2 DALLʼINVALSI ALLʼOCSE PISA Dall INVALSI all OCSE PISA on line Ulteriori Prove Invalsi PERCHÉ LA PROVA INVALSI Le prove standardizzate di italiano dell INVALSI (l Istituto nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione), hanno lo scopo di rilevare le competenze degli studenti, in ingresso e in uscita dai percorsi d istruzione, per poter individuare e valutare l intervento della scuola ai fini della crescita dei livelli d apprendimento degli alunni. Dall anno scolastico 2010-11 esse saranno assegnate agli studenti alla fine del primo biennio della Scuola Secondaria di Secondo Grado: proprio gli studenti quindicenni che vengono presi in considerazione nelle rilevazioni europee, attraverso le indagini messe a punto dall OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) attraverso il rilevamento PISA (Programme for International Student Assessment), somministrato con periodicità triennale dal 1997, con lo scopo di fornire informazioni utili sui risultati dei sistemi d istruzione per migliorare le politiche scolastiche. Perché l accostamento tra INVALSI e OCSE PISA? In Italia la prova INVALSI, per l italiano e la matematica, è ormai standardizzata alla fine della Secondaria di Primo Grado al fine di monitorare i livelli d apprendimento su scala nazionale. Il fatto che ora la prova venga estesa ai quindicenni costituisce la prima e più immediata ragione dell accostamento tra INVALSI e OCSE PISA. Tuttavia l analogia non si limita a questo: le prove a cui vengono sottoposti gli studenti nelle indagini internazionali e la prova nazionale di valutazione si muovono verso scopi affini e attraverso strumenti tra loro conformi. Al fine di ottenere da parte degli studenti italiani risultati lusinghieri (cosa che attualmente, stando alla media nazionale, non avviene) e allineati agli standard internazionali è ovviamente indispensabile che la scuola si abitui a sostenere e ad allenare gli studenti a tale tipo di indagine: questo è il senso dell estensione della prova INVALSI anche nella Secondaria di Secondo Grado. Insomma occorre introdurre un sistema il più possibile oggettivo per valutare ciò che gli studenti conoscono: questo è lo scopo dei test OCSE PISA verso i quali gli INVALSI costituiscono un indispensabile propedeutica. Partecipare a questo sistema di valutazione richiede ovviamente prima di tutto conoscere che cosa si intende rilevare, in secondo luogo in che modo. Per comprendere questi due aspetti e, di conseguenza, comprendere in modo approfondito il senso della prova INVALSI, occorre dunque soffermarsi sulla genesi e il significato delle prove PISA.
3 Obiettivi e ambiti dei test OCSE PISA Il progetto PISA si prefigge sostanzialmente tre obiettivi: il primo è di individuare indicatori comparabili a livello internazionale su studenti della stessa età (15 anni) per verificare se i sistemi di educazione siano capaci di preparare i giovani ad affrontare la vita civile e lavorativa; un secondo è quello di poter interpretare i dati ottenuti per mettere in atto politiche efficaci a livello di indicazioni ministeriali; un terzo infine è quello di monitorare gli sviluppi delle politiche educative stesse, qualora fossero state immesse delle riforme. Le discipline sulle quali PISA ha stabilito di operare sono l abilità di lettura, la matematica, le scienze naturali. Ogni ciclo PISA si articola su quattro fasi che si svolgono nel corso di quattro anni: ideazione del test (primo anno), indagine pilota per affinare il test (secondo anno), somministrazione del test agli studenti dei Paesi aderenti (terzo anno), preparazione dei risultati con elaborazione dei dati a livello nazionale e internazionale (quarto anno). Le prove OCSE PISA incentrano la valutazione non semplicemente sulle conoscenze acquisite (cioè la padronanza del curricolo scolastico) ma piuttosto su quanto gli studenti devono sapere e saper fare una volta usciti dalla scuola. Esse indagano dunque la capacità di applicare quanto appreso a scuola per affrontare e risolvere problemi e compiti calati in contesti analoghi a quelli della vita reale. Tutto ciò allo scopo di indirizzare abilità e conoscenze per l inserimento degli studenti nella società reale, come cittadini e come lavoratori. Su questo dunque si incentrano le valutazioni che definiscono, secondo la dizione PISA, la reading literacy, che non rileva semplicemente il grado di alfabetizzazione, ma l insieme di conoscenze e abilità che si traducono in competenze, termine che include appunto il sapere e il saper fare in riferimento alla capacità di ricercare, identificare, elaborare informazioni e comunicare i propri ragionamenti su di esse. La reading literacy per rilevare le competenze La reading literacy presupposta da PISA ha dunque a che fare con lo strumento linguaggio scritto rispetto al quale non si richiede la comprensione tout court, ma qualcosa di più complesso, che richiede requisiti che vanno al di là della semplice intelligenza puntuale. La comprensione dei testi scritti e la riflessione su di essi ha infatti lo scopo non solo di comprendere ma anche di usare le forme di lingua scritta utili nella vita reale e nella società moderna, al fine di raggiungere i propri obiettivi e di sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità per svolgere un ruolo attivo nella società. La confluenza di sapere e saper fare in termini di competenza è anche una caratteristica portante della scuola emersa dalla recente Riforma. Questa è un analogia fondamentale nell indagine che si prefiggono le prove OCSE PISA e le prove INVALSI. Prima di esaminare il Quadro di riferimento per l italiano proposto dal Ministero per le prove INVALSI, si impone dunque di ribadire e sottolineare la distinzione tra: conoscenze, cioè le informazioni, i dati di cui si dispone; competenze, vale a dire le capacità di selezionare, far interagire ed elaborare conoscenze per la comprensione e la valutazione «di una porzione della realtà» (nel nostro caso, un testo) o per la soluzione di un problema.
