NORME DI LEMMATIZZAZIONE

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ISTITUTO DI TEORIA E TECNICHE DELL INFORMAZIONE GIURIDICA del Consiglio Nazionale delle Ricerche Paola Mariani Biagini NORME DI LEMMATIZZAZIONE Rapporto interno n. 9/2002 Firenze

Sostantivi: I sostantivi devono essere riportati nella forma singolare. I nomi mobili (figlio figlia) si mettono al singolare ma il genere rimane quello in cui la parola è usata nel testo. Viene mantenuto il femminile in alcuni casi particolari: aggettivi sostantivati con sottinteso il sostantivo: ad es. (legge) falcidia, trebellianica; (azione) Viene lasciato il plurale se il termine assume significato autonomo (es: fatte = resoconto), sia in italiano che in latino (es. brevia) e lingua straniera. Per i termini dialettali: riportare al lemma italiano se facilmente riconducibile, altrimenti si lasciano come si trovano, naturalmente dopo aver controllato sui vocabolari dialettali. Per i termini latini: se unica parola riportare alla forma singolare, mentre se espressioni, clausole o altro composte da più parole vanno lasciate così come si trovano nel testo. Fanno eccezione termini in senso avverbiale o sostantivi con pregnanza autonoma. Per le varianti del latino tardo riferirsi alla forma più usata nel Du Cange o nel Forcellini. I termini stranieri si lasciano in lemma come si trovano, salvo evidenti errori di stampa. Espressioni notevoli: se in latino lasciare come si trova in lemma; se in italiano mettere in lemma le singole voci e nelle forme l intera espressione, ma solo nei casi in cui assume un significato interessante giuridicamente (es: allievo consolare). Termini composti: es. con + principe: comprincipe nel lemma e con principe come forma, perché così si trova nel testo; Termini con iniziale maiuscola: mantenere la maiuscola solo per i nomi propri, oltre a Dio, Madonna (ma madonna nel significato di donna). Abbreviazioni: sciogliere nella forma estesa solo se è certo il loro significato, altrimenti mantenere in lemma l abbreviatura; in ogni caso mettere l abbreviatura nel campo forma. Omografi: distinguere i lemmi (es. cómpito e compíto, bália e balía). Aggettivi Vanno riportati nella forma maschile singolare, salvo il caso di cui sopra di aggettivo femminile sostantivato. Termini al comparativo o al superlativo: si riportano nella forma positiva. Si lasciano nella forma in cui si trovano al maschile singolare: i comparativi e superlativi del tipo massimo, minimo, estremo, viciniore, migliore, maggiore; quelli che, pur essendo regolari, assumono un significato caratteristico: aggettivi riferiti a cariche (chiarissimo, illustrissimo, eminentissimo ecc.), o qualificativi di figure giuridiche (lesione lievissima ecc.). Alterati Diminutivi, accrescitivi, peggiorativi si riportano tali e quali nella forma singolare (es.: foglietto); maschile per gli aggettivi. Pronomi Vengono lasciati nella forma in cui si trovano (io, noi, me, ci ), fatta eccezione per quelli che possono essere anche aggettivo e hanno flessione regolare (questo, codesto,

quello ), che si riportano al maschile singolare, compreso uno, che in qualsiasi forma si trovi va sempre lemmatizzato uno. Avverbi Si lasciano nella forma in cui si trovano. Per i superlativi e i comparativi valgono le regole indicate per gli aggettivi. Verbi Si riportano alla forma dell infinito. Se l infinito non esiste o non è documentato nella lessicografia attuale, si registra nella forma più comune, in genere la terza persona singolare dell indicativo presente (aggrada, lice ). Se in forma riflessiva o pronominale (lavarsi, recarsi ) si riporta in lemma la forma non pronominale (lavare, recare ), mentre si mette nel campo forma quella trovata. Participi: - presente: si lemmatizza il participio presente come tale al singolare; - passato: si riporta all infinito se accompagnato da ausiliare, anche se sottinteso, o da complemento d agente; lasciare nella forma in cui si trova se ha valore di sostantivo o aggettivo, ma nel dubbio meglio l infinito; - gerundio: rimane come si trova se il termine ha valore di aggettivo o sostantivo (la cosa esproprianda, l estradando...). Varianti Sia quelle antiche che quelle moderne si riportano alla forma più comune, confrontanto, nell ordine, il DOP, il Battaglia e, se non presente in questi, gli altri vocabolari. Lo stesso vale per le forme sincopate (tòrre), con i ipostetico (ischerzo, ma attenzione a strumento e istrumento, che possono avere significato diverso), e aferetiche (state per estate): Per i verbi con dittongo scegliere la forma più comune secondo il DOP, Battaglia ecc. Le varianti puramente grafiche (hauere, rozo ) si riportano alla forma della grafia moderna. L elisione finale o iniziale o i troncamenti sintattici (quel, amor, castel, grand uomo, ntender ) si riportano alla forma intera, fatta eccezione per le parole che, nella forma troncata, si siano distinte per significato dalle originarie forme intere (mercé, mo per modo, fra per frate) Locuzioni - costituite da più parole staccate: - senza componenti con valore semantico di rilievo (lo stesso, di più) si lemmatizza solo la parola, mentre si mette l intera locuzione nel campo forma; - con un solo componente con valore semantico di rilievo (a casaccio, a bizzeffe, di straforo): si registra nel lemma la parola principale e nella forma l intera locuzione; - con due o più parole significative (a gonfie vele, in carne e ossa): si mette in lemma le due o più parole e nelle forme, sotto ogni parola, l intera locuzione; - locuzioni latine o in altra lingua diversa dall italiano: vengono riportate tali e quali in lemma, aggiungendo nel campo lingua l indicazione (vedi abbreviature). - costituite da più parole staccate ma che nell uso moderno si scrivono in grafia unita (DOP, Battaglia ecc):

- senza componenti con valore semantico di rilievo (non ostante): si lemmatizzano in grafia unita (nonostante); nella forma si registra la locuzione come si trova sul testo; - con due o più parole significative: si registra in lemma la parola in grafia unita (capoluogo); nella forma si registra la locuzione come si trova sul testo (capo luogo). N.B. In tutti i casi in cui si trovano locuzioni unite da trattino, si segue le regole generali indicate sopra: lemma in grafia unita, se questo è l uso moderno, e forma con trattino nel campo forma.

Colonna della forma: Può contenere sia una o più varianti del lemma principale (al nominativo singolare), sia espressioni notevoli (es. locuzioni, plurali disusati come ad es. bazari per bazar, più termini uniti da trattino o scritti in grafia staccata ecc.). Essa permette di documentare la forma come si trova sulla scheda, riconducendola comunque al lemma principale; non contiene il participio passato ma contiene la forma riflessiva o pronominale; per le lingue diverse dall italiano, si documenta nella forma anche il plurale. N.B. In ogni caso di incertezza nella lemmatizzazione delle varianti prevale la grafia del DOP, poi quella del BATTAGLIA e infine gli altri (Tommaseo, Rezasco, Edler ecc. ); se due varianti hanno significato diverso, ognuna va ricondotta al lemma corrispondente (es.: abbonare e abbuonare, assisa e assise).