Cos è la Peste Suina Africana (PSA)

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La PSA è una malattia altamente contagiosa dei suini domestici e dei cinghiali, ed è causata da un virus. Le difficoltà incontrate nella lotta alla PSA sono correlate all elevato numero di aziende presenti nel territorio della Regione: il 90% di queste ha consistenza inferiore a 30 capi. Finora non è mai stato realizzato un vaccino efficace e non esistono cure. Le misure di lotta alla malattia si basano essenzialmente sulla prevenzione e sulla eradicazione. LA PESTE SUINA AFRICANA: CONOSCERLA PER COMBATTERLA Cos è la Peste Suina Africana (PSA) Modalità di contagio, sintomi della malattia, diagnosi I maiali e i cinghiali, possono infettarsi sia per contatto diretto (con feci, urine e carcasse infette),che indiretto (contatti con animali, operatori del settore, attrezzi e indumenti che sono venuti in contatto con il virus). Le feci e le urine costituiscono gli escreti più pericolosi, soprattutto nei due giorni precedenti il picco febbrile e, in particolare, se contengono tracce di sangue. La Peste suina può essere rapidamente mortale, gli animali possono morire entro 3 10 giorni, o consentire la sopravvivenza. I sintomi sono: febbre, vomito, congiuntivite, diarrea emorragica, cianosi ed emorragie cutanee con interessamento in particolare dell addome, delle cosce, del grugno e delle orecchie. Gli animali infetti, anche quando superano la malattia, non si liberano mai del virus, per cui si comportano come portatori e quindi diffondono la malattia. Le misure internazionali di lotta alla malattia si basano essenzialmente sulla prevenzione e sull eradicazione, attraverso un attenta sorveglianza dell andamento della malattia, le indagini epidemiologiche e la diagnosi precoce, attraverso l abbattimento di tutti i capi infetti, sospetti d infezioni e di contaminazione e attraverso successive disinfezioni. 1/7

Cosa fare per prevenirla Il virus per trasmettersi da un allevamento ad un altro necessita di un contatto, diretto o indiretto, tra gli allevamenti. Il contatto diretto può derivare, ad esempio, dalla pratica di utilizzare suini provenienti da altri allevamenti, non controllati e certificati per PSA, come riproduttori, o, se l allevamento non è dotato delle necessarie misure di biosicurezza (ad esempio, nelle zone ad alto rischio, dove non venga rispettato l obbligo della doppia recinzione, oppure della realizzazione di un muro) dal contatto con i cinghiali o i maiali al pascolo brado presenti nel territorio circostante. 2/7

Il contatto indiretto può essere invece causato dall uomo: un allevatore che, con attrezzature e indumenti non lavati e disinfettati, si sposta da un allevamento ad un altro o da un cacciatore che, al rientro da una battuta, si reca in un allevamento regalando ai maiali il virus proveniente da un cinghiale infetto. Anche in caso di un semplice sospetto il miglior aiuto che un allevatore può fare a sé stesso e alla Comunità è quello di avvertire immediatamente il Servizio Veterinario, che adotterà le azioni opportune. L intervento tempestivo del Servizio veterinario della ASL è fondamentale per accertare se si tratta del virus della Peste suina (scongiurandone quindi la diffusione), oppure se questi sintomi sono legati ad altre cause. Aree infette L Osservatorio Epidemiologico Veterinario della Regione, elabora ed aggiorna costantemente una mappa del territorio regionale, nella quale sono indicate le zone infette, dove è presente la malattia nel domestico e nel cinghiale. Queste zone sono soggette a limitazioni, riguardanti in particolare la movimentazione per vita e per macellazione, previste nel Decreto Legislativo 20 febbraio 2004, n. 54. Le zone di restrizione sono cosi suddivise: zona di protezione (raggio di 3 Km dal focolaio) zona di sorveglianza (raggio di 10 Km dal focolaio) A pagina 5 si può esaminare la mappa, aggiornata al 29 luglio 2013, elaborata dall Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale, indicante gli allevamenti sede di focolaio per PSA e le zone dove sono presenti cinghiali infetti. Danni al comparto suinicolo La presenza della PSA in Sardegna causa notevolissimi danni economici al settore zootecnico ed agroalimentare. Per evitare la diffusione di questa malattia al di fuori del territorio regionale, la Commissione Europea ha vietato la spedizione di carni e di prodotti a base di carne suina ottenuti con carni sarde. 3/7

