A cura del Dott. Giovanni Rubino
CURE TERMALI NELLA STORIA Nelle civiltà del passato, sia occidentali che orientali, accanto all immagine generatrice dell acqua si associano con frequenza i concetti di purezza, fertilità e soprattutto di sacralità dell acqua.
Gerusalemme: Piscina Probativa e Chiesa di S. Anna
CURE TERMALI NELLA STORIA Ai primordi della storia la sacralità delle acque andava spesso di pari passo con l attività terapeutica. L immersione in alcuni fiumi sacri ( il Giordano, il Gange, il Nilo ), oltre a purificare lo spirito, serviva a curare i mali del corpo.
CURE TERMALI NELLA STORIA Il culto dell acqua purificatrice e sanatrice è stato tramandato fino ai nostri giorni sopravvivendo non solo in Africa ed in Asia, ma anche in alcuni paesi europei dove si conserva l usanza dei bagni miracolosi in determinati corsi d acqua.
purificazione nel Gange
il bagno nell acqua sacra del Gange purifica uomini e cose
Lourdes: l immersione è vissuta dai pellegrini come una tappa di conversione
CURE TERMALI NELLA STORIA La medicina nella Grecia antica identificava la purezza dell acqua con le sue proprietà benefiche. Per tale ragione i templi in cui si celebrava il culto della medicina ( in particolare quelli dedicati al dio Asclepio ) erano costruiti in prossimità di sorgenti minerali, dove i malati potevano fare le loro purificazioni rituali. Il più famoso di questi templi si trovava nell isola di Coo ed era la sede della scuola di Ippocrate: il padre della medicina occidentale.
CURE TERMALI NELLA STORIA La scuola di Coo produsse il Corpus Hippocraticum che può considerarsi il primo trattato di medicina della storia. Molti capitoli sono dedicati al problema delle acque considerate sotto vari aspetti: caratteri organolettici, igiene, uso dei bagni in varie malattie, azione dell acqua calda e di quella fredda sul corpo umano.
CURE TERMALI NELLA STORIA Il significato dei bagni termali cambia profondamente in epoca romana allorchè assumono un ruolo specifico sotto l aspetto sociale e culturale. Le terme vengono costruite in ogni centro abitato ed in epoca imperiale raggiunsero la massima importanza per la vita della città.
CURE TERMALI NELLA STORIA Terme Romane in epoca imperiale: Edifici lussuosi Accesso consentito a tutte le classi sociali Prezzi controllati e contenuti Dal 31 a. C. accesso permesso anche alle donne, in reparti riservati o in orari differenti da quelli degli uomini Sistema di riscaldamento centralizzato ( ipocaustum ) Dotazione di biblioteche,sale conferenze, palestre, stadi, solari ecc.
Roma Le Terme di Caracalla, costruite intorno al 215 d.c., potevano ospitare fino a 1600 persone.
CURE TERMALI NELLA STORIA L idroterapia prevedeva diverse fasi: Ginnastica in palestra o bagno di sole o massaggio energico Calidarum: bagno ad alta temperatura in ambiente saturo di vapori Tepidarium: bagno a temperatura più bassa per abituarsi alla fase successiva Frigidarium: immersione in acqua fredda Il ciclo poteva essere ripetuto più volte durante la giornata. Alcune strutture erano dotate del laconicum, sala surriscaldata con nicchie alle pareti per effettuare i bagni di sudore
Terme romane: planimetria
CURE TERMALI NELLA STORIA La scuola atomista considerava le malattie come effetto della sproporzione tra atomi e pori del corpo. L alternarsi del caldo e del freddo aveva il compito di allenare la sostanza corporea a non ricevere danno in conseguenza dell attacco di fattori morbosi.
CURE TERMALI NELLA STORIA I medici romani fecero le prime classificazioni delle acque, cercando di trovare un nesso tra azione curativa e caratteristiche chimico-fisiche Plinio classifica le acque in sulfuree, saline, ferruginose, bituminose ed albuminose a seconda della tinta assunta dal residuo per effetto del calore o a seconda delle macchie lasciate sul rame.
CURE TERMALI NELLA STORIA Il declino dell Impero Romano portò alla rovina le terme, gli acquedotti, le fontane e le vie di scolo; i consistenti flussi d acqua che attraversavano le città non furono più disponibili, determinando l abbassamento del livello igienico generale e favorendo il proliferare delle malattie.
CURE TERMALI NELLA STORIA Con l ascesa del Cristianesimo il bagno di piacere divenne il simbolo del peccato, e per l intero corso del Medioevo l acqua fu vista come una fonte di pericolo per la salute. Veniva sostituita con pezze, unguenti e borotalco ed era credenza diffusa che fosse meglio non lavarsi mai.
