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Benvenuti al nostro Blues Summit! Di seguito troverete una serie di esercizi per chitarra ritmica Blues e, nella parte finale, altri esercizi per lo sviluppo del vostro fraseggio. Perché iniziare dalla ritmica? Perchè quest ultimo spesso risulta essere un aspetto sottovalutato dalla maggior parte degli studenti che si avvicinano al blues. Soltanto attraverso uno studio approfondito di groove ed interplay ritmico possiamo porre le basi per un fraseggio melodico efficace. Un altro motivo per cui ritengo sia importante partire da una solida base ritmica è perché può capitare, più o meno frequentemente, di ritrovarsi nella situazione di dover suonare con un secondo chitarrista con cui bisognerà accordarsi onde evitare di suonare le stesse parti. Per cominciare, possiamo dividere l organizzazione della nostra ritmica su un blues standard di 12 misure sfruttando l estensione del nostro strumento: - basso range - medio range - alto range

Basso range (boogie) Questo è il pattern armonico/ritmico più usato, che prende il nome dallo stile pianistico da cui trae origine (il boogie-woogie). Il voicing è un power chord con tonica sulla sesta corda per il A, mentre per il D e E la tonica è sulla quinta corda (su questo è importante fare attenzione perché così vi risulterà facile il trasposto su altre tonalità oltre quella del LA).

Nel secondo esempio la stessa progressione la suoniamo con le toniche sulle corde a vuoto che, oltre ad affaticare meno la mano sinistra, ci consentono di avere un suono più presente e ricco di armoniche.

Medio range Se avete prestato attenzione fin qui, la particolarità delle ritmiche sul basso range è quella di porre l accento sempre sul battere. Quindi possiamo creare un effetto di equilibrio ritmico non soltanto cambiando voicing, ma spostando anche l accento sul levare come nel prossimo esercizio. Qui la differenza è quella di usare voicing sulle quattro corde centrali, tutti dominanti con la nona, e va notato che il A9 è suonato in primo rivolto (a molti ricorderà un C# semidiminuito e infatti lo è), molto utilizzato nel blues.

Alto range Nel range più alto invece ci ritroviamo a doppiare la sezione fiati. Questo è un accompagnamento estremamente efficace perché di per sé funziona benissimo in risposta al cantato. Può essere utilizzato innanzi tutto in modo molto statico come nella prima variante, oppure possiamo articolarlo un pò aggiungendo il movimento cromatico (seconda variante).

Alternative nel basso e medio range Negli esempi del basso range fin qui presi in esame ci siamo concentrati principalmente sullo studio ritmico, tralasciando qualsiasi abbellimento armonico e usando tonica + quinta dell accordo (power chord), tonica + sesta maggiore e tonica + settima minore. Vediamo ora cosa succede spostando la linea dei bassi usando terza minore + terza maggiore, e arricchendo l accordo con gli intervalli di sesta. Nel primo blues in E abbiamo la prima misura che inizia col relativo power chord e nel secondo movimento spostiamo la linea di basso col cromatismo fra terza minore (Sol) e terza maggiore (Sol#), tornando poi al power chord iniziale e, nell ultimo movimento della misura, alternandolo con la sesta maggiore (Do#). Ripetiamo lo stesso pattern per tutte le 4 misure e lo spostiamo anche sugli accordi di A7 e B7. Le accortezze tecniche sono quelle di usare esclusivamente la pennata in giù ed evitare il palm muting.

