ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. ALLEGATO A/1 - Allegato tecnico Premessa: Autorità competente 1. INTRODUZIONE 1.a DOCUMENTAZIONE 1.1 Ciclo produttivo 1.1.2. ATTIVITA PRODUTTIVE 1.1.2.1 - Descrizione REPARTO ALUBIT2 (attività IPPC 3.5) 2. STATO DI APPLICAZIONE DELLE MTD/BAT 2.1 Valutazione integrata di applicazione delle BAT. 2.2 Documenti tecnici di riferimento pertinenti all attività IPPC 2.3 STATO DI APPLICAZIONE DELLE MTD/BAT - REPARTO ALUBIT 2.3.1. punto 5.1. BAT GENERICHE 2.3.2. punto 5.2 BAT SPECIFICHE di SETTORE 3. MATRICI AMBIENTALI 3.1. EMISSIONI in ATMOSFERA 3.1.a Modifiche non sostanziali 3.1.b Modifiche non sostanziali Figura 3.1.b Modifica Forno SACMI B104 3.1.1- TAB A Quadro di riferimento delle emissioni e Valori Limite 3.1.1.a Valori Limite di Emissione (VLE) 3.1.1.b Metodi di analisi - Formaldeide 3.1.1.c Metodi di analisi - COT 3.1.1.d Metodi di analisi Alluminio 3.1.2 Valutazione integrata delle Emissioni in atmosfera 3.1.3. Sistemi di abbattimento -Emissioni in atmosfera 3.1.3.1 POSTCOMBUSTORI TERMICI Figura 3.1.3.1 3.1.3.2 FILTRI A TESSUTO 3.1.3.3 FILTRO AUTOPULENTE TIPO A MANICHE Figura 3.1.3.3 3.1.3.4 CICLONI Figura 3.1.3.4 3.1.3.5 SISTEMI COMBINATI Figura 3.1.3.5 3.1.4 Emissioni in atmosfera: contenimento delle emissioni nelle fasi di avvio, arresto, guasto, malfunzionamenti o anomalie degli impianti 3.2. SCARICHI IDRICI E AL SUOLO 3.2.1 Acque meteoriche Tabella 3.2.1 3.2.1.1 - DESCRIZIONE STATO ATTUALE- AMPP 3.2.2 Valutazione integrata degli Scarichi idrici 3.2.3. Sistemi di abbattimento - Emissioni in acqua 3.2.3.1 RICICLO ACQUE TRATTATE 3.2.4 Emissioni idriche: contenimento delle emissioni nelle fasi di avvio, arresto, guasto, malfunzionamenti o anomalie degli impianti 3.3 - EMISSIONI SONORE Tabella 3.3 3.3.1 Valutazione integrata delle Emissioni sonore Tab.3.3.1 3.3.2 Sistemi di abbattimento - Emissioni sonore 3.4. RIFIUTI 3.4.1 Produzione rifiuti 3.4.2 Recupero/smaltimento rifiuti 3.4.3 Valutazione integrata della produzione di Rifiuti Tab. 3.4.3 3.4.4 Modalità di deposito Rifiuti 3.5. ENERGIA 3.5.1. PRODUZIONE di ENERGIA 3.5.2. CONSUMO di ENERGIA Tab.3.5.2 3.5.3 IMPIANTI TERMICI CIVILI 3.6 Materie Prime e consumo di risorse Tab.3.6 3.6.1 Modalità di deposito (Materie prime/intermedi/prodotti finiti) 3.7. BONIFICHE DEI SITI CONTAMINATI 3.8. STABILIMENTI A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE 3.8.1 Certificazioni ambientali 3.9. NOTA SU INTERVENTI DI MANUTENZIONE PROGRAMMATA E ORDINARIA O STRAORDINARIA 3.10. MATRICI AMBIENTALI PRESCRIZIONI 3. 10.1 EMISSIONI IN ATMOSFERA 3. 10.1.1.-PRESCRIZIONI GENERALI 3. 10.1.2 - PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE AUTOANALISI 3. 10.2 SCARICHI IDRICI 3.10.2.1 - SCARICHI IDRICI Tab.3.10.2.1 3.10.2.2 PRESCRIZIONI -Acque reflue industriali 3.10.2.3 PRESCRIZIONI -Acque reflue domestiche 3.10.3 RIFIUTI 3.10.3.1 PRESCRIZIONI RIFIUTI 3.10.4 SUOLO 3.10.4.1 prescrizioni SUOLO 3.1.5 EMISSIONI SONORE 3.10.6 ALTRE PRESCRIZIONI 3.10.6.1. Condizioni diverse da quelle di normale esercizio CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 1
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. 4 Piano di Monitoraggio e Controllo Tab. 4.a - PERIODICITA DEI CONTROLLI : PROPOSTA 4.1.- PRESCRIZIONI 4.2 -- GENERALITÀ DEL PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO (PDMC) 4.2.1 - Inquinanti/Parametri da monitorare 4.2.1.a - Matrice Aria, 4.2.1.b - Matrice Acqua 4.2.1.c - Matrice Rifiuti 4.2.1.d - Consumi energetici ed efficienze energetiche 4.2.1.e - Matrice Acqua, Rifiuti, Consumo di risorse / Indici prestazionali 4.2.3 Metodologia di monitoraggio 4.2.4. Espressione dei risultati del monitoraggio 4.2.5. - Tempi di monitoraggio 4.2.5.a - Aria 4.2.5.b Acqua 4.2.5.b.1 - Scarichi idrici 4.2.5.b.2 Approvvigionamento idrico 4.2.5.b.3 Acqua reflue industriali 4.2.5.c -Matrice Rifiuti 4.2.5.c.1 - Rifiuti 4.2.5.c.2 -Sistemi di contenimento dei rifiuti 4.2.5.d -Rifiuti, Energia, Materie prime 4.2.5.e -Consumi energetici ed efficienze energetiche 4.3 MONITORAGGIO E INDICI PRESTAZIONALI (MeIP) 4.3.1- Componenti Ambientali e di Gestione dell attività 4.3.1.1 Matrice Aria TAB A/1 (4.3.1.1) Sistemi di abbattimento TAB A/2 (4.3.1.1) 4.3.1.1.1 Prescrizioni Matrice Aria 4.3.1.1.1.b Prescrizioni Transitorie - Matrice Aria 4.3.1.2 Matrice Acqua TAB B/1(4.3.1.2) Sistemi di abbattimento TAB B/2 (4.3.1.2) Altri Sistemi 4.3.1.3.Matrice Rifiuti 4.3.1.4 Matrice suolo 4.3.1.5 Consumo di risorse e Materie Prime/ Indici prestazionali TAB C/1 (4.3.1.5 ) - Consumi energetici TAB C/2 (4.3.1.5 ) - Consumi energetici TAB C/3 (4.3.1.5 ) - Consumi energetici TAB C/4 (4.3.1.5 ) - Consumi idrici TAB C/5 (4.3.1.5 ) - Consumi materie prime 4.3.1.5.1 Gestione del Ciclo Produttivo TAB D (4.3.1.5.1) - Materie Prime 4.3.2 Altre Prescrizioni 4.3.2.1.Gestione delle fasi di manutenzione ordinaria e straordinaria e delle fasi di avvio e delle fasi di arresto dell impianto. 4.4. RESPONSABILITÀ NELL ESECUZIONE DEL PIANO 4.5.GESTIONE E COMUNICAZIONE DEI RISULTATI DEL MONITORAGGIO CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 2
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. Premessa. Autorità Competente L Autorità competente in materia di A.I.A. è l Ufficio Gestione e Tutela Ambientale del Territorio nell Empolese Valdelsa, PO Gestione e Tutela Ambientale del Territorio, Agricoltura, Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca nell Empolese Valdelsa, Area extradipartimentale Affari Generali, della Città Metropolitana di Firenze, Piazza della Vittoria,54 50053 Empoli, di seguito indicato in breve Ufficio Gestione e Tutela Ambientale del Territorio nell Empolese Valdelsa della Città Metropolitana di Firenze. 1. INTRODUZIONE La società Industrie Bitossi s.p.a., con sede legale in via Pietramarina, 53, località Sovigliana nel Comune di Vinci e impianto in via del Lavoro, 65, zona industriale delle Pratella, nel Comune di Montelupo Fiorentino svolge l attività di produzione di allumina ceramica sinterizzata ad alta densità; l attività ricade fra quelle di cui dell allegato VIII del D.Lgs. n. 152/2006 Parte Seconda Titolo III-bis, codice IPPC 3.5: "Fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in particolare tegole, mattoni, mattoni refrattari, gres o porcellane con una capacità di produzione di oltre 75 Mg al giorno. Lo stabilimento Industrie Bitossi si trova in un area individuata a suo tempo dal Comune di Montelupo Fiorentino, come : Area industriale D2 ( Zona Dn D.L. 1444/68 - Art. 26 R.U. comma 2) L area in cui si trova l insediamento industriale di fatto è delimitata da una parte dalla strada Statale SS 67 e sul retro dalla S.G.C. FiPiLi e dalla linea ferroviaria Firenze-Pisa-Livorno. Sul lato sinistro dello stabilimento (tenendo come riferimento l ingresso) l area è caratterizzata dalla presenza di altre attività industriali, artigianali e di servizio. Non sono presenti civili abitazioni nelle immediate vicinanze. Di fronte allo stabilimento si trova la SS 67 e anche in questa zona sono presenti attività artigianali e di servizio, con modesta presenza di civili abitazioni ad una distanza di circa 200-300 m. Anche il retro dello stabilimento, delimitato da FS e SGC, è caratterizzato dalla presenza di altre attività artigianali e oltre la SGC e la FS si trova una area verde. In pratica tutta l area ha una destinazione d uso che non prevede insediamenti di civili abitazioni o di aree con possibilità di fruizione da parte del pubblico. Le civili abitazioni più vicine all insediamento si trovano a circa 250-350 m dallo stabile in cui viene svolta l attività IPPC. (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica, par.4.4 e Allegato 3.3 Valutazione di Impatto Acustico) Dal punto di vista acustico, l area è definita dal provvedimento comunale di zonizzazione acustica come CLASSE VI : esclusivamente industriale CLASSE V : prevalentemente industriale ( zone limitrofe allo stabilimento) CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 1
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. 1.a DOCUMENTAZIONE La società Industrie Bitossi s.p.a., per l installazione in via del Lavoro, 65, nel Comune di Montelupo Fiorentino, ha presentato: 12/07/2012, prot.13579, domanda di rinnovo della Autorizzazione Integrata Ambientale 26/03/2013, prot.12448, integrazioni alla domanda di rinnovo della A.I.A. 5/11/2014, prot.46476 (anticipata il 30/10/2014, prot.45577), comunicazione modifiche non sostanziali. Sono state tenute le seguenti Conferenze dei Servizi: in data 31/01/2013 e 8/02/2013, Prima C.d.S. in data 24/04/2013, Seconda C.d.S. Sono stati acquisiti i seguenti pareri: ARPAT 1/02/2013, prot.4370; 26/04/2013, prot.16555; 1.1 Ciclo produttivo I contenuti della documentazione tecnica presentata dalla Società Industrie Bitossi s.p.a., per l impianto in via del Lavoro, 65, nel Comune di Montelupo Fiorentino, riflettono l'attività svolta per identificare tutti gli aspetti ambientali significativi per l'impianto, relativi sia a emissioni e scarichi, sia anche all'uso di risorse sono quelli di seguito elencati: Consumi Materiali (Bilancio dei materiali) Acqua (Bilancio idrico) Energia (Produzione, Consumo energetico, Impianti Termici civili) Emissioni ( Emissioni in atmosfera) Scarichi idrici Rifiuti Rumore 1.1.2. ATTIVITA PRODUTTIVE Non sono state apportate modifiche ciclo produttivo (compresi gli impianti, l approvvigionamento e le modalità di stoccaggio delle materie prime, i sistemi di contenimento) tali da determinare variazioni sostanziali rispetto alle informazioni precedenti,trasmesse in occasione della prima richiesta di autorizzazione AIA (Relazione tecnica presentata (prot. 6791 del 30/11/05, integrata in data 03/08/07, dove sono compiutmente descritte le varie fase del processo produttivo). La realizzazione di alcune modifiche di carattere non sostanziale sono state comunicate dalla Società Industrie Bitossi s.p.a. agli Enti competenti (nota prot. 6367 del 02/04/10 SUAP Comune Montelupo Fiorentino, con nota di risposta del Circondario Empolese Valdelsa prot n. 3779/11 del 18/02/2011). 1.1.2.1 - Descrizione REPARTO ALUBIT2 (attività IPPC 3.5) (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica, e Allegato 4 Sintesi non Tecnica) In questo reparto all interno della installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo sono prodotti mezzi macinanti (sfere) di allumina ceramica sinterizzata ad alta densità destinate a diversi settori industriali. La materia prima fondamentale e utilizzata percentualmente in maniera massiccia (90% circa) è l'ossido d'alluminio Al 2O 3, che è un materiale inerte e conferisce al prodotto finito un elevata durezza, resistenza all'abrasione e all'attacco di agenti chimici. La massima capacità di produzione è di circa 26.400 Mg/anno. Le fasi di lavorazione possono essere brevemente divise in: CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 2
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. 1) Stoccaggio materie prime 2) Pesatura materie prime 3) Macinazione ad umido 4) Essiccamento 5) Pressatura 6) Sinterizzazione 7) Confezionamento Di seguito viene riportata una breve descrizione delle varie operazioni. La prima fase di lavorazione riguarda lo stoccaggio delle materie prime in silos. Questa operazione viene effettuata al ricevimento di un camion cisterna che, mediante apposito tubo di collegamento, invia il materiale direttamente nei silos. La pesatura delle materie prime viene effettuata con un sistema automatizzato di trasporto che convoglia il materiale in un contenitore sopra il mulino di macinazione. La polvere viene quindi pesata ed immessa nel mulino per caduta. Le altre materie prime, con una seconda linea di convogliamento, vengono dosate mediante celle di carico, per poi finire in un discioglitore con acqua, per formare così una sospensione acquosa, che raggiunge la densità ottimale con tre discioglitori in serie. La sospensione ottenuta, alimenta il mulino di macinazione insieme alle materie prime ed all ossido di alluminio, che viene direttamente immesso sottoforma di polvere. La macinazione avviene in continuo in ambiente acquoso, con la presenza dell acqua della sospensione, e prevede l utilizzo di mulini da 40.000 litri: il prodotto che si ottiene in questa fase si chiama barbottina. Successivamente la barbottina viene scaricata in serbatoi di accumulo posti in serie, dove viene aggiunto il legante prima che il prodotto venga essiccato. Il prodotto viene poi trasferito nelle tine di stoccaggio e, quindi, inviato tramite pompe, all impianto di essiccazione. Il carico di questo impianto di essiccazione avviene in automatico: la barbottina macinata viene immessa nell essiccatore con ugelli di nebulizzazione. Nella camera di essiccazione la barbottina viene investita da un flusso in equicorrente di aria calda (450 C circa), prodotta da un bruciatore a gas metano. Il prodotto essiccato cade per gravità verso il tronco conico della camera di essiccazione, dove viene raccolto ed estratto per essere setacciato e, quindi, trasferito in silos di stoccaggio intermedio tramite sollevatori a tazze e/o nastri trasportatori. Dai silos di stoccaggio viene recuperata automaticamente la polvere, per la successiva fase di pressatura automatica effettuata dalle apposite macchine, da cui il composto fuoriesce sotto forma di sfere. Le sfere ottenute dalla pressatura vengono inviate, con un sistema di trasporto a nastro nella zona di alimentazione forni, dove vengono riempite le caselle di refrattario con le sfere di alubit, per essere successivamente inviate alla fase di sinterizzazione in forno. L operazione di preparazione delle caselle avviene con un sistema automatizzato. La fase di cottura viene effettuata in forni con un ciclo di cottura rapido. Dopo la sinterizzazione, il materiale viene progressivamente raffreddato e avviato, mediante nastri trasportatori, alla confezionatrice. Il prodotto è quindi pronto per essere commercializzato. Le materie prime utilizzate nella composizione del prodotto sono: allumina, dolomite, caolino, wollastonite, calcio carbonato, polietilenglicole e disperdenti. Il consumo di acqua è previsto per portare in sospensione le varie materie prime in polvere, per diluire il legante e durante la fase di macinazione ad umido. Per il funzionamento delle varie macchine viene utilizzata energia elettrica e gas metano. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 3
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. 2. STATO DI APPLICAZIONE DELLE MTD/BAT 2.1 Valutazione integrata di applicazione delle BAT. Per quanto riguarda l attività IPPC, come descritto nel paragrafo 3.1.3, l abbattimento delle emissioni viene effettuato con uno dei sistemi presi in esame dal BREF; inoltre anche in virtù delle performance riscontrate negli anni riteniamo di essere in linea con quanto indicato nel BREF. I sistemi di abbattimento da noi adottati, in considerazione anche della loro comprovata ed elevata resa di esercizio, trovano ampia applicazione nel settore non solo in Italia ma anche in altri paesi europei ed extra comunitari. In specifico : - I sistemi di filtrazione su maniche filtranti, in considerazione dell esperienza assunta in decenni di attività, pur necessitando di una serie di controlli di routine che diano la certezza del loro rendimento e dello stato di conservazione dei mezzi filtranti risultano essere uno dei sistemi indicati come miglior tecnologia. - I cicloni utilizzati per abbattere il particolato con granulometria maggiore al fine di non gravare eccessivamente sul carico in ingresso al filtro a maniche, ma soprattutto permettono un immediato recupero del materiale abbattuto. Il sistema di post-combustione alle emissioni dei forni di sinterizzazione sono garanzia di un elevato rendimento per l abbattimento delle sostanze organiche che si sviluppano nella fase di pre-riscaldamento del materiale in ingresso ai forni di sinterizzazione. Il sistema di trattamento di tipo chimico fisico per la depurazione delle acque. Il doppio sistema di abbattimento con filtro a maniche e torre di lavaggio per ulteriore garanzia sia per l abbattimento del particolato che per quelle sostanze organiche solubili in acqua, derivanti dalla disgregazione termica dei composti organici utilizzati nella formulazione di base. Ricordiamo che attualmente, in base alle materie prime utilizzate, le torri di lavaggio non sono attive. 2.2 Documenti tecnici di riferimento pertinenti all attività IPPC Alla data di rilascio della presente autorizzazione, per l attività che ricade fra quelle di cui dell allegato VIII del D.Lgs. n. 152/2006 Parte Seconda Titolo III-bis, codice IPPC 3.5: "Fabbricazione di prodotti ceramici mediante cottura, in particolare tegole, mattoni, mattoni refrattari, gres o porcellane con una capacità di produzione di oltre 75 Mg al giorno non sono ancora state adottate BAT Conclusions. I riferimenti relativi all individuazione delle Migliori Tecniche Disponibili (MTD) e/o BAT per l attività di produzione di allumina ceramica sinterizzata ad alta densità sono ad oggi costituiti da: Reference Document on Best Available Techniques in the Ceramic Manufacturing Industry August 2007, il D.M. 1 ottobre 2008 Emanazione di linee guida in materia di analisi degli aspetti economici e degli effetti incrociati per le attività elencate nell allegato I del D.Lgs.59/05 il D.M. 31 gennaio 2005 Emanazione di linee guida per l individuazione e l utilizzazione delle migliori tecniche disponibili, per le attività elencate nell allegato I del D.Lgs.372/99, ed in particolare gli allegati I e II, contenenti rispettivamente le Linee guida generali e le Linee guida in materia di sistemi di monitoraggio; il documento approvato dal Comitato di Coordinamento Tecnico Regionale, ai sensi dell art.2 della LR 61/03, nella seduta del 30/01/2006, dal titolo Istruzioni per la redazione, da parte del gestore di un impianto IPPC, del Piano di Monitoraggio e Controllo ; Altri documenti di riferimento pertinenti per l attività contemplata sono Emissioni prodotte dallo stoccaggio (EFS) (BREF 07/2006), Efficienza energetica (ENE) (BREF 02/2009); Nelle tabelle del paragrafo seguente, si riporta il confronto fra le Migliori Tecniche Disponibili (MTD), estratte dai documenti di cui sopra, e l impianto in oggetto, da cui emerge una sostanziale conformità dell impianto di Industrie Bitossi s.p.a., ubicato in via del Lavoro, 65, nel Comune di Montelupo Fiorentino, ai principi della normativa IPPC. Nelle tabelle seguenti Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo ha riportato le BAT pertinenti e lo stato di applicazione delle BAT o le misure equivalenti adottate. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 4
