Gengivite e parodontite Opuscolo informativo per il paziente
La malattia parodontale (chiamata anche parodontite, parodontosi, piorrea, parodontopatia) è una infezione batterica che colpisce il parodonto, cioè l insieme di strutture che circondano il dente: la gengiva, l osso che sostiene il dente e il legamento che ancora il dente all osso. E una malattia che decorre solitamente in modo indolore e può quindi progredire e aggravarsi senza quasi accorgersene. Colpisce a vari livelli di gravità circa tre quarti della popolazione adulta: per questo è fondamentale sottoporsi regolarmente a visite di controllo che permettono di fare una diagnosi precoce e mettere in atto adeguate misure di prevenzione e trattamento. La malattia parodontale colpisce dapprima la gengiva. Questo stadio di infiammazione si chiama gengivite ed è reversibile.se non si cura l infezione la gengivite può progredire in parodontite. La gengiva si allontana dal dente,creando le cosiddette tasche parodontali in cui si accumula la placca che, calcifi cando, diventa tartaro.il tartaro, adeso tenacemente alla radice del dente, ne altera la superfi cie e il paziente non è più in grado di rimuoverlo attraverso l igiene orale domiciliare.la presenza di placca e tartaro sottogengivale è responsabile della progressione della malattia che, se non trattata, causa le perdita di denti che possono essere perfettamente sani. Parodontite Malattia infettiva dei tessuti di supporto dei denti, causata da batteri patogeni Studi epidemiologici indicano che il 5-20% della popolazione soffre di forme severe di parodontite 1
Che cosa è la parodontite? La malattia parodontale, (chiamata anche parodontite, parodontosi,piorrea, parodontopatia) è una infezione batterica che colpisce il parodonto, cioè l insieme di strutture che circondano il dente: la gengiva, l osso che sostiene il dente e il legamento che ancora il dente all osso. Essendo una malattia che decorre solitamente in modo indolore può progredire e aggravarsi senza quasi accorgersene. Colpisce a vari livelli di gravità circa tre quarti della popolazione adulta: per questo è fondamentale sottoporsi regolarmente a visite di controllo che permettono di fare una diagnosi precoce e mettere in atto adeguate misure di prevenzione e trattamento. L infiammazione della gengiva marginale è uno dei segni cardinali della malattia parodontale e si manifesta con rossore, gonfiore e sanguinamento. Se questa fase reversibile della malattia non viene trattata con una buona igiene domiciliare e professionale, la gengivite si sviluppa ed evolve, nella maggior parte dei casi, in parodontite. La gengiva si allontana dal dente, l osso si riassorbe creando le cosiddette tasche parodontali in cui si accumula più facilmente la placca che, calcificando, diventa tartaro. Il tartaro, adeso tenacemente alla radice del dente,ne altera la superficie e il paziente non è più in grado di rimuoverlo attraverso l igiene orale domiciliare. La presenza di placca e tartaro sottogengivale è responsabile della progressione della malattia: il riassorbimento osseo provoca la mobilità dei denti e, se il paziente non si rivolge a un odontoiatra e a un igienista per il trattamento opportuno, la malattia parodontale provoca la perdita di denti anche se perfettamente sani. 2
Quali sono le cause della malattia parodontale? La malattia parodontale è una patologia multifattoriale e il suo sviluppo è strettamente legato alla presenza di placca batterica. I batteri non rimossi da denti e gengive con una buona igiene domiciliare (spazzolino e filo) si annidano nelle tasche parodontali e producono tossine che uccidono gli osteoblasti (le cellule adibite alla riproduzione dell osso). (fig. 1-2-3) Placca batterica abbondante ed evidente : il suo accumulo è dovuto alla scarsa igiene orale Si noti la perdita ossea con esposizione parziale delle radici. 3radice esposte 3 placca batterica fig. 1 fig. 2 fig. 3 fig. 4 (fig. 4-5) Esempio di placca batterica vista al microscopio a scansione elettronica. fig. 5 placca colorata con agente rilevatore (fig. 6) Placca colorata con agente rilevatore: i batteri sono microscopici, per questo non sono visibili;un agente rivelatore di placca li colora, aiutando il paziente a individuarli (in questo caso sullo smalto al margine gengivale e sulle gengive) e quindi a rimuoverli correttamente con spazzolino e filo interdentale. fig. 6 3
