati CE; I progettisti dovranno prescrivere solo prodotti marcati CE Le imprese di costruzione dovranno realizzare opere impiegando prodotti marcati CE Maggio 2010 11/
Scelta degli apparecchi Numero identificativo Organismo notificato Numero identificativo produttore Valori pressione portata, da cui si ricava K minimo Maggio 2010 12/
Scelta degli apparecchi La Norma definisce i requisiti necessari affinché un idrante/naspo possa: Essere utilizzato efficacemente da un solo operatore Abbia una lunga durata di esercizio Non necessiti di un eccessiva manutenzione Eroghi un getto continuo immediatamente disponibile Maggio 2010 13/
La scelta dell idrante a muro /naspo/ È fatto su due parametri Scelta degli apparecchi 1) Idraulico, in relazione del livello di pericolosità scegliendo il prodotto in funzione del K fornito (al punto d attacco) 2) Funzionale, in relazione al luogo dove si intende posizionarlo Maggio 2010 14/
punto di attacco dell idrante /naspo/ Scelta degli apparecchi Maggio 2010 15/
Scelta degli apparecchi La legislazione italiana attuale prevede per i naspi delle portate di 35 l/min e 60 l/min a seconda delle aree di rischio e per gli idranti a muro delle portate di 120 l/min. E indispensabile pertanto richiedere al fornitore e specificare nei capitolati tecnici di appalto il coefficiente caratteristico di erogazione K. Tenendo conto della formula che correla la portata Q alla pressione residua P all ingresso, sarà facile determinare la corretta funzionalità dell attrezzatura. Maggio 2010 16/
Scelta degli apparecchi Portate minime e valore K minimo in funzione della pressione UNI EN 671-1:2003 1:2003 - Sistemi equipaggiati con tubazioni Naspi antincendio con tubazioni semirigide Diametro dell ugello o diametro equivalente Portata minima Ql/min Coefficiente K (mm) P = 0,2 MPa P = 0,4 MPa P = 0,6 MPa 4 12 18 22 9 5 18 26 31 13 6 24 34 41 17 7 31 44 53 22 8 39 56 68 28 9 46 66 80 33 10 59 84 102 42 12 90 128 156 64 Maggio 2010 17/
PRESTAZIONE NORMALE Q=35 L/MIN min A 2 BAR min. K =24,75= Scelta degli apparecchi K PER NASPI ANTINCENDIO PRESTAZIONE ELEVATA Q = 60 L/MIN min. A 3 BAR min. K = 34,65 Maggio 2010 18/
Scelta degli apparecchi Portate minime e valore K minimo in funzione della pressione UNI EN 671-2:2003 - Sistemi equipaggiati con tubazioni Idranti a muro con tubazioni flessibili * Diametro equivalente Portata minima Ql/min Coefficiente K (mm) P = 0,2 MPa P = 0,4 MPa P = 0,6 MPa * * 9 65 92 113 46 10 78 110 135 55 11 * 96 136 * * * 167 68 12 102 144 176 72 13 120 170 208 85 * Valori portata minima rettificati secondo edizione 2006 Maggio 2010 19/
Scelta degli apparecchi K MINIMO PER IDRANTI A MURO Q = 120 L/MIN min. A 2 BAR min. K MINIMO 85 Maggio 2010 20/
DN 9 DN 10 IDRANTI A MURO: TABELLA DN DELLA LANCIA - PRESSIONI MINIME ALLA VALVOLA DI INTERCETTAZIONE PER OTTENERE 120 L/MIN DN 11 DN 12 DN 13 0,68 MPa 0,48 MPa 0,31 MPa 0,27 MPa 0,20 MPa Scelta degli apparecchi Maggio 2010 21/
8 1 8 Protezione attiva Considerazione sugli apparecchi O O I S D R U O T S C A I P O C Maggio 2010 22/
IDRANTI SOPRASUOLO E SOTTOSUOLO Le apparecchiature delle reti Idranti soprasuolo devono essere conformi alla UNI-EN14384-2006 Idranti sottosuolo devono essere conformi alla UNI- EN14339-2006 Cassette corredo idrante complete delle attrezzature minime per il funzionamento dell idrante stesso (UNI( 10779-07 07) Maggio 2010 23/
IDRANTI A COLONNA SOPRASUOLO Le apparecchiature delle reti La norma specifica i requisiti minimi, i metodi di prova, e la valutazione di conformità per gli Idranti a colonna soprasuolo per antincendio: Da installarsi in reti di distribuzione dell acqua Aventi dimensioni DN 80,DN 100,DN150 Per pressioni massime di esercizio pari a PN16. Dotati di attacco di alimentazione verticale oppure orizzontale, Forniti di attacchi di presa con uscite conformi alle normative nazionali I requisiti nazionali sono indicati nell appendice NA Maggio 2010 24/