CURE TERMALI NELLA STORIA L idrologia riceve nuovo e forte slancio a partire dall 800 per effetto dei progressi della chimica e della biologia. Si abbandona l empirismo prevalso nei secoli precedenti e si ricercano gli elementi chimici, presenti nelle acque minerali, che spiegano gli effetti biologici. Inizia una stagione che vede svilupparsi in Europa molti centri termali. Passare le acque o andare ai bagni diventa una moda diffusa. E la nascita del termalismo moderno.
Terme di Levico Grand Hotel Imperial
Origine e formazione delle acque minerali e termali L acqua nelle rocce L acqua è contenuta nelle rocce in forma diversa: come acqua di cristallizzazione (in alcuni minerali), come acqua di ritenzione e come acqua di gravità. L acqua di cristallizzazione è saldamente legata nelle molecole dei minerali; l acqua di ritenzione è trattenuta nei micropori dei granuli. Questa acqua è ferma, in quanto le forze di attrazione del dipolo H2O sono superiori alla gravità. L acqua di gravità occupa tutti gli spazi lasciati liberi dall acqua di ritenzione (spazi vuoti entro le rocce) ed è quella che si muove per gravità. E questa l acqua comunemente indicata come acqua presente in una falda, ed è quindi mobile: può esser estratta attraverso pozzi oppure fuoriuscire da sorgenti. L acqua di interesse estrattivo è quindi contenuta nel sottosuolo in depositi più o meno estesi definiti falde. Le falde possono avere estensioni di decine o di centinaia di chilometri con spessori di decine di metri.
Origine e formazione delle acque minerali e termali Si hanno acquiferi liberi quando il livello dell acqua sotterranea contenuta nell acquifero (livello freatico) è libero di scendere e salire in funzione di flussi idrici in uscita o in ingresso. Si distingue una zona di saturazione (interamente occupata dall acqua) e il volume sovrastante il deposito d acqua (zona non satura). In particolare, in aree dove gli acquiferi sono presenti in rocce sedimentarie (ghiaie, sabbie, ecc.), si possono avere più falde idriche sovrapposte: si definisce acquifero freatico il primo acquifero libero che si incontra procedendo dalla superficie verso il basso
Origine e formazione delle acque minerali e termali Acquifero libero o freatico. Si osserva una zona di saturazione (interamente occupata dall acqua) e la superficie superiore del deposito d acqua. Il relativo livello (livello freatico) è libero di scendere e salire nell acquifero in funzione di flussi idrici in uscita o in ingresso (Disegno di G. Domini).
Origine e formazione delle acque minerali e termali Si hanno acquiferi confinati o artesiani quando presentano un tetto di rocce impermeabili; tutto lo spessore dell acquifero è saturo d acqua in pressione. L eventuale presenza di un pozzo perforato in un acquifero confinato determina una risalita di acqua fino a che la colonna idrostatica equilibra la pressione dell acqua presente nell acquifero. Si può introdurre così il concetto di superficie piezometrica come l insieme dei punti che corrispondono alla pressione esistente nell acquifero. Quando la superficie piezometrica è superiore al piano di campagna si ha fuoruscita di acqua spontaneamente dal pozzo. Sono questi gli acquiferi confinati o artesiani e le falde contenute sono definite falde artesiane
Origine e formazione delle acque minerali e termali Acquifero artesiano. L acqua contenuta è in pressione perché il tetto superiore è impermeabile e la struttura è tale che la superficie piezometrica è posta a livello superiore al piano di campagna. La perforazione di un pozzo determina la fuoriuscita spontanea di acqua. (Disegno di G. Domini).
Origine e formazione delle acque minerali e termali Proprietà delle rocce La permeabilità delle rocce indica la differente disponibilità delle roccia a lasciarsi attraversare dall acqua. Generalmente si distingue una permeabilità per porosità quando questa è dovuta ad una struttura formata da granuli poco coerenti che lasciano passare l acqua (sabbie, ghiaie, ecc.) e una permeabilità per fratture, quando una roccia, sottoposta a fratturazione, dà origine a spazi vuoti che permettono il passaggio dell acqua. Sono permeabili i terreni alluvionali formati da ghiaie e sabbie, i depositi morenici, i depositi di origine eolica (dune), molte rocce vulcaniche perché spesso formate da depositi incoerenti, infine rocce apparentemente compatte come calcari e marmi, dolomie, sono spesso molto permeabili per fratturazione. Si definiscono impermeabili i terreni entro cui non si hanno movimenti significativi di acque: fra queste si ricordano le argille e gli strati rocciosi formati da marne (quando non fratturate) e altre rocce come graniti, alcune lave, purché non fessurate..
