Corso di Estimo Forestale ed ambientale dr. Luigi cembalo a.a. 2012/2013 Stima di boschi ed arboreti da legno Per stima di un bosco si intende la stima del più probabile valore di mercato del suolo e del soprassuolo Sono necessarie conoscenze di selvicoltura, dendrometria (è la scienza che studia le tecniche che permettono di calcolare i valori biometrici relativi ad un albero o ad un bosco), auxonometria (Studio dell'accrescimento e dello sviluppo di un organismo dal punto di vista quantitativo), economia forestale, assestamento forestale, ecc. 1
Elementi per poter formulare dei giudizi di stima intorno a un bosco elemento tecnico: massa legnosa espressa in metri cubi elemento economico: prezzo di macchiatico per metro cubo 2
Nomenclatura silvana bosco: superficie di terreno ricoperta da piante legnose selvatiche, dette specie forestali, nate spontaneamente (per disseminazione o per riproduzione agamica: cedui) o per opera dell uomo (semine e/o piantagioni) L insieme di queste piante è il soprassuolo o consistenza boschiva 3
Massa o provvigione legnosa: si esprime in mc/ ha ed è il volume delle piante arboree e frutticose che crescono su di un appezzamento a bosco Tale massa legnosa, o capitale fruttante, si esprime in: volume cormometrico: per legname da opera volume dendrometrico: per l intero volume delle piante 4
Ai fini della stima del soprassuolo a scopo di compravendita, la provvigione di un bosco è costituita soltanto dal materiale utilizzabile dal calcolo della massa vengono escluse le ceppaie e la ramaglia non commerciabile Utilizzazione: massa legnosa che viene periodicamente asportata dal bosco abbattimento, allestimento, smacchio (trasporto a posto di carico) 5
ripresa: massa legnosa che potrebbe essere tagliata secondo piani prestabilita L utilizzazione di un bosco può essere: superiore alla produzione: si asporta + di quanto si è prodotto (si intacca il capitale fruttante ovvero la provvigione o massa legnosa) uguale alla produzione: utilizzazione = alla riproduzione (capitale fruttante inalterato) inferiore alla produzione: si asporta - di quanto si è prodotto (incremento della massa legnosa) Nei boschi uniformemente assestati l utilizzazione è di solito uguale all incremento corrente 6
Classificazione specie forestali per la forma della foglia: aghifoglie quali le conifere (pini abeti, larice, ecc.) per la durata delle foglie: chioma persistente (pini, abeti, lecci, sughero, alloro, ecc.) chioma semipersistente (roverella, cerro) chioma caduca (faggio, castagno, larice, ecc.) per alcune proprietà del legno: resinose (pini, larici, ecc.) non resionose (faggio, quercia, ecc.) per la durezza del loro legno: dolci con minor resistenza meccanica (pioppi, pino cembro, abete rosso, abete bianco, ecc.) forti per legname da lavoro (rovere, leccio, faggio, frassino, ecc.) 7
Classificazione dei boschi in base all età delle piante che li formano: coetanei o disetanei COETANEI stessa età sulla medesima particella. Di solito sono trattati a taglio raso, a taglio successivo o ad altre forme intermedie la ripresa coincide con la massa legnosa della particella matura DISETANEI tutte le graduazioni di età, teoricamente di età scalari da 1 a t anni. Di solito a taglio saltuario: viene abbandonato il concetto di turno e subentra quello di diametro di recidibilità che aumenta al crescere della fertilità e della provvigione del bosco. La ripresa coincide con l asportazione di tutte, o quasi, le piante che hanno raggiunto il diametro di recidibilità. Nei bosci disetanei assestati si torna sulla stessa particella dopo 8-25 anni (periodo di curazione che è il tempo impiegato dalle piante della penultima classe diametrica per accrescersi di 5 cm) 8
Classificazione dei boschi secondo l ordine nello spazio e nel tempo: assestati e non assestati ASSESTATI sono quei boschi sottoposti a pianificazione e controllo (si studiano le condizioni del bosco, gli incrementi, le provvigioni, il piano dei tagli, la distribuzione della ripresa annua. I piani di assestamento sono obbligatori per i boschi di proprietà dello Stato, Comuni ed Enti pubblici NON ASSESTATI sono boschi privi i piano di assestamento. La ripresa annua non è costante perchè invece che su base scientifica è determinata sul giudizio del proprietario. 9
