IL MODELLO COMPORTAMENTISTA

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Indice 1 IL MODELLO COMPORTAMENTISTA -------------------------------------------------------------------------------- 3 2 IL MODELLO FENOMENOLOGICO: LA "PSICOLOGIA DELLA FORMA" O "GESTALTPSYCHOLOGIE" ----------------------------------------------------------------------------------------------------- 4 3 IL MODELLO PSICOANALITICO E PSICODINAMICO ---------------------------------------------------------- 6 4 IL MODELLO EPISTEMOLOGICO-GENETICO -------------------------------------------------------------------- 9 2 di 9

1 Il modello comportamentista Il "comportamentismo" è la scuola americana contemporanea di psicologia (ha goduto di un dominio indiscusso dagli anni '20 agli anni '70), che abbandona i concetti di "io" e "coscienza" e restringe la psicologia sia animale sia umana allo studio del comportamento. Si propone come una branca, oggettiva e sperimentale, delle scienze naturali, avvalendosi dei contributi della fisiologia, della psicologia animale, dell ipotesi evoluzionistica (L evoluzione della specie di Darwin). Pretende di spiegare i fenomeni psichici eliminando ogni elemento introspettivo non suscettibile di verifica sperimentale. L avvio al behaviorismo fu dato dal fisiologo russo Pavlov; fondatore, invece, del behaviorismo americano è J. B. Watson, che ne formulò (1913) il programma ne "La psicologia così come la vede il comportamentista". Col tempo, si è tracciata una distinzione tra behaviorismo: - metodologico: ignora la "coscienza" e sostiene lo studio oggettivo del comportamento - dogmatico: non nega la coscienza (è perciò una forma di materialismo metafisico) Il modello comportamentista ha dato due esiti fondamentali: - teorie della "contiguità" (di stimolo e risposta) [Watson e Guthrie] secondo cui ad ogni stimolo segue una risposta - teorie del "rinforzo" [Thorndike, Skinner, N. Miller] secondo cui un azione che determina successo e risultato atteso viene rinforzata nel suo reiterato compimento Solo successivamente [Tolman, Hull e Osgood] si avrà un apertura anche agli aspetti simbolici e cognitivi e verrà reintrodotta la separazione, seppur cauta, tra realtà fisica e intellettuale. 3 di 9

2 Il modello fenomenologico: la "psicologia della forma" o "Gestaltpsychologie" Un gruppo di psicologi della cosiddetta "scuola di Berlino" (poi, a causa del nazismo, "emigrata" negli USA): M. Wertheimer, W. Kohler e K. Koffka assegnano particolare valore alla "percezione", quale campo che consente di cogliere il carattere dinamico e sintetico della vita psichica: un complesso progetto di ricerche andò a reinterpretare l'intera fenomenologia della vita psichica. La parola "gestalt" designa un entità concreta e individuale, che esiste come qualcosa di staccato e che ha come uno dei suoi attributi la forma, o configurazione. Una "gestalt" è perciò un prodotto dell organizzazione psichica del soggetto e tale organizzazione è il processo che produce la "gestalt". In tale visione, si evita d'assolutizzare il valore dell oggetto (o mondo) esterno che in tanto è in quanto viene percepito dal soggetto secondo modalità proprie di quest ultimo. Vengono, pertanto, rintracciate strutture o "Gestalten" sia nel mondo fisico sia nel mondo mentale, e tra questi due domini si cerca di rintracciare la condizione generale che rende possibile una loro interpretazione omogenea. Questa visione si articola e si esprime soprattutto: - nel "postulato dell isomorfismo", ovvero corrispondenza di forme o strutture tra mondo fisico e mondo psichico, secondo un procedimento esplicativo di tipo analogico; tali forme diventano fattori strutturanti che cadono sotto il carattere dell appartenenza al tutto ("concezione olistica"); - nella "legge della formazione non additiva della totalità": il tutto si comprende solo se viene abbandonato l atteggiamento di considerarlo come la risultante di una somma, per progressive aggiunte, di elementi primitivi: questi cessano di essere considerati meri addendi, ma diventano fattori strutturanti che cadono sotto il carattere dell appartenenza al tutto ("concezione olistica"); - nella "legge della pregnanza": la pregnanza è considerata un fattore strutturante della percezione, per cui forme ambigue, incomplete o leggermente asimmetriche, tendono ad essere percepite come più definite, complete e simmetriche. Tale legge è detta anche della buona forma. Uno sviluppo interessante dei principi della "gestalt" è rintracciabile nella "teoria del campo di Kurt Lewin. Lewin si occupò di teorie della personalità e di psicologia sociale: 4 di 9

l individuo è inserito in uno spazio vitale che si configura come un campo di forze, all interno del quale si sviluppano dinamiche di gruppo. 5 di 9

