Recuperi da crepaccio/parete

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Recuperi da crepaccio/parete D I seguito vengono presentate le manovre di recupero in crepaccio/parete usate nell ambito dell autosoccorso e alcune nozioni di primo intervento su valanga corredate dalle modalità di ricerca con gli apparecchi ARVA.. S E G U I L E I C O N E Nota Informativa Nota tecnica Buona Idea Attenzione Bibliografia I nodi di base usati nelle varie manovre. I nodi specifici per l autosoccorso I sistem i di ancoraggio. Le manovre e le loro procedure di realizzazione Bibliografia Testo tecnico didattico, Collegio nazionale delle Guide Alpine Italiane La sicurezza. Vivalda Editore Testo tecnico didattico, Collegio nazionale delle Guide Alpine Italiane L autosoccorso. Vivalda Editore 1

Capitolo 1 I nodi di base usati nelle varie manovre. In questa parte tratteremo I nodi di base che vengono usati sia in ambito alpinistico/arrampicata sia per la realizzazione delle manovre di autosoccorso per il recupero di persone cadute in crepaccio o da recuperare ad una sosta in parete. Si suppone pertanto che, questi nodi, siano oramai parte integrante del bagaglio di ogni alpinista/arrampicatore che non si avvale dei servizi di un professionista.per ognuno di questi nodi verranno indicate eventuali idee, tratte dall esperienza, che possono aiutare nella realizzazione dei nodi e errori madornali che possono avere gravi conseguenze. Machard Bidirezionale Obiettivo: bloccare la corda per effettuare un paranco. Esecuzione: Cordino di kevlar (consigliato) 6/7mm di diametro; lunghezza 1.50 mt chiuso esclusivamente con nodo doppio inglese. DOPPIO INGLESE CON CORDINO KEVLAR tenere i capi del nodo inglese un po lunghi perché i nodi sul kevlar tendono a scorrere leggermente. ESCLUSIVAMENTE MOSCHETTONE A VITE in quanto con moschettone normale se il cordino si posiziona malamente al suo interno può provocare l apertura dello stesso con scioglimento del nodo. 2

Prussik (bidirezionale) Obiettivo: bloccare la corda per effettuare un paranco. Esecuzione: Cordino di kevlar (consigliato) 6/7mm di diametro; lunghezza 1.50 mt chiuso esclusivamente con nodo doppio inglese. DOPPIO INGLESE ESCLUSIVAMENTE CON CORDINO KEVLAR tenere i capi del nodo inglese un po lunghi perché i nodi sul kevlar tendono a scorrere leggermente. MOSCHETTONE A VITE in quanto con moschettone normale se il cordino si posiziona malamente al suo interno può provocare l apertura dello stesso con scioglimento del nodo. 3

Mezzo barcaiolo Obiettivo: assicurazione del soccorritore calato nel crepaccio e/o della vittima. Esecuzione: Solo su moschettone a vite con una base più larga (moschettoni a pera); distinguere la corda carica (persona legata) dalla corda scarica. Posizionato sulla V della sosta. ESCLUSIVAMENTE MOSCHETTONE A VITE in quanto con moschettone normale se la corda si posiziona malamente al suo interno può provocare l apertura dello stesso con scioglimento del nodo. Realizzare il mezzo barcaiolo già in posizione di calata Barcaiolo Obiettivo: realizzazione di ancoraggio fisso. Esecuzione: su cordini di kevlar di lunghezza circa 3.00mt o su spezzone da 11mm lunghezza circa 3.00 mt. 4

Nodo Guida semplice Obiettivo: realizzazione di un ancoraggio semimobile. Esecuzione: su cordini di kevlar di lunghezza circa 3.00mt chiuso con nodo doppio inglese o su spezzone da 11mm lunghezza circa 3.00 mt chiuso con nodo doppio inglese. Nodo Guida con frizione Obiettivo: realizzazione di un ancoraggio fisso. Esecuzione: su cordini di kevlar di lunghezza circa 3.00mt o su spezzone da 11mm lunghezza circa 3.00 mt. 5