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. 2.3 STATO DI APPLICAZIONE DELLE MTD/BAT - REPARTO ALUBIT (Allegato 5 Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012) 2.3.1 punto 5.1 BAT GENERICHE Stato di applicazione delle BAT contenute nel Bref Ceramic Manifacturing Industry - Agosto - 2007 REPARTO ALUBIT Best Avalaible Technique - BAT Rif. L.G. Applicata descrizione Gestione ambientale 5.1.1 Implementare o aderire ad un sistema di gestione ambientale che riprenda in funzione delle circostanze individuali, le seguenti caratteristiche: (vedere sez. 4.7) 5.1.1 SI La società non ha una certificazione tipo EMAS o ISO 14001, ha un sistema di gestione della qualità certificato che prevede nel manuale una parte dedicata specificamente alla gestione ambientale che viene indicata come da copia del documento allegato estratto dall ultima verifica ispettiva. In specifico si fa riferimento alle procedure relative alla gestione ambientale della Divisione Ambiente del Gruppo Colorobbia ; in particolare quelle riguardanti : Acqua - Aria - Rifiuti - Igiene del lavoro. La Società ha redatto un documento di Politica Ambientale (in fase di distribuzione) in seno all iniziativa di Confindustria. Consumi energetici 5.1.2 Riduzione dei consumi di energia attraverso l,applicazione di una combinazione delle seguenti tecnologie: I. migliore progettazione di forni ed essiccatori (vedi sez. 4.1.1) II. recupero del calore in eccesso dai forni, specialmente dalla loro zona di raffreddamento. (vedi sezione 4.1.2.). In particolare, il calore in eccesso della zona di raffreddamento dei forni sotto forma di aria calda può essere utilizzato dagli essiccatori. III. variazione del carburante utilizzato nei processi di combustione dei forni (sostituzione di oli pesanti e carburanti solidi con carburanti a bassa emissione) In questo contesto vedere sez. 4.1.4. IV. modificazione dell impasto ceramico. In questo contesto vedere sez. 4.1.5. Riduzione del consumo di energia primaria con l applicazione di cogenerazione combinata di calore ed energia elettrica (vedi sez. 4.1.3), sulla base della domanda di calore utile, all interno di sistemi di regolamentazione dell energia che siano economicamente sostenibili. 5.1.2 a) SI Cinque dei sei forni presenti nello stabilimento sono dotati di un sistema per il recupero dell energia termica dai fumi originati dal processo di cottura. Tale energia viene utilizzata per lo svolgimento della fase di essiccamento. Il combustibile utilizzato in tutti gli impianti produttivi presenti è il gas metano. 5.1.2 b) NO Questa tematica non è stata oggetto di valutazione Sono state prese in considerazione (anno 2009) alcuni progetti di studio per la realizzazione di un sistema a pannelli fotovoltaici. Al momento questo progetto risulta essere bloccato per la realizzazione dello stesso sistema c/o lo stabilimento di Sovigliana. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 5
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. Best Avalaible Technique - BAT Rif. L.G. Applicata descrizione Emissione di polveri 5.1.3 Riduzione dell emissione di polveri diffuse attraverso l applicazione di una combinazione delle seguenti tecnologie: a) misure per operazioni in ambienti polverosi (vedi sez. 4.2.1) b) misure per aree di deposito in cumuli (vedi sez. 4.2.2.) 5.1.3.1 SI Tutte le materie prime in polvere vengono stoccate in silos ad alimentazione pneumatica, dotati in testa, di idonei filtri a maniche per la depolverizzazione dello sfiato. Non sono presenti nello stabilimento materie prime/prodotto finito stoccato in cumuli. Le uniche emissioni di Emissioni convogliate Riduzione dell emissione di polveri convogliate originate da operazioni in ambienti polverosi (vedere sez. 4.2.3) a concentrazioni tra 1-10 mg/m3 espresse come media oraria, mediante l applicazione di filtri a maniche. Tuttavia questo intervallo può essere maggiore a seconda delle condizioni operative specifiche. Emissioni da processi di essiccamento Mantenere le emissioni di polveri dal processo di essiccazione in un campo tra 1-20 mg/m3 espressi come valore medio giornaliero, con la pulizia dell essiccatore, evitando l accumulo di residui di polvere nel dryer e con l adozione di un adeguato protocollo di manutenzione (vedi sez. 4.2) Emissioni da processi di combustione dei forni Riduzione dell emissioni di polveri (particolato) nei fumi di combustione dei processi di cottura tra 1-20 mg/m3 espressi come valore medio giornaliero, mediante l applicazione di una combinazione dei seguenti provvedimenti primari/tecniche: a) utilizzo di combustibili a basso contenuto di ceneri, ad esempio gas naturale, GPL, LNG ed olio combustibile extra (vedi sez. 4.1.4) b) riduzione al minimo di formazione di polvere causata dal carico del prodotto all interno del forno (vedi sez. 4.2) Mediante l applicazione di pulizia a secco del fumi di combustione con un filtro (vedi sez. 4.3.4.3) un livello di emissione di polveri inferiore a 20 mg/m3 nei fumi depurati è da ritenersi migliore tecnologia disponibile. Mediante applicazione di un adsorbitore di tipo a cascata (vedi sez. 4.3.4.1) un livello di emissione di polveri inferiore a 50 mg/m3 nei fumi depurati è da ritenersi migliore tecnologia disponibile. tipo diffuso possono essere riconducibili ad eventi accidentali. 5.1.3.2 SI Tutte le fasi operative che possono dare luogo ad emissioni polveri in ambiente lavoro, sono poste sotto aspirazione e convogliate ad relativi impianti di abbattimento costituiti da filtri a maniche, che garantiscono il rispetto delle concentrazioni in emissione indicate da questa BAT. 5.1.3.3 SI Vedasi BAT specifica di settore 5.2.8.1. a) 5.1.3.4 SI Tutti i forni presenti nello stabilimento sono alimentati a gas metano. Le caratteristiche stesse del prodotto da sinterizzare e il sistema automatizzato di carico garantiscono la minima formazione di polveri durante la fase di alimentazione dei forni. Non è prevista per questa tipologia di impianti l adozione di sistemi di abbattimento polveri (filtri a maniche adsorbitori) in quanto ad oggi viene garantito il rispetto delle concentrazioni di polveri in emissione indicate da questa BAT. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 6
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. Best Avalaible Technique - BAT Rif. L.G. Applicata descrizione Composti gassosi 5.1.4 Misure/Tecniche primarie Riduzione dell emissione di composti gassosi (HF,HCl, SOx, COV, metalli pesanti) nei fumi di combustione dei processi di cottura dei forni mediante l applicazione di uno o di una combinazione dei seguenti provvedimenti primari/tecniche: I. riducendo l immissione di inquinanti precursori. A questo proposito vedere sezione 4.3.1., dove sono indicate numerose possibilità per la riduzione di differenti inquinanti precursori. II. ottimizzando la curva di riscaldamento dei forni. A questo proposito, vedi sez. 4.3.3.1 dove sono presentati numerosi aspetti del processo di ottimizzazione della curva di riscaldamento. Mantenere l emissione di NOx nei fumi di combustione dei processi di cottura dei forni al di sotto di 250 mg/m3, come valore medio giornaliero indicato come NO2 per temperature del forno al di sotto di 1300 C od inferiori a 500 mg/m3, come valore medio giornaliero indicato come NO2 per temperature del forno uguali o superiori a 1300 C, mediante l applicazione di uno o di una combinazione di provvedimenti primari/tecniche (vedi sez. 4.3.1 e 4.3.3, in particolare riducendo l immissione di precursori di NOx) fatta eccezione per gli aggregati di argilla espansa. Mantenere l emissione di NOx nei gas dei motori di cogenerazione al di sotto dei 500 mg/m3, come valore medio giornaliero indicato come NO2, mediante l applicazione di misure di ottimizzazione dei processi. 5.1.4.1 a) NO BAT non applicabile in quanto storicamente non sono mai stati evidenziate concentrazioni di inquinanti inorganici gassosi. 5.1.4.1 b) SI Il limite degli ossidi di azoto è sempre rimasto inferiore al limite previsto 5.1.4.1 c) NO BAT non applicabile in quanto non sono presenti nello stabilimento produttivo impianti di cogenerazione. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 7
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. Misure/Tecniche secondarie e in combinazione con le primarie Riduzione dell emissione di composti gassosi inorganici nei fumi di combustione dei processi di cottura dei forni mediante l applicazione di una delle seguenti misure/tecniche secondarie: a) applicazione di un adsorbitore di tipo a cascata (vedi sez. 4.3.4.1) b) applicazione di un filtro a secco (filtro a maniche o precipitatore elettrostatico, vedi sez. 4.3.4.3) mediante una combinazione delle misure/tecniche primarie descritte nella sezione 5.1.4.1. e/o le secondarie descritte in questa sezione, i livelli di emissione di composti gassosi inorganici nei fumi dei forni indicati come BAT sono i seguenti: Fluoruri come HF : 1-10 mg/m3 Cloruri come HCl : 1-30 mg/m3 SOx come SO2 (mat. prime contenenti 0,25% di solfuri): <500 mg/m3 SOx come SO2 (mat. prime contenenti >0,25% di solfuri): 500 2000 mg/m3 5.1.4.2 NO BAT non applicabile in quanto storicamente non sono mai stati evidenziate concentrazioni di inquinanti inorganici gassosi. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 8
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. Best Avalaible Technique - BAT Rif. L.G. Applicata descrizione Acque reflue di processo (emissione e consumo) 5.1.5 Riduzione dei consumi di acqua mediante l applicazione di processi di misura e ottimizzazione. A questo proposito vedi sez. 4.4.5.1 dove sono presentati numerosi processi e misure di ottimizzazione, i quali possono essere applicati individualmente o in combinazione. Depurazione delle acque reflue di processo mediante l applicazione di un sistema di trattamento. A questo proposito vedi sez. 4.4.5.2, dove sono presentati numerosi sistemi di trattamento delle acque reflue di processo, i quali possono essere applicati individualmente o in combinazione per garantire che l acqua sia adeguatamente depurata per essere riutilizzata nel processo di fabbricazione o per essere scaricata direttamente in acqua o indirettamente attraverso il sistema fognario comunale. Riduzione del carico di emissione di sostanze inquinanti negli scarichi di acque reflue. I seguenti valori di emissione negli scarichi di acque reflue sono considerati BAT: Solidi sospesi : 50m mg/l - Alogenati organici : 0,1 mg/l - Piombo : 0,3 mg/l Zinco : 2,0 mg/l - Cadmio : 0,07 mg/l Se più del 50% delle acque di processo sono riutilizzate all interno del processo stesso, concentrazioni maggiori di questi inquinanti può essere considerata BAT, fino a quando il carico specifico di inquinante per quantità di produzione (Kg prodotto finito) non sia superiore al carico di inquinante derivante da un tasso di riciclo dell acqua inferiore del 50% Fanghi 5.1.6 Riciclo / recupero dei fanghi mediante l applicazione di una o di una combinazione delle seguenti tecniche: a) sistema di riciclo dei fanghi (vedi sez. 4.5.1.1) b) riutilizzazione dei fanghi in altre produzioni (vedi sez. 4.5.1.2) 5.1.5. a) SI Sono in esercizio presso l impianto produttivo dei sistemi di riutilizzo delle acque di processo. Sono stati realizzati ad oggi tutti i ricicli delle acque potenzialmente riutilizzabili. 5.1.5. b) SI E presente presso l impianto produttivo un sistema di trattamento di tipo chimico-fisico con filtri a carbone attivo. 5.1.5. c) SI Il valore di concentrazione per i solidi viene rispettato Non sono presenti composti organici alogenati Valori di Piombo, Zinco e Cadmio vengono rispettati (non sono manipolate materie prime che contengono tali elementi) Il recupero dell acqua trattata al momento è esclusivamente realizzato per l impiego nell impianto di trattamento acque chimico fisico. 5.1.6 SI I fanghi prodotti dall impianto di trattamento acque sono destinati allo smaltimento sia con destinazione D15 che R13 CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 9
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. Scarti di processo e rifiuti solidi 5.1.7 Riduzione scarti di processo e rifiuti solidi mediante l applicazione di una combinazione delle seguenti tecniche: a) Recupero di materie prime non miscelate (vedi sez. 4.5.2.1) 5.1.7 SI Le materie prime, il semilavorato ed i materiali di scarto di produzione (non cotti ) vengono riutilizzati direttamente all interno del ciclo produttivo. Al recupero esterno vengono inviati gli scarti di produzione cotti. b) Recupero articoli rotti all interno del ciclo produttivo ( vedi sez. 4.5.2.1) c) utilizzazione degli scarti di processo in altre industrie (vedi sez. 4.5.2.1) d) controllo elettronico della cottura (vedi sez. 4.5.2.2) e) applicazione ottimizzata delle impostazioni (vedi sez. 4.5.2.2) Rumore 5.1.8 Riduzione del rumore mediante l applicazione di una combinazione delle seguenti tecniche (vedi sez. 4.6): a) isolamento dell unità b) isolamento da vibrazioni dell unità c) Utilizzo di silenziatori e ventilatori a rotazione lenta d) collocare finestre, porte e le unità rumorose lontano da vicini e) isolamento acustico di muri e finestre f) chiusura porte e finestre g) svolgimento dell attività rumorosa solo durante il giorno h) buona manutenzione degli impianti 5.1.8 SI Le emissioni sonore furono oggetto di verifica. Ad oggi abbiamo in corso la nuova verifica con scadenza 2010. Nel corso degli anni sono stati effettuati degli interventi di mitigazione soprattutto legati all esposizione al rumore per gli addetti. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 10
ALLEGATO A/1 - ALLEGATO TECNICO RIESAME AIA 2015 - INDUSTRIE BITOSSI S.P.A. MONTELUPO F. 2.3.2. punto 5.2 BAT SPECIFICHE DI SETTORE Una serie di tecniche di gestione ambientale sono determinate come BAT. Il campo di applicazione (ad esempio il livello di dettaglio) e la natura del Sistema di Gestione Ambientale SGA (ad esempio, standard o non standardizzato) saranno generalmente legate alla natura, all'entità e complessità dell'impianto, e la gamma di impatti ambientali che questo può avere Best Avalaible Technique - BAT Rif. L.G. Applicata descrizione Ceramica tecnica 5.2.8 Emissione di polveri convogliate Riduzione delle polveri da emissioni convogliate dal processo di essiccamento spray drying da 1-30 mg/m3 attraverso l applicazione di filtri a maniche 5.2.8.1 a) SI Tutti gli impianti di essiccamento di tipo spray dry presenti nello stabilimento sono asserviti da un sistema di filtri a maniche che garantiscono il rispetto del valore di emissione di polveri totali previsto da questa BAT. Riduzione delle polveri da emissioni convogliate dal processo di spray glazing da 1-10 mg/m3 attraverso l applicazione di filtri a maniche o lamellari Riduzione dell emissione di composti inorganici gassosi dai fumi originati dai processi di cottura nei forni, attraverso l applicazione di moduli adsorbitori (veder sez. 4.3.4.2.), in particolare per flussi a bassa portata (inferiori a 18.000 m3/h) e con concentrazioni di composti inorganici diversi da HF (SO2, SO3, HCl) e di polveri basse. Composti Organici Volatili Riduzione dell emissione di COV dai fumi originati dai processi di cottura tra i 5-20 mg/nm3 espressi come media di carbonio totale, attraverso l applicazione di post combustori termici ad una o tre camere. Scarti di processo / rifiuti solidi Riduzione della quantità di scarti originati dall utilizzazione delle casseformi, stampi in gesso per la modellatura, attraverso l applicazione di una sola o di una combinazione delle seguenti misure: a) sostituzione stampi, casseformi in gesso con altre in polimero b) sostituzione stampi, casseformi in gesso con altre in metallo c) utilizzo di vacuum plaster mixers d) recupero degli scarti in altra industria 5.2.8.1 b) no BAT non applicabile in quanto non sono presenti nello stabilimento produttivo impianti di spray glazing. 5.2.8.2 no BAT non applicabile in quanto non sono mai stati evidenziate concentrazioni di inquinanti inorganici gassosi. 5.2.8.3 SI 5 forni presenti nello stabilimento produttivo sono dotati di sistemi di postcombustione di tipo termico ad una camera che garantiscono il rispetto dei valori di concentrazione in emissione di COV indicati da questa BAT. Solo il forno 4, dopo la modifica, ha un sistema di combustione interno che garantisce il rispetto dei valori di concentrazione in emissione di COV indicati da questa BAT 5.2.8.4 no BAT non applicabile alla tipologia di lavorazioni effettuate nell impianto produttivo. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 11
3. MATRICI AMBIENTALI 3.1. EMISSIONI in ATMOSFERA (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica, e Scheda E) Rispetto alla situazione autorizzata con Atto Dirigenziale 914 del 29.10.2007, sono stati attivati 2 filtri a maniche asserviti all operazione di dispersione delle materie prime in acqua ed è stato disattivato il sistema di post combustione del forno n.4. Queste modifiche non sostanziali sono state comunicate al SUAP del Comune di Montelupo Fiorentino, con nota prot. 6367 del 02/04/10, con risposta del CEV Nota prot. n. 3779/11 del 18/02/2011. Nell Allegato 2 Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, è riportato il Quadro riepilogativo delle Emissioni, con le modifiche non sostanziali realizzate e comunicate con la nota sopra citata. Nella scheda E.1 (Tabelle E.1, E.1.1, E.1.2, E.1.3, E.1.4) sono state riportate tutte le emissioni originate dall attività in oggetto. I dati riportati nelle tabelle derivano da misure sperimentali ottenute in seguito all esecuzione dei campionamenti periodici di autocontrollo alle emissioni in atmosfera relativi all anno 2011: Industrie Bitossi s.p.a. precisa che il dato di corrente di massa espresso in Kg/die e Kg/h indicato nella scheda E.1 deriva da una stima, effettuata dividendo il dato calcolato in Mg/anno per 365 giorni e per 24 ore lavorative. Questo è verosimile perché gli impianti produttivi più significativi da un punto di vista emissivo in questo reparto hanno funzionamento continuo. Per alcune emissioni riportate nella scheda E.1.1 non sono indicati i parametri fisici ed valori di concentrazione degli eventuali inquinanti rilevati, perché per tali emissioni non è prevista l adozione di alcun limite di emissione in presenza di un idoneo sistema di abbattimento (Schede E.1.1, F.1, emissioni EP1-EP55-EP56 da EP5 a EP14). La planimetria aggiornata dell impianto con l indicazione delle emissioni in atmosfera è riportata nell elaborato tecnico della comunicazione pervenuta, per il tramite del S.U.A.P. del Comune di Montelupo Fiorentino, di modifica non sostanziale pervenuta in data 05/11/2014, nostro prot. n. 46476. 3.1.a Modifiche non sostanziali (Comunicazione modifiche non sostanziali, prot. 46476 del 5/11/2014) Le Modifiche non sostanziali dell installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo Fiorentino è relativa alla attivazione di un ulteriore mulino di macinazione ad umido di tipo a tamburo di capacità 40.000 litri, con caratteristiche analoghe ai due mulini già in esercizio presso l impianto produttivo. L attivazione del nuovo mulino a tamburo avviene per garantire un incremento della produzione del semilavorato destinato alla successiva fase di essiccamento (barbottina), ma non inciderà sulla produzione complessiva dell installazione. Il mulino, infatti, sarà alimentato esclusivamente con la barbottina (sospensione acquosa) derivante dalla fase di macinazione ad umido esistente (2 mulini continui) per una ulteriore raffinazione granulometrica del semilavorato. Il trasferimento del semilavorato dalla fase di prima macinazione al nuovo mulino avverrà a mezzo di condutture aeree all interno del reparto produttivo con pompe posizionate direttamente alle tine di raccolta dei due mulini esistenti. Al fine di aumentare la capacità di stoccaggio del semilavorato proveniente dalla fase di macinazione (barbottina) in attesa delle successive fasi di lavorazione, saranno installate vicino al nuovo mulino, tre tine di contenimento, ognuna della capacità di circa. 24 m 3. La barbottina contenuta in queste tine, con agitazione meccanica, sarà trasferita con pompe alle successive fasi di correzione ed essiccamento. Tutta l area circostante il nuovo mulino di macinazione ad umido e relative tine di stoccaggio, sarà dotata di un sistema di canalette di raccolta e fognature collegate all impianto di depurazione acque di reparto, in modo tale che eventuali fuoriuscite di prodotto o sversamenti accidentali possano essere facilmente contenuti. E stata anche presentata una planimetria dell impianto produttivo in cui è indicata la disposizione a blocchi delle lavorazioni e la localizzazione di tutte le emissioni in atmosfera convogliate, dopo la realizzazione di queste modifiche non sostanziali. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 12