3 Il modello psicoanalitico e psicodinamico La Psicoanalisi rappresenta un modello di sviluppo della personalità, una filosofia dell'uomo e un metodo psicoterapeutico basato sull'interpretazione. Dagli anni '20 fino agli anni '40, le teorie di Freud, nutrendosi del contributo di analisti come Jung e Adler, ebbero un grande prestigio diffondendosi in Europa e nel Nord America. Questa nuova prospettiva dinamica concepisce l'uomo come un essere biologico dotato di una esistenza psichica, di cui è inconsapevole, caratterizzata sin dalla nascita da spinte pulsionali e istintuali (di tipo sessuale ed aggressivo) e da desideri che mossi dal principio del piacere premono sulla coscienza per essere soddisfatti. Nel tentativo di realizzare il migliore adattamento possibile ad una realtà, che nell'idea freudiana è razionale ed oggettiva e non può essere modificata, l'io e la coscienza impongono all'uomo di rinunciare a queste spinte pulsionali e ad autoregolarsi attraverso il principio di realtà. Il modello psicoanalitico si basa sull'ipotesi dell'esistenza di processi psichici inconsci che influenzano il comportamento, creano conflitti e sono alla base dei sintomi nevrotici. Nel tempo si affermarono nuove teorie psicodinamiche: "la psicologia dell'io proposta da alcuni psicoanalisti come Anna Freud, Hartmann, Erikson, metteva in risalto l'importanza dell'ambiente sulla personalità e nella formazione della nevrosi, come risultato del conflitto tra l'io e le diverse pressioni sociali. Erikson, in particolare, ha evidenziato la valenza delle motivazioni nei comportamenti dell uomo. Per la teoria delle "relazioni oggettuali" i primi rapporti tra bambino e le figure affettive di riferimento portavano alla formazione di modelli interni, influenzanti le relazioni umane costruite dall'individuo nel corso della vita; Melanie Klein propose lo sviluppo psicologico come il prodotto di un conflitto amore/odio nei confronti dell'oggetto(il seno materno), che il bambino avverte come buono o cattivo a seconda della cura e della disponibilità materna. Lo sviluppo psicologico secondo Freud, avviene durante l'infanzia, attraverso il superamento di specifici stadi psicosessuali. In ogni fase il bambino ricerca il piacere e la soddisfazione delle sue pulsioni attraverso la stimolazione di una determinata zona erogena: nello stadio orale, la gratificazione viene raggiunta attraverso la stimolazione della bocca; nel sadico-anale essa avviene 6 di 9

