_narkomfin. cristina azzena

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Transcript:

_narkomfin cristina azzena 196254 Subito dopo la rivoluzione russa del 1917, in seguito alla trasformazione economica della società e al nuovo ordine politico e culturale, si sente la necessità nel campo dell edilizia sociale, di creare una diversa tipologia abitativa. Nel 1926 l OSA (associazione architetti contemporanei), seguendo queste indicazioni, progetta la casa comune concepita per un modo di vivere comunitario, che doveva sostituire con attrezzature collettive i servizi autonomi, come la cucina ed il bagno. In seguito il Comitato per l edilizia affida ad una commissione il progetto di diversi tipi di abitazione modulare formata da 5 modelli di cellule abitative duplex sovrapposte con corridoio interno. Da qui nasce il blocco residenziale Narkomfin, come alloggio per cinquanta famiglie del Commissariato popolare delle Finanze. Secondo Ginzburg la costruzione doveva essere costituita da quattro blocchi: l edificio residenziale a cui era collegato, attraverso un passaggio coperto, il complesso sociale di uso comune (palestra e refettorio), un asilo infantile ed una costruzione per usi comuni (lavanderia, officina, impianti tecnici). Poco tempo dopo la sua costruzione, che vede realizzati solo due blocchi, uno residenziale ed uno per la mensa e la palestra, si rivela un sogno irrealizzabile. L edificio residenziale, un parallelepipedo che si estende in lunghezza, poggia su pilotis, è composto da cinque piani, ai quali si accede mediante i corpi scala posti alle estremità di esso ed è costituito da unità immobiliari diverse, ma tutte sviluppate secondo la tipologia del duplex. Il tipo K, esteso per il primo e secondo piano, al quale si accede attraverso una piccola cucina ed un ampio soggiorno. La doppia altezza permette di avere al piano superiore due camere da letto e un bagno. Questo tipo di appartamento è pensato per le famiglie che mantengono un tradizionale stile di vita abitativo. Il tipo F che si estende al terzo quarto e quinto piano, è diviso in due monolocali pensati per coppie single o giovani, a questi si accede mediante il soggiorno ed il piano di sopra ospita la camera da letto. In questa tipologia di casa, gli abitanti preferivano usufruire dei servizi comuni, piuttosto che utilizzare degli spazi troppo piccoli per le loro quotidiane necessità. Entrambe le tipologie sono dotate di affacci sui due lati, ciò permette una buona illuminazione e ventilazione naturale. Alle cellule abitative K si accede da un corridoio esterno presente al primo piano, mentre le cellule abitative F sono collegate da un secondo corridoio presente al quarto piano. Entrambi i collegamenti orizzontali si raggiungono attraverso i due corpi scala. Il secondo blocco, destinato ai servizi comuni, è raggiungibile attraverso un corridoio che lo collega al blocco residenziale o al vano scala adiacente ad esso. Il tetto è costituito da una terrazza scoperta e da una foresteria. Il Narkomfin, simbolo del razionalismo rivoluzionario, è oggi un edificio in completa rovina, e ciò è dovuto probabilmente alla sua scarsa funzionalità.