Origine e formazione delle acque minerali e termali La porosità (Pr) di una roccia è il rapporto fra il volume degli spazi vuoti (Vv) e il volume totale (Vt); quanto più è elevata la porosità, tanto maggiore è il volume di acqua che può essere immagazzinata in una roccia. La porosità varia con la tipologia delle rocce: si ha una porosità interstiziale quando vi sono spazi lasciati dai granuli depositati (rocce sciolte come ghiaie e sabbie), oppure fessure
Origine e formazione delle acque minerali e termali In relazione alla porosità, le rocce hanno un diverso comportamento nei confronti dell acqua. Si definiscono rocce acquifughe quelle praticamente prive di porosità: queste non contengono quantità significative di acqua e non hanno capacità di trasmissione (graniti e calcari non fratturati). Sono acquiclude le rocce con bassa porosità che contengono acqua quasi tutta di ritenzione (acqua trattenuta dalle forze di adesione e legata per effetto della polarità della molecola dell acqua), sono rocce quasi impermeabili che differiscono poco dalle acquifughe. Le rocce acquifere sono quelle di interesse ai fini del contenuto e della possibilità di estrazione di acqua. Sono rocce porose e con possibilità di essere attraversate dall acqua; principalmente ghiaie, sabbie e le rocce fratturate come calcari, dolomie e altre. In senso più esteso, con il termine acquifero si intende l insieme di rocce con capacità di trasportare e contenere acqua.
Origine e formazione delle acque minerali e termali La composizione chimica di un'acqua sotterranea dipende dalla natura mineralogica e dalla solubilità delle rocce con cui è venuta in contatto, dal tempo di residenza e dal potere solvente dell'acqua, legato soprattutto alla temperatura e al ph. I principali componenti delle acque (sodio, potassio, calcio, magnesio, idrogenocarbonato, solfato, cloruro) costituiscono circa il 99% di tutte le sostanze presenti nelle acque naturali e sono perciò definiti componenti principali.
Origine e formazione delle acque minerali e termali Si definiscono elementi in traccia quegli elementi presenti in un'acqua in concentrazioni molto basse, di solito dell'ordine dei microgrammi per litro (µg/l) e dei nanogrammi per litro (ng/l). Tra questi, quelli di maggior interesse farmacologico sono elementi come arsenico, cromo, manganese, ferro, selenio. Alcuni di questi sono elementi che possono determinare le peculiari caratteristiche medicamentose di alcune acque termali, ma con uso fuori dal controllo medico possono avere effetti tossici.
Origine e formazione delle acque minerali e termali Le rocce da cui provengono solitamente le principali specie chimiche sono: a) Rocce carbonatiche La circolazione delle acque nelle rocce calcaree e dolomitiche avviene soprattutto attraverso condotti di origine carsica ben localizzati. Ciò limita la superficie di contatto tra acqua e roccia e quindi il passaggio di ioni in soluzione. Le acque provenienti da acquiferi carbonatici sono in genere ricche in bicarbonati e povere di cloruri e solfati, con tenori percentualmente elevati di Ca e Mg e bassi di Na e K.
Origine e formazione delle acque minerali e termali b) Rocce evaporitiche Rocce di questa natura, possono trovarsi disperse in depositi terrigeni o come strati a se stanti; esse sono formate frequentemente da solfati e cloruri misti di sodio, potassio, calcio e magnesio. In particolare, le acque che vengono a contatto con rocce contenti gesso si arricchiscono rapidamente in solfati grazie alla loro elevata solubilità. Anche il salgemma (cloruro di sodio), per la sua solubilità molto elevata, fa sì che acque che attraversano queste rocce ne sciolgano grandi quantità arricchendosi in misura considerevole di ioni Cl- e Na+.
Origine e formazione delle acque minerali e termali c) Argille e marne I terreni ricchi di argilla sono caratterizzati da una permeabilità bassissima, pertanto le acque che si trovano in acquiferi contenenti argille hanno moti lentissimi e quindi hanno tutto il tempo di arricchirsi di ioni. Nel caso delle marne (roccia formata da calcare e argilla in percentuale variabile) assume rilevanza il contenuto di calcio e magnesio. Le acque provenienti da argille, quando queste si sono formate in ambienti riducenti, contengono talvolta ammonio.
Origine e formazione delle acque d) Sabbie e ghiaie minerali e termali Le acque circolanti in questo tipo di rocce presentano medie velocità di flusso e un elevato sviluppo della superficie di contatto acquaroccia. Se la componente calcarea dei clasti è rilevante si avranno alti tenori di calcio disciolto (ad es. acque ad elevata durezza). Ghiaie, sabbie e ciottoli costituiscono oltre l 80% di tutti gli acquiferi del mondo sfruttati per la produzione di acqua.
Origine e formazione delle acque e) Rocce cristalline minerali e termali Le rocce cristalline (graniti, gneiss, filladi, ecc.) sono costituite per lo più da minerali a bassa solubilità e pertanto le acque che vengono a contatto con questi tipi di rocce si arricchiscono assai poco di minerali. I pochi ioni in soluzione sono costituiti prevalentemente da sodio e potassio.
