COMMENTO A GENESI 1,1-2-4a

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1 COMMENTO A GENESI 1,1-2-4a Questo capitolo esprime la dottrina e il sapere dei sacerdoti d'israele, esso non è scritto in un solo giorno, ma s'è venuto sviluppando molto lentamente nel corso dei secoli. Il lettore che oggi si accosta alla Scrittura appare come ossessionato dall'obbligo intellettuale di trovarvi in ogni caso una corrispondenza tra scienza e fede, ma qui deve guardarsi dal leggere il capitolo della Genesi in quel senso. Certamente i modi con cui sono descritti i momenti della creazione, sull'origine del mondo risentono di quella sapienza, oggi certo superata, ma il linguaggio di quel sapere scientifico serviva semplicemente per dire sull opera di Dio. LA PAROLA DI DIO La struttura del capitolo è costruita intorno al tema della parola di Dio: per 10 volte ricorre l'espressione "disse Dio" (Gen 1.3, 6, 9, 11, 14, 20, 24, 26, 28, 29; un'undicesima volta di trova il verbo "dire" in Gen 1,22: "Li benedisse Dio dicendo"). In sette giorni Dio dice 10 parole : E' un richiamo forte al Decalogo, alle 10 parole di Dio (nella Bibbia l'ebraico dice "parole" non "comandamenti")1, con cui Dio ha creato attraverso quelle parole date sul Sinai il popolo d'israele. La tradizione dei rabbini commenterà: Il mondo è stato creato con le dieci parole. Si rileva questo perché c'è un legame diretto tra il piano della creazione e quello della salvezza: 10 parole furono pronunciate da Dio sul Sinai, in tal modo Dio con Israele formula attuando la stipulazione dell'alleanza. Dopo aver liberato il popolo dal Faraone, Dio proseguì un'opera di salvezza che continuò nel tempo; le parole pronunciate durante la creazione è la "firma" di un'alleanza con tutta l'umanità. LA CREAZIONE E' UN EVENTO DOVE DIO SI RIVELA E SALVA. LA STRUTTURA DEL RACCONTO CIELO I giorno: luce II giorno: firmamento IV giorno: luminari TERRA III giorno: mare, terra asciutta, verde V giorno: pesci, uccelli VI giorno: animali terrestri e uomo CIELO + TERRA = DIO HA CREATO TUTTO 1 Cfr. Es 34,28; Dt 4,13; 10,4 1

2 Commento esegetico-spirituale spirituale In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e il soffio di Dio aleggiava sulla faccia delle acque. In principio: la tradizione cristiana vi ha scorto l'affermazione di un inizio assoluto, la creazione dal nulla, anche se in questo versetto non è assolutamente affermata l'idea dell'opera divina dal nulla (Ex nihilo) Creò: il verbo creare-bara' indica in modo proprio l'atto della creazione divina, verbo che l'at usa 48 volte con Dio quale soggetto che crea, nel senso di operare qualcosa di meraviglioso e di nuovo, d inaudito, oppure compiere un'azione portentosa, prodigiosa. Come riferimento alla creazione e soprattutto alla creazione dell'uomo si vuol dire che l'uomo è la meraviglia delle meraviglie, la gran meraviglia operata da Dio Il verbo "creare" vuol dirci l'incomparabilità dell'azione di Dio nella creazione, Egli fa sorgere qualcosa che prima non c'era, qualcosa di nuovo. Il cielo e la terra, si vuol dire tutto l'universo: la narrazione operata dai sacerdoti si apre e si chiude con l'evocare Dio creatore del cielo e della terra. (Credo in Dio...creatore del cielo e della terra...) v.2 -la terra era informe e vuota -la tenebra era sulla superficie dell'abisso -il soffio di Dio planava sulla superficie delle acque. Informe e deserta: è l'antitesi del creato successivo, il caos, l'informe evoca la morte e la sventura, una realtà opposta alla vita e all'armonia. Informe: vuoto, non-coltivato, deserto, inabitabile Deserto: caotico, indistinto, nulla, disorganizzato Tenebre: vuol dire una realtà negativa di calamità e perdizione E lo Spirito di Dio aleggiava (o planava) sopra le acque: Alcuni commentatori (Padri della Chiesa e Rabbini), hanno compreso l'aleggiare, il planare come atto di covare. Basilio il Grande commenta: significa che lo Spirito riscaldava e rendeva