IDRANTI A COLONNA SOPRASUOLO Le apparecchiature delle reti Maggio 2010 25/
Le apparecchiature delle reti IDRANTI A COLONNA SOPRASUOLO Termini e definizioni dall allegato Nazionale NA. 3.1. profondità di interro: : Distanza tra l indicazione del livello del suolo e l asse del foro del sistema di scarico. NA. 3.2. attacco di prelievo: : Attacco dell idrante preposto solitamente alla connessione dell autocisterna, dal quale viene prelevata acqua dall idrante allo scopo di riempire l autocisterna di acqua. NA. 3.3. attacco di uscita: : Attacco dell idrante preposto solitamente alla connessione delle manichette antincendio,dal quale viene prelevata acqua dall idrante per alimentare le lance antincendio Maggio 2010 26/
Dimensioni: La profondità di interro dell idrante deve essere definita dal progettista sulla base di oggettive valutazioni relative alle condizioni ambientali onde evitare il pericolo di gelo. Le apparecchiature delle reti La profondità di interro minima deve essere di 300 mm. Riferimenti normativi: UNI 810 : per gli attacchi a vite UNI 7421: Tappi per valvole e raccordi 300 mm minima Maggio 2010 27/
7.1.8 Tubazioni interrate Le tubazioni interrate devono essere installate in conformità alla specifica normativa di riferimento, ove disponibile. Devono essere seguite almeno le indicazioni seguenti: -Le tubazioni interrate devono essere installate tenendo conto della necessità di protezione dal gelo e da possibili danni meccanici; in generale la profondità di posa non deve essere minore di 0,8 m dalla generatrice superiore della tubazione. Le apparecchiature delle reti -Laddove ciò non fosse possibile, occorrerà adottare protezioni meccaniche e dal gelo appositamente studiate. In ogni caso, deve essere prestata particolare attenzione nel caso di tubazioni di materiale non ferroso. Maggio 2010 28/
Dotazione minima cassette corredo idrante soprasuolo Le apparecchiature delle reti In prossimità di ciascun idrante deve essere prevista almeno una dotazione a corredo. Tali dotazioni devono essere ubicate in prossimità degli idranti,in apposite cassette di contenimento, o conservate in una o più postazioni accessibili in sicurezza. Maggio 2010 29/
Le apparecchiature delle reti Dotazione minima cassette corredo idrante soprasuolo Tratto di tubazione DN 70 a norma UNI 9487-06 completa di raccordi UNI 804. Lancia erogazione a controllo di getto Chiave di manovra pentagonale Chiave per raccordi Sella di sostegno Maggio 2010 30/
ATTACCHI DI MANDATA PER AUTOPOMPA in Linea Le apparecchiature delle reti in Derivazione Tipo Conforme alla Norma Solo per immissione acqua Maggio 2010 31/
ATTACCHI DI MANDATA PER AUTOPOMPA Le apparecchiature delle reti Attacco di immissione con girello con diametro non minore di DN 70 protette a mezzo di tappi maschio fil. UNI 810 contro l ingresso di corpi estranei nel sistema. Nel caso di più attacchi prevedere una valvola di sezionamento per ogni attacco. Valvola di sicurezza tarata a 1,2 MPa Valvola di non ritorno Valvola di intercettazione Segnaletica ( par. 7.7) Importante: in caso di possibilità di gelo prevedere dispositivo di drenaggio Maggio 2010 32/
Le apparecchiature delle reti PROTEZIONI PER ATTACCHI DI MANDATA PER AUTOPOMPA E consigliato proteggere da urti e da altri danni meccanici l attacco di mandata per autopompa con una cassetta di dimensioni adeguate accessibile in modo agevole e sicuro. Maggio 2010 33/
Tubazioni Fuori terra Le apparecchiature delle reti Devono essere metalliche UNI EN 10255 serie L senza asportazione di materiale (es. saldatura) UNI EN 10255 serie M se si vuole usare giunzioni filettate Se DN > 100 EN 10224 ma con spessori minimi Maggio 2010 34/