Classificazione dei boschi A seconda se possono essere tagliati o meno senza l autorizzazione dell Organo tecnico (Corpo Forestale dello Stato): vincolati o non vincolati (in genere i boschi sono vincolati) Il vincolo più importante è quello di natura idrogeologca va inteso come una limitazione del diritto di proprietà Per tagliare un bosco vincolato occorre la prescritta autorizzazione 10
Classificazione dei boschi in base alla densità delle piante boschi molto densi, densi, a densità normale, radi e molto radi per i tipi di specie forestali puri (una sola speciae: pineta, abetina, faggeta, ecc.) misti (composti da specie diverse: abete bianco e rosso, larice e abete bianco, ecc) in base al governo in base al metodo seguito per la sua riproduzione, il bosco può distinguersi in: fustaia (o altofusto) e ceduo 11
FUSTAIA la fustaia di norma è formata da piante a ciclo più o meno lungo proveniente da seme prodotto dalle piante mature CEDUO formato in maggioranza da polloni emessi dalle ceppaie o dal fusto ed in piccola parte dalla rinnovazione da seme il taglio del ceduo può avvenire: a ceppaia o a terra (taglio rasente la terra) a capitozza (ad una certa altezza da terra) a sgamollo (taglio dei soli rami laterali rispettando la cima) a sterzo o della formica (si tagliano solo i polloni che hanno raggiunto un determinato diametro. In questo caso il taglio può essere annuale) 12
Il taglio di una Fustaia può essere: a taglio raso si tagliano contemporaneamente tutte le piante che formano la particella a taglio successivo il taglio avviene in tempi successivi: taglio preparatorio (si elimina una parte del soprassuolo per consentire la semina) taglio di sementazione o rinnovazione (coincide con la fine del turno. Si asporta dal 30 al 70% della massa e si stimola le piante a fruttificare. Se la rinnovazione è scarsa si eseguono uno o due tagli secondari) taglio di sgombero (ultimo taglio a rinnovazione affermata lasciando solo la rinnovazione) a taglio saltuario detto a scelta, o da dirado, o cadorino (caratteristico dei soprassuoli disetanei). L utilizzazione avvine per singole piante destinate al taglio perchè di diametro di recidibilità. In questa fase si asportano anche le piante morte e quelle in soprannumero rispetto alla densità normale 13
Il ceduo, a seconda delle forme di trattamento può essere: Ceduo semplice se trattato a taglio raso (tutti i polloni che crescono sui terreni vengono asportati col taglio. Rinnovazione agamica) Ceduo matricinato vengono rilasciate piante con funzioni di madri o portasemi destinate a disseminare. Riproduzione contemporaneamente agamica (ceduo) e gamica (matricine). Le maricine vengono di solito abbattute con età uguali a 2t (t: turno del ceduo). ceduo composto simile al ceduo matricinato ma con matricine fra loro ad un età uguale a 4t. Può fornire un discreto legname da opera e viene considerata una fustaia disetanea su ceduo (matricine di età 2t, 3t, 4t perchè disposte in età scalare) 14
Ipsometria Tecnica per la misurazione delle piante in piedi metodo a vista esperienza, veloce, ma poco accurata direttamente salire sull albero: metodo esatto ma... provateci ipsometri strumenti (Leiss, Haga, Weise, altri) metodi antichi croce del boscaiolo metodo delle paline metodo dell ombra 15
Dendrometria è una parte della scienza forestale che si occupa della cubatura di alberi abbattuti, in piedi e di boschi interi tecnica del cavallettamento per i boschi interi rilevazione delle altezze e diametri degli alberi di un bosco suddiidendoli in classi diametriche riportando le misurazioni su un registro detto pedilista. In alternativa si usa un campionamento 16
Cubatura di alberi abbattuti la massa legnosa di un albero abbattuto è formata da: fusto ramaglia ceppaia (a volte) I procedimenti per determinare il volume variano a seconda se si tratta di legname grosso o minuto. Se il legname è squadrato (travi, morali, tavole, ecc.) si invocano le formule della geometria dei solidi per i fusti esistono numerose formule di cui se ne ricordano alcune 17
Cubatura di alberi abbattuti formula di Huber o della sezione mediana V = Sm. H dove: V = volume Sm = area della sezione mediana del fusto o del tronco H = altezza del fusto o del tronco dove: formula di Smalian o della sezione media V = [(S0 + Sn)/2]. H S0 e Sn corrispondo alle aree delle sezioni estreme del tronco di lunghezza H 18
Cubatura di alberi abbattuti formula del quinto senza deduzione V = Cm 5 2 2H = 0,08 H Cm 2 dove: Cm = circonferenza mediana H = lunghezza del fusto o del tronco 19