Origine e formazione delle acque minerali e termali La mineralizzazione delle acque è prodotta da vari meccanismi, tra cui sembra avere effetto prevalente l azione dell anidride carbonica disciolta nelle acque di pioggia (ma anche quella prodotta nel suolo attraverso reazioni metaboliche da parte della flora microbica) che attacca le rocce (carbonati e silicati) determinando la formazione di un acqua ricca principalmente in bicarbonato, calcio e magnesio. Si verifica anche un attacco, di minore entità, da parte di soluzioni acide prodotte dalla solubilizzazione di gas acidi come ossidi zolfo e ossidi di azoto prodotti da fonti naturali e di natura antropica.
Origine e formazione delle acque minerali e termali Le acque termali ad elevata mineralizzazione e a temperatura elevata sono originate da differenti processi, fra questi i più importanti sono: Penetrazione delle acque superficiali di alimentazione a grandi profondità, dove si trovano rocce calde che riscaldando l acqua ne determinano la risalita. Il prolungato contatto con le rocce e la temperatura elevata determinano l arricchimento in vari composti e elementi, alcuni dei quali poco solubili in differenti condizioni ambientali. In zone profonde della crosta dove si riscontrano elevati flussi di calore, le acque possono essere coinvolte in fasi di vaporizzazione e condensazione interessando differenti strati geologici. Immissione in acque sotterranee di fluidi caldi contenenti sostanze volatili: per questo motivo alcune acque calde sono ricche di sostanze gassose o volatili, come CO2, B, As, Sb, Hg, CH4, H2S, He, Rn.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Una classificazione che può sufficientemente comprendere l insieme di tutte le acque in uso, può essere la seguente: acque potabili acque di sorgente acque minerali naturali acque termali
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque potabili
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque potabili Sono le acque comunemente definite potabili e distribuite tramite pubblici acquedotti, ma anche in cisterne, in bottiglie e altri contenitori. Fra queste acque sono comprese anche quelle impiegate per la preparazione dei cibi, bevande o per usi domestici; e quelle utilizzate nelle industrie alimentari. I requisiti di qualità delle acque destinate al consumo umano vengono valutati sulla base dei valori e delle indicazioni relative a 56 parametri chimici e 6 microbiologici riportati nell'allegato 1 del DPR 236/88. I valori di riferimento sono le concentrazioni massime ammissibili (C.M.A.): un solo parametro con valore superiore alla C.M.A. determina la non potabilità di un acqua, quindi la C.M.A. di ciascun parametro non può essere superata.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque potabili depurate Le acque di acquedotto vengono talvolta sottoposte a trattamenti, definiti genericamente (e impropriamente) di depurazione, sia presso l utilizzo domestico, sia presso ristoranti, comunità e mense. Con questi trattamenti si rimuove principalmente l odore di cloro, spesso di riduce la durezza, inoltre si possono effettuare aggiunte di anidride carbonica (gassatura), rendendo in molti casi (ma non sempre) l acqua migliore sotto il profilo organolettico. Gli apparecchi di trattamento devono soddisfare specifiche normative: generalmente le tecniche attuali consentono senza problemi di raggiungere quanto previsto dalle leggi. Tuttavia le acque prodotte sono frequentemente di qualità insoddisfacente
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque potabili ricostruite Alcune nuove tipologie di acque stanno acquistando progressivamente quote di mercato con prodotti di non facile identificazione: ad esempio, di fronte ad un acqua depurata tramite osmosi e successivamente ricostruita con aggiunta di sali (si legge in etichetta Acqua sottoposta a mineralizzazione controllata e microfiltrazione [ ] con i componenti equilibrati ), il consumatore non dispone di alcun elemento per comprendere a quale categoria di acque appartenga questo prodotto
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque di sorgente
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque di sorgente sono rigorosamente di origine sotterranea: possono provenire da un emergenza naturale o da pozzi; non sono sottoposte a disinfezione. Sono consentiti solo alcuni trattamenti (gli stessi che sono permessi per le acque minerali), fra questi: rimozione dell arsenico, separazione dei composti instabili del ferro, manganese e zolfo; è possibile inoltre l eliminazione totale o parziale dell anidride carbonica e la possibiltà di reintrodurla successivamente. Sono acque che non possono essere trasportate (se non attraverso le tubature di adduzione allo stabilimento) e quindi confezionate all origine; la composizione chimica e la temperatura non devono subire variazioni significative nel tempo; i valori dei parametri organolettici (odore, sapore, ecc), di composizione e le sostanze contaminanti devono rispettare i valori limite indicati per le acque destinate al consumo umano (DPR 236/88); i parametri microbiologici, invece, devono rispettare quanto previsto dal Decreto 12 novembre 1992 n. 542 per le acque minerali;