Poiché l alimentazione del nuovo mulino è effettuata esclusivamente con la barbottina derivante dalla fase di macinazione ad umido esistente, non sarà necessario attivare alcuna aspirazione forzata per il contenimento dell'emissione di eventuali polveri durante la fase di carico. Sarà comunque attivata una nuova emissione in atmosfera convogliata, necessaria per l evacuazione del vapore acqueo che si andrà formando all interno del mulino durante la fase di macinazione,a causa il surriscaldamento del prodotto (sigla emissione EP61). Questa tipologia di emissioni, analoga a quelle già originate dai due mulini esistenti (sigle EP59 EP60), sono individuate come poco significative ai fini dell inquinamento atmosferico. E stata anche presentato il quadro emissivo dello stabilimento aggiornato dopo la realizzazione di queste modifiche non sostanziali. 3.1.b Modifiche non sostanziali (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013) Modifica Forno SACMI B104 La modifica del sistema di combustione (emissione EP37) è stata progettata insieme ai costruttori del forno, con una riduzione del consumo di metano e una migliore gestione operativa del forno. Il Forno SACMI non prevedeva bruciatori nella sua parte iniziale: nella prima parte, tuttavia, si eliminano tutte le sostanze organiche del prodotto, quindi questa fase di cottura deve essere effettuata con cautela, perché una combustione troppo violenta e veloce di queste sostanze potrebbe portare anche alla rottura dei pezzi. Finora la prima zona del forno veniva riscaldata aspirando aria calda dalla zona di combustione, che dopo aver riscaldato il materiale era trattato nel postcombustore e poi recuperata nell essiccatore spray n.2 (EP25). L aspirazione, e quindi il riscaldamento, non erano però stabili, perché l aspirazione con sistema inverte per modulare la portata, portava comunque a profili termici non costanti, introducendo anche aria fredda esterna che comunque veniva poi trattata nel postcombustore. I tecnici SACMI hanno progettato l inserimento di nuovi bruciatori nella zona dell avanforno, per avere un profilo termico di salita di temperatura stabile e, in presenza di fiamma diretta dei nuovi bruciatori, si ha anche la parte iniziale del forno che funziona come camera di postcombustione. E stato progettato anche un nuovo ventilatore inverter per fumi caldi (fino a 400 C) con presa di aspirazione verso la parte calda del forno, gestisce cioè la depressione del forno senza influire sulla parte iniziale, dove è rimasto in funzione il vecchio ventilatore a portata fissa.. Sulla bocca del forno è stata anche posizionata una lama d aria ad alta velocità per isolare pneumaticamente interno ed esterno del forno. Entrambi i ventilatori possono essere convogliati insieme, o al camino del forno (emissione EP37) o a quello dell essiccatore spray n.2 (EP25), cui arriveranno fumi più caldi (maggiore enerrgia). L impianto è stato progettato ed eseguito durante una fermata del forno. Dopo il collaudo, sono stati eseguiti campionamenti per verificare l efficacia dell abbattimento del nuovo sistema. Con i primi campionamenti e il tuning del sistema è stato verificato che il sistema garantisce il conseguimento dei VLE. Il risparmio energetico, invece, non è stato dell entità sperata: i nuovi combustori consumano infatti quanto l esercizio del postcombustore. Consumi prima della modifica Consumi dopo la modifica forno 104 m 3 /h forno 127 m 3 /h postcombustore 24 m 3 /h postcombustore 0 m 3 /h media oraria 128 m 3 /h media oraria 127 m 3 /h Oltre questo dobbiamo considerare che all essiccatore spray n.2 (EP25) arriveranno fumi più caldi, risparmiando così una quota di energia. Inoltre il bypass del postcombustore permette di gestire un impianto in meno. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 13
Figura 3.1.b Modifica Forno SACMI B104 CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 14
3.1.1 - TAB A Quadro di riferimento delle emissioni e Valori Limite (Allegato 2 Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012) (Comunicazione modifiche non sostanziali, prot. 46476 del 5/11/2014) Sigla Origine Periodicità EP1 EP3 EP 5, EP 5 bis, EP 6, EP6 bis e da EP7 a EP14 EP26 EP27 EP57 EP58 Silos allumina Trasporto allumina Silos stoccaggio materie prime Aspirazione trasporto e presse Aspirazione trasporto e essiccatore n.2 Depolverizz. dispersione in acqua M.P. Depolverizz. dispersione in acqua M.P. rilevamenti emissioni QUADRO RIASSUNTIVO DELLE EMISSIONI RINNOVO A.I.A. IMPIANTO PRODUZIONE ALLUMINA CERAMICA- Via: del Lavoro, 65: MONTELUPO F.NO Portata Sezione Velocità Temp. Altezza Durata Impianto di abbattimento Inquinanti emessi Nm 3 /h m 2 m/s C m h/g g/a mg/nm 3 Kg/h Gli impianti di abbattimento polveri installati sui silos di stoccaggio materie prime, non sono dotati di ventilatore di aspirazione. La funzione di questi impianti è di depolverizzare lo sfiato d'aria nella dalla fase di carico pneumatico delle materie prime nei silos. Filtro a maniche annuale 2.800 0,071 11,7 Amb. 8 10 365 Filtro a maniche Gli impianti di abbattimento polveri installati sui silos di stoccaggio materie prime, non sono dotati di ventilatore di aspirazione. La funzione di questi impianti è di depolverizzare lo sfiato d'aria nella dalla fase di carico pneumatico delle materie prime nei silos. Filtri a maniche annuale 18.600 0,442 12,5 Amb. 20 24 365 Filtro a maniche annuale 18.600 0,332 16,5 Amb. 23 24 300 Filtro a maniche annuale 1.700 0,049 9,6 Amb. 12 10 365 Filtro a maniche annuale 1.700 0,049 9,6 Amb. 12 10 365 Filtro a maniche Polveri totali Polveri totali Al Polveri Polveri Al Polveri Al Polveri Al Polveri Al Non si applica alcun valore limite in presenza di 50 [3] 5 [3] idoneo impianto di abbattimento Non si applica alcun valore limite in presenza di 50 [3] 5 [3] 50 [3] 5 [3] 50 [3] 5 [3] 50 [3] 5 [3] idoneo impianto di abbattimento CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 15
Sigla Origine Periodicità rilevamenti emissioni Portata Sezione Velocità Temp. Altezza Durata Impianto di abbattimento Inquinanti emessi Nm 3 /h m 2 m/s C m h/g g/a mg/nm 3 Kg/h EP24 EP25 EP28 EP29 EP30 EP31 EP32 EP33 Ciclone + Polveri 20 (1) [3] Essiccatore Filtro a maniche C.O.T. [C] 30 (1) semestrale 10.500 0,283 14 90 25 24 180 spray dryer N.1 +Torre di Al 5 (1) [3] lavaggio NOx 400 (1) Polveri Filtro a maniche Essiccatore C.O.T. [C] semestrale 12.000 0,283 15,5 90 25 24 180 + Torre di spray dryer N.2 Al lavaggio NOx Polveri Forno n. 1 9 450 24 185 Post combustore semestrale 3.500 0,283 (**) (**) 20 6,5 250 24 180 Forno n. 1 zona semestrale 300 sinterizzazione 2.000 0,075 7,5 Forno n. 1 raffredda-mento Al Post C.O.T. [C] combustore COV (II) NOx Polveri Al 14 nd nd No C.O.T. [C] COV (II) NOx Dissipazione calore in raffreddamento Emissione di scarso impatto sull inquinamento atmosferico. Polveri 9 450 24 185 Al Forno n. 2 Post semestrale 3.500 0,283 (**) (**) 20 C.O.T. [C] Post combustore combustore 6,5 250 24 180 COV NOx Polveri Forno n. 2 zona Al 300 sinterizzazione semestrale 2.000 0,075 7,5 14 nd nd No C.O.T. [C] COV (II) NOx Forno n. 2 Dissipazione calore in raffreddamento raffredda-mento Emissione di scarso impatto sull inquinamento atmosferico. 20 (1) [3] 30 (1) 5 (1) [3] 400 (1) 50 [3] 5 [3] 50 20 500 50 [3] 5 [3] 50 20 500 50 [3] 5 [3] 50 20 500 50 [3] 5 [3] 50 20 500 CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 16
Sigla Origine Periodicità rilevamenti emissioni Portata Sezione Velocità Temp. Altezza Durata Impianto di abbattimento Inquinanti emessi Nm 3 /h m 2 m/s C m h/g g/a mg/nm 3 Kg/h EP34 EP35 EP36 EP37 EP39 EP40 EP42 EP43 EP45 450 9 24 185 Forno n. 3 (**) semestrale 3.500 0,283 (**) 20 Post combustore 250 6,5 24 180 Forno n. 3 zona 300 semestrale 2.000 0,075 7,5 sinterizzazione Forno n. 3 raffredda-mento Polveri Al Post C.O.T. [C] combustore COV (II) NOx Polveri Al 14 nd nd No C.O.T. [C] COV (II) NOx Dissipazione calore in raffreddamento Emissione di scarso impatto sull inquinamento atmosferico. Polveri Al Forno n. 4 5.000 Post semestrale 0,181 17,5 380 20 24 365 C.O.T. [C] Post combustore (***) combustore COV (II) NOx Forno n. 4 Dissipazione calore in raffreddamento raffredda-mento Emissione di scarso impatto sull inquinamento atmosferico. Polveri Al Forno n. 5 4.000 Post semestrale 0,181 15,0 380 20 24 365 C.O.T. [C] Post combustore (***) combustore COV (II) NOx Forno n. 5 Dissipazione calore in raffreddamento raffreddamento Emissione di scarso impatto sull inquinamento atmosferico. Polveri Al Forno n. 6 Post semestrale 5.000 0,181 17,0 300 20 24 365 C.O.T. [C] Post combustore combustore COV (II) NOx Forno n. 6 Dissipazione calore in raffreddamento raffredda-mento Emissione di scarso impatto sull inquinamento atmosferico. 50 [3] 5 [3] 50 20 500 50 [3] 5 [3] 50 20 500 50 [3] 5 [3] 50 20 500 50 [3] 5 [3] 50 20 500 50 [3] 5 [3] 50 20 500 CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 17
Sigla Origine Periodicità rilevamenti emissioni Pulizia ambiente EP55 di lavoro zona presse ed essiccatore Cabine pulizia EP56 manuale con aria compressa Mulino EP59 macinazione a umido N.1 Mulino EP60 macinazione a umido N.2 Mulino EP61 [2] macinazione a umido N.3 Portata Sezione Velocità Temp. Altezza Durata Impianto di abbattimento Inquinanti emessi Nm 3 /h m 2 m/s C m h/g g/a mg/nm 3 Kg/h 1.100 0,031 10,7 Amb. 23 5 365 Filtro a maniche Polveri Non viene applicato alcun limite di emissione con idoneo impianto di abbattimento 5.600 0,096 17,3 Amb. 12 2 300 Filtro a maniche Polveri Non viene applicato alcun limite di emissione con idoneo impianto di abbattimento Dissipazione di vapore d acqua. Emissione di scarso impatto sull inquinamento atmosferico. Dissipazione di vapore d acqua. Emissione di scarso impatto sull inquinamento atmosferico. Dissipazione di vapore d acqua. Emissione di scarso impatto sull inquinamento atmosferico. Note [1] I valori di emissione si riferiscono ad un tenore di ossigeno nell'effluente gassoso del 17%; [2] Modifica non sostanziale (Comunicazione modifiche non sostanziali, prot. 46476 del 5/11/2014) [3] La determinazione di Al dovrà essere effettuata solo nel caso la determinazione delle Polveri sia superiore a 5 mg/nm 3 (**) Queste emissioni sono dotate di sistema per recupero energia termica di tipo INDIRETTO, alcune delle caratteristiche fisiche di tali emissioni potranno subire sensibili variazioni in funzione dell'attivazione del sistema di recupero energetico. (***) Queste emissioni sono dotate di sistema per recupero energia termica di tipo DIRETTO, la portata di queste emissioni potrà sensibilmente diminuire quando sarà attivo tale sistema di recupero energetico CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 18
3.1.1.a Valori Limite di Emissione (VLE) (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013) In base al Bref Ceramic Manifacturing Industry - Agosto 2007 devono essere fatte valutazione per l adozione di un valore di O 2 di Industrie Bitossi s.p.a. in via del Lavoro, 65, nel Comune di Montelupo Fiorentino. Al Capitolo 5 - BEST AVAILABLE TECHNIQUES FOR CERAMIC MANUFACTURING, Recommendation to help users/readers of this document, si legge: Regarding the standard conditions for measurements of volume flows and concentrations, see the following definitions (...) m 3 /h mg/m 3 standard state volume flow: if not otherwise mentioned in this document, the volume flows refer to 18 vol-% oxygen and standard state. concentration: if not otherwise mentioned in this document, the concentrations of gaseous substances or mixtures of substances refer to dry flue-gas at 18 vol-% oxygen and standard state, and benzene concentrations refer to 15 vol-% oxygen and standard state. refers to a temperature of 273 K and a pressure of 1013 hpa. Quindi, se non diversamente indicato in sezioni specifiche, i valori di concentrazione devono essere riferiti ad un tenore di O 2 del 18%. Nel capitolo 5 non viene indicata nessuna BAT relativa a composti organici volatili (COV), tranne richiami a BAT generiche di tecniche preventive: 4.3 Gaseous compounds, 4.3.1 Reducing the input of pollutant precursors Al Capitolo specifico per il settore ceramica tecnica 5 - BEST AVAILABLE TECHNIQUES FOR CERAMIC MANUFACTURING, 5.2.8 Technical ceramics, 5.2.8.3 Volatile organic compounds, si trovano indicazioni specifiche per la riduzione delle emissioni di COV. Industrie Bitossi s.p.a., nelle Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013, ai punti I e II del paragrafo Valori Limite di Emissione ha descritto la situazione gestionale esistente in merito nell installazione in via del Lavoro, 65, nel Comune di Montelupo Fiorentino. 3.1.1.b Metodi di analisi - Formaldeide (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013) Per un completa caratterizzazione delle emissioni in atmosfera da forni ed impianti di essiccamento nell installazione in via del Lavoro, 65, nel Comune di Montelupo Fiorentino, per la determinazione della formaldeide (Tab. D Classe II Allegato I alla Parte V del D.Lgs.152/06), Industrie Bitossi s.p.a. propone un programma di autocontrolli, anche se non previsti dal BREF di riferimento, ma individuato e concordato in collaborazione con A:C. ed enti di controllo nell ambito delle C.d.S. istruttorie. Industrie Bitossi s.p.a., nella Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013, al paragrafo Determinazione Formaldeide, ha descritto le caratteristiche dell intervento di autocontrollo. In particolare, Industrie Bitossi s.p.a. prevede di verificare alcune delle emissioni dell installazione, una per ogni diversa tipologia d impianto: Forni a rulli con postcombustore Forni a rulli senza postcombustore Essiccatore spry dryer (EP28, EP31, EP34, EP40, EP43) (EP37) (EP24, EP25) I VLE previsti dalla normativa prevede per la formaldeide (Tab. D Classe II Allegato I alla Parte V del D.Lgs.152/06) Tab. D - Classe II Soglia di rilevanza 100 gr/h concentrazione 20 mg/nm 3 CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 19
Industrie Bitossi s.p.a., con riferimento al punto 3 della Parte I dell Allegato I alla Parte V del D.Lgs.152/06, ritiene che al termine del programma di verifica, debba essere tenuto in considerazione quanto indicato per l applicazione del VLE rispetto alla soglia di rilevanza. 3. Nei casi in cui le parti II e III stabiliscano soglie di rilevanza delle emissioni, i valori di emissione devono essere rispettati solo se tali soglie sono raggiunte o superate. La durata del programma di caratterizzazione (Formaldeide) sopra descritta è stabilita nel paragrafo 4.3.1.1.1.b Prescrizioni Transitorie - Matrice Aria 3.1.1.c Metodi di analisi - COT (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013) Le metodiche di determinazione COT individuate e concordate in collaborazione con A:C. ed enti di controllo nell ambito delle C.d.S. istruttorie sono state individuate (UNI EN 13526:2002) (COT> 20 mg/nm, Determinazione analitica mediante ionizzazione di fiamma (FID)), (N.B.: aggiornata in UNI EN 12619:2013 COT> 20 mg/nm), poiché l ente di controllo con tale metodica ha evidenziato differenze significative con la metodica finora autorizzata (UNI EN 13649:2002) (COV, Gascromatografia), pur con la correzione dei dati con il metano rilevato con dispositivo non methan cut. Industrie Bitossi s.p.a., nella Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013, al paragrafo Determinazione COT, ha descritto le caratteristiche degli impianti e delle materie prime, per verificare le eventuali fonti di carbonio organico. Il programma dei campionamenti proposti saranno eventualmente condotti per confronto con entrambi i metodi (UNI EN 13526:2002, N.B.: aggiornata in UNI EN 12619:2013) e (UNI EN 13649:2002). Al proposito vedere paragrafo 4.3.1.1 Tab A/2. La durata del programma di caratterizzazione (COT) sopra descritta è stabilita nel paragrafo 4.3.1.1.1.b Prescrizioni Transitorie - Matrice Aria Fino alla conclusione del programma dei controlli di verifica (sia per formaldeide che per COT) Industrie Bitossi s.p.a. precisa che gli autocontrolli periodici sulle emissioni in atmosfera previste dall AIA saranno eseguiti con i metodi ufficiali finora adottati e concordati con AC ed enti di controllo. 3.1.1.d Metodi di analisi Alluminio (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013) L ente di controllo per la determinazione dell Alluminio ha usato la metodica (UNI EN 14385:2004) (Emissioni da sorgente fissa - Determinazione dell'emissione totale di As, Cd, Cr, Co, Cu, Mn, Ni, Pb, Sb, Tl e V). Anzitutto, il metodo UNI EN 14385:2004 non prevede l elemento specifico (Al), inoltre la sua definizione stessa: norme specifica un metodo manuale di riferimento per la determinazione della concentrazione in massa di specifici elementi in effluenti gassosi provenienti da inceneritori di rifiuti urbani e di rifiuti pericolosi. Il metodo è applicabile nell intervallo di concentrazione da 0,005 mg/m 3 a 0,5 mg/m 3. In alternativa Industrie Bitossi s.p.a. ripropone il metodo UNI EN 13284-1:2003 (Emissioni da sorgente fissa Determinazione della concentrazione in massa di polveri in basse concentrazioni - Metodo manuale gravimetrico) per il campionamento isocinetico delle PTS, e successiva determinazione di (Al) da digestione del filtro, con tecnica ICP-OES. Come anticipato nell ambito delle C.d.S. istruttorie e concordate con A:C., Industrie Bitossi s.p.a. propone, per tutte le emissioni dell installazione in via del Lavoro, 65, nel Comune di Montelupo Fiorentino, di procedere alla verifica analitica di Al solo nel caso in cui la concentrazione di particolato sia superiore a 5 mg/m 3 che corrisponde al VLE di Al. Le modalità di autocontrollo dell alluminio sopra descritta è stabilita nel paragrafo 4.3.1.1 Matrice Aria. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 20
