Difterite Chi è più a rischio Dov'è che la difterite rappresenta un problema



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Difterite La difterite è una grave malattia infettiva causata dall azione di una esotossina (tossina difterica) prodotta da Corynebacterium diphteriae che si trasmette per via aerea. Solitamente la difterite inizia con mal di gola, febbre moderata, tumefazione del collo. Molto spesso i batteri della difterite si moltiplicano nella gola (faringe) dove si viene a formare una membrana di colore grigiastro che può soffocare la persona colpita dalla malattia. A volte queste membrane si possono formare anche nel naso, sulla pelle o in altre parti del corpo. La tossina difterica, diffondendosi tramite la circolazione sanguigna, può causare paralisi muscolari, lesioni a carico del muscolo cardiaco con insufficienza cardiaca, lesioni renali, fino a provocare la morte della persona colpita. La letalità è di circa il 5-10% ma in molti casi, nei sopravvissuti, permangono danni permanenti a carico di cuore, reni, sistema nervoso. In Italia, prima dell'avvento della vaccinazione di massa (al termine della seconda guerra mondiale) si registravano annualmente alcune decine di migliaia di casi di difterite con più di mille morti ogni anno. I casi di malattia si sono ridotti, fino a scomparire quasi del tutto alla fine degli anni '70, dopo che la vaccinazione antidifterica è stata praticata in forma estensiva in associazione con quella antitetanica. Chi è più a rischio Sono a rischio gli individui non vaccinati, specialmente nel caso in cui debbano viaggiare in quei paesi dove la difterite è ancora diffusa. Gli adulti anziani sono potenzialmente i più vulnerabili poiché potrebbero non essere stati vaccinati da bambini. Dov'è che la difterite rappresenta un problema I principali paesi in cui ancora oggi si verificano casi di difterite sono la Russia e gli stati del CSI (Comunità Stati Indipendenti). Nel 1995 sono stati registrati 1

1.742 decessi nell'europa orientale e nell'asia centrale, mentre all'oms sono stati denunciati un totale di 47.802 casi. Casi di difterite sono stati diagnosticati in Finlandia, Estonia, Polonia e Bielorussia, con casi segnalati anche in Germania, Belgio e Regno Unito in seguito a importazione del batterio dall'estero. La situazione nei paesi dell'europa dell'est indica con quale facilità l'infezione possa riapparire se i programmi di vaccinazione non vengono attuati con rigore. Con l'incremento dei viaggi intercontinentali (Africa, Asia,...) è aumentato anche il pericolo che la malattia possa essere importata da paesi a rischio. Dato il numero potenzialmente elevato di individui che potrebbero non avere un'alta concentrazione di anticorpi in circolo, è estremamente importante mantenere livelli di protezione adeguati in modo che la malattia non possa diffondersi, soprattutto tra la popolazione anziana. La difterite in Italia In Italia la legge N 891 del 6 giugno 1939, ha istituito l'obbligatorietà della vaccinazione antidifterica nei nuovi nati. La lotta alla difterite nel nostro paese ha raggiunto risultati ragguardevoli. Oggi la malattia è praticamente scomparsa e dal 1990 in poi non è più stato notificato alcun caso di difterite. Tuttavia, come per ogni malattia infettiva, è indispensabile continuare a vaccinare per poter mantenere costanti nel tempo i risultati già ottenuti. Infatti, fino a quando la difterite non sarà dichiarata eradicata in tutto il mondo (come già accaduto per il vaiolo), sarà sempre vivo il rischio di importazione di nuovi casi da paesi in cui la malattia non è stata ancora controllata in modo adeguato. Prevenzione della difterite La difterite è una malattia grave che può essere prevenuta con la vaccinazione. Il vaccino antidifterico, disponibile fin dal 1920, è costituito da anatossina difterica, cioè dalla tossina originaria resa innocua mediante procedimenti 2

chimici che conservano però la sua capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi (analogamente a quanto accade per l anatossina tetanica). Il vaccino antidifterico è solitamente combinato con il vaccino antitetanico (DT), al quale si accomuna per modo e calendario di somministrazione, e con il vaccino antipertossico acellulare (DTaP). Per l'immunizzazione dei nuovi nati, di solito oggi, viene utilizzato il vaccino esavalente che oltre a proteggere contro la difterite previene anche il tetano, la poliomielite, l epatite virale B, la pertosse e le infezioni invasive da HIB. Chi dovrebbe essere vaccinato * Tutti i bambini nel corso del primo anno di vita. * Tutti gli adulti non precedentemente vaccinati * I viaggiatori che si recano nelle zone dove la malattia è endemica Chi non dovrebbe essere vaccinato I bambini che hanno avuti reazioni allergiche gravi a componenti del vaccino antidifterico. La vaccinazione DTaP dei bambini con problemi neurologici può essere somministrata se i disturbi neurologici sono stabilizzati o hanno una causa identificata. Se la causa non è identificata la somministrazione del vaccino deve essere rinviata fino alla stabilizzazione. Persone che presentano una malattia acuta in atto grave o moderata devono attendere il miglioramento clinico o la guarigione prima di ricevere il vaccino. 3

Dosi e calendario Il ciclo di base è costituito da tre dosi di vaccino, da praticare entro il primo anno di vita del bambino (al terzo, quinto e dodicesimo mese) contemporaneamente alle altre vaccinazioni infantili. Oggi di solito viene utilizzato il vaccino esavalente. Una dose di richiamo (associata con le componenti contro il tetano e la pertosse DTaP) viene eseguita nel sesto anno e un altra a 14 anni. Ulteriori richiami possono essere previsti, per conservare una buona immunità, con cadenza decennale utilizzando il vaccino Td (difterite-tetano adulti). Anche per gli adulti, il ciclo di base comprende tre dosi di cui le prime due praticate a distanza di circa due mesi l'una dall'altra e la terza a distanza di 6-12 mesi dalla seconda. Richiami possono essere previsti di solito ogni 10 anni. Efficacia del vaccino La vaccinazione antidifterica, a ciclo ultimato, conferisce una protezione pressoché totale. La durata della protezione nel tempo è molto lunga ed è ulteriormente garantita dall'esecuzione dei richiami. Effetti collaterali Circa la metà dei bambini che ricevono vaccini esavalenti, così come il vaccino triplo DTaP o le altre combinazioni di vaccino contro la pertosse, non ha nessuna reazione. La maggior parte degli altri bambini presenta solo reazioni lievi. L evento più frequente è la febbre che si può avere in circa un terzo dei bambini. Reazioni locali si verificano nel 20 % dei casi. Queste comprendono dolore, rossore e gonfiore nel punto dove è stata eseguita l iniezione; si verificano in genere 4

entro 48 ore dalla vaccinazione e durano fino a un paio di giorni. Le reazioni locali aumentano con il numero di dosi eseguite. Circa il 40% dei bambini ha gonfiore o dolenzia al braccio con la quarta dose di DTaP eseguita a 5-6 anni. Alcuni bambini possono sviluppare un esteso gonfiore temporaneo dell arto dove l'iniezione è stata eseguita. 5