Le apparecchiature delle reti Ammesse altri tipi di tubazione purchè garantiscano resistenza meccanica e alla corrosione. Inoltre devono rispettare gli spessori minimi del prospetto 2. Maggio 2010 35/
Tubazioni interrate Le apparecchiature delle reti Il requisito comune è la resistenza alla corrosione, oltre quella meccanica. Acciaio: : UNI EN 10224 per DN >= 100 e spessori minimi del prospetto III UNI EN 10225 serie M per DN < 100 ma PROTETTE. Maggio 2010 36/
Le apparecchiature delle reti Plastica: : PN min 1.2 MPa e conformi a UNI EN 1220, UNI EN 13244, UNI EN ISO 15494, UNI EN 1452, UNI EN ISO 15493, UNI 9032, UNI EN ISO 14692. Ghisa: : PN min 1.2 MPa e conformi a UNI EN 545 Maggio 2010 37/
Installazione delle tubazioni Le apparecchiature delle reti 1. Garantire la possibilità di manutenere l impianto senza mettere fuori uso tutti i terminali (obbligatorio per impianti oltre 4 idranti/naspi) rete ad anello, valvole di intercettazione appositamente predisposte. 2. Tenere conto della sismicità del territorio: giunti flessibili, passaggio attraverso strutture che garantiscano gioco sufficiente, impedire comunque che i movimenti siano tali da determinare la rottura dell impianto. 3. Considerare il pericolo di gelo: prevedere serpentine, coibentazioni o liquido antigelo nel caso di tubazioni fuori terra in ambienti dove è possibile la formazione di ghiaccio all interno delle tubazioni (min. 4 C). Maggio 2010 38/
Le apparecchiature delle reti 4. Fare in modo che le tubazioni siano il più possibile raggiungibili per manutenzione, ma allo stesso tempo non siano alla portata di danneggiamenti per passaggio di macchine o attrezzature. Evitare il passaggio in locali ad alto pericolo di incendio, evitare quanto più possibile l attraversamento di strutture di compartimentazione: nel caso la compartimentazione REI deve essere mantenuta (collari, schiume isolanti, ecc.) 5. Stare attenti alla tenuta strutturale dei pesi derivanti (a tubo pieno). 6. Le tubazioni interrate devono avere una profondità di posa dal terreno di almeno 0.8 m. Normalmente si usano tubazioni in materiale non ferroso (es. polietilene UN 10910). Maggio 2010 39/
Sostegni tubazioni Le apparecchiature delle reti I sostegni devono garantire la stabilità dell impianto in qualunque condizione, a impianto fermo oppure attivo. - No sostegni aperti; - No graffe elastiche; - No sostegni saldati o ancorati direttamente alle giunzioni; Esistono diversi tipi di sostegni, da utilizzare secondo le esigenze di staffaggio al soffitto o comunque a strutture presenti nei locali. Il prospetto 1 della norma UNI ci dice le caratteristiche geometriche minime dei sostegni per garantire stabilità all impianto, in funzione del diametro supportato. Maggio 2010 40/
Le apparecchiature delle reti IN GENERALE OCCORRE INSERIRE UN SOSTEGNO OGNI 4 M. PER TUBI FINO A DN 65 E OGNI 6 M. PER DIAMETRI SUPERIORI. ECCEZIONE I TUBI FINO A 0.60 m E LE VERTICALI FINO AD 1 m Maggio 2010 41/
Valvole Intercettazione Le apparecchiature delle reti Valvole di intercettazione conformi alla UNI 6884 (a saracinesca alla UNI 7125), indicante posizione aperta/chiusa. Esse devono essere posizionate in modo tale che siano: 1. ACCESSIBILI E SEGNALATE ADEGUATAMENTE. 2. SE IN POZZETTO, NON OSTACOLATE NELL UTILIZZO 3. SEMPRE APERTE (BLOCCATE O CONTROLLATE CON DISPOSITIVI A DISTANZA (es. ELETTRICI) Maggio 2010 42/
LANCE EROGATRICI Ogni lancia deve permettere le seguenti regolazioni di getto: Chiusura getto Le apparecchiature delle reti Getto frazionato e/o Getto pieno Maggio 2010 43/
Le lance possono essere: a leva Le apparecchiature delle reti a rotazione Maggio 2010 44/