Cubatura di alberi abbattuti metodo di cubatura per sezioni dove: h = altezza del toppo b = area sezione mediana del toppo s = area sezioni estreme dei toppi formula di Heyer (più usata) per h = 1, si avrà: V = h(b1 + b2 + b3 +... + bn) V = b1 + b2 + b3 +... + bn formula di Simpson (più precisa ma meno usata della precedente) V = 1/6. h[(s1 + sn + 2(s2 + s3 + s4 +... + sn-1)+ +4(b1 + b2 +... + bn)] 20
Cubatura del legname minuto il legname minuto può comprendere svariati assortimenti mercantili: pali, traversine, fascine, ecc.) Non si possono usare formule geometriche e si ricorre a: silometro permette di misurare il volume d acqua spostata dal legname da cubare quando vi si immerge P = V. ps dove V = volume; P = peso in Kg; ps = peso specifico conoscendo invece il peso specifico del legname e il peso in Kg, il volume sarà di conseguenza: V = P/ps stereometrica (per il legname minuto accatastato) un metro stero corrisponde a un metro cubo (vuoto per pieno) delle cataste. Con l uso di opportuni prontuari si passa dal metro stero al metro cubo pieno. Per ottenere un metro cubo occorrono circa 1+1/4 metri steri. L accuratezza della misurazioni dipende da come è accatastato il legname. 21
Cubatura degli alberi in piedi Il problema consiste nel fatto che non è mai possibile avere misurazioni precise (l altezza va stimata), anche se in media gli errori si compensano tre metodi a vista misurazione diretta metodi pratici metodo dei numeri formali 22
Cubatura degli alberi in piedi Metodo a vista stima che prevede notevole esperienza e sicuramente poco formale Metodo della misurazione diretta si applica quando è possibile rilevare qualche misura certa rilevamento della sezione a 1,3 metri da terra cavalletto dendrometrico e formula di Huber 23
Cubatura degli alberi in piedi Metodi pratici il diametro D del fusto viene misurato a 1,3 metri dal suolo H è l altezza misurata a vista o con ipsometri formula di Bouvard (per fustaie di quercia e faggio) V = D2 H 2 formula di Algan (per conifere svettate a circa 15 cm di diametro) V = D2 H = 0,33D 2 H 3 formula di Denzin (usata per volume del fusto, tronco e cimale, di molte conifere (abete bianco e rosso) cresciute in boschi coetanei a densità normale) V =10D 2 24
Cubatura degli alberi in piedi metodo dei numeri formali o dei coefficienti di riduzione o di forma utile per cubatura di alberi isolati o interi boschi previa cubatura di alberi modello è chiamato di forma perchè nella formula (V: volume della massa; H: altezza degli alberi; S area basimetrica media degli alberi a 1,3 m dal suolo) è incluso un numero, rappresentato dalla lettera f, che rappresenta il coefficiente di forma che esprime il rapporto fra il volume reale di un fusto e quello cilindrometrico dello stesso. I coefficienti di forma sono riferiti a 5 prototipi V = f H S 25
Coefficienti di forma o numeri formali CILINDRO f = 1 PARABOLOIDE CUBICO f = 0,60 PARABOLOIDE APOLLONICO f = 0,50 CONO RETTO f = 0,33 NEILOIDE f = 0,25 d D = 1; V = H S d D = H h 3 ; H 1,30 V = 0,6 H S d D = H h H 1,30 ; V = 0,5 H S d D = H h H 1,30 ; V = 0,33 H S d D = 3 3 ; H h H 1,30 V = 0,25 H S I coefficienti di forma f sono riportati in tabelle riferite alla specie e all altezza L applicazione di questo metodo non è molto agevole perchè il riconoscimento della forma non è immediata Per stabilire il prototipo dendrometrico bisogna determinare il rapporto di decremento dei due diamteri misurati ad opportuna distanza, cioè 1/3 o 1/5 di H e D a m 1,30 da terra. Dal rapporto dei due diametri si devono avere le eguaguanze riportate in formula sotto le forme prototipo. 26
Cubatura della massa legnosa dei boschi la determinazione della massa legnosa di un bosco può avvenire con metodi diversi più o meno empirici: a vista o oculare degli alberi modello dell albero modello unico delle aree saggio con i coefficienti arborei di riduzione (o formali) con tavole stereometriche o dendrometriche con tavole alsometriche 27
Cubatura della massa legnosa dei boschi cubatura a vista od oculare procedimento empirico che richiede esperienza e si può effettuare per confronto: con misurazioni fatte con altri boschi simili per via diretta: quando si cubano ad occhio i singoli alberi componenti il bosco 28