Questa misura ha favorito la conquista del mercato da parte di produttori della Penisola o stranieri e ha penalizzato lo sviluppo della suinicoltura isolana. La Regione Sardegna ha come obiettivo l eradicazione della malattia dall Isola, realizzabile con la collaborazione dei soggetti coinvolti a vario titolo (allevatori, cacciatori, esercenti) e con il contributo delle Autorità Politiche Regionali, Nazionali e della Comunità Europea. Azioni Le norma regionale, in conseguenza del fatto che la PSA è presente in Sardegna nel suino domestico e nel cinghiale, per affrontare l epidemia ha stabilito misure ancora più restrittive rispetto a quella Nazionale e Comunitaria, indispensabili per eradicare la PSA, affinchè al comparto suinicolo sia restituita la possibilità di libera circolazione del prodotto in ambito comunitario e internazionale. Il divieto, in Sardegna, del pascolo brado (misura di prevenzione sanitaria indispensabile introdotta con il DAIS n. 69/2012 e n. 20/2013, che potrà essere revocata solo dopo l eradicazione della peste suina) deriva infatti dalla necessità di eradicazione della malattia. La presenza del pascolo brado e la circolazione del virus sono profondamente legati. Non può esistere alcuna campagna di eradicazione del virus se non viene interrotto il contatto tra domestico e selvatico, che consente il mantenimento della circolazione virale. Per cui, conseguentemente, non potrà nemmeno esistere lo sviluppo della suinicoltura in Sardegna fino a che non sarà eradicato il virus. E necessario conoscere quanto possa essere conveniente interrompere il circuito: 4/7

maiale al pascolo brado allevamento privo di criteri di biosicurezza cinghiale infetto Infatti, se si interrompesse il circuito per 2 3 anni il virus si auto estinguerebbe, scomparendo completamente dal cinghiale e dal maiale, lasciando il territorio regionale libero dalla malattia. A questo punto potrebbe essere nuovamente consentito il pascolo brado e, soprattutto, potrebbe finalmente ripartire un settore importante dell economia agropastorale, con tutte le prospettive di sviluppo legate all eliminazione dei vincoli che attualmente condizionano questo comparto. Gli allevatori e i cacciatori sono gli attori principali della lotta che si sta conducendo per l eradicazione del virus, la loro collaborazione è essenziale per porre fine all epidemia. La Regione ed i Servizi veterinari delle ASL sono a disposizione degli allevatori e di tutti i cittadini per fornire qualsiasi informazione utile per l adozione di comportamenti corretti, che impediscano al virus di entrare nelle aziende o, nell eventualità che il virus sia già entrato, che ne blocchino la diffusione. Per ulteriori informazioni visita il sito della regione Sardegna www.sardegnasalute.it nella sezione APPROFONDIMENTI - Veterinaria Pubblica Sanità animale - Peste Suina. 5/7

Normativa di riferimento ASSESSORADU DE S'IGIENE E SANIDADE E DE S'ASSISTÈNTZIA SOTZIALE Ordinanza Ministeriale 19.03.1979: vieta l esportazione dalla Sardegna di suini, loro carni, prodotti e avanzi. Decisione 2005/363/CE: misure di protezione della salute animale contro la peste suina africana in Sardegna; D.Lgs. n. 200/2010: attuazione della direttiva 2008/71/CE relativa all identificazione e alla registrazione dei suini; D.Lgs. n. 54/2004: attuazione della direttiva 2002/60/CE recante disposizioni specifiche per la lotta contro la peste suina africana; Decreto Assessore dell Igiene e Sanità (DAIS) n. 69 del 18 dicembre 2012: Decreto attuativo del Piano Straordinario di eradicazione della Peste Suina Africana in Sardegna. Anni 2012 e 2013 DAIS n. 20 del 9 luglio 2013: Modifiche al Decreto attuativo del Piano Straordinario di eradicazione della Peste Suina Africana in Sardegna. Anni 2012 e 2013 6/7

Mappa degli allevamenti sede di focolaio per PSA e delle zone dove è infetto il cinghiale (aggiornata al 29-7-2013): 7/7