3.1.2 Valutazione integrata delle Emissioni in atmosfera (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Allegato 1 Relazione tecnica Paragrafo 7, Punto a) L attività IPPC dell installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo (produzione di allumina ceramica) nel corso degli anni di esercizio, in considerazione degli autocontrolli (mensili e semestrali) così come riportato nelle registrazioni, rispetta i valori limite di emissione relativamente ai parametri richiesti. Questo risultato è il frutto di una serie di modifiche e verifiche in campo dal punto di vista impiantistico produttivo e di servizio. Nella tabella seguente indichiamo un riepilogo delle emissioni in atmosfera e dei fattori di emissione. INQUINANTE Flusso di massa totale medio annuo autocontrolli per ogni inquinante [kg/anno] Fattore di emissione per ogni inquinante [g/mg] (per unità di prodotto P) Polveri totali 1.388,4 69,3 Alluminio (Al) 229,5 11,5 Comp. Organici Totali (COT) 635,8 31,72 Comp. Organici Volatili Cl. II (COV) n.r. Ossidi di azoto 29.045,6 1449,2 Non risultano criticità da evidenziare.come ogni anno sono stati valutati i parametri relativi alla dichiarazione PRTR, anche se il report non è stato inviato relativamente alle emissioni in atmosfera per i motivi riportati di seguito, estratte dalla dichiarazione : Note e Comunicazioni Emissioni in aria Il calcolo per la verifica del superamento del valore di soglia degli inquinanti emessi in aria dal complesso dichiarante, è stato effettuato sulla base delle risultanze analitiche fornite dagli autocontrolli periodici effettuati alle emissioni dello stabilimento, così come previsto dall'atto di Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Circondario Empolese Valdelsa Atto N.914 del 29/10/2007. Il calcolo effettuato non ha evidenziato il superamento di nessuno dei valori di soglia previsti per la tipologia di inquinanti originati dalla attività produttiva. 3.1.3. Sistemi di abbattimento -Emissioni in atmosfera (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica, Punto d, e Scheda F, ) Relativamente alla tipologia dei sistemi di contenimento delle emissioni in atmosfera adottati nell impianto in esame, Industrie Bitossi s.p.a. non segnala variazioni in merito alle tecnologie applicate per l abbattimento di eventuali inquinanti emessi in atmosfera e rimanda a informazioni a suo tempo già trasmesse. La quasi totalità delle emissioni in atmosfera generate dall attività produttiva sono asservite da sistemi di contenimento che forniscono garanzia del rispetto dei valori limite di emissione imposti dall autorizzazione integrata ambientale; con riferimento alla Scheda F allegata riportiamo di seguito una breve descrizione dei sistemi adottati: 3.1.3.1 POSTCOMBUSTORI TERMICI Come sopra indicato la tecnologia adottata per l abbattimento degli inquinanti emessi in atmosfera derivanti dai forni di sinterizzazione installati presso il reparto produttivo è quella della termodistruzione (post combustore termico). Questa tipologia di abbattimento considerate le caratteristiche fisiche e la natura degli inquinanti presenti in queste emissioni (sostanze organiche volatili), risulta essere ad oggi una delle migliori tecnologie applicabili. I sistemi di post combustione termica trovano un applicazione decennale presso l installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Sovigliana - Vinci, con ottimi risultati per quanto concerne il rendimento di abbattimento degli inquinanti. Il funzionamento di questi sistemi di abbattimento è piuttosto semplice e consiste nel passaggio forzato dei fumi da trattare attraverso una camera cilindrica di post combustione in cui vengono raggiunte con un apposito bruciatore alimentato a gas metano temperature di esercizio di 560-580 C (con punte possibili di. 600-620 C). CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 21
La temperatura di esercizio può essere gestita entro certi margini da quadro di controllo PLC, intervenendo sul sistema di combustione dell impianto; il valore di esercizio stabilito per gli. impianti di postcombustione dell installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo deriva da prove sperimentali eseguite in fase di attivazione. Per il buon rendimento di questi sistemi di abbattimento è determinante stabilire correttamente in fase di progettazione, il tempo di permanenza del flusso gassoso all interno della camera di post combustione per ottenere una corretta e completa degradazione termica delle sostanze organiche eventualmente presenti. Di seguito si riporta uno schema semplificato del principio di funzionamento di un sistema di post combustione asservito al ns. forno di sinterizzazione continuo a rulli N.5: CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 22
Figura 3.1.3.1 (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica) 3.1.3.2 FILTRI A TESSUTO La tecnologia adottata all interno del reparto produttivo per l'abbattimento delle polveri che possono generarsi durante lo svolgimento delle varie fasi lavorative sopra descritte, è invece quella della filtrazione su tessuto. Anche questi sistemi possono ritenersi ad oggi una delle migliori tecnologie di abbattimento applicabili per tipologie di inquinanti sottoforma di materiale particolato. La totalità dei sistemi di contenimento alle emissioni in atmosfera di materiale particolato presenti nel reparto produttivo in oggetto rientrano nella tipologia dei filtri a tessuto (filtri a maniche e/o tasche ). Questi filtri hanno un funzionamento molto semplice, basato sul principio della filtrazione dell effluente gassoso attraverso tessuti speciali, che possono variare in funzione delle temperature e delle caratteristiche chimico-fisiche del flusso da trattare. Considerata la tipologia degli inquinanti originati da varie fasi di lavorazioni svolte presso il ns. stabilimento (materiale particolato), la tecnica di filtrazione su tessuto, per l esperienza ormai consolidata dall uso in questo settore produttivo, risulta essere la migliore disponibile. Una scelta mirata della tipologia del tessuto filtrante in base alle caratteristiche delle polveri da abbattere, conferisce all impianto un alto grado di rendimento. Con l adozione di alcune componenti impiantistiche (scambiatori di calore) è inoltre possibile utilizzare questa tecnica di abbattimento anche per flussi ad alta temperatura. Riportiamo di seguito una sintetica descrizione delle principali componenti impiantistiche e del principio di funzionamento correlate da uno schema illustrativo dell impianto: 3.1.3.3 FILTRO AUTOPULENTE TIPO A MANICHE Descrizione dell impianto E un depolveratore automatico a tessuto, adatto per il funzionamento continuo (24 ore su 24), con pulizia del tessuto filtrante in controcorrente. Può trattare aria contenente polveri molto fini, conservando un rendimento di captazione assai elevato (98-99%), anche per particelle aventi dimensioni al di sotto di micron. Con l impiego di particolari tessuti, può essere impiegato per temperature massime di esercizio superiori anche a 200 C (nomex teflonato). La costruzione è prevista generalmente in pannelli componibili. Questo facilita di fatto il trasporto ed il montaggio e rende possibile e semplice l eventuale ampliamento del depolveratore anche dopo l'installazione. Il depolveratore è dotato di ampi portelli di ispezione, aperti sul cielo del depolveratore stesso o sulla tramoggia sottostante alle celle, che consentono di eseguire con buona facilità le operazioni di manutenzione o comunque il controllo delle parti interne. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 23
Figura 3.1.3.3 (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica) Gli elementi filtranti sono costituiti da cestelli opportunamente dimensionati e da una manica costituita da un particolare tessuto filtrante le cui caratteristiche vengono determinate in funzione di ogni specifica applicazione. L aggancio dell elemento filtrante ai venturi, solidali con il diaframma superiore del filtro, è pratico e di facile e veloce esecuzione: particolare questo che consente di contenere notevolmente i costi di manutenzione. Il ciclo di lavaggio degli elementi filtranti, è variabile in funzione delle reali necessità dell impianto al quale il depolveratore è asservito. Il dispositivo di controllo è concepito in modo da poter ottenere sia la variazione del tempo di lavaggio sia la variazione della frequenza dell aria, ed ancora il lavaggio può essere di tipo temporizzato o attivato dal valore della perdita di carico rilevata tra l ingresso e l uscita dei fumi da un apposito manometro istallato a bordo macchina. Questa elasticità di funzionamento facilita i fenomeni fisici secondari derivanti dal lavaggio in controcorrente che provocano il distacco dello strato di polvere depositato sul tessuto, in modo da pulire lo stesso in profondità restituendo al tessuto filtrante il massimo grado di permeabilità. In altre parole è possibile tarare ogni filtro per le specifiche necessità e particolarità di ogni istallazione utilizzando in pieno le caratteristiche della macchina ed ottenendo quindi, in ciascun particolare caso, il rendimento migliore. Funzionamento L aeriforme polveroso viene convogliato verso la tramoggia inferiore del filtro in virtù della depressione generata da un idoneo ventilatore di coda che pone in depressione tutto il sistema. Nella tramoggia vengono subito depositate le particelle aventi granulometria superiore, che cadono sul fondo per effetto della brusca riduzione di velocità e del cambio di direzione del flusso. Successivamente a causa della depressione generata dal ventilatore di coda, l aeriforme è costretto ad attraversare le maniche filtranti, procedendo dall esterno verso l interno, e depositando la polvere più fine sulla superficie esterna delle maniche dove forma uno strato che contribuisce all azione filtrante, determinando però un aumento della perdita di carico. Per mantenere questa perdita di carico ad un valore di regime, è necessario staccare la polvere dalla superficie delle maniche filtranti, questo si ottiene mediante lavaggio in controcorrente con aria compressa. Il lavaggio è realizzato mediante un sistema distributivo di aria compressa, composto da valvole a membrana, rampe di soffiaggio e tubi venturi, che permettono di scaricare in ogni singola manica un onda di pressione che si propaga sino in fondo ad elevata velocità determinando un forte CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 24
scuotimento delle maniche stesse. La polvere staccata dalle maniche cade così nella tramoggia sottostante e viene quindi evacuata dallo scaricatore rotante. L aria depurata che ha attraversato le maniche filtranti viene convogliata nella parte superiore del filtro e quindi espulsa in atmosfera a mezzo di idoneo camino. La tecnologia del sistema di abbattimento sopra descritto è applicata nel settore ceramico in generale e specificatamente all interno del reparto produttivo dell installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo, a tutte le emissioni atmosfera fredde ove vi sia la possibile presenza di materiale particolato (depolverizzazione posti lavoro ed impianti produttivi che lavorano a temperatura ambiente). Questa tecnica di abbattimento può tuttavia essere applicata con l adozione di alcuni accorgimenti di carattere impiantistico anche ad emissioni calde ; come nel caso degli impianti di abbattimento combinati a servizio degli essiccatori spray (illustrati successivamente). 3.1.3.4 CICLONI Descrizione dell impianto Questi sistemi di abbattimento sono idonei per polveri con peso specifico oltre i 300 kg/m3 e con particelle abbastanza grossolane (oltre i 10 micron per polveri con peso specifico oltre i 1000-1500 kg/m3 e oltre i 50 micron per polveri con peso specifico oltre i 500 kg/m3), presenti nell aria in concentrazioni abbastanza elevate (qualche grammo per m3.). I cicloni possono avere efficienze di filtrazione comprese fra il 60% e l 80% e comunque nel caso occorrano gradi di filtrazione molto elevati servono solo come pre-filtri a filtri finali più efficienti, come nel caso del ciclone installato a servizio dell essiccatore spray n.1. Dove ci sono concentrazioni elevate di polveri è sempre utile installare un ciclone per la pre-filtrazione, così da diminuire sensibilmente il carico di polveri inviato al filtro finale, aumentare il grado di separazione delle polveri ed evitare pericolosi intasamenti nel filtro più efficiente che possono causare fastidi a tutto l impianto. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 25
Figura 3.1.3.4 (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica) Per contro i cicloni offrono alcuni vantaggi apprezzabili: bassa resistenza o perdita di carico (60-70 mm/m circa), nessun costo di manutenzione; costo di esercizio bassissimo o addirittura nullo; basso costo di installazione. A volte può capitare che il materiale trasportato e inviato al ciclone eserciti un azione abrasiva al contatto con le pareti. In questo caso il ciclone (come del resto le curve dell impianto) sono i punti maggiormente interessati dall azione abrasiva. Infatti le polveri che entrano nel ciclone decantano con un movimento rotatorio lungo le pareti esterne del ciclone e qui esercitano la loro azione abrasiva. In questo caso si possono adottare alcuni accorgimenti come costruire il corpo del ciclone con lamiera di forte spessore (3-4 mm) e la fascia flangiata ed imbullonata in modo da consentire la sostituzione senza dover sostituire tutto il ciclone, costruite sempre con lamiere di forte spessore (4-6 mm). L utilizzazione di questa tipologia di impianti all interno dello stabilimento produttivo è rivolta più a sfruttare la capacità di separazione selettiva dei cicloni, che la loro effettiva capacità di abbattimento, inserendoli di fatto all interno di specifiche fasi produttive ove è previsto un frazionamento granulometrico del prodotto finito (separazione a vento con cicloni ad alto rendimento). 3.1.3.5 SISTEMI COMBINATI I due essiccatori di tipo spray attivi presso l impianto produttivo in oggetto sono dotati come sopra precisato di un sistema di abbattimento fumi combinato disposto in serie composto da un ciclone per la prefiltrazione del flusso (presente solo per l essiccatore spray N.1), un filtro a maniche resistente alle alte temperature per l abbattimento del materiale particolato ed una torre di lavaggio ad acqua con e senza sistema di raffreddamento per l abbattimento dell eventuale frazione organica. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 26
Figura 3.1.3.5 (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica) Attualmente il sistema di lavaggio e raffreddamento dei fumi è stato disattivato, in quanto la produzione non prevede più l utilizzo di paraffina come legante. Sopra è riportato uno schema semplificato del sistema di abbattimento combinato sopra descritto, asservito all essiccatore spray n.2 3.1.4 Emissioni in atmosfera: contenimento delle emissioni nelle fasi di avvio, arresto, guasto, malfunzionamenti o anomalie degli impianti (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Allegato 1 Relazione tecnica Paragrafo 7, Punto h) L attuale gestione dei sistemi di abbattimento viene effettuata dagli addetti alla manutenzione che hanno una specifica formazione meccanica e di conduzione degli impianti. Attualmente vengono effettuati controlli analitici con la frequenza indicata nell atto autorizzatorio, relativamente ai parametri come indicato nella scheda E. I risultati dei campionamenti sono annotati su un apposito registro cartaceo vidimato dal settore ambiente del Circondario Empolese Val d Elsa ed i certificati analitici delle analisi alle emissioni vengono inviati ad ARPAT ed al CEV. Gli impianti di maggior impatto, con valori di portata consistenti sono dotati di un sistema di controllo della pressione differenziale che fornisce l informazione circa lo stato di conservazione e di funzionamento dei mezzi filtranti. Le misure preventive attuate al fine di garantire il corretto funzionamento degli impianti e il loro rendimento, sono costituite da un programma di manutenzione programmata annuale che prevede un percorso di verifica e ispezione di ogni singolo impianto di abbattimento. Questa attività viene svolta al fine di verificare le parti in movimento dell impianto, come ventilatori, giranti, gli elementi filtranti, lo stato di pulizia degli scambiatori di calore, etc. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 27