Capitolo 2 I nodi specifici per l autosoccorso. In questa parte tratteremo quei nodi che vengono quasi esclusivamente usati nella realizzazione delle manovre di autosoccorso per il recupero di persone cadute in crepaccio o da recuperare ad una sosta in parete. Per ognuno di questi nodi verranno indicate eventuali idee, tratte dall esperienza, che possono aiutare nella realizzazione dei nodi e errori madornali che possono avere gravi conseguenze. Asola di bloccaggio e controasola Obiettivo: bloccare il mezzo barcaiolo o la corda semplicemente passante in un moschettone. Esecuzione: asola di bloccaggio:presentando il mignolo al nodo Controasola: su tutte e due le corde e completa. Asola di bloccaggio ATTENZIONE Avete tutto il peso della persona nelle vostre mani pertanto il nodo va fatto con decisione; occhio a non farsi schiacciare le dita mentre si fa l asola, potrebbe fare molto male. Usate sempre I guanti con le dita. Controasola 6

Nodo a cuore Obiettivo: consentire il recupero della corda e contemporaneamente impedirne lo scorrimento nella direzione del carico Esecuzione: due moschettoni uguali assolutamente non a vite meglio se con una base più larga. Bellunese (autobloccante monodirezionale) Obiettivo: consentire il recupero della corda e contemporaneamente impedirne lo scorrimento nella direzione del carico Esecuzione: cordino kevlar (consigliato) di 6/7mm di diametro 7

Capitolo 3 I sistemi di ancoraggio. Diversi sono i sistemi di ancoraggio che possono essere adottati per la realizzazione delle manovre, ciò che comune risulta importante è che devono essere a prova di bomba e adattati in funzione del contesto in cui ci si trova ad operare. Di seguito presenteremo quelli più comuni ma vi ricordiamo che non sono esaustivi e che anche degli elementi naturali quali massi, alberi, o altri elementi naturali possono fare da ancoraggio. Ancoraggio mobile Ancoraggio semimobile Ancoraggio fisso E fondamentale che l ancoraggio venga realizzato almeno su due punti, mai su un punto solo. I punti possono essere, come vedremo in seguito, chiodi, spitt, sci, piccozze, ramponi, etc. Quando i punti sono chiodi o spitt il cordino non va mai posizionato direttamente nell anello dei chiodi o degli spitt ma in questo anello va sempre inserito un moschettone nel quale passerà poi il cordino. L angolo tra i punti deve essere il più acuto possibile (collegamento quasi in linea verticale) onde evitare che le componenti delle forze agenti sui punti siano troppo elevate e possano raggiungere dei valori superiori alla resistenza dei punti stessi. Sosta migliore per il fatto che I due chiodi sono posizionati quasi sulla verticale uno rispetto all altro e le componenti di forza sui punti ( in questo caso chiodi ) sono ideali. 8

. Ancoraggio su Chiodi Obiettivo: realizzare un ancoraggio su ghiaccio Posizionare sempre un altro punto in modo da lavorare almeno su due chiodi. Ricordarsi che l angolo sia il più possibile acuto tra i due punti Esecuzione: piantare il primo chiodo abbastanza in alto rispetto al vertice ipotetico dell ancoraggio e passare un moschettone nell anello del chiodo. Posizionare il secondo chiodo almeno 40 cm al di sopra del primo e quasi sulla verticale; passare un moschettone nell anello del chiodo. 90 rispetto alla superficie del ghiaccio PRIMA DI PIANTARE IL CHIODO ELIMINARE SEMPRE IL GHIACCIO IN SUPERFICIE andando a cercare quello sottostante migliore 9

Corpo morto con piccozza. Obiettivo: realizzare un ancoraggio su neve compatta disponendo la piccozza orizzontalmente. Posizionare (se possibile) sempre un altro punto oltre alla piccozza. Ricordarsi che l angolo sia il più possibile acuto tra i due punti Esecuzione: realizzare una buca della lunghezza della piccozza, ben compattata sul lato a valle e con un solco piuttosto profondo ma stretto dove far passare il cordino di sosta; eseguire un barcaiolo sul cordino di sosta e infilarlo nel manico della piccozza fino al baricentro della piccozza stessa; posizionare la piccozza nella fossa con la becca conficcata verso il basso nella neve, avendo cura di far passare il cordino di sosta nel solco; ricoprire il tutto con la neve compattandola con I piedi. cordino kevlar (consigliato) di 6/7mm di diametro lunghezza di circa 3.00 mt, chiuso esclusivamente con nodo doppio inglese. BARCAIOLO Ricoprire con la neve e compattare DOPPIO INGLESE CON CORDINO KEVLAR tenere i capi del nodo inglese un po lunghi perché i nodi sul kevlar tendono a scorrere leggermente. PUNTO DI ANCORAGGIO Corpo morto con gli sci. Obiettivo: realizzare un ancoraggio su neve compatta disponendo gli sci orizzontalmente. Posizionare (se possibile) sempre un altro punto oltre agli sci Ricordarsi che l angolo sia il più possibile acuto tra i due punti Esecuzione: realizzare una buca della lunghezza degli sci, ben compattata sul lato a valle e con un solco piuttosto profondo ma stretto dove far passare il cordino di sosta; eseguire un barcaiolo sul cordino di sosta e infilarlo negli sci posizionandolo in corrispondenza degli attacchi; posizionare gli sci nella fossa, avendo cura di far passare il cordino di sosta nel solco; ricoprire il tutto con la neve compattandola con I piedi. cordino kevlar (consigliato) di 6/7mm di diametro lunghezza di circa 3.00 mt, chiuso esclusivamente con nodo doppio inglese. 10