Esistono altri fattori di rischio che concorrono all instaurarsi della malattia. Quelli di maggior rilievo sono: fumo è uno dei fattori di rischio più importanti : i forti fumatori hanno un rischio più elevato di contrarre la malattia che i non-fumatori. Le sostanze citotossiche contenute nelle sigarette distruggono le cellule adibite al mantenimento dei tessuti di sostegno dei denti e per questo la parodontite nei fumatori avanza più rapidamente, con un decorso più aggressivo e refrattario alle cure. stress (molti studi scientifici rilevano un nesso fra lo stress e la malattia parodontale, dovuto probabilmente al fatto che lo stress indebolisce le difese immunitarie per cui i batteri della placca riescono a fare maggiori danni). gravidanza e pubertà (le forti fluttuazioni ormonali favoriscono l insorgenza di gengivite). presenza di restauri incongrui (otturazioni incongrue- corone debordanti, sono fattori di ritenzione e accumulo di placca batterica, anche perchè rendono più difficoltose le manovre di igiene orale). terapie farmacologiche (contraccettivi, antidepressivi, antiipertensivi e altri farmaci possono provocare aumento di volume delle gengive e quindi influire negativamente sulla salute orale). diabete e altre patologie sistemiche (i pazienti affetti da diabete hanno una maggiore probabilità di soffrire di parodontite, probabilmente perché le persone diabetiche sono maggiormente suscettibili alle infezioni. In particolare i pazienti con diabete non controllato sono particolarmente a rischio.studi recenti hanno dimostrato che la relazione tra parodontite e diabete è biunivoca,dal momento che la malattia parodontale può rendere più difficoltosa il controllo dei livelli di glicemia, aumentando il rischio di complicanze diabetiche. Per questa ragione, i pazienti diabetici affetti da parodontite devono essere fortemente motivati all igiene orale domiciliare e professionale per eliminare l infezione parodontale). predisposizione genetica (una persona su tre è predisposta geneticamente allo sviluppo della malattia parodontale) 4
-g- - Quali sono i sintomi della malattia parodontale? La malattia parodontale spesso è asintomatica o provoca sintomi molto scarsi. I principali segnali che devono mettere in allarme il paziente e fare sospettare della malattia sono: gengive gonfie ed arrossate; - gengive sanguinanti; - alitosi ( nel 90% circa dei casi proviene dal cavo orale con igiene scarsa, in quanto i batteri sono in gradi di produrre composti volatili dello zolfo); - comparsa di spazi tra i denti; - recessioni gengivali con esposizione delle radici; - mobilità dentale. Tessuti sani Tessuti patologici In alcuni casi, particolarmente subdoli, il tessuto gengivale può apparire del tutto normale,malgrado la distruzione già avanzata dell osso.il sintomo del dolore non compare quasi mai. Il paziente lamenta solo fastidi di lieve entità.dal momento che la sintomatologia è così scarsa spesso il paziente non si sottopone regolarmente a visite di controllo, e quindi la diagnosi di parodontite non viene effettuata allo stadio iniziale. La malattia pertanto può avanzare e raggiungere uno stadio clinico avanzato. 5
La diagnosi parodontale Gli ausili diagnostici a disposizione dell odontoiatra per poter valutare e quantificare la gravità della malattia parodontale sono: esame clinico del cavo orale esame radiografico esame microbiologico (non sempre usato) sondaggio parodontale Grave perdita ossea: IL Sondaggio misura una tasca di 9 mm con recessione gengivale di 3mm La prima procedura diagnostica da mettere in atto è il sondaggio parodontale che si effettua con una sonda millimetrata inserita tra il dente e il margine gengivale, con molta delicatezza, misurando in sei punti diversi di ogni dente, per rilevare la presenza di tasche parodontali e per quantificare la profondità delle tasche parodontali. Se le gengive sono sane, la profondità misurata sarà di 1-2 mm. Valori oltre 4 mm di profondità sono da considerarsi patologici. Questi dati clinici verranno registrati in una cartella parodontale, affinché possano essere utilizzati per la formulazione di un corretto piano di trattamento e confrontati nel tempo per monitorare l andamento della patologia in seguito alle terapie. 3La Cartella Parodontale è uno strumento insostituibile nella pianificazione e nella verifica nel tempo del trattamento parodontale. 6
Esame radiografico La serie completa di radiografie di tutti i denti è necessaria per valutare il livello di perdita ossea attorno i denti. Come si può osservare le radici di molti denti non sono più ricoperte dall osso che si è riassorbito. I denti dell arcata inferiore sono invece ancora ricoperti da osso sano. Test microbiologico Un ulteriore supporto nella fase diagnostica è fornito dal test microbiologico, che rivela la presenza di batteri parodontopatogeni grazie a un esame basato su sonde a DNA. L esame è del tutto indolore e si pratica su campioni di placca prelevati dalle tasche parodontali. Negli ultimi anni è stato introdotto il test genetico per la malattia parodontale, che costituisce un importante passo avanti per la prevenzione della parodontite e la cura mirata di tale patologia. Si tratta di un innovazione in linea con le più moderne tendenze della medicina, in cui si riconosce il ruolo del substrato genetico nelle malattie multifattoriali. Anche questo esame è indolore. 7