3.2. SCARICHI IDRICI E AL SUOLO (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Elaborato tecnico 3.2) (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013, Allegato 1) Anche il sistema di trattamento delle acque non è variato rispetto a quanto indicato nelle precedenti relazioni tecniche: le acque di produzione e quelle dell impianto di trattamento acque primarie (addolcitore, deferrizzatore) sono convogliate tramite fognatura a due vasche di raccolta, che rappresentano il polmone di accumulo dell impianto di trattamento chimico fisico con post-trattamento a carbone attivo. Le acque da servizi igienici e quelle meteoriche hanno diversi punti di scarico in funzione della loro dislocazione distribuiti sull intera area dello stabilimento. A tale proposito vedere la planimetria delle fognature in Elaborato tecnico 3.2 allegata alla Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012), e l Allegato 1 alla Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013. Di seguito una tabella riepilogativa degli scarichi. Tabella 3.2 SCARICO Tipologia dello scarico Corpo recettore S1 Acque industriali + meteoriche + ass. domestiche Collettore lottizzazione S2-S3-S5-S6-S7 Acque meteoriche Collettore lottizzazione S4-S8 Acque assimilabili domestiche Fognatura comunale acque nere 3.2.1. Acque meteoriche (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013, Allegato 1) Nell Allegato 1 alla Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013, Industrie Bitossi s.p.a. riporta una planimetria in cui sono chiaramente individuate sia la rete degli scarichi idrici sia tutte le superfici che raccolgono AMD potenzialmente contaminate all interno dello stabilimento di Montelupo. Le superfici dello stabilimento che possono dare origine a AMD (AMC o AMPP) sono così suddivise: Tabella 3.2.1 planimetria Aree evidenziate in giallo Aree non evidenziate Descrizione area Destinazione d uso Mq Tipologia Area con grigliati per lo scarico di MP sfuse con camion cisterna 280 AMDC Area di pertinenza impianto di depurazione acque e piazzola di lavaggio 70 AMDC Area con grigliati per lo scarico di MP sfuse lato silos 400 AMDC Box stoccaggio rifiuti 105 AMDC Viabilità interna allo stabilimento, arre di stoccaggio prodotto finito AMDNC Attualmente, il sistema di raccolta e convogliamento delle AMDC consiste da un sistema di grigliati e fognature che convogliano le AMDC all impianto di trattamento chimico fisico delle acque. 3.2.1.1 - DESCRIZIONE STATO ATTUALE- AMPP (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013) Di seguito sono riportate le informazioni fornite da Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo, previste dalla normativa di settore (All.5 Capo 2 DPGR 76/R, del 17/12/2012): 2.1. le attività svolte nell'insediamento e le eventuali normative settoriali concorrenti nelle finalità del presente regolamento: Per la descrizione dell Attività dell installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo, si rimanda ai precedente Paragrafo 1.1.2.1 2.2. le principali caratteristiche delle superfici scolanti. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 28
Si rimanda a quanto sopra riportato nella Tabella 3.2.1ed all Allegato 1 alla Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013. 2.3. la potenziale caratterizzazione delle diverse tipologie di AMD risultanti dalle superfici dilavanti; Si rimanda a quanto sopra riportato nella Tabella 3.2.1. 2.4. il volume presunto di acque di prima pioggia da raccogliere ed allontanare, Per le AMPP non sono state individuate come tipologia, perché tutte le altre aree impermeabilizzate dell installazione non originano AMDC, poiché anche l eventuale stoccaggio di prodotto finito in aree esterne non può originare dilavamento di solidi o altre sostanze ambientalmente pericolose. I prodotti finiti sono sfere di allumina ceramica sinterizzata, confezionati in sacchi su pallet con pellicola temoretraibile. Da notare che l area di stoccaggio degli oli usati è stata coperta, pertanto non vi si generano AMDC. 2.5. il volume presunto di ulteriori aliquote di AMC successive alle AMPP da raccogliere ed allontanare; Industrie Bitossi s.p.a. ritiene che non sia necessario raccogliere altre aliquote di AMD, poiché dalle aree indicate in Tabella 3.2.1 tutte le AMDC sono convogliate all impianto di trattamento. 2.6. le modalità di raccolta, allontanamento, eventuale stoccaggio e trattamento previste per le acque di cui al punto 2.3 2.7. la valutazione dei rendimenti di rimozione degli inquinanti caratteristici conseguibili con la tipologia di trattamento adottata 2.8. le considerazioni tecniche che hanno portato all'individuazione del recapito prescelto e dei sistemi di trattamento adottati Tutte le AMDC sono convogliate all impianto di depurazione con trattamento chimico fisico, pertanto Industrie Bitossi s.p.a. ritiene che sia messo in atto un sistema idoneo al trattamento di questo tipo di AMDC. 2.9. le caratteristiche dei punti di controllo e di immissione nel recapito prescelto Lo scarico avviene dal medesimo pozzetto di ispezione e controllo dell impianto di trattamento acque. Disciplinare delle operazioni di prevenzione e gestione contenente informazioni relative a: 3.1. frequenza e modalità delle operazioni di pulizia e di lavaggio delle superfici scolanti Tutta l area viene settimanalmente sottoposta a pulizia con spazzatrice. 3.2. procedure adottate per la prevenzione dell'inquinamento delle AMD L area di stoccaggio degli oli usati è stata coperta, pertanto non vi si generano AMDC. 3.3. procedure di intervento e di eventuale trattamento in caso di sversamenti accidentali Per eventuali sversamenti accidentali, Industrie Bitossi s.p.a. ha procedure che prevedono sistemi di contenimento e materiale assorbente. E stato istituito un punto di approvvigionamento di questi materiali (tappi per tombini, fogli assobenti 40x40, cuscini assorbenti) ed il personale della divisione Ambiente è stato opportunamente formato. 3.4 nel caso di stabilimenti esistenti il termine entro il quale saranno realizzati gli interventi di adeguamento eventualmente descritti nel piano di gestione Industrie Bitossi s.p.a. ha dichiarato che il sistema di gestione AMD adottato è conforme al quanto previsto dal Regolamento DPGR 76/R, del 17/12/2012, che inoltre, all Allegato 5, Capo I, comma2, prevede: Ai fini del calcolo della superficie scolante non sono presi in considerazione i tetti delle attività di cui alle tabelle 5 e 6, ed i suoli dotati di un inerbimento e/o una copertura vegetale permanente e continua tali da non determinare ruscellamento delle acque meteoriche. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 29
3.2.2 Valutazione integrata degli Scarichi idrici (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Allegato 1 Relazione tecnica Paragrafo 7, Punto a) La razionalizzazione degli utilizzi delle acque nel processo produttivo è stata presa in esame sin dalla fase di progettazione del nuovo stabilimento. Infatti, rispetto all installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Vinci loc. di Sovigliana, il circuito idrico possiede già caratteristiche tali da permettere il riciclo diretto di un flusso di acque in lavorazione, senza doverle inviare all impianto di trattamento, che ha una potenzialità di 3 m3/h con esercizio in automatico e dotato di una serie di sicurezze, dove sono indirizzati esclusivamente i flussi di acque per cui qualsiasi riutilizzo non risulta applicabile al momento. Le acque reflue scaricate nell anno 2013 sono 6.322 m 3. Come ogni anno sono stati valutati i parametri relativi alla dichiarazione PRTR, anche se il report non è stato inviato relativamente alle emissioni idriche per i motivi riportati di seguito, estratte dalla dichiarazione : Note e Comunicazioni Emissioni in acqua Il calcolo per la verifica del superamento del valore di soglia degli inquinanti emessi in acqua dal complesso dichiarante, è stato effettuato sulla base delle risultanze analitiche fornite dagli autocontrolli periodici effettuati allo scarico, così come previsto dall Atto di Autorizzazione Integrata Ambientale cui è soggetto lo stabilimento. Il calcolo effettuato non ha evidenziato il superamento di nessuno dei valori soglia previsti per la tipologia di inquinanti originati dalla attività produttiva. 3.2.3. Sistemi di abbattimento - Emissioni in acqua (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica, Punto d, e Elaborato 3.2) Come già ricordato, tutti gli scarichi idrici derivanti dalle lavorazioni svolte nel reparto produttivo dell installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo sono convogliate con un sistema di fognature di stabilimento alle vasche di raccolta interrate del depuratore chimico-fisico di reparto. Le vasche di raccolta denominate A e B (elaborato tecnico 3.2), con capacità pari a circa 25 m 3 ciascuna, sono impermeabilizzate esternamente con guaina di catrame ed internamente con vernice epossidica bicomponente; sono state realizzate per permetterne l ispezione ed hanno il fondo inclinato con pozzetto di raccolta per facilitare eventuali operazioni di pulizia. Poiché le due vasche sono comunicanti, nella prima (A) avviene una sedimentazione primaria. Dalla seconda vasca (B), l acqua viene inviata con una pompa di alimentazione all impianto di trattamento centralizzato. L impianto di trattamento delle acque derivanti dal ciclo di produzione, è di tipo chimico-fisico, con scarico continuo e con ciclo di trattamento automatico. La portata massima dell impianto è di 3,0 m 3 /h. La depurazione delle acque avviene tramite i seguenti passaggi: a) Sedimentazione primaria b) Raccolta, equalizzazione e regimazione c) Flottazione d) Alcalinizzazione, coagulazione e flocculazione e) Sedimentazione f) Essiccamento fanghi g) Filtrazione meccanica h) Filtrazione ed assorbimento su carbone attivo a) Sedimentazione primaria: durante questo primo passaggio i reflui provenienti dal reparto produttivo arrivano, tramite fognatura, in una vasca interrata di sedimentazione, di tipo statico, in cui i solidi sospesi più grossolani si depositano sul fondo e saranno estratti annualmente e smaltiti in base alle norme vigenti. Dalla vasca di sedimentazione il refluo raggiunge, per caduta, la fase successiva di raccolta e rilancio. b) Raccolta, equalizzazione e regimazione: il refluo proveniente dalla vasca B viene inviato, con flusso costante, all impianto di depurazione. Si opera a portata costante in modo tale da compensare eventuali picchi di carichi idraulici e, quindi, di inquinanti per un corretto funzionamento delle fasi di trattamento. c) Flottazione: Le acque provenienti dal pozzetto di raccolta sono inviate al flottatore, in cui avviene la separazione delle sostanze solide sospese da liquido, sfruttando il loro basso peso specifico. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 30
Il flottatore è di tipo idrodinamico ed è diviso in più comparti: Primo comparto: il refluo si libera delle sostanze flottanti più grossolane, per stratificazione e grazie a particolari condizioni di quiete. Secondo comparto: il refluo viene fatto passare attraverso del materiale plastico reticolare che, sia per un rallentamento del flusso sia per effetto della coalescenza, permette anche alle sostanze flottanti più piccole di separarsi dal refluo. Terzo comparto: nuova condizione di quiete, con uscita sifonata che garantisce un ulteriore sicurezza. Da questo reattore, il refluo raggiunge, per caduta, la successiva fase di alcalinizzazione e coagulazione. d) Alcalinizzazione, coagulazione e flocculazione: in questa fase le sostanze inquinanti sono fatte reagire con particolari reattivi che, aggiunti all acqua, formano dei composti poco solubili e quindi dei precipitati. In base alla tipologia di inquinante presente, sia in soluzione sia in sospensione, sono utilizzati sia precipitanti alcalini sia coagulanti e flocculanti. Le sostanze alcaline maggiormente impiegate sono gli idrossidi di sodio o di calcio. I coagulanti sono dei prodotti che neutralizzano o invertono le cariche superficiali delle particelle in sospensione. Essi sono costituiti principalmente da cloruro ferrico, idrossido di calcio, solfato ferroso e cloruro di magnesio. I flocculanti sono prodotti che, grazie alle loro piccole dimensioni ed alla carica elettrica superficiale, permettono l agglomerazione delle particelle in sospensione finemente disperse e pertanto, difficilmente sedimentabili altrimenti, mediante le forze intermolecolari con effetto ponte. I flocculanti sono, di solito, dei polimeri ad alto peso molecolare che possiedono dei gruppi reattivi, di carica inversa da quella della sospensione da trattare. Così un flocculante anionico reagirà con una sospensione elettropositiva (sali, idrossidi metallici, etc.), mentre un flocculante cationico reagirà con una sospensione elettronegativa (silice, composti organici, etc.). Nello specifico nel trattamento adottato nell installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo nel reattore di alcalinizzazione e coagulazione, sono dosati i seguenti prodotti: Idrossido di calcio, usato sia come alcalinizzante che come precipitante. Viene stoccato in un serbatoio e preparato in soluzione acquosa, che viene dosata automaticamente nel reattore, con una pompa dosatrice. Il dosaggio è controllato strumentalmente in maniera continua dal quadro di comando e da una sonda a ph posizionata direttamente nel reattore, per neutralizzare anche l eventuale reazione acida del coagulante. Cloruro di ferro, dosato con l idrossido di calcio. Anch esso è stoccato in un serbatoio e si trova già in soluzione. Coagulante (anionico). Stoccato in un serbatoio, preparato in soluzione acquosa e dosato in maniera automatica, con pompa dosatrice. Da questo reattore il refluo è inviato tramite pompa al reattore in cui viene dosato il flocculante, di tipo sintetico (polielettrolita). La corretta miscelazione di quest ultimo con il refluo è garantita da un elettroagitatore. Dopo, il refluo raggiunge, per caduta, la fase di sedimentazione. e) Sedimentazione: in questa fase il refluo è distribuito su due sedimentatori: in entrambi, il refluo segue i seguenti passaggi: Tubo di calma e cono diffusore: il refluo è convogliato attraverso il tubo al fondo del sedimentatore. Le particelle in sospensione sono così direzionate correttamente e la velocità di discesa del refluo viene diminuita, per non sollevare il fango già depositato. Cono di raccolta: Le particelle solide, con peso specifico maggiore di quello dell acqua, si depositano sul fondo del cono rovesciato del sedimentatore (che ha un angolo di 60 ), da cui vengono estratte periodicamente, mediante un apertura posizionata sul fondo del cono stesso. Cilindro ascensionale: il refluo dal fondo del cono risale verso la sommità del sedimentatore, attraverso il cilindro ascensionale, con una velocità inferiore a quella di caduta delle particelle solide, in modo tale da non far sfuggire alla sedimentazione le particelle più leggere. Canaletta di sfioro: il refluo chiarificato sfiora la sommità del sedimentatore nella canaletta di raccolta, che ha una lunghezza ed una forma adeguata ad evitare un eccessiva velocità di sfioro, che aumenterebbe la velocità delle correnti ascensionali, che trascinerebbero le particelle sedimentate nel chiarificato. Ancora per caduta l acqua da questo reattore raggiunge la fase successiva di raccolta e rilancio. f) Essiccamento fanghi: I fanghi raccolti nel cono di sedimentazione sono periodicamente estratti e lasciati essiccare in sacchi filtranti, fatti di tessuto-non-tessuto di polipropilene e lasciati in appositi sostegni. Il percolato ottenuto dalla filtrazione viene inviato nuovamente alla prima fase dell impianto di CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 31
depurazione, mentre i fanghi palabili, classificati come speciali in funzione della tipologia di materie prime utilizzate, sono destinati e/o recuperati in base alla normativa vigente. Lo stoccaggio dei sacchi avviene in apposita area destinata allo scopo (box), che ha pavimentazione inclinata. Le acque di percolamento ritornano nella vasca di accumulo per la depurazione. g) Filtrazione meccanica: l acqua raccolta nel serbatoio di rilancio viene inviata in serbatoi chiusi di tipo verticale, che contengono strati di quarzite di diversa granulometria. Con questo passaggio sono eliminate quelle particelle di fango eventualmente rimaste in sospensione. Le particelle di fango rimaste sul letto filtrante vengono allontanate, periodicamente, con un controlavaggio e lo scarico che viene inviato nuovamente a monte dell impianto di depurazione. h) Filtrazione su carbone attivo: questa operazione rappresenta l ultima fase del processo di depurazione. Le acque provenienti dalla precedente filtrazione sono inviate in un serbatoio chiuso, di tipo verticale, che contiene un letto filtrante in carbone attivo che ha la proprietà di adsorbire le sostanze organiche eventualmente ancora presenti. 3.2.3.1 RICICLO ACQUE TRATTATE Le acque trattate sono convogliate in una vasca di raccolta, denominata come vasca C, con un sistema di rilancio (pompa e autoclave) che ne permette il riutilizzo parziale per operazioni come lavaggio macchine, lavaggio delle aree di lavoro e preparazione dei reagenti. Il recupero è effettuato in batch, in quanto un invio continuo nel ciclo di lavorazione può creare dei problemi connessi alla salinità di tale acqua. La vasca di accumulo dell acqua trattata è dotata di un troppo pieno, con cui le acque in eccesso sono convogliate verso lo scarico in pubblica fognatura. Il collettore di uscita delle acque trattate è dotato di un pozzetto di ispezione e di prelievo. 3.2.4 Emissioni idriche: contenimento delle emissioni nelle fasi di avvio, arresto, guasto, malfunzionamenti o anomalie degli impianti (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Allegato 1 Relazione tecnica Paragrafo 7, Punto h) Come già anticipato in precedenza, tutti gli scarichi idrici originati dal ciclo produttivo sono convogliati tramite un sistema di fognature di stabilimento, alle vasche di raccolta interrate del depuratore chimicofisico di reparto. Rispetto a quanto dichiarato in fase di prima autorizzazione, ad oggi non si orginano più i reflui derivanti dallo scarico dalle torri di lavaggio in quanto, come precedente indicato, queste sono disattivate. Gli addetti agli impianti di depurazione si occupano del funzionamento di detto impianto di depurazione, svolgendo operazioni di controllo e all esecuzione di percorsi di ispezione. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 32