attraverso la stimolazione dell'ano e in relazione all acquisizione delle abitudini igieniche; nel fallico, prevale la stimolazione dei genitali che prelude alla tipizzazione sessuale. In quest'ultimo stadio compare il complesso di Edipo che si ripresenterà e verrà superato nell'età puberale. Il maschietto, infatti, stabilisce un legame molto stretto con la madre che diventa oggetto d amore. Quando si rende conto che la figura paterna condivide attenzioni e cure da parte della madre e gli contende il suo amore, anche in virtù di un intesa che egli intuisce diversa e misteriosa, il suo rapporto con il padre diventa conflittuale, sospeso tra amore e odio. Il papà rappresenta una figura forte, che affronta quotidianamente un mondo esterno che il bambino interpreta come pericoloso e ritorna vittorioso, è colui che protegge e sostiene la famiglia, ma è anche colui che gli contende l oggetto d amore: la madre. Ma il bambino è anche consapevole di non poter esprimere la propria aggressività contro il padre in quanto lo percepisce come soggetto più forte. Allora il bambino supera il complesso di Edipo e la conflittualità delle opposte pulsioni scegliendo di identificarsi con la figura paterna. Avviene così la tipizzazione sessuale ed il superamento del complesso di Edipo. Per la femminuccia si manifesta il complesso di Elettra che vede attivare pulsioni emotive e sessuali verso il padre che diventa oggetto d amore conteso nel rapporto conflittuale con la madre. L identificazione con quest ultima consente alla bambina di assumere ruoli femminili e di superare le conflittualità esistenti. Anche la bambina raggiunge la tipizzazione sessuale. La fase genitale è il momento in cui la sessualità infantile raggiunge la massima intensità per poi subire una inibizione nello stadio successivo: il "periodo di latenza" in cui l'energia verrà indirizzata in modo maturo verso mete sociali ed ideali. In questa fase del suo sviluppo, coincidente anche con la frequenza della scuola primaria, il bambino orienta curiosità, motivazioni ed interessi verso il mondo esterno da conoscere ed esplorare. Il mancato superamento di ognuno di questi stadi determina il fenomeno della "fissazione" della libido e della energia istintuale, che determinerà la patologia nell'adulto. In quest'ottica l'individuo viene visto come un sistema energetico regolato da tre istanze: Es, Io e Super-io in costante mediazione. La dinamica di questo processo, determina la struttura della personalità, il carattere e l'equilibrio psichico dell'individuo. L' Es rappresenta il processo di personalità alla nascita, ed è sede degli istinti da soddisfare; l'io è l'istanza consapevole che regola la personalità mediando tra gli istinti dell' Es e l'ambiente circostante, è sede dell'intelligenza e della razionalità; il Super-io è la 7 di 9

componente regolatrice e giudicante, che permette di stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, è il soggetto censore dei comportamenti. L'individuo per sopravvivere ad eventi che non sa gestire svilupperà meccanismi di difesa, considerati forme di adattamento; sono processi inconsci, per gestire l'angoscia generata dal conflitto tra le tre istanze della personalità, per il controllo dell'energia psichica all'interno del sistema. Quando l'io utilizza in modo rigido i meccanismi di difesa, questi saranno disadattivi, generando uno stile di vita problematico. 8 di 9

4 Il modello epistemologico-genetico Il modello dell epistemologia genetica mira a spiegare i processi cognitivi umani (percezione, intelligenza, : in tal senso è "epistemologia") ricostruendo le fasi (gli stadi) del loro sviluppo nell individuo (ma anche nella specie), dall infanzia all età adulta (in tal senso è "genetica"): introdotto da J. Piaget (1896-1980) si oppone alla tradizionale separazione tra logica e psicologia e fonda sulla loro sistematica collaborazione la possibilità di comprendere il pensiero nelle sue espressioni più evolute e quindi nella sua storia e nel suo divenire. Secondo questo modello subentrato al comportamentismo, in crisi dopo i primi anni 60 la mente umana funziona come un elaboratore attivo delle informazioni che le giungono tramite gli organi sensoriali, in analogia coi servomeccanismi di tipo cibernetico: i processi cognitivi vengono analizzati in quanto funzioni organizzative, nell ambito di un sistema complesso costituito da strutture o schemi mentali di previsione e di spiegazione dei fenomeni. Tale modello, dunque, non possiede una propria concezione dell uomo, ovvero non dà spiegazione o interpretazione del comportamento umano, ma ne osserva processi e funzioni. Si tratta di conoscere l elaborazione interna costituita dagli eventi che hanno luogo entro l organismo tra lo stimolo d ingresso ("in-put") e la risposta d uscita ("out-put") della struttura psichica che forma il "pensiero" o i "processi mentali". Questi eventi interni, naturalmente, non sono direttamente osservabili. Devono essere inferiti, ma si tratta di inferenze possibili e rilevabili mediante applicazione e confronto di diverse metodologie di indagine.. Il cognitivismo si avvale dell apporto di molteplici influenze: da un comportamentismo liberalizzato alla teoria dell informazione e dei sistemi, dalla neurofisiologia di Hebb all'etologia, dalla linguistica di Chomsky fino alla stessa teoria della Gestalt. 9 di 9