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE in particolare, il contenuto dei sali disciolti non può superare il valore di 1500 milligrammi per litro; grazie all assenza del trattamento di disinfezione, manifestano caratteristiche molto simili alle acque minerali naturali per quanto riguarda i parametri organolettici; non si possono comunque attribuire a queste acque proprietà favorevoli alla salute; per quanto riguarda le etichette sui contenitori, a differenza delle acque minerali naturali, non è obbligatorio riportare la composizione chimica; è previsto il riconoscimento del Ministero della sanità. L attuale produzione di queste acque si aggira intorno a 30 milioni di litri/anno: rispetto a quelle minerali naturali è una produzione molto bassa.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque minerali naturali L acqua minerale naturale (di seguita definita, per semplicità, acqua minerale) è stata usata, principalmente in passato, come acqua con caratteristiche curative. In anni recenti l uso è divenuto principalmente quello di acque da tavola, in sostituzione delle acque di acquedotto. Le caratteristiche principali sono pertanto le seguenti: si differenzia dall acqua potabile per l assenza di qualsiasi trattamento di disinfezione. presenta una grande varietà di composizione (non c è un limite per il contenuto dei sali disciolti) presenta dei limiti di accettabilità per alcune sostanze definite contaminanti o indesiderabili (articolo 6 Decreto 542/92) diversi dai corrispondenti limiti per le acque potabili. Queste differenze sono originate dal fatto che le acque minerali erano in passato prevalentemente utilizzate a scopo curativo e ne era previsto un uso limitato nel tempo.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE per la valutazione delle caratteristiche delle acque minerali sono, fra l altro, previsti esami farmacologici e clinici e valutazioni degli effetti sull organismo umano (Articolo 2, punto d, Decreto lgs. 105/92 e successive modifiche); per l assenza di trattamenti di disinfezione, le acque minerali (ma anche quelle di sorgente) richiedono tutta una serie di precauzioni e di impianti avanzati per l estrazione e l imbottigliamento
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque minerali: differenze con le acque di sorgente sono diversi i valori limite per le sostanze contaminanti; non è prevista per le acque di sorgente la valutazione sul piano farmacologico, clinico e fisiologico; non si possono quindi attribuire alle acque di sorgente proprietà favorevoli alla salute. le acque minerali sono imbottigliate in contenitori della capacità massima di 2 litri; per le acque di sorgente non sono previste limitazioni di capacità.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque minerali: i sali disciolti I componenti principali (talvolta chiamati macrocostituenti o sali disciolti) delle acque minerali sono: sodio, potassio, calcio, magnesio, cloruri, solfati e bicarbonati. E il residuo fisso il parametro che esprime il quantitativo dei sali disciolti in un acqua (mineralizzazione). Sulle etichette è sempre riportato il Residuo fisso a 180 C : questo valore corrisponde alla parte solida che rimane, dopo aver evaporato alla temperatura di 180 C, un litro di acqua. Nelle acq ue minerali il residuo fisso costituisce un parametro di notevole importanza perché permette di classificare le acque minerali e di scegliere le acque in base alle varie esigenze.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Classificazione residuo fisso minimamente mineralizzata: fino a 50 mg/l oligominerale o leggermente mineralizzata: da 50 a 500 mg/l mediominerale: da 500 a 1500 mg/l ricca di sali minerali: oltre 1500 mg/l
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque minerali: elementi in traccia Per elementi in traccia si intendono sia gli elementi presenti in minime quantità come litio, bario, stronzio (sempre presenti nelle acque naturali), ma anche i metalli pesanti come piombo, cadmio, nichel, mercurio ed altri. Fra gli elementi in traccia vi sono sia quelli essenziali all organismo umano (ad esempio, come componenti di enzimi), sia quelli tossici: pertanto è di interesse la loro determinazione analitica. Alcuni elementi (rame, selenio, cromo, ecc.) sono essenziali quando sono assunti in bassi quantitativi, ma diventano tossici quando sono introdotti in quantità elevate in quanto la dose efficace a livello fisiologico è molto vicina alla dose tossica; inoltre, altri elementi (piombo, mercurio, cadmio e altri) non sembrano avere alcuna funzione biologica.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Ci sono numerose acque minerali in commercio e per sceglierne una adatta alle proprie esigenze è importante saper leggere l'etichetta e conoscere il significato di alcuni termini: minimamente mineralizzata (residuo fisso, non superiore a 50 mg/l): è un acqua leggera, stimola la diuresi ed è particolarmente indicata per la ricostituzione di latte ed alimenti per l infanzia. oligominerale o leggermente mineralizzata (residuo fisso non superiore a 500 mg/l): favorisce la diuresi e contiene poco sodio e quindi può essere indicata nei casi di ipertensione.