3.3 - EMISSIONI SONORE (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Elaborato 3 Valutazione Impatto Acustico e Scheda E) L area è di tipo esclusivamente industriale (classe VI) e non sono presenti civili abitazioni. In entrambi i periodi di riferimento i valori limite sono ampiamente rispettati. Il limiti previsti per la classe VI sono i seguenti: Classe di territorio Area esclusivamente industriale Limiti di emissione Limiti di immissione Diurno Notturno Diurno Notturno 65 65 70 70 Nell anno 2010, come previsto dal P.M.e C. sono state effettuate delle misure fonometriche all esterno del perimetro aziendale, sia durante il periodo diurno che notturno, per rinnovare la valutazione delle emissioni acustiche derivanti dall esercizio dell installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo e per verificare il rispetto dei limiti assoluti di emissione ed immissione relativi alla classe acustica di pertinenza. Per la descrizione delle postazioni di misura e per i risultati ottenuti dall indagine, si rimanda alla Valutazione di Impatto Acustico in Elaborato 3.3 ed alla Scheda E (E3, Tab.E.3.1, E.3.2, E.3.3, E.3.4 ). Le principali sorgenti di emissione sonora possono essere individuate negli impianti di abbattimento delle emissioni in atmosfera connesse con gli impianti produttivi, nella torre di raffreddamento delle acque di riciclo delle presse, nei motori dell impianto di condizionamento. Industrie Bitossi s.p.a. precisa che anche le macchine che si trovano all interno dei reparti produttivi devono essere considerate fonti di emissioni sonore. Tuttavia, poiché si trovano all interno di uno stabile, e quindi il livello di rumorosità delle stesse viene ridotto dal potere fonoisolante dei materiali di costruzione dell edificio stesso, il loro apporto al livello di rumorosità ambientale è da ritenersi minore rispetto a quello derivante dalle sorgenti esterne. Inoltre, le sorgenti di rumore all interno dei reparti di produzione sono state oggetto di graduale bonifica (Paragrafo 7.3, Paragrafo 7.8). Di seguito è riportato l elenco delle sorgenti di rumore (indicate anche nella precedente relazione relativa al rilascio dell autorizzazione integrata ambientale) (contraddistinte in planimetria con le sigle R1, Rn), e la sigla dell emissione, ove presente. Tabella 3.3 Sigla Sorgente Emissione R1 Camion durante fase di carico silos con materie prime R2 Motori impianto di condizionamento R3 Torre raffreddamento presse R4 Filtro trasporto allumina EP3 R5 Gruppo motore per riduttore mulino, raffreddamento spirali abbattimento fumi essiccatore R6 Torre raffreddamento spirali essiccatori Dismessa R7 Abbattimento fumi essiccatore N.1 EP24 La frequenza di approvvigionamento delle materie prime in silos può essere quantificata mediamente in circa 3 autocisterne/die lavorativi (durante il periodo diurno). Il funzionamento del filtro per il trasporto dell allumina può essere quantificato in circa 10 h/giorno. Il funzionamento delle altre sorgenti può essere definito di tipo continuo, salvo operazioni di manutenzione straordinaria degli impianti 3.3.1 Valutazione integrata delle Emissioni sonore (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Allegato 1 Relazione tecnica Paragrafo 7, Punto a) Anche per questo aspetto ambientale Industrie Bitossi s.p.a. in fase di progettazione e realizzazione dell impianto ha considerato la problematica acustica andando a installare, la dove tecnicamente possibile, macchine e impianti con livelli di pressione sonora ridotti. Nel caso in cui sia stato progettualmente realizzabile adottare macchine e impianti con livelli di pressione sonora ridotti, sono stati adottati accorgimenti di bonifica acustica, con interventi diretti (sulla sorgente) e in alcuni casi indiretti (sull ambiente) CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 33
Le verifiche per il rispetto dei limiti di zonizzazione acustica hanno dato esito positivo, così come indicato nella relazione di valutazione di impatto acustico. Si riporta un estratto delle misure realizzate: Tab.3.3.1 Punto di misura Descrizione 1 Lato silos depuratore 2 Distante 35 m dal rep. Alubit 2 3 Distante 50 m dal rep. Alubit 2 4 Fronte torri di raffreddamento Lato Periodo Diurno Periodo Notturno Stabilimento Limite Limite Leq dba L90 Leq dba L90 immissione immissione E 52,8 49,5 65 53,4 52,5 65 S 52,2 46,7 65 48,3 44,7 65 O 52,5 48,4 65 44,9 43,0 65 N 58,5 58,5 65 55,8 55,1 65 Industrie Bitossi s.p.a. ha in programma una nuova VIAC da realizzare e presentare nella sintesi annuale dei risultati del piano di monitoraggio e controllo raccolti nell'anno solare 2014 (entro aprile 2015). 3.3.2 Sistemi di abbattimento - Emissioni sonore (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica, Punto d) Le sorgenti sonore collocate in esterno al fabbricato non hanno nessun tipo di protezione per la riduzione del livello acustico. Alcune delle sorgenti sonore collocate all interno del capannone produttivo sono state, invece, oggetto, in momenti diversi, di interventi di insonorizzazione. Le operazioni di bonifica acustica hanno riguardato i mulini di macinazione, gli essiccatori e gli elevatori a spirale degli essiccatori stessi. Tali impianti sono stati completamente isolati mediante cabinati costituiti da pennellature fonoisolanti-fonoassorbenti (ISOLCARD 60-S2.) Per le parti dei cabinati in cui era necessaria un apertura per la luce solare oppure oblò di controllo, sono stati utilizzati vetri in Lexan. Altri interventi hanno riguardato l applicazione di silenziatori per ventilatori (sulla bocca aspirante) e la fabbricazione di cabine di stop linea per gli addetti. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 34
3.4. RIFIUTI (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Elaborato 3.4 Aree deposito rifiuti e Scheda G, Tab.G.1.1, G.1.2) 3.4.1 Produzione rifiuti All interno della installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo sono dislocate delle zone di stoccaggio (box o container) dove vengono depositati i rifiuti, vedere planimetria con indicazione delle aree adibite a stoccaggio (Elaborato 3.4). Ciascun punto di stoccaggio è dotato di cartellonistica che indica la tipologia rifiuto depositata. Gli addetti sono stati informati sulla gestione dei rifiuti, sia con comunicazioni scritte sia in occasione di incontri e corsi di formazione: la modalità di suddivisione dei rifiuti è stata progettata in relazione alle normative vigenti e oggetto di formazione dei responsabili di produzione e degli addetti alla lavorazione. Per le varie tipologie di rifiuti presenti ed i quantitativi prodotti, si rimanda alla scheda G. Industrie Bitossi s.p.a. precisa che il quantitativo giornaliero dei rifiuti stoccati nello stabilimento generalmente non supera i limiti fissati dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i. Nel caso di superamento del volume di stoccaggio, si procede con lo smaltimento dei rifiuti nei tempi previsti dal Decreto stesso. (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Allegato 6 - Procedura classificazione codici CER) I codici CER attribuiti ai rifiuti, sono stati individuati in base ai criteri fissati dalla Decisione della Commissione del 3 maggio 2000 e s.m.i. Al proposito nell Allegato 6 alla Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, è stata resa disponibile la procedura elaborata e adottata per l attribuzione del codice CER, e l individuazione e caratterizzazione di pericolosità dei rifiuti. La verifica della sommatoria delle diverse tipologie di rifiuto è effettuata dagli addetti alla gestione dei documenti, con il controllo della messa in carico sui registri, nei tempi previsti dalla normativa, e gestiti con un software dedicato, chiamato Be-Light. La stampa dei movimenti viene effettuata su fogli numerati e vidimati (registro) con cadenza annuale, fatto salvo specifiche richieste degli organi di controllo. Come comunicato da Industrie Bitossi s.p.a. con lettera protocollata dal SUAP di Montelupo Fiorentino con n.6367 del 02/04/2010, sono stati variati i codici CER 08.02.02 e 20.01.26*, adottando rispettivamente i codici 06.05.03 (fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 06.05.02) e 13.02.05* (Scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione, non clorurati). I rifiuti, siano essi destinati al riutilizzo che allo smaltimento, sono conferiti esclusivamente a Ditte con autorizzazione in corso di validità, affidando il trasporto ad autotrasportatori, anch essi regolarmente iscritti all albo. Ad ogni trasporto, il rifiuto è accompagnato da un formulario di identificazione, emesso dalle Industrie Bitossi s.p.a. sul quale sono riportate le informazioni relative al produttore e detentore, al destinatario ed all impianto di destinazione, al trasportatore nonché alla tipologia, all origine ed ai quantitativi del rifiuto stesso, così come prescritto dal la normativa in materia. Industrie Bitossi s.p.a. è iscritta al sistema di tracciabilità dei rifiuti SISTRI con codice di iscrizione n. WEB_FI_29929 del 26/02/2010, e In ottemperanza a quanto stabilito dalla Legge n.70 del 25.01.1994, ogni anno solare viene redatta la denuncia dei rifiuti, seguendo il Modello Unico di Dichiarazione (MUD), ed inviata alla CCIAA competente per il territorio. 3.4.2 Recupero/smaltimento rifiuti All interno della installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo non vengono effettuate operazioni di recupero e/o smaltimento rifiuti. 3.4.3 Valutazione integrata della produzione di Rifiuti (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Allegato 1 Relazione tecnica Paragrafo 7, Punto a) La produzione delle diverse tipologie di rifiuti sono state ridotte a livelli estremamente soddisfacenti, in quanto anche in questo settore il riciclo in produzione di alcune tipologie di sfridi di produzione e polveri è stato attuato sin dalla partenza dell impianto produttivo. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 35
Tab. 3.4.3 Tipologia Rifiuti Conferimento per Recupero [t/anno] Conferimento per smaltimento [t/anno] Rifiuti Pericolosi 7,67 9,92 Rifiuti Non pericolosi 238,18 58,57 Totale rifiuti 245,85 68,49 Codici C.E.R. CER 07.03.04-13.02.05-15.01.10-15.02.02-16.01.07-16.02.13-17.06.03-20.01.21 CER 06.05.03-08.02.03-10.12.03-15.01.03-15.01.04-15.01.06-15.02.03-16.02.14-16.11.06-17.04.05 Come per gli altri parametri abbiamo valutato anche le varie tipologie di rifiuto relativamente alla dichiarazione PRTR. Nel caso dei rifiuti abbiamo proceduto all inoltro della comunicazione PRTR per il superamento del valore soglia legato dei rifiuti pericolosi. Vedere in Allegato 3 la copia della Scheda VII.a Rifiuti trasferiti fuori sito. 3.4.4 Modalità di deposito Rifiuti Alcune tipologie di rifiuti quali, imballaggi misti, maniche esauste, polveri e particolato sono contenute in attesa del ritiro da parte di ditte autorizzate, in box esterni di cemento a cielo aperto. Gli oli esausti ed i grassi provenenti dalle operazioni di manutenzione ordinaria e/o straordinaria degli impianti produttivi, sono depositati in un box di contenimento, munito di tettoia, impermeabilizzato e di vasca di contenimento impermeabilizzata e sistema di raccolta in caso di eventuali sversamenti accidentali. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 36
3.5. ENERGIA 3.5.1. PRODUZIONE di ENERGIA All interno dello della installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo non sono presenti sistemi di autoproduzione di energia. 3.5.2. CONSUMO di ENERGIA (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 Schede H.3 e H.3.1) Relativamente ai consumi di energia termica ed elettrica necessari allo svolgimento delle attività sopra descritte, si rimanda alle Schede H.3 e H.3.1- della documentazione tecnica per il rinnovo dell A.I.A., in cui sono indicati anche i relativi consumi per unità di prodotto. Di seguito riportiamo i consumi di metano e di energia elettrica del reparto relativi all anno 2013. Per quanto concerne il consumo per unità di prodotto ed ulteriori informazioni si rimanda alla tabella H. Tab.3.5.2 Consumo Metano 5.961.752 m 3 Energia elettrica 10.108.467 kwh 3.5.3 IMPIANTI TERMICI CIVILI (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 Schede H.3 e H.3.1) All interno dello della installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo situato a Pratella sono presenti impianti termici di tipo civile adibiti alla produzione di acqua calda e riscaldamento per servizi e uffici. Nella Scheda H sono stati riportati i consumi annui totali di tali impianti. Nel reparto produttivo è presente una centrale termica con.2 caldaie con potenzialità di 74 kw e 243 kw, modello Ferroli, che servono gli uffici al primo piano ed i servizi igienici. In un fabbricato vicino, dove sono collocati gli uffici della Direzione, è presente un altra caldaia, modello Buderus, con potenzialità di 296 kw. (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica, Scheda H, Tab. H.3, H.3.1, H.3.2) 3.6 Materie Prime e consumo di risorse (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica, Scheda D, Tab. D.1, D.3) Nella tabella seguente viene riportato un riepilogo dei consumi di materie prime e risorse idriche del reparto: Tab.3.6 Consumo M.P. 24.685 ton Consumo idrico 33.173 m 3 3.6.1 Modalità di deposito (Materie prime/intermedi/prodotti finiti) (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica, Punto d) (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012, Allegato 1 Relazione tecnica Paragrafo 7, Punto h) Le aree di approvvigionamento e stoccaggio delle materie prime in silos sono asservite da canalizzazioni grigliate per la raccolta di eventuali lavaggi e/o dilavamenti effettuati in seguito a fuoriuscite accidentali delle materie prime durante lo svolgimento delle operazioni di carico pneumatico. Tali canalizzazioni grigliate sono collegate, tramite sistema fognario interno di stabilimento, all impianto di depurazione chimico fisico di reparto. Le materie prime che arrivano in cisterne, fusti e sacchi sono stoccate all interno del reparto o nel magazzino. La maggior parte delle materie prime in arrivo dai fornitori viene stoccata in una batteria di silos esterni, dai quali vengono successivamente prelevate per la preparazione della composizione in maniera automatica. Tutti i silos di stoccaggio sono asserviti da idonei sistemi di contenimento (filtri a tessuto) CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 37
posizionati in testa agli stessi, che garantiscono la depolverizzazione dell eventuale sfiato di aria che può generarsi durante la fase di carico pneumatico del silo. Come già precisato al punto d), in caso di fuoriuscite e/o sversamenti di materie prime durante lo svolgimento dell operazione di carico pneumatico, l eventuale acqua utilizzata per la pulizia dell area interessata, viene convogliata tramite canali grigliati di raccolta e fognature all impianto di depurazione chimico fisico di reparto. (vedi elaborato tecnico 3.2). Il legante utilizzato nella composizione, acquistato in forma concentrata, viene diluito con acqua in apposite tine poste sotto agitazione. Nell area del reparto dove avvengono tali operazioni, sono presenti delle fognature grigliate che permettono la raccolta di eventuali sversamenti ed il convogliamento dei reflui all impianto di depurazione chimico fisico di reparto. 3.7. BONIFICHE DEI SITI CONTAMINATI (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica) L area industriale in cui è collocata l installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo non è sottoposta ad alcuna procedura prevista dalla parte quarta del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. L area è stata oggetto, dal 2004 al 2009, di un Piano di Caratterizzazione che ha portato all emanazione da parte del CEV di una dichiarazione liberatoria dell area industriale ; mentre restano vincolate le aree asfaltate ricomprese nel perimetro industriale. Le concentrazioni degli inquinanti rilevate dalle analisi dei campioni di terreno ottenuti dai carotaggi e dagli scavi a trincea, sono risultate essere inferiori ai limiti previsti per la destinazione d uso specifica dell area industriale. Pertanto, dopo questa investigazione iniziale, il CEV ha ritenuto opportuno non procedere al progetto di bonifica, così come disposto dall art. 59 del D.P.R.G. 25 Febbraio 2004 n14/r. 3.8. STABILIMENTI A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica) L installazione Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo non è soggetto agli adempimenti di cui al D.L.gs 17/08/99 N.334 -Attuazione della Direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti. 3.8.1 Certificazioni ambientali La società Industrie Bitossi s.p.a. non è certificata ISO 14001, né EMAS. Recentemente la Società ha aderito alla CARTA DEI PRINCIPI DI SOSTENIBILITA AMBIENTALE, attività promossa da Confindustria Ceramica redigendo come primo documento La politica ambientale, che è in fase di divulgazione a tutto il personale e in procinto di essere inserita nel Sistema di Gestione della Qualità. In Allegato 4 riportiamo un estratto dal documento Confindustria e copia del Documento di Politica Ambientale adottato da Industrie Bitossi all atto dell adesione al progetto. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 38
3.9. NOTA SU INTERVENTI DI MANUTENZIONE PROGRAMMATA E ORDINARIA O STRAORDINARIA (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica) (vedi 3.10.1.2 PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE AUTOANALISI punto 6) Tutti gli interventi di manutenzione programmata e quelli di manutenzione ordinaria (su chiamata), vengono annotati in un registro su supporto informatico che viene redatto direttamente dal personale che gestisce questa attività (tutte le operazioni vengono svolte in sicurezza). Dopo la registrazione su supporto informatico il gestore della manutenzione invia un report che viene acquisito dalla Divisone Ambiente che gestisce i registri di manutenzione e controllo. Come illustrato con la documentazione del 22/03/2010 (modifica non sostanziale) trasmessa al CEV, Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo ritiene di fare alcune precisazioni relativamente a questo punto. Il report che arriva direttamente dal gestore della manutenzione viene archiviato in un file dedicato in ordine cronologico. L aggiornamento delle registrazioni sul file di fatto avviene quasi in tempo reale. E possibile effettuare la stampa del registro cartaceo in qualsiasi momento, e anche su richiesta degli enti di controllo. La non modificabilità di queste informazioni è garantita dal fatto che ogni modifica eseguita sul report inviato alla Divisione Ambiente dovrebbe avere una modifica anche sul report originale redatto dal gestore della manutenzione, andando ad alterare tutte le informazioni generate a cascata dal programma di gestione della manutenzione, compreso l aspetto economico per l attribuzione del corretto centro di costo per intervento di manutenzione. Un ulteriore osservazione, derivante dalle criticità espresse in fase di ispezione programmata dell anno 2010 da parte di ARPAT, è quella relativa alla non completa conformità del registro adottato da Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo rispetto a quelle previsto dalla normativa. Sostanzialmente la difformità consta nel fatto che nel formato adottato non appare l ora di fermata e di ripartenza dell impianto oggetto della manutenzione. Industrie Bitossi s.p.a. ritiene che per la tracciabilità della manutenzione effettivamente eseguita sugli impianti le informazioni necessarie siano : 1) Impianto oggetto della manutenzione 2) Sigla dell emissione originata dall impianto oggetto della manutenzione 3) Tipo di manutenzione effettuata (lavoro eseguito) 4) Data dell intervento di manutenzione 5) Durata dell intervento di manutenzione Il registro previsto dalla normativa e vidimato a CEV chiede : 1) Sigla dell emissione 2) Tipologia di impianto di abbattimento 3) Motivo dell interruzione dell esercizio 4) Data e ora dell interruzione 5) Data e ora del ripristino 6) Durata della fermata in ore Come si può evincere sia dall atto AIA vigente e dai Punti 2.7 e 2.8 Allegato VI parte V- del D.Lgs. 152/2006 tale registro richiede il motivo dell interruzione dell esercizio dell impianto di abbattimento, presupponendo che tutte le operazioni di manutenzione debbano obbligatoriamente prevedere la fermata dell impianto. In realtà molte operazioni di manutenzione non hanno bisogno di fermare l impianto, soprattutto per quelle operazioni di percorsi di ispezione che sono svolti di routine. Quindi, seguendo quanto richiesto dal registro, tutte le operazioni di manutenzione effettuate senza procedere alla fermata dell impianto in via teorica potrebbero non dover essere registrate. Questo appare in contraddizione con quanto viene indicato alle prescrizione per le emissioni in aria al punto 4 nell atto AIA, in cui si dice che la manutenzione dovrà seguire le indicazioni della ditta costruttrice dell impianto. Seguendo quanto richiesto dal registro anche queste manutenzioni non dovrebbero essere riportare nel registro. Infatti, se il costruttore indica la frequenza di controllo per le operazioni, ad esempio, di ingrassaggio, queste possono essere fatte con l impianto in esercizio. Quindi, andremmo a perdere tutte le informazioni relative a operazioni di manutenzione svolte, tranne quelle per cui si necessita la fermata dell impianto. Nel registro informatizzato utilizzato da Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo vengono riportate tutte le informazioni che permettono la tracciabilità della manutenzione a cui è stato sottoposto ogni singolo impianto. Inoltre, con tali informazioni, che derivano da un sistema di gestione della manutenzione, si CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 39