Le apparecchiature delle reti Le lance possono essere a leva o a rotazione e l erogazione del getto frazionato può essere: A velo diffuso (laminare) con angolo di erogazione fisso di 90 ± 5 (solo in Francia) A forma di cono con angolo di erogazione non minore di 45 La norma stabilisce inoltre la gittata effettiva minima: Getto pieno: 10 m Getto frazionato a velo diffuso: 6 m Getto frazionato a forma di cono: 3 m Maggio 2010 45/
Le apparecchiature delle reti Tubazione flessibile DN 45 La tubazione flessibile deve essere conforme alla EN 14540:04 (UNI EN 14540:06), il diametro della tubazione non può essere maggiore di 52 mm, Maggio 2010 46/
PARAMETRO Pressione di scoppio Pressione di collaudo Resistenza al distacco (tra il rivestimento impermeabilizzante e la calza tessile) Le apparecchiature delle reti Invecchiamento Resistenza al distacco dopo l invecchiamento Resistenza allo scoppio dopo l invecchiamento Angolo di torsione sotto pressione EN 14540 4,5 MPa 2,25 MPa 25 N 14 gg. 22,5 N 3,375 MPa e comunque non decrescere oltre il 25 % del valore di scoppio No antioraria e max 100 /m UNI 9487 4,2 MPa 2,4 MPa 15 N 7 gg. 12 N 3,2 MPa No antioraria Maggio 2010 47/
Le apparecchiature delle reti Vengono modificate inoltre le metodologie di prova relative a: - Resistenza alle alte temperature - Resistenza alle basse temperature E stata inserita una prova di resistenza allo scoppio con piegatura strozzata. Maggio 2010 48/
Le apparecchiature delle reti MARCATURA TUBAZIONE FLESSIBILE DN 45 Ogni lunghezza di tubazione deve riportare in modo leggibile ed indelebile le seguenti informazioni minime, almeno due volte, alle estremità: Nome e/o marchio del fabbricante Numero e data della presente norma europea Il diametro interno La pressione massima di esercizio in MPa (bar) Trimestre ed anno di fabbricazione Temperatura di prova se minore di -20 C Il numero di approvazione e l ente certificatore o il suo riferimento,dove applicabile Maggio 2010 49/
TUBAZIONE FLESSIBILE DN 70 Nuova edizione della UNI 9487-2006 Le apparecchiature delle reti per Tubazioni flessibili antincendio DN 70 per pressioni di esercizio fino a 1,2 MPa, da impiegarsi nelle reti idriche antincendio. Maggio 2010 50/
Marcatura TUBAZIONE flessibile DN 70 Le apparecchiature delle reti Ogni tubazione flessibile deve riportare, in modo leggibile ed indelebile, i seguenti dati di identificazione: Nome del costruttore; Riferimento alla presente norma; Diametro nominale; Lunghezza; Anno di costruzione. Maggio 2010 51/
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO Marcati CE possono essere: FORMA A Le apparecchiature delle reti in una nicchia con portello di protezione Maggio 2010 52/
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO Marcati CE possono essere: FORMA B in una cassetta incassata Le apparecchiature delle reti Maggio 2010 53/
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO Marcati CE possono essere: FORMA C Le apparecchiature delle reti in una cassetta per montaggio a parete Maggio 2010 54/
Le apparecchiature delle reti UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO SOSTEGNO DELLA TUBAZIONE TIPO 1 Rullo rotante Maggio 2010 55/
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO Le apparecchiature delle reti SOSTEGNO DELLA TUBAZIONE TIPO 2 Sella con tubazione avvolta in doppio Maggio 2010 56/
UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO Le apparecchiature delle reti SOSTEGNO DELLA TUBAZIONE TIPO 3 Contenitore con la tubazione faldata a zig-zag Maggio 2010 57/
Fissi UNI-EN 671/1 NASPI CE I naspi possono essere: od orientabili Le apparecchiature delle reti Maggio 2010 58/
Le apparecchiature delle reti UNI-EN 671/2 : IDRANTI A MURO RUBINETTI IDRANTE : PN12 Filettatura attacco ISO 7-1 (1994) TUBAZIONE COMPLETA DI RACCORDI: Diametro 52mm Lunghezza 20m (lunghezze maggiori per specifiche applicazioni) a norma EN 14540-04 (UNI EN 14540-06) Raccordi UNI 804 salvo prescrizioni delle autorità locali Legature a norma UNI 7422 Maggio 2010 59/
