Rappresentazione di un edificio



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Rappresentazione di un edificio Alunni del, quarto e quinto anno Istituti Tecnici per Geometri Costruzioni Ambiente e Territorio I T G V I N C E N Z O A C C A R D I V i a R o m a C a m p o b e l l o d i M a z a r a P r o g e t t a z i o n e, C o s t r u z i o n i e d I m p i a n t i A n n o 2 0 1 4-2 0 1 5 P r o f. R i z z o N. P r o f. S c h i l l a c i A

RAPPRESENTAZIONE DI UN EDIFICIO Rappresentare un edificio è un operazione complessa, in particolare quando si tratta di fornire informazioni molto diverse e dettagliate di un oggetto ancora inesistente. Per questo gli elaborati grafici sono numerosi e diversificati. A seconda della fase di progetto si avranno: elaborati di massima che offrono gli elementi principali per le fasi preliminari; elaborati esecutivi destinati a fornire indicazioni particolareggiate a chi realizza l opera. Nel progetto di massima gli elaborati sono realizzati in scale più ridotte e sono meno numerosi di quelli presenti in un progetto esecutivo. Nel progetto esecutivo sono presenti elaborazioni diverse sia per scala che per finalità, ma ben concatenate; dai disegni più generali si deve facilmente pervenire a quelli più dettagliati. In relazione alla maggiore o minore complessità dell opera progettata, gli elaborati grafici possono variare per numero e per scala di rappresentazione. Il progetto di un edificio di media complessità dovrebbe comprendere i seguenti disegni: Planimetria generale 1:5000, 1:2000 fornisce un inquadramento del progetto nel territorio e ad evidenziare i collegamenti viari Planimetria 1:1000, 1:500 pone in relazione l opera progettata con il terreno circostante Piante 1:100 piante d insieme: almeno una per ciascun piano Prospetti 1:100 prospetti d insieme, relativi a tutte le facciate dell edificio Sezioni 1:100 sezioni d insieme: almeno due, di cui una inerente il vano scala Piante 1:50, 1:20 piante esecutive: devono fornire tutti i dettagli indispensabili all esecuzione Particolari costruttivi 1:20, 1:10, 1:5, 1:2, 1:1 riferiti a tutte le parti più significative della costruzione Progetto delle strutture 1:50, con dettagli 1:20 Progetti relativi agli impianti tecnici composti da: schemi distributivi (1:100, 1:200); piante (1:100, 1:50, 1:20); particolari (1:10) LIVELLI DI PROGETTAZIONE Attività di progettazione La progettazione si articola, nel rispetto dei vincoli esistenti e dei limiti di spesa prestabiliti, secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici, in preliminare, definitiva ed esecutiva, in modo di assicurare: a) la qualità dell'opera e la rispondenza alle finalità relative; b) la conformità alle norme ambientali e urbanistiche; c) il soddisfacimento dei requisiti essenziali, definiti dal quadro normativo nazionale e comunitario. Progetto preliminare Il progetto preliminare definisce le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori, il quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire e consiste in una relazione illustrativa delle ragioni della scelta della soluzione prospettata e della sua fattibilità amministrativa e tecnica, nonché in schemi grafici, per l'individuazione delle caratteristiche dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 1

Esempi di progetti preliminari Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 2

Progetto definitivo Il progetto definitivo individua i lavori da realizzare, nel rispetto del progetto preliminare e contiene tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni ed approvazioni. Dovrà essere costituito da: una relazione descrittiva delle scelte progettuali; uno studio di impatto ambientale, ove previsto; studi e indagini necessari (geognostiche, idrologiche, sismiche, ecc.); i calcoli preliminari delle strutture e degli impianti; un computo metrico estimativo; Gli elaborati grafici, nelle opportune scale, descrittivi delle principali caratteristiche delle opere, delle superfici e dei volumi da realizzare. Esempio di progetto definitivo Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 3

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 4

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 5

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 6

Progetto esecutivo Il progetto esecutivo, redatto in conformità al progetto definitivo, determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare ed il relativo costo previsto e deve essere sviluppato ad un livello di definizione tale da consentire che ogni elemento sia identificabile in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo. Il progetto è costituito da: Relazioni tecnico-esecutive; calcoli esecutivi delle strutture e degli impianti; capitolato speciale di appalto; computo metrico-estimativo; elenco dei prezzi unitari; elaborati grafici, nelle scale adeguate, compresi i dettagli costruttivi. ELABORATI PROGETTUALI Alcuni elaborati di progetto (come le piante, i prospetti, le sezioni, le visualizzazioni tridimensionali, etc.) sono indirizzati a un destinatario generico: il committente, gli uffici preposti per l approvazione del progetto, etc. Altri, forniti di informazioni specialistiche, sono rivolti a operatori dei settori di competenza: impiantisti, serramentisti, fabbri, ecc. In un progetto vi sono elaborati, per qualità e per quantità, funzionali agli scopi e alla complessità dell edificio. PLANIMETRIE Con questo tipo di elaborato (da non confondere con le piante) s intende fornire un inquadramento della costruzione nel territorio circostante. Una planimetria è una vista dall alto, in scala variabile tra 1:5000 e 1:200. In essa vengono rappresentati gli elementi principali dell ambiente, da quelli topografici (curve di livello, strade, etc.) a quelli geografici (orientamento). Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 7

PIANTE Sono forse gli elaborati più importanti per la descrizione dell edificio La pianta è una sezione con un piano orizzontale, vista dall alto verso il basso; in genere questo piano viene situato a un altezza di circa un metro dal pavimento È bene campire le parti sezionate degli elementi portanti con linee disposte obliquamente rispetto all andamento principale delle strutture stesse. Tutte le parti non sezionate, comprese tra il piano di sezione e quello di calpestio, debbono invece essere disegnate con segno medio o sottile È necessario, in alcuni casi, rappresentare in pianta anche gli elementi che si trovano al di sopra del pianosezione e che quindi non dovrebbero comparire: quando ciò si verifica, occorre che essi vengano disegnati con un segno a tratteggio. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 8