Cubatura della massa legnosa dei boschi cubatura con alberi modello il numero di alberi modello varia dall 1 al 3 % degli alberi da cubare a seconda di quanto è regolare il bosco la cubatura deve essere fatta su soggetti atterrati devono rappresentare sia la media del volume di tutte o parte delle piante di un bosco, sia la media degli assortimenti mercantili ricavabili La loro scelta va fatta con oculatezza escludendo i soggetti troppo tozzi, a fusto storto, biforcuto, troppo slanciati o difettosi La cubatura degli alberi va fatta con procedimenti esatti in quanto ogni errore piccolo diventa non trascurabile quando moltiplicato per molte piante La ripartizione delle alberi modello fra tutte le piante da cubare può avvenire: in modo equo: alberi modello equamente ripartiti (la sommatoria dei valori di massa derivanti da ciascuna classe diametrica, per ciascun assortimento, per il numero degli alberi della stessa classe, fornisce la massa legnosa). Questo metodo da buoni risultati solo quando in ogni classe diametrica si ha lo stesso numero di piante e quando non c è molta variabilità fra i diametri estremi delle piante da cubare proporzionale: due casi (metodo DRAUDT e metodo URICH) 29
Metodo proporzionale Metodo DRAUGHT il numero degli alberi modello si fa in proporzione diretta al numero degli alberi della classe diametrica. Indicando con N1, N2,...,Nn le piante di ciascuna classe diametrica e con n1, n2,..., nn gli alberi modelli necessari, con N e n le loro somme e con v1, v2,..., vn il volume di ciascuna pianta modello, il volume del bosco sarà: V = (n1. v1 + n2. v2 +... + nn. vn). N/n, ovvero il volume totale è dato dal prodotto tra il voume degli alberi modello e il numero degli alberi del bosco diviso per il numero degli alberi modello. 30
Metodo URICH Metodo proporzionale anche in questo caso il numero di alberi modello viene stabilito a priori Iil numero di alberi del bosco vengono divise in ugual numero in classi diametriche aventi ciascuna lo stesso numero di alberi. Oppure viene stabilito a priori il numero di classi diamteriche aventi ciascuna lo stesso numero di alberi Si prende per diamtero medio quello riscontrabile nella maggior parte delle piante di ciascun gruppo. il volume del bosco si otterrà dalla somma dei volumi delle piante di ogni singolo gruppo 31
Cubatura della massa legnosa dei boschi Cubatura con albero modello unico unico albero come media del bosco (applicabile in rari casi) cubatura con il metodo delle aree di saggio si limita la misurazione delle piante in un area rappresentativa del bosco (superficie rettangola o circolare di raggio di 20 metri) questo metodo si applica principalmente per rilievi sommari e nella cubatura dei boschi cedui 32
Cubatura della massa legnosa dei boschi cubatura con i coefficienti arborei di riduzione V = S.H.f.n (V: volume; H: altezza media degli alberi del bosco; f: coefficiente formale boschivo; n: numero delle piante della massa boschiva considerata) il coefficiente formali si può distinguere in: dendrometrico: quando si riferisce al volume di tutta la pianta cormometrico: quando si riferisce al volume del solo legname da lavoro, esclusi cioè il cimale e i rami inferiori a una certa frossezza (7-10 cm) i coefficienti variano in base alla specie legnosa, alla densità, alla posizione geografica, alla lunghezza dei fusti e alla classe produttiva. 33
Cubatura della massa legnosa dei boschi cubatura con tavole stereometriche o dendrometriche tavole molto diffuse, generali (stessa specie stessa massa) o locali (sito-specifiche), a una (cubatura solo in base ai diametri) o due entrate (cubatura in base ai diametri e alle altezze). le tavole locali a doppia entrata sono abbastanza attendibili ma i metodi più precisi sono quelli analitici cubatura con tavole alsometriche queste tavole indicano, per le varie specie legnose, la massa per ettaro alle diverse età e per singole classi di riproduttività. Possono essere generali o locali stime sommarie e poco attendibili 34
Cubatura di rami, ceppi e cortecce la cubatura dei rami viene calcolata in % del volume dei fusti. La % viene stabilita con calcoli fatti su alberi modello Per i ceppi la cubatura avviene con misure dirette delle ceppaie (importante ad esempio per la radica di noce) la cubatura della corteccia si calcola per differenza tra il volume del fusto con e senza cortezza (importante per il sughero da quercia o per la concia del cuoio o per altro (castagno) 35