Come si cura la malattia parodontale? 1. Trattamento non chirurgico (terapia iniziale) Gengivite e parodontite sono malattie causate da alcuni tipi di batteri, quindi il primo trattamento richiesto sarà basato sulla motivazione a una corretta igiene orale domiciliare, all eliminazione dei fattori irritanti batterici diretti (placca batterica e tartaro) dalle superfici dentali e radicolari (con una o più sedute di igiene professionale eseguite da un igienista o dall odontoiatra), all eliminazione dei fattori irritanti indiretti (restauri debordanti o carie), al controllo dello stile di vita (eliminazione o riduzione del fumo).se il paziente collabora, già la terapia iniziale porta a un netto miglioramento delle condizioni parodontali. Se si tratta soltanto di gengivite, i tessuti possono guarire senza alcun danno residuo soltanto con questa primo passo terapeutico. La motivazione e le istruzioni del paziente restano le determinanti principali per ottenere un elevato standard di igiene. Westfelt et al. 1983 2. Trattamento chirurgico La terapia chirurgica viene presa in considerazione soltanto se permangono delle tasche profonde dopo la terapia iniziale. L obiettivo della chirurgia parodontale è l eliminazione delle tasche gengivali e ossee con la finalità di eliminare le nicchie ecologiche che favoriscono la crescita dei batteri patogeni. Grazie alle moderne tecniche rigenerative è possibile in casi selezionati ottenere la riformazione dei tessuti ossei e gengivali perduti. Gli interventi chirurgici parodontali sono normalmente eseguiti in modo indolore in anestesia locale. Prima della chirurgia rigenerativa: si noti l area nera di radiotrasparenza (perdita ossea) Dopo la chirurgia rigenerativa: la perdita ossea è stata colmata dalla rigenerazione indotta dalla fase chirurgica Immagine preoperatoria di un elemento dentario affetto da una grave forma localizzata di parodontite. 8
3. Chirurgia Mucogengivale Sono molti i fattori che contribuiscono ad alterare il giusto rapporto tra denti e gengive, facendo sì che si vengano a creare delle zone in cui il tessuto gengivale irritato si ritiri allontanandosi dalla sua sede originale, lasciando come esito delle antiestetiche e spesso sensibili esposizioni della radice denominate recessioni gengivali. La chirurgia mucogengivale comprende l insieme delle procedure atte alla correzione di difetti di morfologia, posizione e/o quantità dei tessuti molli parodontali (Gengive).Grazie alle moderne tecniche chirurgiche parodontali è oggi possibile, in presenza di livelli ossei adeguati, trattare con successo recessioni di vario grado. Le indicazioni principali sono la copertura (mediante tessuti prelevati dal palato) delle superfici radicolari esposte e l aumento di volume e di quantità del tessuto gengivale per esigenze estetiche, protesiche od ortodontiche. Casi Clinici Prima :recessione gengivale profonda su incisivo inferiore con superficie radicolare esposta. Dopo: Il caso dopo il trattamento con un intervento di chirurgia ricostruttiva mucogengivale: la radice dell incisivo ora è ricoperta nuovamente dalla gengiva. Prima: recessione gengivale profonda su canino con superficie radicolare esposta. Dopo: il caso dopo il trattamento con un intervento di chirurgia ricostruttiva 9
Fase di mantenimento Al termine della fase attiva di terapia, il paziente parodontale entra nella fase di mantenimento dello stato di salute parodontale raggiunto. Questa fase, parzialmente demandata all igienista dentale,si basa su periodici richiami con visite di controllo che possono coincidere con le sedute d igiene orale. La frequenza dei richiami può variare, secondo la gravità della situazione parodontale, da 2-6 mesi. Studi scientifici hanno dimostrato che un semplice programma di mantenimento costituisce la vera chiave per ottenere buoni e duraturi risultati terapeutici. Concludendo E bene ricordare che, malgrado sia molto diffusa, la malattia parodontale non è inevitabile, ma soprattutto è prevenibile e curabile. Qualora si sia già instaurata, può nella maggior parte dei casi essere trattata con successo grazie all impiego delle moderne procedure terapeutiche. Oggi sappiamo che la durata della vita si è molto allungata,e sappiamo anche che si può e si deve invecchiare senza perdere i denti, per migliorare la qualità della vita. 10