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE mediominerale : (residuo fisso compreso tra 500 e 1.500 mg/l): è utile in estate o durante la pratica di attività sportive, perché consente di reintegrare i liquidi ed i minerali persi con la sudorazione. ricca di sali minerali : (residuo fisso superiore a 1.500 mg/l): è un acqua terapeutica, ricca di sali, da bere sotto controllo medico.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque termali Le acque termali possiedono una particolare composizione salina a cui si associano le seguenti caratteristiche: sono batteriologicamente pure hanno origine da una falda o giacimento sotteraneo presentano proprietà terapeutiche o igieniche speciali
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque termali
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque termali: differenze rispetto alle acque minerali Nelle acque termali sono ammesse quantità superiori di alcuni elementi (boro, arsenico, bario e altri) rispetto a quelli consentiti nelle acque minerali imbottigliate: ciò non deve destare meraviglia perché il loro uso è limitato nel tempo e l ambito di impiego è sotto controllo medico; inoltre alcuni elementi possono determinare l attività farmacologica delle acque termali.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque termali: temperatura La temperatura è un importante parametro fisico che caratterizza un acqua termale. La temperatura di un acqua sotterranea è in genere uguale a quella della roccia con cui è in contatto. Questa a sua volta risente di due diverse fonti di calore: la prima è l'irraggiamento solare, il cui effetto si risente solo ad una profondità limitata, l altra è il calore proveniente dal basso per effetto del gradiente geotermico. Oltre una certa profondità gli scambi termici con la superficie sono trascurabili e inizia a farsi sentire solo l'effetto del gradiente geotermico che porta ad un progressivo aumento della temperatura con la profondità, con valori medi di circa 1 C ogni 33 m. In ambienti geologici dove sono presenti fenomeni di termalismo, il gradiente geotermico più elevato determina un maggior aumento di temperatura delle acque che vi circolano
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque termali: temperatura fredde < 20 C alla scaturigine ipotermali tra 20 e 30 C termali tra 30 e 40 C ipertermali > 40 C
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque termali: conducibilità elettrica In una soluzione, le sostanze ioniche presenti consentono il passaggio della corrente elettrica. Poiché aumenta la conducibilità elettrica in modo proporzionale alla concentrazione delle sostanze disciolte, la conducibilità elettrica è un parametro utile per ottenere una misura, seppur approssimativa, del contenuto salino di un acqua. L acqua molto pura presenta una conducibilità elettrica molto bassa. Quando la misura della conducibilità elettrica viene effettuata con elettrodi con superficie di 1cm2 posti alla distanza di 1 cm si ricava la conducibilità elettrica specifica. L unità di misura della C. E. è il Siemens per centimetro (S.cm-1). Per le acque sotterranee con mineralizzazione comunemente compresa fra 50 e 2000 mg/l viene utilizzato un sottomultiplo: il microsiemens per centimetro (µs.cm-1). La conducibilità elettrica specifica è direttamente proporzionale alla quantità di cariche, cioè di ioni, presenti
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque termali: residuo fisso Il contenuto in sali di un'acqua può essere misurato attraverso il residuo fisso. Il residuo fisso o residuo totale a 180 C, corrisponde alla parte solida che rimane dopo aver evaporato ed essiccato alla temperatura di 180 C, una quanti tà nota di acqua, in genere 1 litro. Esso esprime la quantità totale di sali contenuti. Il valore determinato in questo modo non coincide con esattezza con il valore teorico calcolato in base al contributo dei vari ioni e delle sostanze disciolte: varie interferenze sono dovute alla presenze dei solfati che possono trattenere acqua di cristallizzazione, le sostanze organiche che possono non essere rimosse completamente durante l essiccamento e infine i bicarbonati, che dopo la trasformazione in carbonati, possono trasformarsi parzialmente in ossidi e ossidi basici.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Acque termali: residuo fisso Per le acque termali si fa riferimento alla classificazione di Marotta e Sica: Classificazione residuo fisso Acque oligominerali fino a 200 mg/l Acque medio-minerali tra 200 e 1000 mg/l Acque minerali propriamente dette oltre i 1000 mg/l