In appendice C.1 della 10779-02 Il calcolo idraulico Tenendo in considerazione le UNI EN 671-1 e UNI EN 671-2, che definiscono la portate degli idranti a muro e dei naspi solo in funzione della caratteristica di erogazione dell idrante/naspo e della pressione al punto di attacco dell idrante/naspo stesso alla rete di tubazioni, non occorre preoccuparsi di verificare le portate al bocchello, né di tenere conto delle perdite di carico nelle tubazioni flessibili, ecc., ma è sufficiente conoscere la caratteristica di erogazione dell idrante o naspo (in termini di coefficiente caratteristico di erogazione K dell apparecchiatura,che deve essere stabilito dal costruttore dell idrante o naspo). La portata dell idrante/naspo è univocamente definita dalla pressione al punto di attacco secondo l espressione: Q = K (10P) Maggio 2010 60/
Q = K * (10 P) K = coefficiente di efflusso P = MPa Q = l/min Il calcolo idraulico Esso è la misura della capacità di far uscire acqua, data una determinata pressione. A parità di Pressione, infatti, un K più elevato garantisce una scarica di fluido maggiore. Quindi, tutti gli idranti o i naspi sono caratterizzati da un K rigorosamente dichiarato dal produttore e certificato da un Ente notificato, comunque facilmente misurabile tramite la Q e la P rilevata al punto di attacco. Maggio 2010 61/
Il calcolo idraulico Conoscere il K significa poter calcolare la giusta portata minima, la giusta pressione alla pompa e infine la giusta riserva idrica minima per il corretto funzionamento dell impianto. Maggio 2010 62/
Maggio 2010 63/ COPIA STUDIO CORSO 818 K MINIMI Il calcolo idraulico Protezione attiva
Maggio 2010 64/ COPIA STUDIO CORSO 818 Il calcolo idraulico Protezione attiva
HAZEN-WILLIAMS per il calcolo delle perdite distribuite P = Perdita di Pressione per metro lineare Q = Portata presente nel tubo D = Diametro INTERNO della tubazione (in mm) Il calcolo idraulico C = coefficiente di scabrezza, misura inversa della rugosità interna della tubazione C = 100 GHISA C = 120 ACCIAIO C = 140 ACCIAIO INOX, RAME, GHISA RIVESTITA C = 150 PLASTICA E SIMILI circa 30% in meno nel caso di tubi usati (5-10 anni) Maggio 2010 65/
Maggio 2010 66/ COPIA STUDIO CORSO 818 Il calcolo idraulico Protezione attiva
Il calcolo idraulico VELOCITA unico parametro di dimensionamento delle tubazioni. Tutte le norme Vmax = 10 m/sec. Il buon senso dice al massimo 3 m/sec, e facendo comunque in modo di rispettare anche le condizioni minime di diametro imposte dalla norma stessa: 1. I DN delle tubazioni non devono MAI essere inferiori a quello dei terminali che essi alimentano. 2. I DN delle tubazioni devono rispettare anche i seguenti limiti minimi. Maggio 2010 67/
PERDITE CONCENTRATE Il calcolo idraulico Le perdite dovute a pezzi speciali si traducono in perdite distribuite attraverso lunghezze di tubo predeterminate (EQUIVALENTI) secondo il prospetto C.1, applicando ancora una volta la formula di Hazen-Williams. Maggio 2010 68/
Maggio 2010 69/ COPIA STUDIO CORSO 818 Il calcolo idraulico Protezione attiva
Maggio 2010 70/ COPIA STUDIO CORSO 818 Il calcolo idraulico Protezione attiva
Maggio 2010 71/ COPIA STUDIO CORSO 818 Otteniamo la pressione all alimentazione Il calcolo idraulico Protezione attiva
Maggio 2010 72/ COPIA STUDIO CORSO 818 Il calcolo idraulico Protezione attiva
Q = K * (P/1000) Q3, H3 Real Q3, H3 min Q5, H5 Real Q3, H3 min Q6, H6 Real Q3, H3 min Il calcolo idraulico Maggio 2010 73/
Maggio 2010 74/ COPIA STUDIO CORSO 818 Q = 595.46 L/min H = 407.86 KPa Il calcolo idraulico Protezione attiva
Testo: Primo livello; Secondo livello; Terzo livello;» Quarto livello. Reti di idranti Maggio 2010 75/