vivente la sostanza delle acque, come un uccello femmina che cova le sue uova e scaldandole comunica loro una certa forza vitale. S.Gerolamo allo stesso modo dice: covava e riscaldava alla maniera di un uccello che con il calore anima le uova. Planare, volare dolcemente richiama l'aquila che vola a cerchi concentrici in aria, ma anche un volteggiare nell attesa di posarsi. Lo stesso verbo è usato per la colomba che Noè lascia andare e che si poserà sulla terra asciutta, annunciando che le acque di morte del diluvio si sono ritirate: Dio dalla morte crea la vita. Un commento ebraico dice: "La terra era deserta e caotica, priva d uomini e d animali, priva d ogni coltivazione di piante e d alberi. L'oscurità si stendeva sulla faccia dell'abisso e uno spirito d'amore che procedeva dal Signore soffiò sulla faccia delle acque" 2

3 Ricorda anche la colomba che plana sulle acque del Giordano al momento del battesimo di Gesù. Dio separò fra la luce e la tenebra. Dio chiamò la luce "giorno" e la tenebra "notte". E fu sera e fu mattina: giorno uno2. Disse: qui, per la prima volta il verbo indica il parlare di Dio la parola che esce dalla bocca di Dio. Dio parla e per mezzo della sua parola crea: è parola potente ed efficace. Dio comanda, chiama all'esistenza, conferma, promette, riconosce, benedice e invita a seguirlo. Al vedere la luce opera del suo comando, quell'esclamazione "che cosa buona!" quasi vuol affermarci che Dio si dà lode riconoscendo la bontà del creato: contempla quello che ha creato e se ne compiace.e' il giorno uno (non primo) giorno della creazione e della luce, una profezia per il giorno ultimo in cui ci sarà solo il Signore e soltanto Lui sarà la luce. La luce che Dio crea -vuol dirci l'autore- è la realtà che trascende tutte le altre luci che verranno e delle quali fanno esperienza: questa luce è vittoria sulle tenebre!3 Il salmo 119,105: Lampada ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. Dio impone, assegna un nome a ciò che ha creato. "Dare un nome" ad un oggetto, ad un essere vivente, all'uomo significa nel linguaggio biblico oltre specificarne la destinazione e il ruolo anche l'essenza propria che gli appartiene.il nome dato alla luce come "giorno" e alla tenebra come "notte", afferma che è Dio ad avere il potere assoluto sulle tenebre, su ciò che può richiamare in un qualche modo il caos iniziale. Le tenebre e la luce al servizio di Dio, il nome che impone dice proprio il suo potere sulle cose create. Dio disse: Sia luce! E fu luce. Dio vide la luce: che cosa buona! Dio disse: Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque. Dio fece il firmamento e separò le acque, che furono sotto il firmamento, dalle acque, che è sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: giorno secondo Firmamento: cinque volte nei tre versetti; la volta celeste che separa le acque superiori dalle acque inferiori. E' una separazione che rende possibile la vita perché l elemento acqua è sentita come minaccioso, negativo e caotico, solo l'opera creatrice di Dio che separa e divide permette la creazione di un ordine interno. Secondo le cognizioni della scienza del tempo il firmamento è una specie di parete solida e trasparente che sorregge le acque superiori, esse sotto forma di pioggia scendono verso la terra da delle aperture (cateratte)4. Le acque inferiori, anch'esse regolate e arginate danno origine a quell'alternanza di distesa marina e di terra asciutta. 2 Non giorno secondo, terzo, ecc. bensì uno 3 Il "Poema delle quattro notti", a commento di Es 12,42: "La prima notte fu quando il Signore si manifestò sul mondo per crearlo, il mondo era confusione e caos e la tenebra erano diffusi sulla superficie dell'abisso. E la Parola era la luce ed essa brillava. 4 Gen 7, 11: " Eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono 3