Nel secondo blues in E invece complichiamo un pò le cose anche da un punto di vista tecnico e non solo armonico. Mi spiego meglio: utilizzando gli intervalli di sesta e volendo mantenere un suono il più possibile uniforme e dinamico, dobbiamo fare attenzione a non far suonare le corde a vuoto pur colpendo tutte le 6 corde. Questo significa porre anche molta attenzione nel muting della mano sinistra Per quanto riguarda l armonia invece, ciò che andiamo a modificare rispetto all esempio precedente sono soltanto gli ultimi due movimenti di ciascuna misura, utilizzando gli intervalli di sesta già anticipati (provenienti dal modo misolodio relativo a ciascun accordo, E7 = E misolidio, A7 = A misolidio, B7 = B misolidio). Entrando più nel dettaglio: su E7 trovate Re + Si (settima minore e quinta giusta dell accordo), Do# + La (sesta maggiore e quarta giusta, ottenendo così un E13) e infine Si + Sol# (quinta giusta e terza maggiore). Ripetiamo la stessa figurazione anche su A7 e B7 per arrivare alle ultime due misure del blues con un passaggio cromatico sempre sugli intervalli di sesta e concludere con gli accordi di nona che avevamo già usato nell esercizio del medio range.

Altre due variazioni sul pattern boogie che già conosciamo (questa volta in G, quindi occhio all allargamento di primo e quarto dito): nella prima vediamo come sia possibile muovere i bassi proprio sfruttando il quarto dito. Mantenendo il solito power chord su sesta e quinta corda (G e D con primo e secondo dito), ci muoviamo lasciando il secondo dito sul D e usando il terzo dito per suonare prima Bb e poi il quarto dito per il B (rispettivamente terza minore e terza maggiore di G), per poi tornare al power chord iniziale e di nuovo usando il quarto dito per suonare il E sulla quinta corda. Il pattern come di consueto si ripete anche sul IV e sul V grado. La pennata è tutta in giù.

Nella seconda variazione troviamo una sottile ma significativa differenza a livello di suono poiché oltre al solito power chord useremo anche il suo rivolto nel set di corde successivo. Nei primi due movimenti ritroviamo lo stesso pattern dell esercizio precedente; nella seconda metà della misura però ci spostiamo due tasti avanti premendo con l indice il bicordo fra quinta e quarta corda (rivolto del power chord G). Quindi mantenendo questo mini barrè suoniamo anche il E al settimo tasto sulla quinta corda, per poi tornare alla posizione iniziale della misura (movimento che deve risultare quasi istantaneo per non perdere il feel del walking bass e ovviamente questo richiederà un pò di pratica all inizio).

Visto che lo abbiamo appena nominato, iniziamo dunque ad addentrarci in qualche idea per il walking bass. Come già anticipato, prima che il basso elettrico fu inventato (avvenne pochi anni dopo l invenzione della chitarra elettrica), per supplire alla mancanza di un contrabbassista, nelle piccole band di Chicago era consuetudine far suonare al chitarrista elettrico le linee di basso. Da qui anche l usanza di doppiarle più avanti negli anni. Di seguito troverete un esempio base molto semplice di walking bass. Noterete subito l allargamento necessario fra il G e il B; questo perché nell idea di imitare il timbro di un contrabbasso ha più senso mantenere il pattern sulle corde di diametro maggiore, che non quelle più piccole

Una considerazione: al fine di sfruttare al massimo questo esempio e quelli successivi, suggerisco di esercitarsi utilizzando 4 diverse dinamiche che vi elenco di seguito: note sostenute per tutta la loro durata SENZA muting della mano dx note sostenute per tutta la loro durata CON muting della mano dx note staccate (mano sx, alzando quasi immediatamente il dito dalle corde) SENZA muting note staccate (mano sx, alzando quasi immediatamente il dito dalle corde) CON muting In pratica con un solo riff riuscirete a coprire 4 situazioni musicali diverse a seconda della tipologia di shuffle che vi capiterà di suonare. Veniamo quindi ai prossimi 4 esercizi: Walking2 - il pattern si muove a crome su tonica, quinta, settima minore e ottava. Walking3 - il pattern si muove a crome su tonica, ottava, settima minore e quinta. Walking4 - il pattern si muove a crome su tonica, quinta, settima minore con un passaggio discendente sull arpeggio più rapido con una terzina di croma + legato discendente. Walking5 - il pattern si muove a crome su tonica, ottava e settimana minore con a seguire un passaggio discendente ritmicamente diverso da quello dell esempio precedente.