4 DALLʼINVALSI ALLʼOCSE PISA QUADRO DI RIFERIMENTO PER L ITALIANO Le prove INVALSI mirano a indagare: 1. La padronanza linguistica 2. La competenze di lettura Essa consiste nel possesso ben strutturato di una lingua insieme alla capacità di servirsene per i vari scopi comunicativi e si esplica in tre ambiti: 1. i n t e r a z i o n e v e r b a l e (= comunicare verbalmente in vari contesti); 2. l e t t u r a (= comprendere e interpretare testi scritti di vario tipo); 3. s c r i t t u r a (= produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi). Essa è intesa come comprensione, interpretazione e valutazione del testo scritto e le conoscenze lessicali e grammaticali necessarie al suo sviluppo. L ambito della lettura nella Scuola Secondaria di Secondo Grado comprende anche il possesso e l impiego degli strumenti per la fruizione e l apprezzamento estetico del testo letterario (figure del significante, in particolare fonetico e metrico, e del significato; strutture narrative e poetiche; specifici effetti espressivi ecc.). La competenza di lettura La competenza di lettura a sua volta si incardina su altre competenze. 1 1. Le specificazioni di seguito segnalate sono tratte dal Documento ministeriale relativo alle prove INVALSI del 23 febbraio 2009. A) La competenza testuale Per competenza testuale relativa alla lettura si intende la capacità di individuare, a partire dalla lettera del testo in una determinata situazione comunicativa e da conoscenze di carattere generale, l insieme di informazioni che il testo veicola e il modo in cui queste informazioni sono veicolate. Per comprendere, interpretare e valutare un testo il lettore deve essere in grado di coglierne l intenzione comunicativa, il suo senso globale e i suoi significati particolari, il genere cui appartiene. A tal fine è necessaria una competenza testuale che si esplica nei seguenti processi: 1. il saper cogliere e tener conto dei fenomeni di coesione testuale, cioè dei segnali linguistici che indicano l organizzazione del testo, in particolare connettivi e coesivi, ma anche titolazione, scansione in capoversi e paragrafi, rilievi grafici ecc.; 2. il saper cogliere e tener conto dei fenomeni locali che contribuiscono alla coerenza testuale, in particolare la modalità di successione e la gerarchia delle informazioni, la differenza tra informazioni in primo piano o sullo sfondo comunicativo, i legami logico-semantici tra frasi o periodi; 3. il saper operare le inferenze (ricavando cioè i contenuti impliciti) pertinenti alla comprensione del testo; 4. il riconoscimento del registro linguistico, determinato dalle scelte morfosintattiche e lessicali dominanti.
5 B) la competenza grammaticale Per competenza grammaticale relativa alla lettura si intende la capacità di individuare le strutture morfosintattiche della frase e le strutture interpuntive in funzione della loro pertinenza testuale, dal punto di vista cioè del loro apporto alla costruzione e configurazione dei significati del testo. CARATTERISTICHE GENERALI DELLE PROVE Dopo avere visto a grandi linee che cosa viene valutato nelle prove INVALSI di italiano, analizziamo ora come questi elementi sono verificati e valutati e quindi in che modo potrebbero essere strutturate le prove e su quali tipologie testuali. Tipi di testi Come quella proposta al termine della Secondaria di Primo Grado, la prova potrà essere articolata in due parti: la prima dedicata a verificare la comprensione di testi; la seconda dedicata alle conoscenze proprie di uno o più ambiti specifici, quali grammatica e lessico. Le prove da noi proposte si basano su due tipi di testo letterario e su testi non letterari. In particolare: TESTO LETTERARIO Narrativo e/o poetico TESTO NON LETTERARIO Espositivo-argomentativo (anche misto) oppure alcuni testi non continui Per testi continui si intendono i testi costituiti da frasi raggruppate in paragrafi, che a loro volta possono fare parte di strutture più ampie come sezioni o capitoli. I testi non continui possono essere organizzati in vari modi (per esempio elenchi matrici) ed essere costituiti anche da elementi non verbali: tra i testi non continui di uso più frequente troviamo i grafici, le tabelle, le mappe, i moduli, gli annunci. Naturalmente si potranno avere anche testi misti, ossia testi continui corredati da tabelle, grafici, mappe ecc. Criteri di formulazione dei quesiti Come previsto dalla circolare ministeriale i testi saranno oggetto di un adeguato numero di quesiti 1. di diverso formato (a risposta chiusa o aperta) e 2. con diversa struttura e livello di difficoltà per consentire di valutare: processi di lettura elementari (come il saper ritrovare informazioni esplicitamente presenti nel testo); processi più complessi (come il trarre inferenze, il saper interpretare un testo); processi superiori alla semplice comprensione, come il saper analizzare e valutare criticamente il testo.