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE Le acque si possono suddividere a seconda del tipo di sali minerali contenuti in: acque bicarbonate (il tenore di bicarbonato è superiore a 600 mg/l): sono indicate nell ipersecrezione gastrica e nelle patologie renali. acque solfate (il tenore dei solfati è superiore a 200 mg/l): sono lievemente lassative e quindi indicate in caso d insufficienze digestive. acque clorulate (il tenore di cloruro è superiore a 200 mg/l): hanno azione equilibratrice dell intestino, delle vie biliari e del fegato. Hanno inoltre azione lassativa e purgativa tipica delle acque salse o salso solfate. acque calciche (il tenore di calcio è superiore a 150 mg/l): agiscono a livello dello stomaco e del fegato. Sono indicate nella crescita e prevenzione dell osteoporosi e dell ipertensione. acque acidule (il tenore di anidride carbonica libera è superiore a 250 mg/l): facilitano la digestione.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE acque magnesiache (se il tenore di magnesio è superiore a 50 mg/l): svolgono prevalentemente un azione purgativa, ma trovano anche indicazioni nella prevenzione dell arteriosclerosi. acque fluorate o contenente fluoro (il tenore di fluoro è superiore a 1 mg/l): utili per rinforzare la struttura dei denti e per la prevenzione della carie dentale. acque ferruginose o contenente ferro (il tenore di ferro bivalente è superiore a 1 mg/l): indicate nelle anemie da carenza di ferro. acque sodiche (il tenore di sodio è superiore a 200 mg/l): influenzano positivamente l eccitabillità neuro-muscolare. Indicate in stati di carenze specifiche e nell attività sportiva. acque a basso contenuto di sodio (il tenore di sodio è inferiore a 20 mg/l): indicate per le diete povere di sodio
ACQUE TERMALI La classificazione di Marotta e Sica (1933), malgrado non possa essere considerata una soluzione ai complessi problemi classificativi, rimane ancora oggi la più vicina alle necessità identificative espresse dall'idrologia e rappresenta attualmente in Italia la classificazione cui è subordinata l'autorizzazione all'utilizzo di acque termali. In sostanziale accordo a tali parametri le acque sono state classificate come: acque oligominerali acque solfuree acque salsobromoiodiche acque radioattive acque salse (cloruro-sodiche) acque solfate acque bicarbonate acque carboniche acque arsenicali ferruginose
ACQUE OLIGOMINERALI Le acque oligominerali sono povere di sali prevalentemente per due motivi: elevata velocità di passaggio nel sottosuolo che ostacola i processi di mineralizzazione (accade per le acque più superficiali e di ghiacciaio) compattezza delle rocce che cedono difficilmente sostanze in soluzione (si verifica spesso in bacini profondi dove l'acqua, pur permanendo per lungo tempo a contatto con le rocce, si mineralizza poco).
ACQUE OLIGOMINERALI CURA IDROPINICA Le acque minimamente mineralizzate ed oligominerali sono acque ipotoniche: determinano in breve tempo un'espansione del volume del sangue che viene altrettanto rapidamente ricondotto alla norma da un'aumentata eliminazione da parte dei reni (diuresi). La caratteristica fisica dell'ipotonia non è sufficiente a spiegare gli effetti delle acque oligominerali e minimamente mineralizzate che risiedono anche, e forse soprattutto, nella qualità dei mineralizzatori contenuti. Per molti elementi in traccia è stato accertato il ruolo di catalizzatori di reazioni enzimatiche, fondamentali ai fini delle azioni biologiche.
ACQUE OLIGOMINERALI CURA IDROPINICA. Azione sulla diuresi Al carico idrico oligominerale segue una rapida risposta renale La disimbibizione (rimozione di acqua) dei tessuti ad opera delle acque a forte potere diuretico è evidenziata anche dal fatto che si ottiene una diuresi in quantità nettamente superiore alla quota ingerita. Il contenuto in CO2 sembra favorire l'effetto diuretico. All'azione diuretica consegue il potenziamento dell'eliminazione di sostanze quali: azoto ureico, acido urico, acido ossalico, cloruro di sodio. Azione sulle vie escretrici (rimozione di calcoli) La terapia idropinica con acque oligominarali farmacologicamente attive determina un aumento di numero e di forza delle contrazioni peristaltiche ed uno stato di dilatazione delle vie escretrici creando le condizioni ottimali per la progressione e l'espulsione dei litoliti. Azione sugli stati iperuricemici (eccesso di acido urico) e sulle litiasi Numerosi studi evidenziano le possibilità di intervento delle acque oligominerali negli stati iperuricemici e nelle patologie correlate; assunte in quantità adeguate determinano riduzioni dell'uricemia, più sensibili nei pazienti con valori di base elevati, ed incrementi dell'uricuria. Studi recenti compiuti impiegando acque oligominerali ne hanno dimostrato l'attività nel ridurre l'ossaluria anche conseguente a carico di ossalati, nell'aumentare la magnesiuria e nel mantenere alta la citraturia
ACQUE OLIGOMINERALI
ACQUE SULFUREE Sono denominate solfuree le acque che possiedono una quantità pari o superiore ad 1 mg di H2S (acido solfidrico) per litro. Possono contenere, oltre ai composti dello zolfo bivalente, anche altri elementi in quantità apprezzabile e tra questi i solfati, l'anidride carbonica, cloruri e sodio, ioduri e bromuri, bicarbonati, calcio, etc.