Ricoprire con la neve e compattare DOPPIO INGLESE BARCAIOLO CON CORDINO KEVLAR tenere i capi del nodo inglese un po lunghi perché i nodi sul kevlar tendono a scorrere leggermente. PUNTO DI ANCORAGGIO Ancoraggio mobile Obiettivo: consentire il collegamento di due o più punti distribuendo perfettamente il carico sugli stessi. doppio inglese. Mantenere questa distribuzione anche in caso di trazione obliqua. Esecuzione: cordino kevlar (consigliato) di 6/7mm di diametro lunghezza di circa 3.00 mt, chiuso esclusivamente con nodo Asola doppia di cordino Girare ad anello il ramo superiore (due punti) o il ramo che collega i due punti più lontani (tre punti) CON CORDINO ATTENZIONE! KEVLAR tenere i capi del nodo inglese un po lunghi perché i nodi sul kevlar tendono a scorrere leggermente. In caso di cedimento di uno dei punti si può avere un elevato abbassamento e un shock sui punti rimanenti. In caso di rottura del cordino ( caduta sassi) la sosta si sfila. DOPPIO INGLESE 11

Ancoraggio semimobile Obiettivo: consentire il collegamento di due o più punti distribuendo perfettamente il carico sugli stessi e mantenendo una certa direzionalità della sosta. Ridurre al minimo l abbassamento della sosta in caso di cedimento di uno dei punti. Il collegamento non si sfila in caso di rottura del cordino. Esecuzione: cordino kevlar (consigliato) di 6/7mm di diametro lunghezza di circa 3.00 mt, chiuso esclusivamente con nodo doppio inglese. Due punti con moschettone Realizzare sull anello di cordino due nodi delle guide semplici, agganciare delle asole, che si vengono a formare, ai moschettoni dei punti, fare poi scorrere i nodi in funzione se si vuole avere una situazione più vicina all ancoraggio mobile o più vicina all ancoraggio fisso. Girare ad anello il ramo superiore del tratto compreso fra i due nodi. DOPPIO INGLESE ATTENZIONE! SE LA SOSTA SI AVVICINA DI PIU ALLA TIPOLOGIA MOBILE In caso di cedimento di uno dei punti si può avere un elevato abbassamento e un shock sui punti rimanenti. In caso di rottura del cordino ( caduta sassi) la sosta si sfila. CON CORDINO KEVLAR tenere i capi del nodo inglese un po lunghi perché i nodi sul kevlar tendono a scorrere leggermente. NODO GUIDA SEMPLICE 12

Ancoraggio fisso Obiettivo: consentire il collegamento di due o più punti distribuendo perfettamente il carico sugli stessi e mantenendo la direzionalità della sosta. Annullare l abbassamento della sosta in caso di cedimento di uno dei punti. Mantenere la funzionalità della sosta in caso di rottura del cordino. Esecuzione: cordino kevlar (consigliato) di 6/7mm di diametro lunghezza di circa 3.00 mt,. Due punti con moschettone Realizzare Nodo Guida con frizione su un capo, di seguito, barcaiolo su uno dei punti, lasciare poi un po di lasco e realizzare un secondo barcaiolo sul punto seguente; di seguito un altro nodo guida con frizione facendo in modo che questi sia leggermente sfalsato rispetto al primo realizzato ma che entrambi le parti di cordino messi in tensione facciano lavorare contemporaneamente i due o più punti. BARCAIOLO Il lasco di questo tratto permette di regolare I due tratti di cordino che formano il vertice dell ancoraggio in modo che tirino entrambi insieme CON CORDINO Tratti di cordino che formano il vertice dell ancoraggio KEVLAR tenere i capi dei nodi un po lunghi perché i nodi sul kevlar tendono a scorrere leggermente. NODO GUIDA CON FRIZIONE ATTENZIONE! L ANCORAGGIO DEVE DISTRIBUIRE CONTEMPORANEAMENTE IL CARICO SUI DUE PUNTI Per evitare un eventuale shock sui punti in caso di cedimento di uno di essi VERTICE DELL ANCORAGGIO 13