6 DALLʼINVALSI ALLʼOCSE PISA Balza immediatamente all occhio l analogia con i quesiti OCSE PISA, anch essi nella formulazione a domanda aperta e chiusa, in cui le domande vengono costruite tenendo conto di tre aspetti che mirano a valutare la comprensione del testo stesso: individuare informazioni: cioè scorrere il testo, cercare, localizzare, selezionare l informazione richiesta; comprendere il significato generale di un testo, considerandolo nel suo insieme: ad esempio indicare l argomento principale, lo scopo dell autore, trovare informazioni significative sia a livello implicito sia a livello esplicito; riflettere sul testo e valutarlo, spiegando e difendendo il proprio punto di vista interpretativo, giustificato anche attraverso conoscenze extratestuali, in possesso dello studente. Dopo numerosi passaggi, PISA ha scelto, inoltre, di riferirsi alle seguenti cinque tipologie di domanda: domande a risposta semplice (scelta tra quattro o cinque proposte); domande a scelta multipla complessa (costituite da una serie di Vero-Falso o a scelta multipla); domande aperte a risposta univoca (cioè con una sola risposta esatta che lo studente deve produrre o selezionare tra più alternative); domande aperte a risposta breve (lo studente può avere più risposte corrette); domande aperte a risposta articolata, in cui si deve fornire una risposta più estesa. Di seguito, sempre facendo riferimento al Documento ministeriale, ci soffermeremo nel dettaglio sugli aspetti dei quesiti proposti dall INVALSI. Oggetti e processi di lettura valutati nelle prove INVALSI I quesiti valuteranno contemporaneamente: oggetti linguistici, appartenenti a diversi ambiti di competenza; aspetti ovvero processi cognitivi messi in atto. Per la piena comprensione di un testo, sia continuo sia non continuo, è necessario spiega il Documento ministeriale saper mettere in atto processi di lettura, che possono essere sintetizzati secondo il modello proposto nella tabella che segue, tenendo presenti i quadri teorici sviluppati, sulla scorta degli studi sulla lettura, nelle indagini comparative internazionali sulla reading literacy. 1. Individuare informazioni date nel testo 2. Elaborare una comprensione globale del testo e sviluppare un interpretazione A) Ricavare informazioni e concetti esplicitamente espressi nel testo. B) Individuare informazioni. A) Fare semplici inferenze. B) Interpretare e integrare informazioni e concetti. C) Comprendere il significato generale del testo. D) Sviluppare un interpretazione.
7 3. Riflettere sul contenuto e sulla forma del testo e valutarli A) Analizzare e valutare il contenuto, la lingua e gli elementi testuali. B) Riflettere sul contenuto del testo e valutarlo. C) Riflettere sulla forma del testo e valutarla. Nel fascicolo che segue sono forniti modelli di prove INVALSI, a partire sia da testi letterari sia da testi non letterari. Inoltre, affinché sia evidente l analogia rispetto alle prove internazionali, sono offerti sei racconti di autori e generi letterari diversi (non raggruppati per genere, ma presentati in ordine crescente di difficoltà), in cui i quesiti di comprensione e analisi sono formulati secondo il modello OCSE PISA, in modo da offrire un allenamento alle tipologie proposte da queste prove. La valutazione delle abilità di lettura proposte può anche essere intesa come una possibile indagine sulle abilità raggiunte all interno di una scuola, intendendo ogni classe come un Paese a sé, con partecipanti, abilità e metodi confrontabili e riferibili all efficacia del lavoro dell intero istituto. Occorre tener presente che PISA ha immaginato una scala di classificazione della difficoltà delle domande sulla base della probabilità che ha uno studente di rispondere correttamente a una domanda che fa parte della prova. In questo modo vengono contemplate contemporaneamente sia la difficoltà dei quesiti sia l abilità dello studente di rispondere ai quesiti. La divisione in scala è secondo un livello di difficoltà crescente, da 1 a 5, in base questo criterio: livello 1: si richiede al lettore di reperire informazioni in un punto preciso del testo o di cogliere l idea principale se questa è ripetuta più volte; livello 2: si chiede di cercare connessioni linguistiche o tematiche all interno di un unico capoverso o di sintetizzare informazioni contenute in parti diverse del testo per dedurre lo scopo dell autore; livello 3: si chiede di individuare connessioni logiche all interno del testo, esplicite o implicite, non necessariamente in un unico capoverso, per localizzare o valutare informazioni; livello 4: si verifica che il lettore sappia seguire collegamenti linguistici o tematici lungo più capoversi per localizzare, interpretare e valutare informazioni di carattere astratto presenti nel testo, ma spesso non esplicitate chiaramente; livello 5: si chiederà al lettore di sapere trovare una relazione tra specifiche porzioni di testo e il suo significato o scopo implicito.