possono elaborare anche statistiche utili per la scelta di pezzi di ricambio, valutandone performance o il tempo di durata. Tutto ciò premesso, Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo ritiene di inviare la seguenti modalità di registrazione degli interventi di manutenzione programmata, ordinaria e straordinaria. 1) Sul registro informatizzato non saranno segnalate tutte le operazioni di verifica definite nel sistema di gestione della manutenzione come PERCORSI DI CONTROLLO E PULIZIA 2) Sul registro informatizzato saranno riportate tutte le operazioni di manutenzione eseguite agli impianti sia secondo i calendari di manutenzione programmata che gli interventi di manutenzione straordinaria, quindi quelli su chiamata. 3) Sul registro cartaceo vidimato dal CEV saranno riportate le registrazioni per gli interventi di manutenzione che necessitano di fermare gli impianti di abbattimento, con l indicazione della data e dell ora di fermata e di ripartenza. (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 - Allegato 1-Relazione tecnica) Aspetto Ambientale PARAMETRO MISURA FREQUENZA REGISTRAZIONE o Controllo elettrovalvole lavaggio maniche Sistema gestione della manutenzione. Manutenzione o Ispezione visiva Schede da sistema informatico. programmata piastra porta maniche Annuale elementi filtranti Archiviazione su PC file o Ispezione post dedicato. combustori Emissioni in atmosfera Manutenzione preventiva Manutenzione per guasto Gestione fermata impianti di abbattimento Gestione fermata impianti di abbattimento Esercizio in condizioni di anomalia malfunzionamento emergenza o Percorso ispettivo Si può verificare nella conduzione degli impianti o Manutenzione ordinaria o Manutenzione su richiesta o Guasto, anomalia,etc. o Manutenzione su richiesta o Emergenza o Procedure operative per le fasi di accensione fermo impianto conduzione in caso mancanza E.E. riattivazione impianti o Sistemi e impianti assistiti da generatore ausiliario di emergenza Mensile Non definita Non definita Non definita Procedura sempre operativa Sistema gestione della manutenzione. Schede da sistema informatico. Archiviazione su PC file dedicato. Sistema gestione della manutenzione. Schede da sistema informatico. Archiviazione su PC file dedicato. Sistema gestione della manutenzione. Schede da sistema informatico. Archiviazione su PC file dedicato Archiviazione su registro cartaceo vidimato dal CEV Sistema SGQ Registrazioni eventi su registro cartaceo vidimato dal CEV Eventuale comunicazione con fax o email agli Enti interessati dell ipotetico superamento dei VLE CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 40
3.10. MATRICI AMBIENTALI - PRESCRIZIONI 3.10.1 EMISSIONI IN ATMOSFERA 3.10.1.1.-PRESCRIZIONI GENERALI 1. La sezione di sbocco dei camini deve essere diretta in atmosfera e priva di ogni ostacolo che possa impedire l innalzamento del pennacchio e la sua diffusione in ogni direzione. 2. I prelievi dei campioni al camino dovranno essere effettuati nelle condizioni di funzionamento più gravose degli impianti produttivi ad essi collegati. Ciascun punto di emissione autorizzato deve essere dotato di apposite prese per i campionamenti. La sezione di misura scelta per il campionamento delle emissioni, dovrà rispondere ai requisiti richiesti dalle vigenti norme tecniche UNI in termini di ubicazione e dimensionamento dei bocchelli e delle piattaforme. In merito, potrà essere fatto riferimento, quale linea guida tecnica, al documento approvato con delibera regionale n. 528 del 01.07.2013 (BURT n. 28 del 10/07/2013). IRREGOLARITÀ 3. L Unione dei Comuni Circondario dell Empolese Valdelsa ritiene di fare salve eventuali successive determinazioni sulla base di considerazioni derivanti da una valutazione complessiva degli effetti emissivi sulla qualità dell aria. 3.10.1.2 PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE AUTOANALISI 1. Dovranno essere rispettati i limiti alle emissioni e la periodicità dei rilevamenti di cui alla tabella Valori limite di emissione par.3.1 Tab.A 2. L obbligo e la periodicità di tali analisi potrà essere nuovamente valutata solo dopo la completa caratterizzazione delle emissioni e comunque non prima di 12 mesi; 3. Dovrà essere adottato un registro cartaceo per le analisi ed uno per le interruzione del funzionamento degli impianti di abbattimento delle emissioni, secondo le disposizioni di cui ai punti 2.7 e 2.8 Allegato VI parte V del D. Lgs. 152/2006 con pagine numerate, firmate dal responsabile dell'impianto e bollate da questo Ufficio Gestione e Tutela Ambientale dell Unione dei Comuni dell Empolese Valdelsa prima di ottemperare a quanto previsto nei successivi punti; 4. La data, l'orario ed i risultati delle misure, le caratteristiche di marcia degli impianti nel corso del prelievo devono essere annotate nell apposito registro; 5. Fermi restando gli obblighi di cui al comma 14 dell'art. 271 del D. Lgs. 152/2006, ogni interruzione del funzionamento degli impianti di abbattimento con i corrispondenti processi produttivi attivi, quale ne sia la causa (manutenzione ordinaria o straordinaria, guasti accidentali, interruzioni dell'impianto produttivo, etc.) deve essere annotata nell apposito registro. La comunicazione prevista dal sopraccitato comma 14 dovrà essere inviata entro le 8 ore successive - a questo Ufficio Gestione e Tutela Ambientale dell Unione dei Comuni dell Empolese Valdelsa ed a A.R.P.A.T Dipartimento del Circondario Empolese, via Tripoli, n. 18, Empoli (centralino 05532061 FAX 0555305609 - PEC: arpat.protocollo@postacert.toscana.it). E previsto inoltre un sistema informatizzato di registrazione di tutti gli interventi di manutenzione descritto al successivo paragrafo 4.3.2.1; 6. Il registro deve essere reso disponibile ogni qual volta ne sia fatta richiesta dagli organismi di controllo previsti dalla normativa vigente; 7. I prelievi dei campioni ai camini dovranno essere effettuati in conformità al punto 2.3 Allegato VI parte V del D. Lgs. 152/2006; 8. Ove non previsti dalla normativa vigente, concordare preventivamente con A.R.P.A.T Dipartimento del Circondario Empolese i metodi di campionamento ed analisi degli inquinanti. 9. La direzione dello stabilimento dovrà segnalare al Responsabile del Dipartimento ARPAT del Circondario Empolese: a) le date in cui intende effettuare i prelievi per gli autocontrolli per consentire l'eventuale presenza dei tecnici del servizio. La comunicazione dovrà pervenire al Responsabile del Dipartimento ARPAT del Circondario Empolese almeno 20 gg. prima del giorno fissato per il primo prelievo; b) il nome ed il recapito telefonico del laboratorio che eseguirà le analisi; c) la data di apertura dei campioni e delle analisi. 10. Inviare i risultati delle analisi effettuate (autocontrolli) con cadenza temporale prescritta nel presente allegato al Dipartimento ARPAT del Circondario Empolese utilizzando lo schema dell allegato n. 4 della deliberazione n. 4356 del 17.05.1991 della Giunta Regionale Toscana; CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 41
11. Il gestore dovrà verificare il rispetto dei valori-limite delle proprie emissioni, secondo la periodicità indicata, tramite l effettuazione di apposite analisi sulle emissioni. Relativamente ai metodi di campionamento e analisi degli inquinanti emessi si applica quanto previsto dal comma 17 dell art. 271 del D.Lgs. n. 152/2006 ed il rispetto dei valori limite di emissione deve essere valutato conformemente a quanto riportato al punto 2.3 allegato VI alla parte V del D.Lgs. n.152/2006. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 42
3.10.2 SCARICHI IDRICI 3.10.2.1 - SCARICHI IDRICI Dall insediamento si originano i seguenti scarichi idrici: 1. punto di scarico indicati con S1 - acque reflue industriali, acque reflue domestiche e acque meteoriche recapitanti in pubblica fognatura; 2. punti di scarico indicati con S2, S3, S5, S6 e S7 acque meteoriche recapitanti in pubblica fognatura; 3. punti di scarico indicati con S4, S8 - acque reflue domestiche recapitanti in pubblica fognatura; Le acque reflue industriali, previa depurazione mediante trattamento chimico fisico e posttrattamento di filtrazione su carbone attivo e quarzite, sono convogliate alla pubblica fognatura. Tab.3.10.2.1- TAB. B Acque reflue industriali parametri soggetti a controllo periodico Sigla Parametro Origine Periodicità Punto di controllo Impianti di autocontrolli abbattimento S1 ph SST COD Al Ba Fe Zn Acque industriali provenienti da: torri di raffreddamento, torri di abbattimento ad umido, acque di dilavamento di aree e soggette ad insudiciamento, acque di lavaggio macchinari e acque dell addolcitore Trattamento chimico fisico a presidio solo delle acque industriali semestrale Pozzetto di campionamento asservito alle sole acque industriali in uscita dal depuratore, prima del mescolamento con le acque domestiche e meteoriche 3.10.2.2 PRESCRIZIONI -Acque reflue industriali Acque reflue industriali 1. Lo scarico delle acque reflue industriali non deve superare i limiti della tab. 3 (scarichi in rete fognaria) dell allegato 5 al D.Lgs. n. 152/2006 per tutti i parametri ivi indicati. 2. Il Gestore dell impianto è autorizzato allo scarico dei reflui industriali in fognatura pubblica per un quantitativo massimo di 10.000 m3/anno. 3. I limiti di accettabilità non possono essere conseguiti in alcun caso mediante la diluizione con acque prelevate allo scopo. 4. L autocontrollo dello scarico per i parametri indicati nella tabella TAB. B parametri soggetti a controllo periodico deve essere eseguito con periodicità semestrale. Le analisi devono essere effettuate secondo quanto previsto punto 1.2.2. della parte III allegato V del D.Lgs. n.152/06. 5. Esibire, al momento del controllo svolto dalle autorità competenti, certificazioni di analisi delle acque. (Tuttavia le certificazioni dovranno essere esibite agli addetti al controllo nei cinque giorni successivi o nei tempi congrui allo svolgimento delle analisi qualora il prelievo sia avvenuto in prossimità del controllo); 6. Il Gestore deve rendere disponibili all autorità di controllo, vidimato dall A.C., relativamente all impianto di depurazione industriale un libro di marcia dell impianto di depurazione nel quale annotare: a. il nominativo del personale tecnico incaricato come responsabile della gestione dell impianto di depuratore; b. le varie fasi di gestione e manutenzione dell impianto, sia ordinarie che straordinarie; 6. Deve essere prevista l installazione di uno strumento delle portate dello scarico, e di conservazione biennale delle registrazioni. 7. L impianto di depurazione e la relativa strumentazione di misura e controllo, compresi i misuratori e/o totalizzatori del volume delle acque, devono essere oggetto di regolare verifica di funzionalità visiva e di confronto con letture precedenti. I costruttori dei contatori non prevedono un programma di manutenzione degli stessi. 8. E fatto salvo quanto stabilito nel regolamento dell AIT. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 43
3.10.2.3 PRESCRIZIONI -Acque reflue domestiche Acque reflue domestiche - Le acque reflue domestiche recapitanti in pubblica fognatura si considerano autorizzate allo scarico in quanto sempre ammesse. - Il Gestore deve mantenere in efficienza il sistema di trattamento e i pozzetti d ispezione prima del convogliamento nella pubblica fognatura. 3.10.3 RIFIUTI 3.10.3.1 PRESCRIZIONI RIFIUTI Il Gestore, inoltre, deve garantire che le operazioni di stoccaggio avvengano in modo da impedire eventuali sversamenti di sostanze in corpi recettori superficiali e/o profondi; 3.10.4 SUOLO 3.10.4.1 prescrizioni SUOLO Il Gestore deve mantenere in buono stato di conservazione le aree impermeabilizzate e le strutture/apparecchiature interrate e non a servizio dell attività, provvedendo tempestivamente alla riparazione delle parti danneggiate, al fine di evitare che sostanze potenzialmente inquinanti entrino in contatto con il suolo. 3.1.5 EMISSIONI SONORE Il gestore rispetta i valori limite di emissione e di immissione di cui al piano di zonizzazione acustica approvato dal Comune di Montelupo Fiorentino con Delibera del Consiglio Comunale n. 28 del 30/06/2005. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 44
3.10.6 ALTRE PRESCRIZIONI 3.10.6.1. Condizioni diverse da quelle di normale esercizio Le operazioni di accensione degli impianti sono regolate da procedure operative e istruzioni interne che sono portate a conoscenza di tutti gli addetti in funzione delle mansioni svolte. Le istruzioni operative prevedono una descrizione passo-passo dell attività che gli addetti devono svolgere in caso di: Accensione impianti, Interruzione energia elettrica, Ripristino condizioni con alimentazione in linea,etc. Le procedure operative e le istruzioni operative sono gestite dal SGQ e pubblicate sul portale intranet aziendale. Queste sono sottoposte a verifica e controllate in occasione delle visite ispettive previste dal SGQ. Per la gestione delle emergenze è stato redatto un piano di emergenza ed evacuazione in cui si analizzano i gli scenari di emergenza e l attività di gestione della stessa. L ultima versione del piano è del 5 Maggio 2012 (attualmente in revisione). CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 45
4 PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 Allegato Tecnico 8 PMeC)) (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013, Allegato 1) Tab. 4.a - PERIODICITA DEI CONTROLLI : PROPOSTA di Industrie Bitossi s.p.a. di Montelupo (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013, Allegato 1) FASI GESTORE Autocontrollo Report CONSUMI Materie prime Ingresso Annuale Acqua (pozzi) Analisi chimica Mensile Annuale Annuale Annuale Energia Mensile Annuale Combustibile Mensile Annuale ARIA Emissioni calde Semestrale Annuale Emissioni fredde Biennale Biennale ACQUE Gestione Impianti Annuale Annuale Controllo analitico Trimestrale Annuale RUMORE Sorgenti e recettori Quadriennale Quadriennale RIFIUTI Mis. Periodiche Settimanale Annuale SUOLO E ACQUA Vasche interrate Annuale Annuale Fognature di stabilimento Annuale* Annuale * Per controllo delle fognature si intende una verifica visiva della funzionalità per l eventuale pulizia. 4.1.- PRESCRIZIONI 1.. La data e gli orari previsti per gli autocontrolli indicati nelle tabelle di cui al paragrafo 3. Matrici Ambientali devono essere comunicati almeno entro 20 (venti) giorni prima dalla loro effettuazione all Ufficio Gestione e Tutela Ambientale dell Unione dei Comuni dell Empolese Valdelsa ed a A.R.P.A.T Dipartimento del Circondario Empolese 2. I risultati degli autocontrolli di cui alle tabelle al paragrafo 3. Matrici Ambientali devono essere inviati entro 90 (novanta) giorni, a partire dalla data dalla loro esecuzione, all Ufficio Gestione e Tutela Ambientale dell Unione dei Comuni dell Empolese Valdelsa ed a A.R.P.A.T Dipartimento del Circondario Empolese. 3. Le tempistiche, le metodiche di prelievo, di campionamento e di analisi, le procedure di registrazione e di trattamento dei dati acquisiti, ecc, se non diversamente indicato nel presente Allegato A/1, sono quelle della Linea Guida in materia di sistemi di monitoraggio di cui allegato 2 al D.M. 31/01/2005. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 46
4.2 -- GENERALITÀ DEL PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO (PDMC) 4.2.1 - Inquinanti/Parametri da monitorare 4.2.1.a - Matrice Aria, I parametri da monitorare sono quelli indicati nel Paragrafo 3.1.1 TAB. A Quadro riassuntivo delle emissioni e Valori Limite. 4.2.1.b - Matrice Acqua Scarichi idrici: i parametri da monitorare sono quelli indicati nella Tab.3.10.2.1 TAB. B Acque reflue industriali parametri soggetti a controllo periodico. Approvvigionamento idrico: il parametro misurato è il volume di acqua attinta da pozzo e da acquedotto. 4.2.1.c - Matrice Rifiuti Rifiuti: il parametro monitorato è il peso del carico dei rifiuti da inviare a smaltimento/recupero. Sistemi di contenimento dei rifiuti: il parametro qualitativo è l aspetto dello stato di integrità dei sistemi di contenimento. 4.2.1.d - Consumi energetici ed efficienze energetiche Energia elettrica: il parametro è la il consumo di energia elettrica; Energia termica: il parametro monitorato è la volumetria di gas metano consumato. PRESCRIZIONI Contestualmente alla sintesi annuale dei risultati del piano di monitoraggio e controllo raccolti nell'anno solare precedente ed una relazione che evidenzi la conformità dell'esercizio dell'impianto alle condizioni prescritte nell'autorizzazione Integrata Ambientale e del PMeC, di cui al paragrafo 4.6.4., il gestore aggiornerà il PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO (PMEC), in caso di modifiche non sostanziali, tutte le nuove informazioni utili al monitoraggio e controllo con i parametri per il monitoraggio delle altre matrici ambientali (acqua, suolo, rifiuti, ecc) e/o per l aggiornamento di monitoraggio degli indici prestazionali o di consumo (analiti nelle acque, materie prime, ecc) (AL PARAGRAFO 4.3 MONITORAGGIO E INDICI PRESTAZIONALI (MEIP). 4.2.1.e - Matrice Acqua, Rifiuti, Consumo di risorse / Indici prestazionali I parametri che la Società deve sottoporre a monitoraggio sono quelli individuati nelle tabelle riportate al paragrafo 4.3 MONITORAGGIO E INDICI PRESTAZIONALI (MeIP) 4.2.3 Metodologia di monitoraggio Le metodologie di monitoraggio utilizzate per il controllo dei parametri analitici indicati al punto 4.2.1. corrispondono a misure dirette discontinue. 4.2.4. Espressione dei risultati del monitoraggio I risultati del monitoraggio dei componenti ambientali sono espressi con le stesse unità di misura dei valori limite di legge, con relativo intervallo di confidenza, in modo da poterne verificare il rispetto. 4.2.5. - Tempi di monitoraggio 4.2.5.a - Aria: Ciascun campionamento deve essere realizzato secondo quanto stabilito al punto 10 della prescrizioni sulle emissioni in atmosfera. Per quanto riguarda la frequenza del monitoraggio fare riferimento alla TAB. A Quadro riassuntivo delle emissioni e Valori Limite del paragrafo 3.1.1 (capitolo 3 - Matrici Ambientali, 3.1. EMISSIONI in ATMOSFERA) CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 47