Capitolo 4 Le manovre e le loro procedure di realizzazione Le manovre che vi presenteremo sono quelle usate anche in campo professionale per l autosoccorso e sono le più semplici e efficaci in caso di necessità. Ciò non vuol dire che in un caso reale siano facilmente realizzabili anzi talvolta la posizione in cui ci si viene a trovare non permette di effettuare nessun tipo di intervento se non quello di chiamare il soccorso organizzato. La complessità maggiore è quella di realizzare un ancoraggio trovandosi legati al proprio compagno caduto e dover posizionare un ancoraggio mantenendo contemporaneamente anche il peso del caduto. In questi casi è solo l esperienza, la fantasia, e per certi versi la fortuna che vi permettono di fare qualche cosa. Comunque ricordatevi che nel dubbio di non riuscire la prima cosa è CHIAMARE IL SOCCORSO ORGANIZZATO. Le manovre sono: Paranco semplice Paranco doppio Paranco veloce In ultimo le seguenti manovre non sono esclusive del recupero in crepaccio ma le stesse vengono usate per un eventuale recupero in roccia con il vantaggio che l ancoraggio è già fatto e un meccanismo per il recupero è già posizionato. Obiettivi: sollevare un compagno in difficoltà o infortunato riducendo al minimo gli attriti e non tirando mai direttamente sull ancoraggio nella fase di tiro con il paranco, massimizzando l escursione di ogni sollevamento. Nelle manovre di seguito non viene presa in considerazione la piastrina in quanto se si rendesse necessario di calare qualcuno per legare la vittima diventa poi molto complesso con la piastrina passare dalla fase di calata alla fase di recupero. Ciò però non ne preclude il suo uso se siete per esempiogià in progressione a tiri di corda e si rende necessario parancare il compagno. 14

Paranco semplice Obiettivo: recupero di una persona in difficoltà ma che può aiutarsi o di un infortunato quando vi sono numerose persone che possono intervenire nel recupero. E il paranco più faticoso in quanto è quello che permette di ridurre meno il carico da tirare. Una persona sola non riuscirà mai a mettere in pratica questo sistema se non per un tratto brevissimo di 2/3 mt al massimo. Nel caso in cui le persone erano legate questo sistema può essere usato solo se la corda di cordata non si è incastrata nella neve altrimenti bisogna adottare un sistema più complesso. Esecuzione: 1. Realizzare l ancoraggio con uno dei sistemi precedentemente trattati tenendo conto del contesto in cui si sta operando. 2. Autoassicurarsi all ancoraggio e avvicinarsi con circospezione al bordo del crepaccio cercando di comunicare con la persona caduta. 3. Sul moschettone a vite a base larga posto sul vertice dell ancoraggio effettuare un mezzo barcaiolo e chiudere la vite del moschettone ; ora in base a quanto ottenuto al punto 2 si possono avere due situazioni: A. La persona non era legata non ha risposto e/o non la si vede; bisogna scendere nel crepaccio per legarlo e verificare le sue condizioni. AVVISATE IMMEDIATAMENTE IL SOCCORSO ORGANIZZATO PRIMA DI SCENDERE DALLA VITTIMA. B. La persona era legata o slegata ma vi ha risposto che non ha niente e può comunque legarsi da solo e fuori siete un gruppo numeroso di persone. 4. Nel caso A calate col mezzo barcaiolo una persona nel crepaccio che verifichi il malcapitato e lo leghi in modo da autoassicurarlo; nel frattempo arriverà il soccorso organizzato. Nel caso B se è slegato gli fate arrivare il capo di corda e poi procedete con la manovra. 5. Tensionate un po la corda e fate asola e contro asola in corrispondenza del mezzo barcaiolo senza eliminare quest ultimo. Cercate di avere un anello di contro asola lungo in modo da poterlo inserire nel moschettone al vertice dell ancoraggio; su questo anello posizionerete due moschettoni uguali necessari per fare il nodo a cuore. 6. Costruite un machard sulla corda in tiro (corda che ha il peso della persona caduta) il più vicino possibile al bordo del crepaccio e collegare le due asole con un moschettone. 7. In questo moschettone passate la corda molle che esce dalla contro asola ed è collegata al rimanente della matassa. 15