Dopo aver esplorato alcune possibili ritmiche blues nel range basso, ecco che ci avventuriamo in alcune varianti del range intermedio che emulano i riff di una sezione fiati (a tal proposito è consigliatissimo l ascolto del Chicago Blues). Avevamo accennato a come l uso degli accordi di nona dominante fosse caratteristico delle parti medium range. Vedremo però come anche degli accordi piccoli con sole 3 voci possano aiutarci a creare delle ritmiche di risposta al più classico boogie del nostro collega chitarrista, o se ci ritroviamo a suonare in una band con molti elementi. I piccoli accordi in questione sono tre e tutti diteggiati sul set di corde 4-3-2 (per gli esempi a seguire stavolta ho scelto la tonalità di Bb): triade di Bb in posizione fondamentale, con approccio cromatico fra terza minore e terza maggiore, a partire dall ottavo tasto della quarta corda; triade di Eb in secondo rivolto a partire dall ottavo tasto della quarta corda (da suonare esclusivamente col barrè con l anulare); voicing a 3 note di Bb7 (Bb - F - Ab) sempre a partire dall ottavo tasto della quarta corda;

Come noterete stiamo tenendo fermo sempre il Bb sulla quarta corda cambiando di volta in volta il bicordo al canto, caratterizzando l accordo prima come una semplice triade maggiore di Bb, per poi passare ad un Bb sus13 ed infine Bb7. In questo modo stiamo imitando nel nostro piccolo una sezione fiati o un organista. Una volta assimilati questi piccoli voicing passiamo in rassegna tutte le varie combinazioni. Nell esercizio ho intenzionalmente scritto il pattern ritmico per un solo accordo, in modo tale da darvi la possibilità di trasportarli voi da soli sull intera progressione di 12 misure ed in tutte le tonalità. All inizio alcuni movimenti potranno risultarvi scomodi o di difficile esecuzione soprattutto per le acciaccature nel cromatismo fra terza minore e terza maggiore; in quel caso il consiglio è di mettere il metronomo a 80 bpm (se necessario anche 60) e di lavorare solo ed esclusivamente sulla meccanica dell esecuzione. Altro aspetto esecutivo importantissimo da tenere a mente è quello di mutare le corde che non ci servono (prima, quinta e sesta), in modo da poter mantenere una pennata precisa ed energica con la mano destra.

Alcune idee di esercizi per il fraseggio blues Dal punto di vista melodico la scala più frequentemente usata nel blues è sicuramente la pentatonica. Questa affermazione però, seppur fondata, può essere fuorviante poiché in realtà nel blues non è presente solo la pentatonica ma, se proprio dobbiamo classificare musicalmente un linguaggio così particolare al fine di capirlo e riproporlo, gli arpeggi di settima con o senza nona aggiunta, il modo misolidio ed altri espedienti. Partiamo quindi da un blues in A utilizzando una scala che sicuramente conosciamo tutti, LA minore pentatonica (A - C - D - E - G). Suonandola però contro il primo grado ci accorgiamo però che non sempre funziona. Questo perché dobbiamo fare attenzione al DO naturale e a dove lo mettiamo ritmicamente (battere o levare). Al fine di educare l orecchio, e le dita, a dei suoni più corretti ho elaborato questo esercizio modificando solo due note della nostra pentatonica di LA minore. Oltre al DO naturale, che non scartiamo, aggiungiamo il DO# (terza maggiore del primo grado); mentre al posto del SOL, che per ora omettiamo, usiamo il FA# (sesta maggiore del primo grado). Il pattern della scala che abbiamo ricavato dunque è: 1(tonica), b3 (terza minore), 3 (terza maggiore), 4 (quarta giusta), 5 (quinta giusta), 6 (sesta maggiore) e 8 (ottava). Nell'eseguire la scala in senso discendente, suoniamo sempre la terza minore prima della terza maggiore: 8-6 - 5-4 - b3-3 - 1 Possiamo utilizzare questa scala/arpeggio sia sul I grado che sul V grado.