Fidatevi di me e sovraesponete!

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Fidatevi di me e sovraesponete! di Sara Lando Questa settimana vorrei che mi seguiste in un discorso un po' complesso, ma in realtà non difficilissimo da capire e che può essere riassunto con "quando scattate con una macchina digitale cercate di sovraesporre QUASI", detto anche "esponete a destra". Vuol dire esattamente quello che ho scritto; per cui se vi fidate di me, fatelo e basta. Se non vi fidate di me (e fate bene, mai fidarsi), seguitemi nella spiegazione e poi fate delle prove. Se il discorso vi risulta un po' ostico, non demordete. Capire questo apre le porte della felicità e della ricchezza. (nota dell'autrice. Alcune di queste affermazioni potrebbero essere esagerate al fine di ottenere la vostra attenzione e non corrispondere esattamente al vero). Quelli di voi che arrivano dalla pellicola sono abituati all'idea che è meglio sottoesporre leggermente piuttosto che sovraesporre e l'esperienza sembrerebbe insegnare che anche nel digitale la macchina fotografica perdona di più quando si fa passare meno luce piuttosto di quando si fa passare molta luce. La dimostrazione? Potete farla in pochissimo tempo: prendete la macchina fotografica, piazzatela su un cavalletto e fate una foto esposta correttamente. A quel punto, un gradino alla volta, scurite l'immagine fino a quando i dettagli non saranno quasi completamente (o completamente) spariti. A quel punto rifate lo stesso schiarendo un po' alla volta. Vi accorgerete che sembra che la vostra macchina sia in grado di registrare più cose nelle ombre di quante ne registri nelle luci. O comunque che perdoni molto meno la sovraesposizione di quanto non perdoni la sottoesposizione. Per cui sottoesponiamo tutti in allegria, giusto? SBAGLIATO! Se con la vostra macchina ottenete meno quadratini di questi, non spaventatevi. Qui sto usando una macchina a 14 bit di profondità colore (la Canon 40D) mentre le vostre ne hanno probabilmente 12 e c'è una certa differenza. Per capire perchè dobbiamo tirare un attimo fuori dei numeri. Lo so, i numeri sono malvagi, ma cercheremo di usarli poco e solo se necessario. 1

Prendiamo un file bitmap. In un file bitmap ogni pixel può avere 2 possibili valori: bianco oppure nero e apparirà così: Sarà un file molto leggero e anche molto scrauso. In fondo è da quando sono in commercio le cioccolate light che sappiamo benissimo che leggerezza e sapore non vanno di pari passo. Questo file ha una profondità colore di un bit. O bianco o nero. Facile facile. È come dire che abbiamo solo il pennarello nero e la carta bianca e che con quello dobbiamo fare il nostro disegno. In un'immagine a scala di grigi, il vostro pixel potrà assumere un qualsiasi valore compreso tra 0 (nero) e 255 (bianco). Potete verificarlo usando il contagocce in photoshop. Le immagini in scala di grigio sono immagini a 8 bit. Perchè 8? Potrei dirvi "perchè di sì", ma il motivo è davvero banale. Il vostro computer parla il binario. Capisce solo gli 0 e gli 1. Se voi doveste dettare al telefono al vostro computer la frase "fammi un pixel con un valore di luminosità 255, cioè bianco" glielo dovreste dire in binario. E dovreste quindi dettare "11111111" il grigio 245 sarebbe "11110101". Per cui 256 valori possibili sono 0 oppure 1 elevato all'ottava potenza. 8 bit (vale a dire 2^8). Vuol dire che abbiamo una scatola da 254 pennarelli grigi e la carta bianca. In un'immagine con 3 canali (Rosso Verde e Blu) a 8 bit per canale, abbiamo 256 valori possibili per ogni canale! E infatti quando andiamo a cercare con il contagocce un colore ci dà dei valori RGB che suonano come "23,46,123" oppure "255,0,0" oppure una delle altre combinazioni possibili. 256 possibilità per canale non sono poche, ma non sono nemmeno tantissime. Ora, passiamo alla vostra macchina fotografica. Quasi tutte le reflex digitali registrano in raw immagini che hanno una profondità colore di 12 bit (contro gli 8 dei jpeg). È un astuccio pieno di colori!!! in fondo 2 elevato alla 12 dà 4096. 4096 pennarelloni con cui colorare le immagine e fare le sfumature di rosa maiale. E in una macchina a 14 bit? chi ha studiato? In una macchina a 12 bit se fate l'esperimento di cui sopra, vi accorgerete che dall'immagine scurissima all'immagine chiarissima ci sono 5 step fotografici. Vuol dire che se a 1/60 f22 si vede tutto nero, a 1/60 f4 si vede tutto bianco. E quindi? Direte voi. Ci sto arrivando. Se noi dividiamo il nostro istogramma in 5 parti, ci aspetteremmo di poter dividere i nostri pennarelli equamente nei 5 stop. 2

850 pennarelli ciascuno e a posto così. Giusto? SBAGLIATO. DI NUOVO. A causa di come funziona la luce, nello step tutto a destra, quello delle luci, ci sono metà dei pennarelli. 2048 valori possibili tutti a destra. E poi si dimezzano per ogni step, fino a che ne rimangono 128 miserissimi in quello delle ombre. Cosa vuol dire questo, dal lato pratico? Che se io cerco di sovraesporre un pochino l'immagine (senza bruciarla), andrò a registrare quanti più dati possibili nello step con tanti pennarelli. Se invece sottoesporrò l'immagine, mi troverò a mettere tutti i dati dove ci sono pochi pennarelli. Per farvi capire cosa questo significhi nella vita di tutti i giorni: prendiamo un'immagine leggermente sovraesposta e una leggermente sottoesposta. Ho scattato in raw, per cui so che ho registrato quanti più dati possibili. Adesso in Lightroom metto a posto l'istogramma in modo da tornare ad un'esposizione corretta. Suddivisione esatta: 128 256 512 1024 2048 3

IMMAGINE SOTTOESPOSTA, SUCCESSIVAMENTE CORRETTA: Guardate le ombre. Si vede un sacco di schifezza, è tutto un po' verdino e la qualità non sembra altissima. Non è un problema di ISO, non è nemmeno un problema di disturbo. È che c'erano pochi pennarelli. 4

IMMAGINE SOVRAESPOSTA, SUCCESSIVAMENTE CORRETTA: Adesso sì che ragioniamo!!! Se secondo voi non c'è nessuna differenza tra le due immagini, è arrivato il momento di dedicarvi a tempo pieno al découpage, al giardinaggio o alla creazione di piccoli animali in legno intarsiato. Qualsiasi cosa vi tenga lontano da una macchina fotografica. Se invece cominciate a rendervi conto che la qualità delle vostre foto non dipende solo da che macchina usate o da che obiettivo, ma da quanto capite come funziona la luce e come la vostra macchina la registra... evviva! Non avete vinto niente se non 10 punti-bruko. Per capire come usare questa cosa dal punto di vista pratico, ci vediamo la prossima volta. (Lo so che di solito si fa il contrario, ma priva di spiegarvi come usare gli istogrammi volevo farvi venire l'acquolina in bocca facendovi capire che a voi interessa un sacco saperli usare) 5