8. Cominciare a tirare sulla corda che fa da rinvio nel moschettone del machard ed è collegata alla rimanente matassa. 9. Tirare sino a far giungere il machard vicino alla contro asola; a questo punto si possono avere 2 situazioni: A. Siete numerosi è sufficiente che si tenga la corda tirata mentre uno si effettua il punto 10. B. Siete non così numerosi e uno in meno riduce notevolmente la capacità di tenuta allora è necessario realizzare sulla corda rinviata sul machard un asola e contro asola che permette di evitare che ciò che si è tirato venga annullato e poi si passa al punto 10. 10. Effettuare sui due moschettoni uguali il nodo a cuore con la corda a cui la persona caduta è legata e recuperare tutto il molle sino a mettere il più possibile in tiro la corda che ha il peso. 11. Fare scorrere il machard lungo la corda riposizionandolo il più vicino possibile al bordo del crepaccio; nel caso si è nella situazione 9B prima bisogna disfare asola e controasola. 12. Ricominciare a tirare e contemporaneamente recuperare la corda a cui è legato il malcapitato sul nodo a cuore. 13. Così di seguito sino ad estrarre la persona dal crepaccio. PUNTO 5 PUNTO 7 PUNTO 6 16

PUNTO 10 PUNTO 8 PUNTO 9 B ATTENZIONE! AVETE TUTTO IL PESO DELLA VITTIMA NELLE VOSTRE MANI fate l asola precisa e con decisione e occhio a non pinzare le dita nel nodo PUNTO 12 PUNTO 11 17

Paranco doppio Obiettivo: recupero di una persona in difficoltà o di un infortunato quando non è in grado di aiutarsi e il numero di persone che effettua l intervento è ridotto.. Permette una discreta riduzione del carico da tirare Nel caso in cui le persone erano legate questo sistema può essere usato solo se la corda di cordata non si è incastrata nella neve altrimenti bisogna adottare un sistema più complesso. Esecuzione: 1. Realizzare l ancoraggio con uno dei sistemi precedentemente trattati tenendo conto del contesto in cui si sta operando. 2. Autoassicurarsi all ancoraggio e avvicinarsi con circospezione al bordo del crepaccio cercando di comunicare con la persona caduta. 3. Sul moschettone a vite a base larga posto sul vertice dell ancoraggio effettuare un mezzo barcaiolo e chiudere la vite del moschettone ; ora in base a quanto ottenuto al punto 2 si possono avere due situazioni: A. La persona non era legata non ha risposto e/o non la si vede; bisogna scendere nel crepaccio per legarlo e verificare le sue condizioni. AVVISATE IMMEDIATAMENTE IL SOCCORSO ORGANIZZATO PRIMA DI SCENDERE DALLA VITTIMA. B. La persona era legata o slegata ma vi ha risposto che non ha niente e può comunque legarsi da solo e fuori siete un gruppo numeroso di persone. 4. Nel caso A calate col mezzo barcaiolo una persona nel crepaccio che verifichi il malcapitato e lo leghi in modo da autoassicurarlo; nel frattempo arriverà il soccorso organizzato. Nel caso B se è slegato gli fate arrivare il capo di corda e poi procedete con la manovra. 5. Tensionate un po la corda e fate asola e contro asola in corrispondenza del mezzo barcaiolo senza eliminare quest ultimo. Cercate di avere un anello di contro asola lungo in modo da poterlo inserire nel moschettone al vertice dell ancoraggio; su questo anello posizionerete due moschettoni uguali necessari per fare il nodo a cuore. 6. Costruite un machard sulla corda in tiro (corda che ha il peso della persona caduta) il più vicino possibile al bordo del crepaccio e collegare le due asole con un moschettone. 7. Posizionate un ulteriore moschettone nel moschettone posto al vertice dell ancoraggio; create un ansa ad anello con la corda che va verso la 18