4.2.5.b -Acqua: 4.2.5.b.1 - Scarichi idrici Per quanto riguarda la frequenza del monitoraggio fare riferimento alle tabelle riportate al paragrafo 4.3 MONITORAGGIO E INDICI PRESTAZIONALI (MEIP) 4.2.5.b.2 Approvvigionamento idrico La frequenza delle letture del contatore volumetrico è mensile. 4.2.5.b.3 Acqua reflue industriali Ciascun campionamento deve essere realizzato secondo quanto stabilito al punto 4 della prescrizioni del Paragrafo 3.10.2.2 PRESCRIZIONI -Acque reflue industriali Per quanto riguarda la frequenza del monitoraggio fare riferimento alla tabella 3.10.2.1 (capitolo 3 - Matrici Ambientali, 3.10.2 SCARICHI IDRICI) CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 48
4.2.5.c -Matrice Rifiuti 4.2.5.c.1 Rifiuti Il parametro monitorato è la massa in carico dei rifiuti da inviare a smaltimento/recupero con cadenza in base alle disposizioni normative sulle tempistiche del deposito temporaneo. 4.2.5.c.2 -Sistemi di contenimento dei rifiuti Il parametro qualitativo è la verifica dello stato di integrità dei sistemi di contenimento con cadenza settimanale (Tabella 4.3.1.3.Matrice Rifiuti) 4.2.5.d -Rifiuti, Energia, Materie prime I parametri monitorati sono quelli individuati nelle tabelle riportate al paragrafo 4.3 MONITORAGGIO E INDICI PRESTAZIONALI (MeIP)( Tabella 4.3.1.3.Matrice Rifiuti, 4.3.1.5 Consumo di risorse e Materie Prime/ Indici prestazionali) 4.2.5.e -Consumi energetici ed efficienze energetiche Energia elettrica: il parametro è il consumo di energia elettrica con frequenza di monitoraggio mensile; Energia termica: il parametro monitorato è la volumetria di gas metano consumato con frequenza di monitoraggio mensile. PRESCRIZIONI Contestualmente alla sintesi annuale dei risultati del piano di monitoraggio e controllo raccolti nell'anno solare precedente ed una relazione che evidenzi la conformità dell'esercizio dell'impianto alle condizioni prescritte nell'autorizzazione Integrata Ambientale e del PMeC, di cui al paragrafo 4.5., il gestore aggiornerà il PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO (PMeC), in caso di modifiche non sostanziali, con le informazioni sui parametri per il monitoraggio delle altre matrici ambientali (suolo, rifiuti, ecc) e/o per l aggiornamento di monitoraggio degli indici prestazionali o di consumo ((consumi di metano, energia elettrica, materie prime, ecc) (al paragrafo 4.3 MONITORAGGIO E INDICI PRESTAZIONALI (MeIP). CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 49
4.3 MONITORAGGIO E INDICI PRESTAZIONALI (MEIP) 4.3.1- COMPONENTI AMBIENTALI E DI GESTIONE DELL ATTIVITÀ Aspetto Ambientale PARAMETRO MISURA FREQUENZA REGISTRAZIONE RUMORE EMISSIONI SONORE LIVELLI SONORI EMESSI VERSO L ESTERNO IN CORRISPONDENZA A MODIFICHE SIGNIFICATIVE AGLI IMPIANTI. FASE PROGETTO E FASE DI REALIZZAZIONE. E COMUNQUE OGNI QUATTRO ANNI CARTACEA CON RELAZIONE DEL TECNICA IN ACUSTICA AMBIENTALE. ARCHIVIO SU PC CON FILE DEDICATO 4.3.1.1 MATRICE ARIA Gli inquinanti monitorati sono quelli indicati in tabella TAB. A Quadro riassuntivo delle emissioni e Valori Limite e le metodologie cui si fa riferimento sono quelle nelle Linee Guida Nazionali Sistemi di monitoraggio emanate con Decreto del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio del 31.01.2005. TAB A/1 (4.3.1.1) -- Sistemi di abbattimento (Domanda di rinnovo AIA prot. 13579 del 5/07/2012 Allegato Tecnico 8 PMeC)) (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013, Allegato 1) Sigla Emissione Sistema di abbattimento Frequenza della manutenzione EP1 Filtro a maniche EP3 Filtro a maniche Da EP5 a EP14 Filtri a maniche EP24 Ciclone + Filtro a maniche + Torre di lavaggio EP25 Filtro a maniche + Torre di lavaggio EP26 EP27 EP28 EP31 EP34 EP37 EP40 EP43 EP55 EP56 EP57 EP58 Filtro a maniche Filtro a maniche Post combustore Post combustore Post combustore Post combustore Post combustore Filtro a maniche Filtro a maniche Filtro a maniche Filtro a maniche come da Piano di Monitoraggio e Controllo CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 50
TAB A/2 (4.3.1.1) Aspetto Ambientale Emissioni in atmosfera PARAMETRO MISURA FREQUENZA REGISTRAZIONE Caratteristiche fisiche Portata- Temperatura- Velocità - % Umidità Concentrazione degli inquinanti specifici per le singole emissioni : Ossidi di azoto NOx COV (formaldeide) COT MPT e Alluminio Autocontrollo o Metodo UNI 10169 Autocontrollo o Metodo Analizz. Celle elettrochimiche (1) o Metodo UNI EN 13649:2002 (2) o Metodo UNI EN 13649:2002 (2) o Metodo UNI EN 13284-1:2003 analisi in ICP-OAS per Alluminio Come da Tab. A Quadro riassuntivo delle emissioni e Valori Limite Come da Tab. A Quadro riassuntivo delle emissioni e Valori Limite Cartacea su certificati e su registro degli autocontrolli. Archiviazione su PC File annuale dedicato Cartacea su certificati e su registro degli autocontrolli. Archiviazione su PC File annuale dedicato (1) Metodo utilizzato fino a concentrazioni misurate al camino inferiori al 10% del valore limite, al superamento di tale soglia, la verifica del parametro sarà effettuata con la metodica indicata nell Allegato 1 del DM 25/08/00. (2) In attesa del completamento del programma di caratterizzazione delle emissioni proposto e concordato in fase di rinnovo del documento di Autorizzazione Integrata Ambientale, relativamente a questa tipologia di inquinanti, rimangono valide le metodiche di campionamento ed analisi fino ad oggi adottate. 4.3.1.1.1 Prescrizioni Matrice Aria 1. Il gestore deve preventivamente comunicare ogni variazione della composizione delle materie prime. 2. Come da paragrafo 3.1.1.a,.i valori di concentrazione devono essere riferiti ad un tenore di O 2 del 18%. 4.3.1.1.1.b Prescrizioni Transitorie - Matrice Aria 1. Il programma di caratterizzazione (Formaldeide), come illustrato nel precedente paragrafo 3.1.1.b, dovrà essere completato entro 6 mesi e presentando la relativa relazione entro 8 mesi; termini che decorrono dalla notifica del presente atto di riesame, di cui il presente Allegato A/1 fa parte integrante. 2. Il programma di caratterizzazione (COT), come illustrato nel precedente paragrafo 3.1.1.c, dovrà essere completato entro 6 mesi e presentando la relativa relazione entro 8 mesi; termini che decorrono dalla notifica del presente atto di riesame, di cui il presente Allegato A/1 fa parte integrante. 4.3.1.2 MATRICE ACQUA I parametri monitorati sono quelli indicati nella tabella in TAB. B sotto riportata e le metodologie cui si fa riferimento sono quelle indicate nelle Linee Guida Nazionali Sistemi di monitoraggio emanate con Decreto del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio del 31/01/2005. TAB B/1 (4.3.1.2) SISTEMI DI ABBATTIMENTO Sigla Emissione Sistema di abbattimento Frequenza della manutenzione Sistema di depurazione composto da: S1 sedimentazione primaria equalizzazione flottazione alcalinizzazione, coagulazione e flocculazione sedimentazione secondaria filtrazione meccanica su quarzite filtrazione ed assorbimento su carboni attivi Secondo la procedura prevista al paragrafo Emissioni CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 51
TAB B/2 (4.3.1.2) Altri Sistemi Aspetto Ambientale PARAMETRO MISURA FREQUENZA REGISTRAZIONE o Verifica funzionamento Mensile Addolcitore - o Approvvigionamento Report su carta deferrizzatore prodotti di consumo Giornaliero o Verifica condizioni Trimestrale esercizio e qualità acqua Cartaceo con report di lavoro e Torri evaporative o Verifica del separatore registrazione su sistema informatico Annuale gocce Emissioni in acqua 4.3.1.3.MATRICE RIFIUTI Impianto depurazione chimico/fisico Contatori Acque nere o Autocontrollo (parametri: ph, solidi sospesi, COD, Al, Ba, Fe, Zn, Cl) o Verifica esercizio e prodotti o Manutenz. straordinaria pulizia vasche o Controllo esercizio o Verifica funzionamento impianti ossidazione, tricamerali, etc. o Operazioni di pulizia Semestrale Giornaliera Annuale/biennale Mensile in occasione delle letture Semestrale Su richiesta o verifica Registro cartaceo ufficiale Annotazione su PC File Gestione Contatori AIA Schede di verifica Formulari di smaltimento Liquami Aspetto Ambientale PARAMETRO MISURA FREQUENZA REGISTRAZIONE Massa dei rifiuti inviati a recupero/smaltimento o Misura e verifica del peso tramite pesa, kg In corrispondenza di ogni carico di rifiuti da inviare a recupero/smaltimento Cartacea su registro carico /scarico rifiuti +MUD. o Sistema SISTRI (disponibile) Massa dei rifiuti stoccati all interno dei sistemi di contenimento o aree di stoccaggio Stima della quantità Giornaliero Settimanale ad ogni movimentazione di presa in carico Rifiuti Corretta separazione delle diverse tipologie di rifiuti o Controllo gestionale da parte degli addetti In corrispondenza di ogni conferimento all aree di stoccaggio -- Stato di conservazione dei sistemi di contenimento rifiuti o Controllo visivo Settimanale -- Materiali recuperati Informazione e formazione o Gestione diretta da reparto o Incontri di formazione per gli addetti nominati in ogni singolo reparto -- - Biennale o in caso di modifiche della normativa di settore Manuale cartacea direttamente dagli addetti agli impianti. Ufficio Personale Sistema SGQ 4.3.1.4 MATRICE SUOLO Aspetto Ambientale PARAMETRO MISURA FREQUENZA REGISTRAZIONE Suolo Vasche interrate Fognature di stabilimento o Ispezione visiva dello stato di conservazione o Verifica dei pozzetti di ispezione o Eventuale pulizia della fognatura Annuale Annuale Annuale Relazione cartacea redatta da tecnico. Fogli di verifica archivio cartaceo Documenti di smaltimento reflui CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 52
4.3.1.5 CONSUMO DI RISORSE E MATERIE PRIME/ INDICI PRESTAZIONALI (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013, Allegato 2) TAB C/1 (4.3.1.5 ) - CONSUMI ENERGETICI Parametro Strumento di misura Unità di misura Frequenza Registrazione Potenza elettrica Contatore di energia elettrica KW Mensile Elettronica su server Volume di metano Contatore volumetrico gas metano m 3 Mensile Elettronica su server TAB C/2 (4.3.1.5 ) - CONSUMI ENERGETICI ENERGIA TERMICA Aspetto Ambientale PARAMETRO MISURA FREQUENZA REGISTRAZIONE Consumi energetici Consumo di energia termica di reparto o Contatore volumetrico gas metano Lettura mensile Elettronica su server TAB C/3 (4.3.1.5 ) - CONSUMI ENERGETICI ENERGIA ELETTRICA Aspetto Ambientale PARAMETRO MISURA FREQUENZA REGISTRAZIONE Consumi energetici Consumo di energia elettrica di stabilimento Sistema di misura del fornitore Lettura mensile /settimanale Elettronica su server TAB C/4 (4.3.1.5 ) - Consumi idrici Aspetto Ambientale PARAMETRO MISURA FREQUENZA REGISTRAZIONE Prelievo di acque da pozzo (1 e 2) o Contatore volumetrico generale mensile Cartacea e elettronica su server Consumi idrici Reparto Alubit 2 Prelievo di acque da acquedotto o Contatore volumetrico generale o Controllo qualitativo acque prelevate rubinetto a piè di pozzo Parametri controllati : ph APAT CNR IRSAS 2060 MAN 29:2003 Cloruri APAT CNR IRSAS 4020 MAN 29:2003 Ammonio APAT CNR IRSAS 3030 MAN 29:2003 Nitrati APAT CNR IRSAS 4020 MAN 29:2003 Manganese APAT CNR IRSAS 3190 MAN 29:2003 Zinco APAT CNR IRSAS 3320 MAN 29:2003 Ferro APAT CNR IRSAS 3160 MAN 29:2003 o Contatore volumetrico mensile Annuale mensile Raffreddamento torri (riciclo) o Contatore volumetrico mensile Cartacea e elettronica su server Cartacea e su sistema informatico Cartacea e elettronica su server Cartacea e elettronica su server Riciclo essiccatori o Contatore volumetrico mensile Cartacea e elettronica su server Linea deferrizzatore o Contatore volumetrico Lettura mensile Cartacea e elettronica su server Linea addolcitore o Contatore volumetrico Lettura mensile Cartacea e elettronica su server CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 53
TAB C/5 (4.3.1.5 ) - Consumi materie prime Materie prime ATTIVITA IPPC 3.5 - REPARTO ALUBIT 2 Aspetto Ambientale PARAMETRO MISURA FREQUENZA REGISTRAZIONE o Carico delle bolle di acquisto su sistema gestionale interno Consumi bilancio materiali Prodotto finito versato a magazzino destinato alla vendita o Verifica del peso di materiale in entrata allo stabilimento tramite pesa o Sistema informatico interno di raccolta dati In corrispondenza di ogni carico in entrata in stabilimento Giornaliera Elettronica su sistema gestionale interno Elettronica su database Controllo analitico materie prime di grande consumo o Verifica parametri di capitolato In corrispondenza allo scarico in entrata in stabilimento Elettronica su sistema gestionale interno 4.3.1.5.1 GESTIONE DEL CICLO PRODUTTIVO TAB D (4.3.1.5.1 ) - MATERIE PRIME Parametro Strumento di misura Unità di misura Frequenza Registrazione Peso Materie prime 4.3.2 ALTRE PRESCRIZIONI Pesa in entrata allo stabilimento Mg In corrispondenza di ogni carico in entrata Elettronica su sistema gestionale interno 4.3.2.1.GESTIONE DELLE FASI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA E DELLE FASI DI AVVIO E DELLE FASI DI ARRESTO DELL IMPIANTO. (Integrazione alla Domanda di rinnovo AIA prot. 12448 del 26/03/2013) Per quanto riguarda le operazioni di manutenzione, Industrie Bitossi s.p.a. per l installazione di Montelupo ha due procedure di carattere generale: Procedura Operativa PO10/07 Manutenzione Impianto Istruzioni Operative Sintetiche IOS 60/01/07 Creazione degli avvisi di guasto Da queste conseguono tutti gli interventi di manutenzione. Industrie Bitossi s.p.a. specifica che la manutenzione programmata annuale ha come obiettivo la verifica di alcune parti di installazione, mentre quella definita manutenzione preventiva (PO 10/07) non ha per oggetto parti di installazione o macchine specifiche, ma viene eseguita su macchine o parti di esse a seguito dei controlli mensili eseguiti dai manutentori, da cui si può generare una segnalazione di manutenzione. La manutenzione su chiamata o su guasto, secondo IOS 60/01/07, che stabilisce modalità di gestione di richiesta di manutenzione per guasto, nel sistema di gestione della manutenzione. Nell ambito del PMeC sono citate le seguenti operazioni: Manutenzione programmata: annuale con registrazione su sistema informatizzato; Manutenzione preventiva: mensile, da cui potrebbe avere origine anche una richiesta di manutenzione preventiva, da registrare su sistema informatizzato. Manutenzione per guasto: si può verificare nel corso di esercizio degli impianti dell installazione, da registrare su sistema informatizzato. In questo caso, sulla base dell esperienza pluridecennale di Industrie Bitossi s.p.a., viene specificato quali sono le cause per cui si rende necessario fermare gli impianti di abbattimento. Per le emissioni fredde l eventuale fermata dell impianto di abbattimento corrisponde alla fermata della relativa attività di lavorazione. Per le emissioni calde derivanti dai forni la fermata dell impianto di abbattimento si può verificare per guato ai ventilatori di aspirazione, con necessità di sostituzione, o guasto al bruciatore del postcombustore, con necessità di sostituzione. Per le emissioni calde derivanti dagli impianti degli essiccatori, in caso di fermata dell impianto di abbattimento (cicloni + filtro a maniche) corrisponde alla fermata della relativa attività di lavorazione. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 54
4.4. RESPONSABILITÀ NELL ESECUZIONE DEL PIANO Il gestore svolge tutte le attività previste dal presente piano di monitoraggio, anche avvalendosi di società terza contraente, individuata nella ditta Colorobbia Consulting srl. Nella sottostante tabella sono individuate nell ambito temporale di validità dell autorizzazione integrata ambientale, le competenze dei soggetti coinvolti nell esecuzione del presente PdMC, anche se la responsabilità ultima di tutte le attività di controllo previste dal presente PdMC e la loro qualità, resta del gestore. SOGGETTI NOMINATIVO DEL REFERENTE TIPOLOGIA DI ATTIVITA Gestore dell impianto Fossi Eraldo Bilancio materiali - Consumi Energetici - Manutenzione Società terza contraente Colorobbia Consulting srl Aria - Acqua - Rifiuti - Rumore - Suolo 4.5.GESTIONE E COMUNICAZIONE DEI RISULTATI DEL MONITORAGGIO PRESCRIZIONI Il gestore deve: - trasmettere Ufficio Gestione e Tutela Ambientale del Territorio nell Empolese Valdelsa della Città Metropolitana di Firenze ed a A.R.P.A.T Dipartimento del Circondario Empolese, entro il 30 Aprile di ogni anno, una sintesi dei risultati del piano di monitoraggio e controllo raccolti nell'anno solare precedente ed una relazione che evidenzi la conformità dell'esercizio dell'impianto alle condizioni prescritte nell'autorizzazione Integrata Ambientale di cui il presente Piano è parte integrante; - i dati derivanti da programmi di misure periodiche dirette discontinue devono essere archiviati e comunicati nei modi di seguito riportati: 1. Matrice ARIA: in appositi registri come specificato nel paragrafo 3 Matrici Ambientali, di cui uno dedicato ai risultati delle analisi e controlli periodici finora effettuati e secondo destinato all'annotazione delle interruzioni del funzionamento degli impianti di abbattimento (vedi Par.3.9. NOTA SU INTERVENTI DI MANUTENZIONE PROGRAMMATA E ORDINARIA O STRAORDINARIA e Par. 3.10.1.2 PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE AUTOANALISI, punto 3) 2. altre matrici e altri aspetti monitorati: in formato coerente con le schede tecniche di cui alla Deliberazione G.R.T. n.38 del 20/01/2003 e/o concordato con Ufficio Gestione e Tutela Ambientale del Territorio nell Empolese Valdelsa della Città Metropolitana di Firenze 3. conservare su idoneo supporto cartaceo e/o telematico tutti i risultati dei dati del monitoraggio e del controllo per un periodo di almeno 5 anni. CITTA METROPOLITANA DI FIRENZE 55