_quartiere matteotti Il villaggio I. Balbo, situato alla periferia di Terni e costruito per gli operai delle acciaierie nel 1934-1938 secondo i canoni costruttivi del periodo fascista, era diventato ormai inadeguato. Si diede, quindi, l incarico all architetto Giancarlo De Caro di trasformarlo e ampliarlo secondo criteri più funzionali. Nasce, così, tra il 1970 e il 1975 il quartiere residenziale Matteotti. Il progetto è il primo esempio di costruzione effettuato con la partecipazione diretta di coloro che costituivano l utenza, infatti la stesura avvenne dopo una serie di incontri, di interviste, di mostre effettuate da tecnici che hanno accolto e riferito quelle che erano le esigenze degli interessati a cui hanno proposto anche 45 tipologie costruttive, l'obbiettivo era quello di costruire su misura, con l'aiuto degli utenti, sbalorditi per questo inusuale modo di progettare, che non chiedevano quanto in realtà potevano avere per vivere bene. E' stata infatti, come dice De Carlo un operazione creativa che si è conclusa in figura che è la rappresentazione di quello che è stato detto e che si è tramutato in progetto. Si è tenuto conto, inoltre, di mantenere il rispetto del rapporto uomo-ambiente e dell identità del luogo. Il progetto prevedeva la costruzione di 840 alloggi su una superficie di 20 ettari, ma si fermò, per motivi economici, a 240 appartamenti. Le unità abitative sono suddivise in quattro blocchi accorpati a due a due serviti da percorsi, separati da un'unica strada e circondati dal verde con un quinto edificio a quattro piani strutturato in modo diverso. I quattro blocchi principali sono tutti differenti tra loro, costituiti da un assemblaggio di sei diverse tipologie di alloggi, studiate in modo tale da farli combaciare tra loro, in modo estremamente semplice. Il quinto blocco infine ha un'unica tipologia di alloggio ed è dotato di sei vani scala spartiti equamente per garantire l'accesso in modo uguale a tutti gli appartamenti. La particolarità di questo complesso sono i collegamenti orizzontali; non tanto per quanto riguarda il piano terra composto da due strade pedonali poste a separare i due blocchi accorpati, i ballatoi, le rampe; quanto i collegamenti pedonali sopra elevati, che rendono possibile il collegamento dei quattro blocchi principali e assicurano lo svolgersi di esperienze collettive all'interno del quartiere, L'elemento principale a cui vuole indirizzare il progetto è proprio la vita collettiva, creata non solo dai percorsi, ma anche dai numerosi terrazzigiardino, spazi verdi. Ancora oggi, a quasi quarant'anni dalla sua realizzazione, sono rimasti intatti gli elementi funzionali e le caratteristiche che De Carlo ha voluto imprimere al progetto. Nota importante del complesso residenziale Matteotti è il fatto che tutte le unità abitative sono dotate di uno spazio verde personale. Inoltre è presente l'orto, il giardino pensile e la terrazza.

_gruppo di edifici a ivry Il complesso Ivry di J. Renaudie si trova nella città di Ivry, vicina a Parigi, e collega due lati della Lenine Avenue: è composto da abitazioni, uffici e negozi distribuiti su diversi livelli. Tutto progettato con le piante a forma di stelle, una forma inedita che rende il progetto primo nel suo genere. All'interno degli edifici, suddivisi in blocchi sempre diversi, si accede mediante scale a chiocciola, queste portano ai vari corridoi posti nei piani e permettendo quindi, l'ingresso ai locali. I locali residenziali in particolare si dividono in due categorie: quelli che si estendono per un solo piano e i duplex. All'interno di questi ultimi l'accesso dal piano inferiore a quello superiore è garantito anch'esso come il vano scala comune, da una scala a chiocciola, di dimensioni leggermente inferiori, questa da la possibilità di variare sulla divisione interna e creare piante diverse tra i due livelli dei duplex. L'impatto visivo della struttura in calcestruzzo, caratterizzata da angoli obliqui, viene alleggerito dalla presenza del verde modellato, presente in gran parte dei terrazzi. Questi, infatti, adibiti a giardino, sono elementi caratterizzanti dei diversi blocchi residenziali. L'osservatore è colpito sia dalla grandezza dell'edificio, che dalla presenza del verde presente in esso. Nelle diverse parti che compongono il quartiere di Ivry, pur essendo di grandi dimensioni e sviluppate in altezza, non manca il rapporto con la natura, elemento importante per un giusto modo di vivere l'abitazione per gran parte della popolazione. Tutto ha il giusto equilibrio tra gli spazi. Ogni singolo locale, inoltre, per il modo particolare in cui si sovrappongono i molteplici piani, è fornito più che sufficientemente da luce e areazione naturale. La particolarità di questo edificio ha lasciato una forte impronta dell'architettura urbana tra gli anni '50 e '60. Tutti gli appartamenti sono simili, ma unici, poiché come dice Renaudie l architettura ha il ruolo di soddisfare la diversità umana. Questo lo differenzia da molte costruzioni di grandi edifici che tendono ad uniformare il modo di progettare e creare spazi uguali. Questo è un esaltare l architettura del disordine. Altro fattore che fornisce movimento alle sue molteplici costruzioni sono i percorsi pedonali creati su diversi livelli, che creano movimento alla struttura e permettono numerosi scambi sociali, dovuti anche dalle diverse funzioni presenti all interno del quartiere. La definizione di catastrofe francese a proposito di quest opera, secondo quanto riporta Irenee Scalbert s nella sua pubblicazione un diritto alla differenza, non rende giustizia all apporto che essa dà alla valorizzazione della zona. E questo un progetto ambizioso che rende l autore, per la sua grandezza e particolarità, il più importante degli allievi di A. Perret e M.Leds e degli architetti della fine del novecento.