matassa e che esce dall anello della contro asola dove si è predisposto per il nodo a cuore 8. Inserite quest ansa ad anello rispettivamente a monte nel moschettone aggiunto a quello del vertice della sosta e a valle in quello del machard 9. sulla parte di corda che esce dal moschettone precedente, posto in corrispondenza del machard, realizzate un barcaiolo al quale agganciate un ulteriore moschettone. 10. riprendete la parte di ansa libera inserita nel moschettone a monte e passatela nel moschettone in cui si è fatto il barcaiolo in modo da realizzare un anello chiuso 11. Cominciare a tirare tenendo tra le mani la corda che, facendo da rinvio nel moschettone dove vi è il barcaiolo, va verso il rimanente della matassa 12. La parte di corda ad ansa usata dal punto 7 al punto 11 può essere sostituita con uno spezzone di 5/6 mt di colore diverso dalla corda. Ciò rende più facile la realizzazione perché si fa meno confusione. 13. Tirare sino a far giungere il machard vicino alla contro asola; a questo punto si possono avere 2 situazioni: a. Siete in 2 o più a tirare è sufficiente che si tenga la corda tirata mentre uno si effettua il punto 10. b. Siete da solo allora è necessario realizzare sulla corda rinviata sul machard un asola e contro asola che permette di evitare che ciò che si è tirato venga annullato e poi si passa al punto 10. 14. Effettuare sui due moschettoni uguali il nodo a cuore con la corda a cui la persona caduta è legata e recuperare tutto il molle sino a mettere il più possibile in tiro la corda che ha il peso. 15. Fare scorrere il machard lungo la corda riposizionandolo il più vicino possibile al bordo del crepaccio; nel caso si è nella situazione 13b prima bisogna disfare asola e controasola. 16. Ricominciare a tirare e contemporaneamente recuperare la corda a cui è legato il malcapitato sul nodo a cuore. 17. Così di seguito sino ad estrarre la persona dal crepaccio. 19

P R O G R A M M A D I A U T O S O C C O R S O PUNTO 5 PUNTO 7 PUNTO 6 PUNTI 8-9-10-11-12 PUNTO 9 PUNTO 14 ATTENZIONE! AVETE TUTTO IL PESO DELLA VITTIMA NELLE VOSTRE MANI fate l asola precisa e con decisione e occhio a non pinzare le dita nel nodo PUNTO 13 20

PUNTO 16 PUNTO 15 Paranco veloce Obiettivo: recupero di una persona in difficoltà che è caduta al massimo 15/20 metri e che è in grado di aiutarsi; può essere tranquillamente effettuata da soli. neve. Permette una elevata resa in termini di sollevamento può essere usato anche se la corda di cordata si è incastrata nella Prerequisiti: compagno che può collaborare e disponibilità di corda (doppia rispetto alla distanza alla quale si è legati). Esecuzione: 1. Realizzare l ancoraggio con uno dei sistemi precedentemente trattati tenendo conto del contesto in cui si sta operando. 2. Autoassicurarsi all ancoraggio e avvicinarsi con circospezione al bordo del crepaccio cercando di comunicare con la persona caduta. 3. Sul moschettone a vite a base larga posto sul vertice dell ancoraggio effettuare un mezzo barcaiolo e chiudere la vite del moschettone. La persona era legata o slegata ma vi ha risposto che non ha niente e può comunque legarsi da solo. Se è slegato gli fate arrivare il capo di corda e poi procedete con la manovra. 21

PUNTO 7 4. Tensionate un po la corda e fate asola e contro asola in corrispondenza del mezzo barcaiolo senza eliminare quest ultimo. 5. Con un cordino lungo 3.00 mt individuarne la metà e poi sfalsare di circa 70/80 cm i due capi 6. Costruite con il cordino sdoppiato un prussik sul tratto di corda lasca 7. Autoassicurarsi sul capo corto con un barcaiolo e moschettone all imbrago 8. Portarsi sul bordo del crepaccio posizionando il prussik in modo da rimanere in tensione sullo stesso. 9. Sulla corda molle verso la matassa calare un asola di corda con moschettone a cui la persona caduta dovrà agganciarsi 10. riprendete la parte di ansa libera che ritorna verso monte e costruire su di essa con il capo rimasto libero del cordino precedente indicato un bellunese. 11. Posizionarsi a gambe larghe rivolti verso il crepaccio e tirare con entrambe le mani proiettando il corpo all indietro, abbassare ogni tiro il bellunese con le mani. 12. Il cordino unico del punto 5 può essere sostituito da cordini corti collegati con rinvii, fettucce varie, ecc 13. Così di seguito sino ad estrarre la persona dal crepaccio. fare sempre l autobloccante (bellunese) sulla corda ( parte di ansa libera) che risale dal compagno caduto in quanto è l unico sistema di sicurezza che vi permette di potervi riposare mentre lo state tirando su. Il Compagno caduto può aiutarsi tirandosi sulla tratto di corda a cui era legato prima della caduta, riducendo così di molto il peso. PUNTO 10 PUNTO 4 PUNTO 6 PUNTO 9 22