La simbologia più rilevante riportata in una pianta è la rappresentazione degli elementi sezionati, questi possono essere campiti con un tratteggio, anneriti o semplicemente evidenziati con linee più spesse. Una pianta può essere trattata graficamente in modi diversi, in funzione delle finalità per le quali viene redatta e della scala alla quale viene riprodotta. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 9

Finalità: evidenziare le caratteristiche distributive e funzionali dell alloggio. Vengono riportate solo la quotatura essenziale, la destinazione d uso e la superficie dei diversi ambienti. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 10

Finalità: fornire informazioni sulle caratteristiche dimensionali della unità edilizia. Viene riportata una quotatura dettagliata di ciascun locale. E da notare, inoltre, la designazione degli infissi con sigle, che trovano corrispondenza nell abaco degli infissi. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 11

Finalità: verificare il corretto dimensionamento degli ambienti in funzione della loro destinazione d uso. Viene proposta una possibile distribuzione di massima degli elementi di arredo. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 12

PIANTE Differenti scale di rappresentazione. Più piante a diverse scale di uno stesso organismo non contengono sempre le stesse informazioni. Con il crescere della scala di rappresentazione, entrano infatti in gioco elementi che nelle scale più piccole non risultano rappresentati. È pertanto errato, disponendo di una pianta 1:100, passare alla sua rappresentazione in scala 1:50, procedendo ad un semplice ingrandimento del disegno. PIANTE scala 1:100 La pianta 1:100 deve fornire i dati generali del progetto. I pilastri portanti in cemento armato sono differenziati con un tratteggio dalle altre murature. Il disegno non analizza i diversi tipi di murature. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 13

PIANTE scala 1:50 Essendo redatte con finalità esecutive devono fornire informazioni più analitiche e dettagliate. Ad esempio, per le chiusure verticali si possono distinguere l ossatura portante e la tamponatura costituita da una muratura interna, una camera d aria, e una muratura esterna. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 14

PIANTE scala 1:20 Vengono usate in quei casi in cui, per la complessità del progetto, la scala 1:50 non è in grado di documentare tutti gli aspetti. Tutti gli elementi di fabbrica vengono evidenziati con maggiore chiarezza. Le misure delle quote sono riportate al rustico e non al finito. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 15

PROSPETTI Consistono in proiezioni ortogonali su piani verticali, in genere paralleli ai muri perimetrali. La loro denominazione è legata all orientamento (prospetto nord), alla topografia (prospetto su via ), oppure a indicazioni presenti sulla planimetria (prospetto A). I prospetti vengono eseguiti in scale comprese tra 1:200 e 1:20. SEZIONI Sono proiezioni ortogonali ottenute mediante piani di sezione disposti in modo opportuno. La posizione di questi piani deve essere chiaramente indicata sulle piante, mediante tracce, frecce e lettere. Le sezioni vengono eseguite in scale comprese tra 1:200 e 1:20 e conseguentemente si avvalgono di simbologie diverse che riprendono quelle adottate nelle piante nelle scale corrispondenti. Poco raccomandabile è l uso di piani-sezione molto articolati planimetricamente, non disposti cioè, in pianta, su un unica retta. La sezione deve offrire il maggior numero possibile di informazioni inerenti un edificio, essere chiaramente individuabile e non dare adito a equivoci di sorta. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 16

Sezione 1:100 Sezione 1:20 Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 17

ELABORATI DI VISUALIZZAZIONE Anche se meno importanti dei precedenti dal punto di vista esecutivo, gli elaborati di visualizzazione tridimensionale (assonometrie e prospettive) danno un valido aiuto per la comprensione del complesso o delle qualità spaziali dell edificio. Inoltre si aggiungono tecniche nuove di rappresentazioni, ottenute con l impiego di sistemi informatizzati, quali i rendering o le animazioni. Assonometria Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 18

Prospettiva Modellazione solida e rendering Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 19

SCHEMI DI IMPIANTI Servono a fornire indicazioni, sommarie o molto dettagliate, per la realizzazione degli impianti tecnologici, quali quello termico, elettrico, idrico-sanitario, etc. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 20

ABACO DEGLI INFISSI Serve a fornire indicazioni, soprattutto alle maestranze specializzate (falegnami e serramentisti in genere), su: quantità tipologia materiali dimensioni degli infissi, interni ed esterni, previsti in progetto. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 21

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 22

PARTICOLARI COSTRUTTIVI Con scale grandi (tra 1:20 e 1:1) rappresentano in pianta, sezione o prospetto, zone significative, anche se limitate dell edificio. I particolari costruttivi devono essere correttamente collegati ai relativi elaborati di inquadramento complessivo. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 23

CORRELAZIONE TRA GLI ELABORATI Tra i diversi elaborati deve risultare chiara la relazione. Tipico è il caso delle sezioni che possono essere comprese grazie ai riferimenti riportati sulle piante. QUALITA DEGLI ELABORATI Uno stesso tipo di elaborato può presentare definizioni e trattamenti grafici molto diversi a seconda della scala con cui è realizzato. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 24

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 25

ELABORATI SPECIALISTICI Sono elaborati esecutivi, forniti di informazioni altamente specialistiche, destinati esclusivamente a maestranze, tecnici e operatori dei settori di competenza: carpentieri, ferraioli, impiantisti, fabbri, ecc. Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 26

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 27

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 28

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 29

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 30

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 31

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 32

Prof. Rizzo N. Prof. Schillaci A. Pag. 33