4 Firmamento: cinque volte nei tre versetti; la volta celeste che separa le acque superiori dalle acque inferiori. E' una separazione che rende possibile la vita perché l elemento acqua è sentita come minaccioso, negativo e caotico, solo l'opera creatrice di Dio che separa e divide permette la creazione di un ordine interno. Secondo le cognizioni della scienza del tempo il firmamento è una specie di parete solida e trasparente che sorregge le acque superiori, esse sotto forma di pioggia scendono verso la terra da delle aperture (cateratte)5. Le acque inferiori, anch'esse regolate e arginate danno origine a quell'alternanza di distesa marina e di terra asciutta. Per due volte "Dio disse": nel terzo giorno compie due opere, la separazione delle acque inferiori, e la creazione della vegetazione. L'autore sacerdotale vuol far capire che il mare non è una Potenza, ancor meglio una divinità, ma è considerata per quello che è in realtà. E' una creatura sottomessa alla Potenza Divina che impone il nome alle cose create e limita ciò che crea c nei confini assegnati ad ognuno.6 Detto questo, è possibile comprendere l'esperienza di salvezza del popolo d'israele che passa all'asciutto nel mezzo del mare, è una vittoria sul mare, vittoria della signoria di Dio sull'orgoglio del mare. Ecco perchè nei vangeli Gesù appare come Signore, che ha potere sopra i venti e sul mare. Egli ha il dominio sui demoni come su gli elementi della natura che si scatenano in un tentativo di riprendere il possesso oltre i confini assegnati dal Creatore, sempre cercano di ricondurre la creazione al caos iniziale! Dio disse : "La terra faccia verdeggiare il verde, erba che semina seme, alberi da frutto che fanno frutto aventi in sé il proprio seme sulla terra secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: giorno terzo In precedenza il comando di Dio era diretto e assoluto "Sia", "Siano", qui l'ordine è mediato, indiretto, è una volontà che in un qualche modo coinvolge quello che ha creato. Dio emette un mandato così da conferire alla terra la capacità di ri-prodursi prodursi. E' se vogliamo una creazione continua, dove l'uomo è chiamato a riconoscere come dono di Dio i frutti prodotti dagli alberi, i vegetali che nascono dal proprio seme e le erbe che la terra produce. La vegetazione non è una massa caotica, tutto appare ben ordinato e classificato "secondo la propria specie"; il Creatore prosegue nella sua opera di classificazione e ordinamento in un'armonia totale. La separazione e le diverse specie le ordinano nella differenza7 differenza 5 Gen 7, 11: " Eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono 6 Cfr. Is 51,11 7 Un'opinione diffusa a cavallo tra il primo secolo a.c. e il primo secolo d.c. sostiene che il mondo fu creato nel mese di Nisan cioè nel mese di Pasqua (Il primo mese per voi, sia l'inizio dei mesi). Rabbi Jehoshua dice: "Da dove si ricava che il mondo fu creato a Nisan? Perché è detto: la terra fece uscire germogli, erbe che producono seme secondo la loro specie, e alberi che fanno frutti. E qual è il mese in cui la terra è piena di germogli e gli alberi fanno frutti? Si deve dire: È Nisan" 4

5 Dio disse: "Ci siano luminari nel firmamento del cielo, per separare fra il giorno e la notte; e siano come segni per le feste, per i giorni e per gli anni e servano come luminari nel firmamento del cielo per far luce sulla terra". E così avvenne: Dio fece i due luminari grandi, il luminare maggiore per il dominio del giorno e il luminare minore per il dominio della notte, e le stelle. Dio li diede al firmamento del cielo per far luce sulla terra e per separare fra la luce e la tenebra. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: giorno quarto. È la quinta parola di "Dio disse" delle dieci parole della creazione, questo giorno segna la metà: termina ciò che riguarda il cielo, si dispone alle cose della terra. Dobbiamo, ora notare, come il sole e la luna non sono nominati con i nomi loro propri, ma semplicemente "luminari", ai quali il Signore non rivolge alcuna parola. Devono servire al solo scopo di illuminare il giorno e rendere meno scura la notte. Perché quest atteggiamento? Sole e Luna, le stelle sono ridotti al rango di creature aventi la funzione di far luce, perché in quel periodo storico erano sentite come potenze divine, si vuol compiere un'opera di de-sacralizzazione, ricondurre tutto a Dio quale unico Signore e Creatore.8 Il compito loro assegnato, quello di"separare" il giorno dalla notte è pronunciato due volte, nel primo giorno indica una separazione temporale. Il secondo giorno Dio separando le "acque inferiori da quelle superiori" opera una separazione spaziale, ordinando la realtà creata all'interno del tempo e dello spazio. Il fluire dei giorni e delle notti, mesi ed anni per mezzo del sorgere e tramontare degli astri, del sole e della luna indica che lo scorrere del tempo è finalizzato, con una funzione e un senso, un ordine e una direzione. I sei giorni vanno verso il loro punto finale: il sabato, giorno nel quale Dio "riposa", è la festa verso la quale tutti tendono come il fine d ogni creatura, l'eternità è ciò che ci aspetta! Dio disse: brulichino le acque di un brulichio d esseri viventi, volatili volino sopra la terra, sulla faccia del firmamento del cielo. Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra. E fu sera e fu mattina: quinto giorno. I vocaboli: brulicare, volare, guizzare ci danno il senso dell opera d animazione che Dio sta compiendo. La novità è nel fatto che Dio non dice più "vide che era cosa buona" ma che vi aggiunge la benedizione. 8 Dt 4,19, Non alzare gli occhi al cielo, perché vedendo il sole, la luna e le stelle, tutta la schiera del cielo, tu non sia indotto a prostrarti davanti a quelle cose e servirle. Sap13, 1-9: considerano come déi come reggitori del mondo la volta stellata o i luminari del cielo...stupiti per la loro bellezza... 5

6 All'apparire della vita animata, d esseri nei quali c'è lo spirito vitale, il soffio di vita,9 Dio li benedice, è benedetta la vita animale: l'uomo è posto in un rapporto di solidarietà con il mondo animale nei cui parti "secondo la loro specie" abita lo spirito vitale, quel siate "fecondi e moltiplicatevi" è l'invito-comando che Dio darà anche all'uomo. Dio disse: la terra faccia uscire esseri viventi secondo la propria specie, bestiame domestico e bestie selvatiche e rettili del terreno secondo la loro specie. E così avvenne: Dio fece i viventi della terra secondo la propria specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del terreno secondo la propria specie. E Dio vide che era cosa buona. Allo stesso modo del terzo giorno, questo sesto giorno vede "Dio disse" per due volte, sia per gli esseri viventi sia per l'uomo. Dio comanda di "far uscire" con il significato di ri-produrre secondo la propria specie, animali domestici e selvatici e rettili. Si passa dal caos all'armonia, dall'indifferenziato caotico alla differenza creata. E' una felice sottolineatura, che comprende nella differenziazione anche l'uomo e che ci assicura com egli viva in pienezza se accetta di stare al posto dove Dio lo pone. Si può dire: - Gli animali terrestri e l'uomo sono creati il 6 giorno - La benedizione cade sugli animali e sull'uomo Come per il terzo giorno, questo sesto giorno vede "Dio disse" per due volte, sia per gli esseri viventi sia per l'uomo. Dio comanda di "far uscire" cioè di ri-produrre secondo la propria specie, animali domestici e selvatici e rettili. Si passa dal caos all'armonia, dall'indifferenziato caotico alla differenza, questa sottolineatura continua della differenziazione nella quale entra l'uomo e ci assicura che l'uomo vive pienamente la sua realtà se accetta di stare al posto dove Dio lo pone. Si può dire: - Gli animali terrestri e l'uomo sono creati il 6 giorno - La benedizione cade sugli animali e sull'uomo 9 Ai vv.20-21 si dice "esseri viventi" e l'essere vivo significa esserlo per lo Spirito vitale del Creatore. 6