ACQUE SULFUREE Azione sul sistema neurovegetativo Azione sui meccanismi di difesa ed antiinfiammatoria Azione antitossica Azione sul fegato Azione sulla muscolatura liscia e sulla secrezione digestiva Azione sulle mucose e sul muco Azione sull'apparato locomotore Azioni sulla cute Azione antisettica
ACQUE SULFUREE
ACQUE CARBONICHE L'anidride carbonica libera (CO2) è presente in alcune acque minerali in quantità tale da determinare di per se, a prescindere da altri elementi, effetti biologici e terapeutici ed è pertanto giustificata una classificazione a parte di tali acque. Sono per la maggior parte acque bicarbonate e l'elevato contenuto in CO2 è determinato, in prima istanza, da variazioni del ph verso l'acidità
ACQUE CARBONICHE La classificazione di Marotta e Sica definisce "carboniche" le acque con contenuto minimo in CO2 libera di 300 mg/l. Dal punto di vista terapeutico (relativamente al contenuto di tale gas) vengono classicamente distinte: - acque carboniche leggere: contenenti 300-500 ml/l di CO2 libera; - acque carboniche medie: 300-1.000; - acque carboniche forti: > 1.000. La CO2 aumenta la solubilità di alcuni metalli determinando il potenziamento della carica minerale di queste acque
ACQUE CARBONICHE CURA IDROPINICA Azione sull apparato digerente stimola la contrattilità dello stomaco (peristalsi) eccita la secrezione di succhi gastrici e duodenali provoca vasodilatazione aumenta l assorbimento intestinale
ACQUE CARBONICHE BALNEOTERAPIA Azione sull apparato cardio-circolatorio vasodilatazione periferica diminuzione della pressione arteriosa aumento della contrattilità miocardica riduzione della frequenza cardiaca aumento del tono venoso neoformazione vasale periferica azione sedativa sul sistema nervoso
ACQUE CARBONICHE
ACQUE ARSENICALI-FERRUGINOSE Contengono elevate quantità di ferro ed arsenico associati ad altri elementi metallici presenti in tracce (rame, manganese, litio, zinco, alluminio etc.). Sono molto rare in natura. Hanno necessità di essere diluite con acqua di condotta, sia nella cura idropinica che nella balneoterapia, in relazione al ph generalmente molto acido ed alla quantità di arsenico e ferro.
ACQUE ARSENICALI-FERRUGINOSE Azioni biologiche Stimolano la sintesi di emoglobina e migliorano l eritropoiesi Inibiscono la funzione tiroidea Agiscono sulla conducibilità del sistema nervoso Migliorano il metabolismo cutaneo Attenuano le infiammazioni a carico dei tessuti periarticolari
ACQUE ARSENICALI-FERRUGINOSE
FONTI TERMALI DEL TRENTINO Terme Dolomia - Val di Fassa Fonte di Alloch: solfureo - solfata - calcico - magnesiaca - fluorata > Cura idropinica per i disturbi all apparato gastroenterico > Aerosolterapia per malattie delle vie respiratorie > Balneoterapia per patologie vascolari, dermatologiche e artroreumatiche > Fangoterapia per patologie artroreumatiche
FONTI TERMALI DEL TRENTINO Terme di Levico e Vetriolo - Valsugana acqua termale: arsenicale-ferruginosa >malattie dell apparato respiratorio e O.R.L., >sindromi ansiose, >malattie dell apparato locomotore, >malattie della pelle, >malattie ginecologiche, >malattie della tiroide.
FONTI TERMALI DEL TRENTINO Terme di Comano - Dolomiti di Brenta acqua termale: bicarbonato calcio-magnesiaca >bagni termali per la cura della pelle, >inalazioni, aerosol, docce micronizzate e ventilazioni polmonari per combattere e prevenire malattie respiratorie, >idromassaggi per il trattamento delle insufficienze venose e per la cellulite, >l acqua come bibita per disintossicare l organismo.
FONTI TERMALI DEL TRENTINO Terme di Val Rendena Fonte S.Antonio - Val Rendena Fonte S. Antonio: oligominerale ferruginosa >vasculopatie periferiche >affezioni dermatologiche >affezioni osteoarticolari >patologie dell apparato respiratorio.
FONTI TERMALI DEL TRENTINO Terme di Pejo - Val di Sole La Fonte Alpina Acqua oligominerale, leggerissima e stimolante la diuresi L'Antica Fonte Acqua mediominerale, bicarbonata, ferruginosa ad alto contenuto di anidride carbonica La Nuova Fonte Acqua minerale effervescente naturale, bicarbonato calcio-magnesiaca, litiaca e ferruginosa
FONTI TERMALI DEL TRENTINO Terme di Pejo - Val di Sole >artro-reumatiche (balneoterapia) >dermatologiche (balneoterapia) >vascolari (percorso flebologico) >respiratorie (cura inalatoria) >otorinolaringoiatriche (cura inalatoria) >gastroenteriche e delle vie urinarie (cura idropinica)
FONTI TERMALI DEL TRENTINO Terme di Rabbi - Val di Sole Antica Fonte: bicarbonata alcalina-ferruginosa altamente carbonica >vasculopatie periferiche >affezioni osteoarticolari >patologie dell apparato ORL >patologie gastroenteriche